AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

14 aprile 2015

Reginella.






Ero poco più di una bimbetta sgambettante e avevo una passione infinita per danza e canto.
Ricordo ancora i lacrimoni quando mia madre, nella maniera più delicata possibile, mi disse che non avrei mai potuto fare il corso di danza classica che invece seguiva la mia compagna di banco alle elementari. 
Non c'era la possibilità economica. Dovevo rassegnarmi.
Quando andavo a casa della mia amica a studiare, la cosa che desideravo di più era poter vedere la sua borsa di danza. All'interno le scarpette di raso rosa con la punta di gesso e i lacci con i quali le legava alle gambe.
Le calzamaglie di filanca bianca e i suoi tutù. Aveva due body: uno bianco per gli esercizi quotidiani e uno rosa a cui poi univa quel fantasmagorico giro di tulle che mi lasciava senza fiato.
Gli occhi e il cuore persi per una disciplina che non avrei mai potuto fare mia.
La passione e la sofferenza mi sono rimaste dentro.
Ancora oggi, quando mi capita di assistere ad uno spettacolo di danza classica, resto in un silenzio assoluto e nessuno riesce a distrarmi.
Sono sicura che, se avessi potuto seguire i corsi, sarei risultata una capra. Ma nelle mie aspettative e nei miei sogni resto più brava di Margot Fonteyn.
E per fortuna nessuno potrà mai dire il contrario!
Per il canto invece, la storia è diversa.
Durante gli anni di Conservatorio ho seguito  il corso propedeutico ai miei studi.
Ma su quello non ci furono  dubbi fin da allora: non ho fiato. Non sono stonata è che proprio non ci arrivo!
Abbasso la tonalità fino a perdere la voce oppure alzo fino a strozzarmi.
Ma non me ne frega nulla. Fin da piccola seguivo con la mia voce a balzi,  nonna Carmela.
Lei sì che aveva una voce splendida. E nulla era più bello per noi bimbi dell'andarle dietro mentre intonava le canzoni del repertorio napoletano;  oppure quelle del Festival di Sanremo che trasmetteva la radio.
Lei partiva modulando la voce come un'artista consumata E VIA. Spesso accompagnata dalla chitarra di suo figlio.

Così io ho imparato tutto quello che conosco della storia musicale della mia terra.

E poi i grandi classici FUNICULI' FUNICULA' e 'O SOLE MIO.

Fino a VOCE 'E NOTTE. Ogni volta che l'ascolto è un turbine di ricordi e lacrime.



Ma la mia preferita è REGINELLA.

La canzone fu scritta nel 1917 da Libero Bovio.  Portata al grande successo prima da Roberto Murolo e poi da Massimo Ranieri. Io preferisco la sua versione solo per il fatto che Ranieri a mio parere, riesce a rendere unica qualunque cosa faccia. E' un artista a tutto tondo. Grandissimo interprete e attore. Anche se lui ci tiene a ribadire di essere solo un saltimbanco. E poi gli sono legata in maniera speciale perché quando ero proprio piccina erano due le canzoni e i dischi da cui non mi staccavo mai: Yesterday dei Beatles e Rose Rosse cantata da lui.



Ed ecco Reginella nella versione straordinaria di Massimo Ranieri.








Stasera mi andava di parlarvi un po' di me e di chi (mia nonna Carmela) ha contribuito in larga parte nel farmi diventare quella che sono. Tanti difetti eppur meravigliosi pregi. 
Certo sarei stata perfetta se avessi avuto pure la sua voce... Vabbè.
Ma vanno bene i suoi capelli. Indomabili. E un pizzico di quella bravura culinaria che mi ha trasmesso grazie al DNA. E la sua "capatosta" dai, in questo l'ho pure superata.

Io reginella e lei Regina.








46 commenti:

  1. Mariella, mi hai fatto sorridere quando ti sei definita una potenziale capra se avessi seguito i corsi di danza.... :-)

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    1. La danza è una disciplina. Severissima. Io sarei stata una capretta danzante, non sono fatta per le discipline dure;)
      Tipo queste:
      https://youtu.be/Q-r2fuT-VwM

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  2. Anche a me sarebbe piaciuto fare danza, non ne ho avuto l'opportunita', ma sarei stata bravina.

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    1. Io mi accontento di andare a ritmo in discoteca...
      Che fare danza è un'altra cosa.

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  3. D'accordo (quasi) su tutto, Mariella cara, tanto più che sono figlio di musicisti, che adoravano e suonavano spesso "Reginella", brano delicato e riuscitissimo..
    Unico distinguo per Ranieri, che a mio modesto avviso ha voluto strafare e si è occupato anche di campi che non conosce. Valga per tutti la riproposizione del teatro di Eduardo, su cui meglio stendere un velo pietoso.
    Buonanotte ^__*

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    1. Sì forse con Eduardo ha sbragato.
      Pure la Melato però...

      Buona notte!

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    2. C'erano delle volte che vada nostra la sera si riempiva di note e di musica. Lei è mamma cantavano, zio suonava la chitarra (lui è il musicista) mio fratello poco più di un bimbetto che li seguiva ancora incerto con la fisarmonica. Ancora si odono echi di tutta questa bellezza...

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    3. La bravissima e compianta Melato accettò di interpretare un personaggio inadatto, da un punto di vista etnico e linguistico.

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    4. Infatti: la Melato con Filumena Marturano non c'entrava nulla :-(

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  4. Ci faccio poco con l'arte napoletana (mia colpa decisamente), amo a dismisura solo Luca de Filippo, il Cristo Velato (e ovviamente Erri che mi illumina di sfumature e sottigliezze altrimenti impercepibili). Ma tu guarda.. quasi dimenticavo il Guardiano che tiene alto il vessillo della napoletanità più verace.. ;)

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    1. Io Napoli la amo totalmente. Con le sue luci e le sue ombre. Ma è bello che un napoletano verace ci guidi con la sua sapienza. Abbraccio.

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    2. posso aggiungermi? ;P
      giuro che registro Reginella solo per te ;)
      @Franco...e della pizza con il cornicione imbottito ne vogliamo parlare ? o della pizza fritta come nel film l'oro di Napoli?

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    3. Ah tesoro! Io pizza sfogliavelo come solo da Remo a Piazza Santa Maria Liberatrice sanno fare... lì con una cornicionata imbottita ce ne fanno sei di pizze.. ihih... (però certi frittarelli veraci ammetto che mi attizzano assai..)

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    4. ho mangiato per pranzo un bel "cuoppo" di alicelle fritte " ampresa ampress" ...
      e che è pizza quella ? na focacella :P

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    5. Ue, voi due... Che qui a Milano oggi creckers ok???

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    6. Silvia: aggiunta per diritto ereditario;) Però ragazzi scrivere ste robe mentre il mio pranzo si riduce a qualche creackers è un caffè e' davvero un colpo bassissimo. Ora, se mio fratello è mia cognata quando vengo, non mi portano a mangiare " nu cuoppo" di qualunque cosa mi sentono....

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    7. Le friggitorie mordi e fuggi si stanno diffondendo tantissimo, credo siano un buon investimento.
      Sono due anni ormai che, quando vado in vacanza, mi accosto a queste botteghe, per assaporare del buon "pesce 'e paranza". Magari l'olio sarà un po' sfruttato, ma come resistere al profumo che si spande nelle vie del centro, inorno alle otto di sera?! ^__*

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  5. Che dolcezza Mariella e la sua carriera mancata da étoile.
    E porta sempre con te nonna Carmela.

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    1. Ancora mi vedo spiccare il volo vestita da cigno bianco. Nei miei sogni :))))

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  6. Ho sognato anche io di essere una grande ballerina di danza classica. E per inciso fino a vent'anni avrei pure avuto il fisico, praticamente ero sottopeso di mio, senza dieta, proprio il contrario di adesso! Andando indietro nella preistoria, giusto sognare si poteva, dalle mie parti nemmeno esistevano scuole di danza. Meglio così però, imbranata come sono ti immagini che delusioni mi sono risparmiata? Abbiamo in comune anche una nonna tanto amata, la tua Carmela, la mia Filomena. Aveva meravigliosi occhi grigi che purtroppo non ho ereditato. Vabbeh...però la amo immensamente ancora. E anche Massimo Ranieri mi è sempre piaciuto un sacco, non so perchè, ma ho letto il post e "Rose Rosse" me la sto cantando in testa all'infinito. Buona giornata leggiadra Mariella

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    1. Niente da fare. Sono sempre più convinta che noi italiani siamo un popolo di santi, navigatori e ballerine mancate eheheh
      Anche io ero uno scricciolo magrissimo ai tempi. Mia madre era così disperata che mi faceva fare di continuo cure ricostituenti. Ma gli effetti si sono visti solo dopo i quaranta....
      Come me hai un bagaglio di emozioni e di ricordi da preservare legati alla tua famiglia.
      Il bacino da cui tutti noi dovremmo pescare ogni volte che la vita ci pone davanti a giornate grigie e brutte.
      Rose Rosse eh? Meraviglia di canzone.
      Prima o poi vi farò sentire la mia voce, che non tiene... Chissà che non provi con questa.
      Ti abbraccio bella rosa, così simile a quelle che mi mandasti tempo fa.

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  7. Secondo me, invece, tu "danzi" benissimo. Pure se non hai seguito il corso, però... fidati, hai anche tu le tue scarpette rosse con cui riesci davvero a strabiliare gli spettatori, nella tua sempre bellissima, quasi disarmante, semplicità :) Che arriva dritta a generare, ogni volta, emozioni :)
    Bellissimo poi il passaggio sulla tua nonna dalla voce certamente tanto melodiosa :)

    Un abbraccio :)

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    1. Sì, sono la fanciulla dalle scarpette rosse. Come il titolo di un mio post di qualche tempo fa. Mi hai beccato.
      Semplice come dovrebbero essere tutti i nostri passi. La leggerezza che a volte mi manca è tutta qui nel mio blog. Ne sono orgogliosa.
      Mia nonna era una donna forgiata nell'acciaio e dalla voce di velluto.
      Ti abbraccio anche io e grazie.

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  8. Ma guarda tu che roba! Per un pelo, per qualche soldo in meno abbiamo perduto un'altra Carla Fracci.
    Sei sfiatata? ahahahahahah. Ci credo poco, pochissimo, niente. Ancora la devo conoscere una donna cui manca il fiato mentre chiacchiera.ahahahahahahah
    Ti racconto un fatterello, una cosa mia.
    Sui diciassette anni mi è venuto su un vocione da baritono che spaccava, e io fiato ne avevo e ne ho da vendere. Bel timbro, bellissimo colore, assolutamente intonato. Portato all'Accademia di Santa Cecilia per una audizione. Il maestro disse più o meno: "La tua voce gratta, raschia, fischia e fai rumori strani....però hai una gran voce. Sei un baritono naturale".
    Io ci rimasi di cacca, perché volevo fare il tenore. Chiesi se non si potesse modificare e lui mi rispose che a me venivano le note da baritono senza sforzo alcuno eccetera eccetera.
    Beh, ho smesso di cantare e non sono voluto andare all'accademia. Questo era Enzo e questo è rimasto in un certo senso.
    È stato meglio così, perché dopo qualche anno mi sono preso un'infiammazione alle corde vocali e non posso da allora distendere la voce, che subito mi viena la tosse. Ho la laringite cronica. Vedi tu se avessi lasciato tutto per il bel canto.
    Ma reginella riesco a cantarla, a mezza voce, forse un tono in meno così non fatico e non tossisco.
    Ciao, danzatrice col tutù.

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    1. Davvero. Tanto così ci è mancato ;)
      Per chiacchierare hai ragione, il fiato non mi manca mai. Ma lì mica bisogna sforzarsi si può fare pure sottovoce!
      E così volevi essere il "quarto" tenores. Domingo, Carreras, Pavarotti e Iacoponi. Una roba da sballo.
      Come ritorno d'immagine essere un baritono non è proprio lo stesso. Ma che io mi ricordi ci sono arie di alta statura. Avresti solo avuto l'imbarazzo della scelta. Da Il Trovatore al Rigoletto. Dal Don Giovanni all'Othello. Puccini poi, il mio preferito, ne aveva arricchito praticamente tutte le sue opere. Tosca, La Fanciulla Del West, Manon Lescaut.
      Peccato, che ci siamo persi eheheh
      Su Reginella aggiungo, a mezza voce è una meraviglia.
      Ti abbraccio mio Gianni Schicchi.

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    2. Come voce mi piaceva Mario Del Monaco, che aveva come Caruso un fondo baritonale. Molti anni dopo in un teatro lirico dove ho lavorato un maestro di canto mi ha detto che se avessi studiato con un buon maestro a diciassette anni potevo arrivare a prendere il si diesis e quindi a cantare da tenore avendo io la potenza e l'estensione necessarie, nonché la cassa armonica della mia mascella adatta al canto.
      Come baritono ci sono parti che avrei voluto fare: Andrea Chenier, dove c'è l'aria più bella per baritono "nemico della patria"; Rigoletto, perché sta in scena tutti e quattro gli atti; Otello, grandissima figura sto Jago e il suo "credo" è sublime, grazie Verdi; Tosca, dove Scarpia è veramente di una ambiguità grandiosa.
      Ma io avevo in testa le parti di Del Monaco.
      Sì, peccato che ci siamo persi: Ci saremmo potuti incontrare nel secondo atto dell'Aida a Verona, io nella parte di Amonastro e tu in quella della prima ballerina. Sai che figurone!
      Gianni Schicchi è un "buffo", cioè un basso comico con voce non profondissima
      "La calunnia" riesco ancora a farla, anche se adesso con un po' di fatica. Ma fino a una decina di anni fa -cosiderata la mia laringite- non tiravo le note ma le pigliavo tutte, anche le profondissime, come "Ella giammai m'amò" dal Don Carlos, ma nella stessa opera c'è una delle arie più belle per baritono che mai siano state scritte "Io morrò".
      Insomma tutto sommato penso di essermi perso qualcosa, magari il giro del mondo, dalla Scala al Metropolitan, al Colon di Buenos Aires all'Operà. E forse se avessi fatto il cantante mi sarei tenuto più attento e non mi sarei beccato la laringite.
      Adesso mi viene il magone.
      Ciao sorellona, ciao.
      sob sob sob

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    3. Mario Del Monaco lo conosco, ma non così bene da apprezzarlo come è evidente riesci tu.
      Leggendoti con attenzione, ritengo che molto probabilmente saresti stato uno strepitoso Rigoletto oppure un orrido e pur magnifico Scarpia.
      Ogni volta e dico ogni volta che ascolto o guardo Tosca, soffro come se fossi lì assieme a lei. Che potere evocativo ha la musica e la lirica in particolare.
      Tosca è il mio personaggio lirico preferito. Scommetto che avresti detto Violetta, vista la mia passione per il lilla eh?
      Mi sono sempre domandata come mai, ma stasera mentre ti scrivo mi rendo conto di avere finalmente compreso...
      Lo scorso anno sono stata a Lucca e per la prima volta ho potuto visitare la casa di Giacomo Puccini. E' stato un regalo bellissimo il viaggio ma ancor di più avere visitato le due case, dove ha vissuto il grande autore e musicista. Quella al lago e quella in città. E in ambedue i posti ci ho visto la sua musica e le sue eroine.
      E mentre sfioravo con le dita il pianoforte col quale componeva, mi rendevo conto che la Musica porta con sé un dono fondamentale. Riesce a rendere il nostro universo unico. Perché ognuno prende da lei quello che serve per continuare a respirare. E ad amare. E a ricordare. Il filo che unisce noi al futuro. Perché come è chiaro dal mio post, la musica ci consente di esistere per sempre. Così come succeda con altre espressioni di Arte come la letteratura e la pittura. Ma la musica è più immediata. La percepisci come un profumo che colleghi a persone e avvenimenti e resterà lì legata a quel momento per sempre. Ad esempio hai accennato all'Aida. La prima volta che la vidi fu all'Arena di Verona. Ci andai accompagnata dai miei suoceri, veri appassionati. Ma soprattutto mia suocera amava la lirica in maniera viscerale. Ed grazie a lei pensa, mi scoprii melomane per sempre. Non c'era riuscito il Conservatorio... Mi hai fatto ricordare quell'emozione e lei. Ed è bastato il nome e quel motivetto che ora mi rimbomba in testa.

      Una delle prossime volte si parlerà di Maria Callas a cui qualche anno fa lasciai una rosa bianca lì dove una lapide la ricorda. Ma avrei voluto ricordarla dov'è; nel suo mare bellissimo e turchese.
      E niente magone amico mio, hai trasmesso e trasmetti la tua arte con le parole e i tuoi colori.
      Ti abbraccio ENZO.

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    4. "...probabilmente saresti stato uno strepitoso Rigoletto..."
      Ma guarda tu. Nel 1951 -avevo 17 anni appunto all'insorgere del mio vocione- nel nostro liceo ogni classe propose prima della chiusura dell'anno un testo teatrale, di prosa o lirico. Noi optammo per il lirico. Avevamo due bassi, un soprano leggero, uno drammatico ed il baritono -appunto me- e non avevamo il tenore. Allora pensammo al terzo atto del Rigoletto, dove il tenore non fa niente, ma dove il baritono esplode la famosa invettiva "cortigiani, vil razza dannata", poi un duetto con Gilda, la mia carissima amica Rosalba che aveva una voce paradisiaca, ed il finale dell'atto con il duetto della "vendetta".
      Provammo due mesi come matti e io mi ricordo che feci un mazzo così e non sapendo come tirare fuori la voce, mi sgolavo e alla fine non ce la facevo più. Allora venne un frate, padre Pietro degli Zoccolanti, che cantava e insegnava canto religioso. Mi interruppe subito e mi disse. -Ma tu non sai respirare. Se non inspiri a fondo cosa vuoi tirare fuori? Gli risposi che io inspiravo e come. Lui mi fa: -vai sott'acqua tu? E si capisce che ci vado. E come fai prima di andare sotto con la testa? Inspiro, che domande. Devi fare la stessa cosa mentre canti.
      Così riuscii a faticare di meno ed a prendere tutte le note, compreso quel "Nooooooo" finale del duetto, che non finisce mai e che è decisamente alto, mi pare che sia un "la" molto molto esteso.
      Naturalmente ci applaudirono tutti, tra genitori e amici e conoscenti, ma Rosalba era carinissima. Peccato che se ne sia andata a nemmeno sessanta anni per un tumore nelle ovaie.
      Mi hai fatto ricordare una cosa così e te ne sono grato. Sei proprio carina tu.
      Ciao con abbraccio Mariella.

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  9. anche io ho fatto anni di danza classica, ho iniziato da piccina ed ho smesso in quarta ginnasio, non potendo abbinare il liceo con l'impegno della danza... ricordo che mi spiacque a tratti, nel senso che ne soffrii ma non quanto avrebbe dovuto soffrirne una che davvero coltiva passione

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    1. Io durante il liceo avevo pure il Conservatorio.
      Faticavo come una mula...
      Ma hai ragione, la predisposizione non basta:per proseguire fino alla fine bisogna ci siano dono e passione oltre che una vocazione alla sofferenza. Almeno nel caso della danza.
      Se ne soffristi a tratti probabile ci fosse interesse ma nessuna passione.

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  10. Come ti capisco, cara Mariella, "Reginella" è una bellissima canzone senza tempo!
    Un bacione ;-)

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    1. "Reginè quanno stivi cu mico, nun magnavi ca pane e cerase...
      T'aggio voluto bene a te..."

      Bella... bacio a te.

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  11. Ci sono artisti che scelgono una o più arti e che le praticano con passione e dedizione.
    Ce ne sono altri che a poco a poco riescono a fare della propria vita un'opera d'arte.
    Secondo me, tu appartieni a questa seconda categoria.
    Niente danza classica per me, io impazzivo per gli assolo di danza di "Flashdance"! (Che richiedono comunque una base classica, sia chiaro). In compenso, quando ho visto il "Cigno Nero" con Natalie Portman un po' di poesia se ne è andata.
    Forse è andata meglio così, Mariella, credo che il mondo della danza classica sia molto duro e difficile.
    E se ti viene un poco di rimpianto, cantaci su! Ciao e un abbraccio.

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    1. Ma scherzi, sai quanto ho sognato di saltare su quel tavolo al posto di una delle controfigure di Jennifer Beals in Flashdance? Che poi una di queste era un ballerino portoricano se non ricordo male.
      E a proposito del bel complimento che mi fai, ti dico che avrei voluto colorarlo di più questo mio mondo... ma grazie!
      In quanto a The Black Swan io il film non sono riuscita a vederlo fino alla fine, la prima volta. Rifiutavo il personaggio della protagonista...
      Ci canto su di sicuro ahahah!
      Abbraccio ANNAMARIA.

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  12. Brava a nonna Carmela..
    Un abbraccio Mariella
    Maurizio

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    1. Ciao MAURIZIO!
      Nonna Carmela ringrazia.
      Un abbraccio a te.

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  13. Che post dolce e malinconico..
    Ti capisco tanto per quanto concerne la danza classica , disciplina e arte dura, ma fantastica...
    E " Reginella" poi, una canzone che ancor oggi mi fa venire le lacrime agli occhi..pensa che mi piace pure cantata da Roberto Vecchioni , un cantautore che adoravo da piccolina...
    Bacioni specialissimi reginella mia!

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    1. Adesso vado a sentire la versione di Roberto Vecchioni, e due righe di Reginella pure per te, amica mia bella.

      "Nuje campàvamo 'e vase e che vase..."

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  14. Smisi di danzare perché non riuscivo ad esibirmi..non ero un animale da palcoscenico, ma ogni tanto riprendo le mie punte rosa in mano e penso a quanta fatica e a quanto divertimento! :-)
    Cantare, invece,mi piace moltissimo, Tegolino spesso mi accompagna con la chitarra :-)
    Un bacione Mari!

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    1. Così timida da non riuscire ad affrontare il palco! Sai forse lo sarei stata pure io. Visto che da ragazzina ( e un po' anche adesso) sono stata di una timidezza imbarazzante.
      Che bell'immagine che mi lasci, tu che canti accompagnata da una chitarra amorosa.

      Ti bacio anche io!

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  15. Però... quanto mi piacerebbe sentirti cantare!
    Belli tutti questi ricordi che condividi con noi! *__*
    Un abbraccio forte! ^_^

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    1. Ma perché volete farvi del male? Tutti a voler sentire come arranco in salita...
      ahahah
      Un abbraccio a te!

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    1. La nostalgia è la scatola più bella che mi va di aprire...

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)