AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

27 luglio 2012

Voglia di vacanze: che fate quest'estate?



Mi piacerebbe sdraiarmi come loro su di una spiaggia bianchissima.




Sono quasi agli sgoccioli, mancano 15 giorni e poi iniziano le vacanze.
Quest'estate nessun viaggio all'estero, solo Italia, Italia e Italia.
La stanchezza è grande, è stato un anno duro. Tra il lavoro che mi premia sempre meno, che mi fa affilare le armi quotidianamente senza mai deporle o appoggiarle per un solo momento, e la vita che è sempre più dura, piena di imprevisti e spesso dolorosa, ora vorrei fermarmi.

Per respirare a pieni polmoni, per ricaricare le pile, per tornare a sorridere.
Una volta sorridevo spesso, da tempo è diventata rarità.

Per questo, e per far sorridere anche voi, ho trovato in internet una serie di foto buffe che mi hanno dato allegria.
Descrivono luoghi, momenti goliardici o  semplicemente simpatici, dedicati al nostro meritato periodo di riposo.


In un cortile napoletano grammatica partenopea



Ognuno usa il mezzo che può, l'importante è essere convinti.




Rinfrescarsi è un diritto di tutti.





Pensando alle vacanze, che per quel che mi riguarda, possono essere semplicemente  il momento in cui ritroviamo noi stessi e le persone care.
E per far questo, basta  una semplice passeggiata per un bosco di montagna insieme alla persona cara.
O mangiare un gelato sul lungomare di una delle nostre amatissime località balneari.
O ancora, restare sul terrazzo di casa con un bel libro in mano e come sottofondo una canzone che ci metta allegria e che ci faccia stare bene.


Dedicata a tutti voi, la canzone dell'estate second me!










23 luglio 2012

Fossoli: 27 maggio 2012




Fossoli: l'entrata del campo

L'aria è ferma.
Siamo davanti ad un cancello nel caldo pomeriggio di questa domenica di fine maggio.
Abbiamo seguito delle indicazioni lungo la statale che da Correggio ci ha portato a Carpi.
Ci fermiamo davanti alla piazza di Carpi per chiedere se il campo è molto lontano. Un signore si avvicina e con un bel sorriso ci dice che, continuando sulla strada nel giro di qualche minuto troveremo la deviazione e il cartello che ci indicherà l'entrata.
E' festa a Carpi, dopo la grande paura del terremoto del 20 maggio, la vita sta continuando arrivano molte macchine, parcheggiano e vanno verso la fiera al centro della città.
Vorrei fermarmi ma sono quasi le cinque del pomeriggio e non sappiamo bene gli orari di apertura di Fossoli.
Così rinuncio a fare un giro nel centro storico della città che da lontano mi sembra bellissimo.
Ora mi rendo conto che avrei potuto vederlo per l'ultima volta intatto.



Uno dei viali laterali 



                  Arrivati a destinazione e superato il cancello entriamo, in assoluto silenzio.
                  C'è un viale alberato centrale e ai due lati piccole casette di mattoni rossi, andate in rovina.
                  La maggior parte ha mantenuto in piedi solo le pareti esterne.

Quello che resta dei padiglioni destinati alle truppe

Mi sembra surreale la nostra passeggiata, mentre raggiungiamo il Museo del Deportato che la  Fondazione Fossoli ha creato per mostrare ai visitatori che cosa è stato questo luogo durante la guerra e dopo.



Alloggi dei prigionieri
Nasce come campo di prigionia per gli inglesi nel 1942, ma dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, viene occupato dai nazisti per essere utilizzato come punto di raccordo, visto la posizione strategica, per i prigionieri da inviare verso il nord e verso i campi di concentramento polacchi.
Dalla stazione di Carpi partiranno fino al 1944 i convogli con prigionieri politici e ebrei, ben 5 di questi "carri" arriveranno ad Auschwitz.
Io non ero pronta a scoprire fino in fondo tutto questo e non avevo fatto caso nemmeno alla data o meglio al giorno della nostra visita.

Voi ci credete alle coincidenze vero?

Entriamo nel padiglione e scorriamo le foto che ci parlano dei campi di concentramento italiani del periodo.
Fossoli sarebbe diventato per motivi logistici il più grande.

Ma i campi di prigionia erano molti, visto che la cattiveria dell'uomo colpisce sempre duramente chi ritiene sia il più debole quando vuole affermare la sua potenza.
Non dovete pensare che gli ebrei fossero i primi esseri umani su cui la follia del regime si era fatta devastante, perchè tutto era iniziato prima.
Con gli omosessuali, ad esempio. Il regime fascista si adeguò e istituì il campo di prigionia a San Domino nell'arcipelago delle Tremiti.
Isole Tremiti campo di prigionia per gli omosessuali

                              Oppure le minoranze etniche che venivano deportate ad Agnone.

Agnone era il campo riservato ai Rom e ai Sinti
Avanziamo senza alcuna parola, perchè ci rendiamo perfettamente conto che quanto  leggiamo è più che sufficiente.
Passiamo nella seconda stanza del museo e continuando il nostro giro.
Ci fermiamo ad ogni bacheca, ad ogni targa e raggiungiamo un punto in cui mi fermo, dolorosamente:



Perchè lui, è stato qui. 
Ed esattamente da questo luogo che è partito dopo un breve periodo, per raggiungere il posto in cui il "Lavoro rende liberi".
Lui che non si sarebbe mai più sentito libero e avrebbe fatto in modo con le sue parole di non farci dimenticare mai cosa vogliono dire le parole guerra, sterminio, libertà e soprattutto la parola Uomo.
L'atmosfera che si respirava a Fossoli in quel periodo era comunque molto diversa da quanto immaginiamo.
Fossoli era un campo di prigionia, ma le costrizioni erano per così dire "sopportabili". Il cibo non mancava e loro potevano  incontrarsi, parlare e scambiarsi informazioni.
Sono tenuti sotto controllo ma non subiscono privazioni.
E' qui che Primo Levi conoscerà Alberto dalla Volta con cui poi, condividerà la durezza di Auschwitz.
E da qui che partirà il 22 febbraio del 1944, lui il chimico diventato scrittore.



Targa della memoria

Usciamo al sole, attraversiamo il prato e ci dirigiamo verso quello che rimane degli alloggi dei prigionieri. Una targa lasciata a perenne ricordo ci fa tornare con il pensiero a Gerusalemme posto che è nel nostro cuore e che speriamo di rivedere un giorno, chissà.
E allora leggendo la data sulla targa, mi viene in mente la coincidenza, quel giorno il 27.
Mi rendo conto che non poteva essere che così.




Quello che abbiamo letto e visto ci ha provato. Ci rendiamo conto che abbiamo fatto un altro passo verso la Polonia.
Prima o poi troveremo la forza per andarci.

Ci riusciremo.

Il 9 giugno scorso il campo di Fossoli è stato definito inagibile dopo il terremoto del 29 maggio e chiuso.
Speriamo che presto possa essere riaperto per continuare con il suo esempio a preservare la memoria.

18 luglio 2012

Alanis Morissette: il ritorno della canadese arrabbiata



Ho scelto questa foto perchè sorride e quando lo fa si illumina tutta.
Anzi per la maggior parte della sua vita artistica beccarla sorridente è stata un'impresa.
A distanza di 4 anni dal suo ultimo album  e dopo la nascita del figlio per il quale volontariamente si è tenuta lontana dalle scene, il 28 agosto prossimo arriva la sua ultima fatica:
Havoc and the Bright Lights.
Arriva in Italia con il suo  nuovo tour.
Una delle tappe sarà Milano il 18 luglio, all'Ippodromo del galoppo.

La sua personalità e la sua voce tagliente sono state le cose che mi hanno colpito per prime quando l'ascoltai per la prima volta.
Tutti i suoi testi sono estremamente sinceri e per la maggior parte autobiografici.
E' determinata Alanis, all'età di sei anni decide che sarà un'artista e impara a  suonare il piano. 
A dieci anni, partecipa al suo primo programma televisivo e qualche tempo dopo fa un film con Mattew Le Blanc il Joey di Friends, lo ricordate?
Quello che guadagna le serve per produrre il suo primo disco, un 45 giri.
A 12 anni con la sua grinta è già una piccola rock-star.
A 14 anni esce il suo primo album sotto etichetta MCA vincendo il suo primo Grammy (canadese).
Lascia Ottawa e si trasferisce a Los Angeles.
Pubblica il suo primo singolo You Oughta Know in terra statunitense, colpendo con il suo stile crudo e i testi espliciti Madonna, che la produce con la sua etichetta la Maverick facendole pubblicare l'album "Jagged Little Pill" che la consacra star e le fa vincere numerosi Grammy Awards.



Questo album e soprattutto il quarto singolo estratto le faranno vendere più di venti milioni di copie.
Rimane nella classifica Billboard per più di un anno.



Con questa canzone la scoprii e da allora l'ho sempre seguita.

Lucida, amara, perennemente in bilico tra esplosioni di rabbia e struggente malinconia. Vi lascio parte del testo della canzone che offre molteplici spunti di riflessione.


ironico,non credi 
È come la pioggia il giorno del tuo matrimonio È un giro gratis quando hai già pagato È il buon consiglio che non hai seguito E chi ci avrebbe pensato,funziona Mr Gioco Sicuro aveva paura di volare Fece la valigia diede il bacio d’addio ai suoi figli Aspettò tutta la vita per prendere quel volo E mentre l’aereo si stava per schiantare lui pensò "bene non è perfetto" ed è ironico,non credi? 

La vita ha un bel modo di infierire su di te 
Quando pensi che tutti è okay è tutto sta andando bene E la vita ha un bel modo di aiutarti Credi che tutto sia andato male e tutti ti scoppi sulla faccia Un ingorgo quando sei già in ritardo Un cartello “no smoking ”durante la tua pausa sigaretta È come diecimila cucchiai quando tutto ciò di cui hai bisogno è un coltello È conoscere l’'uomo dei miei sogni E dopo incontrare la sua bellissima moglie Ed è ironico,non credi? 
E la vita ha un bel modo di aiutarti.


Il successo è troppo grande e la travolge. Sparisce per mesi va in India con sua madre.
Quando torna incide il live MTV Unplugged uno dei miei preferiti, in cui oltre ai suoi pezzi canta brani scritti da altri come questo:






Il viaggio in India la porta a comporre i testi e le musiche dell'album che pubblica nel 1998:
Supposet Former Infatuation Jankie.
Canzone di punta dell'album è Thank U



grazie India

grazie terrore
grazie disillusione grazie fragilità grazie conseguenza grazie, grazie, silenzio il momento in cui ho mollato è stato il momentoin cui avevo tra le mani più di quanto riuscissi a gestire il momento in cui sono saltata giù è stato il momento in cui ho toccato terra e se smettessi di essere masochista?e se ricordassi la tua divinità?e se piangessi sfrontatamente fino a finire le lacrime?e se non mettessi sullo stesso piano la morte e la fine?
GIA'!

Nel 2002  pubblica Under Rug Swept scritto e prodotto da sola.
Album in cui si racconta e racconta l'amore, i rapporti personali, le relazioni sentimentali.
Canzone preferita: Hands Clean.


Rapporti amorosi tormentati.


Quale parte della nostra storia è stata inventata di nuovo e spazzata via
sotto il tappeto?Quale parte della tua memoria è selettivae tende a dimenticare?Cosa di questa distanza sembra così ovvio?

Nel 2004 pubblica So-clean Chaos.
Album che ha molto meno successo dei precedenti, sembrava quasi che la sua vena di dura del rock si fosse spenta. I critici la stroncano, io continuo ad adorarla.
Everything ha un suono e un ritmo dolce e da ballata che mi accompagna per mesi.
E' per questa canzone che sarà per sempre per me la signorina "stronza". Le parole mi grattavano dentro.
Difficilmente commento la bellezza dei video che pubblico, ma anche il video di questa canzone è davvero particolare. La luce e  i compagni che la seguono nel percorso che fa non riesci a dimenticarli.




Posso essere la più grande stronza
Posso nasconderlo come se stesse cominciando ad essere fuori moda.Posso essere la più imbronciata baby.E non hai mai incontrato nessun altro Pessimista quanto a volte lo sono io.Sono la donna più saggia che tu abbia mai incontrato. Sono l'anima pià gentile con cui hai avuto a che fare. Sono la più coraggiosa che tu abbia mai visto. E non hai mai incontrato nessun altro ottimista quanto a volte lo sono io.


tu vedi tutto
vedi ogni cosa vedi tutta la mia luce e ami il mio buio disseppellisci/porti alla luce tutto ciò di cui mi vergogno non c'è niente che tu non possa raccontare e sei ancora qui


quello a cui resisto persiste, e parla più forte di quanto io sappia fare
quello a cui resisto tu lo ami, non importa quanto io sia giù o su di morale. Sono la donna più divertente che tu abbia mai conosciuto. Sono la donna più noiosa che tu abbia mai conosciuto. Sono la donna più stupenda che tu abbia mai conosciuto. E non hai mai incontrato nessuno così" tutto" come lo sono io a volte

Quante volte abbiamo meditato di dirle queste parole?

L'ultimo album pubblicato è del 2008, Flavors af Entanglement (sentimenti ingarbugliati).
Album difficile non incontra il favore del pubblico.Lei fa delle considerazioni amare sulla fine della sua storia d'amore con Ryan Reynolds, quel gran bel fustaccio di attore canadese come lei, che poi ha sposato Scarlett Johansson da cui ha divorziato da poco.
(Un po' di gossip non fa mai male!) Io me lo ricordo soprattutto per X-Men le origini e per Ricatto d'amore con Sandra Bullock.

Beh, tornando all'album, indicativa dello stato d'animo parecchio a terra della fanciulla, è Underneath.





Guardaci, in questa cucina
guardaci raccogliere tutte le nostre difese guardaci dimenare una guerra nella nostra stanza da letto guardaci abbandonare la nave nei nostri dialoghi

E ora, stai tornando. In questo frattempo hai avuto nuove esperienze, sei diventata mamma. Questo ti avrà cambiata? Certo che sì.
Sono sicura che mi piacerai ancora una volta, tu sei una guerriera e io ti sto aspettando.
In anteprima il suo nuovo singolo "Guardian" tutto per voi.









15 luglio 2012

Scaricata la Minetti: la carica di Angelino!




Minetti in consiglio (foto Ansa)



E ora che anche l'ultimo capitolo dell'Olgettingate sta tramontando possiamo essere certi che una nuova pagina si stia aprendo...

Il ritorno dell'ultimo dei Mohicani, peccato che non sia figo come Daniel Day Lewis ai tempi nell'omonimo film, piuttosto un vecchio brasato che speravamo di potere finalmente dimenticare.


Del resto, sta facendo pulizia etnica.
 Da una parte lo smembramento della sua squadra del cuore con i tifosi incazzatissimi che sperano di incontrarlo presto per spellargli l'abbronzatura.
Dall'altra Angelino Alfano che non si tiene più alcun sassolino in bocca e non riesce a tenersi per l'autunno la notiziola.
Lo stesso segretario del PDL che oggi a Sky tg24 ha messo la parola fine alla carriera della famosissima igienista "mentale"ops, dentale, chiedendo le dimissioni della consigliera regionale entro domani.

Va beh, ce ne faremo una ragione, sulla caduta della starletta.
Il problema più grave rimane.

Ma i presidenti di società, raggiunti i limiti d'età soliti, diventano onorari. A questo punto non vanno in pensione?

GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

11 luglio 2012

Un po' di cioccolata ogni tanto non fa male!








Diciamo che a parte la Nutella ottima in alcuni casi, io di cioccolata adoro quella descritta nella canzone di Ligabue e mi piace tanto:



si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un po' meno presto a convincersi che sia così
io non so se è proprio amore:
faccio ancora confusione
so che sei la più brava a non andarsene via
forse ti ricordi
ero roba tua
non va più via l'odore del sesso che hai addosso
si attacca qui all'amore che posso che io posso
e ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue
tu che dentro sei perfetta
mentre io mi vado stretto
tu che sei così brava a rimanere mania
forse ti ricordi
sono roba tua
non va più via l'odore del sesso che hai addosso
si attacca qui all'amore che posso che io posso
non va più via l'odore del sesso che hai
addosso si attacca qui all'amore che posso che io posso
non va più via davvero non va più via nemmeno se...
non va più via 








PS: la frase che da il titolo al post è di Lucy Van Pelt. 
La parola a voi, scatenatevi.

09 luglio 2012

Per una volta nella mia vita - For Once In My Life





Per una volta nella mia vita
ho qualcuno che ha bisogno di me,

qualcuno di cui io ho bisogno da cosi tanto tempo...
Per la prima volta senza aver paura
posso andare dove la vita mi porta
e chissà come, so che sarò forte.

Per la prima volta posso toccare
ciò che il mio cuore
era solito sognare molto tempo prima che potessi conoscere
qualcuno gentile come te, che potesse far avverare i miei sogni.

Per la prima volta nella mia vita
Non lascerò che la sofferenza mi abbatta, o almeno non come mi abbatteva prima.
Per la prima volta ho qualcuno che so che non mi abbandonerà, non sarò mai più sola.

Per la prima volta posso dire:
"Questo è mio, non puoi portarmelo via".
Fino a che avrò l'amore so che potrò farcela.
Per la prima volta nella mia vita
ho qualcuno che ha bisogno di me.

Almeno posso dire: "Questo è mio,
non puoi portarmelo via".
Fino a che avrò l'amore so che potrò farcela.
Per una volta nella mia vita
ho qualcuno che ha bisogno di me.
Per una volta nella mia vita
ho trovato qualcuno che so che non mi abbandonerà.














Questa canzone che amiamo molto, dice tutto di noi.
 Dice il bello e il brutto, la luce che ci ha attraversato    e le ombre.
Parla del tuo amore per me e del mio per te.

Volevo solo dirti che ti amo.

Buon compleanno amore mio e te lo dico in tutte le versioni di For Once In My Life che sono riuscita a trovare!

04 luglio 2012

Francesco D'Assisi: la povertà e l'amore 2° parte.




Giotto di Bondone -  Storie di San Francesco - Basilica Superiore di Assisi




Una sera, di ritorno da una cena con amici, si allontanò da loro.
Lo cercarono e lo trovarono perso nei suoi pensieri.
Gli chiesero se fosse innamorato.
Innamorato?
Oh sì, era quella la parola magica.
Innamorato era una delle risposte.
Non una donna in particolare ma un'idea:la Povertà.Nessuno l'avrebbe amata più di lui e l'avrebbe abbracciata come lui, per sempre.
Rivoluzionario, ma allo stesso tempo antico, utopista.
Detto fatto, preso da una febbre senza precedenti, iniziò a regalare ai poveri tutto quello che era suo.
Si rese conto, pero' che donare non era abbracciare la povertà.
Il suo ardore  gli feceva abbracciare ogni giorno, gli ammalati, i lebbrosi, tutti quelli a cui, incessantemente donava tutto se stesso.
Lo portò a dedicarsi al lebbrosario di Assisi, dove passava le giornata a curare a servire gli ammalati.
Sempre con il sorriso sulle labbra, dispensando amore e baci.
Per i baci e gli abbracci, aveva un trasporto eccezionale.
Come un bambino, riteneva che fossero dono grandissimo.
Come un bambino, amava senza riserve.

"Guerra" e amore cercava Francesco, rovesciando però quanto era nella visione normale della vita. La sua guerra la combatteva non risparmiando nulla di se stesso per raggiungere l'amore.

Ma aveva anche dei sogni: ad esempio il castello per i suoi cavalieri.

Una piccola chiesetta appena fuori Assisi caduta in rovina, attrasse la sua attenzione e lì, nella solitudine di quel luogo ameno, San Damiano, capì cosa doveva fare.
Doveva ricostruire, con l'esempio, la povertà e la pazienza.

San Damiano - Assisi

Chiese aiuto economico al padre, ma ebbe un rifiuto netto.
Suo padre ormai era lontano, non lo comprendeva più e lo cacciò di casa. Quel figlio non era più suo.
Si cercò di portare pace tra genitore e figlio e il vescovo di Assisi, li convocò per trovare una conciliazione.
Fu allora che Francesco, chiamato a rispondere dei suoi gesti di estrema generosità nei confronti del prossimo a danno degli averi del padre, decise di restituire tutto con il gesto eclatante della rinuncia e partendo dai vestiti che aveva addosso, si spogliò.

Lasciò Assisi e si diresse a Gubbio dove visse curando i lebbrosi.
Poi tornò a San Damiano perchè aveva fatto una promessa. Trovò l'aiuto grazie ai suoi concittadini, chiedendo l'elemosina proprio a casa sua.
E riuscì a sistemarla la sua chiesetta, con le offerte ricevute e l'aiuto di alcuni contadini della zona.

Successivamente la sua attenzione si spostò verso un altro luogo ameno, immerso nella campagna sotto Assisi: una chiesina completamente abbandonata molto cara a sua madre, circondata da una porzione piccolissima di terra attorno, da qui il nome: La Porziuncola.

Riprese l'arte del manovale e cominciò a rimetterla in sesto.
Da quel luogo si spostava spesso, per andare in giro a predicare l'amore e la povertà, punti cardine della sua nuova vita.
Piano piano, quel "matto" cominciò ad incuriosire altri giovani uomini, abbagliati dalla luce che emanava dal suo cuore.
Bernardo da Quintavalle uno degli uomini più ricchi e saggi di Assisi,  lo seguiva da lontano da quasi due anni.
Una sera lo invitò a cena a casa sua.
Lo ospitò anche per la notte nella sua camera, per controllarlo.
Lo vide pregare incessantemente e non dormire nemmeno per un'ora.
Capì che si trovava di fronte non ad un pazzo, ma ad una risposta.
E lo seguì.
Poi fu la volta di Pietro Cattani, che pur non essendo ricchissimo, rinunciò per il "pazzo" di Assisi al canonicato che a quei tempi era un posto sicuro e onorevole.
Arrivò Egidio, un fanciullo orfano che gli si gettò letteralmente ai piedi implorandolo di prenderlo con se.
Piano piano, alla Porziuncola arrivarono altri ragazzi, rapiti dalle sue parole.
Vollero chiamarsi frati, ovvero fratelli.
Più tardi aggiunsero un aggettivo che rimase per sempre nella definizione dell'Ordine: minori.

L'insegnamento semplice e allo stesso tempo rivoluzionario di quel periodo fu che c'è più merito a chiedere che a donare, perchè si offre agli altri l'occasione di fare del bene senza averne l'aria e perchè non c'è maggiore umiltà di chi stende la mano e confessa di avere bisogno dell'altro.

Erano ormai 12. Francesco si rendeva conto della responsabilità  e decise di andare a Roma per parlare con il Papa e  per proporre la sua regola.
Innocenzo III, un guerriero sotto le vesti papali, lo guardò dritto negli occhi.
Era colpito dalla fermezza di quello smilzo personaggio, quel fraticello che gli sembrava quasi invasato.
Gli consigliò di tornare da lui, quando Dio che sentiva di amare tanto gli avesse dato un segno inequivocabile alla chiamata.La regola proposta da Francesco gli sembrava troppo aspra, al di là delle possibilità umane.
Ma il giorno seguente lo richiamò, aveva sognato che la Basilica di San Giovanni in Laterano stava per crollare e un uomo goffo, vestito poveramente puntellava  e reggeva tutto sulle sue spalle.
Francesco perorò la sua causa con una parabola e incantò tutti, affabulatore emerito qual'era.
Convince Innocenzo III,  che intravide la grandezza d'animo di Francesco e la sua forza illuminante.
Nacque l'Ordine.
Tornò a casa forte dell'investitura papale e il vescovo Guido gli affidò il cammino  quaresimale del 1211.

Tra tutti gli ascoltatori che lo seguivano quotidianamente,  c'erano le figlie giovanissime di Favarone di Offreducci: Chiara, Caterina e Beatrice.
La giovane Chiara, fu letteralmente stregata dal potere incantatore del giovane predicatore e volle incontrarlo, anche lei era una giovane donna in cerca di risposte.
Scappò di casa per raggiungerlo e come lui si spogliò di ogni cosa che possedeva e tagliò i suoi meravigliosi capelli biondi come gesto di massimo allontanamento dalla vita che aveva seguito fino a quel momento.

A Chiara si aggiunse sua sorella Caterina e altre giovani fanciulle,  Francesco chiese al Vescovo Guido come abitazione per le "Povere dame", San Damiano. Il vescovo acconsentì.
Loro ebbero le stesse regole dei Minori, ovvero i voti di povertà obbedienza, castità e letizia. E contribuirono all'ampliamento della regola operando tra i malati e i bisognosi.


San Damiano - refettorio -  il posto di Chiara.


Francesco intraprese molti viaggi per diffondere il suo pensiero, giunse a conoscere diversi popoli compreso gli arabi e ovunque fu accolto e ascoltato.

Uno dei suo frati, l'amatissimo Leone lo accompagnò nel viaggio più difficile, quello del dolore.
Anzi, come lui amava dire, il perfetto dolore.
A piedi raggiunsero il monte  La Verna dove, come tutti i più grandi mistici, ricevette il dono delle stigmate. Disse, durante le sue lunghe notti di preghiera, che era pronto alla sofferenza che lo avrebbe accompagnato perpetuamente per il resto della sua vita, fu accontentato.
Negli ultimi anni di vita che furono velocissimi, scrisse incessantemente.
Ci ha lasciato doni di poesia eccelsi, le Laudi.
Con questi mirabili versi ha celebrato tutto quello che aveva amato nella vita come dono di Dio.
E volle per ultima celebrare la Povertà, sua sposa.
Era stanco,provato dalle fatiche fisiche e spirituali.
Decise che era il momento di riposarsi, e scelse di morire nella sua Porziuncola circondato dai suoi  frati e Chiara, il 2 ottobre del 1226.






Porziuncola - interno - posto in cui morì Francesco


Ora spero di non avervi annoiato, è stato lungo questo viaggio per conoscere meglio Francesco.
Era un uomo, un pazzo, un esaltato, un santo, un mistico?

Era un uomo.
Più luminoso, più grande di altri.
Difficile, quasi impossibile da imitare.
In questi tempi bui, possiamo solo ammirarlo e cercare di seguire qualche suo piccolo passo.

Con tutti i nostri limiti.