La quinta serata del Festival è celebrata con le Pillole dedicate alla scelta di Max.
La canzone di Anna Oxa, SENZA PIETÀ, vinse Sanremo nel 1999.
Scritta da Alberto Salerno e Claudio Guidetti, condusse per la seconda volta alla vittoria la cantante italo-albanese.
Era l'anno in cui, nella conduzione, accanto a Fabio Fazio avrebbe dovuto esserci anche Claudio Baglioni che rinunciò, per "perplessità artistiche". Oggi rido di questa decisione visto che il "dittatore artistico" è, per la seconda volta nel giro di due anni, alla conduzione di Sanremo. Nessuna perplessità ora eh.
Sicuramente la OXA è uno dei personaggi più difficili della discografia italiana, di un'antipatia unica. Allo stesso tempo è un'artista tra le più intense e vibranti.
Io ero una ragazzina in pre-adolescenza quando la vidi per la prima volta sul palco dell'Ariston.
Era il 1978 e lei arrivò vestita da uomo e con un trucco in bianco e nero presentando la canzone Un'emozione da poco, che si classificò al secondo posto sortendo l'effetto di un uragano sul panorama discografico italiano. Ed è anche la sua canzone che mi piace di più.
La classifica finale fu la seguente:
1) posto: SENZA PIETA' - ANNA OXA;
2) posto: NON TI DIMENTICO - ANTONELLA RUGGIERO;
3) posto: COSÌ È LA VITA - MARIELLA NAVA.
Grazie a MAX per la condivisione.
IL VIDEO
LE MIE IMPRESSIONI SULLA QUARTA SERATA DEL FESTIVAL.
È diventata l'appuntamento irrinunciabile alla kermesse. Può farti schifo tutto il resto, ma gli ospiti d'onore che cantano (ballano o suonano) accompagnando gli artisti in gara, alzano il livello d'interesse perché non sai cosa ne verrà fuori. Così è, tutte le volte.
Apre la diretta Acqua dalla luna, altro capolavoro sottostimato di Claudio Baglioni. Vestito di carta stagnola, il dirottatore del Festival e i suoi compari imbrillantinati e invellutati, vanno a cominciare. Serata di duetti e di super ospite: LUCIANO LIGABUE. Come accennavo, ci sono delle belle sorprese. La prima è legata a Cristina d'Avena, che si presenta sul palco con cappello nero e abito da fiaba color tuffo, cambiando la canzone di Carta e Shade così tanto, da farmi DUBITARE sia la stessa che hanno cantato le sere precedenti. La figaggine della Regina dei cartoon è indiscutibile. Non potendo elencarveli tutti, cercherò di indicarvi quelli che mi hanno più colpito. Come Irama e Noemi, semplicemente spettacolare. O quello di Arisa che canta con Tony Hadley (ex Spandau Ballet) ed è subito pop puro e "nostalgia canaglia" degli anni '80. Certo Tony sembra abbia ingoiato tutto il resto del suo gruppo, ma va bene lo stesso eh, ha sempre le sue guanciotte rosa... E poi Mahmoud e Gué Pequeno, bravissimi. Fabrizio Moro e Ultimo. La canzone continua a non sembrarmi un capolavoro ma Moro ci fa la grazia di renderla speciale. Ah scusate, mi stavo dimenticando del Superospite. Che da quando la Amoroso, ieri sera, lo è diventata pure lei, celebrando dieci anni di canzoni inutili, fossi stato in lui non mi sarei presentato. I riflettori si accendono, giochi di luce e Luciano Ligabue. Più allegro e meno musone del solito. Perfino divertente nello stacchetto (trito e ritrito) con Bisio. Quasi simpatico. Chissà che canzoni canterà. Mah, ha un così vasto repertorio. Vuoi vedere che fa la nuova canzone? Quella che parla di sopravvivenza di Africa, America e Anima, i suoi soliti tormentoni? Tutte uguali, tutte monotone. Dai che mette su Bambolina e Barracuda, L'odore del sesso eh? Invece, Urlando contro il cielo. Ma che palle... Guarda come se la gode mentre rivolge lo sguardo al pubblico fin su al loggione, che lui lo fa sempre, ti guarda addosso ad ogni concerto. Ma che noia sto Liga, come è vestito, il solito truzzo, perfino più sbirluccicoso del suo compagno di palco Claudiuccio, con il ritrovato look anni '80. Pure la sceneggiata con il trono di Uomini e Donne. Per gli Over andrà benissimo. Il trash senza fine di Sanremo. Meno male che alla fine si riscattano, cantando uno dei capolavori di Francesco Guccini: DIO È MORTO. Bene, via l'emiliano che ci ha stufato e si prosegue con la serata. (Che noia, che barba, che noia,LUCIANO LIGABUE). Tornando ai duetti, che i monologhi di Bisio si salvano solo perché ci rappa su Anastasio, vorrei brevemente puntare i riflettori sui Zen Circus. Fin dalla prima sera mi hanno colpito e cercavo di trovare l'assonanza e la familiarità a cui mi portavano. Però io non sono rock punk per cui... Poi la magia con Brunori Sas mi ha illuminato. Rino Gaetano. Sì, Rino. Bravi. Beppe Fiorello e Paola Turci. Lei canta meglio, lui dona la sua arte e la canzone acquista un valore aggiunto, da brividi. Anche la performance di Loredana Bertè accompagnata da Irene Grandi (ma che fine ha fatto lei?) mi convince. Convince anche il pubblico dell'Ariston. Daniele Silvestri invece viene penalizzato da Manuel Agnelli che urla dall'alto del trampolino. Ascolto rapita per la terza volta la canzone di Simone Cristicchi, accompagnato da Ermal Meta. A me pare che non si possa andare più in alto di così. Certo sarà un caso che i due vincitori dello scorso anno, abbiano accompagnato due papabili vincitori di quest'anno. Sarà un caso. La finale si avvicina, i giochi sono quasi fatti. Questo Festival se lo giocano Ultimo, Cristicchi, Bertè, e purtroppo, Il Volo. Aggiungo gli outsider Mahmoud, Irama e purtroppo (RosRois) Achille Lauro. A domani per la sentenza.
PS: Pillole di Sanremo non si conclude qui. Continuerò a proporvelo ciclicamente, tediandovi ancora ahahah!
