AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

19 novembre 2014

Diciamo sì alla L.I.S.




Il linguaggio dei segni

Io non sono molto brava in queste cose. Ma mi piace, quando l'iniziativa è importante (e questa lo è) parlare di diritti nel mio blog.
Certo, l'angolo è piccolo; ma curato e molto ben frequentato.
Provo a spiegare.
L'11 novembre a Roma, davanti Montecitorio, ci sarà un sit-in promosso dall'Ente Nazionale Sordi.
E da Giuseppe Petrucci, suo presidente,  che da tempo è in sciopero della fame.
Perché sono anni che in Italia si tenta di riconoscere il diritto a tutte le persone affette da questa malattia,  di potere essere supportate da un interprete  negli uffici pubblici, ospedali, tribunali ecc... Senza dover, tutte le volte, essere costretti per richieste ed informazioni a farsi accompagnare da familiari per le spiegazioni e le traduzioni.
Una vergogna.
L'Italia è uno dei pochissimi paesi in Europa (oltre Malta e Lussemburgo!!!) a non avere applicato la legge europea che impone ai paesi comunitari l'adeguamento ad una norma approvata in tutto il mondo.
La legge della LIS.
Beh, direte voi... niente di nuovo sotto il sole della "piovosa" Italia.
Solo uno di tantissimi diritti che vengono calpestati quotidianamente.
Certo, magari potrebbe sembrare non fondamentale. Dall'alto della nostra vita di normodotati.
E di egoisti.
Io mi sono informata su come fare per imparare ad esprimermi in LIS. Ci sono delle scuole e purtroppo per me, sono solo corsi da frequentare durante la giornata. Per ora niente di serale.
Non demordo, prima o poi ci riuscirò ad impararla.

Mi servirebbe, se un giorno volessi parlare in tutta tranquillità con amici che non hanno la sfacciata fortuna (mia) di sentire tutto quello che ci circonda.
Oppure a dare aiuto a qualcuno in evidente difficoltà.

Ho scoperto girovagando in internet che, nella mia città d'origine, fanno dei corsi  di LIS nelle scuole tecniche e poi li pubblicano YOUTUBE per permettere a tutti di esercitarsi.

Ottimo punto di partenza per cominciare, cosa ne pensate?

Se volete saperne di più, cliccando qui vi troverete nella pagina del blog DIARIO DI ADAMO del mio amico Matteo Gamba che da tempo se ne sta occupando. 
Entrate e, lasciando un commento, potrete sottoscrivere l'appello. 
E poi divulgatelo, utilizzando tutti i metodi che il web ci consente. FB, TWITTER, GOOGLE.

GRAZIE A TUTTI.




39 commenti:

  1. Bella questa segnalazione: spammo anche io e davvero complimenti per aver affrontato un tema così importante.

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    1. Grazie Glò!
      evviva gli spammatori ;)

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  2. Ho sempre pensato che avrei dovuto impararlo il linguaggio dei segni. Perché senza - e mi è capitato più di una volta - gli emarginati siamo noi.

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    1. Pure a me è capitato. Bravo: gli emarginati siamo noi.
      Ma quanti lo capiscono?

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  3. L'Italia non perde l'occasione per distinguersi in negativo.
    È giusto riconoscere i diritti di queste persone.

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    1. Bella Kylie.
      A forza di rompere le scatole con i "sacrosanti" diritti magari si riesce a cambiarla, 'sta Italia.
      Ecco che viene fuori la sognatrice che è in me!

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  4. Ciao Mari,
    sempre in prima linea... anche per questo ti stimo.
    Di seguito, il copia e incolla del commento lasciato di là.
    Ti auguro una splendida giornata.
    ____________
    Non credo che la lontananza e gli impegni mi permetteranno di partecipare alla manifestazione, tuttavia ritengo si tratti di un’ iniziativa nobile ed edificante, da sottoscrivere senza esitazione, come tutte le iniziative a favore delle persone in difficoltà.
    Personalmente ( ma è soltanto una nota scherzosa) avrei evitato di parlare di “Marcia su Roma”, che potrebbe creare qualche malinteso…. ^___*

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    1. Nigel, grazie come sempre.
      Ho visto che di là, Mat ti ha ascoltato e variato il titolo al post.
      Poi lo faccio pure io.
      Bacio.

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  5. Ciao Mari,
    come sai Xavier è sordomuto e io ringrazio la rete e la tastiera altrimenti con lui non saprei come comunicare (anche perchè viviamo in luoghi diversi).
    Mi sarebbe sempre piaciuto imparare il LIS ma in Italia non si insegna, si considera la persona sordomuta alla stregua di un parià e non lo si calcola.
    Un abbraccio

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    1. Mel, infatti.
      In Italia ci sono diverse scuole che insegnano il linguaggio dei segni. A Milano di sicuro. Mi ero informata. Non so dirti da te.
      Io ho difficoltà soprattutto perché sono corsi che hanno attività solo giornaliere. Ed io potrei solo la sera.
      Non demordo però.
      Voglio imparare.
      Pensa che bello se un giorno potessi incontrare il nostro Xavier e parlare con lui nella lingua che gli è più familiare.
      Ti abbraccio pure io. Forte.

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    2. Veramente la lis in segna o presso scuole private o presso l'ENS ente nazionale sordomuti, qui a Napoli mi pare costi intorno a 500 euro all'anno ed insegnano pratica e teoria ed a giugno fai l'esame per accedere all'anno successivo. Io ho fatto solo due anni causa mancanza di tempo, organizzazione del matrimonio ed anche il fatto che quasi tutti i miei compagni avevano abbandonato dopo il primo anno, capitando così io in un'altra classe già affiatata, ed in cui non sono mai riuscita ad "entrare", il gruppo era troppo compatto....
      Anche se non sei iscritto ogni pomeriggio i sordomuti si incontrano presso l'ens (soprattutto il giovedi) e sono ben propensi ad comunicare con chiunque, inoltre trovi anche quelli con lieve sordità, e capaci anche di parlare anche se più lentamente, questo permetteva di imparare maggiormente i segni.

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  6. i diritti, i diritti.... guarda Mariella, questi diritti, tutti i diritti vengono calpestati ogni giorno. ormai sono sempre più convinto che sia una guerra tra onesti e disonesti. nessuno me lo toglie dalla testa.

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    1. E che si fa allora? Visto che la guerra incombe, aspettiamo?
      Stiamo a guardare?
      Scuotiamo la testa facendo passare altro tempo?
      Oppure proviamo a rompere le palle nei modi che ci sono consentiti? Ribadendo il nostro no chiaro e forte?
      Tu lo sai, io sono una irriducibe. Non me ne frega niente.
      E il mio modo di dire non ci sto, lo applico così come posso.
      Sul mio blog, ad esempio.

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  7. Ciao Mariella, grazie per aver postato l'artico, vorrei ricordare che proprio oggi sempre a Roma ci sarà una manifestazione davanti al Parlamento, speriamo bene.
    Un abbraccio donnina sui tacchi a spillo :-)

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    1. Nulla Xav. Per me tutti i diritti sono ugualmente importanti. A volte sono calpestati dalla superficialità e dall'egoismo. Quello che rende difficile indossare il cappotto di qualcun altro per vedere come va; prima di dire no. E non sono neppure una disfattista. Purtroppo da quest'ultimi siamo circondati. Bacio ragazzo.

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  8. Mari, parliamo a malapena l'italiano più qualche frase di inglese scolastico e di francese maccheronico...
    Pure la lingua dei segni dovremmo imparare?
    Meglio una buona scuola per interpreti, da piazzare nei vari uffici pubblici.
    Magari creiamo qualche utile posto di lavoro in più. Buona giornata! nessie

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    1. Pensa che non tutti sono "fortunati" come te che a malapena parlano l'italiano e a malapena sanno snocciolare qualche frase in francese e in inglese... imparare il linguaggio dei segni è anche segno di civiltà perchè noi sordomuti non siamo cittadini di serie B!
      Xavier

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    2. Signor Xavier, tanta gente ha problemi, anche gravissimi e mille sono le cose che si dovrebbero e si potrebbero fare.
      Probabilmente, il fatto che imparare la lingua dei segni per me non sia una priorità è dovuto al fatto che non conosco nessuno, ma proprio nessuno con questo genere di problematica.
      La mia voleva essere solo una battuta, se ho offeso la sua sensibilità, me ne scuso.
      E' tanto facile creare malintesi già sul piano della scrittura, figuriamoci parlando malamente un linguaggio , quale che sia, poco conosciuto.
      E comunque, signor Xavier, lei, almeno per iscritto è un ottimo comunicatore. Sicuramente migliore di me.

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    3. Nessie io non sto invitando ad imparare la Lis. Sto parlando di far approvare una legge che obblighi lo stato italiano a dotare ogni ufficio pubblico di un interprete. Poi, personalmente, mi sono impegnata ad imparare una lingua che mi farà sentire meno a disagio fra gli altri.

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    4. Sull'approvazione della legge in oggetto sono pienamente d'accordo, Mari e pensavo che dal mio commento, sia pur scherzoso, la mia posizione fosse evidente.
      Ma il commento di Xavier, invece, mi racconta altro e mettendomi nei suoi panni lo capisco.
      Buona giornata a tutti e due. nessie

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  9. Ciao Mariella :)
    Ho un' amica che ha fatto la scuola LIS, per più anni e adesso ha anche l'abilitazione, credo sia un qualcosa di davvero speciale che parte da dentro, e che solo chi ha grande sensibilità può fare. Mi ha sempre detto che è stata una bellissima esperienza, quindi chissà che anche tu non possa farlo, se troverai una situazione serale compatibile coi tuoi impegni :)

    Passa una buona giornata :)

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    1. Spero di riuscirci. Per ora mi applico a fare esercizi per imparare l'alfabeto e seguo qualche tutor in internet. Abbraccio Maurizio e grazie!

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  10. Che bella iniziativa, sarebbe la lingua più importante da imparare.
    Sempre un tesoro, Mariella :)

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  11. L'iniziativa è lodevole è bella.
    Brava (e bella, ma questo si sa), tu che l'hai postata.
    Posso solo fare un appunto? So che l'intenzione non è quella, ma quando sento "marcia su Roma" penso subito a brutte brutte brutte cose.
    Un bacio (che voglio imparare anche nel LIS)

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    1. Ahahah sei un amico! (che è tanto mancato a questo blog e alla sua proprietaria). Cambiato il titolo tu e NIgel avevate ragione. Pessimo anche se l'intenzione era ottima! Smack.

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  12. Benché in un buffo costume pre-natalizio, mi associo pure io ;-))
    Tanti baci cara Mariella e complimenti per l'iniziativa.

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    1. Bellissimo costume e bellissima tu! Grazie Giovy, un bacio grande!

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  13. Le barriere e le limitazioni d'espressione, qualsiasi esse siano, sono assolutamente da limitare.
    Qualsiasi mezzo (o legge) dovrebbe contribuire.
    L'iniziativa è interessante.

    Lodevole post...
    Ciao Mari.

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    1. Giustissimo Pino. A volte siamo portati a trascura le iniziative che sono importanti. Magari per mancanza di tempo o per pura superficialità. Grazie e un abbraccio!

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  14. L'Italia dimostra anche da questo punto di vista quanto sia poco attenta alle disabilità.
    È assurdo che una persona non possa sentirsi indipendente nel recarsi in uffici o altro perché sa a priori che non avrà la possibilità di farsi capire.
    Lo trovo di un'inciviltà inaudita.
    Mari è davvero importante parlarne.
    Grazie.

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    1. Concordo su tutto.
      Italia specchio d'inciviltà.
      Abbraccio.

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  15. Mariellina mia sempre attiva, pronta a tutto, intraprendente...vado subito ad attivarmi anch'io..
    Un bacio speciale e buona serata!

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    1. Faccio poco Nella, davvero poco.
      Ti abbraccio forte.

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  16. Ciao Mari!
    Io lo spero davvero tanto,come hanno provveduto,anche se ci sono voluti tantissimi anni prima di arrivarci, a rendere agibile o quasi l'urbanistica e luoghi pubblici per i portatori di handicap,Che alzino quelle maledette chiappe dalle poltrone e si sbrighino a fare tale leggea l più presto,come tante altre del resto, anche se trovo davvero irritante che per ottenerla,sempre che si ottenga,si deve necessariamente fare un sit-in..che in Italia come sempre si deve per forza fare "caciara"
    Ci sara' qualcuno disposto ad ascoltare? Mah...
    Buona Domenica! Bacio

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    1. Delle barriere architettoniche che mettono in difficoltà, anziani, disabili e genitori con bambini piccoli, avevo parlato sul blog di Matteo circa un anno fa. Scrivendo una lettera dal punto di vista di mio nipote di quattro anni.
      Fin quando i suv dei consiglieri regionali e comunali rimarranno parcheggiati sui marciapiedi, credo non otterremo niente da quella gente.
      Che sarebbe da mandare tutta a casa.
      Però noi continueremo ad urlare... ci rimane la voce.
      Fino a quando non lo so eh.
      Bacio amica.

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  17. Cmq anche la LIS come qualsiasi lingua se non viene utilizzata tende ad essere dimenticata, soprattutto se imparata da "grande", per cui oltre ad iscriversi ad una scuola occorre trovare il tempo costante di segnarla...
    Dimenticavo...il mio nome nella lingua dei segni era "dolce" (come dolcezza non come torta, hihihihi)

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)