Scrivo perché mi scappa da scrivere...

10 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: LEGGE NON SCRITTA DI LOUISE GLÜCK


Legge non scritta


Interessante come ci innamoriamo:
nel mio caso, in modo assoluto.
In modo assoluto e, ahimè, spesso –
così era nella mia gioventù.
E sempre con uomini piuttosto giovanili –
immaturi, imbronciati, o che prendono timidamente a calci foglie morte:
alla maniera di Balanchine.
Né li vedevo come ripetizioni della stessa cosa.
Io, con il mio inflessibile platonismo,
il mio fiero vedere solo una cosa alla volta:
ho decretato contro l’articolo indefinito.
Eppure, gli errori della mia gioventù
mi rendevano senza speranza, perché si ripetevano
come è di solito vero.
Ma in te sentii qualcosa oltre l’archetipo –
una vera espansività, un’esuberanza e amore della terra
profondamente estranei alla mia natura. A mio merito,
benedissi la mia buona fortuna per te.
La benedissi in modo assoluto, alla maniera di quegli anni.
E tu nella tua saggezza e crudeltà
mi hai gradualmente insegnato l’assenza di senso di quel termine


da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Bigini


Note bibliografiche

Louise Glück è nata a NYC nel 1943. Ha appena ricevuto il Premio Nobel 2020 per la letteratura con la seguente motivazione " la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l'esistenza individuale  esperienza universale". Già premio Pulitzer nel 1993,  si è laureata all'università di Yale. Con la sua poesia evoca di frequente i temi della solitudine e dell'isolamento in tono colloquiale e meditativo. In Italia è poco conosciuta e sono state pubblicate solo due raccolte di sue poesie Averno e L'iris selvatico. Conosco alcune sue poesie lette all'interno della raccolta Averno pubblicate dalla casa editrice napoletana Dante e Descartes nel 2019. Vi propongo quella di oggi che ho letto ma non particolarmente apprezzato. La sua freddezza e distanza mi colpisce in negativo. Ecco oggi voglio parlare con voi di quella poesia che non ci raggiunge, e scivola via senza lasciare il segno.


Fonti: La Repubblica; Interno Poesia.

36 commenti:

  1. Cavolo, io invece leggendo questa poesia mi sono innamorata :-D
    Forse hai ragione, forse è quasi asettica, eppure proprio quello mi colpisce (in positivo, al contrario tuo :)).
    Descrivere così bene, solo per il gusto di portarlo alla luce, nero su bianco, un sentimento che però, io avverto, l'ha (s)travolta.
    Di poesie che invece non mi dicono nulla ne ho lette abbastanza, ma le ho rimosse proprio per quello.
    Diciamo che è come l'attrazione per qualcuno appena conosciuto. A volte scatta, a volte no, questione di pelle, semplicemente inspiegabile :)

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    1. Pensa che Louise Glück è stata paragonata ad Emily Dickinson, la mia poetessa preferita.
      Ecco come leggo dal tuo commento, a te è piaciuta questa poesia. A me meno, rispetto ad altre sue.
      Questa l'ho definita fredda e distante, poco incisiva e coinvolgente, estremamente prolissa. Forse perché tutto quel curare la sua forma con troppe parole mi ha un po' destabilizzato. La poesia è complessa, arriva a toccando corde che nemmeno sospettiamo di avere. A volte ti sorprende così tanto da stravolgere, esattamente come ha fatto con te, oggi.
      Sì, questione di pelle.
      Ho cercato TRAMONTO, della stessa autrice, che mi aveva soggiogato e dove la somiglianza con ED è più evidente. Eccola:

      La mia grande felicità
      è il suono che fa la tua voce
      chiamandomi anche nella disperazione; il mio dolore
      che non posso risponderti
      in parole che accetti come mie.

      Non hai fede nella tua stessa lingua.
      Così deleghi
      autorità a segni
      che non puoi leggere con alcuna precisione.

      Eppure la tua voce mi raggiunge sempre.
      E io rispondo costantemente,
      la mia collera passa
      come passa l’inverno. La mia tenerezza
      dovrebbe esserti chiara
      nella brezza della sera d’estate
      e nelle parole che diventano
      la tua stessa risposta.

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    2. ... Ecco, per esempio questa non mi ha colpita :D

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    3. Invece a me tanto.
      Ci colgo una fragilità amorosa che è difficile da spiegare perfino in prosa...

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  2. Mi spiace dissentire ma pure a me è arrivata.
    Poi per uno come me che ne capisce veramente poco.
    Da ignorante potrei azzardare che è il moderno che si stacca dal contemporaneo /classico non so...
    Un elogio della solitudine ..che di per se non è mai bella .
    Ma lei forse ha trovato la maniera attraverso la sua poesia di fartela almeno un po’ apprezzare.
    Anche perché non ci leggo disperazione ma un senso di stare in pace con se stessi avendo metabolizzato un trauma come quello dell’abbandono o la fine di un amore.
    Ciao

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    1. Perché ti dispiace? Era quello a cui volevo arrivare, una bella disquisizione sulla poesia. E su come possa piacere o meno, a secondo della nostra predisposizione e del nostro sentire. Lei ha radici antiche che sposta con la contemporaneità. Forse è soprattutto per questo che è stata premiata, boh...
      Neanche io ci leggo disperazione, piuttosto fredda constatazione, ha superato "bellamente" la crisi post-abbandono. Altre poesie della Gluck mi piacciono e colgo l'occasione, di postarne ad ogni vostro commento, per conoscerla meglio, insieme.
      E dai con questa storia che capisci poco di poesia... ahahah

      NOSTOS

      C’era un melo nel cortile –
      saranno forse
      quarant’anni fa – dietro,
      solo prati. Ciuffi
      di croco nell’erba umida.
      Stavo a quella finestra:
      fine aprile. Fiori di primavera
      nel cortile del vicino.
      Quante volte, davvero, l’albero
      è fiorito nel giorno del mio compleanno,
      il giorno esatto, non
      prima, non dopo? L’immutabile al posto
      di ciò che si muove, di ciò che evolve.
      L’immagine al posto
      della terra inarrestabile. Che cosa
      so di questo luogo,
      il ruolo dell’albero per decenni
      preso da un bonsai, voci
      che vengono dai campi da tennis –
      Terreni. L’odore dell’erba alta, tagliata di fresco.
      Quello che uno si aspetta da un poeta lirico.
      Guardiamo il mondo una volta, da piccoli.
      Il resto è memoria.

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    2. Chi l’ha scritta ...te ?🤔
      Adesso non pretendere troppo da me😘

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    3. Ma va, faccio cagare come poetessa. È un'altra poesia di Glück. Come dicevo sopra ad ogni vostro commento un'altra poesia dell'autrice per conoscerla meglio😉

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    4. Potrei dire che son d’accordo con lei.
      Il resto è memoria ...è uno come me che non si è mai attaccato morbosamente al passato ma gli è scivolato proprio addosso non può che approvare a pieno questa sua visione.
      Ammazza...! Ho trovato la mia poetessa ...!’!

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    5. Mi fa piacere di averti fatto incontrare la "tua poetessa" ;)

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  3. Finalmente grazie a te scopro questa autrice, di cui ho sentito parlare proprio ieri per via del Nobel.
    Beh, i versi mi hanno conquistato col prendere timidamente a calci le foglie morte.
    Lì ha vinto.

    Moz-

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    1. Miki, sapere che ti conquistato con l'unica parte dell'intera poesia che piace anche a me in toto, mi fa davvero piacere!
      Subdolamente prende a calci un uomo (eterno bambino e immaturo) che l'ha delusa e ferita, con un piccolo gioiello che vira verso l'alto quasi fosse un passo di danza. Non a caso cita Balanchine. Anche per te un'altra poesia del premio Nobel.

      I BAMBINI ANNEGATI
      I bambini annegati
      Lo vedi, non hanno giudizio.
      Per forza poi annegano,
      prima il ghiaccio che li porta sotto
      e poi, per tutto l’inverno, le sciarpe di lana
      che gli ondeggiano dietro mentre affondano
      finché infine se ne stanno quieti.
      E lo stagno li solleva nelle sue molte, nere braccia.

      Ma la morte gli arriva in un altro modo,
      molto prossima al principio.
      Come se fossero sempre stati
      ciechi e senza peso. Perciò
      il resto è sognato, la lampada,
      la tela bianca, quella buona, che copriva il tavolo,
      i loro corpi.

      Eppure sentono i nomi che si usavano
      come richiami scivolanti sullo stagno:
      che cosa aspettate,
      tornate a casa, tornate a casa, perduti
      nelle acque, azzurre e permanenti.

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  4. Un post molto interessante e utile, direi, soprattutto perché aiuti a scoprire quest'autrice (che come detto nel mio post, non conoscevo assolutamente) anche attraverso i commenti. Non sono un grande esperto di Poesia, ma devo dire che non mi dispiace ciò che mi hai fatto leggere finora. Poi sono sempre stato dell'idea che nella Poesia, ancor di più che nella narrativa, per ovvie ragioni, la traduzione spesso va a inquinare un po' (o tanto) il significato e soprattutto lo stile dell'autore o dell'autrice.

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    1. La traduzione inquina molto, hai perfettamente ragione. Sia che si tratti di poesia che di prosa.
      La poesia più di tutto. secondo me, perché è evidente che nemmeno il miglior traduttore al mondo potrebbe rendere la leggerezza e la lirica dei versi così come sentiti e scritti dal suo autore. Fernanda Pivano, che tradusse Lee Masters, Hemingway e Fitzgerald, forse è stata l'unica a comprendere appieno le sfumature di tutti i grandi autori a cui si avvicinò. Abbiamo ottimi traduttori italiani, che dire, ma ho sempre l'impressione che qualcosa sfugga. Sei d'accordo?
      Grazie per apprezzare questo spazio. Ci tengo molto.
      Ecco un'altra poesia di Glück per te:

      MATTUTINO
      Vuoi sapere come passo il tempo?
      Cammino sul prato davanti, fingendo
      di diserbare. Dovresti sapere
      che non diserbo mai, in ginocchio, sradicando
      ciuffi di trifoglio dalle aiole fiorite: in realtà
      sto cercando coraggio, qualche indizio
      che la mia vita cambierà…

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    2. D'accordissimo, ahimè, ma non ci si può far nulla...
      Grazie a te ;)

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    3. Nulla.
      Già. Grazie a te.

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  5. Non la conoscevo e ammetto sinceramente che non mi ha colpito particolarmente, sono uno da Szymbrska, da De Luca, lo sai.. certi versi algidi (anche se magari solo in apparenza) non fanno presa immediata, non mi agganciano, ma leggerò ancora, grazie anche a te..

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    1. Lo sapevo Franco, che avresti notato la freddezza. Non vuol dire che siano meno belle e apprezzabili le sue liriche, ma come te, sai che cerco altro nella poesia, versi che ti contorcono l'intestino mentre li leggi. Non hai citato a caso due poeti che amo anche io (noi andiamo d'accordo quasi su tutto ahahah), vero?
      Per te:
      VENTO CALANTE

      Quando vi ho fatto, vi amavo.
      Ora vi compatisco.
      Vi ho dato quanto vi serviva:
      letto di terra, lenzuolo di aria blu…
      Mentre mi allontano da voi
      vi vedo più chiaramente.
      A quest’ora le vostre anime avrebbero dovuto essere
      immense,
      non quel che sono,
      piccole cose vocianti…
      Vi ho dato ogni dono,
      blu del mattino primaverile,
      tempo che non sapevate come usare:
      volevate di più, l’unico dono
      riservato a un’altra creazione.
      Qualsiasi cosa abbiate sperato,
      non troverete voi stessi nel giardino,
      fra le piante che crescono.
      Le vostre vite non sono circolari come le loro:

      le vostre vite sono il volo dell’uccello
      che inizia e finisce nell’immobilità:
      che inizia e finisce, forma che riflette
      quest’arco dalla betulla bianca
      al melo.

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  6. Risposte
    1. Grazie Cav.
      Per te:
      SPEAK TO ME

      “Parlami, cuore in pena: perché stai piangendo
      al buio, nel garage
      col tuo sacco della spazzatura?
      Non tocca a te farlo
      a te spetta
      svuotare la lavastoviglie…
      E’ questo il modo di comportarsi
      con tuo marito, non rispondere
      quando ti chiama?
      E’ questo il modo in cui
      il cuore si comporta
      quando è scheggiato:
      vuole stare da solo
      con la spazzatura?”

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  7. Quella del post come quelle che hai proposto nei commenti sembrano più che altro descrittive di un sentimento, di un evento, di qualcosa che si vive in lontananza... non so.
    Non la conoscevo ma dopo la notizia del premio Nobel ho provato a cercare di lei.
    Sono da comprendere verso per verso e poi si collegano in un senso finale d'interezza.
    Belle e distanti, forse fredde come scrivi.
    Ciao Mari, buona Domenica.

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    1. Mi piace l'idea del collegamento tra i versi per arrivare ad una chiusura che svela tutto, perché no?
      Proverò a leggerle in questo modo!
      Grazie, ecco per te:

      SECONDI

      Secondi

      Anelavo, essendo restata così a lungo
      Vuota, a quel che lui aveva, durezza
      Che (mio figlio già un ragazzo)
      Ancora mi risucchiava verso quell’anello, quella benedizione.
      Sebbene sapessi come in lui sia
      Debolezza: oziando nel gin
      Tesse qualche minaccia obliqua finché
      Mi storcerà un braccio, o ciò che dico – mio figlio
      Sta già rigido sull’uscio, vedendo tutto,
      E poi quel pugno veloce sferza il mio unico
      Bambino, la mia vita… Certo che m’importa.
      Guardo le vicine che accorrono
      Coi loro punti di vista. Ora enorme di torta la loro
      Faccia bianca levita sopra la sua tazza; sorridono,
      Donne infossate, succhiando il loro tè…
      Lascerei che la casa andasse in fiamme per questo fuoco.

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  8. Risposte
    1. Balanchine è stato uno dei più grandi coreografi e ballerini del secolo scorso.

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  9. La poesia iniziale mi piace per quella chiara ironia nel riconoscere i propri errori.
    l'uso di 'spesso e assoluto' descrive bene le delusioni che capitano nella vita.
    Non so se mi sono spigata. Tornerò poi a leggere la altre.
    Cri

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    1. Ironica è ironica, questo si.
      Fin troppo dettagliata per i miei gusti, poco spontanea e di troppe metafore.
      Ti sei spiegata. Sto aggiungendo poesie che anche io non conoscevo, così impariamo tutti insieme.
      Per te:
      IL GIGLIO D'ARGENTO
      Le notti sono di nuovo fresche, come le notti
      di inizio primavera, e di nuovo silenziose. Ti
      disturba parlare? Siamo
      soli ora: non abbiamo ragione di silenzio.
      Guarda, sopra il giardino sorge la luna piena.
      La prossima non la vedrò.
      In primavera, quando sorgeva la luna, voleva dire
      che il tempo era finito. Bucaneve
      si aprivano e chiudevano, i grappoli
      di semi degli aceri cadevano in pallide ondate.
      Bianco su bianco, la luna sorgeva sulla betulla,
      e nella forcella, dove l’albero si divide,
      foglie dei primi narcisi, al chiar di luna
      un morbido argento verdastro.
      Ora siamo andati troppo avanti insieme verso la fine
      per temere la fine. Queste notti, non sono più nemmeno certo
      di sapere cosa vuol dire la fine. E tu che sei stata con un uomo:
      dopo le prime grida,
      è vero che la gioia, come la paura, non dà suono?

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  10. Che poi tutti gli uomini sono giovanili e immaturi.
    😁

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    1. lo sono. Vero, non tutti ma molti.
      Sono stata troppo lapidaria?
      Per te:

      PRIMOGENITO
      Le settimane passano. Io le ripongo,
      Sono tutte uguali, come barattoli di minestra scorticati…
      I fagioli inacidiscono nel pentolino. Guardo la cipolla
      isolata
      Che galleggia come Ofelia, incrostata d’unto:
      Tu svogliato, giochi col cucchiaio.
      E adesso? Ti mancano le mie premure? Il tuo cortile matura
      In un padiglione di rose, come un anno fa quando suore di servizio
      Mi spingevano lungo la corsia…
      Tu non potevi guardare. Vidi
      L’amore convertito, tuo figlio,
      Sbavare sotto vetro, affamato

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  11. Una autrice senza, altro interessante, che non conoscevo, grazie per averla pubblicata.
    Ciao fulvio

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    1. Sicuramente questo Nobel rende giustizia alla poesia, dopo quello andato per sbaglio a Dylan.
      Avevo letto delle sue poesie in passato, ho grande curiosità e passione per le parole.
      Ora sto ulteriormente scoprendo questa poetessa assieme a voi.
      Per te:

      IL PAPAVERO ROSSO

      Il massimo
      è non avere
      mente. Sentimenti:
      oh, quelli ne ho; mi
      governano. Ho
      un signore in cielo
      che si chiama sole, e mi apro
      per lui, mostrandogli
      il fuoco del mio cuore, fuoco
      come la sua presenza.
      Che altro può essere una simile gloria
      se non un cuore? Oh, sorelle e fratelli,
      eravate come me una volta, tanto tempo fa,
      prima di essere umani? Vi
      concedeste di aprirvi
      una volta per poi non aprirvi
      mai più? Perché in verità
      adesso io sto parlando
      come voi. Io parlo
      perché sono distrutta.

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  12. Non la conoscevo, perciò ti ringrazio per avermela fatta conoscere. Leggerò di lei, cercherò notizie per capirla un po' di più. Con tutta franchezza l'ammiro, ma non mi prende, resto distante. Buona serata di domenica!

    P.S. Dopo queste due righe di commento sono andata a leggere la tua introduzione. Vedo che non sono sola :-)

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    1. Mi è piaciuta l'idea di conoscerla meglio assieme a voi.
      Vedo che anche tu sei rimasta colpita dalla sua algida distanza.
      Per te:

      LE MIGRAZIONI NOTTURNE
      Questo è il momento in cui vedi di nuovo
      le bacche rosse del sorbo selvatico
      e nel cielo scuro
      le migrazioni notturne degli uccelli.

      Mi addolora pensare
      che i morti non le vedranno –
      queste cose su cui facciamo affidamento,
      esse svaniscono.

      Allora cosa farà l’anima per rinfrancarsi?
      Mi dico che forse non avrà più bisogno
      di questi piaceri;
      forse già non essere basta del tutto,
      per quanto sia difficile da immaginare.


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    2. Grazie mille!
      Un abbraccio e buona settimana!

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    3. Buona settimana anche a te💛

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  13. Gli errori di gioventù si ripetono) quant'è vero :-D

    Bellissima poesia, devo approfondire questa poetessa!
    Buon inizio di settimana,Mariella :)

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  14. Gli errori non mancano mai... Glück è da approfondire sicuramente. Buona settimana anche a te💛

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)