AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

07 marzo 2018

IL SENTIMENTO PIÙ POTENTE NON È LA PAURA MA L'AMORE.



Nel corso degli anni, più volte mi sono dovuta confrontare con la paura nel senso generale del termine.
E a parte ciò che mi riguarda personalmente, lo sguardo vaga all'esterno, tra gli altri, quando è visibile e chiara, effetto delle cronache quotidiane.
Credo profondamente, che ogni paura che ci assale sia possibile combatterla e vincerla.
Come il non farci  abbattere da nulla, per quanto difficile possa essere.
In qualità di donna e di persona, ho spesso paura che in questo mondo non ci sia spazio per le nostre libertà, per il nostro diritto alla vita e alla consapevolezza.
Per la nostra crescita, che ostinatamente cerchiamo di conseguire con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Ci capita di cadere fragorosamente e non sempre per colpa nostra.
Ci capita che la paura dell'altro ci blocchi.
E ci renda cieche, inopportune, deboli. Pronte a chinare la testa, ad accettare la violenza altrui quasi come se ce la meritassimo.
Abbassiamo lo sguardo, incrociamo le braccia e il cuore.
Ci rassegniamo a chi non ci ama e non ci rispetta.
A chi ci offende e ci uccide poco alla volta.

Credo che dipenda dal poco amore.
Se tutte noi scoprissimo quanto sia importante amarci di più, forse, non accetteremmo alcun  compromesso e scioglieremmo ogni catena.
Pretenderemmo rispetto da chi ci sottovaluta, ci relega in un angolo.


Ogni giorno un piccolo passo.
Ogni giorno la cura.
Ogni giorno insegnando ai nostri figli quanto sia importante rispettare e amare la propria compagna senza prevaricarla e senza pensare che sia solo un oggetto da possedere o da sfruttare per diletto.


Impariamo ad amarci, allora.


"Nel racconto ‘Nel profondo dell’oblio’ c’è una frase che vorrei cambiare, ma una volta che si è pubblicato non è più possibile ritrattare. La ragazza del racconto dice che ‘la paura è più forte del desiderio, dell’amore, dell’odio, della colpa, della rabbia, più forte della lealtà’. Ho scritto questo racconto nel 1987, pensando al terrore imposto dalla dittatura militare in Cile, ma col trascorrere degli anni, e in particolare con la morte di mia figlia Paula, ho imparato che il sentimento più potente non è la paura, ma l’amore.

(Amore -  Isabel Allende)

78 commenti:

  1. È un bellissimo invito che accolgo e condivido. Buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina
  2. È vero, l'amore è il sentimento più forte, la paura deve esserci ma solo per evitare di commettere errori e di distinguere il bene dal male.
    La paura è in tutti e qualcuno ne subisce in modo estremo.
    Lottiamo sempre per sconfiggerla. Abbraccio forte e buona giornata dell'8 Marzo. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto.
      Corretto lottare per superare ogni forma di paura.
      Un abbraccio a te.

      Elimina
  3. sì, sì, l'ammore per le cose belle del creato, l'ammore vero e forte comme a quello ai tempi del colera, ah, potessi tornar ancor per uso adolescente

    RispondiElimina
  4. Nella donna forse c’è un difetto: qualche volta si dimentica quanto sia importante e quanto vale.❤
    Buon 8 marzo, un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo Enrico.
      Più stima e più amore.
      Le catene si possono spezzare.
      Un abbraccio e grazie di cuore.

      Elimina
  5. Io ho toccato con mano, profondamente, il terreno misterioso della paura nera poco tempo fa, perché è inutile negarlo ho avuto una paura blu di andarmene. Ma ho lottato con l'anima tra i denti, trovando anche dove mai avrei creduto di cercare la forza per resistere. C'entra l'amore, certamente: tutte le persone che amo, la mia donna, i miei figli, i miei nipoti, i miei amici di web che fanno oramai parte integrale di me, tutti insieme mi avete aiutato con la forza dell'amore.
    Una volta scrissi, non so più dove in quale dei miei scritti, che non è l'amore il sentimento più forte, perché si affievolisce sempre, ma l'odio perché non diminuisce mai col tempo ma aumenta. Rimango di questa idea con una correzione: nel momento fatidico in cui si vanno a fare i conti della propria esistenza l'odio non conta più nulla, conta solo l'amore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amico mio, mi fa piacere venire a sapere che, in uno dei momenti più difficili della tua vita hai percepito tutto quell'amore, vicino e lontano.
      Ti ha reso migliore di quanto tu non sia già.
      Ti abbraccio e grazie.

      Elimina
  6. Abbiate la forza e il coraggio di ribellarvi agli uomini che si sono presentati belissimi, con il costume del principe azzurro, ma che non hanno un cuore da principe azzurro. E le persone che sono vittime di violenza, auguro loro di trovare la forza di denunciare tutto. Non siete sole, le forze dell'ordine vi aiuteranno.

    Buon 8 marzo a tutte :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo augurio, grazie caro Riky.
      Buona festa anche a voi che siete Uomini che amate e rispettate.

      Elimina
  7. Che bello quello che hai scritto Mariella .. vero anche secondo me è l'amore il sentimento più forte e ti fa superare tutto ... tanti auguri anche a te e per tutti i giorni ...buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Giusi non potevi che condividere un pensiero come questo.
      Ti ringrazio e ti auguro una bella giornata circondata da amore e stima.

      Elimina
  8. Bel pensiero, l'amor proprio è importante e su questo non si discute.
    Ma non credo che sia la mancanza di amor proprio che fa di una donna l'oggetto di una violenza: ci sono donne con una grande autostima che però diventano oggetto di violenza.
    Parliamo invece di educazione del maschio, da parte non solo delle madri ma anche della società.
    Direi che è il caso di cominciare da lì, dalla parte marcia della società. Il maschio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso solo obiettare, cara Francesca, che la parte marcia della società siano "quei maschi" e non il maschio in genere, realtà di cui faccio parte. Meglio specificare, altrimenti in questa nostra nazioncina di etichette facili va a finire che siamo tutti aggressori.
      In sostanza hai ragione su tutta la linea, ma specificando bene. Ciao e scusa l'intervento.

      Elimina
    2. Ma il problema, caro Vincenzo, è che potenzialmente tutti i maschi sono violenti: poi c'è chi riesce a trattenersi e chi no (e non parlo solo di violenze fisiche).
      Scusa Marielle per l'ennesima intromissione.

      Elimina
    3. @ Franci, l'autostima spesso, in situazioni come quelle di cui leggiamo ogni giorno e che, alcune di noi hanno vissuto personalmente, mi pare latente.
      lL'amore verso noi stesse ci può aiutare ad acquisirla a darci consapevolezza e a reagire.
      L'educazione maschile concordo, deve partire in seno alla famiglia ma poi, deve essere consolidata nella società, altrimenti non si va da nessuna parte.
      Non penso però che il "maschio" sia la parte marcia della società.
      Conosco tantissimi uomini che amano nel modo giusto, con affetto stima e rispetto, le proprie compagne.
      Certo, la mentalità maschilista deve cambiare e questo possiamo farlo solo se saremo tutti uniti, uomini e donne nel contrastare l'ignoranza di tanti.
      Ti abbraccio forte.

      Elimina
    4. @ Vincenzo, concordo.

      Elimina
    5. @ Ofelia, non sono d'accordo a definire tutti i maschi violenti.
      Gli esseri umani hanno istinti animali e tutti, uomini e donne, possiamo volendo, soccombere ad essa.
      Sicuramente c'è in alcuni, più predisposizione per tanti motivi.
      Non farei di tutta l'erba un fascio, ecco.
      Un abbraccio.

      Elimina
    6. Ci sono uomini che si comportano bene perché si controllano, come dimostrato scientificamente. Che piaccia o no, è il testosterone del maschio, uomo o animale, che ne determina la natura violenta e fa di lui un essere sempre potenzialmente pericoloso.
      Se poi dico che l'uomo è la parte "marcia" della società è perché non mi pare che sia una donna a perpetrare la violenza su un'altra donna (e violenza non significa solo fisica, ma anche economica, morale, psicologica, biologica, esistenziale).
      A meno che non ci troviamo su un altro pianeta, si intende.

      Elimina
    7. Resto della mia idea Franny. Il tuo commento è troppo radicale e non mi sembra che ci possano essere certezze assolute nella vita. Quale quella che le donne non possano essere violente con le altre donne. Forse viviamo su due pianeti diversi.

      Elimina
    8. Senza pretendere di voler dare alcuna conclusione -e chi sarei io per farlo?- propongo me stesso come banale esempio. Conosco poche persone così impulsive come me, e voi amiche mie ne siete testimoni, ma proprio perché lo studio della propria personalità DOVREBBE essere materia prima di ciascuno di noi io mi sono così profondamente studiato fin da giovanotto perché MI VERGOGNAVO di non essere capace di reagire ai miei impulsi. Certo sono geloso come tutti, ma non in modo morboso, rispetto cioè la volontà altrui, uomo o donna non fa differenza. Il mio grande amore giovanile mi ha piantato per un altro di venti anni più anziano. Tremava quando sono andato a riportarle le sue cose, ma non ne aveva motivo: mai le avrei messo una mano addosso. Chi colpisce una donna è un vigliacco, punto!
      Chi lascia esplodere la sua riserva di testosterone non è un essere civile, punto!
      Il mostro di Cisterna è una sozzura del genere umano, un avanzo dei cavernicoli.
      Questa sorta di individui andrebbe cancellata dai comuni mortali e segregata in galerissima.
      Ma io non sono il solo: conosco tantissimi uomini -tutti i miei veri amici da sempre- che mai avrebbero colpito una donna a qualsiasi costo.
      Io ho sempre preferito napoleonicamente la fuga allo scontro rischioso, anche coi miei due maschi, che me le levavano dalle mani. Alessandro a 14 anni mi inseguiva gridandomi "fermati vigliacco che ti devo parlare" e io sparivo, perché se mi fossi fermato lo avrei gonfiato come una zampogna.
      Così si fa e basta Francesca, credimi anche tu, Ofelia. Sono arrivato alla mia età e mi posso vantare di non aver mai dato una sberla ad una donna, anzi nemmeno uno vigorosa scossa ad un braccio. Auguro veramente a tutte voi di incontrare uno che la pensi come me.
      Ciao, carissime amiche mie.
      Grazie Mariella per la concessione di spazio.

      Elimina
    9. Questo ribattere mi ha intristito profondamente. Grazie Enzo per la condivisione. Direi che sulla cosa possiamo mettere la parola fine. Non pensavo davvero che ci si potesse inasprire così su una questione che dovrebbe farci sentire tutti d'accordo. Un abbraccio.

      Elimina
    10. @Mariella
      Sei tu la padrona di casa, mi rimetto alla tua volontà di porre la parola fine ad una conversazione che poteva essere utile.
      Ultimamente sembra che avere idee diverse non sia un terreno di confronto, ma solo un motivo per cui certe persone si ritengono inutilmente offese, rammaricate e quant'altro.
      Va bene lo stesso.

      Elimina
    11. Francesca cara, non sono per nulla offesa. Anzi il confronto è sempre ben accetto. Solo che in questo caso pensavo fosse ovvio quanto avevo scritto e che non fosse assolutamente necessario andare oltre e arrivare a dare giudizi banalucci sui maschi...
      Ti abbraccio.

      Elimina
    12. Intanto mi presento, sono Nico :-) Non intervengo sulla discussione, anche perché ogni persona trae le proprie conclusioni anche e soprattutto dalle esperienze che ha vissuto in prima persona, che non sono le stesse per tutti. Però una piccola cosa la voglio dire, che purtroppo è un dato di fatto e che mi dispiace anche tantissimo, soprattutto perché riguarda negativamente le donne che secondo me, e qui concordo con Francesca, sono coloro che hanno sofferto di più e che sono state più massacrate dagli uomini! Come Vincenzo, anche io mi sento una persona che non farebbe male a una mosca! Ma come anticipavo, la cosa che voglio dire e che sto sperimentando nella pelle di tanti lavoratori, è che in termini di licenziamenti, e oggi sappiamo quanto questo tema sia tristemente importante, le più spietate sono proprio le donne :-( E questo aspetto manageriale, che è un dato di fatto purtroppo, credetemi mi dispiace immensamente. Scusate ma dovevo scriverlo! Un abbraccio a tutti, Nico

      Elimina
    13. Ciao Nico, benvenuto da me.
      Sai, hai spiegato molto bene quello che cercavo di dire senza voler in nessun modo attaccare la donna.
      Ma lei stessa, spesso e volentieri, soprattutto negli ambienti di lavoro, come affermi tu con la tua testimonianza, è spietata.
      Purtroppo ho vissuto in prima persona, anni fa, una situazione simile a quella tua.
      E in ogni ambiente di lavoro ci sono episodi che si ripetono.
      Senza voler generalizzare, a volte le donne imparano dagli uomini il peggio.
      Grazie per il tuo intervento.
      Abbraccio a te.

      Elimina
    14. Grazie a te Mariella, questa tua risposta mi rinfranca, anche se ovviamente non mi toglie la tristezza, che tu hai saputo esprimere molto meglio di me, e cioè che ci sono sempre più donne che traggono dagli uomini il peggio e diventano esse stesse molto più maschiliste! Lavoro e politica in primis! A presto, ti seguo, un abbraccio anche a te

      Elimina
  9. Bene, adesso commento!
    Sì, l'amor proprio è giusto che ci sia ma non è lo strumento che impedisce ad una donna di subire, purtroppo, una violenza di qualsiasi genere.
    E so di cosa parlo, per esperienza vissuta in prima persona.
    Le parole "devi amarti" di più non contano quando una donna finisce vittima della spirale della violenza e se purtroppo non lo si prova sulla propria pelle non lo si può comprendere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ofelia comprendo e rispetto la tua opinione.
      Però perdonami, non amo quando, in maniera riduttiva, si dice ad una persona che non può capire una particolare situazione perché non l'ha vissuta.
      Anche perché si dubita dell'intelligenza, capacità di comprensione e sensibilità di chi si ha di fronte.
      Non ho vissuto (per fortuna) un'esperienza come la tua.
      Ma altre altrettanto dure e ti assicuro che posso comprendere il dolore, la rabbia e tutto quello che si prova in situazioni gravi.
      E come me molte altre persone. Perché poco sappiamo del vissuto degli altri. E una frase come quella che hai scritto potrebbe fare molto male.
      Ti abbraccio.

      Elimina
    2. Cerchiamo di capirci prima sulla questione del post. Se in un commento si fa un discorso in generale non si possono fare un distinguo altrimenti tocca fare una lista dei buoni e dei cattivi con nomi e cognomi di tutti gli appartenenti al genere maschile esistenti sulla faccia della Terra.
      Poi so benissimo anche io che ci sono uomini che (in teoria) non farebbero mai male a una donna ma posso anche essere scettica, così come tu hai la certezza che in genere un uomo non è violento.
      Ma questo da cosa deriva? Dalle diverse esperienze.
      Se una persona non ha vissuto la stessa esperienza di un'altra può capire ma non può comprendere e immedesimarsi in quello che tale persone ha passato.
      Io non posso comprendere cosa significa perdere un figlio dal momento che non ho figli. Posso capire, essere vicino, ma non comprendere completamente quella situazione.
      Lo stesso vale per chi non ha subito violenza: può capire, stare vicino ma non comprendere totalmente perché comprendere comporta più dell'intelletto e della sensibilità, comporta empatia.
      Tu hai mai vissuto come un animale braccato? No, non credo.
      Io vivo ancora oggi come un animale braccato perché ogni volta che esco di casa devo guardarmi le spalle e sperare di tornarci, a casa.
      Tu puoi capirmi, ma non puoi comprendere la mia situazione ed è un dato di fatto.
      Non c'è da prendersela, è solo la realtà dei fatti.
      Un abbraccio.

      ps: farò un post sulla differenza fra capire e comprendere, così magari mi spiego meglio.

      Elimina
    3. Ofelia, per me empatia significa potuto quello. Sensibilità e immedesimazione. Comunque il mio post non doveva essere un momento di battaglia tra sessi ma di affinità di pensiero; ribadisco che non direi mai a un'altra persona che non capisce perché non ha vissuto. E tu non potrai mai sapere se chi hai di fronte ha un vissuto simile al tuo e magari non ne parla. Mi dispiace molto che si debba andare avanti con continui chiarimenti. Fai pure il post se lo ritieni necessario a me la cosa intristisce molto a dire il vero. Ciao.

      Elimina
    4. Ultima cosa: mai uscite dalla mia bocca le parole "devi amarti".
      E il mio post non è una crociata contro i maschi della cui maggior parte (escluso le bestie e i malati) ho stima e rispetto.
      Era un post sull'amore che è stato frainteso. Peccato.

      Elimina
    5. E io ribadisco, cara Mariella, che purtroppo non vuoi capire la differenza tra i due verbi che pur simili NON esprimono lo stesso concetto.
      Si può capire senza comprendere, non si può comprendere senza capire in quanto capire è uno degli elementi della comprensione ma il viceversa non c'è.
      Se non hai vissuto una situazione la puoi capire ma non la puoi comprendere, sarà la centesima volta che pongo l'accento su questa differenza che non viene colta e siccome trovo che sia importante fare in questo caso un distinguo allora sì, ci sarà il mio post ma perché lo voglio io e non perché mi occorre il permesso di qualcuno per scriverlo.
      Se poi vorrai venire a commentare sarai la benvenuta e ci confronteremo, altrimenti andrà bene lo stesso.
      Per concludere, anche a me intristice molto il fatto che tu non colga la differenza tra capire e comprendere.
      Detto ciò, viviamo tutti bene ognuno con le proprie idee e non per questo smetteremo di dialogare e confrontarci.

      Elimina
    6. Dimenticavo: "devi amarti" è un concetto che non hai espresso solo qui ma anche nei commenti al post del blog "La santa furiosa".

      Elimina
    7. Cara Ofelia, sei venuta a casa mia, in un luogo dove si stava parlando di amore, ad esprimere una tua idea che non è, per quel che mi riguarda, la verità assoluta ma semplicemente una tua opinione. E lo hai fatto superando il garbo e la sensibilità che contraddistingue il mio spazio.
      Dando lezioni di grammatica italiana (differenze tra il verbo capire e comprendere che sono sinonimi) e facendo intravedere una rabbia che non era necessaria.
      Io qui, ho scritto che "impariamo ad amarci e forse..." non è un concetto assoluto ma solo la mia idea, il mio punto di vista sulla questione. Non ho certezze assolute ma al contrario, avendo più anni di te, moltissimi dubbi.
      Non ricordavo di avere espresso il concetto "devono amarsi" da Santa ma lì da lei il tono del post era diverso.
      In questo ho sbagliato e lo riconosco.
      A casa tua è giusto che tu faccia e scriva quello che vuoi. Ci mancherebbe altro. Troverai molti proseliti, suppongo. Probabilmente sei abituata a dare lezioni di vita, dall'alto della tua esperienza. Che non tiene a quanto pare conto delle esperienze altrui e non le comprende.
      Io invece, comprendo e capisco benissimo il significato dei verbi nella lingua italiana. E nella vita cerco di immedesimarmi negli altri, quanto mi è più possibile. Con tantissimo AMORE.
      Ancora di più comprendo quando è il caso di non portare avanti un confronto a mio parere andato ben al di là del dovuto.
      Buon sabato.

      Elimina
    8. Col permesso della padrona di casa per lo spazio che andrò a rubare, vorrei fare un paio di domande ad Ofelia, cui mi unisce in generale un certo modo di pensare ed il fatto -curioso- che io, qualora fossi nata femmina avrei avuto dal mi papà, che si chiamava Amleto, imposto il nome "Ofelia".
      Ofelia, spiegami se vuoi come fai a seguirmi con tanta benevolenza e con complimenti che ho sempre apprezzato per il giusto loro significato. Forse non te ne sei accorta, ma io sono uno di quei birbaccioni, marciume e letame del genere umano. Io sono nato maschio, Ofelia.
      Senza che ti risenti e mi redarguisci rammentandomi che sì, ci sono le dovute eccezioni che il buon Dio elargisce a tutti per divina giustizia, cosa che io già metto in conto naturalmente, ma a me, capiscimi bene Ofelia, dà un tremendo fastidio essere un'eccezione, in quanto mi ritengo normalisimo e penso che "eccezioni" siano coloro che picchiano le loro donne, le tengono come schiave, si ritengono padroni della vita e della morte di queste "cose da nulla" -tali sono le donne per costoro- e non si vergognino di violentarle nel corpo e nell'anima.
      Vincenzo Iacoponi non è un santo, non è pronto al martirio, non è nemmeno un fenomeno da baraccone. No, Ofelia, Vincenzo Iacoponi è UN UOMO VERO. Ma non è il solo, credimi, siamo in tantissimi ad amarle le donne non solo fisicamente ma in quanto più della metà dell'Universo, perché senza la donna non ci sarebbe vita quaggiù e non ci sarebbe AMORE, che non è una parola strana, bensì quella che ha originato TUTTO.
      Certo io dal basso della mia mascolinità forse pensi che non sia in grado di capire e di comprendere -raddoppio del concetto forse a voler dire CAPIRE CAPIRE oppure CAPIRE BENE BENE, perché i due verbi sono sinonimi e allora te lo dico in tedesco, Ofelia, "verstehen", che non ammette equivoci- capire e/o comprendere cose che toccano il profondo dell'anima femminile e invece sbagli perché io dall'alto della mia sensibilità sono in grado di VERSTEHEN cosa provi una donna violentata dentro più che fuori.
      C'è una sorta di modo di dire blasfemo di molti uomini ignoranti ed incapaci di vedere a cinque centimetri dal loro naso, tipico per la loro bassura ed è: tutti gli uomini sono potenziali ladri e le donne potenziali puttane.
      Odio questo modo di dire, perché tantissime che ho conosciuto e frequentato non lo sarebbero diventate mai. Penso a mia madre, a mia moglie, alle mie figlie e alle tante di voi -tutte, mi ci gioco la testa- che frequento nel web e che mai lo diventerebbero, tu per prima.
      Quando ti sarà passata la rabbia facci una breve riflessione e capirai di essere stata cattiva nei TUOI confronti abbandonandoti in una terra di mostri, solo mostri, solo infami.
      Buona sera, Ofelia e buona domenica.
      Tranquilla: non ce l'ho con nessuna per partito preso io.

      Elimina
  10. Parole profonde e giustissimo. Le donne devono amarsi di più ed esigere rispetto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Daniele, tu sei sempre in prima fila e lotti con noi.
      Ti abbraccio.

      Elimina
  11. Hai espresso una sacrosanta verità! Tra l'altro, so bene che oggi è una giornata rivolta alle donne, ma il tuo è comunque un concetto condivisibile per chiunque.
    Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti Pier, il mio discorso ha un respiro ben più ampio, rispetto alla giornata di oggi,
      Ti abbraccio.

      Elimina
  12. Ogni giorno un piccolo passo ❤️
    Anche secondo me sta tutto qui il segreto per arrivare a darsi il giusto valore, avere la giusta percezione di noi stessi,la consapevolezza di meritare il meglio,la gioia di amarsi...
    Bacio donna bellissima

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente si ottiene subito.
      E riuscire ad arrivare ad amarsi è una strada molto lunga da percorrere, tutta in salita.
      Per cui, poco alla volta...
      Ti abbraccio ragazzo bello.

      Elimina
  13. ... E con amore un abbraccio a te e a tutte le donne, ciao Mariella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie carissima, ricambio con tutto il cuore.

      Elimina
  14. Bellissimo post !!! Sono perfettamente d'accordo con te. La paura è in tutti noi, è normale aver paura ma dobbiamo cercare di superarla, dobbiamo pensare di più a noi stesse ed imparare a volerci bene. Pensare agli altri ma non dimenticare noi stesse. Un piccolo passo alla volta e la paura è alle spalle. Siamo più forti ad ogni piccolo passo avanti. Un saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie cara.
      Mi fa piacere che tu abbia compreso bene il discorso sulla paura.
      Esatto: più forti ogni passo che faremo. E insieme.
      Che mi sembra la questione principale.
      Ti abbraccio.

      Elimina
  15. L'uomo nasce con un atto d'amore e nel suo Io c'è sempre il desiderio di ricambiarlo.
    I fatti della vita a volte ostacolano l'esigenza primario dell'uomo: amare ed essere amati.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gus, benvenuto da me.
      Concordo.
      La creazione dell'essere umano è stato uno dei più grandi atti d'amore che la storia ci insegna.
      Amore che è arrivato al sacrificio estremo per salvarci.
      Siamo imperfetti però; questo è il problema.
      Buona serata.

      Elimina
  16. Ho letto con emozione questo tuo post, Mariella, perchè l'hai scritto con il cuore e si avverte chiaramente.
    "Amarsi" non è affatto facile e scontato, ma hai scritto bene tu... un passo alla volta, giorno per giorno, si può imparare a farlo. Questo non sarà forse la fine di ogni problematica legata all'universo femminile e ai rapporti con la società che ha ancora tanti influssi maschilisti, ma di certo è una base, un selciato prezioso su cui poggiare i propri passi, no?
    Un bacio grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi Maris, a volte il cuore non basta.
      Io scrivo d'impulso e non sempre questo viene compreso.
      Non è affatto facile imparare ad amarsi. Io ci ho messo quasi una vita intera. Ho sbagliato tanto e forse ancora succederà.
      La società siamo noi. Se non partiamo dalle basi con questa rivoluzione e quindi dai nostri figli, non riusciremo mai a raggiungere la stima e il rispetto che sappiamo di meritarci.
      Ti abbraccio forte forte.

      Elimina
  17. Risposte
    1. Oddio, è il mio punto di vista.
      Non ho certezze assolute.
      Ciao Luisa, bentrovata.

      Elimina
  18. Bellissimo il tuo pensiero.
    L'amore, quando vero, supera ogni difficoltà e riempie la vita di tutto ciò che di più bello possa esistere.
    Aver paura a volte è normale, non saremmo esseri umami. Ma nella paura ci si tiene per mano e la si affronta diffondendo il bene che è nei nostri cuori.

    A presto,
    FrancescArte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesca, benvenuta da me.
      Che cosa bella che hai detto: tenersi per mano.
      Fondamentale.
      Ti abbraccio.

      Elimina
  19. Sei sempre grande
    Maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah grande d'età sicuro!
      Grazie Maurizio.
      Un abbraccio.

      Elimina
  20. Che potenza di citazione.
    E' che forse ci vuol tempo per arrivarci, ci vuole vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io sono rimasta molto colpita dal pensiero espresso da Isabel Allende.
      Può essere condiviso o meno, a seconda di come ci si pone.
      Ci vuole vita e tanti, tanti anni di ricerca interiore.
      Ti abbraccio.

      Elimina
  21. Il rapporto tra noi e il mondo è complesso. Mi fai pensare, diventerebbe troppo lunga come risposta, ci vorrebbe un dialogo tra tutti noi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte il dialogo procede come tra sordi.
      Concordo sulla complessità. Ma opto per l'intelligenza.

      Elimina
  22. Tesoro mio, continuo a credere che la paura sia più potente di tutto l'amore del mondo...certo puoi amare pazzamente... solo allora, forse, puoi venirne a capo. Ma la paura non è irrazionale, anche la paura più folle, cresce all'ombra di solida sensatezza. Che non è affatto detto sia giusta, ma ti brucia gli entusiasmi, ti tarpa le ali, ti impedisce quei salti nel vuoto, che potrebbero anche essere la felicità, sia chiaro..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come non è irrazionale la paura?
      Io quando ho paura non capisco più nulla, mi si annebbiano tutti i sensi, divento cieca e sorda, mi prende il panico.
      Forse non ho capito bene...
      E ci fa compiere azioni che, razionalmente, non oseremmo mai. Sotto questo punto di vista ti do completamente ragione.
      Ma come dice il sommo poeta: l'amor che move il sole e l'altre stelle... io ci credo!
      Sei tornato!

      Elimina
  23. Letto tutto, commenti compresi.
    L'amore e l'autostima contano e anche molto, però non sono la panacea di tutti i mali soprattutto quando si parla di paura, di violenze, di mancanza di rispetto.
    Secondo me bosognerebbe agire con altri mezzi e in altri modi perché io posso volermi bene quanto voglio, ma se poi mi becco una sberla (o peggio) dal mio ex ragazzo, vado a chiedere aiuto e nessuno mi aiuta... che me ne faccio dell'amore e dell'autostima?
    Non mi aiutano di certo a liberarmi dal dolore e dalla paura!

    Poi, visto che questo post riguardava anche l'8 marzo... beh, io il rispetto e la considerazione li esigo 365 giorni l'anno come ce li hanno gli uomini, mica solo per 24 ore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa davvero piacere che tu abbia letto con attenzione post e commenti.
      Così avrai pure visto che ho specificatamente detto che bisogna partire dalle basi: famiglia innanzitutto.
      Se si vogliono cambiare davvero le cose.
      Ti abbraccio.

      Elimina
    2. Beh no, a dire il vero il tuo post inizia parlando del senso di una paura generale da te provata e indotta dalle cronache giornalistiche, non ben specificata anche perché di solito la paura è un sentimento razionale con radici ben specifiche e infatti esistono miriadi di paure e fobie che si possono curare o tenere sotto controllo.
      Poi il post procede riferendosi alle donne vittime di violenza e correlando l’argomento all’amor proprio che una donna dovrebbe provare per sé in una specie di equazione impossibile che dichiara “maggior amor proprio = meno violenza verso una donna”.
      Specificatamente mi hanno colpita ma non in senso positivo queste parole:

      “Credo che dipenda dal poco amore.
      Se tutte noi scoprissimo quanto sia importante amarci di più, forse, non accetteremmo alcun compromesso e scioglieremmo ogni catena.
      Pretenderemmo rispetto da chi ci sottovaluta, ci relega in un angolo.”

      parole che lasciano sottintendere che una donna che poco si ama ha più possibilità di restare vittima di una violenza.
      Mi dispiace perché parlando di violenza, io vorrei per una volta leggere un discorso dove il banco dell’accusa muove un’arringa contro il carnefice e non contro la vittima.
      Non siamo poi così lontani da processi storici come quelli mossi contro Artemisia Gentileschi o Franca Viola.

      Poi, in seconda battuta, si è accennato ad un’educazione dei figli al rispetto di eventuali compagne.
      Giustissimo, ma solo una piccola goccia nel mare della prevenzione alla violenza contro le donne.
      Chiude una citazione di Isabel Allende che non c’entra nulla con il post anche perché richiama le dittature cilene e la morte della figlia dell’autrice (per porfiria, non per violenza).

      In merito ai commenti, ho visto tre schiere:
      -quelli che non avevano niente a che fare col post (i saluti, per esempio)
      -le standing ovation
      -le discussioni.

      Su quest’ultimo punto avrei da ridire qualcosa.
      Non ho letto proprio il genere di risposte che mi sarei aspettata da persone adulte e consapevoli di trovarsi nel mezzo di uno scambio di idee.
      Quando io discuto con una persona, anche se non sono d’accordo con lei, non mi piacerebbe sentirmi dire cose come:
      -“così si fa e basta”
      -“arrivare a dare giudizi banalucci”
      -“odio questo modo di dire” (ognuno la le sue opinioni)
      -“il tuo commento è troppo radicale” (le idee sono forti, sono il motore del mondo. Non possono essere frasi romantiche sussurrate al vento!)
      -“Dando lezioni di grammatica italiana (differenze tra il verbo capire e comprendere che sono sinonimi) e facendo intravedere una rabbia che non era necessaria. [...]
      A casa tua è giusto che tu faccia e scriva quello che vuoi. Ci mancherebbe altro. Troverai molti proseliti, suppongo. Probabilmente sei abituata a dare lezioni di vita, dall'alto della tua esperienza. Che non tiene a quanto pare conto delle esperienze altrui e non le comprende.”.

      Non mi piacerebbe perché avrei la certezza di trovarmi davanti non un interlocutore maturo e capace di accettare esperienze, vissuti, opinioni differenti dalle sue, ma una persona rimasta ancora alla fase anale freudiana che è quella del “ricatto psicologico/emotivo” ovvero “tutto bene finché la pensi come me”.
      Ho letto il post cui accenni parlando di grammatica e non l’ho trovato rabbioso, anzi è stato bello perché apre gli occhi non solo sulla nostra meravigliosa lingua ma anche sul fatto che troppo spesso (vuoi per ignoranza linguistica o superbia sentimentale) ci poniamo in posizioni sbagliate mettendoci come guru/coach/maestri in campi che a livello di esperienza non ci competono o non abbiamo ancora esperito.
      E siccome l’argomento qui trattato era il rapporto amor proprio/violenza perché non hai mostrato la sensibilità che dici di possedere verso chi di violenze ne ha subito abbastanza per la mia e la tua vita oltre che per la sua?
      Purtroppo sono rimasta delusa di commenti tuoi e di Vincenzo, mi è sembrato di avere davanti mio fratello, solo che lui ha sedici anni e voi tanti di più.
      Grazie per lo spazio.

      Elimina
    3. Prego, lo spazio è a tua disposizione. Un abbraccio.

      Elimina
    4. In merito al post credo (i miei credo e forse sono sempre attivati in relazione al fatto che non sono mai certa di nulla e sono in linea di massima una mia opinione) che tu abbia mal interpretato quasi tutto. Il mio post era ed è dedicato all'amore come all'amore è il riferimento del passo di Allende (so molto bene che la figlia è morta di porfiria avendo letto tutto di lei e la scrittrice parlava del fatto che avendo avuto paura di perderla aveva scoperto la forza superiore dell'amore proprio grazie al sacrificio della figlia) riteneva che l'amore potesse superare qualsiasi cosa, anche la morte). Sono partita parlando di paure in senso generico e anche personali (non sai assolutamente nulla di me ed io non parlo del mio privato nel blog per scelta) quindi hai generalizzato e poi virato sull'esempio da me fatto successivamente. Assolutamente non era un atto di accusa nei confronti delle donne ci mancherebbe, ma solo il mio pensiero viato che in molti casi (e qui parlo proprio di esperienze che ho vissuto personalmente) in molti casi si subisce violenza perché non si ha la forza di ribellarsi a questo perché non ci si sente in grado di farlo. Detto questo mi spiace molto che tu mi abbia giudicato così male a proposito di sensibilità. Mia e di Enzo. Pensavo che in tutto questo tempo che mi hai frequentato ti fosse chiaro che tipo di persona io sia. Forse tu non hai visto l'aggressione in casa mia ma c'è stata mascherata da chiarimento. La bellezza di un post è soggettiva visto che anche io mio da parte tua è stato inquadrato male rispetto a chi invece, ha interpretato molto bene e con facilità. Perché non c'era nessuna battaglia in essere né contro le donne né contro il mio pensiero. Come invece in alcuni casi è stato. Mi rendo conto però che qualsiasi mia risposta non cambierebbe l'idea che ti sei fatta di me; per questo "forse" questo mio ulteriore commento è inutile. Ma tanto ormai... Ti abbraccio nuovamente. Grazie per avermi dato 16 anni come mi piacerebbe😉

      Elimina
  24. Ciao Mariella, ti conosco da poco e ho un carattere diverso dal tuo, ma questo non mi impedisce di capire e comprendere quello che adesso hai dentro, ti riavvolgo in quell'abbraccio circolare, bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sciarada, hai scritto una cosa bellissima, ti ringrazio tanto.
      Abbraccio circolare condiviso.
      Smack.

      Elimina
  25. Cara Mariella , questo post mi era sfuggito e mi scuso se il mio ritardo ti ricorderà la delusione che alcuni commenti ti hanno procurato.
    Il tuo post, compresa la frase dell'Allende, dovrebbe far parte dei test scolastici della scuola superiore, perché ciò che hai scritto è una lezione sull'amore, fatta con amore. Leggere che 'maschio' equivale a 'marcio' mi sembra un'affermazione blasfema. Ho conosciuto vari uomini, durante la mia lunga vita e mai ho incontrato un uomo violento o scorretto verso gli altri.
    So che esistono e mi rammarico per le donne che li hanno incontrati e subiti, ma non si può generalizzare altrimenti sì che si cade negli stereotipi come coloro che affermano che i neri sono tutti scimmie o come Hitler che vedeva gli ebrei come la rovina dell'umanità.
    Chi detesta gli uomini a priori, chi ama? Forse solo se stessa o le donne , ma tenga presente che nessuno rappresenta la perfezione.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Cris, proprio oggi si sta combattendo una nuova battaglia spin - off di questo mio post.
      Non avrei mai creduto di essere la causa di questa terribile questione.
      Mi fanno molto piacere le tue parole, ma mi viene il dubbio di avere sbagliato proprio a scriverlo il post.
      La generalizzazione, il qualunquismo e la presunzione sono i veri mali di questo nuovo secolo. Ci si prepara al peggio e ho davvero paura di non avere scampo.
      Chi amino persone così resta un mistero. Nemmeno se stesse io penso.
      Un abbraccio circolare.

      Elimina
    2. Grazie Mariella, anch'io sono scossa da questa profusione d'invettive e insulti ; non avrei mai pensato che delle donne potessero reagire con tanta supponenza e cattiveria. Ora ci si è messo anche l'anonimo, e non ricordo assolutamente a cosa possa alludere,anche se ho una mezza idea su chi possa essere.
      Lo denuncio appena saprò la procedura.
      Contraccambio l'abbraccio circolare, da l'idea di un gesto veramente amichevole.
      Cristiana

      Elimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)