AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

06 aprile 2018

ALLA MIA NAZIONE.


Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

(Pier Paolo Pasolini - 1961)

Uomo di altri tempi, ma assolutamente contemporaneo. Di rigore intellettuale assoluto. Queste parole sono coraggiose e irriducibili. Non ci basterà tutto il tempo della vita per rimpiangerlo. Il suo atto di accusa alla casta borghese dell'epoca è un urlo così forte che arriva a devastarci ancora oggi. Cosa è cambiato infatti?

39 commenti:

  1. Sempre attuale. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Disperatamente attuale.
      Un abbraccio Sinforosa.

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    1. Da allora in poi stiamo precipitando sempre più.
      Buona serata Daniele.

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  3. Non mi piace chi giudica in blocco gli altri.

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    1. Rispetto il tuo punto di vista.
      Ma qui è ben altro che giudizio.

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  4. Mi sono venute in mente le parole di denuncia che pronunciò Rino Gaetano “C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale. E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capracotta”.

    Visto che Pasolini citava "spiaggia libera".

    Insomma, la società italiana dell'epoca era corrotta, così come quella attuale.

    Ma ciò non toglie che in mezzo alla corruzione ci sia spazio per esempi di virtù e saggezza.

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    1. Siamo partiti da lì e non ci siamo più fermati, nel precipitare.
      A differenza tua io la vedo più grigia. Non mi pare ci sia spazio per altro o altri migliori.
      la casta impera, cambiano le facce ma la sostanza resta quella. E noi, in quel mezzo, ancora a farci prendere in giro.

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  5. Grande Pasolini, cresciuto sotto il fascismo che tutte le brutture copriva con un manto di negritudine, la camicia nera. Appena gli italiani se la tolsero misero a nudo le solite schifezze, di cui parla PPP.
    67 anni dopo la stesura di questa poesia le cose sono peggiorate, tutti i mali nazionali vengono e verrenno a galla di qui all'eternità. Se per risolvere i mali di una casta ci accingiamo a crearne una (due?) peggiori perché senza basi culturali adeguate siam messi male. E poi questa (queste?) fra venti anni saranno marce e noi, come il burattinaio di Collodi ne tiriamo fuori una o due raffazzonate e già obsolete, e poi ancora aspettare quanto? Altri 20 anni? Ma noi saremo tutti morti e che si grattino i nostri eredi le loro pulci. E amen.

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    1. Cosa aggiungere alla tua analisi scoraggiante?
      Nulla, restiamo burattini pronti a venderci al miglior offerente; ciechi e sordi.

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  6. Niente, infatti: quel mondo è sempre immutato, così come lo aveva descritto PPP.

    Moz-

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    1. Io faccio parte di quella generazione che pensava avrebbe cambiato tutto. E invece, abbiamo fallito.
      Lasciamo un'eredità di macerie e desolazione.

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  7. Si, infatti non è cambiato nulla, anzi decisamente credo che siamo andati a peggiorare e che tra venti anni ritroveremo questa citazione ed ancora risponderemo che è peggiorato tutto di nuovo. Che tristezza...

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    1. La rassegnazione che leggo nelle tue parole è quello che mi fa più paura...

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  8. Cambiato nulla!!!
    Se vivesse ancora oggi... temo al pensiero di scoprire cosa potrebbe dire!

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  9. Un uomo incredibile...ombroso e dolce, come la nostra terra...

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    1. Il suo urlo un monito, purtroppo mai colto.

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  10. Leggendo il commento di Patricia ho pensato davvero a quanto sarebbe interessante, se Pasolini fosse ancora vivo oggi, sentire una sua analisi e capire cosa vedrebbe di diverso da allora.
    Purtroppo temo che troverebbe molte somiglianze, per lo più in negativo.
    Ma voglio sperare che menti illuminate si possano cercare anche nel caos e nella bassezza che impera... bisognerebbe trovare questi punti di forza da cui ripartire.
    Un abbraccio, carissima.

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    1. Io vedo la cosa molto difficile maris.
      Non c'è legame, non c'è storia che unisca. Vedo tutto frammentato e diviso. La "Nazione" è delusa, sconcertata, lasciata sola. Ogni giorno che nasce chi comanda è sempre più scollato dalla realtà, distante.
      Nella pratica siamo abbandonati, mentre combattiamo le brutture quotidiane senza alcuna difesa.
      I punti di forza? Ma se ognuno di noi è chiuso nella propria casa e pensa a risolvere i suoi problemi, quale può essere la strada per tornare l'unità necessaria a ripensarlo il nostro paese?
      Un abbraccio a te.

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    2. Che sia arduo, anzi molto arduo è vero. Purtroppo noi "semplici" cittadini nel nostro piccolo possiamo cercare di tirare fuori il bene, di fare i nostri passi, ma come tu sottolinei anche in questo manchiamo e ci chiudiamo troppo spesso nel nostro guscio. Questo dà man forte ovviamente a chi sta al potere e ancora di più pensa solo al proprio tornaconto.
      Eppure non può morire tutto così, io non mi voglio rassegnare del tutto. Desidero ancora vivere seguendo degli ideali di civiltà e onestà, di altruismo, per portare almeno intorno a me qualcosa di buono, nonostante la maggioranza delle persone non la pensi più così e sia o indifferente o fortemente egoista.
      Sono certa che lo stesso anche tu Mariella senti di non poterti rassegnare. Se molliamo anche noi per primi è davvero la fine.
      C'è dell'utopia nelle mie speranze, me ne rendo conto, ma voglio cercare di fare la mia piccola parte!
      E se parlando in termini di elezioni politiche si tornerà presto al voto mi auguro che si faccia qualche altro passettino utile per una ripulita... anche se una vera rivoluzione ci vorrebbe, altrochè.

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    3. No, ma io sono d'accordo con te. Non ci possiamo arrendere e credo sia doveroso continuare a combattere e a fare ognuno la propria parte per cercare di fare del nostro meglio. La mia paura è che siamo e resteremo in pochi. Vedo così tanto immobilismo che mi sgomenta. Quello che è successo con queste elezioni, è solo una delle dimostrazioni che la maggior parte degli italiani non sa quello che sta facendo. Si lascia irretire da proclami qualunquisti e da promesse assurde di imbonitori televisivi. Alla sostanza come stanno andando le cose era da immaginare. Non c'è uno schieramento politico che abbia messo sul piatto un programma sensato e mirato. E poi, quanti italiani avranno letto per bene il programma di chi andavano a votare? Siamo abituati a farci lobotomizzare dalle televisioni e dai proclami da balcone. Diciamo che è nel nostro dna. Ci saranno nuove elezioni a chi dovremmo rispondere tutti o almeno la maggior parte con un vero dissenso. Ma non succederà e saremo punto a capo. Questa è la dura realtà.

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  11. Peggiorato tutto mia cara... a volte cerco di fare autocritica pensando che, comunque, contribuisco anche io al peggioramento, buono solo a criticare e a stupirmi del disagio, perché mi adeguo. In quest'ottica il NON votare quest'anno lo considero un minuscolo, impercettibile, passo.
    E se come penso, si riandrà a votare a brevissimo, spero in tanti, altri, minuscoli passi...

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    1. Autocritica quotidiana anche la mia.
      Ma dove e cosa posso fare se attorno a me non vedo che il deserto, l'indifferenza?
      Ho anche io utilizzato lo stesso passo tuo come piccolo atto di ribellione.
      Sapevo che lo sbraitare contro tutti e tutti non avrebbe portato ad alcuna soluzione da parte di chi pensava di cambiare l'Italia con proclami tronfi e pieni zeppi di populismo e bugie.
      Bisogna saper governare, mediare, migliorare. Non ci inventa politici. Non ci si inventa governanti.
      Si andrà nuovamente a votare.
      Speriamo che i "non" voti siano ancora più numerosi.

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  12. almeno al tempo della nobiltà laica o cristiana, ai mortidifame veniva assicurato il paradiso, purché non avessero mangiato carne di venerdì, ma solo aragoste

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    1. Vuoi dire che oggi manco il paradiso ci tocca più?

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  13. Non siamo più padroni delle nostre vite, ci hanno messo di fronte ai compromessi e li abbiamo scelti...i migliori se ne sono andati troppo presto. Per i migliori la vita cosi piena di malvagità e meschinità è invivibile, o muoiono di dolore o muoiono uccisi. I migliori non si adattano.
    Grazie di questo post, ci fa bene ricordare Pier Paolo Pasolini.
    Un abbraccio
    Nou

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    1. Cara Nou, la tua riflessione è amarissima.
      Abbiamo scelto e abbassato spalle e schiena.
      Pasolini sarebbe furente.
      Un abbraccio e grazie a te.

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  14. Nelle parole di Pasolini c'è tutta l'amarezza del genio consapevole della triste realtà nascosta dal boom economico. E perché mai le cose dopo oltre sessant'anni dovrebbero esser state cambiate? Chi le avrebbe dovuto cambiare? La "borghesia" che è riuscita a ottenere profitti con la forza lavoro a buon mercato o quei proletari ingabbiati nel sogno illusorio di diventare borghesi e nutriti a pane e nozioni standard d'addestramento che fanno un po' cultura, quel tanto che serve per far guerra a chi parla d'amore? Se qualcuno deve sprofondare nel mare per liberare il mondo di certo non lo farà da solo, servirebbe una spintarella.
    Un abbraccio Mariella e buona domenica sera!

    P.S. Buonaaa la crostata!

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    1. Condivido, se contestualizziamo la poesia al periodo giusto, negli anni di forte ripresa abbiamo dato la possibilità alla casta di arricchirsi facendoci credere che per prima la nostra vita sarebbe cambiata in meglio.
      Ma abbiamo solo preparato la strada al potere economico che ha "sbranato" la politica intesa come ideali.
      Oggi, siamo a rimestare il fondo. Non abbiamo fatto nulla per cambiare quel che doveva essere cambiato.
      Siamo i primi colpevoli, ma per la spintarella io sono pronta.
      Ti abbraccio anche io cara e grazie.

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    2. Ti riferisci alla pastiera?
      Hai visto le foto su IG?
      Grazie!

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    3. Mari, ma qual è la formula giusta del fare, chi è che la conosce veramente? Te lo chiedo con tutta la forza della disperazione di una che non è abituata a mollare; io non me la sento di dire che non abbiamo fatto nulla, siamo scesi in piazza, abbiamo presidiato davanti a Montecitorio, abbiamo protestato, manifestato, scioperato, con tutta una vita da mandare avanti, tutto questo dalla "democrazia" è concesso nei limiti che rispettano le regole perché serve come valvola di sfogo, ma per scardinare il sistema è necessario romperle le regole e rischiare, bisogna essere disposti a finire in prigione e a morire, dovremmo essere come Che Guevara o Mandela, lo siamo?

      Sìììì mi riferivo alla pastiera del post precedente, non so come mi sia venuta in mente la crostata, lapsus freudiano, adesso ho visto anche le foto, me-ra-vi-glio-saaa.
      Bacio!

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    4. Concordo sul fatto che non esiste una formula. Ma le proteste sono state della minoranza così come le lotte. Sempre troppo pochi e quando è così, si fa presto a far finta di non sentire. E quelli, la maggioranza, a cui va sempre bene tutto che hanno votato e continuano a votare sull'onda di proclami che non valutano se non superficialmente, dove li metti? Sono loro che hanno deciso le sorti della nostra terra in tutto questo tempo. Forse sì, bisognerebbe tornare alle barricate... ma io sono una rivoluzionaria dentro😕😕😕 e bisognerebbe trovare quel coraggio che "uno non se lo può dare". Ppbacio grande.

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  15. Dai tempi di Pasolini temo che le cose siano molto peggiorate.

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  16. Carissima Mariella innanzitutto ti volevo ringraziare tantissimo per essere passata nel mio blog,sei stata gentilissima ad avere un pensiero gentile nei miei confronti nonostante manco da mesi sia nel mio blog che in quelli delle amiche...come ben sai ho avuto un bimbo che ora ha sette mesi ed è una meraviglia,sta crescendo benissimo e ha un bellissimo carattere:dolce e affettuoso con tutti!:).
    Trattandosi di un bambino così piccolo,come puoi immaginare,richiede tante attenzioni...e per il momento non riesco a pubblicare ricette né ad essere presente nei blog delle amiche...spero,prima o poi di riuscire a riprendere ma davvero non posso prevedere quando....
    Ho letto il tuo bellissimo post e a mio parere purtroppo la realtà dai tempi di Pasolini ad oggi e' terribilmente peggiorata..e stiamo andando sempre più a fondo...il discorso tocca tantissimi e innumerevoli aspetti della realtà attuale....
    Un bacione grande e un abbraccio fortissimo:)).
    Rosy

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    1. Ciao Rosy!
      Ma che bello che sei riuscita a passare da me. Sono così contenta di ricevere tue notizie e di sapere che va tutto bene, il tuo piccolo cresce e che tu sia presa dal mestiere di mamma, difficile e allo stesso tempo meraviglioso.
      Certo ci manchi tanto, il tuo blog e la tua presenza sono pezzi importanti in questo mondo variegato del web. Ma non preoccuparti, è naturale che il tuo tempo tu lo dedichi a chi ha assoluto bisogno di te.
      Come vedi, noi si continua con la solita vita, momenti positivi e negativi.
      Restiamo qui, ti aspettiamo.
      Un abbraccio grande grande e un bacio al tuo piccolino.
      A presto!
      Mari.

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  17. Il guaio è che Pasolini è mancato ormai da molti anni ma il suo messaggio di denuncia è sempre attuale e ciò vuol dire che i problemi di allora ci sono ancora ! Un saluto.

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    1. Era molto più avanti di noi, aveva visto più lontano. Ora quei problemi si sono acutizzati o forse dovrei dire incancreniti.
      Se già allora la situazione sembrava grave, ora mi pare irrisolvibile.
      Un abbraccio.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)