AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

21 settembre 2013

Madre Teresa di Calcutta. Una piccola matita nelle mani di Dio



Madre Teresa e i suoi bambini ( immagine dal Web)



" Io credo che a questo mondo esista solo una grande Chiesa, che parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa..." ( Penso Positivo )


Forse questo mio post vi spiazzerà. L'ho scritto di getto, non pensando alla religiosa, ma alla persona.
E anche chi, tra di voi, amici miei, ritiene la religione oblio dei popoli, vorrei  mi leggesse senza sovrastrutture o preconcetti, pensando non alla fede in quanto tale, ma al bene come atto superiore.
Bene incondizionato.
A volte così incomprensibile da non essere visibile a tutti.

Potrei iniziare e terminare il post con le parole di Lorenzo Jova Cherubini.
Quasi inutile continuare, tutta il fulcro di tale vita è perfettamente descritto in quelle brevi righe.
Ma il fascino della piccola suora albanese, mi ha sempre attratto come una calamita.

Volevo però provare a parlarvi della donna, che ha segnato con la sua umiltà e la sua generosità gran parte del  secolo scorso, lasciando una eredità ricchissima a quelli futuri.

In parte utilizzerò  le sue di parole.
Di sicuro sapranno fare presa su di voi, in misura maggiore rispetto le mie.

"Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore appartengo interamente, al CUORE DI GESU'".


 Una piccola suora, un soldo di cacio. Sì Lazar (il suo vero nome) era piccina; esattamente come la santa da cui prese il nome: santa Teresa di Lisieux.
Nelle foto che la ritraggono, la fragilità  che appare è in netto contrasto con quello che in realtà era: una matita di puro acciaio.

Votata all'amore per il prossimo, fin da quando si rese conto di volere assolutamente dedicare la sua vita alla sofferenza degli altri, alla povertà e ai poveri.
Come per Francesco D'Assisi, questa fu la  sua priorità.
Raccontava spesso che si convinse a creare la sua congregazione, dopo un iniziale rifiuto del suo animo.
Già, prima di tutto un debole essere umano, come noi. A Calcutta, mentre camminava verso la sua dimora, vide una donna che giaceva su di un marciapiede. Sporcizia attorno, lei magrissima, sofferente, con un odore terribile che le aleggiava attorno.
E topi che mordevano il suo corpo.
Voleva scappare a quella vista, un moto naturale, giustificato.
Un moto umano, sfido chiunque di noi a dire no, io non lo avrei provato mai.
Si allontanò, quasi scappando.
E mentre correva si accorse che tutto il quartiere che percorreva, aveva poveri sofferenti ad ogni angolo.
Scappare, per chi come lei, era animato da una luce interiore, non paragonabile a quasi nulla, era impossibile.
E tornò indietro.
A quella donna; cacciando topi e sollevandola, a fatica l'accompagnò in ospedale.
Ma non volevano prenderla. Girò tutti gli ospedali, la risposta fu sempre la stessa.
Maturò la decisione di affittare una camera privata per curarla; e così fece.
Allo stesso tempo le fu chiaro il suo futuro: vivere con il più povero dei poveri sulla terra, dovunque lo avesse trovato. Per alleviare le sofferenze e procurare un po' di sollievo.

Creò le Missionarie della Carità.
Volle una congregazione che si occupasse non solo di curare i poveri, ma di dare loro un'istruzione, una possibilità di sperare.
Non si preoccupava di raccogliere sostegni e finanziamenti per aprire le sue case della Carità, diceva sempre che arrivavano senza richiederli.
Una forza e una luce, come pochi altri.
La sua dedizione, la sua bontà, la sua tolleranza, il suo fare del bene assolutamente indiscutibile, catturò attorno a sè una miriade di persone che la sostennero sempre.
Anche famose, che divennero sue amiche. 
Papa Paolo VI che regalò alla sua congregazione un'auto. " Per la sua opera di amore universale". Un gesto che diceva tutto sulla fiducia della chiesa in lei.
Poi Papa Giovanni Paolo II che, le fu sempre al fianco e che, immediatamente dopo la sua morte, avviò il processo di cannonizzazione.
Il segretario delle Nazioni Unite De Quellar, la definì, in occasione del 40° anniversario della fondazione dell'ONU, la donna più potente della Terra. E in tutta risposta la voce della suorina emerse con tutta la sua forza davanti agli uomini più potenti del mondo pronunciando una semplicissima e grandiosa poesia.
" Signore, fa' di me uno strumento della tua pace" di Francesco D'Assisi.

Ebbe numerosi premi.
Anche Sandro Pertini gliene consegnò uno: Il premio Balzan per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli, nel 1979.
Lo stesso anno in cui ricevette il Nobel per la pace. Lei il premio lo accettò a nome dei suoi poveri. E con il denaro ricevuto, costruì una nuova casa a Tigararth; un centro di riabilitazione per i malati di lebbra.

Ritornando agli amici, forse l'amica più cara, fu Diana Spencer.


immagine presa dal web

Madre Teresa conobbe Lady Diana grazie all'impegno attivo di quest'ultima nel sociale. Sappiamo che Diana interagiva con la Croce Rossa Internazionale, era in prima fila nella lotta contro l'Aids e la salvaguardia di zone di guerra, dove adulti e bambini morivano a causa delle mine antiuomo. Ma il suo impegno si allargava alle condizioni di vita delle popolazioni africane e contro ogni tipo di povertà. Dal primo incontro presto le due donne impararono a conoscersi e ad amarsi.
Diana ne fece la sua guida spirituale.
E quando morì pochi giorni prima di Madre Teresa, si disse che il dolore della morte di Diana accellerò la fine anche della missionaria.




Ecco, ho cercato di riassumervi in maniera breve e concisa, quello che ho imparato su Madre Teresa. Io ne ho un ricordo personale immutato nel tempo.
Me la ricordo piccola e schiva al fianco di Papa Wojtyla in un incontro pubblico. Ambedue mi sembrarono immensi e abbaglianti nelle vesti di luce.
Si stringevano la mano come fratelli, come compagni. Non potrò mai dimenticare la sensazione di bellezza di quella immagine e la mia convinzione di trovarmi di fronte a qualcuno troppo grande rispetto a me.


Sono arrivata alla fine e sembra giusto concludere questo piccolo passaggio nella sua vita, con un altro estratto dalle sue parole, dedicato ai bambini.
A tutti quelli che lei era riuscita a salvare dalla fame, dalle malattie e dalla morte certa.
E alle famiglie anche putative che lo avevano permesso.

" Disponiamo di un gran numero di genitori desiderosi di offrire una famiglia a un bambino, di riversare su di lui tutto il loro amore. Dio è stato infinitamente buono con noi".


Perchè i bambini sono il dono più grande che Dio possa farci.
Lei lo sapeva.
Ed io non posso fare a meno di citare le sue parole, compimento di amore universale.

La piccola matita di Dio era in realtà una penna con inchiostro indelebile.
Io ve l'ho raccontata, nella maniera più semplice possibile, come sarebbe piaciuto a lei.





28 commenti:

  1. beh, ci spiazzi sì.

    sicuramente un bel pesonaggio, ma anche lei con contraddizioni, perchè non si riesce impegnati contro la povertà, in modo forte, ed essere amica di Diana d'Inghilterra. rischi di essere poco credibile. come Renzi che va a pranzo con Briatore e Signorini insomma

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  2. Se la tua amica ha un ritorno di immagine così forte da consentirti di ricevere donazioni tali da costruire ancora case per la tua opera e aiutare, dico che contraddizione non c'è Diana all'epoca era la donna più famosa del mondo. E ancora oggi resta irraggiungibile. Poi, il paragone Renzi-Diana lo hai fatto per consentirmi di aggiungere che è come paragonare la cacca con la cioccolata purissima. Vero?

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    1. no, mi è venuto in mente così ! :-)

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    2. comunque non avevo pensato alla storia della raccolta dei fondi, però anche qui potrebbe uscire una sorta di giustificazionismo per il Renzi che va a pranzo con Signorini per prendere in elemosina qualche voto a destra

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  3. Bel post, Mariella!!!
    Nemmeno io vedo delle contraddizioni nell'amicizia tra Madre Teresa e Lady Diana. Forse che mondi così diversi non debbano mai parlarsi? E una visuale profondamente cristiana come quella di Madre Teresa non ci suggerisce che è importatnte guardare il cuore delle persone prima delle apparenze?
    Grazie e un abbraccio!

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    1. Mondi così diversi dovrebbero trovare molti più punti in comune di quello che succede e parlarsi eccome.
      Io lo penso da sempre.
      Non sono poi così distanti, nessuno a vedere bene è davvero distante. O meglio nessuno dovrebbe sentirsi distante.
      Che bello scoprirsi simili e con un cuore identico.
      Nello scoprire la bellezza del bene.
      Parafrasando Saint-Exupery il bene dovrebbe essere sempre visibile al nostro cuore.
      E superare ogni apparenza.
      Ti abbraccio anche io e grazie!

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  4. Oggi questo post e insieme il ricordo di questa donna straordinaria mi riempie il cuore.
    Grazie Mari.
    veru

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    1. Grazie Amica.
      Sapevo che il post ti avrebbe fatto bene al cuore.
      Ti abbraccio

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  5. Amo immensamente Madre Teresa, era Santa, certo, ma era anche umana e lei ne era consapevole.
    Quello che mi domando è: qual'è la nostra consapevolezza su quel che facciamo?
    Lei era un'esempio che molti, come anche Diana, hanno cercato di provare ad imitare.
    Ha cercato, con immensa difficoltà, a fare ciò che nessuno di noi riuscirebbe mai a fare e ci è riuscita.
    Cosa proviamo a fare noi per migliorare qualcosa?
    Ci riusciremo?
    Quante domande senza risposta, questo è davvero preoccupante. Ciao.

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    1. Sapevo che ti sarebbe piaciuto il ritratto che ho fatto di Madre Teresa.
      E' che lei non si sentiva santa, a quello ci abbiamo pensato noi.Era un esempio per tante persone comuni.
      Non so se Diana volesse imitarla. Di certo fu colpita dal bene incondizionato e pensò che era giusto aiutarla. la piccola suorina. Lei aveva i mezzi giusti e l'immagine adatta per portare fondi e fare del bene.
      Di sicuro ha fatto cose che noi esseri umani, non potremmo mai fare.
      Non ne abbiamo le potenzialità e la forza.
      Ma magari, come giustamente dici tu, possiamo provare a fare qualcosa.
      Ogni goccia unita alle altre può diventare un mare.
      Ti ho dato una risposta?
      Abbraccio

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  6. È certamente stata una grande donna, umile e pratica. Una donna che forse avrebbe fatto piacere anche a questo Papa.
    Io però non sono cattolico, anzi sono un po' anticlericale a dire il vero. Perciò devo ammettere che tutta questa bontà e aiuto condizionata dai dogmi della chiesa mi lascia un po' l'amaro in bocca. Quando la sovrappopolazione è enorme, quando l'HIV imperversa, non si può ancora pretendere di battersi contro il condom e insegnare Ogino Knaus.
    preferisco gli outsider, come Don Gallo.
    Abbracci Domenicali

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    1. Diamo fiducia a questo Papa, Leo. Le cose stanno cambiando.
      E nessuno più, come è successo in passato, condannerà i condom in Africa e allo stesso tempo condannerà milioni di bimbi e le loro mamme a morire di Aids negli anni 2.0
      Troppo silenzio attorno all'Aids, troppo.
      Ma un Papa che rivolge il suo sguardo oltre le coppie gay, oltre l'aborto, oltre i contraccettivi, parla dei divorziati e dice che bisogna considerare le persone, mi da tanta fiducia.
      La Chiesa non potrà andare mai contro i suoi dogma, ma sicuramente il rivolgere l'attenzione alle sfaccettature dell'essere umano, mi sembra sia un buon passo in avanti.
      E credo anche che Papa Francesco abbia amato Lazar e che la ami.
      Abbracci del lunedì sera, un po' stanchi.

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    2. Infatti adoro questo papa!
      E lo dico da non cattolico.
      Credimi, è il primo pontefice che inviterei a bere una tazza di thè insieme a uno dei miei dolci.

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    3. E lui accetterebbe di sicuro l'invito.
      Tienti pronto, sai ha la mania di telefonare :-)

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  7. Io sono un cattolico battezzato, e basta. Un cattolico deluso. Un cattolico offeso, con se stesso prima ancora che con gli altri. Un cattolico per modo di dire. Ma sono un cattolico, che magari ci crede poco, ma ancora crede o spera, come vuoi.
    Però la vicenda straordinaria di questa porzione minuscola di emisfero femminile, gigantesca nel suo insieme, mi ha sempre affascinato, al punto che sto prendendo appunti -per il momento molto caoticamente, come del resto è mia abitudine- su un argomento per un mio romanzo, di cui sicuro ho solamente il titolo: "Ultima uscita per Calcutta".
    L'ho detto e non si dovrebbe, ma ti ho voluto dare la primizia.
    Ciao Mari.

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    1. Essere cattolici credenti e praticanti oggi, è davvero molto difficile, quasi come riconoscere la bontà in ogni sua forma.
      Anche io, come te sono delusa.Soprattutto dagli uomini della Chiesa.
      E ci spero. Sto sperando in questo Papa ad esempio.
      Ma davvero? Mi hai dato una notizia così importante in anteprima?
      Da tua piccola fan, ringrazio molto.
      Ti abbraccio.

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  8. Ciao Mari!!
    Una Donna grandiosa e ancor di più',ricordo un racconto fattomi da un missionario. amico d'infanzia di mio fratello ora è il Vescovo Brasile.
    Hai tempo? ghghghg..saro sintetica né
    Durante una visita di papa Wojtyla in India Madre Teresa si doveva incontrare con lui,evento importantissimo per la Chiesa,mentre si recava alla visita per strada venne fermata da alcune persone che la invitavano a seguirle perché c'era una persona molto malata che aveva necessita della sua presenza,del suo aiuto,lei che fece? rinuncio' all'incontro con Il Santo Padre e lui ovviamente conoscendola comprese e apprezzo' il suo gesto...la sua umiltà' era infinita qualsiasi fosse l'importanza e il potere che apparteneva alle persone con le quali spesso interagiva
    Ti abbraccio amica,post favoloso

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    1. Ma certo che ho tempo Amica!
      Bello il tuo ricordo.Grazie per averlo riportato qui. Che donna, non mi stupisce affatto la sua decisione.
      Aveva sempre ben chiaro cosa fosse fondamentale.
      Ti abbraccio e grazie!

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  9. Neanche io sono molto credente purtroppo, ma in camera ho la sua poesia ben visibile
    "Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
    La felicità è un percorso, non una destinazione."

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  10. Grazie Yram,
    Ho trovato la poesia eccola per intero:

    Non aspettare di finire l’università,
    di innamorarti,
    di trovare lavoro,
    di sposarti,
    di avere figli,
    di vederli sistemati,
    di perdere quei dieci chili,
    che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
    la primavera,
    l’estate,
    l’autunno o l’inverno.
    Non c’è momento migliore di questo per essere felice.La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
    ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
    Ricordati che la pelle avvizzisce,
    i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
    Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
    Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
    Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
    Finché sei vivo, sentiti vivo.
    Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

    Grazie, grazie per avercene parlato.

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    1. La rileggo spesso, spessissimo, perché la nostra totale insoddisfazione a volte ci fa dimenticare che abbiamo molte cose per cui essere felici.

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  11. Un amore universale donato all'umanità da una cattolica apolide.
    Ciao Mariella,
    Nicola

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  12. Ciao Nicola.
    lei è davvero l'emblema dell'amore universale.
    Un abbraccio.

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  13. ho sempre apprezzatao questa grande "donna", la sua fede il sacrificio a favore di quella popolazione dimenticata da Dio. Vorrei avere la Fede che non ho per sentirmi almeno in parte come lei.(ma sto recuperando). ciao!

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  14. ho sempre apprezzatao questa grande "donna", la sua fede il sacrificio a favore di quella popolazione dimenticata da Dio. Vorrei avere la Fede che non ho per sentirmi almeno in parte come lei.(ma sto recuperando). ciao!

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  15. Grazie a te sono venuto a conoscenza della forza e delle virtù della meravigliosa MADRE TERESA DI CALCUTTA.
    Un caro saluto,
    aldo.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)