AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

17 dicembre 2011

EVVIVA O BABA' DELLE FESTE









Per me il Natale è casa, famiglia, mia madre che canta mentre prepara da mangiare.

E allora per festeggiarlo in gloria senza troppi fronzoli inutili, vi lascio la ricetta del Babà di mia mamma.

Abbiatene cura, perchè è preziosa, come il mio amore per lei.

Cercherò di fotografarla mentre lo prepara, così vi farò respirare un pochetto di casa mia.

Ricetta per circa 10 persone.


la pasta:
300 gr di farina
7o gr di burro
3 uova
un pizzico di sale
(125 gr di patate)
1 dado di lievito
1 cucchiaio da tavola di zucchero
(un poco di latte se volete)

il giulebbe e lo sciroppo:
450 gr di zucchero
circa un mezzo bicchiere d'acqua  o anche più dipende da voi di rhum
450 gr di acqua







Mia madre comincia con lasciare fuori dal frigo circa due ore prima le uova, il lievito e il burro.
Poi scioglie il lievito in un pochino di acqua tiepida.
Lo impasta con un pungo di farina e poca acqua e lascia lievitare, coperto, in un luogo tiepido a dire il vero lo lascia sul termosifone tiepido.

Poi in una terrina molto grande, prepara il resto della farina, il burro, lo zucchero e il sale.
Impasta tutto e poi aggiunge una alla volta le uova e il panetto di lievito ormai lievitato.

 La pasta potrebbe essere poco morbida, allora in questo caso lei  aggiunge un po' di latte e  la lavora energicamente, sbattendola con la mano, per farla staccare dalla terrina.



A questo punto unge lo stampo completamente; sistema all'interno la pasta pareggiandola per bene, copre e lascia in un punto della casa coperto e al caldo finchè non raddoppia il volume.

Abbiate pazienza nell'aspettare la lievitatura  il periodo può variare da un'ora a parecchie; il tempo dipende da tanti fattori, come la temperatura del luogo e della lavorazione; mia madre lo lascia coperto più di un'ora dopo averlo lavorato tantissimo.




Quando la pasta ha raddoppiato il volume fate la prova del dito: toccatela e se la sentite molto morbida e spugnosa allora è il momento di infornare.

Lei preriscalda il forno a 180° per dieci minuti.

Il babà deve cuocere per circa 3 quarti d'ora: dovrà apparire  dorato in superficie e asciutto all'interno.
Fa la prova dello stecchino, se dopo averlo introdotto lo tira fuori bello asciutto, è pronto.
Toglie dal forno, copre con un panno pulito e poi in una coperta di lana e  lo lascia riposare per oltre un'ora.


E' il momento di passare allo sciroppo:
per un minuto fa bollire lo zucchero e l'acqua, aggiunge il rhum e lascia bollire brevemente prima di utilizzarlo.

Direttamente sul babà con un cucchiaio versa lo sciroppo ancora caldo, poco alla volta, attentamente.

Finito il bagno, lo toglie dallo stampo e lo poggia sul piatto di portata.

Pronto!



Alla versione di mia mamma ho aggiunto un pizzico di Mariella.
Io vi suggerisco di unire all'impasto una patata lessata e passata due volte circa 125 gr.
Provate e scoprite il risultato!






Come nota bibliografica aggiungo che il dolce nasce in Polonia nel 1700 e poi introdotto in Francia dal re detronizzato Stanislao Leczinki alla corte di luigi XV.
Da quel momento si diffonde in tutta Europa.
Ma è solo a Napoli che avviene l'incantesimo dell'unione con il rhum e nasce la leggenda.

29 commenti:

  1. Mari, non è che mi dai molta scelta: o indossare il grembiulino bianco della Babà cucina o la calzamaglia della poesia.
    Tutto sommato preferisco rimanere al piano sottostante: perlomeno avrò modo di estrarre dal cilindro il mio cavallo di battaglia.
    Branduardi.
    Vista poi la limpidissima giornata di vento e di sole, dove dal mio paesello posso scorgere le montagne innevate e le case di Bergamo alta, mi son piazzato sul tetto di casa munito di cannocchiale per vedere se dalle valli scendesse un ' autovettura guidata da King Kong affiancato da una scimmietta.
    Nulla di nuovo all' orizzonte.
    Comunque i proiettili della mitragliatrice contraerea rimangono in canna.

    Paolino Paperino

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  2. E' vero Maeriella per i napoletani il BABA' è una cosa seria.
    Ed è proprio per tale motivo che la tua ricetta legata all'amore per mamma dobbiamo costudirla,ma non azzardarci a creare.

    Insomma anche seguendo tutto alla lettera il baba' fatto da una bergamasca non sarà mai come quello vostro.
    Questione di aria e spirito :-)

    Curiosità.La fotografia postata è presa da internet o è proprio il dolce fatto da tua mamma e da te fotografato?

    Bè per oggi mi accontento degli strufoli al miele che mi ha portato la mia amica.

    Ci sono dei dolci,cibi,sapori che inevitabilmente si sentono solo durante il periodo natalizio.
    Inoltre essendo per te giorni in cui ti ritrovi con la tua famiglia che non vedi da tempo non puoi non sentire il Natale come pura magia.

    Sinceramente non vorrei turbare i vostri animi ma se potessi vorrei che Vigilia Natale e S.Stefano durassero il meno possibile.

    Alla fine mi viene solo nostalgia.
    E noia se proprio devo dirla tutta.

    Sto parlando ovviamente di tutto quel che comporta il tram tram di quei giorni.Non parlo del valore cristiano e spirituale che invece forse quest'anno sento più degli altri anni.

    Mariella mi fa piacere saperti fra pochi giorni in partenza.

    Dai un bacio da parte mia ad ognuno della tua famiglia.

    Ti voglio bene...certo se mi portassi quel baba' a Bergamo te ne vorrei ancor di più ;-)

    veru

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  3. Altra parentesi.

    PAPERO l'immagine di te che metti il fino spinato intorno a casa mi ha fatto morir dal ridere...ghghghghgh

    Ma dai non ti pare di esagerare???

    Guarda che io sono una ragazza carina carina,a modo...Mariella tu puoi confermare???

    Ti dirò pure educata.

    Volevo fare conoscere il mio pelosetto...no no non King Kong...l'altro,il quattrozampe a Mila.

    Vabbè resta il mio affetto virtuale immutato.

    Veru

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  4. E adesso cosa me ne faccio del pentolone di olio bollente che avevo fatto preparare in caso di assalto del nemico??
    E poi Mila è ancora vergine: non è puoi presentagli il tuo cane così, en passant.
    Servono garanzie.
    Va be', vado a vedere se riesco a rivendere come fuochi pirotecnici per l' ultimo dell' anno le bombe al napal che mi ero procurato per la discesa dei barbari invasori.
    Comunque un po' di gente l' ho stesa pure al piano di sotto.

    Paolino Paperino

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  5. Mari, adoooro il babà(ma sai che così non lo avevo mai visto?? Ho visto sempre solo quelli piccoli, tipo coni per capirci..)

    Ciao , Veru
    non sai quanto ti capisco....
    Non so se passerò nei prossimi giorni, quindi ti faccio tantissimi auguri di Buon Natale! E c'è un pacchettino virtuale, anche per te... (vedi post precedente)
    Bacione , ragazze!!
    Anna

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  6. veru,
    ciao!
    Non riesco ad immaginarti mentre prepari il Babà, ma mentre lo mangi sì!
    Le foto sono tratte da internet, sai ci pensavo mentre le cercavo che non ho foto di mia mamma mentre crea, rimedio quest'anno.
    Però ti assicuro che la prima corrisponde esattamente al risultato finale, quando l'ho trovata ho pensato "ma guarda questo è il Babà di mamma"!

    Come hai analizzato con esattezza, per me questo è il periodo più bello dell'anno proprio per motivi affettivi, ma la sera del 25 sono a pezzi!
    Non riesco ad annoiarmi non ho il tempo!

    Il valore cristiano della Festa è simbolo che non si discute, quest'anno poi lo sento in maniera particolare.

    Ti voglio bene anche io, e non preoccuparti arriveranno sorpresone in quel di Bergamo!

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  7. Papero, confermo che veruskina è una bella ragazza aggiungerei gnocca bergamasca come si definisce lei!

    Unica, altro che pelosina!
    Sono sicura che ti ha cercato eccome, e sarà rimasta delusa dal non averti trovato!

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  8. Anna, mia mamma il Babà lo fa solo così.
    Poi quelli di pasticceria sono conici.
    Ma quello formato famiglia ha la forma della ciambella.
    E quando lo tagli a fette ti rendi perfettamente conto di quale meraviglia sia, ancor prima di assaggiarlo.

    Buona domenica!

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  9. Ghghghghgh

    Mariella troppo gentile.
    Mi accontentavo dicessi che una ragazza educata e di buone maniere.

    Gnocca nà volta...ghghghgh

    Sarebbe veramente bello se quest'anno riuscissi a fare qualche fotografia dei vostri magnifici piatti tradizionali :-)

    Anna grazie.Bellissima l'idea del pacchetto virtuale.Ti abbraccio.

    baci veru

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  10. veru, non ho mica finito con i piatti natalizi.
    Aspetta e vedrai!!!

    Gnocche si nasce e tu ed io lo naqquimo!

    Evviva Totò!

    bacetti cara.

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  11. E vabbò , ma così non vale!!!!!! :-))
    ANNA

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  12. Cara Mary,
    purtroppo credo di condividere il disagio del Papero: tra la calzamaglia della poesia e il grembiule da cucina, mi sento decisamente meglio con la prima! E non tanto per una questione di trend modaiolo, ma proprio perchè in cucina il massimo della mia produzione è scartare surgelati o aggiungere il latte al preparato del budino...! Oltre a scaldare i piatti da asporto... dalla cucina di mia mamma! Mi immagino già la tua espressione inorridita... Che dobbiamo fare... Forse proprio per la mia assoluta inettitudine, leggere la ricetta e guardare il risultato di cotanta fatica mi ha fatto venire l'acquolina in bocca! Complimenti davvero alla mamma (e anche a te, per il "tocco Mariella"!)

    Per quanto riguarda il Natale, a casa mia c'erano grandi preparativi quando stava bene mia nonna e quando c'erano mio nonno e mio padre, i veri cerimonieri del Natale, depositari di tutte le tradizioni. Anche a tavola si parlava milanese (quello DOC di mia nonna) e emiliano (per parte di mio nonno) e allora ravioli in brodo, gallina a lesso e arrosto (o il tacchino), l'immancabile panettone e il torrone (che portavano i parenti di mia mamma, originaria del cremonese). Insomma... niente babà, ma di cose buone ce n'erano da star male!

    Negli anni, le tradizioni natalizie sono molto cambiate; si sono aggiunte quelle della famiglia di mio marito che festeggia alla vigilia con il cenone. Ma in fondo, per me il Natale resta ancora quello legato alla mia infanzia, alla casa grande di mia nonna con il camino, il servizio di piatti e bicchieri della festa, le tovaglie ricamate, il grande presepe, il profumo del panettone messo a scaldare sulla stufa...

    I preparativi iniziavano il 7 Dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, come in buona parte delle famiglie di Milano: si faceva l'albero e si allestiva il presepe. Ma la statuina di Gesù prendeva posto nella capanna solo la notte di Natale. Quando io e mio fratello (gemello, per giunta!) eravamo piccoli, la notte di Natale lasciavamo sul tavolo della cucina anche acqua e fieno per l’asinello di Gesu’ e il latte per il Divino: pensavamo che avrebbero avuto fame dopo aver portato tanti doni ai bambini! E mi ricordo anche le letterine a Gesù Bambino (a me i doni non li ha mai portati Babbo Natale!), perchè non era solo un elenco di "desiderata"... eh no, sarebbe stato troppo facile! Bisognava meritarseli quei doni, impegnandosi a fare del proprio meglio. Il regalo, insomma, non era qualcosa di dovuto: bisognava guadagnarselo.

    Con gli anni, quella magia di Natale si è persa insieme a molti dei miei familiari, alcuni dei quali erano degli emeriti “rompiballe”, che chissà come, quando si invecchia, mancano anche quelli…! Insomma... anche quest'anno prevale in me questa sottile malinconia e nostalgia nel sentire avvicinarsi il Natale. Per quello che è stato e non potrà mai più tornare. Per le persone che ho amato e che mi mancano, eccome, ogni giorno, ma a quella tavola imbandita per la festa ancora di più. E soprattutto perchè non ci sarà il mio papà, il mio adorato papà. E dirvi quanto mi manca proprio non ci riesco...

    Per cui, cara Mary, custodisci gelosamente questa ricetta. Vai felice a condividere questo giorno di festa con la tua famiglia. Assapora tutto quello che in questi giorni potrai portarti via con te. E custodisci tutto nel tuo cuore come quello che è e deve essere: la vera magia del Natale. Che non si trova tra le carte colorate dei regali, ma nello stare insieme, nel ritrovarsi, nel raccogliersi. Al di là del significato religioso della festa che sente ciascuno a modo proprio. Un abbraccio gigante
    Emanuela

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  13. Emanuela, abbiamo scoperto che tu e veru siete separate dalla nascita, per quanto riguarda la passione per la cucina.

    Tra surgelati e quattro salti in padella, sapete davvero dare punti a tutti!

    Scherzo eh, la veru ci è abituata!

    Molto bello quello che racconti sulla tua idea di Natale.
    Il ricordo, le tradizioni, l'infanzia.
    E l'amore per chi è stato fondamentale per la tua vita ed è e sarà sempre con te.

    Ti abbraccio.

    Mari

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  14. Pur non esperta in cucina, Emanuela, sei riuscita ugualmente a trovare un gancio per assemblare uno scritto che si lascia leggere davvero volentieri.
    E lascia traspirare nel blog di Mari un clima familiare.
    Anche se, da parte mia, un poco orso, non rappresento un “ famigliarone”.
    Al mio matrimonio nemmeno ho invitato i parenti: solo alcuni amici.
    Mia moglie ha scelto diversamente.
    Visto che è stata lei – gallaratese - dopo sposata, a trasferirsi nel cremasco, quasi sempre trascorriamo il Natale dal suo lato famiglia: per ragioni logistiche lo vediamo di meno.
    E anche quest' anno saremo a pranzo da sua sorella.
    La quale davvero si fa in quattro per allestire atmosfere e libagioni caratteristiche e peculiari.
    Francamente, anche per quanto riguarda compleanni, ricorrenze, festività varie, rimango freddino: adoravo S. Lucia ( 13 dicembre) da bambino perché nelle mie zone era lei che portava i giocattoli.
    E bisognava appendere alla finestra un mazzolino di fieno ( con nastro azzurro per i maschietti, rosa per le femminucce) affinché l' asinello che tirava il carretto si potesse sfamare.
    Diventato adulto le cose sono cambiate.
    Ma nemmeno subisco eccessivi stress in questo periodo: non faccio regali a nessuno. A parte una mancia in denaro ad alcuni giovani nipoti acquisiti.
    Così oggi mi sono buttato nella folla del supermercato senza l' ansia da prestazione.
    E se è vero che a scuola già negli anni 70 si svolgevano temi sul consumismo del Natale non è che le cose siano andate migliorando.
    Anzi.
    Accidenti, è già dai primi di novembre che sugli scaffali sono apparse statuine e casette del presepe. Tra l' altro moltissime di orrenda fabbricazione cinese.
    Mamma mia: quanta paccottaglia che circola!
    Ma quando le finanze scarseggiano ci si arrangia come può.

    Paolino Paperino

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  15. Wow, la ricetta mette appetito... Ma non sono molto ferrata in cucina, come sai, e quindi mi sa che mi limiterò all'acquolina in bocca :p
    Una volta ho provato a fare una torta e ne è uscito un vero disastro... ç_ç

    Il Natale, come dicevo da Paola, per me sono soprattutto i biscottini che prepara mia mamma. Slurp!

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  16. Il Natale per tutti noi rappresenta la famiglia a quanto pare.
    Chi con più trasporto, chi meno.

    I regali sono davvero il capitolo più controverso.
    Io a differenza dei Papero, li faccio da sempre.
    E noi siamo tanti, tra parenti ed amici, ma per me anche un piccolo pensiero fatto con il cuore conta.
    Fa capire alla persona che lo riceve che lo abbiamo pensato.

    Adoro farli ai miei nipoti, piccoli e grandi.

    Adoro vedere i loro visi accendersi di gioia.

    Questo mi ripaga di tutto.

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  17. Ciao Arnika.
    Anche per te il Natale e rappresentato soprattutto dai sapori.
    Ma che biscotti prepara tua madre?

    Hai voglia di dircelo?

    baci.

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  18. Ok Mariella: allora ti sfido ad offrirmi un dono virtuale.
    Cosa mi regaleresti per Natale?
    Ovviamente con il budget che generalmente disponi per gli " amici " di fascia ... C ??
    Guarda che se non mi piace lo riciclo.
    E se non mi piace non mi piace davvero te lo tiro dietro!

    Paolino Paperino.

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  19. Io uso solo budget del cuore e non ho fasce.

    Ti regalerei un libro che ho letto un bel po' di tempo fa di Vittorio Zucconi:
    "Gli spiriti non dimenticano".

    Se me lo tiri dietro mi sa che mi fai male...

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  20. Ma offrirmi Cavallo Pazzo è un fatto casuale o premeditato??
    Ti cito in giudizio per battuta colposa.
    Va be' : il problema di regalare libri – a parte quelli del momento, nemmeno letti, perché non si sa che pesci pigliare – è che i gusti sono tendenzialmente soggettivi.
    Per cui, se io leggo un volume, mi piace , mi appassiona, non è scontato che possa piacere ad altri.
    Si va più sul sicuro – detto da Mister Romanticherie – regalare un buono d' acquisto da spendere in libreria.
    Con mia moglie funziona così: l' accompagno, lei sceglie, poi io pago alla cassa.
    Non moltissimo tempo fa si è presa un bel paio di tomini: “ Storia degli Indiani D' America “ e “ Gli Indiani d'' america”.
    Poco tempo dopo ha scelto “ La via sciamanica dei quattro elementi “ e un Cd musicale dal titolo “ Tatanka, best of Indian Song.”
    Calcolando che come lettura sono indietro coni miei libri biblioteca personale di almeno un migliaio di volumi penso che il tuo dono lo riciclerò alla consorte: ne sarà ben contenta.
    O non vorrai poi interrogarmi sui contenuti di ciò che mi hai regalato con la classica domanda “ ma ti è piaciuto?”
    Accidenti, a volte non solo è impegnativo fare regali: ma pure riceverli!
    Regalatemi soldi e buoni d' acquisto: poi ghe pensi mì.
    Tranquilli che non mi offendo.
    E lasciate perdere dove vi porta il cuore: altrimenti sarebbero solo spiccioli per il Papero.
    E ribadisco: che bello, da parte mia non regalare niente a nessuno a Natale.
    Che bello!
    Senza minimamente sentirmi in colpa.
    Al massimo qualcosina alla moglie.
    Ma sceglie lei.
    Si è dovuta arrendere.

    Paolino Paperino

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  21. Mari, hai mai vissuto un amore non corrisposto?
    “ Colori “ una canzone di Branduardi ( ma no! ) si ispira ad un canto dei Pellerossa scritto per liberarsi da un amore infelice.
    Per superare una passione che divora bisogna andare sulla riva del mare e disegnare il volto dell' uomo ( o della donna ) troppo amata.
    Poi sedersi e aspettare.
    La risacca e il vento cancelleranno quel volto; e quando i tratti saranno confusi, si guarirà.


    E' il volto tuo che ho disegnato,
    chino per terra io l'ho dipinto:
    ho usato il nero per i tuoi occhi
    e bianca sabbia per la tua pelle.
    Quando la pioggia l'avrà lavato
    e i tuoi colori confuso,
    quando il vento sarà passato
    sarò alla fine guarito.
    E' il volto tuo che ho disegnato,
    mi son seduto ed ho aspettato:
    ho usato il nero per i capelli
    e rossa sabbia per la tua bocca.
    Verrà la pioggia e lo laverà,
    confonderà i tuoi colori,
    quando il vento sarà passato
    sarò alla fine guarito.

    Che possa più o meno funzionare è poi un' altra storia...
    C'è gente che prova a dimenticare ingozzandosi di babà.

    Paolino Paperino

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  22. Certo che qui siamo in piena attività!
    Come vedete io la prendo comoda.

    In realtà come ogni anno mi riduco all'ultimo minuto a fare ogni cosa.

    Considerando che fra Natale e S.Stefano siamo in parecchi tutti a casa di mamma che poverina si trova a dover cucinare per tre giorni di fila,cerco di esserle almneno utile in qualcosa.

    Riguardo ai regali,sono un po' di anni che abbiamo deciso di non farceli più fra adulti.
    Restano i nipotini...che sono sempre troppi.

    Considerando che i giochi hanno prezzi piuttosto alti direi che eliminare dalla lista zii genitori etc etc è stata una buona idea.

    Comunque al mio amico Papero regalerei l'ultimo libro di Baricco di cui vi ho parlato perchè non so come il personaggio per certe sfumature mi ricorda lui.

    Alla Mariellina visto che ama cucinare un bel cesto con golosità tipiche dei negozietti ,sai quelli di una volta,che trovi solo in Città Alta...mica in basso dove sto io...ghghghgh

    Alla Annina una composizione di fiori freschi fatte da un nostro caro amico,sono vere e proprie composizioni d'arte.

    Alla Manu ci devo ancora pensare perchè la conosco poco.Però opterei per un libro particolare.Ci penso.

    Ora scappo.

    Ci risentiamo per gli auguri.
    baciotto veru

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  23. Grazie,Veru!!
    I fiori sono apprezzatissimi perchè, cone sai,amo circondarmene :-)Bacione!!

    Buona serata, Mari, un abbraccio!!
    Anna

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  24. Quel libro io l'ho letto di un fiato.
    E' la storia romanzata del più grande capo Sioux Oglala ovvero Cavallo Pazzo, l'uomo che guidò con Toro seduto le maggiori tribù pellerossa alla vittoria contro Custer nella battaglia di Little Big Horne, in cui il generale trovò la morte.

    Il grande guerriero, indomito, unico capo pellerossa a cui l'America sta dedicando una statua scavata nella roccia, come i grandi Presidenti Americani, a cui ti ho associato è troppo Paolino?
    C'è poco da annoiarsi a leggere quel libro, che non ha niente a che fare con i libri di storia regalati a tua moglie.

    Liberissimo di non regalare nulla agli altri, e anche di essere contento.

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  25. Sai, ci ho pensato a lungo alla tua domanda sugli amori non corrisposti.
    Non mi è mai capitato.

    Davvero.

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  26. Ciao Veru, allora ti occupi degli acquisti?

    Vediamo, il libro di Baricco è un regalo che faremo a mio fratello, ti avevo detto che lo adora.
    Io, se oltre a quello che cucino o che mangio in vacanza ci aggiungo anche i cesti regalati dalle amiche ghghghghghgh, penso che tornerò a rotolare tutto il tempo come qualche anno fa.
    I tuoi regali per gli altri mi sembrano azzeccatissimi.

    Quando riesco posto i miei per tutti voi.

    Ma datemi un momento in più per pensarci.

    Buona serata.

    RispondiElimina
  27. Un abbraccio grande grande a te Annina!

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  28. Scusate, ma a casa mia e' arrivato un omone tutto vestito di rosso (ma non era il Gabibbo!!) con tanto di barba, trabiccolo trainato da quadrupedi non ben identificati...

    Mi ha lasciato queste cose per voi:
    - alla Mary, una stola in seta e cashmere écru. E una raccolta di DVD con la saga di Lady Oscar
    - alla Veru, gioielli etnici in argento (non sono pacchiani... Ma gli orecchini francamente mi paiono pesantini...). Ci sarebbe anche un microonde di ultima generazione: sarà per via dell'utilizzo massiccio di surgelati in cucina?! Chissà
    - al Papero, una card Feltrinelli. E mezzo quintale di cibarie per corvi neri. O sei uno dei guardiani della Torre della Regina Elisabetta o qualcosa mi fa capire che hai un nuovo arrivato in famiglia...!
    - alla Anna un vaso di vetro soffiato. Direi, particolare. E un libro sul linguaggio dei fiori

    Per ora, sono arrivati questi. Data l'ora, spero non ci siano altre consegne poiché mi appresto ad andare a dormire. Se non gradite quanto ricevuto, riciclo tutto volentieri. Cibarie da corvo escluse...! Buonanotte!!!

    Emanuela

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  29. Ehi, ma qui c'e' anche una mega tv a schermo piatto!! Il biglietto riporta la dicitura "Per P.P.". Lo conoscete?!
    Per quanto riguarda la scelta di non fare regali o di far scegliere i diretti interessati, ebbene, non e' solo una prerogativa del Papero: anche mio marito la pensa così. Ma e' in netta minoranza in famiglia. Per cui delega a me la scelta dei regali al suo parentame. Che e' comunque ristretto. Sono i nipotini (per me acquisiti) che hanno richieste assurde. Sono ancora troppo piccoli per apprezzare il dono in denaro. Vogliono il pacco, non la busta!!! E per gli amori non corrisposti, ebbene... Mi e' capitato in un'accezione un po' particolare: ho continuato ad amare per un bel po' chi non mi amava piu'. Ma e' passato così tanto tempo che non ho più bisogno di sperimentare l'antidoto degli Indiani d'America. E non ci tengo a farlo in futuro...!

    Sei stata fortunata, Mary...

    Emanuela

    RispondiElimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)