AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

11 dicembre 2011

PARIGI NON VALE I PARIGINI






Il titolo dice già tutto sulla città che ho visto per la terza volta in questo lungo ponte di Sant’Ambrogio.

Vorrei raccontarvela senza parlare delle persone che è meglio.
Facciamo finta che sia vuota completamente e io vi racconto il viaggio un po’ pazzo di questi due eremiti nella capitale francese.

Il tempo ci spiazza, appena mettiamo piede fuori dalla metropolitana e ci giriamo intorno per cercare la strada che ci porterà all’hotel veniamo investiti da una raffica di vento e pioggia.
Come benvenuto non è male, la città si è adeguata alle persone?

Arriviamo in hotel, ottimo Holiday Inn, diciamo nessun charmant petit hotel visto il periodo siamo in economia, ci sistemiamo ed ecco la prima bella sorpresa.
La vista dalla camera mostra un canale navigabile con un piccolo approdo e un ponticello romantico che si alza quando passano i piccoli scafi che portano in giro i turisti.




Una chiesetta e un piccolo parco dove giocano bambini, immerso in un bel quartiere tutto bianco.
Un senso di pace e di benessere ci prende e torniamo immediatamente a sorridere.

Ci riposiamo e decidiamo di fare una piccola passeggiata dall’Opéra fino al Louvre.

Adoro quella meravigliosa piazza da cui le varie strade ( Rue ) si dividono come dei lunghissimi bracci di bicicletta e ognuno di loro ha in se un pezzettino di meravigliosa storia.

Arriviamo fino a Place Vendome e io mi perdo tra le vetrine delle più grandi gioiellerie del mondo.
Mi gira la testa mentre dall’angolo a sinistra passo accanto a Boucheron ( il mio preferito),
Van Cleef & Arpels, Chanel, Chopard, Cartier  e tra gli italiani, Buccellati, Damiani e Bruni.

Una concentrazione così alta di ricchezza come credo non ci siamo altri esempi al mondo.
Velocemente ci allontaniamo ridendo e commentando tra noi che forse per salvare l’euro basterebbe recuperare fondi direttamente dalle vetrine…

Andiamo verso il Louvre alle spalle gli Champs Elysèes con i suoi viali  illuminati dalle luci di Natale e la Tour Eiffel che ogni ora brilla come se fosse circondata da milioni di lucciole.




All’inizio delle Tuileries c’è la bellissima ruota panoramica anch’essa illuminata e ci chiediamo “ Ricordi quando la ruota era all’interno dei giardini?’”
Ricordiamo la prima volta a Parigi esattamente vent’anni fa allora più di adesso ci sembrò una città magica…

Il Louvre con la sua enorme mole sembra voler ingoiarci interi come ha fatto con i tesori (anche italiani) che nasconde al suo interno.
Giriamo a sinistra e entriamo nel Palazzo Reale, lì tra i cortili interni si nascondo splendide boutique di cui non tutti conoscono l’esistenza.
Entriamo nella boutique di Serge Lutens alla ricerca del profumo di mio marito, e subito dopo in quella di Didier Ludot.
La proprietaria di quest’ultimo ha un negozio vintage proprio di fronte dall’altra parte del cortile e non vi dico che tesori possiede.
Poi faccio un giro velocissimo nella boutique di Stella McCartney tra i suoi accessori e i suoi paltò.
Mi incanto davanti ad un piccolo cappottino verde e mio marito deve trascinarmi via quasi a peso.
Ci sono diverse gallerie d’arte e un piccolo negozietto di giocattoli retrò.

Ceniamo sul boulevard Haussmann e io attacco la prima tartare della vacanza.

Il mattimo dopo andiamo a visitare il cimitero di Pere Lachaise.
Vi sembrerà strano visitare un cimitero, ma le altre volte lo avevamo accantonato per dare la precedenza a musei e mostre.
Il Pere Lachaise è un monumento nazionale.
Visitato da milioni di persone ogni anno.
44 ettari e 70.000 tombe nel centro della città.
I più grandi, da Oscar Wilde  a Chopin.
Da Molière a  La Fontaine, Jim Morrison e Edith Piaf, Proust e Honoré de Balzac.
E’ stato un viaggio nella memoria, tra artisti che hanno cambiato il nostro modo di pensare e la nostra vita.
Per non parlare del monumento dedicato ai campi di concentramento e all’olocausto.

I francesi mi piacciono più da morti che da vivi.

Il  pomeriggio lo abbiamo passato nel Marais, il quartiere dove vorrei vivere potendo scegliere in quella città.



Adoro Place des Vosges, i palazzi antichi che la circondano e tutti quei negozi vintage che sono la sua caratteristica.
Mi piace curiosare tra quei piccoli tesori, come ad esempio questo della foto.




Anche qui ci sono delle gallerie d’arte e guardate questo piccolo gioiello.





La sera abbiamo cenato in un piccolo ristorante nella zona del nostro albergo, dava sul  piccolo canale, e ci è sembrato quasi di essere a Venezia.
Nota di cortesia sul proprietario, estremamente cortese e gentile, una rarità.
La cena ottima, il pesce freschissimo, accompagnato da un vino bianco con tante bollicine. 
Ce lo siamo concesso, ma sì.



Il giorno dopo abbiamo fatto le cose classiche dei turisti più la follia di salire sulla ruota panoramica con un tempo da lupi.
Ma Parigi è bellissima anche sotto la pioggia  e la vista era in ogni caso da mozzare il fiato.




Girovagato tra gli chalet natalizi degli Champs Elysèes e poi via nei nostri negozi di dischi preferiti: Virgin e Fnac.
Quando ci troviamo all'estero mio marito cerca delle rarità dei suoi artisti preferiti, mentre io ascolto gli artisti che vanno per la maggiore perlopiù da noi sconosciuti.
Abbiamo portato a casa diversi CD,  ho comprato l'ultimo di Amy Winehouse e quello di un'artista di colore che non conoscevo: Betty Wright.
Ho sentito un duetto con Joss Stone da brividi e ho comprato il disco.
Poi anche due di Nina Simone che non avevo.

Ho ascoltato anche l'ultimo cd di Charlie Winston musicista inglese completamente sconosciuto da noi, ma dai francesi adorato.

Pomeriggio in Rue Saint Honoré, e limitrofi, e che ve lo dico a fare?

La sera cena in un  bistrot nell'arrondissement della Tour Eiffel, poi passeggiata fino a Champ-de- Mars e seduti su di una panchina del parco,  nonostante il freddo e la stanchezza ci siamo goduti la vista della torre bellissima e luccicosa.
Il mattino dopo, l'ultimo, il cielo azzurro e il clima mite ci ha immalinconito.
C'era troppa gente in giro e non potevamo più fare finta che non esistesse.





Abbiamo riso quando ci siamo ritrovati di nuovo in Place dell'Opéra e davanti al teatro un musicista cinese aveva portato un pianoforte a coda e suonava tra la gente che lo applaudiva piacevolmente stupita.









Ci siamo detti anche questo è Parigi!





 Vi lascio il brano di Betty Wright e Joss Stone,  colonna sonora di questo viaggio.


33 commenti:

  1. Tornerei a Parigi proprio per il Pere Lachaise.
    Andrei sicuramente a visitarlo da solo,visto che sono l'unico a preferire i cimiteri alle chiese.
    Per il resto,tutte mete bellissime,ma io preferisco i francesi a molti altri europei :S
    Nick

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  2. Paris, mon amour!! Adoro la capitale francese in ogni suo angolo; il tuo tour ha toccato mete imperdibili e i musei saranno stati toccati nei precedenti viaggi. Le visite ai cimiteri hanno in che di macabro, per molti, ma spesso svelano e raccontano molto delle città in cui si trovano. A Parigi, il cimitero e' una tappa obbligata: vi e' seppellito anche chopin, il compositore polacco di alcune delle partiture piu' belle del repertorio romantico... Per il resto, posso dirti che serbo un ricordo piacevole anche dei Parigini e spero di non essere la sola... Certo, parlano quasi esclusivamente la loro lingua che venerano al punto da usare sinonimi francesi persino per il linguaggio informatico... Ma io perdono loro anche questo. In fondo, Parigi e' Parigi!

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  3. Mari, è scomparso un commento che avevo scritto.
    Ne hai notizia?
    Accidenti, era parecchio corposo: vedi se riesci a recuperarlo!

    Paolino Paperino

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  4. Si Paolino, me ne sono accorta.
    Lo recupero dalla mia posta appena riesco stasera.

    A dopo.

    Mari

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  5. Chi non ha firmato il commento Paris mon amour?

    Mari

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  6. Ops, Mary... non me ne sono accorta, chiedo venia! A scrivere "Paris, mon amour" sono stata io: Emanuela!!!!!! Rileggendomi, ti scriverei ancora un sacco di altre cose, facendo ammenda dei refusi che quando scrivo sull'iphone sono una costante... Perchè??? Torno a trovarti piu' tardi! ps. adesso sono curiosa di sapere cosa c'è scritto nel "papiro" di Paolino, eh!!

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  7. Nick, torneresti solo per il Pere Lachaise?
    e i parigini dove li mettiamo?

    Non ho postato foto del cimitero perchè mi sembrava macabro, ma è davvero uno spettacolo.
    Poi l'altra mattina il tempo era perfetto, grigio con una leggera pioggerellina e quella sottile aria rarefatta che dava alla nostra visita un tocco di "fuori dal tempo"!

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  8. Sai Emanuela che quando mi sono trovata davanti alla statua della musa alata sulla tomba di Chopin mi sono emozionata?
    La tomba è piena di fiori e accanto ha quella di Michel Petrucciani il celebre pianista jazz francese scomparso qualche anno fa.
    Ora mi sento più tranquilla nel parlarvi di questa visita, visto che non mi avete considerato una pazza!

    I musei già visti almeno quelli più importanti, anche se come nel caso del Louvre solo le parti che abbiamo ritenuto indispensabili.
    Del resto nemmeno se ci vivessimo a Parigi riusciremmo a vederlo tutto e per bene!

    Sui parigini invece non mi trovi d'accordo, li ritengo estremamente antipatici e pronti a metterti in difficoltà appena capiscono che sei italiano.
    Ci è capitato di tutto, chi ci ha dato indicazioni sbagliate e chi appena capiva da dove venivamo alle nostre domande alzava gli occhi al cielo.
    Quelli poi che al ristorante, ti mettevano a sedere davanti alle cucine o alla porta del bagno, con tanti posti liberi, cosa che mi faceva imbestialire subito, costringendomi a richiedere un altro tavolo.
    Ora sono migliorati solo al ristorante, visto che la crisi si sente anche da loro!
    Ma per il resto, simpatici come prima!

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  9. Ecco il commento di Paolino, pensavo di averlo già postato ma non lo vedo.

    ad ogni modo la vittoria sui transalpini nella finale dei mondiali rimarrà per sempre godimento puro.
    Più per la vittoria dell' Italia che per la sconfitta della Francia.
    Per quanto riguarda Parigi , Mari batte il Papero 3 a 0: mai vista.
    E uscirei sconfitto da moltissime sfide cittadine, sia nazionali che estere.
    Qualche km di confine l' ho solo superato un paio di volte andando a mangiare branzino appena oltre Trieste.
    Per il resto ( poco ) sono rimasto all' interno dello stivale.
    Magari attraversando solo in treno: vedi Roma quando dovevo raggiungere Gaeta per il servizio di leva.
    A parte la già citata Trieste, dove esiste un appartamento che appartiene alla famiglia di mia moglie ( lasciato dai nonni), ho visitato solo Venezia, Pisa, e … Berghem de Sùra.
    Per il resto cosette legate a qualche giorno di vacanza di gioventù sul mare Adriatico; e se ho messo piede in Sardegna è stato solo per raggiungere la brulla Macomer durante il Car Militare.
    Sarà per motivi economici, sarà perché non sono un grande appassionato di viaggi: certo il mio palmares è davvero scarso.
    E quando vengono immessi questi generi di post ( anche se scritti con cura e attenzione) faccio fatica a provare emozioni e coinvolgimento.
    Mi manca il contatto diretto con l' esperienza.
    D' accordo: non c è bisogno di morire per narrare della morte; tuttavia qualcosa ci perdo.
    Come quando si narra di un cantante o gruppo musicale che non conosco (Betty Wright e Joss Stone? )
    Certo, leggo: ma non mi si muove troppo il dirindero.
    Comunque Branduardi piace Francesi: ed è per loro un personaggio popolare.
    Per farli contenti ha pure inciso diversi suoi album in questa lingua.
    E tiene – ed ha tenuto – diversi concerti.
    Uno celebre, a Parigi, nel 1979, alla Fete dell' Humanitè davanti a circa duecentomila spettatori.
    Così narrano le cronache di allora.

    Paolino Paperino

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  10. Ero convinta di avere già ripostato il tuo commento, Papero.
    Sarà la vecchiaia nèèèèèèèèèèèè!

    Bisogna che tu ci pensi seriamente a portare moglie e Mila sulla Rive Gauche per vedere Parigi la prima volta.
    Già vedo moglie e cagnolina abbandonarti in meditazione sulla riva della Senna, mentre si immergono nel delirio dei mercatini e delle botteghe del Marais.

    E potrebbe piacerti tantissimo...


    Lì come bollicine posso consigliarti la Perrier.

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  11. Ciao Mari!
    Non sono mai stata a Parigi, ma è una città che mi attira (e il Père Lachaise è una delle mete che vorrei visitare! Altro che macabro!)
    Sinceramente, la rivalità fra francesi e italiani è una cosa che mi è già stata riportata da altri amici che hanno avuto esperienze difficili. Tutti a dire che i francesi sono antipatici... Mah! Io sono stata poche volte in Francia, lo ammetto, e forse la regione dove sono stata è meno "centrale" di Parigi, ma ho sempre avuto a che fare con persone gentili... Sarà che sono svizzera???? ghghghghgh, scherzo!
    Comunque: gran bel viaggio il vostro! ^^

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  12. Ciao Arnika!
    Bentornata.
    Ritengo che ti sia già risposta da sola, sì è perchè sei svizzera!

    Guarda, magari i francesi sono diversi, ma nello specifico i parigini sono davvero insopportabili!!!

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  13. Tornerei per vedere l'unico luogo che mi interessa vedere e che non ho mai visto.
    Io ho imparato a fregarmene di chi mi considera pazzo,si guardassero loro prima di criticare me.
    Almeno gli spiriti non speculano attraverso lo Ior.
    Comunque sia,mi piace sedurre i francesi,sono i più facili da ottenere ;)
    Nick

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  14. Nick,
    sto imparando anche io a fregarmene.
    Per me è difficile perchè ho avuto un'educazione molto rigida.
    La prima cosa era l'educazione e il rispetto per gli altri.
    Le mie esigenze e anche quello che desideravo o quello che pensavo veniva sempre dopo.

    Ma da qualche anno sto cominciando a dire basta.
    Ma rimane il cominciare ad entrare in punta di piedi.

    I francesi... ma Oliver Martinez è francese?
    Quanto mi piace...

    Ora lascio qualche foto nelle pagine del luogo che vorresti visitare, spero non da solo però!

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  15. Cara Mary,
    Ho visitato Parigi diverse volte; io e mio marito abbiamo trascorso le vacanze in piu di un'occasoone in Provenza e in Normandia. Posso a buon ragione dirmi una francofila convinta!! Ed e' vero, i parigini sono una categoria a parte: snob e' il termine che meglio si confà a questa sottocategoria... Ma io posso dirti che in un bistrot nei pressi della Sorbona e' bastata una mia esclamazione di apprezzamento al primo assaggio di una torta alle pere oggettivamente meravigliosa per scatenare l'ilarità collettiva (e l'offerta del dessert da parte del proprietario!). Ci hanno dato sempre indicazioni corrette quando ci siamo persi (certo, al modo dei parigini, che credono che tutti debbano sapere dove si trova l'ultima boutique aperta o il centro culturale piu vicino al luogo in cui ci si trova...). Non ci siamo mai imbattuti in situazioni incresciose come quelle che racconti: forse siamo stati solo fortunati o la situazione e' degenerata negli ultimi due-tre anni... A me dei francesi fa sorridere il loro attaccamento all'idioma nazionale: si e' impresso in modo indelebile il ricordo di un dialogo al limite del surreale tra mio marito e la ragazza alla receptionist di un albergo nei pressi di Mont Saint Michel.... Lui le parlava in inglese (lingua che parla molto bene, tra l'altro) e lei rispondeva in francese, fidando nella mia traduzione (io parlo abbastanza bene il gallico... Ma non lo so scrivere altrettanto!!). Morale: lei capiva l'inglese ma non si sforzava a parlarlo...! E di questi esemplari francofoni ce ne sono a bizzeffe anche a Parigi!

    Mi ha fatto sorridere anche l'intervento di Paolino: sai che mi ricorda tanto mio papà che ha preso treno e aereo solo quando a lavoro doveva andare in trasferta? Per lui, non esiste a posto al mondo che valesse quanto il paese in cui era nato, a due passi dalla Madonnina....!
    Per la nazionale, invece, credo che nella storia rimarrà sempre la gioia di aver battuto la Germania in uno dei mondiali piu belli per gli azzurrri... Ma questa e' la valutazione di una che di calcio conosce ben poco!


    Buona giornata cara
    Emanuela

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  16. Naturalmente volevo scrivere: 'per lui Non ESISTEVA posto al mondo...'. Benedetta consecutio temporis mangiata dal mio smartphone! Perdonami

    Emanuela

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  17. Consecutio temporis ??
    Accidenti, dopo Parigi mi volete sbattere nell' antica Roma?
    Manco ho visitato quella nuova.
    A parte la stazione Termini.
    Appunto: prima della capitale francese in lista d' attesa ( lunghissima! ) c'è la capitale italica.
    Chiederò ad Anna se mi ospita: sarà felicissima.
    Meno felice ero la prima volta che ho visto il mare: 19 anni, porto di Genova.
    Mi stavo imbarcando per la Sardegna: destinazione Macomer, Car militare.
    Che botta!
    Fino allora non ero mai uscito dalla Lombardia.
    E al massimo avevo tentato di navigare fossi con zattere di legno costruite attraverso le indicazioni del Manuale delle Giovani Marmotte: tutte drammaticamente affondate al primo varo.
    E si tornava a casa con i pesci nelle mutande.
    Che bestione il traghetto della Tirrenia!
    Sfiga voleva che ci fosse il mare mosso, e la traversata notturna è stata più lunga del previsto: figuratevi, mi viene il mal d' auto ai primi tornanti delle montagnole dietro Bergamo.
    Aereo?
    La mia intenzione è quella di non metterci mai piede.
    Mai.
    Mai dire mai?
    Dove non soffro è sul divano di casa: mentre fuori piove, con Mila distesa insieme a me a farmi da scaldino, il telecomando in mano, si sta benissimo.
    E si risparmia pure.
    Magari per comprarmi il televisore grande e superpiatto.
    È in cima alla lista di attesa.
    Lunghissima anche in questo caso.

    P.S.
    Grazie per il ripescaggio del commento perduto.
    La mia mente iniziava a vacillare sul fatto che l' avessi davvero visto stampato o meno.
    L' età che avanza...

    Paolino Paperino

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  18. Mari appena riesco ti scrivo due cosine.
    A Parigi ci sono stata molto tempo fa.
    Scusami ma sono giorni un po' così.
    Poco tempo per i blog.
    bacio veru

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  19. Ho avuto un'educazione normale,purtroppo però sono stato spesso a contatto con bruttissimi esempi viventi,pochi "maestri":crescendo me li sono trovati da solo.
    In partenza ho subìto per tanti anni,tanto ma tanto dolore.
    Nel percorso che sto facendo,grazie a tante persone fattori,ho segnato definitivamente quest'anno come la data della mia vera rinascita,profonda e motivo di orgoglio personale.
    Ora finisco la giornata con "L'anticristo" di Nietzsche,un anno fa l'avrei finita con un bicchiere di rum..
    Nick

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  20. Ciao a tutti sono giornate leggermente intense.
    Scusatemi se sono stata poco presente.
    tutto bene?

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  21. Emanuela, mi hanno divertito le vostre avventure in quel di Francia.

    Mi sembra quasi di sentirla la tua esclamazione sulla torta? Per caso in francese?

    Non preoccuparti troppo di come scrivi.
    Penso ti sarai accorta che a noi interessa la sostanza!

    Baci cara e buona serata.

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  22. Paolino, con te non c'è proprio niente da fare, romanticismo zero.

    E' poi sta fissa del televisore grande e a schermo piatto.

    Ma mi dici davvero che cosa ci trovi di bello da guardare in televisione?
    Con tutto il tempo che preferisci impiegare a dare randellate a destra e sinistra sui vari blog?
    Per non parlare del fatto che di tennis ne fanno vedere davvero ben poco...

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  23. Nick caro, cosa intendi per educazione "normale"?
    Questo mi incuriosisce...

    Io penso che tu abbia avuto invece, un'infanzia davvero complicata.

    Forse ti ha salvato il tuo amore per gli animali, sono grande esempio di vita rispetto a quello che possono fare tanti uomini, io lo dico sempre.

    E poi, i maestri migliori sono le esperienze che facciamo belle o brutte che siano.

    Io leggo tanto ma a dirti la verità un bicchierino di tequila talvolta lo preferisco a Nieztsche altrochè!

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  24. Annina e tu?
    Tutto bene in quel di Roma?

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  25. Ciao, Mari!!
    Tutto bene, grazie :-)A parte che abbiamo avuto un'altra alluvione e stavolta ho rischiato anche io di ritrovarmi l'acqua in casa perchè durante la notte mi si era allagata la terrazza!
    Sui Parigini hai perfettamente ragione.Li ricordo anche io molto freddi e arroganti. Ma non ho trovato lo stesso atteggiamento in Provenza o in Normandi, per fortuna.
    Joss Stone piace moltissimo anche a me, ma il video non riesco a vederlo purtroppo.
    Un abbraccio!!
    Anna

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  26. Anna, come alluvione!
    Ma solo a Roma?
    Ma lo sai che una delle mie più grandi paure è svegliarmi immersa dall'acqua?
    Le tue bimbe tutto a posto?
    Si saranno spaventate tantissimo anche loro...

    adesso provo a caricare il video di Joss Stone su una delle pagine in alto magari si riesce a vederlo!

    Buona serata!

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  27. No, non si spaventano per fortuna. Neanche con i botti!!
    Buona notte!!
    Anna

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  28. Non ho più bisogno di bere per dimenticare,mi limito ai vini e non molto spesso.
    Ho avuto un'educazione normale,rigida no di certo,ma non so nemmeno spiegarti testualmente cosa intendo.
    Si ne ho passate tante,sicuramente senza i miei cavalli e in generale a tutti gli animali che ho sempre amato,non sarei quello che sono,forse non sarei nemmeno ancora in questo mondo,ma non permetterò mai al passato di prendersi gioco di me ;)
    Nick

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  29. I video non riesco a vederli per un problema di connessione lenta, credo.
    Non dipende dal tuo sito! Ma grazie lo stesso :-)

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  30. Cosa vuoi che ti dica Mariella: soffro di gonalgia; e il confine tra il romanticismo e il latte alle ginocchia è molto flebile.
    E non essere eretica: c' è un canale sul digitale terrestre ( Supertennis ) che trasmette 24 ore su 24 lo sport della racchetta!
    Possiedo inoltre una collezione di 30 cd sulla storia del tennis e innumerevoli vecchie videocassette con registrati incontri dei miti della mia gioventù: Borg, Connors, Mc Enroe.
    Potrei divanarmi ore e ore al giorno se avessi tempo.
    A parte il tennis sono pure ottimo zappingatore: con il telecomando in mano passo salto raccordo da un programma all' altro.
    Mi calmo solo se devo vedere film: allora cambio canale solo durante la pubblicità.
    O per leggermi il televideo.
    Una nuova tv, più bella, più funzionale, più grande mi darebbe più stimolo a guardarla .
    Magari passerei meno tempo al computer.
    Molto sacrificata è pure la lettura di libri.
    Tuttavia scrivere rappresenta per molti versi un azione più attiva.
    Nel senso che c' è l' esigenza di creare.
    Magari ciofecherie: ma è più divertente che limitarsi a riassumere un articoletto letto qua o là.
    Ci si abitua meglio ad un modo di pensare indipendente ed a uno stile proprio.
    È chiaro che in parte assorbiamo da qualcuno o da qualcosa: ma lo spazio nel personalizzarlo quando lo buttiamo fuori non dovrebbe mancare.

    Paolino Paperino

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  31. Ops... non vedo il commento postato stamani! Che sia scomparso nella rete? Fammi sapere, Mary!!
    Un bacione
    Emanuela

    ps. nel caso non riuscissi a recuperarlo, sappi che verro' a trovarti questa sera! buona giornata

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  32. Permettetemi. Non sono mai andata a Parigi o in quel di Francia, ma sono stata 2 volte in Germania e non abbiamo mai incontrato nessuno che parlasse inglese, italiano o si preoccupasse di farci capire le indicazioni che ci stavano dando ...in tedesco! A Monaco un signore ci indicò il castello invernale tenendo sempre le mani dietro la schiena sappiamo solo che disse + volte delle parole che sicuramente indicavano destra e sinistra oppure ci disse più volte delle parolacce.
    E dire che a Napoli un altro pò disegnamo anche la cartina per le indicazioni. facciamo tante di quelle indicazioni con le mani che è difficile non capire.
    l'unico posto a Berlino dove abbiamo trovato persone che parlavano varie lingue? da La Fayette dove i cassieri avevano 4 bandierine diverse dul petto ed indicavano le lingue che parlavano per cui lo sforzo del turista era quello di cercare la propria bandierina stampata sul petto del/la cassiere/ra senza sembrare un guardone!
    In Russia non ne parliamo proprio anche le scritte della metro erano in cirillico, eccetto nelle + importanti dove si sono sforzati di scriverle con le lettere latine ma pornuncia russa. L'inglese manco a dirlo non lo imparano perchè molto campanilisti e ci spiegò la guida che hanno un'avversione per il mondo occidentale che vuol fare dell'inglese la lingua + parlata al mondo. La cosa positiva è che preferiscono imparare l'italiano.
    Solo in Irlanda ci siamo trovati benissimo, sembrano tutti napoletani trasferiti, ma con + cortesia, non sono sempre arrabbiati come noi, chiedono sempre scusa anche se sono loro ad essere stati spinti, dicono sempre buon giorno e buonasera e parlano più lentamente in inglese se vedono di non essere compresi, usano le mani come frecce direzionali (proprio come noi) e sono sempre sorridenti. Una volta abbiamo chiesto indicazioni ad un poliziotto perchè non trovavamo il ns albergo e ci ha disegnato la piantina per arrivare al luogo con la macchina, con tanto di segnalazioni di cartelli verticali di divieto di accesso auto. Grandioso!

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)