AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

22 febbraio 2013

Il mio principe abusivo si chiama Siani






Alessandro Siani (google images)


Ve lo avevo già accennato un po' di tempo fa.
Quando vi ho parlato del mio amore infinito per Massimo Troisi.
Dicendovi che forse, dopo vent'anni, gli italiani avevano trovato un erede degno, un principe ereditario.Finalmente.

Alessandro Siani.

"La risata è un dono di Dio, se lo è, Totò non ha mai fatto peccato".

Quando qualche sera fa Alessandro ha fatto questa battuta, ho capito che ero nel giusto, che non mi stavo sbagliando e non stavo esagerando.

Negli ultimi due anni ha conquistato tutti gli italiani. Grazie a due film:
"Benvenuti al sud" e il sequel "Benvenuti a Nord".
In teoria, doveva essere la spalla brillante di Bisio, ma ben presto si sono accorti tutti che la stella più luminosa (senza nulla togliere all'attore milanese) era lui.

Noi napoletani e campani invece, ci aveva in scacco già da parecchio tempo.
Ha fatto tanto teatro e tanta gavetta nelle piccole televisioni locali, facendosi conoscere nel medesimo modo in cui si fecero conoscere Troisi,De Caro e Arena, al tempo della "Smorfia".
Poi arriva la televisione grazie a Simona Ventura e a "Quelli che il Calcio".
Piccoli film quasi sconosciuti e poi il salto con il cinepanettone classico ovvero "Natale a New York".
A me piace ricordarlo in "La seconda volta non si scorda mai". Un piccolo geniale film in cui, tra l'altro quasi miracolosamente, riesce a far apparire  decente la recitazione di Elisabetta Canalis, e direi che non è poco.

C


Sarà rimasto al cinema due giorni, totale spettatori 200 circa. Ma poi, con il tempo è diventato un cult, per i tanti che  hanno imparato ad amarlo questo ragazzo malinconico. Io lo rivedo tutte le volte che posso e ogni volta rido delle stesse battute. Lui è bravo, tocca il cuore con la sua ironia melamara.
Ha il tocco magico. Riesce a farsi capire da tutti. Le sue battute fulminanti ci fanno sbellicare. Ha finalmente sdoganato e fatto comprendere a tutti  il termine " cazzimma" quando è andato da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche ve lo ricordate? Ma tutta l'intervista è un vero capolavoro...
Non è più un ragazzo da tenere d'occhio. E' un artista che è cresciuto ed è maturato tanto da ricavarsi un bello spazio tutto per sè. Unico.




E torno alla mia considerazione iniziale. Era da tanto tempo che un comico (al di là della sua origine partenopea) non toccava il cuore degli italiani con la sola forza delle parole e dell'ironia pulita, senza svacco,parolacce e trivialità varie. Con il potere dell'intelligenza che splende attraverso le risate. Tanto tempo.
Forse è ora, forse è ora...
Lasciamogli fare il principe abusivo per intanto. Io me ne vado al cinema per farmi tante risate e guardarlo ancora negli occhi. Lì dove la sua anima appare così simile ad un'altra che ricordo bene. Poesia e malinconia. Ironia e magia.
Mi viene naturale chiedere a chi, secondo me, sarebbe orgoglioso di lui:

"E' nu guaglione in gamba sto Siani o' vero, Massimo?"
"Si, si, mo' me lo segno proprio!"








14 commenti:

  1. Io l'ho conosciuto qualche anno fa, grazie ad una serata in cui mio fratello e sua moglie hanno proposto la visione di un suo spettacolo in dvd. Ma il mio amore lo ha ottenuto proprio con quel film di cui io ho sempre ricordato male il titolo (per me e' "la seconda volta e' meglio della prima") e non so perche' .
    Mi ha fatto innamorare quel suo far ridere e sorridere, ma soprattutto quel concludere sempre, che sia un film, piuttosto che uno spettacolo o un semplice monologo in tv, con un senso romantico e malinconico. Mi ha conquistato cosi' .
    Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrei voluto inserire il pezzo del pupazzo ma era lunghissimo.
      E naturalmente sapevo che in famiglia Siani è molto apprezzato.
      Siamo tutti suoi fan.
      Bacio

      Elimina
  2. mentre leggevo il post anche a me è venuta in mente la serata di cui ha parlato Dani e di quanto abbiamo schiattato ascoltandolo, mentre suo marito guardava la tv cercando di afferrare le battute. Molte battute di Siani sono in napoletano, e si era capito, e chi non mastica bene la lingua napoletana ha difficoltà a comprenderle.
    Il dvd visto era quello di Fiesta che consiglio vivamente per chi vuole ridere a crepapelle, c'è la parte dell'Ultima cena che è grandiosa "Professorè e religgion', io sonc' nu mostr' in religgion, mammà cu mè à piccirillo se faceva 'e croce!" Gesù prese il vino e disse "uè chist' è chill'u bbuon, è chill e Gragnano va in't a cap'e mort".

    Ed in tienimi presente: "35 euro ò bigliett pè 4 persone sò 140 euro e chi t' scord cchiù, e pò l'Arena Flegrea nun è manco comoda aropp 10 minuti ò ti esce a mmorroid o o scartiell"
    "Dottò io sto perdenn è capill c'aggià fa" "uagliò esci mò mò c'aggiò appen f'rnut e spazzà"
    Il napoletano deve sempre mettere sopra, tengo un cane così intelligente che quando lancio un bastone me lo riporta subito, a sì io tengo un cane così intelligente che quando lancio a bastoni risponn a copp!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quante cose che mi perdo.
      Ma almeno Siani è patrimonio di tutti.

      Elimina
  3. Stanotte non ho dormito bene e sono alzata dalle 5 di questa mattina perchè non ce l'ho fatta + a stare a letto e decidere di aprire il tuo blog è stata un'ottima pensata per farmi distrarre. Che fortuna aver trovato questo post.
    Ricordo che in passato avevamo già parlato di Siani ed anche della cazzimma. Siani va visto ed ascoltato anche senza essere napoletani, fa distrarre e fa pensare, fa scompisciare dalle risate lasciando in bocca un retrogusto amaro, ma è una cosa tipica della comicità napoletana, o azzarderei, è una cosa tipica dei napoletani in generale: macigno sulle spalle ma sorriso sul volto, il rischio è che non si sa come stanno veramente.
    Nell'intervista finale della Bignardi lo si nota, nella fase di Pistole alla tempia Siani cerca di non dare mai la risposta senza pensare, prende tempo e cerca di fare la battuta mantenendo sempre il sorriso sulle labbra, non si espone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In quanto a sonno non so chi sta messa meglio.
      Ritengo che Siani riesca ad essere compreso da tutti. Quello che non fa la lingua riesce la mimica. Altro punto in comune con Troisi. E poi i suoi occhi parlano a chi ha il cuore per comprenderlo.

      Elimina
  4. Cara Ai era proprio quella la serata di cui parlavo, mio marito ora per fortuna e' migliorato e addirittura e' lui che mi propone di vedere i suoi film insieme e pensa, si sbellica di risate piu' di me.
    Per sapere come stanno veramente, basta guardarli dritto negli occhi...gli occhi non mentono mai.
    Baci baci Dani

    RispondiElimina

  5. Ciaò Marì!
    Un grande Troisì e o' seguìt e' isso o' troviàm in Sianì,h vistò Benvenùt o' Sud e l''hò trovàt nu' fìlm assaie divertentè,l gentè ro' sud offrè ospitalìtà'' cu o' core in manò,l parodià in moltè situaziòn era appositamènt accentuatà,m o' concètt era identicò
    T abbracciò carà Amicà!
    Ciapa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava Claudia, quasi perfetta.
      Ti abbraccio e buona domenica.

      Elimina
  6. Ho bisogno di ridere, è questo il motivo principale per cui ho parlato di sIANI. E' l'unico che in questi giorni riesca a farmi sorridere e a distrarmi.
    That's all.

    RispondiElimina
  7. Mariella anche a me piace tanto Siani.
    Spero di poter vedere presto il suo film.
    Ridere fa sempre bene.
    un abbraccio veru

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo stasera c'è poco da ridere.
      Bacio

      Elimina
  8. Lui lo conosco ancora pochino, ma i tuoi amori per Totò e per Troisi li stracondivido!! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie. Il ragazzo è giovane ma ha pasta resistente. E un cuore partenopeo che vibra forte. Sono ottimista sul suo futuro.
      Per gli altri due giganti ogni parola è superflua.
      Buona serata Nik.

      Elimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)