AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

16 febbraio 2013

Noi due al telefono



google images

Io non lo so perchè proprio stasera ho voglia di scriverti.
Non è il tuo compleanno, nè un anniversario importante.
Sono solo tanti anni che tutte le sere intorno alle nove, ci sentiamo.
La prima cosa che dici al momento della risposta è "Mariè". Lo dici in maniera interrogativa perchè, dal tono della mia voce, capisci all'istante come è stata la mia giornata.
Durante la settimana mi senti stanca, ogni giorno di più. Sei sempre un po' preoccupata per me, hai l'ansia che io ti nasconda un problema, una preoccupazione, un malessere.
Ma so che questo è una tua caratteristica, lo fai anche con gli altri figli e ora con i nipoti.
Parliamo, io a volte poco, preferisco far parlare te. Sei sempre tanto sola in quella grande casa, con papà che ogni giorno diventa sempre più pressante e più duro da sopportare, con le sue fissazioni e con le sue verità inconfutabili.
Diciamocelo che è un gran rompiballe.
E tu, spesso silenziosa, attendi la telefonata del figlio o della figlia per chiacchierare e raccontare la tua giornata.
Ti informi della salute, la prima domanda, poi del lavoro e del tempo che fa.
Sei diventata appassionata di meteo, sai meglio di noi il livello di precipitazioni che c'è a Milano, Roma e Napoli, le città dove vivono i tuoi ragazzi. Le raccomandazioni sul coprirsi si sprecano, in inverno ma anche in estate perchè si suda e ci si ammala.
Talvolta io stanchissima, tendo ad essere breve, rispondo a monosillabi.
E tu, cambi discorso e parli della tua vita, di papà, della passeggiata che hai fatto con le amiche e dei tuoi malesseri.
Parti con lievità e poi racconti tanto. Racconti delle giornate degli altri figli se hai potuto sentirli, oppure ti rammarichi se è passato un giorno e qualcuno di loro non ti ha chiamato.
Quando capita che anche tu sia particolarmente triste e giù di morale, faccio il nome dei tuoi nipoti. E' come se ti vedessi, ti si carica il cuore e ti si illumina il viso.
E allora parti in quarta e mi racconti di quello che ti ha detto il nipotino e di come ti racconta tutto, con una enfasi che ricorda molto da vicino il nonno.
E poi passi alle gemelle, che ogni giorno fanno una scoperta nuova, che balbettano piccole parole brevi cariche di tenerezza.
Io, dall'altra parte del filo, sorrido perchè so di aver trovato il modo giusto per farti ritrovare la serenità.Una piccola magia che funziona sempre.

Ecco, non faccio mai in tempo a dirti quanto ti voglio bene.La piccola banalità che ci scambiamo nei momenti eccezionali. Noi che abbiamo imparato ad accarezzarci e a coccolarci da poco tempo.
Sappiamo perchè e quanto ci è costato.
E quando salta la telefonata quotidiana, so che ci soffri. Ma non lo dici, minimizzi e passi oltre.
Talvota sono anche brusca, ho un caratteraccio lo so. Poi ci sto male io, e questo tu lo sai.
Mi sto rendendo conto che la lontananza ogni anno che passa, è sempre più dura da sopportare.
E ogni volta che dopo essere stata a casa con voi, mi tocca ripartire, la ferita si rimargina con sempre maggior affanno.
Avrei voluto vederti invecchiare più serenamente e lentamente, esserti vicina. Accarezzarti di più, ridere con te molto di più di quanto faccio adesso, nei tuoi momenti bui, ora che è importante più che mai che tu sorrida.
E vorrei capissi che, se ti sgrido spronandoti a lottare, è perchè "voglio" che le telefonate della sera durino tanti ma tanti anni ancora e che ci siano ancora arrivi e partenze in via del cuore, sorrisi e regali di Natale.

Io ti amo, mamma.
Ciao, a domani.






25 commenti:

  1. bellissima lettera, chissà se un giorno mio figlio mi scriverà mai una lettera così bella da piangere. Noi tendenzialmente, ci rendiamo conto dell'importanza di una persona solo quando la sentiamo debole, lontana o stanca, altrimenti, per i nostri occhi, le mamme sono sempre quelle instancabili donne giovani wonderwoman.

    RispondiElimina
  2. E' da parecchio Ai, che mia mamma per me non è più wonderwoman.
    Ora poi è solo uno scricciolo impaurito.
    E io non so cosa fare.

    RispondiElimina
  3. Arieccoci...alle solite....mi hai fatto scendere le lacrime.
    Capisco le tue parole fino in fondo ....la voglia di fare chissa' cosa per farla sentire meno sola....e sbattere sempre il ns muso contro l'impotenza, la nostra impotenza....quella di essere lontane e non poter fare nulla di piu' che la telefonata anche quando le serve una persona vicina per "compagnia" come dice lei....
    Purtroppo non possiamo fare di piu'...a volte quelle telefonate sono molto piu' di una presenza ...possono riscaldare il cuore e infondere un po' di amore ...
    Baci baci Dani

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi è venuta così sta lettera.
      Si è scritta da sola. Giornata che era iniziata bene, ma poi...
      Noi figli lontani siamo pieni di sensi di colpa. E vorremmo avere la possibilità di vivere loro accanto, magari sorbirci tutta la pesantezza che dei genitori anziani hanno, ma esserci.
      Sapere che, in qualunque momento e al minimo dubio, possiamo fare un salto a casa da loro. Aprire la porta guardarli rasserenarci e tornare a casa. Sembra una piccola cosa magari banale, ma per chi è lontano è tutto quello che serve.
      Mi spiace se ti ha emozionato tanto, sono sicura che avresti usato le stesse parole.

      Elimina
  4. Non dispiacerti...non ce n'e' motivo. Si, avrei usato le stesse parole. Condivido e capisco ogni singola parola, anche se io sono stata piu' fortunata, ho avuto piu' tempo di te per abbracciare e essere li'con lei, ma mi manca tanto lo stesso....e mi manca essere li' un po' piu' vicina e libera da essere sempre presente quando serve e anche quando ne ho bisogno io...
    Dani

    RispondiElimina
  5. Mari come non capirti.
    Amo profondamente mia mamma.
    Quando è mancato mio papà ho sofferto molto,in realtà non si smette mai di soffrire,ci sono momenti in cui riesci ad essere leggera e farne a meno e altri in cui "dentro" ti si spacca tutto perchè vorresti e avresti bisogno della sua presenza.Tuttavia mi è capitato spesso di pensare che mentre mi è parso di avere la forza necessaria per superare quel lutto per mia madre non l'avrei avuta.
    Sai le problematiche che anch'io per la sua salute mi trovo ad affrontare.
    Con lei mi faccio vedere allegra e se necessario partono vere prediche come se la mamma fossi io,in realtà la mia è una preoccupazione che occupa parte delle mie giornate.
    Fortunatamente noi siamo vicine,capisco quanto il tuo dolore possa essere doppio sapendola così lontano.
    Sapere di poterla vedere solo alle feste comandate o nelle vacanze estive.
    Pirtroppo è la situazione di molte ragazze del sud che per lavoro hanno dovuto lasciare la propria famiglia.
    A quella gente che critica vorrei proprio fargli provare cosa significa essere sradicati dalla propria terra.
    Io posso solo immaginarlo dai tuoi racconti e da quelli delle mie amiche.
    un bacio grande mari
    la tua amica veru che sempre c'è ;-)

    RispondiElimina
  6. La mia amica Veru, c'è. Lo so.
    Per fortuna mia.
    Bacio

    RispondiElimina
  7. Ciao Mari!
    Meraviglioso il commento di Veru…
    la mia Mamma abita a due passi da casa mia,spesso il mattino quando esco per andare al lavoro la vedo dietro i vetri della finestra per farmi il saluto come faro' un domani non ci voglio pensare...ha 89 anni e la salute un po' ballerina ma è attiva come sempre non si riesce a tenerla a riposo né che vulcano di donna.
    Le Mamme percepiscono all'istante i nostri stati d'animo,li possiamo pure camuffare ma non ci cascano..e poi quando si abbracciano hanno quel profumo inconfondibile,lo stesso di sempre
    Grande Mari questo è un post da incorniciare Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
  8. la tua mamma sa quanto le vuoi bene...
    bellissimo post, Mariella :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ale.
      Lo sa e lo sente, tutti i giorni.
      Vorrei solo fare di più e non posso.

      Elimina
  9. Cara Claudia.
    Hai descritto molto bene come vorrei fosse la mia giornata se solo fossi vicina ai miei. Perchè c'è anche quel burbero orso di mio padre.
    Io farei esattamente come te.
    E riuscirei ad affrontare meglio tutto dopo essermi assicurata che tutto procede al meglio.
    Mi basterebbe.
    Pazienza, devo convivere con questo buco nel cuore, che ogni giorno si allarga sempre di più.
    Deve essere un portento la tua, da come la descrivi. Mi ricorda le mie nonne, presenti e instancabili.
    Bacio grande.


    RispondiElimina
  10. Mi sono commosso, anche perché io vorrei tanto avercela ancora, una mamma, anche magari solo uno scricciolo impaurito. E invece l'ho persa quasi dieci anni fa. Ma naturalmente vive sempre, nel mio cuore. Nel mio blog ci sono anche scritti dedicati a lei. Un giorno che avremo entrambi tempo, se vuoi, te li segnalo.
    Un grande abbraccio.
    (e benvenuta nel mio blogroll :D)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, per le parole e per la visita.
      Fintanto chè avremo memoria, nessuno ci porterà via dal cuore le persone che amiamo.
      Io il mio scricciolo, vorrei conservarmelo a lungo, se potessi.
      Me lo sono goduto poco. Avevo 19 anni quanto andai via di casa, nell'incoscienza di volere fare della mia vita quello che volevo senza troppe briglie.
      L'unica cosa di cui mi sono pentita.
      Per il resto, ho goduto di ogni cosa mi sia capitata, bella o brutta perchè l'avevo scelta.
      Sarei molto felice di leggere le parole che hai dedicato a tua madre.
      Ci conto.
      A presto!

      Elimina
  11. Che bello! Adesso che c'è internet si può dire a una madre o a un padre quanto bene gli si vuole. Io non sono riuscito a dirlo a mio padre, quando è morto, gliel'ho detto la notte che l'ho vegliato, morto, ancora non dentro la bara, ma non era la stessa cosa. E a mia madre gliel'ho detto, ma non abbastanza.
    Tutto bello.
    Solo non concordo quel paragrafo dove dici che tuo padre è un insopportabile rompipalle. Non concordo. Sempre noi i rompicoglioni?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai Enzo? Ho scritto più parole di amore a mio padre, nella mia vita, che a mia madre.
      Lui è il mio faro rompiscatole. Lo adoro, ma sono come lui, ogni parola detta uno scontro.
      Testoni, polemici,guerrafondai, siamo maledettamente simili.
      Io e mia madre invece, in tanti anni ci siamo dette pochissime parole, e poche sono state quelle che le ho dedicato.
      Sarebbe troppo lungo da spiegare il perchè, ma sappi che da qualche anno, ambedue, stiamo cercando di rimediare.
      Il paragrafo "incriminato" è dovuto al fatto che con la vecchiaia alcuni padri tendono ad essere sempre più arroccati sulle loro posizioni e talvolta non riescono a lasciare da parte (per qualche attimo le loro ragioni e i loro problemi) per dedicarsi con più attenzione a chi in quel momento ha più bisogno di loro.
      Bisogna sfinirli affinchè comprendano.
      A volte, sia chiaro.
      Mio papà sfinisce con le sue certezze e a volta bisogna lavorarlo ai fianchi a lungo perchè comprenda.
      Ma in quel "insopportabile rompiballe" c'è tanto amore credimi. Tantissimo.

      Elimina
  12. :-*
    Un abbraccio, Mari.
    Smack.
    Arnika

    RispondiElimina
  13. che bello!!!!
    io invece non ho un bel rapporto con mia madre....ma fin da piccola.
    il problema , che nemmeno mio figlio ce l'ha!
    ha la capacità di allontanare le persone, nonostante lei dica che non è vero!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Nadia!
      Capitano e sono frequenti anche casi come il tuo. Assoluta incomprensione.
      Non riesco ad immaginarlo ma deve essere terribile.
      Forse perchè ritengo una fase naturale nella vita il contestare e non concordare con i tuoi, ma appunto una fase.
      Se ci si trova di fronte a qualcuno che non riesce ad entrare in sintonia con l'altro e l'altro è il proprio figlio, penso ci sia poco da fare.
      Se non continuare a fare la propria vita lo stesso, senza che il dolore che ci portiamo dentro ci travolga.
      Da quello che poi riesco a capire leggendoti, tu sei una splendida mamma.
      Che è quello che conta.
      Bacio

      Elimina
  14. Cosa dire Mari ... io sono una figlia che "sorbisce (è giusto??!?) tutta la pesantezza che i genitori anziani hanno, ma ci sono".
    Mia sorella vive a 100 km, ci sentiamo tantissimo perché il legame è forte, ma purtroppo ho sentito sempre cadere sulle mie spalle tutti i casini successi in questi anni.
    Quanti sacrifici, quante rinunce, quante serate casalinghe quando vorrei uscire, quante notti insonni ...
    Solo ora, leggendo la tua lettera, capisco cosa prova mia sorella, quando mi dice "vorrei fare di più ma non posso".
    Spero che almeno lei sia un pò più sollevata perché sa che ci sono io a darle tutto l'amore possibile, senza dimenticare il burbero orsacchiato che è mio papà.
    Le farò leggere questo tuo post ...
    E cmq, dopo tutta quella paura, è un gioia vedere mia madre che mangia da sola, vederla sistemarsi i capelli con le sue mani tremolanti (mai e poi mai con i capelli in disordine), vederla sorridere felice quando torno da lavoro e sentirla dire ogni santo giorno, dopo pranzo "Mary non andare, gli dici che devi stare con me! Ma possibile che devi lavorare anche tutti i pomeriggi??!?!?!"
    Ora sono fedele alla mia promessa, non passa un singolo giorno senza che le dica quanto le voglio bene, mai, perché per anni ho tenuto tutto dentro di me ma non serve a niente, condividere i sentimenti deve essere un obbligo per tutti.
    Ok basta, dopo questo pippotto mi rimetto a lavoro, un grande in bocca al lupo per la tua mamma ed un abbraccio ai suoi figli lontani ma vicini.
    Yram

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che bella lettera e che belle parole, quelle che io non riesco mai a dire ...... Ho una sorella speciale e una mamma adorabile ....... Adoro la mia famiglia e anche il mio papà burbero!

      Elimina
    2. Grazie Anonimo.
      Peccato non sapere il tuo nome. Ma il tuo intervento ti assicuro è stato molto apprezzato.
      Un abbraccio a te e alla tua famiglia.

      Elimina
    3. L'anonimo è la mia sorellina ...
      Yram

      Elimina
    4. Ah ecco.
      E allora per continuare la tradizione "Abbraccio" sorella di Yram!

      Elimina
  15. Grazie Arnika.
    Ricambio di cuore.
    Abbraccio a famiglia e nipotino.

    RispondiElimina
  16. Ciao Yram. Forse la parola "sorbire" ti sarà sembrata inadeguata.
    Io l'ho usata perchè mi è stata detta, una vita fa. E probabilmente non l'ho mai smaltita.Proprio perchè mi era sembrata aberrante.
    Ironicamente l'ho riportata ma è chiaro che è totalmente lontana dal mio pensiero.
    Ogni tanto per comprendere e anche per comprenderci è importante calarsi nei panni dell'altro. Vedere le cose da un altro punto di vista.
    Io penso che sia faticosissimo gestire e aiutare la propria famiglia da soli. Come succede a te avendo gli altri fratelli lontani.
    So che comunque e nonostante tutto lo fai dando il massimo e sorridendo sempre. Ma la fatica c'è non si può negare e a volte servirebbe che qualcuno ce la riconosca. Se le mie parole possono essere servite a farti comprendere meglio anche la sofferenza della sorella lontana suo malgrado, ne sono felice. Spesso accade che presi dalla nostra "fatica" può sembrare che l'altro si estranei e non comprenda fino in fondo. Non è così. Ho parlato di sensi di colpa. Quelli ci sono. Purtroppo le scelte di vita che facciamo sono obbligate e non ci è possibile tornare indietro o modificarle. Ed è per questo che ci sentiamo mancanti in qualcosa.
    Mancanti in aiuto pratico. Perchè la fatica di quelli vicini la vediamo eccome e sarebbe un sollievo per noi potere dare una mano all'occorrenza.
    In sostanza la comprensione reciproca è il miglior passo che possiamo fare.
    Soprattutto per i nostri cari.
    Ti abbraccio forte, abbraccio la tua mamma ( come mi fa piacere sapere che i piccoli passi fatti si accumulano) e abbraccio tua sorella.
    La comprendo, "fino in fondo".
    Bacio

    RispondiElimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)