AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

29 dicembre 2014

Ma davvero hanno un senso i bilanci di fine anno?



Tra post di Natale, dopo Natale ecc...ecc... ecc... eccoci arrivati ai post dedicati ai bilanci di fine anno.
Io non lo faccio, tranquilli.
Il 2014 lo vorrei accantonare presto, prestissimo.
La delusione più grande l'ho avuta da alcune persone che consideravo amiche.
Dimenticate in un battibaleno. Gente che merita zero.

Non sono granchè fiduciosa per il 2015. 

Come sempre, non faccio pronostici nè programmi.
A dire il vero non volevo proprio scrivere un beneamato.
Poi ho ascoltato una vecchia canzone.
E mi sono detta che ha sempre ragione lui.
Per cui.
Auguri. Buon 2015.

E facciamo in modo di amare, ognuno come gli va.


Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' 
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. 
Da quando sei partito c'è una grossa novità, 
l'anno vecchio è finito ormai 
ma qualcosa ancora qui non va. 

Si esce poco la sera compreso quando è festa 
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, 
e si sta senza parlare per intere settimane, 
e a quelli che hanno niente da dire 
del tempo ne rimane. 

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno 
porterà una trasformazione 
e tutti quanti stiamo già aspettando 
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, 
ogni Cristo scenderà dalla croce 
anche gli uccelli faranno ritorno. 

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, 
anche i muti potranno parlare 
mentre i sordi già lo fanno. 

E si farà l'amore ognuno come gli va, 
anche i preti potranno sposarsi 
ma soltanto a una certa età, 
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, 
saranno forse i troppo furbi 
e i cretini di ogni età. 

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico 
e come sono contento 
di essere qui in questo momento, 
vedi, vedi, vedi, vedi, 
vedi caro amico cosa si deve inventare 
per poterci ridere sopra, 
per continuare a sperare. 

E se quest'anno poi passasse in un istante, 
vedi amico mio 
come diventa importante 
che in questo istante ci sia anch'io. 

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà 
io mi sto preparando è questa la novità

(Lucio Dalla - L'Anno che Verrà)




21 dicembre 2014

Do They Know It's Christmas Time ...


Se con attenzione  RIFLETTO sulla musica che gira attorno al mio Natale, sono parecchie le canzoni che mi fanno precipitare dentro ai ricordi, più velocemente di una macchina del tempo.
Ricordo mia nonna, che accompagnata dalla chitarra di mio zio, intonava le più belle melodie della tradizione napoletana.
Avveniva durante le feste e noi la seguivamo facendole da coro non bene equilibrato.
Nonna Carmela aveva una voce unica. Bella e squillante. Armonia e intonazione perfetta.
Potevamo chiedere qualunque brano, lei li conosceva e li cantava alla perfezione.
Poi, allo scoccare della mezzanotte, si cominciava la processione per l'arrivo di Gesù Bambino.
Si accendevano ad una ad una tutte le luci di casa e noi bimbi cantavano a squarciagola incuranti delle stonature, seguiti dai grandi.

Nonna arrivava al presepe, opera sua e di mamma Mimma, e posava il Bambino nella mangiatoia.
Per noi tutti, quello era l'istante in cui arrivava il Natale.

Guardavamo quel piccoletto biondo (?) e ci chiedevamo come fosse mai possibile che, ci potesse essere un bimbo talmente povero da dover essere riscaldato dal fiato di due animali da stalla.

In quel luogo lontano e misterioso che si chiamava Africa. Così distante che in famiglia si ricreava il posto per ricordarlo bene.

Anni dopo, mi resi conto come la domanda alla quale mi si rispondeva dicendo "sei una bimba molto fortunata" se la dovevano essere fatta un po' tutti i ragazzini di allora. Il non plus ultra della banalità, suvvia. (A dire il vero, lo sono ancora adesso una donnina banale).
Nonostante me, alcuni di quei bambini poi, si sdoganarono dalla banalità. Diventando artisti di portata internazionale. Facendo musica e pure molto bene.
Nel 1984 una coppia di musicisti, Bob Geldof e Midge Ure, decisero di utilizzare quel veicolo portentoso che si chiama "musica", per arrivare a scuotere un po' di coscienze a favore dei bambini etiopi che perdevano la vita per malattie da noi ormai debellate, a causa di scarsità di cibo e grazie all'inesistente interesse dei media.
Scrissero un singolo e decisero di pubblicarlo. Il ricavato sarebbe andato in beneficenza proprio a favore di quei bambini.
Misero insieme un gran bel gruppo di musicisti famosi e crearono Band Aid.

Quella canzone da allora è il simbolo del mio Natale.

Più di ogni altra.

Era la risposta che aspettavo. Credevo che, la sensibilità di un progetto come quello così importante, avrebbe in futuro permesso a tutti di  dare una spinta definitiva al paese,  che presto si sarebbe potuto alzare da solo e correre, come la famosa gazzella del racconto ma senza essere braccato dal leone. Riuscendo con le sue forze a divenire un  continente libero e risoluto e  a diventare padrone di se stesso navigando finalmente in acque calme e tranquille.
Mi illudevo, una ragazza giovanissima che pensava di  cambiare il mondo assieme alla sua generazione. Oggi quel che resta sono disfattisti disillusi ed egoisti; la prima causa dei disastri che vediamo attorno.
Laggiù, i padroni sono sempre gli stessi. Le armi e le guerre, il potere. Le lotte fratricide, la violenza e la morte. Noi nascondiamo la testa sotto la sabbia e pensiamo al nostro angolo caldo e riparato. Per quanto ancora poi.


Sono passati trent'anni e Bob Geldof è tornato assieme a Midge Ure con una nuova versione della sua bella canzone.
Del vecchio gruppo ho notato la presenza solo del "vecchio leone " da me amatissimo, Bono Vox.
Sempre Africa, stavolta per combattere l'Ebola.
il bambino è sempre più solo lì, in quella mangiatoia.
E al posto della stella, gli avvoltoi volano sempre più in basso.

Forse non è il post di Natale che vi aspettavate.
Dovevo parlarvi del mio bellissimo albero (che non ho fatto) del cibo, dell'amore che è il simbolo di questo periodo.
Dei doni.

Ci saranno i sorrisi certo, gli abbracci e gli auguri.
Tutte le cose che noi aspettiamo. Ci saranno i bambini che alla mezzanotte, ancora una volta, chiederanno agli adulti perché ci sono bimbi così poveri da venire al mondo sulla paglia, dentro una stalla. Quando va bene.
E non solo bambini. Ma vicini di casa, amici, parenti. Dietro l'angolo, oltre la porta. Accanto.

Rispondiamo bene.


BUON NATALE.











     TESTO

It's Christmas time; there's no need to be afraid
At Christmas time, we let in light and we banish shade
And in our world of plenty we can spread a smile of joy
Throw your arms around the world at Christmas time

But say a prayer to pray for the other ones
At Christmas time
It's hard, but when you're having fun
There's a world outside your window
And it's a world of dread and fear
Where the only water flowing is the bitter sting of tears

And the Christmas bells that ring there
Are the clanging chimes of doom
Well tonight thank God it's them instead of you
And there won't be snow in Africa this Christmas time

The greatest gift they'll get this year is life
Oh, where nothing ever grows, no rain or rivers flow
Do they know it's Christmas time at all?

Here's to you, raise a glass for ev'ryone
Here's to them, underneath that burning sun
Do they know it's Christmas time at all?

Feed the world
Feed the world

Feed the world
Let them know it's Christmas time
Feed the world
Let them know it's Christmas time
Songwriters: MIDGE URE / BOB GELDOF




TRADUZIONE

E 'tempo di Natale, non c'è bisogno di avere paura
Durante il periodo natalizio, abbiamo lasciato in luce e noi bandire ombra

E nel nostro mondo di abbondanza, siamo in grado di diffondere un sorriso di gioia!
Getta le tue braccia intorno al mondo al tempo di Natale

Ma dire una preghiera - pregare per gli altri
Nel periodo di Natale

E' difficile, ma quando ci si diverte
C'è un mondo fuori dalla tua finestra

Ed è un mondo di paura temuto
Dove l'unica acqua che scorre è una puntura amara delle lacrime
E le campane di Natale che l'anello ci sono il fragore rintocchi di sventura

Beh stasera Grazie a Dio è loro, invece di voi

E non ci sarà neve in Africa questo tempo di Natale
Il dono più grande che riceveranno quest'anno è la vita
Dove nulla cresce mai
Niente pioggia o fiumi

Sanno che è tempo di Natale a tutti?

Ecco a voi
Alza il tuo bicchiere per tutti
Ecco a loro
Sotto quel sole ardente
Sanno che è tempo di Natale a tutti?

Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale e
Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale e
Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale e
Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale e
Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale e
Nutrire il mondo
Fate loro sapere che è tempo di Natale
Spero che ti piace questa canzone, anche se non è Natale!

14 dicembre 2014

Sono sempre i sogni a dare forma al mondo.




Io non lo so
quanto tempo abbiamo
quanto ne rimane
io non lo so
che cosa ci può stare
io non lo so
chi c’è dall’altra parte
non lo so per certo
so che ogni nuvola è diversa
so che nessuna è come te
Io non lo so
se è così sottile
il filo che ci tiene
Io non lo so
che cosa manca ancora
Io non lo so
se sono dentro o fuori
se mi metto in pari
so che ogni lacrima è diversa
so che nessuna è come te
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Sono sempre i sogni a fare la realtà
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice che non è così
e sogna chi non crede che sia tutto qui
Io non lo so
se è già tutto scritto
come è stato scritto
Io non lo so
che cosa viene dopo
Io non lo so
se ti tieni stretto
ogni tuo diritto
so che ogni attimo è diverso
so che nessuno è come te

Come spesso accade quando ascolto le sue canzoni,  mi viene da pensare che è vero.
Maledettamente vero quello che scrive. Simile in larga parte a ciò che penso.
SOPRATTUTTO IL FATTO CHE TESTARDAMENTE IO, NON SMETTO DI SOGNARE.




08 dicembre 2014

Torno ah se torno....



Ragazzi, ho notato come vi sia mancata ahahahah!

Dalle vostre mail, dai vostri commenti accorati. Da whatsapp che suonava come impazzito.
Dalle ricerche senza sosta che effettuavate pure su twitter.
Mi è arrivato persino un cartello con la scritta WANTED:DEAD OR ALIVE.

Eravate in ambasce, lo so.
Del resto risulto assente da quasi quindici giorni.
Si è sentito eh?
Cosa ho fatto?
Volevo raccontarvelo. 
C'era già un bel post pronto.
Ma poi mi sono detta: caspita, se sono mancata così tanto da creare un vuoto tanto grande quanto una buca causata da un meteorite impazzito, potrò farli  piombare nella  disperazione raccontando anche il perché?
No dai, lasciamo perdere.

Torno eccome se torno.
Prima o poi.