AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

13 marzo 2013

Le poesie di Vincenzo Iacoponi





Ho dovuto aspettare oltre un mese per avere questo piccolo e intenso libro tra le mani.
Poi le ho lette tutte, in un fiato solo, e le rileggerò, ancora e ancora.

Vincenzo Iacoponi è un amico di blog.Un artista a tutto tondo.Pittore, scrittore, poeta.
Anche camionista, per un po' tempo.
I suoi libri sono difficilissimi da recuperare in Italia. Io volevo la sua raccolta di poesie.
Sapete che ho un debole, per le parole che bruciano l'anima.
Questa spedizione mi ha tenuta con il fiato sospeso a lungo. Me l'hanno annullata due volte.
Poi finalmente la conferma e l'arrivo.

Io non posso parlarvi di Vincenzo,sarei troppo di parte; lascerò che alcune delle sue poesie, parlino per lui.
Se volete poi, narreremo dell'emozione che ci procurano.


Nel mio sonno del mattino

Qualche volta lo incontro
nel mio sonno del mattino.
è buio il cielo, ma da lontano
io lo riconosco mentre
che si allontana ogni volta da me
come colui che sfugge.
E' sempre buio il cielo, ma di lui
tutto distinguo: i suoi capelli
con la riga ben tirata nel mezzo, 
le sue dita lunghe
le scarpe di coppale
delle serata di festa grande,
il suo incedere lento, un po' goffo
per via dei pantaloni
che porta sempre troppo bassi in vita
con i risvolti che gli
vanno a finire sotto le scarpe.
Non succede mai niente di diverso quando
lo incontro nel mio sonno del mattino:
si allontana da me, arriva al buio
del fondo e prima
di infilarcisi dentro
si volta, apre la bocca come
per parlare, poi la richiude e scompare.
Anche questa volta mio padre
se n'è andato senza dirmi niente.


Buona è la notte

Buona è la notte, che mi fa pensare,
che mi aiuta a subire; bella
è la notte, che mi da' la voglia 
di sperare. Da trenta anni la accolgo
in questa casa, vicina
allo scorrere del Reno, dove sono
parcheggiato nell'attesa che tutto abbia fine.
Qui ascolto la notte e il suo respiro,
che trapassa i vetri, le mura
e le tegole del tetto: lo ascolto
unirsi al mio, che a volte è tranquillo,
molto spesso accellerato, qualche 
volta agitato. Poi c'è ancora
qualcosa che amo della notte; il tuo
silenzio calmo accanto a me.

Dicono di me

Dicono di me che cammino
sospeso un metro sopra il suolo,
a testa in giù 
come una figura del ramino,
casuale viandante di un pianeta parallelo.
Dicono che vivo pensando
a mille cose contemporaneamente
e non ricordo mai quello 
che ho pensato un minuto prima.
Però è bello vivere così,
sono pieno di sorprese e mi
sorprendo sempre, ogni giorno,
da mattino a sera.
Dicono che rendo infelici gli altri;
dicono che sono inaffidabile. Sento sempre
questo aggettivo svolazzarmi accanto
quando parlano di me.
Ignoro il significato di questa parola,
ma non me lo spiegate per favore
chè non voglio sapere,
e preferisco vivere inaffidabilmente 
scorrazzando nel vento.


Caro Vincenzo, mi permetterai vero che io possa parlare di te ogni tanto, attraverso le tue poesie?
La poesia che da il titolo al libro, ad esempio, avrà bisogno di un post apposta.


22 commenti:

  1. Ciao Mariella,
    scusami sono stata mooooltoooo assente,
    perdonami.
    La sera, stanchissima, sono sempre stravaccata sul divano.

    Volevo dire,
    ma ti rendi conto????????
    Papa Francesco!!???!!!???

    Quando l'ho sentito ero alle prove di canto,
    le campane suonavano a festa
    e Don Antonio (il nostro parroco) è entrato in chiesa dicendo a tutti auguri, auguri, auguri!

    Il mio cuore ha subito esultato di gioia sentendo il suo nome ed ho pensato proprio a te Mari, a quanto ami questo Santo, alla tua immensa felicità ed anche alla sorpresa di conoscere che si sarebbe chiamato proprio Papa Francesco.

    Ci sono anche altri motivi per cui sono felice che sia proprio lui, un sudamericano, speravo proprio che provenisse da quei luoghi, dove è molto difficile vivere.
    (Ma ti rendi conto il papà era un ferroviere!)

    Un grosso abbraccio a Claudia,
    che si ricorda di salutarmi e forse mi rimprovera anche, dimostrando un grande affetto nei miei confronti, Mariella credo che tu debba essere molto orgogliosa di averla come amica.

    E dopo questa estrema sviolinata,
    ho qualcosa da dire anche su Vincenzo, ma lo farò domani, ora sono stanchissima.

    Saluto tutti i commentatori del tuo blog.

    Baciotti

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    1. Ciao Spia!!!!!!!
      Contenta anche tu di Papa Francesco!!! Io moltissimo tutt'oggi hanno comunicato notizie molto positive su lui,che Uomo umile e buono! Sono felicissima. Di averlo tra noi nel cammino di fede che a volte va a spasso da sola,almeno per me ne'
      Grazieeee troppo buona!!!! Ma figurati se ti rimprovero era un po' che non ti leggevo qui e sentivo nostalgia... Ecco :)))
      Abbraccio gigante e buon riposo,pure io sono parte integrante del divano gh gh
      Bacione

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    2. Ciao S Pia!
      Mi ha fatto molto piacere che tu abbia nominato Francesco D'Assisi.
      Sulle pagine del mio piccolo blog, in passato, ve ne ho parlato molto.
      Vi ho parlato dell'uomo e del personaggio storico. Del folle, del suo amore per Madama Povertà, delle sue visioni e di come avesse rivoluzionato l'intero mondo credente, 800 anni fa.
      Vi ho parlato dell'individuo che io preferisco al Santo.
      Santo lo abbiamo fatto noi. Lui era nostro fratello.
      Quando Papa Francesco ha aperto il suo discorso sul balcone della Basilica di San Pietro, dicendo come prime parole "Fratelli e Sorelle buona sera" mi sono emozionata.
      Ora non sappiamo ancora bene se lui si è dato questo nome per Francesco D'Assisi. Ce lo chiarirà lui presto.
      Ma in ogni caso mi sembra un passo in avanti molto importante.
      Per condurre la Chiesa verso le riforme, e il rinnovamento. Andando per strada verso gli altri.
      Detto questo, ti aspetto per parlare di Vincenzo.

      Bacio

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  2. Bellissimo e meritato, questo tributo alle poesie del grande Enzo. Che fra l'altro è il comune amico grazie a cui ci siamo conosciuti... :)

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    1. Leggendo le sue poesie, me lo sono visto davanti esattamente com'è.La delicatezza che a volte butta dietro le spalle nei suoi post, per caricarli di sostanza, appare invece per intero tra le pagine del libro.
      Alcune sono brezza, altre libeccio, altre ancora sono bora.
      Ecco mi piace paragonarle ai venti.
      L'amico tramite il quale, ci siamo conosciuti è un grande artista.
      Ed io sono stata felice, in tutta umiltà di avere ospitato tra le mie pagine, i suoi sentimenti.
      Mi ha permesso inoltre di conoscere te, altra bella e importante persona.
      Stai in campana che tra poco tocca a te.

      Ti abbraccio.

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  3. Ciao Spia.
    Condivido ogni tua parola.
    Spero che questo Papa non ci deluda.
    Intanto ho visto molta umanità,mi ha commosso e come ho già scritto lo prendo come un buon segno.
    VINCENZO sei un uomo dalle mille sorprese.
    Complimenti.
    Mari bella ti abbraccio forte
    veru

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    1. Hi Veru, ciao!
      Esatto, è quello che ho visto anch'io!
      Se continuiamo così, dovrò mettere il mio avatar sovrapposto al tuo...
      ops! Ma è già identico!
      Io c'ho visto anche,tanta ingenuità intelligente!
      Non credo proprio che ci deluderà.

      La Spia

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  4. Ciao Mari, è veramente bravo Vincenzo ,io quest'anno ho trascurato il blog e non l'ho curato abbastanza come amico virtuale ma gli faccio i complimenti attraverso te.Grazie del tuo spazio.Tu stai bene?Spero di si, ti mando un grosso bacio!

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    1. Si Lucy, Vincenzo è veramente bravo.
      Che poi con il suo fare cialtrone a volte tenta di nascondersi. ma basta pochissimo per smascherarlo.
      Sto bene grazie!
      E tu?
      Cerca di non trascurarci troppo!
      Bacio grande, cara.

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  5. Ciao Mari!!!
    E finalmente sono arrivate a destinazione,come tute le cose belle il libro di poesie si è fatto desiderare...
    Ora leggo e conservo con cura
    Abbracci Amica

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    1. Vero Claudia.
      Le cose più belle si fanno sempre attendere.
      E quando poi l'attesa, diventa una bellissima conferma, non si può fare altro che cercare di partecipare agli amici la gioia provata.
      Ti abbraccio AMICA.

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  6. La poesia dedicata a suo padre, mi ha particolarmente commosso.
    So, da quello che ho letto sul suo blog, che lui racconta con estrema semplicità, quanto gli è mancato.
    E il desidero di parlare con lui, mai soddisfatto pienamente in vita,
    rimane tale anche nel sogno.
    Lo sfiorarsi senza mai riuscire ad incontrarsi, resta un grande rimpianto.
    Ho ancora il magone della prima lettura.

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  7. Ok, adesso scriviamo di Vincenzo.
    Baci Mary.
    Ho conosciuto questa persona poco tempo fa, in questo blog.
    Ho avuto simpatia per lui sin dal primo istante,
    dialogando con semplicità, come se ci conoscessimo da sempre.
    Dopo un pò ho provato ad immaginarne l'aspetto, ho avuto l'impressione che fosse un trentacinquenne (non ridere Vincenzo), molto colto ed intelligente, pronto alla battuta ed al confrontarsi con le persone in modo semplice ed appropriato, sempre fedele a se stesso ed alle sue idee, (insomma il mio uomo ideale).
    Con il tempo ho compreso che ci avevo azzeccato in tutto, anche per l'età che, nonostante dica di essere più grande, per me è e resterà sempre un trentacinquenne!
    Non vi dico la felicità mia di aver scoperto che fosse anche un'artista!
    Un desiderio avevo, molto forte di vedere le sue opere,
    ma ho prima conosciuto lui nella sua scrittura,
    a tratti dolce poi improvvisamente forte, violento, poi calmo e freddo, di nuovo dolce a volte debole.
    Però c'è una cosa che mi ha spaventato molto di lui,
    la sua violenza, è sempre presente, anche quando non la lascia uscire per niente.

    Fino a qui ancora non conoscevo i suoi quadri.

    Ho avuto la conferma di tutto ciò che avevo pensato proprio nei suoi quadri (grazie Zio Scriba).
    Siccome non amo la violenza in ogni sua forma, ho odiato profondamente i suoi pezzi artistici, c'è violenza a volte forte, a volte più velata che quasi ti ferisce, come una coltellata.

    Ora grazie a te Mariella, conosco anche qualche sua poesia.

    Qui ci vedo tanta tanta realtà, nonostante il sogno,
    nonostante cammini un metro sopra il suolo a testa in giù, lui vede l'essenziale e se ne sbatte del giudizio altrui, è sicuro di sè e di come si considera,
    è fiero di se stesso e non ne fa mistero con nessuno.
    Persino il padre vorrebbe parlare ma non dice niente, forse perchè ha capito che non c'era nulla da dire, suo figlio andava bene così era già perfetto.
    Inoltre nella notte lui invece di impaurirsi si rasserena, indica, per me, una fortissima volontà e forza, insomma un vero uomo.

    Di più non posso dire perchè non conoscendolo di persona non ho altri elementi da considerare, ma tutto sommato va bene così, o no?!!??!

    Tu sai Mariella come sono,
    non amo dare giudizi sulle persone, ma in questo caso tu mi hai spinto a farlo.
    Spero di non aver scritto sciocchezze,
    ho fatto questo rispettando Vincenzo ed il suo pensiero.

    Un abbraccione a te ed a tutti.

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    1. Ci sarebbe poco da aggiungere, ma lo farò ugualmente, perché te lo meriti.
      Cominciamo dai 35 anni. Buona questa: li avevo per tutto l'anno 1969, però mia moglie, che mi conosce meglio di tutti nel bene e nel male, a volte mi rinfaccia di essere rimasto giovane mentre lei invecchiava, intende dire spiritualmente, perché fisicamente, bè non mi vorrà mica prendere in giro no?
      L'anima è fresca e corre come ai bei tempi, non si ferma mai, quindi trentacinquenne, a volte quindicenne credimi, per questo si incazza Anna Maria.
      Argomento violenza: potresti avere ragione anche in quello, ma sta attenta che di violenza è imbrattata tutta la nostra vita: c'è chi la guarda in faccia e non la teme, c'è chi non ne parla per paura di esserne ancor più contaminato o addirittura esserne fagocitato. Io la guardo in faccia e la rivelo nei miei quadri, con sovrana arroganza.
      Tu li hai odiati per questo? E perché? Non deve forse l'arte rispecchiare la vita? Non è forse il pittore l'occhio e il braccio del mondo? Egli vede ciò che esiste oltre quello che i non artisti vedono quotidianamente e lo trasmette visibile a tutti, con un semplice movimento del braccio su una tela bianca. Una sorta di missione, un privilegio.
      "Se ne sbatte del giudizio altrui", bella, mi piace. Hai centrato l'obiettivo e affondato l'incrociatore! Mi viene da sempre rinfacciato, da mia madre per prima, da mia moglie adesso, che io non sono mai venuto a patti col mondo, per questo sono rimasto una briciola di mollica e mai sono diventato un panino. Ma io sempre così fui e così rimarrò: con chi dovrei venire a patto? Lecchini si nasce, arroganti pure. Sono nato arrogamte e sprezzatore di tutti i mezzi termini, le scorciatoie per non incontrare i veri tiranni della vita, l'ultimo dei quali, la Morte, mi accingo già da tempo ad incontrare e a scazzottare in un vicolo buio.
      Tengo all'amore ma non di tutti, bensì solo delle persone che amo. Dono la mia amicizia, che è senza limiti, in cambio di un'altrettanto illimitata amicizia, vie di mezzo non conosco, o si è veri amici oppure niente. I figli? I figli so' piezz' e core, anche quando ti fanno del male volenti o nolenti.
      Le donne? Quando hai la fortuna di trovare quella giusta te la devi tenere stretta e non ti devi preoccupare se tu sei quello giusto per lei, perché uno come me non è giusto per nessuna.
      Ma fare soffrire solo per affermare il proprio io, questo no, assolutamente no. Fare sempre un passo indietro prima di rovinare tutto, e chiedere scusa.
      Questo me lo ha insegnato mio padre: non ci rimette di dignità e di prestigio a dire "sono stato io, scusate, ho sbagliato"; si guadagna rispetto. Uno dei mille suoi insegnamenti, che ho pedissequamente trasmesso ai miei figli. Questo ve lo lascia vostro nonno.
      Ho detto abbastanza? Forse troppo, ma mi sono lasciato andare: scusa la tirata. Ciao.

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    2. Vincenzo che bello ciò che hai scritto,
      grazie!!!!
      Avevo paura di aver esagerato, anch'io quando scrivo (e non capita spesso)mi lascio andare, dico sempre tutto quel che penso, con rispetto sempre,
      quindi scusami tu per la tirata!

      E' giusto, mi chiedi perchè li ho odiati i tuoi quadri, cercherò di spiegarmi meglio.
      Non è perchè non sono belli, anzi sono meravigliosi (per quel poco che ho visto), come già ho spiegato prima aborro la violenza, inoltre nel corso dei miei studi artistici, l'arte nuova era piena di quadri famosi che non ho amato perchè sembrava che per farsi conoscere, se si vedeva esternato questo lato oscuro di sè, era più facile arrivare alla gente.
      Visto che ti sei aperto così con me, ti faccio un regalo dicendoti qualcosa che forse neanche la mia famiglia sa, quando dipingo, di me esce sempre quello che cerco a volte di nascondere, il mio lato infantile, non amo ciò e per anni ho cercato, dipingendo e credendo che così sarei arrivata di più, di far uscire il mio lato violento, mi innervosivo perchè non riuscivo, in seguito ho capito perchè, io non ero violenta e se facevo ciò il mio quadro risultava falso e brutto, cosi o lo distruggevo o lo coprivo. Ora è da un pò che non dipingo e per ora non mi manca.
      Ora forse mi hai capita meglio.

      Sai che fino ad ora non avevo mai compreso bene tutto questo?
      anche per questo ti dico grazie.

      A Mariella il mio grazie lo dirò di persona o forse non lo farò.

      Un beso!

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    3. Non ho capitto, perchè a me non lo vuoi dire?

      ghghgh

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    4. Pablo Picasso disse una volta di avere lavorato una vita intera per riuscire a dipingere come un bambino. Intendeva dire che un pittore deve aspirare e trovare la spontaneità e l'immediatezza di un bambino, dipingere cioè quello che il suo spirito puro vede e recepisce senza lasciarsi fuorviare da mode e scuole che frenano la sua entità pittorica e la sua valenza artistica.
      Beata te che ci riesci. Io lascio che la mano vada dove vuole senza preziosismi, senza tatticismi, senza infarcire l'ispirazione con elementi scolastici, che servono a ben altro, a mantenerti cioè entro i limiti della decenza, nel senso di non oltrepassare mai la misura delle tue capacità, altrimenti diventi uno scopiazzatore dei quadri altrui.
      Però ti dico che io capisco al volo di fronte a un quadro se l'artista usi farina del suo sacco o se la lasci imprestare. Lo stesso vale per certi poeti, che ricorrono all'ermetismo pensando che tutto quello che non si capisce sia bello, sia sublime, sia degno di lode.
      Quanto è bella la semplicità.
      Pensa a "e quindi uscimmo a riveder le stelle",
      a "e finché il sole risplenderà sulle sciagure umane",
      a "m'illumino d'immenso".
      Un beso? Perché non due? Due.

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    5. Spia è come mia mamma, tiene dentro le parole e anche i gesti.
      Non è espansiva ma ermetica.Non sempre riusciamo ad arrivare fino in fondo alla sua anima.
      Pertanto io apprezzo moltissimo che oggi, e parlando delle tue poesie, abbia detto di sè, qualcosa che nessuno della sua famiglia conosceva.
      Lei è fatta così.Quando meno te lo aspetti, ti sorprende.
      Ha parlato della sua paura più grande.
      Ed io ho compreso.

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  8. Che bello il tuo commento, cara.
    Cosa aggiungere su Vincenzo che non abbia detto e benissimo, tu?
    Ma non mi sembra che tu abbia giudicato, solo riportato le sensazioni che hai avuto, conoscendolo.
    E anche l'interpretazione della poesia dedicata a suo padre, mi sembra quasi un affaccio personale e vero.
    Certo solo Vincenzo potrebbe a questo punto dirci e dirti se ritiene che tu abbia colto nel segno.
    Se vuole noi siamo qui.

    Abbraccio grande a anche a te.

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  9. Di solito quando leggo commenti su mie opere, che siano quadri, poesie o romanzi, confesso che ci rimango un po' male, perché si tratta sempre di andare a togliere quei veli di cui mi sono circondato per difesa. Un artista non inventa niente, traduce quello che sente dentro di sé, rivela le immagini che gli appaiono in un angolo segreto della sua anima, che non saprebbe trovare nemmeno lui se lo dovesse cercare. Quindi una recensione è una cosa che riguarda un suo libro, solo quello, una critica su opere di pittura può riguardare anche tutto il suo percorso artistico, ma lì si ferma, non sconfina dentro le segrete vie dell'anima sua, e quindi il suo naturale pudore rimane inviolato. Tu Mariella sei andata direttamente a toccare alcuni dei nodi stradali nei percorsi del mio pensiero e delle mie sensazioni più intime: la poesia dove parlo di mio padre, per esempio.
    Averla vista lì in prima linea mi ha lasciato capire che ti stavi pericolosamente avvicinando alla zona critica, dove non ci sono più postazioni difensive, né barriere. Hai visto giusto, quella è una delle poesie che preferisco e riguarda un manco della mia vita, nel rapporto con mio padre, dove è mancata la frase, da parte mia, "ti voglio bene", per uno stupidissimo pudore, un retaggio della mia educazione primordiale, laddove un uomo non poteva e non doveva piangere, né mostrarsi debole, mai.
    D'altra parte una poesia è un atto di amore, sempre: apri il rubinetto e lasci scorrere in libertà i tuoi sentimenti, senza freni inibitori.
    Sono comunque felicissimo che ti piacciano così tanto. Grazie a te e a tutti coloro che stanno commentando.

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  10. Grazie Enzo.
    Ho scelto quella poesia, perchè ha colpito molto anche me.
    Mi ha fatto pensare al rapporto con mio padre.
    Abbastanza difficile, oggi come ieri.
    Sono stata più fortunata di te, però.
    Nel momento in cui ho rischiato di perderlo, sono riuscita ad essere presente e a dirgli quanto lo amo.
    Insomma le parole ci sono state.
    Per anni ho pensato che ci sarebbe stato tempo per farlo.
    E invece il tempo è una carogna.
    Può sfuggirci in un secondo, e lasciarci un rimorso tale dentro pesante quasi come la nostra stessa vita.
    Sì la poesia è amore che corre libero come acqua.
    Spesso mi travolge con la sua bellezza.
    Certe volte mi fa sentire piccolissima al suo confronto.
    E mi arricchisce, smisuratamente.

    Bacio Vincenzo.

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    1. Sono d'accordo su tutto. Ringrazio e ricambio il bacio, stando attento a non sbavarti una guancia.:))

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)