AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

22 gennaio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 17










Partecipo nuovamente e con gioia all'iniziativa di Patricia Moll.

Come di consueto,  si parte dal suo incipit.



"Era l’alba. Gli piaceva scendere in spiaggia a quell’ora. In giro non c’era ancora nessuno perché i vacanzieri erano andati a dormire da poco.
Il silenzio interrotto solo dalla voce del mare lo rasserenava.
Girovagando, aveva oltrepassato il promontorio. In una piccola baia seminascosta l’aveva trovata..."

Ed ecco il mio sviluppo:


Una torre di sabbia. Di sicuro lasciata a riva da un gruppo di bambini che il giorno precedente avevano costruito un castello. E la marea che era salita la notte precedente, aveva distrutto quasi tutto. Solo la torre era rimasta, ultimo baluardo del gioco.
Lì, mentre le piccole onde del mare lambivano lentamente la base, lei ricordava i suoi momenti di svago. Su quella stessa spiaggia tanto tempo prima. Anni che le ripiombavano addosso con tutta la carica che la memoria riusciva a riportare.
Il mare era sempre stato il suo più grande amico. L'aveva protetta e amata fin dal primo giorno in cui si erano conosciuti.
Il ricordo era ancora vivido: lei bimbetta che rideva divertita mentre la spuma del mare le accarezzava i piedi e lui che con quelle carezze la chiamava a sé.
Amore a prima vista. Sua madre aveva dovuto tirarla fuori con la forza dalle acque chiare; non sarebbe mai venuta via di sua spontanea volontà.
Imparando a nuotare, aveva assaporato il senso di enorme libertà e di pace che andare a largo le regalava.
E lì, dimentica di tutto e tutti, ritrovava forze e nuova vita.
Una catarsi.
Respirò profondamente, il suo amico aveva nuovamente risposto alla sua domanda.
Le aveva regalato sicurezza e determinazione.
Lo salutò con lo sguardo e con il cuore, mentre il sole si alzava tingendo di rosa tutto intorno.
Poteva affrontare il ritorno e dire sì a quell'amore che non si aspettava più.
Ora sapeva di meritarlo. 
Suo figlio, che a lungo aveva tenuto distante in un'altra vita, oltre ogni storia, la stava osservando dalla terrazza di casa.
Aveva affrontato un lungo viaggio per ritrovare quella donna che un giorno , tantissimo tempo prima, aveva deciso di vivere la sua vita senza aspettarlo. Un rifiuto a cui non si era mai rassegnato, di cui non aveva mai compreso le ragioni fino alla sera prima, quando sua "madre" aveva finalmente accettato di vederlo e di spiegargli.
C'era stato tanto dolore da affrontare e poi tanta paura.
Ma ora, vedendola tornare indietro con quel sorriso misterioso sulle labbra, seppe che la pace era arrivata e con essa il loro diritto all'amore.



(@Mariellaesseci2017-tutti i diritti riservati)

36 commenti:

  1. Bellissimo Mariella! Il mare che dà pace e serenità. Che lava via il dolore con carezze e abbracci.
    Bellissimo! Brava!

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    1. Grazie Pat. Ma sono stata un po' più distratta del solito...

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  2. Ottimo lavoro Mariella!
    Ti auguro un buon inizio di settimana.

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    1. Grazie Vincenzo. Mi piace scrivere di getto. Un abbraccio e buon inizio settimana anche a te.

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  3. chissà come andrà a finire questa volta

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  4. Bella idea... ricca di pensieri... io avrei trovato una medusa al amassimo, o il cadavere della barista che la sera prima mi aveva fatto l'occhiolino all'hotel... so' arido ultimamente..

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    1. Potrebbe essere un bell'incipit per qualcosa d'altro!
      Ma come, il cadavere di una barista ammiccante? Ma che te magni tu?
      Ahahah
      perché non ci provi Franco? Dciiiiiiiiii

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  5. Da amante del mare, posso solo condividere le sensazioni trasmesse dal racconto. Questo mese l'incipit di Patricia sta ispirando davvero delle belle prove :-)

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    1. Ciao Ivano, benvenuto!
      Ma fa davvero piacere ti sia piaciuto il racconto!
      Adesso passo a leggere tutte le prove. Patrizia è una forza della natura, impossibile non seguirla nelle sue "avventure".
      Un abbraccio.

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    1. Grazie Ernest, che tu di mare te ne intendi!

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  7. Carissima Mariella ho letto con piacere e interesse il tuo racconto:))una storia delicata, che arriva a toccare i ricordi più profondi della protagonista,per la quale il mare rappresentava l'infanzia,il periodo più bello e spensierato...in questo mi sono rispecchiata in quanto per me fin da piccolissima il mare era il mio migliore amico così come per la protagonista...i ricordi risalenti all'infanzia acquisiscono una dimensione da sogno e di gioia fatta di spensieratezza,divertimento allo stato puro,curiosità e meraviglia data dalla scoperta di conchiglie,di vermetti che si trovavano scavando nel bagnasciuga e utilizzati per pescare,stupore suscitato nell'esplorazione dei fondali con la maschera,il boccaglio e le pinne formato bambina (forse seguendo l'esempio di mio padre che ancora pratica pesca sub in apnea)..insomma,ai tempi tra me e il mare vi era un legame speciale!
    Grazie mille carissima per avermi fatto,indirettamente riaffiorare questi splendidi ricordi che purtroppo rimarranno solo tali in quanto crescendo e diventando adulti per tutta una serie di motivi tante cose si perdono....
    Un abbraccio e complimenti per la storia bellissima!!
    Buon inizio settimana:))
    Rosy

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    1. Rosy, mi ha fatto emozionare leggerti. Come te, sono legatissima al mare, a cui lego alcuni dei momenti più belli della mia infanzia e, in generale, della mia vita.
      Lo amo in ogni stagione, e non lo trovo mai malinconico. Neppure d'inverno, come invece mi accade quando visito posti lacustri. In particolare, ogni volta che lo raggiungo, riesco a ritrovare quella bimba che ho descritto e che vedo, conosci bene anche tu. Si può non smettere mai di essere bambini, se qualcosa di quello che siamo stati riusciamo a portarlo con noi, nel viaggio chiamato vita.
      Ti abbraccio fortissimo.
      Buona serata.

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    1. Benvenuta da me.
      Mi fa piacere che il mio racconto ti sia piaciuto.
      Grazie a te.

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  9. ma che belle cose ho letto

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    1. Ma che bella cosa che hai scritto!

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  10. Fantastica idea quella dell'incipit aperto... E super Marì :)

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    1. Verissimo, L'intuizione di Pat è stata fantastica.
      Gioia, tutti possono partecipare, perché non ci provi?

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  11. Per quel che possa valere eccoti il mio brevissimo contributo.

    ...aveva trovato il tesoro che affiorava appena dalla sabbia: una conchiglia. Ma non era affatto una conchiglia speciale, di quelle per intenderci che certi molluschi abbandonano non si sa come né perché, fatta come un cono rovesciato e geometricamente carico di minuscoli rostri. Niente affatto, Si trattava di una comunissima conchiglia, di un anonimo colore grigiastro, coi bordi frastagliati come se il tempo fosse trascorso strappandole lembi e pezzettini, come se cento piedi nudi l'avessero calpestata.
    Cosa aveva quindi di tanto importante da fargliela considerare un miracolo?
    Era tale e quale ad una conchiglia che aveva trovato tantissimi anni prima, un'eternità a pensarci bene, mentre camminava nella sabbia a piedi nudi come adesso. E non era solo. Guardò verso la linea dell'orizzonte. Una nave da carico si apprestava a scendere oltre ed a scomparire. Nell'azzurro terso del cielo vide l'azzurro intenso degli occhi di Rosalba.
    Era lei insieme a lui quella mattina di luglio di un'infinità di anni prima: la mattina della conchiglia.
    L'aveva vista spuntare appena appena dalla sabbia. Una conchiglietta da nulla, come milioni di anonime conchigliette. L'aveva raccolta e non sapeva ancora perché. Aveva le mani piene di cose, vestiti suoi, vestiti di lei, libri suoi, libri di lei. Ah già, stavano preparando insieme l'esame di maturità. Enzo e Rosalba, insieme fin dall'asilo d'infanzia e mai un pensiero che non fosse leggero, scherzoso o amichevole, mi niente di più.
    E quella conchiglia adesso dove la metteva con tante cose che riempivano le sue mani.
    In bocca. Ecco, in bocca, mezza dentro e mezza fuori.
    Ma l'aveva sistemata male e rischiava di cadere.
    Disse alla ragazza tra i denti: "Acchiappala ché mi cade".
    E lei l'aveva presa, coi denti, chissà forse per emulazione pensò lui. Ma lei passò la conchiglia dentro la bocca e lasciò al suo posto le sue labbra.
    Il primo bacio della vita di lui.
    E di lei.

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    1. Beh tu sei un maestro. Brividi belli per questo racconto.
      Ora però lo giro da Pat, mi pare più che giusto.
      E il mio, ti è piaciuto?

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    2. Certo, una bella storia, raccontata con estremo garbo. E questo figlio che, se posso essere sincero, tu senti dentro di te è un figlio buono proprio perché ti rassomiglia e ti vuole un gran bene, perché tu lo meriti. Mi sono venute su due lacrime su questo mio viso che comincia ad incartapecorirsi -lo dico io e guai se lo ripeti tu :))- perché me lo diceva mia mamma: "una donna è sempre una madre, anche quando non ha generato figli, perché li genera ogni momento".
      Verissimo, e tu ne sei la prova vivente.

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    3. Vedi, sulla mia vita ho già scritto abbastanza. E forse, come hai intuito tu, e come ben diceva tua mamma, è davvero così.
      Grazie.

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  12. I miei complimenti Mariella
    Maurizio

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  13. Ciao Mariella, eccomi qui nel tuo bel blog che scopro con tanto piacere!
    Ho letto il tuo finale, mi ha emozionato poiché è significativamente introspettivo e ha suscitato in me molte emozioni.
    Se non la conosci, ti consiglio di ascoltare la canzone "Le vent nous porterà" dei Noir Desiré, che ben si addice al tuo racconto.
    Un abbraccio,
    Francesca.

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    1. Ciao Francesca, benvenuta.
      Sono contenta che tu ti sia affacciata da me, e che ti sia piaciuta la mia casa.
      Hai compreso molto bene cosa c'è dietro il mio finale e ti ringrazio, davvero.
      Ascolterò molto volentieri la canzone che mi suggerisci e che non conosco.
      Un abbraccio a te. A presto.

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  14. Bello Mariella, molto profondo, al di là dell'amore per il mare ci ho letto ben altro. Per esempio che sei una donna forte e piena di Bellezza. Un grande abbraccio!

    P.S.: mi ero proprio persa il post... -_- avevo visto quello successivo (passerò in seguito)

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    1. Ma grazie. Non so davvero se merito le tue parole. Sono una donna che fa una gran fatica ogni giorno. Niente di diverso dalle altre. Ti abbraccio forte forte!

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  15. Dalla pace del mare lontano, come cantava Cammariere.
    Emoziona molto questo tuo finale, Mariella, porta con se tanta forza e quel certo profumo di salsedine proprio delle anime più belle, più intense. Brava, mi è piaciuto ed, anzi, prima di andare me lo rileggo ... :***

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    1. Ciao Regina, che bella canzone mi hai ricordato.
      Come spesso dico, amo il mare, tira fuori il meglio di me. Grazie per la tua attenzione e le tue parole. Sono contenta di rileggerti.
      Ti abbraccio.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)