AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

30 dicembre 2011

IL POSTO DEL CUORE: LA CITTA' DI FRANCESCO




E’ il posto che amo di più al mondo, dopo la mia casa.
Attraverso il vetro della mia macchina che corre verso un luogo che conosco e amo, in questa splendida giornata di fine dicembre, vedo la collina che amo tanto ergersi attorno alla natura del posto che come al solito mi sorprende sempre con il suo verde.
Gli ulivi sono la prima cosa che si nota arrivando, come le valli.
Di fronte a me,  la cupola dorata della Basilica di S.M. Degli Angeli, l’ampio sagrato e la statua della Madonna benedicente.

So che, come ogni volta appena entrata percorrerò quasi di fretta la navata centrale per raggiungere, quelle piccola chiesetta al centro, fatta di pietra scarna posata quasi ottocento anni fa dalle mani amorose di un piccolo fraticello.






La chiesetta ha il potere di calmare il mio cuore, spesso agitato e di farmi ritrovare la pace.
Si chiama Porziuncola e toccando quella pietra io ritrovo la serenità.






E’ il più grande luogo di culto d’Italia, il luogo che Francesco costruì per onorare il suo amore verso la Madre di Dio e verso tutte le creature del mondo.

Lui che non aveva mai fatto differenze alcune, che riconosceva come grandi due parole: pace e amore.

Se fosse vissuto oggi sarebbe stato perseguitato per la sua idea di uguaglianza.
Indicato come pazzo, perché riusciva a parlare e a farsi comprendere da tutti persone e animali.

E’ stato anche un fine letterato, con la sua semplicità ha ricondotto alla vera fede milioni di persone, che si erano perse in tutte le epoche che lo hanno succeduto.
Scriveva cose come queste:

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace.
Dove e' odio, fa' che io porti l'amore.
Dove e' offesa, che io porti il perdono.
Dove e' discordia, che io porti l'unione.
Dove e' dubbio, che io porti la fede.
Dove e' errore, che io porti la verita'.
Dove e' disperazione, che io porti la speranza.
Dove e' tristezza, che io porti la gioia.
Dove sono le tenebre, che io porti la luce.


Lui che si era spogliato di qualsiasi cosa fosse riconducibile a possesso terreno, il più povero, il più ricco.

Un piccolo gruppo di uomini e una piccola fanciulla bionda di nome Chiara credettero in lui e lo seguirono.

Oggi sarebbe tacciato come santone e inviso dalla comunità.

Fu processato, su richiesta di suo padre, davanti alla Chiesa nelle vesti del vescovo di Assisi.
In quel momento abbandonò tutto e stranamente per una volta ebbe subito accoglienza all'interno della Chiesa.
Stranamente perchè di solito la potente Istituzione non accoglie così facilmente chi si differenzia dalla massa.

E infatti poco tempo dopo riuscì ad ottenere da Papa Innocenzo III l'autorizzazione alla sua regola di vita.


Francesco è per me, porto sicuro.

E mentre la Chiesa con la sua ottusità e le sue regole inappellabili, si allontanava sempre di più dall’uomo, lui riusciva a far balenare nel cuore di chi voleva delle risposte diverse, la luce del vero amore.
Quello senza compromessi, quello sincero.
Dove tutto è purezza, dove tutti sono uguali, e nessuno è escluso.
Gli insegnamenti fondamentali, quelli di Gesù.


Domani mattina, ultimo giorno dell’anno, che è stato così difficile e duro per molti di noi, andrò alla Basilica sopra Assisi.
E pregherò sulla sua tomba, anche essa tutta bianca e in pietra semplice come lui.
Non importa se attorno il business fa da padrone, non mi interessa.
Non è quello che prevale, perché io vi assicuro che nonostante tutto, qui si respira aria pura.
E’ non è suggestione.

Ma se tutte le volte che vengo sento di diventare migliore, un motivo ci sarà.


Basta così poco in fondo.

Basta amarsi.

Ed io questa sera, per il nuovo anno, vi auguro soprattutto tanto amore.

Ovunque voi siate.


Buon 2012 a tutti voi.






12 commenti:

  1. Cara Mary, Assisi e' davvero un luogo mistico. Senza nulla togliere all'eccezionalità della figura di Francesco, bisogna comunque ricordare che negli anni in cui visse vi furono diversi movimenti che si ispirarono al messaggio e angelico e alla povertà: gli storici parlano di pauperismo. Francesco non fu tacciato di eresia, a differenza di altri, perché non rinnego' maI l'autorità pontificia. Anzi, ne cerco' l'avallo. Per quanto l'agiografia e l'iconografia l'abbiano consacrato come il 'poverello di Assisi', Francesco aveva avuto un istruzione superiore come si confaceva al suo lignaggio. Il Cantico delle Creature, dettato da Francesco quando ormai era semi-infermo e quasi cieco, e' il primo documento scritto in lingua volgare a cui sia stata riconosciuta dignità letteraria. Ha scelto il volgare e non il latino perché la sua preghiera potesse essere compresa da tutti, non perché fosse poco istruito. Francesco e' anche il primo santo che la storia ricordi per il dono delle stigmate: i francescani a lungo nascosero i segni che fecero del loro fondatore l'alter Christus sulla Terra. Detto questo, anch'io credo che Assisi sia intrisa di misticismo: e' un luogo in cui la pace e l'amore sembrano davvero dimensioni raggiungibili per l'uomo. E sono anche il mio augurio per il 2012: che sia colmo dell'uno e dell'altra per te, Mary. E per tutti noi!!! Felice Anno Nuovo a tutti!!!!

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  2. Ci sono stata da ragazzina, con la scuola credo..In Umbria sono poi tornata, ma mai ad Assisi.
    Bellissimo il tuo augurio, Mari, grazie!! Buon anno nuovo a te e a tutti, e che sia pieno di amore!
    Anna

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  3. Nessuno me ne voglia.
    A tutti ho lasciato il mio augurio.
    Ognuno nel suo blog o tramite mail.
    Ho concluso il tutto con un abbraccio.

    Ovviamente di cuore,perchè siete persone verso cui nutro una simpatia ed una stima sincera per quello che abbiamo condiviso insieme scrivendo e raccontando di noi.

    L'Augurio che però lascio a Mariella è speciale e diverso.Coinvolgente.

    Mi piace in queste occasioni parlare di AMORE e non di affetto che mi sa troppo formale.
    Alla fine l'amore per il proprio compagno,per l'amica,per l'animaletto di casa è pur sempre lo stesso amore con tutte le sue mille sfumature.

    Ho trovato in Mariella una sincera confidente.
    Mariella non puoi non amarla.

    Ricordo la prima volta che ci siamo viste.
    Mi ha abbracciata forte,ma un abbraccio di quelli veri,di quelli che richiedono una grandezza d'animo.

    Io quell'abbraccio me lo porto addosso ancora oggi.

    Ecco perchè senza togliere nulla alle belle persone che ho conosciuto virtualmente,a Mariella dedico un BUON ANNO con un'intensità che non posso riservare ad altri.

    AUGURI cara amica e un po' di pace e serenità per questo 2012.

    Ti voglio bene
    Superveru

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  4. Grazie Emanuela, per le tue parole.
    Hanno dato a Francesco la misura storica della sua figura.

    Francesco era destinato a diventare uno dei più ricchi proprietari dell'epoca.
    Ma la visione della sofferenza avuta durante la partecipazione alla guerra tra Assisi e Perugia e soprattutto durante la sua prigionia, cambiarono radicalmente la sua visione della vita.
    E ci regalarono un uomo che per nostra fortuna è riuscito a cambiare anche noi.

    Io parlo dell’uomo perché in realtà è lui che mi interessa e questo lato di Francesco l’ho studiato con passione.
    Ma come giustamente dici tu, non possiamo ignorare il contesto storico in cui visse.
    Periodo buio dove c’era la contrapposizione tra Impero e Papato.
    Dove tutto si riconduceva a l’eterna lite tra Federico II e Papa Innocenzo.
    E dire che Francesco, con la forza straordinaria delle sue parole e del suo esempio si fece amare a tal punto dal Papa, che lui stesso non ebbe dubbi a rilasciare immediatamente il suo avvallo alla nuova Regola.

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  5. Anna cara, ti ringrazio tantissimo per gli auguri!
    Spero che tu possa prima o poi capitare qui in questo luogo sospeso.


    Ti abbraccio fortissimo e Buon Anno!

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  6. Veruska, ti voglio bene.
    Non riesco ad aggiungere altro perchè altrimenti questa fine d'anno potrebbe essere bagnata di lacrime più che fortunata.
    Per la gioia di Paolino Paperino che potrà sguazzare nel mio essere sempre la solita piagnona.

    Bacio grande!

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  7. Ora vi saluto tutti amici miei.
    Il collegamento fa le bizze e poi tra poco mi reclameranno.

    Vi voglio bene, perchè ognuno di voi in questi mesi ha contribuito con le sue parole ad arricchirmi.
    Mi avete divertita, stimolata e incoraggiata ad andare avanti.
    Vi do appuntamento all'anno prossimo, che poi si sa, è tra poche ore!


    BUON 2012 CHE SIA RICCO DI TUTTO QUELLO CHE VORRETE!

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  8. Auguro anche io un felice 2012 ricco soprattutto di serenità e di amore, di rispetto e fiducia, di passione e anche di sano sesso. e se qualcuno di noi dovesse vincere al milionario si ricordasse di tutti quelli del blog anche solo per una pizza!
    Tanti auguri a tutti.
    Ai

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  9. Mary, ecco, hai trovato la risposta alla tua domanda: "che ci vedono in me di tanto angelico???" (post Presepe Vivente di Pietrelcina): no si puo' aggiungere altro alle parole di SuperVeru!
    Alla Ai dico che dovremmo forse tentare la sorte con il Superenalotto: non solo per poterci spartire qualcosa in più della pizza, ma perchè "dare i numeri" è un'arte, come la Smorfia Napoletana insegna! A proposito... qualcuno ne ha 6 da giocare??? Hai visto mai...
    Tornando alla vicenda umana e spirituale di Francesco, credo che il contesto storico non possa che enfatizzarne la grandezza: sceglire Madonna Povertà, farsi ultimo tra gli ultimi, parlare un linguaggio di amore universale... caspita, leggere tutto questo oggi sembra pura follia. Come il padre Bernardone, del resto, che non riusciva a capacitarsi di quello che stava facendo il suo unico figlio maschio (se non erro...) quando in mezzo alla piazza rinuncia a tutto, persino al nome di famiglia pronunciando una frase che dovette fargli gelare il sangue: "Non ti chiamerò più padre" (riconoscendo solo il Padre Celeste quale suo genitore).
    Anche il ciclo di affreschi che Giotto ha dipinto nella Basilica Superiore di Assisi sulla vita di San Francesco è una fonte continua di scoperte: l'ultima porta il nome della studiosa medievalista Chiara Frugoni (avrebbe visto dei demoni negli affreschi...). Della dimensione umana del Santo di Assisi mi sembra assai emblematica la consuetudine di chiamarlo semplicemente per nome: Francesco. Come un amico, un fratello, uno di noi insomma. Non succede spesso, anzi... Diciamo che è un caso pressochè unico.
    Sì, sono partita per la tangente... ma quando tocchi temi storici così appassionanti il rischio è che non mi ci stacchi più!!! Per fortuna è quasi ora di mangiare... Cotechino e lenticchie, of course! Prevedo digestione difficile... saluto tutti adesso, ringrazio tuttissimi per gli auguri e ne rilancio ancora 2012, a te, cara, e a tutti gli altri! ps. chi scrive sul tuo blog a capodanno scrive tutto l'anno??!! Non vorrebbe essere una minaccia, lo dico subito...!

    Emanuela (mi sono ricordata di firmare, questa volta!)

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  10. Tranquilla Emanuela: anche quando non firmi il tuo stile è riconoscibilissimo.
    Soprattutto quando parti per la tangente.
    Cavi di quella roba che noi umani non abbiamo visto mai.
    Adorabile che in questo blog si possa passare nell' arco di pochi commenti dal pauperismo (? ) al paperismo ( ! ) in maniera naturale senza sentirsi completamente inciuccati.
    Ed insieme a Mari, Veru, Anna, Ai ( principalmente) , posso dire che mi sto confrontando con vicine di casa davvero stimolanti.
    Per fortuna non avete modo di venirmi a chiedere in prestito una tazza di zucchero in desabillè altrimenti rischierei davvero sguardi interrogativi e perplessi della consorte.
    Per cui, anche quando non scrivo, ma sbircio leggendovi ( con piacere e divertimento ) posso andare relativamente tranquillo.
    Anche se, qualche divagazione, battuta, o battutaccia non fanno propriamente del nostro un rapporto alla Santa Chiara e San Francesco.
    Non credo che quest' ultima avesse mai augurato “ buon sesso “.
    O messo in allarme sui doppi sensi della pecorella fatta ina.

    Paolino Paperino

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  11. IL CANTICO DELLE CREATURE ( testo di Angelo Branduardi tratto dall' album “ L' infinitamente piccolo)

    A te solo Buon Signore
    Si confanno gloria e onore
    A Te ogni laude et benedizione
    A Te solo si confanno
    Che l’altissimo Tu sei
    E null’omo degno è
    Te mentovare.
    Si laudato Mio Signore
    Con le Tue creature
    Specialmente Frate Sole
    E la sua luce.
    Tu ci illumini di lui
    Che è bellezza e splendore
    Di Te Altissimo Signore
    Porta il segno.
    Si laudato Mio Signore
    Per sorelle Luna e Stelle
    Che Tu in cielo le hai formate
    Chiare e belle.
    Si laudato per Frate Vento
    Aria, nuvole e maltempo
    Che alle Tue creature dan sostentamento.
    Si laudato Mio Signore
    Per sorella nostra Acqua
    Ella è casta, molto utile
    E preziosa.
    Si laudato per Frate Foco
    Che ci illumina la notte
    Ed è bello, giocondo
    E robusto e forte.
    Si laudato Mio Signore
    Per la nostra Madre Terra
    Ella è che ci sostenta
    E ci governa
    Si laudato Mio Signore
    Vari frutti lei produce
    Molti fiori coloriti
    E verde l’erba.
    Si laudato per coloro
    Che perdonano per il Tuo amore
    Sopportando infermità
    E tribolazione
    E beati sian coloro
    Che cammineranno in pace
    Che da Te Buon Signore
    Avran corona.
    Si laudato Mio Signore
    Per la Morte Corporale
    Chè da lei nesun che vive
    Può scappare
    E beati saran quelli
    nella Tua volontà
    che Sorella Morte
    non gli farà male

    Paolino Paperino

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  12. Sono stata ad Assisi una sola volta, bellissima, imponente, mi ha emozionata da lontano appena ho intravisto la basilica, ma un'emozione simile mi è stata suscitata anche dalla Cattedrale di MonteCassino.
    La differenza? Il clima. Quello di Assisi è sereno, somiglia a quello che mia madre ha descritto su Medjugorje. Tutti amici, tutti fratelli, tutti col sorriso e la disponibilità a venerti incontro e aiutarti.
    Partendo dal fatto che parte della Toscana e dell'Umbria le ho nel cuore e per me rappresentano una delle vacanze staccaspina + belle della mia vita, Assisi, Gubbio, Montepulciano, Castiglione, Pienza, San Galgano mi resteranno nel cuore (meno invece Orvieto e Perugia), ricordo ancora di + la pulizia dei luoghi. Mi sentivo così libera che in quei giorni decisi di camminare senza scarpe. Già. Appena arrivata al luogo da visitare toglievo le scarpe (che anche se le porto basse a me le scarpe stanno sempre "strette"), le mettevo in borsa e camminavo (eccetto a Perugia ed Orvieto)(aggiungo però che mio marito mi chiamava "il mio personale hobbit" )Ma il ricordo del cammino per Assisi senza scarpe è ancora impresso nella mente. tutto quel bianco dava l'idea di pulizia, di splendore, e quando poi entri nella basilica la purezza al suo stato primordiale. Anche se hai centinaia di persone attorno ti sembra di stare da sola. Tu e Cristo. Tu e la natura. Tu e l'arte. Generalmente non compro ricordini nei negozietti cristiani che si trovano all'interno delle Cattedrali + famose, ma in quel caso comprai una preghiera su un quadretto.
    è intitolata Preghiera semplice ed è proprio la preghiera che Mari ha scritto nel post e mi permetto di riprenderla:


    Signore, fa' di me uno strumento della tua pace.
    Dove e' odio, fa' che io porti l'amore.
    Dove e' offesa, che io porti il perdono.
    Dove e' discordia, che io porti l'unione.
    Dove e' dubbio, che io porti la fede.
    Dove e' errore, che io porti la verita'.
    Dove e' disperazione, che io porti la speranza.
    Dove e' tristezza, che io porti la gioia.
    Dove sono le tenebre, che io porti la luce.



    ...e mi permetto di continuarla perchè chi non la conosce è giusto che possa godersela:

    Oh! Maestro, fa ch'io non cerchi tanto:
    Essere consolato, quanto consolare.
    Essere compreso, quanto comprendere.
    Essere amato, quanto amare.

    Poichè:
    Si è: dando, che si riceve
    perdonando che si è perdonati
    Morendo che si risuscita a Vita Eterna.


    Questa preghiera ha trovato il suo posto d'onore direttamente nella camera da letto.
    Ai

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)