AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

25 maggio 2012

Villa Adriana: lo splendore nell'erba di un grande Imperatore




Il Teatro Marittimo

" Nelle ore d'insonnia, percorrevo i corridoi della Villa, erravo di sala in sala, a volte importunavo un artigiano intento a mettere a posto un mosaico; passando, esaminavo un Satiro di Prassitele; mi fermavo davanti ai simulacri del morto. Ogni stanza aveva il suo, ogni portico perfino. Facevo schermo con la mano alla fiamma della mia lampada; sfioravo con un dito quel petto di pietra.Questi fronti rendevano più arduo il compito della memoria; scostavo come una tenda il candore del marmo pario e del pentelico, risalivo alla meglio da quei contorni immobili alla forma viva, dal freddo alla carne."

Marguerite Yourcenar - Memorie di Adriano.


Il mio racconto sul sito dell'Unesco di cui oggi voglio parlarvi, inizia da queste parole. Dal ritratto più grande che sia stato possibile fare, dell'Imperatore Adriano. Che adorava la bellezza in ogni sua forma.
Mi sono decisa anche per un altro motivo, un servizio che ho visto durante la trasmissione Striscia la Notizia, ieri sera.
Le parole "Luogo del Cuore", che chi mi segue conosce perfettamente, hanno scatenato in me la solita vibrazione.
Il  FAI, dal 2003 si occupa di censire i "luoghi del cuore" dell'Italia. Lo scopo è dar voce agli italiani per consentire futuro e protezione  ai beni artistici  più amati. Tutto questo attraverso un censimento a cui partecipare tramite il suo sito, di cui vi lascio il link:


Quest'anno, per la prima volta,  il FAI ha aperto il censimento a tutto il mondo. E ognuno di noi, italiani e non, potrà segnalare quello che ritiene il luogo da proteggere e tutelare per sempre.
Bene, nella puntata di ieri sera, hanno parlato di Villa Adriana e di come a circa un chilometro da una delle meraviglie del mondo antico, stiano per costruire una discarica.
Non è tutto, sempre nella stessa zona, a circa 800 metri c'è l'acquedotto che porta acqua a Roma e a tutto il Lazio. Pensate quale danno potrebbero provocare le infiltrazioni dovute alla discarica.

Io credo sia un vero e proprio scandalo.

La Storia di un Paese è formata da quell'intreccio  di arte e paesaggio che lo rende unico e magnifico.
Se piano piano, e di sottecchi, continuiamo a deturparlo nascondendo o distruggendo la sua bellezza, non ci rimarrà più nulla. In realtà noi non saremo più nulla. Senza il nostro passato, che da forza al presente, non ci può essere futuro.
E questa regola vale per la storia, per la cultura e soprattutto per l'arte, quale bellezza universale.

Io amo molto quella terra dolce e collinare che si distende fino al mare, che è il Lazio.
Lungo la direttrice della via Tiburtina andando verso est si raggiunge Tivoli. Archeologia, storia, natura. La magnificenza di Villa Adriana nasce dal disegno dell'Imperatore Adriano che voleva celebrare le bellezze architettoniche nelle quali si era imbattuto nel corso dei suoi viaggi per il mondo allora conosciuto.
Il Teatro Marittimo, La Stoà Poikìle, il Canòpo.
La Piazza D'Oro, le Terme e i livelli sottotterranei, che ancora si stendono nel perimetro che conosciamo ma che all'origine doveva essere molto più esteso.

La Stoà Poikìle (il complesso del Pecile), che circonda una vasca rettangolare e un giardino, ricorda il colonnato dipinto dei filosofi stoici di Atene.

Stoà Poikìle

 Il Teatro Marittimo, di cui ho postato la foto come apertura, è stato la primissima costruzione del complesso e con molta probabilità la prima dimora di Adriano. Era il suo rifugio e quando leggevo la Yourcenar, me lo immaginavo immerso nelle sue riflessioni esattamente in quel luogo.


Il Canòpo evoca il grandioso santuario dei Serapidi di Alessandria. Chi era  Serapide? Era un dio egizio il cui culto fu introdotto in Grecia da Tolomeo I, che gli dedicò uno splendido tempio ad Alessandria.


Il Canòpo

Le Terme, sorgono subito dopo la valle del Canòpo. Sono due gli stabilimenti, le Piccole e le Grandi Terme. Con molta probabilità erano due per distinguere gli ospiti della Villa. Le Piccole per gli ospiti di riguardo e per la famiglia dell'imperatore, le Grandi per il personale  e gli addetti alla manutenzione della Villa.


Grandi Terme

Ora, se pensiamo al  patrimonio artistico che abbiamo e che tutto il mondo ci invidia e ci rendiamo conto  che, si stanno facendo tentativi nemmeno troppo velati di distruggerlo, non pensate che anche un semplice sondaggio per la tutela possa essere un passo almeno per attirare l'attenzione su di uno scandalo che coinvolge Roma, il suo sindaco e una giunta comunale che ha dato il suo ok a questa devastazione?

Se, confronto tutto quello che ho avuto la fortuna di vedere girando il mondo e contemplo la cura che hanno le popolazioni mondiali nel conservare e proteggere le proprie opere d'arte (alcune volte davvero modeste) e allo stesso tempo, penso al nostro patrimonio sempre più trascurato, vedo nero.

Perchè noto la mancanza di fondi statali volta a proteggere e a sostenere gli interventi di recupero da una parte e dall'altra, purtroppo, le  lottizzazioni malavitose che hanno interesse a guadagnare quanto più è possibile sulla pelle degli altri e sul patrimonio artistico italiano, considerato solo sassi senza senso.

Ma come? Cosa secondo voi si può fare concretamente per far sì che le bellezze della nostra terra non vengano distrutte dall'incuria e dal malaffare?




No, questi non sono giorni che possono essere dimenticati...

Aggiorno con le notizie di questa mattina il Prefetto straordinario, Pecoraro, si è dimesso per volontà del Presidente del Consiglio. La discarica di Corcolle non si farà. I romani tirano un respiro di sollievo ma è solo temporaneo. Si attendono novità sulla nuova area da destinare alla discarica di Roma, perchè il problema si è solo spostato vista la necessità che la città abbia una seconda discarica dato che la prima non è sufficiente e alla fine del 2012 giungerà a saturazione.

34 commenti:

  1. Veru concordo con quanto dici. Uno scrittore che prova a pubblicare il suo primo libro non ha vita facile. E' un emerito sconosciuto e se non trova un editore che ci crede davvero non ha molte speranze di vedere pubblicato il suo lavoro. Le grandi case editrici stanno bene attente a pubblicare solo quello che fa cassa. Come del resto fanno le case discografiche in Italia che ormai non scoprono più nulla perché non conviene e preferiscono puntare sugli amici di Maria che vendono. Ma il Ligabue scrive da tempo non e' una novità questo va al di la di tutti i pregiudizi che possiamo avere. E invece di farci una idea distorta senza leggerlo almeno tacciabili prima e poi cerchiamo, come hai fatto tu, di capire se quello che abbiamo letto ci e' piaciuto o meno. Questo era il senso del mio post dedicato al suo libro. Brava hai colto gli stessi punti critici che avevo colto io. Siamo sulla stessa linea! Baci mari

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  2. Leggiamolo prima intendevo non tacciabili che mi e' uscito dal telefono così perché gli andava... Bacetti! Cosa ne pensi del nuovo post? Mari

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  3. Mari il nuovo post l'ho letto solo ora (sono le 18.00).
    Merita un'attenzione particolare.
    Ci torno in serata o domani.
    veru

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  4. Cara Mary,
    Avevo scritto un commento un paio di ore fa... Pero' non lo vedo qui sotto! Ti chiedo la cortesia di verificare se lo hai ricevuto... Altrimenti faro' il bis! Buona serata a tutti!

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  5. Mariella, non sapevo che lavorassi come Gabibbo di Striscia la notizia.
    Tra l' altro ho visto pure la puntata con il servizio su Villa Adriana.
    Sull' interessante e bellissimo tema , splendidamente illustrato, avevo scritto un lungo e dettagliato commento ( tra l' altro con innumerevoli citazioni in latino) : purtroppo è sparito.
    Colpa della tua piattaforma.
    Visto che più che Paganini non sono un secchione come l' Emanuela non me la sento di rielaborare il tutto.
    Due ore ci avevo messo.

    Paolino Paperino

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  6. Ragazzi sono fuori (non di testa) ma a cena. Quando rientro spero di poter recuperare le vostre fatiche dalla posta elettronica. A dopo smack! Mari

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    1. Mari, ma non crederai davvero che ho scritto un lungo e dettagliato commento con citazioni in latino sull' argomento?
      Cavoli, pensavo si capisse che fosse una presa per i fondelli!

      Paolino Paperino

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    2. Massi' che si capisce che ti stavi burlando del mio commento smarrito nell'etere!! Che poi, a dirla tutta, potrebbe essere anche un bene... L'etere, un tempo, non veniva usato come anestetico?! Appunto... Comunque, il commento non sembrava avere connotazioni cementizie: in altre parole, pareva essere piuttosto leggero. Senza farciture latine che, suvvia, a quest'ora potrebbero essere un po' difficili da smaltire e non vorrei essere causa di cattiva digestione. Men che meno di incubi notturni.

      Per quanto concerne la pubblicazione del tuo intervento, caro Papero, ho preferito glissare questa volta. Ma dentro di me un moto di giubilo, gaudio e felicita' l'ho provato. Anche perché questa volta ti sei "allargato". Anche se condivido le tue perplessità sulle scelte editoriali di Luca Dini. Del tipo: perché scrive su Vanity la Bignardi??? E il Bianchini, c'è o ci fa?? Sulle remore di Veru, invece, non posso dire nulla: la mia insufficienza in Storia dei Blog non mi consente di formulare un qualsivoglia giudizio. E nonostante io sia logorroica (tendenzialmente su tutto, perché mica mi posso trattenere, no? Ho da esprimermi che senno' resto repressa...), ho quel barlume di lungimiranza che mi consente talvolta di tenere il becco chiuso quando non so cosa dire. Detto ciò (cioè sostanzialmente nulla)... Buona serata!!

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    3. No che non ci ho creduto papero ma hai visto come sono stata carina? Pure il bacetto finale ci ho messo sono un dolce al miele stasera ... Mari

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    4. Be', scusate... Se le cose stanno cosi'... Avrei giusto da finire il libro che ho sul comodino da tre settimane: vi lascio soli... A scambiarvi effusioni caramellate. Ah, ma poi chi glielo dice alla Veru?

      Io non so nulla. Anzi, ci siamo già conosciuti??? Ghghghghghghghg

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  7. Grazie Mariella per i complimenti sulla pubblicazione Vanity.
    Luca Dini deve essere impazzito.
    Passi per lo spazio lettere: ma in quella pagina?
    Mha...
    Ad ogni modo, dopo averti vista partecipe nel blog Direttore con diversi commenti, non capisco bene questo tu repentino cambio di rotta.
    Non credo che ti sarebbe venuta la lebbra se avessi manifestato il pensiero complimentoso in quel luogo; o se ti fossi unita agli sfottò.
    Neppure capisco Veru che m' invita a tornare più Cattivik: non mi pare di essere andato leggero negli ultimi commenti.
    O devo ammazzare qualcuno?
    O peggio, dovrei strumentalmente essere sempre spietato per rallegrare – o annoiare - gli spettatori che assistono ai miei barbari attacchi?
    Neque semper arcum tendit Apollo.
    Comunque la bergamasca può sempre chiedere il divorzio.
    Almeno la finirò di stare con una che difende sempre Bersani.
    Anche quando è indifendibile.
    E pensare che la volevo portare a Villa Adriana per fare i bagni e rimettersi in forma dopo la maternità.
    Ovviamente dopo l' apertura della discarica.
    Ma le cose cambiano: piani saltati.
    Tutta colpa del Gabibbo.
    E di un papero rammolito. (?? )

    Paolino Paperino

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  8. Buona domenica ragazzi! Ieri era troppo tardi sono crollata. Oggi anche sarò in giro poi vi racconto. Paolino ti spiegherò meglio il perché della mia assenA dal blog del dir. Tu non c'entri. Io ti farei i complimenti per come scrivi ovunque in ogni luogo e in ogni lago! Mari

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  9. Cara Mary,

    è difficile parlare della tutela dei beni culturali nel nostro Paese senza farsi venire un travaso di bile. Ho già esplicitato in altre occasioni il mio punto di vista in proposito: bisogna imparare a conoscere il nostro patrimonio artistico per poterlo apprezzare, rispettare e tutelare. L'incuria, il disinteresse e il degrado non dipendono soltanto dalla mancanza di soldi. Per ora il rischio discarica a due passi da Villa Adriana è scongiurato, ma tutti sappiamo in che stato versano altri siti archeologici di inestimabile valore come Pompei e la Valle dei Templi di Agrigento. Un'emergenza continua, verrebbe da pensare. Come ho già detto in altre occasioni, il patrimonio artistico e paesaggistico italiano è particolarmente fragile, perché è disperso sul territorio (non a caso si parla di "museo diffuso"), spesso non è neppure censito a dovere e questo lo rende ancora più vulnerabile. Senza contare che le amministrazioni vedono le vestigia del passato un onere più che un onore: una voce di spesa pesante di cui farebbero a meno.

    Da qui, la risposta ai quesiti che poni a chiusura del tuo post. Cosa bisogna fare concretamente? Iniziare a studiare, a conoscere e ad amare quello che abbiamo ereditato dal nostro passato, perché solo così potremo anche rispettarlo e tutelarlo. Partire dalla scuola primaria: portare i bambini in gita non solo nelle grandi città, ma per le strade dei loro paesi a conoscere la storia della chiesetta, del palazzo, del castello, del parco che vedono tutti i giorni passeggiando per le loro strade, ma che rischiano di non "vedere" mai. Segnalare alle amministrazioni locali, prima, e alle soprintendenze poi, i monumenti in pericolo. O sensibilizzare il FAI che negli ultimi anni ha fatto tanto, come dici giustamente tu, per la tutela e la promozione del nostro territorio.
    Per la mancanza di fondi, invece, auspicherei una diversa politica da parte delle istituzioni, perché si rendano finalmente conto di quanto è preziosa l'eredità che ci è arrivata dal passato. E dell'immane responsabilità che abbiamo nei confronti dell'umanità intera. Perché ciò che si è stratificato nel tempo su questa lingua di terra che è l'Italia non ha eguali in nessun'altra parte del mondo. Ma siamo i primi noi italiani a non rendercene conto. A non averne la consapevolezza. Peggio, a non conoscere i tesori che custodiscono le nostre città. Capaci di attirare visitatori da ogni parte del mondo mentre noi, che le abbiamo a portata di mano, spesso neppure le vediamo...

    Nel tuo post, hai reso tutta la magnificenza della della Villa di Adriano e della figura di questo straordinario imperatore. E questa residenza ha avuto un'eco straordinaria nell'arte di tutti i secoli successivi. Spesso compare nelle vedute di paesaggio degli artisti seicenteschi e nei "capricci", paesaggi immaginari spesso "abitati" da monumenti dell'antichità classica, a conferma dell'enorme risonanza del complesso adrianeo.
    Spero con tutta me stessa che non si debba ricevere notizia di altri progetti scriteriati. Del resto, la speranza è l'ultima a morire...



    Postato da Ruecambon in doremifasol alle 26/5/12 6:35 PM

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    1. Manu, concordo con te, ogni parola, ogni virgola.
      Un bacio grande fanciulla. buona domenica.

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  10. Ghghghghgh
    Papero su non prendere tutto alla lettera.
    Mi ha fatto davvero piacere la tua pubblicazione.
    E tutti si sono complimentati con affetto.
    Troppo affetto.
    Per questo mi è venuto da dire...troppe effusioni...mi sa che mi devi tornare più Cattivik.
    All'epoca gradivi meno certe smancerie.Calcavi troppo la mano,meno spontaneo più personaggio.Ti preferisco ora.
    Più vero.


    Finchè Bersani è il segretario del PD lo difenderò ad oltranza,in fondo mi chiedo cosa faccia di male.
    Comunque non vado oltre.
    Magari un giorno Mari farà un post sulla politica e potrò dare libero sfogo ad ogni mio pensiero.
    Detto questo,Papero tranquillo non chiedo il divorzio.
    Resta il mio amore nonostante la discarica.


    VILLA ADRIANA.
    Mari non guardo Striscia.
    Tuttavia quello che tu hai scritto è insindacabile.
    In Italia davvero c'è una MANCANZA DI ATTENZIONE per tutto ciò che riguarda la protezione della nostra arte e del nostro ambiente.
    Molto spetta ai politici,ma molto possiamo fare anche noi cittadini.
    Invece spesso sono proprio gli italiani a non voler conoscere e rispettare le bellezze del nostro Paese.
    Credo che il commento di Rue renda perfettamente l'idea.
    Se non ci fosse Manu a fare stì fior fior di compitini io e il Papero saremmo spacciati.
    Me la cavo così???
    Volevo solo aggiungere che pare che l'imperatore Adriano parlasse male ma molto male il Latino...lo trovo consolatorio...ghghghgh

    buona domenica
    bacio
    veru

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  11. E che dire di Leonardo, il genio per eccellenza, che il latino non lo aveva mai imparato?! Certo, non viveva nell'antica Roma, ma per secoli dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente Il latino continuo' ad essere la lingua degli uomini di cultura, chierici e non. Leonardo non sapeva il latino perché la sua formazione avvenne nella bottega di un pittore ai tempi in cui essere un artista equivaleva ad essere un artigiano. La pittura era un'arte minore. Ci si sporcava le mani, ai tempi, con le misture per i colori, il taglio delle tele, le carpenterie delle pale d'altare.
    Leonardo, l'uomo dal sapere universale, era considerato un ignorante dagli intellettuali del suo tempo. E questo non e' consolatorio, perché anche oggi gli uomini che vedono "troppo in la'" devono andare via dall'Italia per continuare a farlo. Anzi, ho come la sensazione che oggi neppure ci accorgeremmo di un altro Leonardo... Ma forse sono un po' troppo pessimista. Buona domenica

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  12. Veru, hai ragione: la presenza in classe di Emanuela Secchia ci solleva in parte dall' incombenza di svolgere al meglio i compiti assegnati.
    La maestra rimane contenta della brava alunna e ci guarda con più indulgenza.
    Tuttavia noto che bene o male una sufficienza riesci a pigliarla anche se non sembri avere studiato molto: sfrutti quella dote degli studenti che non hanno molta voglia d' impegnarsi ma tengono botta sfruttando al meglio le proprie capacità.
    Per cui, pure tu, mi salvi in parte il culo.
    Ultimamente sono quasi sempre in regime ginnastica e intervallo.
    Non solo qui.
    Certo che l' immagine di bambini che vengono condotti per le strade a studiare arte e storia, per molti versi – piccoli secchioni crescono – non è il massimo.
    O meglio: dipende dagli insegnanti. E sulla loro capacità di coinvolgere.
    Altrimenti sai che palle.
    Già è complicato seguire per certi adulti.

    Paolino Paperino

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    1. Io penso che i bambini si annoino molto di piu in classe quando devono stare fermi davanti alle pagine di un libro. La curiosità e' innata nei piccoli. E si dirige su quanto li circonda. Quando ho iniziato a leggere mia mamma non mi chiudeva a fare compiti supplementari. Andavamo a spasso per il mio paese e mentre facevamo la spesa o andavamo a casa dei miei nonni leggevo le insegne dei negozi. Ed era divertente per me. Quando leggi i cartelli degli edifici storici fai tante domande a chi ti accompagna perché non conosci i nomi, i termini, le epoche storiche. E tutto sembra una fiaba abitata da ricchi signori che abitavano dimore splendidamente affrescate. O chiese che, nonostante i dubbi e le domande che su agitano dentro di noi, abbiamo frequentato tutti. La storia, quella con la maiuscola, può essere usta come una serie di storie che attirano, catturano, incuriosiscono.
      I monumenti e i resti del nostro passato ci parlano ancora, non sono solo sassi vecchi. E non occupano invano spazio edificabile o sfruttabile in altro modo... Vanno conosciuti e rispettati. Se conosci e ami, non attacchi e non deturpi. Rispetti. E questo amore per il passato che ci vive accanto va insegnato. E guarda che imparare può essere anche divertente. Mica solo una pallosita'. Dipende da come si impara oltre da chi insegna...

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  13. Nel mio percorso scolastico, ho avuto insegnanti bravi, bravini e pessimi. Ma non ho mai perso l'idea che imparare fosse un gioco divertente. Come quando passeggiavo per le strade con mia mamma a leggere le insegne dei negozi. Per questo io non sono mai stata la secchiona per antonomasia, nonostante la media brillante dei miei voti. Se riesci a divertirti, impari anche con minor fatica. Io mi diverto ancora a fare questo gioco, nonostante non sia più una studentessa. Imparare è qualcosa che non si smette mai di fare. Cambiano le materie, la vita ce ne riserva sempre di nuove. Ma io non ho perso l'entusiasmo di allora. Ricordo ancora l'odore del primo giorno di scuola. E ringrazio mia madre ancora oggi per avermi trasmesso il piacere della scoperta. E la gioia, insieme all'umiltà, di imparare.

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    1. Emanuela (Scusate, sto scrivendo malissimo: anch'io con il cellu!!!!)

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  14. Si bella scusa.
    Scrivono male e danno colpa al cell,ai tasti troppo piccoli,troppo vicini...
    Brave Brave

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    1. Di quanto ho abbassato la mia media, prof.? Riesco a recuperare entro la fine dell'anno?! Mi rimanda in dattilografia oltre che in Storia di Blog? E io che credevo di farmi le vacanze in Santa Pace...

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  15. Emanuela, ma tu, attualmente, frequenti bambini?
    Giochi con nipoti o con piccoli vicini di casa?
    Hai modo di essere responsabile di un insieme di loro, come una classe , una squadra , un gruppo di catechismo?
    Spesso, riguardo argomenti vari, racconti bene: tuttavia, la realtà pragmatica spesso e volentieri si allontana da tutti i buoni propositi.
    Non tutti sono come te.
    Che, tra l' altro, sei alquanto particolare.
    E a quanto sembra lo eri pure da piccola.

    Paolino Paperino

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    1. No, Paolino, non frequento con assiduità i bambini. Ho due nipoti (i figli di mia cognata) che vedo abbastanza di rado. Ma sono stata una bambina. E lo sono stata insieme a mio fratello gemello, che era molto più aderente al cliché del bambino irrequieto, disattento, insofferente, soprattutto nei confronti della scuola.
      Tutti a modo nostro siamo particolari. Tutti siamo unici. Da bambini come da adulti.
      I problemi che un'educatrice può incontrare di fronte ad una classe di bambini posso solo immaginarmeli, hai ragione, ma le dinamiche dell'insegnamento non mi sono del tutto estranee. Ho avuto anch'io degli studenti svogliati e poco motivati, nonostante fossero all'università. Ma l'idea di far conoscere cio' che ci circonda attraverso il gioco, la fiaba, il racconto non è un'idea strampalata. Lo si fa da tempo nelle scuole che seguono i metodi Steiner o Montessori. Io ho frequentato scuole pubbliche, dalle elementari all'università. Ma ho avuto la fortuna di incontrare fuori dalle aule un ambiente che ha stimolato la mia curiosità, la mia voglia di sapere e di conoscere, senza farmelo sentire un dovere. Non so se sono riuscita a spiegarmi... Del resto, mio fratello non aveva voglia di studiare, ma si è diplomato e non è mai stato nè bocciato nè rimandato. Era ed è sicuramente una persona molto diversa da me e non solo a livello caratteriale. Ma ce l'ha fatta a concludere un ciclo di studi abbastanza lungo per uno che non voleva stare sui libri. Certo, ai tempi hanno avuto il loro peso le ramanzine di mio padre e i suoi rimproveri. E forse anche i disegni di elettronica che gli facevo io (senza capirci un accidenti). Ma alle interrogazioni e agli esami era da solo. E ce l'ha fatta a prendere la maturità. In un istituto professionale, ma ce l'ha fatta.
      Questo per dire che forse non conta soltanto la scuola in sè e per sè. Conta anche cio' che ci circonda fuori dalle aule. Dalla famiglia alla biblioteca all'oratorio al centro sportivo: tutto conta nelle fasi della crescita. Assorbi anche quando sembra che non te ne freghi nulla.
      Poi, per carità, posso sbagliarmi. Ma non dimenticare che non sono proprio a digiuno quando parlo di insegnamento. Avevo di fronte ragazzi più grandi,ma non per questo tutti capaci di affrontare con impegno e dedizione la causa...

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  16. Cavoli, io ho frequentato l' asilo nido Montessori.
    Non è che sono uscito benissimo.
    Forse perché dopo sono andato dalle suore?
    Comunque stiamo dicendo la stessa cosa: ovvero la necessità di bravi educatori.
    Per cui, portando una classe elementare a Villa Adriana, bisognerebbe essere in grado, per non annoiarla, di creare situazioni di gioco e di racconto adeguati all' età dei piccoli.
    Vero anche che poi ci sono bimbi diversi : durante l' intervallo leggono i libri.
    Ma trattasi di casi patologici.

    Paolino Paperino

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  17. Acc... Da bambina ero un caso patologico... Mari

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    1. Ogni riferimento NON era puramente casuale.

      Paolino Paperino

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  18. Io all'Intervallo giocavo. E cercavo mio fratello che quando mi vedeva, mi menava. L'ho detto che non ho un curriculum da secchiona ad hoc!

    Ps. Mio papà non ha voluto saperne di scuole private. Abbiamo fatto solo l'asilo dalle suore. Per lui, le scuole private servivano solo per i bambini e i ragazzi a cui si doveva 'comprare' il diploma. Che fosse vero o meno, non saprei. Ma in università dico con certezza che ai miei tempi i laureati in Cattolica studiavano molto ma molto meno di noi in Statale. E per la tesi avevano punteggi stratosferici, a noi preclusi per statuto. Ergo... Meglio le statali. Nonostante tutto

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  19. Concordo con Manu.
    In Cattolica si studiava molto meno.
    Per uno stesso esame noi avevamo otto libri loro due.
    Sfigati.Ghghghgh
    Comunque niente scuole private neanche per me.
    Penso che mia mamma proprio non si fosse nemmeno posta il problema.
    Mio nipote,16 anni,invece dal lunedì al venerdì sta in Convitto.
    Dopo una bocciatura e una situazione ingestibile purtroppo abbiamo dovuto optare per una soluzione più "contenitiva" diciamo.
    Lui comunque ci sta benissimo.
    Non che facesse chissà cosa di male,solo non riuscivo più ad imporgli le ore di studio.
    Cazzeggiava allegramente tutto il pomeriggio.
    Quest'anno ha preso ottimi voti...pagare a qualcosa è servito...ghghghg
    No dai,povero,si è pure impegnato.
    Giorni fa il Preside mi ha convocata insieme agli altri genitori perchè i ragazzi nella notte hanno spostato le brandine con lenzuoli e tutto il resto nel campo adiacente alla scuola.
    Vista la fotografia,una serie di letti bianchi perfettamente rifatti nel campo incolto,vi giuro,non ho potuto fare a meno di ridere.
    Mi pareva di essere in un film di Nanni Moretti.
    E poi l'ho detta.
    Quella frase che ho sempre giurato a me stessa non avrei mai detto.
    "E' una ragazzata,suvvia Preside,siamo alla fine dell'anno".
    Se fossi andata in giro nuda per il centro della città non avrei avuto così tanti occhi puntati addosso.
    Al mio primo hanno di Liceo la politica aveva ancora un senso.
    Insomma per via dei ragazzi più grandi la si respirava nell'aria.
    Riunioni comitati occupazioni.
    Un po' mi spiace che tutto questo non ci sia più.
    Non avremmo mai fatto una cazzata come quella di mio nipote.
    La politica riempiva quei vuoti tipici dell'adolescenza.
    E si durante l'intervallo ci si poteva vedere con un libro in mano.
    Faceva tanto "impegnati".
    Ma ci si credeva davvero.
    Qualche canna nei bagni della scuola semmai.
    Dal terzo anno le cose hanno cominciato a cambiare.
    Purtroppo.
    Riguardo invece alla capacità di coivolgere nelo studio i giovani studenti coniugando allegria e competenza è dote rara.
    Tuttavia esiste.
    Ci deve essere sentimento e passione.
    Quando ho insegnato al mio gruppo di dieci bambini che arrivavano dal Kosovo l'italiano per aiutarli ad inserirsi nella prima elementare,il coordinatore della Cooperativa (in collaborazione con il Comune) per cui lavoravo mi aveva riferito che il gruppo preparato meglio era stato il mio,tuttavia mi rimproveò per il mio eccessivo,a suo dire, coinvolgimento emotivo.
    Ne è nata una discussione furibonda.
    Il risultato c'era,che contava il resto?
    I bambini quando mi vedevano mi abbracciavano e io li ricambiavo.
    Non era professionale.
    Con questo non intendo dire che le insegnanti debbano arrivare a questo,è ovvio che la scuola è un'ambiente diverso che richiede un contesto diverso,credo però che debbano amare quei ragazzi e il loro lavoro per farsi amare a loro volta.
    Poi amare lo studio sarà solo una conseguenza logica e non un'imposizione.

    veru

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    1. Perché non mandi tuo nipote a ripetizione da Emanuela?
      Ovviamente la speranza è che gli metta un petardo sotto le chiappe sedute in cattedra e poi lo posti su Youtube.
      Preparati ad essere convocata dall' insegnante.

      Paolino Paperino

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  20. Ah, se il mio maestro delle elementari mi avesse sorriso un po' di più invece di darmi di quelle bacchettate sulle mani per farmi perdere il vizio di usare la mano sinistra per scrivere.
    Ho imparato ad usare la destra per scrivere, ma è l'unica cosa che faccio con quella mano.
    Per il resto, sono di sinistra anche nell'anima.

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    1. I tempi sono cambiati ( ma quanto sei vecchia? ) : figurati che Rafael Nadal è un destro naturale. Ma quando era bambino, suo zio e allenatore Toni, ebbe l' intuizione d' indurlo a giocare con la mano sinistra affinchè potesse ottenere effetti e rotazioni differenti dalla maggior parte dei giocatori, abituati a seguire - giocando principalmente destri contro destri - schemi e traettorie in tale direzione.
      E giocare contro mancini risulta desueto, dando un leggero vantaggio ai primi, decisamente più abituati a giocare contro i destri.
      Certo Mari che non sembri molto pelosa, visto che ti spacci sinistra pure nell' anima.

      Paolino Paperino

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    2. Sono vecchia quanto te papero, ghghghghghhghghgh!
      E non sono pelosa per niente sai? Non è che essere di sinistra sia sinonimo di pelosaggine!

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  21. Che aggiungere a quello che avete già detto voi.
    Solo stimolando e interessando i bambini di oggi, con cura e attenzione, potremo farne persone migliori degli adulti di adesso.
    Frutto della negligenza degli ultimi venti anni.
    Anche io, scuole pubbliche.
    Escluso l'asilo e il primo anno universitario dove fui costretta in un convitto di suore.
    Credo di potere datare ad allora l'idiosincrasia per ogni veste talare, femminile e maschile che mi avvicina.
    Ho toccato con mano l'ipocrisia più profonda e i pregiudizi più assurdi.

    Per finire anche il razzismo. L'unica cosa che contava era il denaro. Quello delle fanciulle ricche con genitori importanti.
    Noi che avevamo i genitori che a fatica pagavano la retta (costosissima) con sacrifici non contavamo nulla e a tavola avevamo le porzioni minori, per fare un esempio.

    Vado avanti?
    No dai, via libera alla vostra immaginazione.
    L'anno successivo ho cambiato università,città, vita.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)