AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

04 settembre 2012

Passeggiata notturna a Spello



Seguitemi...

Io amo moltissimo questo piccolo borgo medievale che scopersi qualche anno fa, mentre seguivo il percorso di Francesco.

Ti cattura, ti stupisce, ti incanta, ti fa innamorare.
Ora vorrei raccontarvi la sua storia, a piccoli passi sotto il chiaro di luna.
Qualche cenno storico e poi verrete con me, per scoprire questa meraviglia nella lunga notte.
La cittadina umbra è arroccata  su uno stretto sperone del Monte Subasio, deve la sua nascita al popolo locale ma successivamente la sua gloria ai Romani e a Cesare Augusto, che la appellò come "Splendidissima Julia". Sotto L'Impero Romano conobbe grande gloria e sviluppo per poi franare sotto i colpi dei Barbari che la ridussero a mero borgo agricolo, per fortuna non distruggendo le vestigia romane.
In epoche successive fu inglobata prima nel Ducato di Spoleto e poi ceduta al Papato. Ma rivendicherà presto la sua autonomia divenendo Comune autonomo per molto tempo, fino a quando i Baglioni, nobilissima famiglia umbra, presero possesso dell' ex comune.
Successivamente fu annessa allo Stato Pontificio, poi è storia recente.
Tutte queste dominazioni influenzarono enormemente il suo patrimonio artistico e con nostra somma gioia, le bellezze sono rimaste quasi intatte, nonostante i barbari e sono potute giungere fino a noi.

Ecco che, con la serata propizia e socchiudendo gli occhi, spero di riuscire ad accompagnarvi in questa visita dal sapore magico. Partiamo dall'ingresso principale che apre il borgo racchiuso nella cinta delle mura augustee:  

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Spello: la porta CONSOLARE
superiamo la porta Consolare e il successivo piccolo ponte e ci troviamo di fronte via Sant'Angelo e poi in via Cavour, da dove vi ho chiesto di accompagnarmi.
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Spello: Cappella Tega
Salendo nelle stradine estremamente silenziose, illuminate dalla luce della luna che ci fa scoprire il colore della pietra rosa di Subasio, raggiungiamo dapprima l'angolo tra via Sant'Angelo e Via Consolare  con la Cappella Tega.
Gli affreschi di Pietro di Mazzaforte e Nicolò di Liberatore, sono stati eseguiti durante la seconda metà del 1400.
Vederli di notte, nella piccola piazzetta, mentre attorno a noi il silenzio è impressionante, ce li fa gustare nella massima libertà ed emozione.
Proseguiamo su Via Cavour fino a Piazza Matteotti.
Davanti a noi la chiesa di Santa Maria Maggiore e la Cappella Baglioni.

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Spello: chiesa Santa Maria Maggiore
Di sera era impossibile visitarla. Noi ci siamo stati altre volte a rimirare gli affreschi di Bernardino di Betto Betti detto il "Pinturicchio", meraviglie racchiuse all'interno della Cappella Baglioni.
Il ciclo di affreschi è databile intorno al 1500 e ha come tema storie di Maria e infanzia di Gesù.
All'interno della cappella è possibile ammirare anche un autoritratto dell'artista.
La foto che posto è quella che avevamo scattato una delle ultime volte che eravamo stati a Spello.

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Spello: Cappella Baglioni un particolare del soffitto quadrangolare a volta a crociera

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Spello:alle mie spalle  il simbolo Hispellum 

Ogni anno, a fine agosto con la manifestazione "Hispellum" si rievoca lo splendore della Spello romana.
Sono giorni intensi in cui l'antico e il presente si fondono in piena armonia. Da non perdere.
Proseguendo sulla via Cavour, con deliziosi negozietti che si aprono come scrigni preziosi sulla via, prestate attenzione alla manifattura locale che offre ardite composizioni fatte con il macramè (io ho comprato una collana bellissima in pietre dure e macramè) o con la lana che si trasforma aiutata dalla mani mirabili di chi la acconcia e rifinisce; proseguendo alla nostra sinistra dobbiamo fare attenzione a non superare l'angolo con via Catena, perchè a pochi metri c'è il Palazzo Urbani con il suo favoloso " Loggiato".
Di notte tutta la visione assume una nuova prospettiva se baciata dalla luce lunare!

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Spello: Loggiato di Palazzo Urbani

Saliamo ancora, oltre piazza della Repubblica dove si trova il magnifico Palazzo Comunale duecentesco e presto ci troviamo alla famosa cinta Julia.
Da questo punto possiamo decidere di percorrere le strada circolare che segue la cinta muraria, per arrivare al punto più alto del borgo da dove si domina il paesaggio collinare che declina fino ad Assisi.
Ed è tutto un salire, nel silenzio assoluto dove l'unico suono è  il ticchettio leggero dei miei passi.


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Spello: le discese ardite

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Spello: e le risalite.

Giriamo attorno a Piazza Gramsci (ebbene sì) e poi proseguiamo per Via Torre Margherita, per Via Porta Sant'Angelo fino a Via Delle Mura Vecchie arrivando a Porta Venere, così denominata nel 1600 perchè vicina ad un tempio dedicato alla dea. Sacro e profano che si incontrano come in tutti i borghi antichissimi che si rispettino.
Qui godiamo di uno spettacolo unico, salendo verso le Torri di Properzio.
Un notturno panoramico spettacolare che la stessa macchina fotografica si è rifiutata di impressionare, per questo l'unica cosa da fare per osservarlo  è andarci!


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Spello: Salita alle Torri di Properzio
Torniamo indietro lentamente.
Il percorso è stato faticoso sia nel salire che nel discendere. Ma dimenticheremo presto la fatica fatta, perchè ci resterà a lungo negli occhi ogni immagine, ogni angolo scoperto.
Tutte le volte che torniamo ci stupiamo di come sia sempre nuova al nostro sguardo. 
C'è sempre qualcosa che mancava nel piccolo puzzle del borgo. Come una fanciulla che sorridendo ci dice che non è ancora tutto, quello che avete scoperto di lei e che probabilmente come tutte le donne non riuscirete mai a cogliere per intero la sua anima.
Sorridete mentre la lasciate perchè  sapete benissimo che è proprio così e tornerete presto a bere alla sua fonte, che non vi disseterà mai fino in fondo.


Buona magica serata ovunque voi siate, amici miei.





30 commenti:

  1. Ciao, Mari!
    Splendido post, grazie per la bellissima passeggiata anche se ho faticato a starti dietro ,camminavi troppo veloce!! :-))Adoro vagare per i borghi e sembrava veramente di essere lì con te...Bellissime anche le foto!
    Un bacione

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    1. Grazie Anna.
      Noi ci siamo divertiti a fare un percorso che già conoscevamo con un'atmosfera diversa.
      Poi non camminavo veloce affatto!
      Nonostante avessi dei sandali bassissimi, credimi, salire e scendere su quelle pietre così lucide e scivolose è stata un'impresa.

      Le discese poi, lentissime ghghghghhghghg
      Mi mancava il bastone e poi ero a posto!

      Grazie, le foto questa volta sono state fatte tutte dal marito.
      Abbiamo portato solo la sua macchina, se avessi dovuto pensare anche alle foto e a dove mettere i piedi, credo che avrei rischiato parecchio...

      Bacio

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  2. MARI ECCOMI.
    STO LEGGENDO CON CALMA I TUOI POST.
    COME SAI AL MARE HO FATTO UNA TOTALE ASTENSIONE DAI BLOG.
    INTANTO MI SONO GUARDATA CON CALMA LE FOTOGRAFIE DELLA TUA ESTATE.
    ANCH'IO NE HO PER TE.
    PERCHE' UNA MICA FA LA ZIA PER NIENTE ;-)
    TI ABBRACCIO E ABBRACCIO TUTTI SCUSANDOMI PER NON AVERVI SALUTATO PRIMA DELLA MIA PARTENZA.
    SPERO DI ESSERE PERDONATA.
    BACETTI

    VERU

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    1. Ciao cara.
      Ci sei mancata, tu e il maiuscolo ghghghghghhghghgh!
      Le foto sono tantissime tra quelle che ho fatto io e quelle che ha scattato Francesco, abbiamo superato ogni nostro precedente record!

      La zia aspetta, tutte le foto passate e prossime venture.

      Perdonata di che, noi mica ci siamo offesiiiiiiiiiii nèèèèèèèèèèèèèè!

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  3. Ciao Mari!
    Bello passeggiare per borghi sotto il chiaro di luna,le foto esprimono tutta la magia della sera,posti incantevoli e la compagnia pure nè..troppo romantico!
    Ti abbraccio Amica cara,un saluto a Veru,torna presto eheheh
    Baciiiiii

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  4. Ciao Claudia!!!!
    Sì bellissimo e tu quando ci racconti i tuoi viaggetti di quest'estate?
    L'atmosfera sarebbe stata anche romantica, se come ho detto sopra ad Anna, non avessi dovuto prestare attenzione a dove mettevo i piedi quasi sempre ghghghghghhghghgh!

    Bacio grande.

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    1. Mari..allora anche tu hai lo stesso mio problema...dove mettere i piedini io inciampo anche quando la strada non presenta problematiche...ihihihi
      i miei viaggetti estivi sono stati una delizia abbiamo scattato foto che ritraggono varie localita' chissa' puo' darsi che didecida anche di fare un post,ma non prometto nula...non vorrei toppare! ihihi
      Buon pomeriggio cara

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    2. Cara Claudia, ti dirò, nello specifico dovevo davvero prestare attenzione al selciato, lucido e scivoloso.
      Poi in generale, se sono sui miei tacchi, difficilmente inciampo, forse per l'abitudine a prestare attenzione.
      Invece se sono a terra, tipo paperetta, con saldali o ballerine, e molto ma molto più facile che io inciampi nel "nulla"!
      So che hai girellato quest'estate e certo sarebbe una gioia vedere i posti che hai visto, ma fai naturalmente ciò che ti senti.
      Magari sul blog potresti lasciare qualche traccia.
      Il tuo è già bellissimo, qualche foto lo renderebbe ancora più bello.

      Buona serata a te, cara.

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  5. Wow!!!Proprio dei bei posticini,bel viaggio Mari!
    Ho visto anche altre foto messe qui a lato,sono incantato dalla foto di te nella colazione in giardino..una favola!
    Baci,Nick

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    1. Grazie Nick.
      Sai cavaliere, che pur girando abbastanza in altri paesi del mondo, è vero quando si dice che i posti più belli sono quelli vicino casa.
      Non saremmo mai rientrati, e tra Marche, Toscana, Umbria, Campania e Puglia, ci siamo sbizzarriti.
      La foto, divagazione personale della " Colazione in giardino" di De Nittis, pittore molto amato da mio marito e anche da me,
      è stata scattata in Umbria nell'agriturismo sul lago Trasimeno dove siamo stati gli ultimi giorni della vacanza.
      Mi ero appena svegliata, dici che stavo bene? ghghghghghhgh
      Ti ringrazio ragazzo.

      PS: quando parti? Manca molto?
      Ti farai sentire vero?

      Bacio

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  6. Cara Mary,
    i borghi medioevali hanno un fascino irresistibile: è come se catturassero tra le loro pietre la storia e le storie dei singoli uomini che li hanno attraversati. Certo che quelle salite e quelle discese in notturna devono aver avuto un fascino tutto particolare... :-)
    Anch'io sono rientrata dalle vacanze: ho letto e commentato i post precedenti. Riesci sempre a scegliere temi che coinvolgono ed emozionano :)
    Per quanto riguarda i post delle vacanze, niente da fare: il mio blog non diventerà mai un diario. Ma la visita al Museo della fotografia di Berlino con gli scatti di Newton mi hanno quasi convinta ad affrontare un tema un po' scomodo... Perché con il mio Andrea e con altri amici di Twitter (non mi sono disintossicata un granché, ad essere sincera) abbiamo cercato di capire quali fossero i confini dell'arte nell'ambito della rappresentazione del nudo. Soprattutto femminile. Vedremo se riuscirò ad ispirarmi e a farne uscire qualcosa di meno scabroso di quel che sembri :D

    Intanto, devo dire che le foto restituiscono l'immagine di una Mariella in grande spolvero: sei luminosa e bellissima! Si vede proprio che questi giorni di ferie ti hanno fatto un gran bene :-) Sono felice per te e per Francesco.

    Un abbraccio

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  7. Manu, si hai ragione, sono davvero affascinanti.
    E Spello, tra tanti ha un che di magico di notte, che ti lascia senza fiato.
    Noi eravamo per la maggior parte in silenzio, e proseguivamo lentamente, perchè avendola vista altre volte di giorno, sembrava un'altra.
    Misteriosa, si apriva all'improvviso mostrandoci meraviglie quando meno ce lo aspettavamo.
    Le vacanze fanno bene a tutti, credo!
    Ho provato a seguirti su twitter, quel tanto che è bastato per capire che non sei riuscita a mantenere la promessa ghghghghghhgh.
    Il diario lo so che non è nelle tue corde, ma spero che ci mostrerai un po' di foto che hai scattato.
    E non avere timore a parlare degli scatti di Newton, le opere d'arte non hanno mai nulla di scabroso.
    Aspetto...

    Grazie per i complimenti, si siamo stati bene.


    Ti abbraccio forte.

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  8. PASSO PER DARE LA BUONANOTTE A TUTTI VOI.
    BACETTI A TUTTI.

    VERU

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    1. Bacione , Veru!A te e alla piccolina :-)
      Anna

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  9. Ciao Veru!
    grazie!

    Bacio grande

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  10. Ciao Mari,mi piacciono molto i borghi medievali,profumano di antico,di storia.Quando passeggi per queste vie ti trasformi in quell'abitante che fu e godi appieno di quell'arco,di quella chiesa di quell'affresco.Spesso ho sensazioni anche tristi nel ricordare le usanze dell'epoca come la tortura o i roghi.Spello non l'ho mai visitato ma l'Umbria è magnifica tutta.Chissà forse un giorno ci andrò!Un bacio !

    Ciao Veru un bacino a Noa!

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  11. Ciao Lucietta,
    è proprio così. Le sensazioni sono forti, soprattutto poi, se attorno a te è calato il silenzio.
    Mi appresto ad immergermi meglio in un luogo se posso sentirlo senza alcun altro suono attorno. Per questo amo moltissimo, ad esempio, visitare le chiese, nelle ore in cui non c'è nessuno a parte qualche vecchietta che prega.
    L'atmosfera è particolare e respiri tutto l'odore e i ricordi impressi dal tempo.
    Poi ci sono anche i profumi dei luoghi che mi danno lo stesso effetto della rimembranza.
    Non riesco a spiegare con le parole, so di non essere così brava, l'emozione che ho provato, ad esempio, visitando la casa di Giacomo Leopardi a Recanati.
    Quella casa vibrava della sua presenza.
    C'ero già stata da ragazzina, ma tornare con la maturità giusta e seguire la guida davvero competente, mi ha restituito con maggior vigore, il grande poeta.
    Che poi era anche matematico e fisico ecc...
    A tutto tondo, senza alcuna traccia di pessimismo, ma aperto alla conoscenza nella maniera più completa.
    Amante della vita, come non te lo aspetti.
    Attraverso lo studio scolastico, la visione di lui, ci appare contorta e con il tempo, se non lo si cerca altrove e per passione, ricordiamo di lui solo le sue poesie del borgo.

    Peccato.

    Un bacio grande e scusa la disgressione.




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  14. E avendo parlato di Leopardi non riesco a chiudere così.
    Ecco una delle sue poesie tra le mie preferite:

    CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA 1° PARTE

    Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
    Silenziosa luna?
    Sorgi la sera, e vai,
    Contemplando i deserti; indi ti posi.
    Ancor non sei tu paga
    Di riandare i sempiterni calli?
    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
    Di mirar queste valli?
    Somiglia alla tua vita
    La vita del pastore.
    Sorge in sul primo albore
    Move la greggia oltre pel campo, e vede
    Greggi, fontane ed erbe;
    Poi stanco si riposa in su la sera:
    Altro mai non ispera.
    Dimmi, o luna: a che vale
    Al pastor la sua vita,
    La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
    Questo vagar mio breve,
    Il tuo corso immortale?

    Vecchierel bianco, infermo,
    Mezzo vestito e scalzo,
    Con gravissimo fascio in su le spalle,
    Per montagna e per valle,
    Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
    Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
    L'ora, e quando poi gela,
    Corre via, corre, anela,
    Varca torrenti e stagni,
    Cade, risorge, e più e più s'affretta,
    Senza posa o ristoro,
    Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
    Colà dove la via
    E dove il tanto affaticar fu volto:
    Abisso orrido, immenso,
    Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
    Vergine luna, tale
    E' la vita mortale.

    Nasce l'uomo a fatica,
    Ed è rischio di morte il nascimento.
    Prova pena e tormento
    Per prima cosa; e in sul principio stesso
    La madre e il genitore
    Il prende a consolar dell'esser nato.
    Poi che crescendo viene,
    L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
    Con atti e con parole
    Studiasi fargli core,
    E consolarlo dell'umano stato:
    Altro ufficio più grato
    Non si fa da parenti alla lor prole.
    Ma perchè dare al sole,
    Perchè reggere in vita
    Chi poi di quella consolar convenga?
    Se la vita è sventura,
    Perchè da noi si dura?
    Intatta luna, tale
    E' lo stato mortale.
    Ma tu mortal non sei,
    E forse del mio dir poco ti cale.

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  15. CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA 2° PARTE


    Pur tu, solinga, eterna peregrina,
    Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
    Questo viver terreno,
    Il patir nostro, il sospirar, che sia;
    Che sia questo morir, questo supremo
    Scolorar del sembiante,
    E perir dalla terra, e venir meno
    Ad ogni usata, amante compagnia.
    E tu certo comprendi
    Il perchè delle cose, e vedi il frutto
    Del mattin, della sera,
    Del tacito, infinito andar del tempo.
    Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
    Rida la primavera,
    A chi giovi l'ardore, e che procacci
    Il verno co' suoi ghiacci.
    Mille cose sai tu, mille discopri,
    Che son celate al semplice pastore.
    Spesso quand'io ti miro
    Star così muta in sul deserto piano,
    Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
    Ovver con la mia greggia
    Seguirmi viaggiando a mano a mano;
    E quando miro in cielo arder le stelle;
    Dico fra me pensando:
    A che tante facelle?
    Che fa l'aria infinita, e quel profondo
    Infinito Seren? che vuol dir questa
    Solitudine immensa? ed io che sono?
    Così meco ragiono: e della stanza
    Smisurata e superba,
    E dell'innumerabile famiglia;
    Poi di tanto adoprar, di tanti moti
    D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
    Girando senza posa,
    Per tornar sempre là donde son mosse;
    Uso alcuno, alcun frutto
    Indovinar non so. Ma tu per certo,
    Giovinetta immortal, conosci il tutto.
    Questo io conosco e sento,
    Che degli eterni giri,
    Che dell'esser mio frale,
    Qualche bene o contento
    Avrà fors'altri; a me la vita è male.

    O greggia mia che posi, oh te beata,
    Che la miseria tua, credo, non sai!
    Quanta invidia ti porto!
    Non sol perchè d'affanno
    Quasi libera vai;
    Ch'ogni stento, ogni danno,
    Ogni estremo timor subito scordi;
    Ma più perchè giammai tedio non provi.
    Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
    Tu se' queta e contenta;
    E gran parte dell'anno
    Senza noia consumi in quello stato.
    Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
    E un fastidio m'ingombra
    La mente, ed uno spron quasi mi punge
    Sì che, sedendo, più che mai son lunge
    Da trovar pace o loco.
    E pur nulla non bramo,
    E non ho fino a qui cagion di pianto.
    Quel che tu goda o quanto,
    Non so già dir; ma fortunata sei.
    Ed io godo ancor poco,
    O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
    Se tu parlar sapessi, io chiederei:
    Dimmi: perchè giacendo
    A bell'agio, ozioso,
    S'appaga ogni animale;
    Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?

    Forse s'avess'io l'ale
    Da volar su le nubi,
    E noverar le stelle ad una ad una,
    O come il tuono errar di giogo in giogo,
    Più felice sarei, dolce mia greggia,
    Più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
    Forse in qual forma, in quale
    Stato che sia, dentro covile o cuna,
    E' funesto a chi nasce il dì natale.

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  16. Ciao, scusa non c'entra ninente con il tuo post, volevo solo dirti che siamo ex paesane. Monza, tutti i miei ieri li ho vissuti li!

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    1. Ciao Alice!
      Grazie per essere passata a trovarmi.
      Monza è la mia città da dodici anni, io ci sto vivendo tutti i miei presente.
      Ma se potessi, vorrei essere cittadina di tutte le città che conosco.
      Come dice un mio amico di blog a volte i miei post rispecchiano la mia secchionaggine, ma non sono sempre così!
      Talvolta peggio ghghghghghhghghgh"****

      A presto:)

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  17. Ciao Mari ,hai parlato dell'emozione di visitare la casa del Leopardi io ho provato la stessa cosa nel visitare la casa del Manzoni a Milano.Adoro i Promessi Sposi talmente tanto che quando mi sono laureata il prof controrelatore mi ha criticato per lo stile "manzoniano" che meraviglia!!!!!!Bellissima la poesia che hai postato ,a scuola si fa poco perchè è lunga e difficile ,A me il Leopardi stava simpatico ,era la provincia che era stretta per la sua intelligenza.Hai visto la biblioteca del conte Monaldo?
    baci

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  18. Sì Lucy, ho visto la biblioteca, era un grande precursore, il papà di Giacomo.
    E dire che per poterla arricchire di nuovi volumi, arrivò sull'orlo della bancarotta, da cui lo salvò il pugno fermo della moglie.
    Non sapevo che l'intenzione era di renderla aperta a tutti, insomma, antesignano dei grandi mecenati moderni.
    Ora l'hanno completamente ristrutturata, la ricordavo cupa e polverosa, invece ora è luminosa.
    In una parte delle stanze che era coperta e in cattive condizioni, il restauro effettuato ha fatto rivedere la luce anche a degli affreschi bellissimi.
    Sai che la casa del Manzoni, l'ho vista nei lontani anni 80' quando mi stabilii al Nord (ghghghghgh) e anche io avevo la febbre dei Promessi Sposi.
    A differenza di molti al Liceo, ebbi la fortuna di avere un prof che ce li fece amare, io lo lessi come un romanzo, e ogni capitolo diventava spunto di riflessione, alla luce anche dei fatti politici dell'epoca.
    Io poi, che amavo in particolar modo la storia e la letteratura e il mischiarle (come anima e ossa), mi lasciai trascinare e facevo tesine a cadenza settimanale.
    Lo stile ottocentesco del Manzoni, si riflette molto anche su di me, non trovi prof?

    Baci

    Mari

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  19. Questo borgo, come tanti altri borghi che abbiamo, è veramente così antico da trascinarti dentro la storia. Ma di notte non l'ho visto mai. Hai ragione, credo sia magico.
    Ciao Elisa - bentrovata

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    1. Ciao Elisa, benvenuta.
      Sono felice che il mio post ti sia piaciuto. Soprattutto se è un luogo che conosci e ti ha incuriosito la nuova prospettiva.
      Io ci vivrei se solo potessi.
      Qui come in tanti posti d'Italia e del mondo che mi hanno catturato.
      Insomma, ho l'anima vagabonda, amante della bellezza.
      Grazie per la visita, a presto.

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    2. io sono un sagittario ... posso solo che viaggiare!!! he he

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  20. ...piacevolissimo post che mi ha riportato per mano tra atmosfere, silenzi e vicoli che amo.. felice di averti scoperto cosi entusiasta.. e voglio anche sperare che in una delle visite abbia avuto la fortuna di mangiare al Molino... ;)

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)