AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

03 marzo 2015

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa.




Copertina del libro


Titolo: Non temete per noi la nostra vita sarà meravigliosa - Storie di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi.

Autore: Mario Calabresi
Edizioni: Mondadori Strade Blu


La trama in poche righe.

Il filo conduttore del libro è la storia degli zii dell'autore ambedue medici;  hanno un progetto molto impegnativo e per nulla facile: creare un minuscolo ospedale in Uganda. In mezzo al nulla, nella savana arida, con una terra rossa e pochi arbusti spinosi. Per realizzarlo partono dalla loro lista nozze. Faranno un elenco con 22 letti per adulti, 9 lettini per bambini, culle per neonati, lenzuola, elettrocardiografo, microscopio, lettino operatorio, lampada operatoria, attrezzi per la chirurgia.  Siamo agli inizi degli anni settanta. 
I due medici sono giovanissimi: Gianluigi Rho è ginecologo, Mirella Capra è pediatra. Hanno poco più di vent'anni. L'ospedale diventerà realtà in un luogo che si chiama Matany.


Calabresi decide di raccontare questa storia e di legarla ad altre persone ed episodi che ha conosciuto, cercando di rispondere alla domanda che uno studente gli ha fatto alla fine di una lezione.

"Ma davvero pensa che la nostra scelta individuale possa fare una qualche differenza nelle nostre vite? Io, ma come me tutti i miei compagni, credo che le condizioni esterne siano molto più forti di qualunque sogno e di qualunque volontà, e che l'unica strada sia la fuga da questa Italia. Siamo nati nel tempo sbagliato'".

Vale ancora la pena di coltivare sogni? E soprattutto vale la pena di farlo per i giovani del nostro paese?

La domanda lo tormenta per molto tempo fino alla stesura del libro.

La risposta attraversa tutte le pagine e tutti gli incontri che faremo leggendole.
Con lo stile asciutto e pratico che lo contraddistingue l'autore ci avverte che non sarà facile percorrere le strade che ci siamo prefissi, ma che è ancora possibile.

E lo fa raccontandoci di Michele Bongiovanni  partito come garzone e arrivato a possedere un mulino per macinare farine speciali; diventando nel giro di qualche anno un innovatore nella produzione e nello sviluppo d'impresa in questi tempi durissimi. Il sudore, la fatica e l'orgoglio di esserci riuscito solo con la sua forza di volontà e il desiderio di realizzare il suo sogno.

Di Bianca Mazzinghi, giornalista che vive a Shanghai da anni. Perché a forza di collaborazioni precarie e sotto pagate in Italia non riusciva a fare il suo mestiere. Non era soddisfatta e di un botto decide di partire andando a lavorare per un importatore cinese. Ad una fiera  di vini conosce tre ragazzi che la invitano ad unirsi a loro nell'attività d'importazione di etichette di pregio. Ha imparato a pensare come loro e a comprendere quella cultura e ora la chiama la sua famiglia cinese. Resta perché si imparano cose nuove ogni giorno quasi in maniera vorticosa e le piace. I giovani  della sua generazione sono attratti dallo spazio. Significa opportunità, significa libertà ed energia.

Ma ci racconta soprattuto della vita degli zii e di ciò che sono riusciti a creare laggiù. Ci racconta di biciclette e di ragazzi che imparano a vaccinare correndo velocemente attraverso la savana per salvare vite, soprattutto di bimbi e di donne. E lo fanno con il sorriso sulle labbra. Dopo quarant'anni sono ancora lì. Nonostante il boicottaggio delle istituzioni locali l'ospedale è diventato una realtà importante.


Mirella scrive ai suoi in una lettera datata 15  luglio 1970 dopo la prima visita all'ospedale in costruzione e parla di tutti i problemi che dovranno affrontare.
Ma conclude dicendo:
NON TEMETE PER NOI LA NOSTRA VITA SARA' MERAVIGLIOSA.



Il libro è terreno fertile per me. Sono la crocerossina dei sogni. Sono testarda perché la mia vita è costellata da sogni. Alcuni realizzati e altri no. Ma resto convinta che la vita debba essere affrontata con volontà e aspirazioni. Senza timore che i sogni non vengano esauditi. Il tema è e sarà una costante per me.
Da affrontare qui nel mio blog e altrove nella vita. Com'è sempre stato.

Come Mario Calabresi sono convinta che i giovani debbano guardare avanti. Senza paura. E alla fine ci sarà qualche rimorso, ma nessun rimpianto.




Note bibliografiche sull'autore.

Mario Calabresi - giornalista e scrittore. Direttore del quotidiano La Stampa.

Ultime pubblicazioni:

A Occhi Aperti - 10 grandi fotografi raccontano i momenti in cui la storia si è fermata in una foto - Contrasto Editore - 2013
Cosa Tiene Accese le Stelle - Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro - Mondadori Editore - 2011
La Fortuna non Esiste - Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi - Mondadori Editore - 2009
Spingendo la Notte più in Là - Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo - Mondadori Editore - 2007


48 commenti:

  1. Il libro del 2009 e quello del 2011 li ho letti. Mi è sempre sembrato un pò troppo mieloso. Diciamo un renziano prima di Renzi. Come Cazzullo poi ha molta retorica sabauda (perfetto per fare il direttore della stampa). Diciamo poi che ha anche saputo utilizzare il cognome.
    sicuramente non lo leggerò ma ne ho letto i risvolti di copertina :-)

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    1. Beh potresti leggere il primo. Niente miele per i tuoi gusti. Io lo trovo positivo. Li ho letti tutti. E senza leggere i risvolti di copertina. Cazzullo mi manca. Ma ho comprato l'ultimo che leggerò a breve. Ti saprò dire ;)

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  2. Gli esempi citati nel libro sono veramente edificanti e indurrebbero a ben sperare, ma il problema è che accanto a giovani che si rimboccano le maniche e cercano a denti stretti di realizzare i propri sogni, ci sono individui che vogliono rimanere "piccoli", accampando il pretesto che la vita non offre niente, mentre sappiamo bene che è più comodo vivere alla giornata,campicchiare, magari bighellonando qua e là, che prendere delle iniziative concrete e assumersi delle responsabilità.

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    1. Per i secondi Nigel, ci vorrebbe una buona dose di calci nel sedere. Nessun "aiutino familiare" e vedi come il ritrovarsi con il culo a terra gli servirebbe da lezione. E magari si rimboccherebbero le maniche. Certo il mio pensiero non ha nulla di profondo. Ma preferisco guardare alla sostanza. Per i momenti aulici c'è tempo. Ciao.

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  3. Non è assolutamente il mio genere ma condivido il pensiero: bisogna guardare avanti, mai essere immobili, fare fare fare. Rimorsi e rimpianti fanno parte della vita :)

    Moz-

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    1. E' dificile essere ottimisti MOZ. Ma almeno provarci no?

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  4. Questo libro lo avevo adocchiato *__* Lo leggerò sicuramente, mi è piaciuto molto il tuo post. Rimorsi e rimpianti penso che facciano parte del bagaglio di tutti, certamente è anche vero che alcune volte aspirazioni e sogni vanno ridimensionati. Anche se si può continuare a crederci. Alcune volte è saggio farci i conti, però, e magari deviare un poco o cambiare strada.

    Ciao Mariella ^_^

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    1. Ci tocca fare i conti con noi stessi. Ma sapere che ci abbiamo provato, almeno per le volte che ne valeva la pena ci fa sopportare di più qualche rimorso.
      Sono contenta ti sia piaciuto il post cara GLO'.
      Ti abbraccio forte.

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  5. Riuscire ad eliminare i rimpianti certo aiuta a forgiare rimorsi, ma non chiude i sogni in cantina, e ci fa tenere d'occhio speranze irraggiungibili.. e queste storie ci regalano coraggio e determinazione. E voglia di continuare. Anche nelle nostre piccole cose, Mariella cara...

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    1. Determinati sempre. Non sopporto chi si adagia in un limbo di indecisione. Gli ignavi del futuro. E sono più di quel che pensiamo.
      Si parte sempre dalle piccole cose....
      Bacio FRANCO.

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  6. Ciao Mariella :) Questo libro sembra molto interessante, oltretutto avendo diverse esperienze si servizio assistenziale/volontariato è un qualcosa che sento molto. E' estremamente bello darsi, ancor più lo è se lo si fa con chi ne ha davvero bisogno, con chi è "dimenticato", con chi può benissimo neanche ringraziarci, ma il senso dell'assistenza e dell'aiuto non è infatti ricevere un grazie, ma fare, essere attivi, dare senza aspettarsi di ricevere qualcosa in cambio. Anche se poi ricevi, perchè c'è tanta brava gente che è semplicemente sfortunata, e che magari apprezzando il tuo gesto si apre con te. Ho avuto delle belle esperienze in questo senso, e quindi capisco credo bene il "senso" di questo libro che ci hai segnalato :)
    Detto questo (e comunque anche a prescindere da questo) io credo che i sogni siano indispensabili per vivere: non si può secondo me non avere nel cuore un aspirazione importante, un desiderio "più grande", soprattutto quando si è giovani ma, credo, ad ogni età. Perciò assolutamente vale la pena sognare anche a costo di vederli infranti quei sogni, perchè certamente solo se sogni, e provi a raggiungere ciò che vuoi, hai la possibilità di ottenerlo davvero, diversamente non avrai sogni infranti ma nemmeno traguardi che sentirai di aver realizzato. Insomma, meglio sempre osare, sperare, sognare, piuttosto che trincerarsi dietro certezze, spesso anche false, che potremmo vedere prima o poi sbriciolarsi su se stesse. Preferisco sempre aver sognato e anche sbagliato piuttosto che no :)

    Un grande abbraccio a te che hai sempre pensieri tanto dolci e positivi, e ne approfitto pure per ringraziarti anche qui del bellissimo commento che mi hai lasciato :) Buona giornata! :)

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    1. MAURIZIO! Tu mi ringrazi per quel che ho scritto da te? Ma sono io che ringrazio te per le emozioni provate nella lettura del post dedicato a tua nonna.
      Sarà che pure io ho avuto la fortuna di crescere con due nonne meravigliose e leggerti è stato come trovarmele accanto in un battibaleno.
      Mi è stato facile immedesimarmi.

      Il libro è un libro importante. In un periodo in cui siamo sfiduciati e provati dalla situazione economico-politico-sociale.
      Quello che ci circonda non ci sprona, anzi ci abbatte. E la lettura di Calabresi, per chi è pronto ad accogliere le sue parole con fiducia è un bel regalo.
      Per noi che siamo gli adulti. Immaginiamo come possa essere difficile per chi, giovane, si affaccia alla vita con determinazione. E RICEVE SOLO PORTE SBATTUTE IN FACCIA.
      Lasciamo perdere i luoghi comuni dei giovani ciondoloni. Ci sono certo, ma non sono la maggior parte. Conosco tanti ragazzi che ce la stanno mettendo tutta per realizzare i loro sogni e non trovano altro che il nulla.
      Glielo abbiamo regalato noi 'sto mondo. Prendiamoci pure la responsabilità. Non puntiamo solo il ditino...
      Poi certo, ci sono quelli a cui farebbe proprio bene passare del tempo nel volontariato. Mondo che illumina chi lo vive con la gioia di regalare bene. E non è mai abbastanza.
      E i sorrisi ricevuti in dono come ringraziamento sono il salario migliore.
      Ti abbraccio anche io, forte.

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  7. L'ho letto recentemente, come pure i precedenti libri di Calabresi, e mi è piaciuto molto. Concreto e realistico, ma al tempo stesso capace di restituire forza e speranza ai sogni!!! Grazie, Mariella!!!

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    1. Ciao ANNAMARIA. Sei peggio di me allora, visto che li hai letti tutti. Assolutamente concreto e pragmatico. Va sempre dritto al punto Calabresi. Sarà per quello che mi piace così tanto?
      Il punto comune a molti suoi libri è la speranza.
      Per fortuna c'è ancora chi è capace di scriverne e di convincere.
      Un abbraccio e grazie a te, davvero.

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  8. Non ho ancora letto questo libro di Calabresi, quindi grazie per la recensione :-)
    I sogni... ci sono sogni che si possono realizzare e sogni che si possono realizzare solo con certe premesse che sono necessarie e imprescindibili (soldi, salute, mezzi per spostarsi, conoscenze...)
    Il sogno degli zii di Calabresi appartiene alla seconda categoria.
    Io propendo per la prima, per i sogni che si possono realizzare anche se non si hanno tutti i mezzi a disposizione, quelli sono sogni che non comportano rimpianti e che si possono godere appieno.
    Un abbraccio!

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    1. Sai MEL, quando ero una ragazzina (qualche tempo fa) avevo l'abitudine di sognare ad occhi aperti. E spesso mi perdevo persino quando studiavo. Mi veniva facile sulle pagine dei latinisti e meno su quelle dei grandi autori greci. Loro definivano i sogni i compagni dell'anima. Gli unici capaci di confortare, di spronare, di invogliare.
      Sono d'accordo quando mi parli di sogni che si possono realizzare solo se ci sono i presupposti.
      Ma essendo incurabile ho spesso pensato ( e pure sognato ) di crearmeli da me i presupposti.
      Certo sulla salute c'è poco da fare, ma per il resto...
      Ti abbraccio forte, ragazza bella.

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  9. No cari giovani, non siete nati nel tempo sbagliato ma in quello che sta nelle vostre mani, nelle vostre capacità, nelle vostre volontà.
    Così dirò anche alle mie giovani nipoti.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. E sarà un ottimo discorso caro ALDO.
      Forza di volontà e crederci.
      Un abbraccio.

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  10. La vita di chi si adopera per se stesso e per gli altri deve apparire sicuramente meravigliosa, perché è vissuta intensamente e con pienezza e ciò rende onore alla vita stessa.
    Ciao Mariella cara, un forte abbraccio.

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    1. La vita di ognuno di noi dovrebbe essere proiettata al benessere degli altri oltre che del nostro. Ma sono le condizioni che a volte vengono meno.
      E allora bisognerebbe ribaltare quanto ci fa sprofondare nella melma.
      Come vedi cara GIOVY sono costretta ad usare il condizionale.
      Aspettando il presente prossimo.
      Ti abbraccio pure io.

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  11. Brava Mariellina, mille rimorsi ma nessun rimpianto..avessi solo un po' di salute in più e..invece nulla..qui a rimuginare noiosamente e tristemente...
    Ma cosa ho detto? Nessun rimpianto , vero? e così è!
    Mi viene da sorridere, perchè volevo recensire e dire qualcosa su di un altra mia debolezza caratteriale Jovanotti, ma a questo punto devo far passare un po' di tempo ..è meglio!
    ahahahah...Ti adoro!

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    1. Cara NELLA, convivo con qualche rimorso. Credo sia destino comune di chiunque si è visto costretto a fare delle scelte sofferte.
      In quanto a rimpianti sono molto meno. Forse perché ho cercato sempre di realizzare quanto desideravo. E se non ci sono riuscita a volte, ho la consapevolezza di averci provato con tutte le mie forze.
      Nessun rimpianto se si può..
      Guarda che quando vuoi passare di qua a parlare di debolezze caratteriali e di "jovanottitudine" io ti aspetto a braccia aperte per condividere!
      Ti abbraccio amica bella.

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    2. Passerò , passerò ...fammi riprendere e passerò...
      Ciao amorevole e grazie!

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  12. Mi piace molto come hai concluso il tuo post.
    Mi piace perché c'è ottimismo verso i nostri giovani che pagano il penio di una società poco edificante.
    Giovani che vengono spesso attaccati da adulti che si dimenticano che le generazioni che vengono dopo di loro sono in parte anche il risultato di ciò che hanno edificato.
    Questo è un paese che non ti permette più di sognare.
    Ma il bello di essere giovani è questo...avere quello slancio che nonostante tutto ti fa credere che ogni cosa è possibile.
    E forse alla fine lo è davvero.
    Leggerò il libro.
    Grazie Mari

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    1. > Giovani che vengono spesso attaccati da adulti
      I giovani con la testa sulle spalle non vengono attaccati da nessuno.

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    2. Giovy io sono un giovane con la testa sulle spalle eppure vengo continuamente attaccato perchè troppo serio, ma questa è un'altra storia.

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    3. Ciao Xavier... anche Luigi XVI era un ragazzo con la testa sulle spalle...
      .
      .

      ^___*

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    4. Si VERUSKA, concordo in pieno. Come dicevo prima le ultime generazioni ( bamboccioni e scansafatiche) si ritrovano sta melma a causa di chi è venuto prima.
      E tutti a lavarsene le mani e a dire loro di rimboccarsi le maniche. Magari dal pulpito di ministro con figli tutti accasati al posto giusto.
      Una merda.
      Questo non toglie che ci siano pure i ciondoloni, come no. A raccogliere lumache ce li vedo benissimo.
      Insomma, il nostro paese è allo stremo. Ma dipende da noi cazzo. E se continuiamo a rassegnarci all'ineluttabiltà non possiamo nemmeno permetterci di salire sul pulpito. Magari scendiamo tutti e passiamo a ripulire le strade.
      Ti abbraccio.

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    5. @Giovy: certo, ma si ha l'abitudine in Italia di fare di tutta l'erba un fascio. Non penso che la Fornero facesse distingui ai tempi. Li ha messi tutti dentro nello stesso paniere. E poi piangeva mentre gli dava un altro colpo mica da ridere con la sua riforma. Ai giovani.

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    6. @Xavier: a me per anni hanno dato dell'egoista perché avevo lasciato la mia casa e la mia famiglia per cercare la mia strada.
      @ Nigel: la testa di Luigi XVI ancora rotola. Come gli atttributi che non ho che di questi tempi donano energia elettrica alle valli ;)

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    7. Cara Mariella,
      la Fornero ha fatto danni incalcolabili - di cui solo la statistica dei suicidi e delle famiglia sfasciate potrebbe darci un'idea - ma io i distinguo li faccio e depreco i finti tonti, i ciondoloni, tutti quelli che sanno solo piangersi addosso e non si rimboccano mai le maniche, per darsi da fare.

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    8. Quello pure io Giovy. Mi pare di averlo detto fin dall'inizio. Ma non sono la maggior parte dei ragazzi della nostra Italia. Per fortuna. Quindi spingiamoli ad andare avanti e a non perdere le speranze. Questo è il senso del mio post e del libro di Calabresi :-)

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    9. Mi scuso per l'intrusione, ma vi sono alcune categorie di giovani che mi stanno sulle scatole: gli scaldasedie dei bar, i bulli, i bulletti e le baby gang!

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    10. Io continuo a preferire l'argomento del post: ovvero i giovani che hanno voglia di realizzare il futuro con le proprie forze.

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    11. E vabbè, dai, a volte capita di uscire un po' fuori tema ^__*

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    12. Ahahah certo Nigel :-)

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  13. Il tema dei rimorsi e dei rimpianti è l'eterno tarlo dell'uomo, il che, unito al fatto che non conoscevo i libri che hai proposto, mi spinge a metterli nella lista delle cose da leggere! Magari ti aggiorno appena mi sono fatta un'opinione :)

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    1. Mi fa piacere se dopo averlo letto mi dirai la tua opinione!
      Ciao G.!

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  14. E'piu' forte di me, mi irrita l'autore.

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  15. Per costruirci come persone dobbiamo partire da qualcosa e se questo qualcosa è la realizzazione di uno o più sogni meglio ancora, i sogni sono uno sprone per non arrenderci, una carica che ci fa tirare fuori energie che non pensavamo di avere e se alla fine avremo dei rimorsi o dei rimpianti significa che non siamo stati capaci di realizzarci come persone.
    Ciao donnina dalle scarpette rosse :-)

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    1. Esatto XAVIER.
      A volte non solo sogni ma anche la rabbia aiuta a realizzare i nostri sogni. Ultimamente sta crescendo di più la seconda. E non mi piace per nulla.
      Per questo quando trovo chi ancora mi parla di sogni e di come non arrendersi a questi tempi balordi, io ho voglia di parlarne e parlarne.
      Ciao ragazzo bello.

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  16. io non sono propriamente una fan di Calbresi...

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    1. Nemmeno io sono una sua fan. Ma e' apprezzabile che provi con i suoi scritti a donar e speranza a chi ora guardandosi attorno si sente solo.

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  17. Siamo molto lontani dal mio genere, non credo che lo leggerò mai, anche se ha un bel messaggio. :)

    Ispy 2.0

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    1. Ciao ISPY. Apprezzo tu abbia trovato positivo il suo messaggio. A presto!

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  18. Ciao Mari!!!
    Mamma mia questi giovani messi continuamente alla gogna.alcuni sono delle vere delusioni a prescindere dal sesso e lo si nota anche dalle notizie varie e sparse, e problematiche principali sono legate all'educazione,nella maggior parte dei casi, molti altri fortunatamente sono il nostro futuro anche se è dura immaginarsi un futuro ben radicato per loro con quello che ci troviamo nel piatto ,ma sono portatori sani di voglia di vivere,si rimboccano le maniche e affrontano la vita con la tenacia che li distingue,ragazzi con la testa sulle spalle..a me piacciono assai
    Bella recensione aggiungo alla mia arretrata lettura anche questo tuo prezioso consiglio
    Buon fine settimana,abbraccio forte!

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  19. Cara CLAUDIA, alcuni di loro questa gogna se la meritano pure. Ma la meriterebbero di più le famiglie che, hanno preferito non educarli, caricando di respinsabilita' la società in cui vivono. Hai ragione quindi quando parli di educazione. E la base per me resta la famiglia. Troppo facile poi non considerare tutti gli altri. Ragazzi che a 24 anni sono già laureati e si stanno specializzando. Che studiano utilizzando borse di studio e lavorando la sera. Sono la stragrande maggioranza. Per questi giovani il futuro in Italia e' una chimera. Ovvio che non dipende da loro no? Ognuno di noi adulti e' responsabile di questo sfacelo. Speriamo che le nuove generazioni, siano in grado di perdonarci. Ti abbraccio forte, buon fine settimana.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)