AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

27 dicembre 2015

Il tempo del Natale che verrà.








Non so come sarà il Natale che verrà.
Se ci saranno le stesse curve morbide, gli stessi baci cioccolattosi, le identiche voci così familiari.
Se ci stringeremo ancora alla stessa tavola, se riusciremo a stare sereni come poche altre volte è successo.
Se sentirò  lo stesso odore e guarderò dallo stesso vetro.
Con l'identico cielo azzurro che una primavera arrivata in anticipo ci ha donato.
La calma di un pomeriggio passato abbracciati su di un divano a vedere un vecchio film di Verdone.
Se potrò dire ancora buonanotte mamma e papà.
Se il caos assurdo e lo scarto dei regali avrà  lo stesso rumore.
Se ci saranno  nuove tombole da giocare assieme, vicini vicini.

Sono malinconica lo so.
Ma metto in tasca una conta di giorni diversa.
Brevi, manciate di minuti da godere intensamente.
Con il vento di vita spesso brutale che ha deciso di dare una tregua. 
E' rimasto fuori dal vetro, ci siamo guardati e ha deciso di trasformarsi in brezza.
Almeno per un giorno.
Domani tornerà a reclamare e a pretendere il suo dazio.
Oggi mi ha lasciato per un istante ancora, un dolce maestrale.





22 commenti:

  1. godi l'oggi, che del domani, non c'è certezza per alcuno di noi, di questi tempi.
    non consola, ma aiuta sapere che, siamo tutti sulla stessa barca.
    felice ripresa :**

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    1. Forse sono arrivata al punto di comprendere appieno il significato del "Carpe Diem" quale non rifugio di egoismo ma consapevolezza del momento da godere intensamente.
      Tutti nella stessa barca sì, anche se alcuni hanno i panfili....
      Un bacio bella ragazza, buona ripresa a te.

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  2. Io me ne starei ancora a casa dei miei vedi te....

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    1. Per qualche giorno anche io, ma sai bene che arriva il momento in cui non vediamo l'ora di andarcene.
      Siamo fatti così...

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  3. Buonanotte mamma e papà...
    Lo dirò sempre, e comunque.

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  4. Sono felice per te. Ti auguro sempre ciò che desideri.
    Io me ne starei volentieri in un eremo cmq.

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    1. Lo stesso ti auguro io, con tutto il cuore.
      Io in un eremo mai, potrei impazzire ;)

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  5. Un brano ispirato ed efficace, che ripropone il quesito di sempre: "cosa succederà domani?".
    Nessuno può rispondervi, a meno che non possegga doti di veggente; eppure
    vi sono segni diciamo pure naturali, così come politici, sociali, che indurrebbero a propendere per un certo pessimismo.
    Allora è giusto godersi l'attimo fuggente, fatto di coccole, di piccole gioie domestiche e magari di un film che, nella fattispecie, mi trova oltremodo d'accordo ( persino un tantino invidioso) perché ammiro tanto Verdone, è uno dei pochi artisti contemporanei che amo.
    Buonanotte, amica mia ^___*

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    1. Ma che veggenti! Nessuno ha la possibilità di indovinare cosa ci apparecchierà il domani, per cui, come dicevo sopra alla nostra amica Silvia, sto imparando con il tempo a non fasciarmi troppo la testa e a fare in modo di cogliere la serenità così come arriva.
      Verdone lo adoro e riesco a ridere grazie alla sua capacità di renderci così umani nei nostri piccoli e grandi difetti. Degno erede di Alberto Sordi.
      Buon giorno a te.

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  6. Ragazzina mia, se ti poni certi problemi sei alla frutta, ma io non ci credo, penso piuttosto che si tratti di quella uggiosa malinconia che prende un po' tutti quelli che non sono più bambini quando finisce una cosa bella -sì bella porca vacca, bellissima perché si porta dietro tutti i ricordi più cari- e allora ti piglia la malinconia e vedi tutto come attraverso i vetri della finestra quando fuori piove a dirotto e l'acqua scivola giù.
    Carpe diem, Mariella. Abbracciati al cuscino e sogna, sogna, perché tu sai farlo come so farlo io.
    Un bacione.

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    1. No Enzo, nessun problema, solo una ventata di malinconia dovuta alla bellezza di questi giorni. Ps: non so se sono ancora una sognatrice. Bacio.

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  7. Mariellina, il Natale, forse più delle altre feste, lascia sempre un po' di magone. Per fortuna, dopo qualche giorno, c'è il Capodanno, l'alba di una nuova parentesi di vita, verso cui ci poniamo pieni di speranze e buoni propositi. E allora, buon 2016!

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    1. Hai proprio ragione. Un nodo alla gola alla fine di queste feste. Siamo tutti un po' bambini: vorremmo non finissero mai. Un bacio e buon 2016 a te.

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  8. A me questa sensazione, di non sapere dove e come sarò, piace molto! E' un po' malinconica come immagine, perché tutto può succedere, ma comunque emozionante.

    Un bacio Mariella :)

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    1. Perché sei ggiovane mannaggia!!! Vera l'emozione e l'incanto e la malinconia per il tempo che passa. Bacio a te!

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  9. Dovremmo avere sempre in mente che oggi è la possibilità, domani, alla fine, non è così sicuro e forse nemmeno importante. L'ho imparato a caro prezzo e ora misuro il mio tempo in altro modo, non ne spreco e lo regalo alle persone che davvero contano per me.
    Ti abbraccio e... mannaggia però alla tua malinconia :P

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    1. Orpo, ti ho contagiato con tutta questa malinconia? "Oggi è la possibilità" terrò ben presente le tue parole così vere. Ti abbraccio forte bella Glò!

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  10. Il Natale ha questo potere: suggerisce malinconia, culla in un'atmosfera che sa di neve destinata presto a sciogliersi. O, come nel caso dei nostri giorni, di nebbia impalpabile.
    L'augurio per una serena conclusione di 2015.
    ^___^

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    1. Sai quella nebbiolina mattutina leggera leggera? Così è la malinconia che portano le feste. Ti abbraccio e buon 2016 a te!

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  11. Io vivo giorno per giorno, non penso mai a quello che sarà domani, il futuro è avvolto da una fitta nebbia o se preferisci come dice Ruggeri "il futuro è un'ipotesi".
    Un abbraccio!

    Tessa

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  12. Anche Ligabue ha scritto molto bene sul vivere alla giornata: "giorno per giorno
    sempre ballando
    non prendere mai questa vita
    nè poco nè troppo sul serio
    vento per vento
    a favore oppure contro
    cosa c'è di male in fondo
    a vivere?" Grande saggezza pure la sua... Un abbraccio Tessa!

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)