Scrivo perché mi scappa da scrivere...

25 gennaio 2020

SABATO DI POESIA: RUTH






È scampata alla guerra a Tarnopol. All'ombra e alla penombra. Al dolore.
È scampata alla paura dei ratti e degli stivali, dei conciliabolo e delle urla.
Adesso è morta, al buio, in corsia, nel silenzio bianco di un ospedale.
Era ebrea. Non ha mai capito il significato di quella parola, 
semplice, eppure del tutto incomprensibile, come l'algebra.
Talvolta lo intuiva. La Gestapo sapevo perfettamente cosa
volesse dire. Una grande tradizione filosofica in certi casi aiuta,
affila come coltelli le definizioni, precise come frecce buddiste.
Era bella. Doveva morire allora, insieme agli altri e alle altre,
sparire senza traccia, andarsene senza elegie, come tanti altri,
come l'aria, e invece è vissuta a lungo, alla luce del giorno,
nell'aria di tutti i giorni, nell'ossigeno di una Cracovia normale.
Spesso non capiva cosa significhi essere una bella donna.
Lo specchio taceva, avaro di definizioni filosofiche.
Non aveva dimenticato, eppure non parlava di quegli anni 
quasi mai. Una volta sola raccontò questa storia:
la sua amata gattina non voleva stare nel ghetto, di notte
tornò due volte dalla parte ariana. La sua gatta non sapeva
chi sono gli ebrei, e che cos'è la parte ariana.
Non lo sapeva e perciò schizzava come una freccia dall'altra parte.
Ruth era avvocato, difendeva gli altri. Forse per questo è vissuta a lungo.
Perché gli altri sono tanti e hanno bisogno di essere difesi.
Di accusatori non ne mancheranno mai, ma i difensori sono pochi.
Era una persona buona. E aveva un'anima. Talora crediamo di sapere
che significhi.

(Adam Zagajewski - Asimmetria - 2012)



"la poesia è come un volto umano, un oggetto che può essere misurato,
descritto, catalogato, ma è anche un appello. A.Z."


Note sull'autore:
Adam Zagajewski è nato nel 1945 a Leopoli, città che ha lasciato quell'anno stesso assieme alla sua famiglia, espulsa dai sovietici che se ne erano impadroniti nel 1944.
Ha studiato psicologia e filosofia all'università Jagellonica di Cracovia, diventando ben presto uno dei protagonisti della corrente "Nowa Fala" o "Generazione del '68" che riuniva i giovani poeti più critici nei confronti del regime. Pubblica la sua prima raccolta, Kommunikat nel 1972.
Insignito del Neutstad International Price for Literature(2004) del premio Heinrich Mann(2015) e del premio Principessa delle Asturie (2017), insegna da anni all'università di Chicago.


Con questa poesia inauguro la settimana dedicata alla Memoria.

24 commenti:

  1. Un preludio molto significativo a quella tragedia che, per quanto sembri impossibile, ancora cova sotto la cenere., a riprova che di " accusatori non ne mancheranno mai, ma i difensori sono pochi."
    Versi pacati che traducono ampiamente la sofferenza di chi ha subito quella persecuzione.
    Cri
    PS. Ne approfitto per chiederti se hai mai letto un pensiero di Liliana Segre sull'odierno Stato d'Israele o sui palestinesi. Ho cercato , ma non ho trovato niente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo in un momento storico in cui, il ripiombare in un incubo come quello, è molto più facile di quel che sembra. Tutti discutono, tutti pensano di saperne di più degli altri. Saccenti e arroganti, con tanta di quella rabbia in corpo che lascia davvero poco spazio alla riflessione. Quest'ultima è uno dei motivi principali che mi ha spinto ad aprire questo spazio dedicato alla poesia. Induce alla riflessione, al ragionamento, all'emozione condita da stupefatta constatazione.
      Liliana Segre, di proposito, per evitare strumentalizzazioni, non rilascia dichiarazioni sullo Stato di Israele e sulla Palestina. Perciò non trovi nulla.
      Se posso consigliarti, ti suggerisco di cercare Amos Oz, a riguardo. Il grandissimo scrittore israeliano, non aveva preconcetti e sul suo stato, come sulla condizione dei palestinesi, si è espresso più volte. Un suo saggio importante è: "Contro il fanatismo". Lo lessi anni fa, è ancora un faro possente sulla situazione.
      "Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c'è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, è morte."

      Elimina
    2. Ho letto Amos Oz e il suo "Contro il fanatismo" con "ingordigia" , è il libro più sottolineato e scarabocchiato che ho . Conosco quasi a memoria i libri di Grossmann ed è proprio per questo che mi interesserebbe conoscere il parere di Liliana Segre.
      Il compromesso significa anche apertura mentale e rispetto per gli altri, a mio parere.
      Grazie e bacio.
      Cri

      Elimina
    3. Non è la prima volta che lo dico: siamo molto più simili di quanto pensiamo.
      Bacio a te.

      Elimina
    4. Scusa, ho dimenticato di aggiungere che anche la mia copia del saggio di Oz è molto sottolineata. E Grossman è un altro dei miei autori preferiti, ho avuto la fortuna di conoscerlo anni fa, durante un evento a Milano. In quella occasione conobbi anche Oz, sono stata doppiamente fortunata.
      Ribacio.

      Elimina
    5. Ti invidio, ma con molto affetto.
      Cri

      Elimina
  2. Non conoscevo questo autore.
    Mi ha colpito molto la frase della gatta, che non sa la differenza tra ebreo e ariano. Ecco, dovremmo essere forse come i gatti per evitare certi orrori... :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non conoscere la differenza tra un determinato concetto e un altro, può distruggerci.
      Con la sua metafora però, Zagajewski vuole far comprendere quanto sia meschino utilizzare dei sostantivi (pensa ad immigrato o gay) tali da portare all'annientamento della dignità umana. Si comincia con le parole e si finisce in fosse comuni.
      No, più che gatti, in questo momento dovremmo essere abili e intelligenti equilibristi.

      Elimina
  3. Anch'io lunedì parlerò di questa giornata ma non posso che dirti che sei stata straordinaria nel scegliere questi versi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Daniele, detto da te è un grandissimo onore.
      Non vedo l'ora di leggere il tuo post.

      Elimina
  4. hai scelto un passaggio molto bello per inaugurare questa ricorrenza importantissima <3
    verrò a leggere anche gli altri, è un argomento che deve sempre restare vivo e continuare a parlarne è fondamentale, in questi tempi malati ancor di più!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Angela, l'autore è poco conosciuto in Italia, mi sono approcciata alla sua poesia con la curiosità che mi contraddistingue. Una bella e importante scoperta.
      Ti aspetto nei prossimi giorni!
      Buona domenica.

      Elimina
  5. Grazie per questa toccante poesia. Di questi tempi c'è bisogno più che mai di ricordare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna se ne parla sempre più spesso, grande merito del senatore a vita Liliana Segre.

      Elimina
  6. Grazie per questa testimonianza importantissima specialmente in questo periodo in cui intolleranza, odio, razzismo, sembrano tarare le menti di molti individui.
    Buona domenica, un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le "piccole" menti di molti individui, aggiungerei.
      Buona domenica a te caro Enrico.

      Elimina
  7. Sono tempi tristi quando il Nazifascismo e il razzismo,grazie a politici compiacenti,hanno la possibilità di uscire allo scoperto.
    È in questi momenti che bisogna reagire ricordando la piaga tremenda che è stato questo vergognoso pensiero.Ricordiamo con le parole,la musica e la poesia affinché nulla mai di ciò che è stato ritorni.
    Felice domenica. fulvio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio oggi, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha pubblicato sulla sua pagina INSTAGRAM, una foto della porta di casa su cui ha incollato un cartello con la scritta ANTIFA HIER (qui vive un antifascista), in risposta a quanto successo a Mondovì. Stavo pensando di imitarlo.
      Hai ragione,giorni davvero terribili i nostri. Ricordiamo in tutti i modi possibili e civicamente impegnati. Sempre.
      Una buona domenica a te caro Fulvio.

      Elimina
  8. Mariella complimenti per questa iniziativa che rende veramente il tuo blog speciale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sara, tengo alla mia "casa" che è lo specchio della sua padrona.
      Buona serata.

      Elimina
  9. Mai dimenticare l’orrore.
    E sembra quasi impossibile che tanto schifo abbia “contribuito “ alla creazione di questi bei versi di Adam Zagajewsky e di tanti altri artisti che hanno conosciuto e vissuto quel terribile periodo.
    Ti dico solo che il prossimo libro che mi sta aspettando è La memoria rende liberi di Segre/Mentana.
    Senza scriverti dei film in dvd e documentare che ho nella mia videoteca sul tema.
    È proprio vero : conoscere è doveroso.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà se saranno sufficienti le poesie, i libri e i film quando anche l'ultimo testimone della Shoah non ci sarà più. Speriamo bene.
      Hai citato il libro che voglio comprare anche io. Come te, da anni leggo e mi documento. Romanzi, saggi , biografie e film, soprattutto. Eppure ogni volta scopro altri angoli nell'ombra. Ne parlerò presto.
      Buona serata.

      Elimina
  10. Vivere a lungo perché gli altri sono tanti e devono essere difesi...
    è un passaggio bellissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comprensione, disponibilità, altruismo.
      Dovrebbero essere gli obiettivi di tutti gli uomini.

      Elimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)