AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

16 dicembre 2015

I LIBRI DEL MESE: DICEMBRE.




Gabriele Romagnoli: SOLO BAGAGLIO A MANO.




Autore: Gabriele Romagnoli
Titolo: Solo Bagaglio a Mano
Edizioni: Feltrinelli
Pagine: 87
Prezzo: 10 euro














Conosco e stimo l'autore e giornalista bolognese da molto tempo. Seguivo i suoi editoriali su Vanity Fair e il suo blog quando era direttore di GQ. I suoi viaggi attorno al mondo e il suo vagabondare di vita da una nazione all'altra, da un continente all'altro. Ho voluto visitare un po' di mondo dopo averne letto sui suoi articoli; ci sono angoli meravigliosi di Manhattan che ho scoperto e amato grazie a lui. Sempre in perenne movimento, sempre alla ricerca di qualcosa sperando di non ingombrare senza essere ingombranti. Ho letto molti dei suoi libri e apprezzo il suo stile scevro, privo di fronzoli che arriva diretto al punto. Senza sospensioni. Senza incertezze. Nel suo ultimo romanzo riflette sul significato della "dipartita", dell'addio definitivo. E lo fa partecipando ad un bizzarro rito-esperimento in Corea. Quello di fingersi morto e di farsi rinchiudere in una cassa di legno con addosso solo una vestaglia senza tasche (perché, come si dice a Napoli, "l'ultimo vestito è senza tasche") arrivando a storie, riflessioni, pensieri ossessivi che hanno a che fare con la moderazione. 
Il bagaglio a mano per esempio. Un bagaglio che è necessariamente indispensabile, poco propenso a spazio per accessori inutili, alla necessità della parola "senza". Ti chiede di scegliere. E in questo modo ci si stacca dal superfluo di questa nostra pazza cultura occidentale, troppo piena, molto inutile.
Quindi viaggiamo leggeri, per avere una speranza di salvezza. 

"Ogni vita è unica, anche nel non vissuto. E proprio perché unica non può consentirsi di fronte al bivio, di qua o di là, la risposta: in entrambe le direzioni. La non scelta porta alla tragedia. Come nei casi di Ziyad Jarrah e Salvatore Parolisi. Che l'esistenza sia unica non è un limite, ma la sua bellezza. Nel viaggio, eliminare dal bagaglio la "vita di scorta" è un'operazione necessaria e sacrosanta. Non ci sono due vite e una morte: i conti non tornano.
I limiti in generale sono un vantaggio, non un diminuzione delle possibilità.Se decidi di viaggiare leggero ti devi dare delle regole e le regole non complicano la vita, semmai l'opposto." 


Isabel Allende: L'AMANTE GIAPPONESE.



Autore: Isabel Allende
Titolo: L'Amante Giapponese
Traduzione: Elena Liverani
Edizioni: Feltrinelli
Pagine: 281
Prezzo: 18 euro













"Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata". Esordisce in questo modo nel suo nuovo romanzo, la mia scrittrice preferita. Mio corazon. Ci aveva lasciato con un thriller mozzafiato, Il gioco di Ripperin cui era stato evidente quanto la sua bravura e il suo coraggio sono incontenibili qualsiasi approccio allo scritto voglia dare. E ora torna nella sua solita veste, raccontando l'amore come solo lei sa fare. A cavallo del tempo e dello spazio, dalla Polonia della Seconda Guerra Mondiale alla San Francisco dei nostri giorni, regalandoci una nuova prova di quanto sia tutto possibile. Se passione c'è. Non è quel gran capolavoro della Casa degli Spiriti. Da tempo ormai non raggiunge più la grandezza di quelle pagine, bisogna riconoscerlo. Ma di sicuro è il genere in cui sguazza nel modo migliore. Chi la ama come me, apprezzerà al solito la sua grande capacità di farci pensare che comunque lo si chiami a volte, l'amore esiste. E arriva a tramortirci quando meno ce lo aspettiamo.

"A otto anni si era innamorata di Ichimei con l'intensità degli amori dell'infanzia e di Nathaniel con l'amore sereno della vecchiaia. Nel suo cuore entrambi ricoprivano funzioni diverse ed erano ugualmente indispensabili: era certa che senza Ichimei e senza Nathaniel non sarebbe sopravvissuta. Aveva amato Ichimei con veemenza, aveva bisogno di vederlo in ogni momento, di sgattaiolare via con lui nel giardino di Sea Cliff, che si estendeva fino alla spiaggia, pieno di stupendi nascondigli in cui scoprire insieme il linguaggio infallibile delle carezze."


Azar Nafisi: LE COSE CHE NON TI HO DETTO.



Autore: Azar Nafisi
Titolo: Le Cose Che Non Ho Detto
Traduzione: Ombretta Giumelli
Edizioni: Adelphi
Pagine: 342
Prezzo: 19,50  euro













"La maggior parte degli uomini tradisce la moglie per avere un'amante. Mio padre tradiva mia madre perché non si sentiva amato".  Se un romanzo parte così, in maniera diretta e amara, rivela dal primo istante che chi ci racconta la storia non ha alcuna intenzione di tralasciare o nascondere qualcosa. Con grande coraggio. Dopo qualche anno da Leggere Lolita a Teheran l'autrice tornò con la seconda parte della storia che racconta la sua vita e la sua famiglia. Nel mezzo la fine di un impero e l'inizio di una dittatura che allungherà i suoi tentacoli fino ai giorni nostri. Proprio accanto al paese in cui è nato quel gran buco nero che rischia di travolgerci tutti. Mi piace parlavene proprio ora, non è difficile immaginare perché.
Bisogna leggerla, per capire, per cercare di trovare alcune risposte ai nostri perché di oggi. Quel regredire che ci spaventa diventato il futuro di un intero popolo. L'unico? O possiamo ancora sperare?

"Raccontare era una passione di famiglia. Mio padre scrisse due libri di memorie, il meno interessante dei quali venne pubblicato e più di millecinquecento pagine di diari. Mia madre invece, ci raccontava le storie del suo passato, che di solito finivano così: Io però non ho detto una parola, sono rimasta zitta. Credeva di essere molto riservata sulla sua vita privata ma, a suo modo, non parlava d'altro. Non avrebbe approvato che io scrivessi un libro di memorie, soprattutto di famiglia, e del resto nemmeno io avrei mai immaginato che un giorno avrei raccontato dei miei genitori. Fa parte della cultura iraniana non rivelare le faccende private-non si lavano i panni sporchi in pubblico avrebbe detto mia madre; inoltre, spesso sono banali e non vale la pena di scriverne. Io non credo che si debba rimanere zitti. De resto, non restiamo mai davvero zitti, perché, in un modo o nell'altro, ci raccontiamo le persone che diventiamo".

















53 commenti:

  1. 87 pagine per Romagnoli ? ma lo leggi in 32 minuti !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in 32 minuti cosa capisci? Non è mica Fabio Volo!

      Elimina
  2. Ho adocchiato Azar Nafisi da qualche tempo, dovrei quindi iniziare da Leggere Lolita... E... c'è melassa in eccesso? Non ne sarei troppo felice :P
    Il nuovo dell'Allende non mi convince, mentre mi hai fornito un'ottima dritta su Romagnoli (considerando che non leggo troppi italiani, come già confessato precedentemente).
    Un abbraccio ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Glò, leggere Lolita a Teheran e la melassa stanno come il caffè col sale! Credimi. L'unica melassa che puoi trovare si riferisce all'amore per la vita e la libertà di essere donna.

      Mariella, scusa il prologo.. :))) Conosco tutti e tre gli autori e li amo anche se non ho ancora comperato questi libri. Ne ho troppi da leggere in libreria e non ho i soldini, Cresce però a lista dei desideri.
      Romagnoli è magnifico. Leggevo i suoi articoli su Vanity e mi sono innamorata di questo scrittore giornalista così fuori dagli stereotipi.
      Di Allende li ho letti quasi tutti, Il migliore però è La casa degli spiriti. Quello che mi ha preso di più. Poi, Paula che mi ha strappato il cuore.
      Di Nafizi.. che dire? Dopo aver letto Lolita...ben venga qualunque suo libro
      Ciaoo

      Elimina
    2. Glò, come ha detto anche Patricia, nessun tipo di melassa nei libri della Nafisi. Solo autonomia e indipendenza femminile perseguite con caparbietà ed intelligenza e descritte in piena armonia e rispetto del passato.
      La Allende è sinonimo di epopea romantica, ma bisogna essere consapevoli che i maggior picchi sono passati. Resta un bel romanzo che si legge con piacere e empatia.
      Io non potrei mai resisterle!
      Romagnoli è un grande. Ve lo consiglio appassionatamente. Tempo fa scrissi un'altra recensione su di lui e non posso che confermarla ora. Questo suo ultimo saggio è un piccolo capolavoro.
      abbraccio!

      Elimina
    3. Pat, condivido tutto quello che hai scritto, parola per parola. E a proposito di Romagnoli, ricordi su VF quella serie di articoli che lui scrisse su NYC e sui posti e la gente conosciuta mentre risiedeva lì? Mi fece innamorare di una piccola strada di Manhattan, Fulton Street. La descrisse come ormai quasi morta, tutto si stava letteralmente spegnendo. Bene, io quella strada l'ho vista dapprima esattamente uguale al suo racconto e mi si strinse il cuore. Poi, qualche anno dopo, completamente rinata. Perché fulcro della rinascita di downtown dopo l'11 settembre. Era la sua speranza che riprendesse a palpitare; così è stato. Una delle cose che gli racconterei se lo incontrassi. E prima o poi succederà.
      Mi dona sempre emozioni intense. Lo trovo unico. Come dici tu, magnifico.
      Un abbraccio stritoloso.

      Elimina
    4. Grazie mille Pat e Mariella! A questo punto urge recupero di Azar Nafisi, anche perché mi interessano moltissimo le tematiche toccate. Temevo di imbattermi in altro :P
      Un abbraccione a voi ^_^

      Elimina
  3. Utile, questa tua rubrica mensile, gentile amica.
    Segnerò questi titoli, anche come idea per un dono natalizio.
    Abbraccio ^__*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto bene, amico mio. Quindi cadeau natalizi libreschi? Ottima scelta!

      Elimina
  4. grazie per questo tuo lavoro prima delle feste, ormai ce la possiamo cavare con un libro, cercando di sceglierne il peso in base all'età del destinatario

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma prego Fra', spero di riuscire a indovinarne anche il peso specifico prima o poi, tanto da suggerirverlo nelle note bibliografiche ;)

      Elimina
  5. Così a fiuto mi sento attratto da ciò che scrive, o descrive, Azar Nafisi. Non so perché ma di fronte alla Allende ho qualche dubbio o sospetto, chissà, forse per via del suo cognome. Banale, vero? Ma io vado a pelle per quel che riguarda una nuova amicizia o un nuovo autore: se la la increspa allora compro il libro, se me la lascia piatta non ne leggo nemmeno la controcopertina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A fiuto faresti molto bene, Enzo. Non ho capito bene il parallelo tra zio e nipote a proposito della Allende.
      Un presidente assassinato e un assassinio che portò alla dittatura e alle stragi di stato in Cile, è qualcosa di orribile ma di cosa sospetti? Che non fosse vero? O che sua nipote abbia approfittato del nome che portava per arrivare al successo? Se leggi qualcosa della sua vita ti accorgerai che non è stato così. Lasciati "increspare" positivamente... bacio.

      Elimina
    2. La seconda: che la nipote abbia approfittato di quel grande cognome, e non poteva essere diversamente, chi non avrebbe pubblicato un suo libro. Come vedi non ha forse nemmeno colpa lei, ma qualcosa mi macina dentro. Vedrò quello che poso fare per venirti incontro. Visto che piace tanto a te ci sarà pur qualcosa che possa interessare me. Ammiro molto il modo di scrivere degli scrittori sudamericani, più diretti, meno costruiti dei colleghi nordamericani. Te l'ho detto, io vado a pelle.

      Elimina
    3. Se tu avessi letto "La Casa degli Spiriti" non avresti avuto alcun dubbio che quel Romanzo sarebbe stato pubblicato in ogni caso. Nessuno avrebbe potuto lasciarlo in un cassetto o rispedito al mittente. Certo il respiro del romanzo gira attorno alle vicende della sua famiglia ma non ne dipende.
      Ma fai sempre in tempo se vuoi.

      Elimina
  6. grazie per i suggerimenti :)
    Per Azar Nafisi, che ho letto, sento di potermi accodare al tuo commento.L'Allende, ni.
    Invece, mi permetto (scusa se approfitto) tornando proprio or ora da un magnifico incontro con Maurizio Di Giovanni, che devo dire, non mi aveva colpito particolarmente, ma dopo averlo ascoltato leggere una sua piccola storia (ok mi sono commossa, molto commossa) e poi parlare dei suoi protagonisti, delle sue ambientazioni in questa Napoli degli anni 30, ma poi si è parlato delle tante facce di Napoli, be' ho il cuore gonfio e tanta leggerezza dentro, come non mi capitava da tempo.
    Piccolo aneddoto, non avevo il libro con me, perchè sono una stonata sempre di corsa, ma ci tenevo ad avere qualcosa che suggellasse questo giorno, per cui l'unico foglietto che avevo era una ricetta medica, gli ho detto" scusami ho solo una ricetta" lui è scoppiato a ridere e mi ha scritto" A S. che non ha bisogno di medicine per il cuore", ecco questo è uno scrittore con cui ho scambiato solo delle impressioni, ma sa leggere dentro.
    Mi perdoni l'intrusione?
    bacio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pardon, De Giovanni...e che sono ancora emozionata :)

      Elimina
    2. Che carina questa, S., proprio ti ci vedo che arrivi trafelata, il libro dove cavolo sta sto libro, Gesù...sta a casa... e adesso? Scusa Maurizio, ma il libro tuo l'ho dimenticato per la fretta...però ho qui una ricetta...ecco...fermo! fermo!...non è la ricetta quella ma la lista per la spesa di Natale...faccio sempre molto prima...(ma dov'è sta ricetta adesso...Gesù)...ah ecco la ricetta...(grazie Gesù).
      Dai Esse, sei strepitosa.

      Elimina
    3. Silvia, in tutta onestà, non ho mai letto nulla di De Giovanni. Ma visto come calorosamente lo descrivi e essendo nel mio salotto di scambi letterari, mi segno che devo farlo al più presto. Per cui, consigliami tu da dove partire.
      Comprendo perfettamente la tua agitazione e la tua emozione. Vuoi che ti racconti il mio primo incontro con Erri De Luca? Mi feci trapassare dal suo sguardo che mi arrivò dritto al cuore e quasi non riuscii a parlare. Io, che ho una linguaccia lunga e incontenibile...
      Cosa dovrei perdonarti, è così bello leggere e partecipare alle vostre sensazioni qui sul mio blog. Anche quando sono lontana, come è successo oggi, sono felicissima dei vostri commenti e dei confronti e scambi che riuscite ad avere tra amici.
      E' per me grosso motivo di orgoglio e soddisfazione!
      Un bacio alla bella emozionata.

      Elimina
    4. Hai ragione Vince, la storia della ricetta è strepitosa. Come la nostra S.

      Elimina
    5. Io sono partita in maniera schizoide, nel senso che sono partita da vipera. nessuna resurrezione per il commissario ricciardi, ma ci sono dei precedenti a questo e dunque una sorta di trilogia del Commissario Ricciardi e non mi esaltò come ho detto e poi Gli altri fantasmi, che invece mi
      piacque molto.Grazie per la tolleranza :)
      @ Grazie VIncenzo, più o meno è andata come hai scritto, ho lasciato solo in pace Gesù :)
      grazie a tutti e due per la strepitosa...quando posso cerco di dare sempre il meglio...per fare belle figure (considerate che ero nel mio ambiente di lavoro!)
      doppio bacio a tutti e due

      Elimina
    6. @Mariella- Devo proprio conoscere di persona sto Erri De Luca e complimentarmi con lui. L'unico uomo a quel che sembra che è riuscito a imbalsamarti la lingua. Comunque sappilo: io e te non ci siamo ancora mai incontrati, quando avverrà rimarrai immobilizzata come uno stoccafisso ammuffito. Promesso.:-)))))))

      @S. Ho messo Gesù perché tu sei campana -nel senso di appartenenza regionale e non altro sia ben chiaro- e so per conoscenza direttissima di molti amici napoletani, di cui uno intimissimo -e sua sorella per un pelo non mi si sposa-, che Gesù lo mettete un po' dappertutto, ma senza cattiveria, non come i toscani che lo tiran fuori di bocca sempre preceduto o seguito da un animale che qualche volta abbaia, qualche altra grugnisce.

      Elimina
    7. nessun problema Vincè sono atea, lo dicevo perchè non rientra tra i miei intercalà, mentre marò
      nel senso di madonna, per dirmi sbalordita, la uso molto :)

      Elimina
    8. Grazie Silvia, cercherò in biblioteca e partirò da Vipera, come consigli.

      Elimina
    9. Vincenzo, il "bellissimo" paragone con lo stoccafisso mi ha lasciato sì senza parole. Quindi riepilogando: Silvia strepitosa ed io ammuffita. Non penso proprio che ad un nostro incontro ce la farei a rimanere zitta. Partirei con improperi che potrebbero danneggiare i tuoi padiglioni auricolari...:-)

      Elimina
    10. " Gesù, Giuseppe e Maria" diceva mia nonna Carmela, fervente cattolica. Niente imprecazione ma solo un intercalare simpatico...

      Elimina
    11. @Silvia. Il professato ateismo significa che ti sei posta il problema sull'esistenza o meno di un Dio. Dubito ergo sum. Qualcosa resta, come dentro di me, almeno un atroce dubbio e la curiosità di andare a vedere quel che succede un istante dopo il trapasso di quella porta.
      Ma questo sarebbe un discorso troppo serio. Pace per adesso.

      @Gesù, Giuseppe e Maria, ma chi si immagina di lasciarti muta.Comunque sei proprio tanto carina e mi rovineresti solo i padiglioni auricolari. Pensa che tanto tempo fa un'amica mia, che frequentavo intensamente, per un motivo che è inutile raccontare mi mandò un biglietto -allora non esistevano telefonini- in cui c'era scritto "quando ci incontriamo stai attento alle palle". È necessario dirti che io mi guardai bene dall'incontrarla?

      Elimina
    12. Vincenzo, ci vorrà ben altro perché io possa perdonare lo "stoccafisso", che un raccontino del passato...

      Elimina
    13. Basterà un mio sorriso radioso a tutta ganassa. Credi a me: io so essere amaro come o café senza zucchero e dolcissimo come nu babà. Non ci credi? Prova...

      Elimina
  7. io Romaioli non l'ho mai amato al 100%
    sicuramente scrive cose che val la pena di leggere, ma ci sono degli aspetti che indaga che non mi coinvolgono mai completamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questione di gusti Pata. Io lo trovo un meraviglioso indagatore dell'essere.

      Elimina
  8. Queste tue recensione sono uno dei motivi per cui condivido sempre più il tuo post 'Scrivo perché'. Bacio grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella la mia Silvana. Donna della sua terra. Corretta, sincera e verace.
      Ti abbraccio forte e grazie!

      Elimina
  9. "Le cose che non ho detto" ...stupendo.
    Ciao Mariella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so, lo so. Io parlo fin troppo in realtà :-)
      Bacio amico caro.

      Elimina
  10. Dai sempre degli ottimi spunti :) L'ultimo libro della Allende voglio leggerlo e prometto che lo faccio!
    Bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pier, preparati eh. Altra saga amoroso-strappalacrime!
      Bacio a te.

      Elimina
  11. Ti pongo una domanda che può sembrare polemica ma non lo è, è solo curiosità di sapere cosa ne pensi.
    Il libro di Romagnoli costa 10 euro per meno di 100 pagine e l'ebook 6,99. Non sono prezzi esagerati? Dico in generale, non è domanda su Romagnoli, mi ha solo dato lo spunto per farla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La domanda è sacrosanta e mi trovi perfettamente d'accordo.
      Sono andata a curiosare tra i miei libri e facendo una media, quelli che non superano o superano di poco le cento pagine, se in prima edizione, non costano meno di 9 euro.
      Tra i tanti demeriti dell'editoria italiana, un posto di rilievo lo occupa di sicuro il prezzo esagerato delle novità editoriali.
      Perché anche un libro di circa 200 pagine con un prezzo minimo di 16 euro, non invoglierà tanti nuovi lettori all'acquisto...

      Elimina
    2. E libri, sempre in prima edizione, sopra le 400 pagine costano dai 20 ai 25 euro (._.)

      Elimina
    3. Mi permetto un'aggiunta: acquistando la copia cartacea sarebbe il caso - soprattutto quando si tratta di novità - di comprendere nel prezzo alto/esagerato la possibilità di effettuare il download dell'ebook.

      Elimina
    4. Infatti Michele, ho sorvolato sulle edizioni oltre le 200 pagine. Un furto.
      Non è male la tua idea Glò, basterebbe pochissimo, a loro non costerebbe nulla e ci sarebbero molti più lettori.

      Elimina
  12. Stavolta non ti parlerò di tutte le mie letture dicembrine, ma dell'ultimissimo romanzo che sto leggendo:
    Thomas Bernhard:
    "La cantina – una via di scampo."
    Pur nel suo consueto stile folle, febbricitante, ripetitivo, aggrovigliato su se stesso, questo romanzo mi sta prendendo tantissimo fin da subito, forse perché in questo ragazzino che vuole andare “nella direzione opposta” (e che per farlo, e non doversi suicidare, lascia improvvisamente il ginnasio per andare a fare l’apprendista in un negozio di alimentari nel più malfamato e infernale quartiere di Salisburgo) per salvarsi dalla mortale gabbia costruita dagli altri mi ci riconosco in pieno. Grande! E consigliatissimo.

    Un abbraccio. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono molto onorata (come sempre del resto) delle tue segnalazioni. Annoto immediatamente il libro del grande autore tedesco (se la memoria non mi inganna). Non l'ho mai letto ma ricordo che il mio professore di italiano al liceo, più volte lo citava consigliandoci di leggerlo. Mi viene in mente una nota della sua vita che ci raccontò: lui definì la sua compagna la "persona della sua vita".Ero una giovane adolescente romantica e da allora ho conservato questa definizione per tutta la mia vita, sperando che un giorno qualcuno potesse dire altrettanto di me. In maniera semplice e profonda. Penso di essere la persona della vita di chi mi accompagna e questo mi basta. Grazie Nick, anche stavolta sei riuscito a liberare un filo importante dal gomitolo di ricordi della mia vita. Ti abbraccio forte amico :))))

      Elimina
  13. Ciao Mariella,
    noto con piacere che anche tu ami la lettura.
    Un caro saluto con gli auguri più sinceri di Buon Natale
    a te e famiglia ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh direi storia vecchia la mia passione per i libri, cara Giovy. Un abbraccio e auguri anche a te e a "tutta" la tua famiglia!

      Elimina
  14. Grazie per le tue segnalazioni letterarie.
    Colgo l'occasione per lasciarti i miei migliori auguri per un sereno Natale.
    ^___^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio.
      Cari auguri di Serene Feste a te.

      Elimina
  15. L'ultimo dell'Allende mi ha fatta diventare un'albicocca secca, ho pianto tutto il piangibile, versato tutto il versabile e singhiozzato tutto il singhiozzabile. E dire che poco libri mi hanno fatto questo effetto.

    Per i restanti due devo aggiornarmi :-)
    Mari, mi perdoni per l'assenza? Ho buone notizie, però, e tornare qui da te mi fa sentire a casa, ancora più felice di condividerle :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uffa 'sta benedetta donna, sempre lacrime e sospiri... non ce la possiamo fare.
      Hai buone notizie? Molto bene appena possibile corro da te. Sono giorni intensi.
      Ti abbraccio forte forte bella G.

      Elimina
  16. Buon Natale Mariella un mondo di auguri
    Maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a te Maurizio.
      Sereno Natale.

      Elimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)