AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

21 giugno 2012

IMPARARE A VIVERE IN LIBERTA': MARISA OMBRA



Una signora di 85 anni prova a spiegare ad una ragazzina di 14 anni, incontrata in un parco, la libertà, la bellezza e la dignità delle donne attraverso la sua esperienza.

La signora è Marisa Ombra.

Nata da una famiglia operaia antifascista nel 1925, dopo l' 8 settembre 1943, firma dell'armistizio, diventa staffetta delle brigate partigiane.
Chiamata dal padre che, in questo modo, cerca di distoglierla da una malattia che le sta minando l'anima e la salute: l'anoressia.
Ottenendo il doppio scopo di liberarla sia dall'inferno fisico che da quello mentale, facendole scoprire quanto possa essere importante lottare per l'indipendenza del proprio Paese e anche per l'autonomia femminile.

Dopo la Liberazione  SCEGLIE di dedicare la sua vita alle lotte per l'emancipazione e per la liberazione  della donna, operando in particolare nell’Udi, presiedendo la Cooperativa Libera Stampa editrice della pubblicazione “Noi donne”, lavorando alla costruzione dell’Archivio nazionale dell’Udi e alla Associazione nazionale Archivi Udi. (Fonte ANPI).

Ormai sapete che, da quando ho il mio blog, se leggo libri che mi illuminano e sui quali vertono riflessioni importanti, non vedo poi l'ora di confrontarmi con voi, per ragionare su quanto mi ha colpito e sulle domande che mi sono posta.

Questa volta il libro mi ha regalato risposte.

Ci sono dei dolori che conducono alle malattie: niente può avere più senso.
Tutto crolla e ti fa sprofondare, ma a volte come nel caso dell'anoressia rischi di non accorgertene nemmeno. Subdolamente la malattia appare come una conquista, hai uno strano benessere che ti conforta e il pericolo non lo vedi nemmeno negli occhi disperati di chi ti ama, ed è accanto a te e non trova alcun modo per raggiungerti nella gabbia di cristallo nella quali ti sei riparato.
La via d'uscita (perchè dobbiamo credere che ci sia sempre una possibilità) arriva per Marisa grazie a suo padre che la "obbligò ad uscire dal cerchio chiuso delle domande senza risposta" in cui era piombata facendole osservare con attenzione come il mondo attorno a lei avesse bisogno di aiuto concreto perchè stava andando a fuoco: La Guerra.
Ecco, lo stimolo forte che ti obbliga a guardare concretamente fuori da te per vederti meglio e trovare la forza per andare avanti, può essere una risposta concreta e aiutare ad uscire da un periodo buio e difficile.
Spostare l'attenzione da noi stessi agli altri, mi sembra un grande occasione e mi dona la speranza della prima risposta.

L'indipendenza delle donne: il famoso slogan "il corpo e mio e lo gestisco io".
A partire dagli anni '50 le donne avevano dato voce a qualcosa che era nascosto da secoli nella gola di generazioni femminili nate e morte prima di allora. Donne alle quali per secoli era stato sempre risposto NO a qualunque richiesta senza una vera spiegazione, perchè era evidente che non c'era.
Donne tradite, donne violentate, donne offese ripetutamente.
Ma la generazione che usciva dalla 2° Guerra Mondiale aveva la possibilità di rinascere. Si poteva finalmente progettare una vita nuova con desideri e sogni finalmente realizzabili. 
La parità era lì a portata di mano, la si poteva costruire tutte insieme.
Donne, che grazie all'intelligenza, alla loro audacia,alla loro curiosità e soprattutto alla loro attenzione, hanno ottenuto tutti i diritti che volevano, almeno formalmente. Intrapreso carriere in bacini da sempre preclusi al sesso femminile, penso al campo ingegneristico, medico specialistico, fisico,la magistratura, per fare qualche esempio.

Ma dopo tutta la strada fatta, agli inizi degli anni '80, all'improvviso qualcosa cambiava,in maniera strisciante e si insinuava attraverso immagini di ragazze che esponevano i loro corpi nelle TV commerciali.
Marisa come me, data in quel preciso momento, il crollo dell'immagine femminile come autonoma, intelligente, determinata a conquistare grazie alla sua forza e alla sua volontà, un posto importante,  alla pari con gli uomini, nella società.
Questo a favore di un altro tipo di donna più facile da dominare (almenso secondo alcuni uomini) per il quale il corpo diviene arma di conquista per raggiungere il successo e il denaro, semplice merce di scambio.
" Il corpo femminile era diventato un'impresa commerciale da mettere a frutto. Era una nuova figura di mercato."
Come è stato facile rinunciare alla dignità e alla libertà che sono state conquistate con tanta fatica dalle donne. Sembrare libere perchè belle e famose nonostante il prezzo altissimo da pagare.

Un prezzo che non è quantificabile, non credete?

La risposta è che la libertà e la dignità sono una condizione naturale.
Perchè tutti noi aspiriamo ad essere liberi nonostante gli impedimenti. Non è cosa facile, ci vuole coraggio e tanta, tantissima forza di volontà. Ma quando per brevissimi istanti ci rendiamo conto di averla colta realmente la nostra libertà dopo tanta lotta, è allora che brilliamo e diventiamo il sole della nostra stessa vita.
C'è energia fresca sufficiente attorno a noi,  affinchè si possa abbandonare il degrado del concetto di donna degli ultimi anni e andare verso il completamento del ciclo iniziato quasi sessanta anni fa.
Io ci credo.

GRAZIE MARISA.





50 commenti:

  1. Cara Mary,

    Non ho letto il libro di cui ci parli quest'oggi. Ma devo essere sincera: mi sono fatta un'idea molto diversa riguardo al ruolo della tv commerciale nella questione femminile. Mi sembra una tesi semplicistica e anche un po' troppo fragile. Anche se di indubbio appeal. Ma e' un mio modestissimo parere che per altro richiederebbe uno sforzo notevole sia da parte mia nell'esporlo sia da parte vostra (soprattutto!!) per seguirlo. E visto che non ho le capacita di Marisa Ombra, mi siedo in un angolo e vi ascolto. In attesa che mi venga l'illuminazione...
    Buona serata

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  2. Ciao Manu.
    Non mi aspetto che voi abbiate letto i libri di cui parlo, ci mancherebbe.
    Nemmeno penso che ve lo aspettiate voi per i vostri.
    Credo invece, che sia sempre interessante il confronto sulle idee che possano scaturire da una lettura.
    Mi hanno colpito del libro alcune considerazioni che la scrittrice ha fatto e ve le ho proposte.
    Non penso che quello che ha scritto sia un dogma, come non penso che la televisione sia causa di tutti i mali del mondo.
    Sicuramente il bombardamento di questi ultimi venti anni, non ha fatto bene alla donna in generale e alle ultime generazioni in particolare.
    La mia opinione, che sarà sicuramente fragile e semplicistica vivaddio, è basata da quello con il quale ci siamo scontrati negli ultimi anni:
    ragazze cresciute a suon di tele che inculcava loro l'idea che entrando nel mondo fantastico e sfavillante della televisione, anche senza arte nè parte, si riusciva ad ottenere un posto in prima fila e il successo.
    Quando invece, quelle della mia di generazione, sapevano e apprendevano dai canali di stato, che in quel mondo si arrivava, con studio e costanza e se si ottenevano dei risultati i meriti erano della loro tenacia e della loro professionalità.
    Infatti, artiste come la Carrà, la Loretta Goggi, e come la Cuccarini, erano di esempio per tutti.
    Poi è arrivato altro, meteore di qualche stagione, e sinceramente a parte la Ventura, sulla quale possiamo dire molto, ma non che non sia professionale, non mi vengono in mente vere professioniste, che hanno fatto tanta gavetta e imparato.
    Credo che ci sia stato danno, anche se solamente pensiamo alle ultime vicende politiche che recentemente ci hanno destabilizzato.
    Purtroppo la televisione ha potere non possiamo negarlo, molto spesso viene vista dai genitori come sedativo perchè si preferisce la lobotomizzazione celebrale all'impegno nell'educazione dei figli che porta via tempo e responsabilità.
    Fortunatamente, chi la pensa diversamente non è minoranza, vivo esempi importanti, ma nelle strade vivendoci sento anche tanti discorsi tra i giovani che purtroppo non mi sorprendono positivamente.
    C'è alternativa? Si che c'è, ma oggi come oggi abbiamo voglia e pazienza di trovarla?
    Le parole che Marisa rivolge alla fanciulla 14enne danno speranza.
    Ma la lotta è dura.

    PS: hai mai letto qualcosa di Walter Siti?

    Ha la rara capacità di farci capire perfettamente in che razza di mondo stiamo precipitando.

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  3. Cara Mary,

    io considero "fragile e semplicistica" la visione di chi identifica nella Tv commerciale-berlusconiana la causa di tutti i mali dei nostri tempi. Non ho detto che sia la tua, Mary, ma nel tuo post ci sono frasi che francamente non mi trovano d'accordo. A me è sembrato di capire che tu riportassi il pensiero di Marisa. Sottoscrivendolo.

    Ti annoierò a morte, lo so già, ma accetto volentieri il tuo invito ad un confronto tra posizioni diverse. Tra virgolette riporto le parole del post su cui ho un'opinione diversa.

    1) "Ma dopo tutta la strada fatta, agli inizi degli anni '80, ALL'IMPROVVISO qualcosa cambiava, IN MANIERA STRISCIANTE e si insinuava attraverso immagini di ragazze che ESPONEVANO I LORO CORPI NELLE TV COMMERCIALI".

    Ma l'esibizione di parti del corpo femminile, negli anni Sessanta e Settanta, è stato uno dei capisaldi della liberazione sessuale della donna! Le minigonne, il topless, i reggiseni alle ortiche, la nudità nel movimento hippy... Erano scelte che andavano contro la morale bigotta e l'idea di una donna relegata al focolare domestico nell'unico ruolo di moglie e di madre. Le femministe e le hippy con le tette al vento non sono un'invenzione delle tv commerciali. E ribadivano un concetto sacrosanto: la donna deve essere libera di usare il proprio corpo, la propria sessualità come meglio ritiene opportuno. Come non ricordare la commedia sexy degli anni Settanta!! La Feneck, la Bouchet e tutte le altre: come venivano rappresentate nei film con Buzzanca, Lino Banfi e i vari Pierini?? Lì non c'era una mercificazione del corpo femminile?

    E' chiaro che dopo la rivoluzione dei costumi di quegli anni anche la donna in tv ha avuto un'altra rappresentazione. Non credo si debbano rimpiangere i tempi in cui si gridava allo scandalo per le gambe delle Kessler o l'ombelico della Carrà (per altro esibiti dalle reti Rai - le uniche allora esistenti).
    Reputo pertanto fuori luogo l'idea che le tv commerciali abbiano rappresentato "all'improvviso" e "in maniera strisciante" (ma come, era tutto sotto i riflettori!) una donna diversa. No, non direi proprio.

    2) "Marisa come me, data in quel preciso momento il crollo dell'immagine femminile come autonoma, intelligente, determinata a conquistare grazie alla sua forza e alla sua volontà, un posto importante, alla pari con gli uomini, nella società".

    Sicura che l'immagine femminile delle commedie sexy ricordate al punto 1 corrispondesse ad un ideale alto e nobile? Mah. Resta il fatto che proprio in quel preciso momento in cui tu e Marisa collocate il "crollo dell'immagine femminile", in Italia si fa avanti PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA il nome di una donna ai vertici di un'azienda: era quello di Marisa Bellisario. Io di questa donna ricordo moltissimo ed ero solo una bambina. Negli anni di Marisa Bellisario in Italtel, le dipendenti laureate passano dal 5 al 27% dei laureati complessivi dell’azienda. Se questo è un crollo di ideali...

    3) "Questo a favore di un altro tipo di donna più facile da dominare (almenso secondo alcuni uomini) per il quale il corpo diviene arma di conquista per raggiungere il successo e il denaro, semplice merce di scambio"

    E pensi davvero che questo sia il prodotto delle Tv commerciali degli anni Ottanta??!!! Questo proprio non posso e non voglio crederlo! Perché significherebbe non conoscere la storia. E tu, Mariella, la conosci eccome.

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    1. Le comedie sexy erano cinema, ho parlato di cinema?r
      Era ben diverso che il corpo sbattuto ad ora di cena e succinto di colpo grosso ricordi?

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    2. Marisa Belisario? Ma sicuramente solo tu, io e poche altre ragazze di oggi ricordano chi sia, e il premio a suo nome che da anni viene dato alle donne che emergono con dignità, cultura e rispetto.
      Forse il premio a cui ambisci anche tu?

      La Tv commerciale di cui parlo, almeno il passaggio brusco da quella che mi ha cresciuto a quella a cui accenno, tu non la ricordi mi pare.

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    3. Non hai parlato di cinema, hai ragione. Ma quel tipo di commedia ha preceduto il boom delle tv commerciali partecipando anch'esso ad una rappresentazione di un certo tipo della donna. Per questo ciò che si e' visto in tv non e' arrivato "improvvisamente". C'era già, anche se in un altro contesto.

      Riguardo al corpo esibito all'ora di cena... Che dirti? Io che sono figlia di un'epoca diversa posso dirti che ho visto soubrette e vallette discinte anche sulle reti Rai. Proprio perché non ho la tua età. Ma allora dovrei essere come la valletta sbullettante?! Quello che voglio dire e' che l'importanza che ha assunto la televisione e' data dalla mancanza di modelli alternativi dovuta alla crisi di valori e ideali. Che la Bellisario sia caduta nel dimenticatoio e' una grave colpa da imputare al sistema formativo e informativo generale. Non e' colpa solo della tv. Il Premio e la fondazione che ricordano questa grande donna forse non bastano. Riguardo alle mie ambizioni, posso assicurarti che sono molto piu modeste, alla portata delle mie capacita.

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    4. Il cinema usava un clichè solo perchè faceva ridere, dal quale dopo la seconda guerra mondiale ci stavamo allontanando mietendo successi ovunque e in ogni campo come dicevo nel mio post.
      Ci sembrava di stare per cogliere, e dico finalmente, la parità tanto agognata dopo secoli di basso profilo.
      Questo perchè eravamo finalmente unite nel cercare di raggiungere un obiettivo che non sembrava più così lontano.

      Negli anni '70, io vallette discinte non me le ricordo nelle TV di stato a dire il vero, ma sono più anziana di te.
      Ricordo le minigonne della Carrà, ricordo le splendide gambe della Cuccarini, ma tutto era comunque entro i limiti della dignità.

      I corpi discinti e sempre più scoperti li ho visti dopo.
      Chiaro che, se bombardi con questi modelli e abbassi il livello, ottenendo comunque un successo di odience e tanta pubblicità, è evidente che anche gli altri debbano prima o poi adeguarsi, cosa che poi hanno dovuro fare anche le tv di stato.
      E' stato così anche nel calcio.
      Dopo il 1986, anno in cui Berlusconi acquistò il Milan.
      Sono arrivati gli ingaggi stratosferici e il giocatore, è diventato merce su cui fare mercato.
      Prima era diverso.

      Vabbè sarò fissata, ma gira gira, io ci trovo sempre il suo zampino nel degrado che ci circonda...

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  4. 4) " Il corpo femminile era diventato un'impresa commerciale da mettere a frutto. Era una nuova figura di mercato. Come è stato facile rinunciare alla dignità e alla libertà che sono state conquistate con tanta fatica dalle donne. Sembrare libere perchè belle e famose nonostante il prezzo altissimo da pagare".

    Ma veramente credi che queste giovani che vanno in tv a sculettare lo facciano oppresse dal sistema maschilista? Siamo sicure? O lo fanno perché i soldi, bene o male, fanno comodo a tutti? "Pecunia non olet", dicevano i latini. Ed è così ancora oggi.
    Le donne usano il loro corpo, la loro avvenenza dalla notte dei tempi, Mariella. C'è chi sfrutta in modo facile quello che non è un talento, ma un mezzo per fare i soldi. Vogliamo fare le moraliste? Allora diciamo che fanno schifo. Ma sinceramente questo non è il prodotto della TV di Berlusconi: è quello che secoli di storia ci hanno insegnato.

    Vogliamo emanciparci da questo stereotipo millenario? Bene. Investiamo sull'educazione. Che non è il compito della tv, ma delle famiglie. Ed è qui che io insisterei: nell'assenza di figure educative che permettano ai ragazzi di contestualizzare cio' che vedono in tv, su internet e chissà ancora dove. Non sono i media il Grande Male. Sono gli adulti assenti che delegano sempre ad altri la funzione essenziale, basilare dell'educazione. La famiglia non esiste più come l'abbiamo conosciuta io e te, Mariella. Facciamocene una ragione. E questi ragazzi crescono piazzati a destra e a manca, bombardati da un sacco di messaggi senza avere una bussola. I valori su cui un tempo si costruiva l'identità personale sono stati tutti demoliti: la politica, la religione, la cultura, il lavoro... Cosa rimane a questa generazione? Solo il denaro. Perché sembra che oggi sia l'unica cosa che conti davvero. Ti permette di avere gli oggetti che tutti desiderano e con essi ti guadagni rispetto e ammirazione. Tutto qui. E' colpa di Berlusconi? No, Mariella. E' colpa di un mondo che dal Sessantotto ad oggi non ha saputo costruire valori che andassero oltre quelli della società tradizionale. E oggi siamo nella merda (con buona pace di Walter Siti) per colpa di una generazione di adulti a cui apparteniamo tutti che rincorre freneticamente uno status quo nel presente, senza curarsi dell'avvenire e di quello che sarà delle generazioni future.


    Gira e rigira, nel nostro Paese bisogna sempre identificare un bersaglio su cui convergere ogni nefandezza: c'è stato il tempo dalla Dc di Andreotti, poi si è passati al PSI di Craxi, negli ultimi anni abbiamo Berlusconi.

    Scusatemi, ma questo non è il mio modo di ragionare.

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    1. Non ho detto che erano spinte dall'uomo, ma sicuramente hanno visto nello sfarfallio della televisione il modo di ottenere il successo senza sforzarsi troopo e studiare.
      E sicuramente di questo l'uomo, che ha sempre approfittato della donna appena poteva se ne è comunque servito o no?
      Mi pare che dell'educazione ho parlato anche io nella riposta che ti ho dato, non hai fatto altro che ribadire il mio concetto in maniera più prolissa ghghghghghgh

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    2. E non ho detto nemmeno che non sia stato un percorso lucido e intelligente, anzi ho detto che hanno capito molto bene cosa poteva far loro comodo per arrivare ad ottenere quello che volevano.
      Hanno deciso loro che il corpo era oggetto di mercato...

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    3. Mary, il ruolo che ha assunto la tv commerciale e' Conseguenza di tutto il resto. Che riassumerei nel vuoto che circonda i giovanissimi. Ed e' questo che io, personalmente, vedo come preoccupante. La tv viene DOPO.

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    4. Manu, punti di vista, io credo che sia stata invece, una delle cause.
      C'è un film di Muccino che lo spiega in maniera inequivocabile, come era inequivocabile che la protagonista femminile non si sarebbe fermata di fronte a nulla pur di ottenere quello che voleva, ovvero lo sgambettare in televisione!

      Era una denuncia amara del vivere di oggi.

      Tanto per buttarci dentro anche il cinema, ghghghghghgh

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  5. ps. aggiungo: investire nell'educazione dei FIGLI MASCHI. Insegnare loro il rispetto per le donne. Tutte. Belle e brutte, intelligenti e stupide, casalinghe e dirigenti d'azienda, sante e puttane. E costringerli a fare i lavori domestici. Costringerli. Perché la si finisca una volte per tutte per sminuire il lavoro domestico relegandolo solo alle donne. Ora che si lavora uomini e donne fuori casa, anche tra le mura domestiche devono darsi da fare. Senza se e senza ma. Ma soprattutto... senza poltrona e telecomando!

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  6. Ma cara, contesti quello che ho scritto e alla fine dopo l'ecumenico discorso, dici la stessa cosa?

    Mah, comunque buona giornata!

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    1. Mariella, francamente il tuo post non faceva riferimento a nessuna delle cose che ho scritto. Il tuo post.

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    2. Anzi, correggo perché mi sono espressa male. Nel tuo post non si trova ciò che hai scritto nei tuoi commenti. Qui vi sono elementi in cui le nostre visioni convergono. Hai dato spazio a ciò che pensi tu e non semplicemente al pensiero di Marisa.

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    3. Nel mio post c'erano diversi punti di discussione.
      E' chiaro che il mio pensiero poi, lo esprimo nei commenti.

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  7. L'EDUCAZIONE, deve essere inculcata ad ambedue i sessi: quello maschile e anche quello femminile.
    Solo in questo modo soprattutto ricordando alle donne la loro dignità e libertà e quanto è costato alle altre nei secoli ottenerla ( come ho detto nel post) riusciranno a essere finalmente pari.

    ps: mio marito non ama fare i lavori di casa, ma ti assicuro che ha per me il massimo rispetto.
    Non credo che costringerlo da piccolo a fare qualcosa che non era nelle sue corde avrebbe ottenuto l'effetto di cui parli.
    E' bastato l'esempio di sua madre e l'educazione che ha avuto.
    Io poi non lo reputo fondamentale che mi aiuti in casa, ma che mi rispetti ovunque nella vita questo sì.

    Credo che tu sia andata un po' fuori tema, tirando fuori dal mazzo discorsi diversi, e alla fine per dirci che la televisione fa male, proprio quello che ho detto io.
    Va beh, sei giovane nèèèèèèè!

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    1. Che sia andata fuori tema, non lo so, può anche essere. Non sono all'esame di maturità: non dovrei rischiare la bocciatura!!
      Posso dire che cerco di andare a monte del fenomeno. Cerco, magari sbagliando. Ed e' per questo che parlo di educazione. Poi, personalmente, ritengo che debba proprio cambiare il modello tradizionale che e' ancora imperante nella suddivisione dei ruoli uomo-donna anche al di fuori della tv

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  8. Cara Manu, mi spiace non avere più tempo, sto per uscire.
    Ma sappi che come sempre sono contenta del tuo impegno e dello studio che fai per affrontare le mie "domandine".
    Sei sempre completa e non si può proprio dire che tu sia superficiale.

    Soddisfazione massima per me chiaro?
    La discussione mi piace sempre.
    Purtroppo ormai essendo senza papero, che non credo abbia più voglia di tornare a far parte del gruppo, il suo silenzio dura da troppo tempo e sarà distratto da altro, che posso fare se non sperare di agitare le acque della tua anima per riuscire a parlare di temi scottanti e difficili come questo?

    Buona giornata e a stasera!

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    1. Cara Mary,
      Tu proponi sempre argomenti interessanti. A volte anche difficili. Ma sono pur sempre un terreno di confronto e ci fanno riflettere. Ed e' questo un tuo merito che non smetterò mai di riconoscerti!

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    2. Ah bè, come vice-Papero lascio molto a desiderare... Sono "troppo" e "troppo poco" al tempo stesso. E poi mi sa che lui non verga con i ghirigori i suoi fogli di appunti...!

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    3. Hai ragione, certe volte sono veramente difficili, e penso che possano anche mettere in difficoltà chi legge e non ha voglia di buttarsi nella mischia.
      Ma con te non corro certo il rischio, ghghghghhg
      Mica posso sempre parlare di musica pop anni '80!
      Che diciamoci la verità era divertente ma poco altro.

      Ma torno con il rock anni '80 e quello è un altro paio di maniche...

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    4. Gli Skorpions sono rock anni Ottanta?
      A me piacevano molto. Sugli U2, sfondo una porta già spalancata! E Bon Jovi? A me sono venuti in mente anche i Roxette, ma forse non sono proprio anni ottanta...
      Mi sa che devo studiare...

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  9. Ciao Mari,
    il libro non lo conosco, ma chissà che prima o poi non riesca a leggerlo...
    Il tema del ruolo della donna e della sua immagine nella società è di quelli che non smettono mai di suscitare interesse, almeno per me.
    Certo, penso anche io che non sia soltanto la televisione ad avere influito sull'immagine della donna oggi, ma credo che un certo peso lo abbia avuto. Mi viene in mente il documentario "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo, e il suo sito: http://www.ilcorpodelledonne.net/
    Certo anche la pubblicità non aiuta di certo, quante volte la donna è un mero oggetto di contorno? L'esempio più eclatante: il silicone sigillante. Pubblicità OBBROBRIO.

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    1. Cara Arnika,
      Lerner a "l'infedele" ha dato ampio spazio a questo documentario. Ben fatto proprio perché documenta un fenomeno. Ma io quando osservo qualcosa cerco di capire e mi faccio un po' di domande. Senza contare che i rapporti tra uomo e donna sono impari da troppo tempo perché cose come quelle documentate dalla Zanardo escano all'improvviso... Io non ho detto che mi piace questo tipo di rappresentazione della donna, ne' che mi ci riconosco. Ma non posso fare a meno di sottolineare che ciò che si vede in tv, nella pubblicità e altrove sia Conseguenza di un tipo di cultura molto radicata che risale alla notte dei tempi e non agli anni ottanta. La tv fa da cassa di risonanza. Ma spero si aver chiarito a sufficienza il mio punto di vista. Altrimenti pazienza.

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    2. Ciao Arnika,
      Io ho lanciato delle idee che voi state ampliando e proponendo secondo il vostro punto di vista.
      Che può e giustamente essere lontano dal mio.
      E merita lo stesso rispetto.
      Comunque io non ho detto che sia la causa esclusiva, ma sicuramente una delle cause determinanti.
      Interessante il tuo punto di vista sulla pubblicità.
      Questa che lascio, simbolo degli anni '80, è stata un grandissimo successo GULP!

      http://youtu.be/GsiAmzgKQ44

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  10. Cara Mariella, quest' argomento è sempre stato un punto di contrasto tra me e te, non è vero????
    Non ho letto il libro, ma credo che lo leggerò, perchè spero che il senso non sia quello esposto da te.
    Noi donne siamo libere, libere di decidere se usare o meno la nostra appariscenza, con la certezza che mai lederemo la nostra dignità se non lo vogliamo.
    Noi scegliamo ciò che siamo, e l'uomo può anche credere di usarci, ma se noi non lo vogliamo, non sarà così.
    Anche l'uomo è libero di fare le sue scelte in casa o fuori casa.

    Ps. Ti prego di non chiamare a raccolta persone che non hanno più voglia di esprimersi sul
    blog tuo o di chiunque altro, lo trovo assolutamente deprimente.

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    1. Scusa, non c'è la firma e dallo stile di scrittura non riesco a capire chi tu sia... però non credo sia "deprimente" che la padrona di casa inviti gli ospiti di vecchia data nel suo salotto. E' proprio un aggettivo che non riesco a legare a Mariella. E nemmeno a quello che ha scritto. Perdona l'ingerenza.

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    2. Io spero, Spia che invece riesca a farti cambiare idea.
      Credo che non lo siamo, ancora, libere.
      Ho speranza che lo saremo, ma ci sarà da lottare e tutte insieme.
      Ma fino a quando continueremo a guardarci in cagnesco l'un l'altra, osteggiandoci, non riusciremo mai ad ottenere questo obiettivo.

      Degli uomini abbiamo voluto avere molte cose, pari opportunità lavorative, l'istruzione, il potere.
      Ma ancora non abbiamo imparato da loro a fare fronte comune.
      E' la regola generale del loro mondo, lottano tra di loro per affermarsi, se c'è un nemico comune però, lo combattono insieme.
      Ecco, perchè questo non riusciamo a farlo nostro?

      Con il papero è un gioco, e tu che ci segui da tempo, anche senza intervenire dovresti saperlo.
      Dai davvero credi che sia deprimente?
      Ma è una burla!

      bacio grande.
      E' la cosa che

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    3. Ah, La Spia!! Ma... chi è la Spia??!! Io non ho ancora capito chi sia... :-(

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  11. Questi argomenti appassionano noi donne, molto meno gli uomini. E' un dato di fatto appurato anche tra le mie conoscenze. Il che mi fa pensare che siamo noi ad essere stufe, non loro. Ecco perché prima ho parlato dell'educazione dei figli maschi.
    (stasera mi connetto sul tardi... ma arrivo, né!)

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    1. Noi siamo stufissime, hai proprio ragione.
      Diciamo noi che mettiamo la nostra dignità al primo posto.
      Ma dato che non tutte le donne si fanno problemi di dignità, ritengo che l'educazione vada inculcata anche a loro, come agli uomini.

      Questo libro parla di dignità, ottima base per partire.

      baci

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  12. Ragazze perdono il tema mi coinvolge,avrei molto da dire ma proprio non ce la faccio.
    Non dormo da praticamente ieri mattina.
    Forse un cinque orette ci sono state ma non di più.
    Esprimermi su queste tematiche quando sono così stanca mi risulta difficile.
    E sono solo le 19.
    Anche leggere libri ormai è un lontano ricordo.
    Vanity poi non ne parliamo.
    Vorrei comunque comprare il libro in questione perchè il post che Mari gli ha dedicato pone argomenti che m'interessano.
    Inoltre sopra Mari,citi,Siti.
    Mi piace molto.
    Hai già letto il suo ultimo libro?
    Ho letto la recensione di recente,forse proprio su Vanity e mi ha incuriosito.
    Ma chi è l'anonimo sopra?
    Il Ps non l'ho proprio capito.

    VI BACIO TUTTI
    APE MAIA

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  13. Ciao Ape Maia, tu sei assente giustificata!
    Non ho letto l'ultimo libro di Siti e ti dico che, non so se lo farò.
    Ti racconto questo:
    quando qualche anno fa lessi " IL CONTAGIO", cominciai pensando che sarebbe stato un libro interessante visto la tematica di cui lo stesso titolo è una metafora ovvero come i livelli bassi stanno contagiando i livelli alti (sto parlando di livello sociale) , cosa per me assolutamente da non sottovalutare, visto il particolare periodo storico.
    Lo lessi in agosto, ero in vacanza.
    Sono stata male perchè pagina dopo pagina, quel mondo che descriveva, mi stava sbranando.
    Una notte, dopo avere letto un capitolo particolarmente violento, non riuscii a prendere sonno.
    Stetti male da morire.
    Lo terminai velocemente, alla fine non vedevo l'ora che finisse.
    Ed è uno dei pochi libri che non è a casa mia.
    E' rimasto a casa dei miei genitori, non sono riuscita a portarlo via con me.

    Purtroppo il suo modo di descrivere la realtà che ci circonda mi sconvolge, e ho quasi paura a leggere di nuovo qualcosa di lui.
    Vedremo.
    Non avevo dubbi che ti piacesse, cosa hai letto di lui?

    bacio grande.

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  14. Ma la canzone che ho messo a chiusura del post vi piace?
    L'autore che io considero una grandissimo della musica mondiale, pari ai Beatles second me, mi piace perchè nelle sue canzoni ha sempre mostrato un amore infinito per le donne e tanto rispetto.

    Questa canzone rappresenta il raggio di sole, che dobbiamo essere per andare avanti.

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  15. Stevie Wonder è un mito, non paragonabile ad altri se non a se stesso.
    Approvo con ardore!!!!
    La Spia

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    1. Grazie!
      Lo sapevo che potevo contare su di te.
      Buona domenica!

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  16. Di Siti ho letto solo due libri.
    Un dolore normale e Il contagio.
    Sinceramente non ho provato le tue stesse sensazioni nel leggere quest'ultimo.
    Anzi mi è quasi spiaciuto essere arrivata alla fine perchè un mondo così lontano da me m'incuriosiva molto.
    Lultimo di cui proprio non riesco a ricordare il titolo ho proprio intenzione di leggerlo.
    Poi ti dico.
    BUON SABATO
    BACIO VERU

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    1. Io avevo i brividi mentre lo leggevo perchè avvertivo benissimo quello che Siti ci stava dicendo, ovvero che quel mondo non è poi così lontano dal nostro.
      Il contagio rappresenta proprio questo.
      Il nuovo libro " Resistere non serve a niente" mi preoccupa ancora di più.
      Aspettiamo che tu lo legga e poi ne parliamo.


      Bacio grande Veru e bacetti a Noa.

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  17. Bellissimo argomento Mari ,bellissima donna Marisa.Di lotte le donne ne hanno fatte tante ma non è finita ci sono ancora tanti pregiudizi e luoghi comuni da sfatare. Quest'estate lo leggerò! Buon week !Un bacio

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  18. Ciao Lucy.
    Davvero bellissima donna Marisa. Un esempio luminoso ancora attuale, da seguire.
    Non è finita, davvero.
    Però ti dico che ho speranza, ce la possiamo fare.

    Buona giornata anche a te!.

    bacio.

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  19. Ore 22.
    Mari ho visto che c'è un nuovo post.
    Tu sei brava ma io non riesco proprio a starti dietro.
    Comunque.
    Sabato pomeriggio m trovavo ad Orio Center e mi arriva un msg sul telefonino con il titolo dell'ultimo libro di Siti.
    Non so come ma Mari riesce ad aiutarmi anche da lontano.
    Se non mi fosse arrivato il suo messaggio sarei tornata a casa ancora senza.
    Con la pistolina si fa sempre tutto di corsa.
    Per ora sono solo alla pg 35.
    Troppo presto per dare un parere.
    Tuttavia mi viene da dire che non lo si può non leggere.
    Manu leggilo pure tu così mi dici.
    Poi.
    Vorrei dire un paio di cose.
    Così per esprimere un piccolo parere,perchè giustamente il nuovo post ci aspetta.
    Ora lasciamo da parte per un attimo

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  20. Tranquilla per il nuovo post, volevo postarlo prima che passasse troppo tempo dal primo.
    Ma questo credo abbia bisogno ancora di riflessione.
    Possiamo continuare e domani leggere la seconda parte del tuo commento che, sono sicura completerà con il tuo punto di vista la discussione sulla libertà delle donna.

    E il libro di Siti lo compro anche io, ho letto qualche pagina ieri in libreria e hai ragione, non si può non leggerlo.
    Speriamo che io riesca a non farmi coinvolgere troppo. Insomma non vorrei ricordare anche questa estate come dolorosamente profetica.

    Un bacio grande, a te e Noa.

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  21. Volevo solo esprimere la mia opinione.
    Ho compreso perfettamente i vostri punti di vista,lo dico proprio per evitare che l'argomento già parecchio sviscerato tolga spazio al nuovo post.
    Riguardo la tv commerciale.
    Sono del parere che abbia cambiato e come la visione del corpo femminile.
    Non è detto se in meglio o in peggio ma non si può negare che è proprio con il sua avvento che si è cominciato a proporre l'idea della valletta seminuda.
    Penso a Drive In,l'ostentazione di quei seni enormi...per non parlare delle chiappe.
    Insomma si puntava alla fisicità e all'immagine della donna oca.
    Lori Del Santo ne era l'esempio più lampante.
    La tv pubblica viaggiava su altri binari.
    Non c'è poi da negare che purtroppo lo stesso sia successo pure lì.
    dPensiamo ai preserali ed alle varie schedine etc etc...
    Quello che passa è che ormai per fare audience ci vogliano a tutti i costi tette e culi.
    Allora Belèn va bene a ballare anche se non ha mai studiato o faticato per essere una buona ballerina.
    La Canalis va bene a presentare anche se poverina non sa da che parte cominciare.
    E alla Satta qualcosa troveremo da fare.
    Tira la gnocca.Punto e basta.
    E tra una e all'altra c'è lo spazio per la tv lacrimevole.
    Ma è un'altro discorso.
    E questa idea della donna dalla televisione è passata alla politica.
    Si dite pure che sono quella di sinistra che ce l'ha con il Berlusconi.
    Anche se dovreste credermi.Non è così.
    Non odio nessuno.
    Tuttavia Berlusconi ha creato una cosa che solo lui poteva auspicare.
    Il berlusconipensiero.
    Il berlusconipensiero è entrato nelle anime degli italiani.
    In modo strisciante.
    E allora tutto è lecito.
    La donna non è altro che un oggetto.
    Ho i soldi.La compro.
    Lo fa il Presidente del Consiglio perchè non dovrei farlo io?
    La donna a cui hanno dato vita è quella senza più valori,spogliata di ogni cosa...anzi con una sola cosa.Il corpo.
    Merce di scambio.
    veru

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    1. Ecco. Lo compri vero, il libro di Marisa Ombra nèèèèèèè?

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  22. Ultima cosa.
    Avete parlato dei film della Fenech,della Bouchet etc etc...
    Io non me ne intendo molto.
    Ma credo che pur se si facevano vedere tutte nude si trattasse di un'altro spirito.
    Erano i primi tentativi di comicità,diciamo soft-erotica.
    Non c'entra nulla con l'immagine di cui parlo sopra.
    Magari qui mi potrebbe aiutare il Papero che ha citato spesso in passato questi film.
    veru

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  23. Certo che la Carrà che grinta...
    Mascherine lo so che state guardando il concertone...

    Mari e il Liga...
    Sono incazzata con Vasco che non è andato.
    E non mi è piaciuta per niente la motivazione che ha dato.

    veru

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    1. veru, non volevo affrontare l'argomento.
      Ma tu sei sempre onesta, hai detto il giusto.
      E se lo riconosci tu...
      Ora ho ascoltato anche il Bersani, Samuele.
      Mi piace sempre tanto e pensavo che non gli ho ancora dedicato nemmeno un post.
      Mi tocca riparare al più presto.

      Ma credo che sulle sue parole e sulla sua musica saremo tutti d'accordo.

      Bacio

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)