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05 ottobre 2024

[SABATO DI POESIA] Paris di Charles Bukowski


mai, 

nemmeno in tempi più tranquilli, 

mi sono sognato 

di attraversare in bicicletta

quella città

con indosso un berretto

e

Camus 

mi ha sempre fatto incazzare.

(1987)



Note biografiche e riflessioni

Charles Bukowski

Continuo, anche questa settimana, a parlarvi di Parigi attraverso alcune poesie di grandi poeti. Oggi è la volta di Charles Bukowski, un poeta più volte celebrato nel mio spazio. Come di consueto, aggredisce con le sue parole. Feroce e vorace, come piace a me. Non condivido del tutto la sua opinione. Avverso alla versione romantica della città, di cui disprezza la visione bohémien, ce ne regala un'immagine vivida e brutale. Attraverso il disprezzo, lui in realtà sta criticando il mondo intellettuale dell'epoca, con il chiaro riferimento a Camus. Ma io, donna gentile, resto legata alla visione dolce e senzatempo di una città che si può benissimo attraversare in bicicletta con un bel cappellino in testa e un cestino pieno di fiori.


Buon sabato amici.

 

17 febbraio 2024

[SABATO DI POESIA] Andar via di Charles Bukowski


Via oltre l'ultima porta,

passata la musica

passate le ballerine,

via oltre l'ultima balera,

passato l'ultimo Capodanno

e l'ultimo urrah!

passato il volo del colibrì,

passato l'ultimo bacio,

l'ultimo liscio e flusso,

l'ultimo nuovo giorno,

l'ultimo sonno della notte,

l'ultima arancia dolce,

l'ultima guerra,

passata l'ultima

ultima

parola.

(1977 - La canzone dei folli -  poesie II)


Note biografiche e riflessioni

Charles Bukowski nasce a Andernach, Germania, nel 1920 ed è morto a San Pedro, California, nel 1994. Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l'alcol, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco. (fonte Wikipedia).
Torna sulle mie pagine uno degli autori che amo di più. Dissacrante, eccessivo, folgorante, definitivo. La poesia di oggi non ha bisogno di parole, dice già tutto. Non trovate?

07 dicembre 2019

SABATO DI POESIA: UNA NOTA SULLE MASSE


L’inferno privato reso pubblico
spesso confonde i lettori:
si domandano come questo
o quell’altro
possano sopportare e
continuare.
ebbene, ecco il segreto:
non aspettatevi troppo
dall’Umanità,
l’odio è stato
praticato
per secoli,
tramandato
raffinato e
perfezionato,
oh, sono diventati
molto bravi in questo –
l’odio fiorisce
con regolarità
sempre più frequente.
è il nostro inferno pubblico che crea un inferno privato e
non c’è inferno
eccetto che quaggiù sulla
terra.
una volta accettata
questa premessa
sarete liberi di
esistere
nei termini da voi stabiliti
e non conoscerete
mai la solitudine
e la morte sarà
un nonnulla.
consideratevi
benedetti
nell’oscurità.


(CHARLES BUKOWSKI - QUANDO ERAVAMO GIOVANI - 1977)


Note bibliografiche:
Charles Bukowski nasce a Andernach, Germania, nel 1920 ed è morto a San Pedro, California, nel 1994. 
Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l'alcol, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco. (fonte Wikipedia)

13 ottobre 2018

SABATO DI POESIA: QUANDO DIO CREÒ L'AMORE.





Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.


CHARLES BUKOWSKI

27 gennaio 2016

[POESIA] Una Poesia è una città di Charles Bukowski





Una poesia è una città piena di strade e tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e di roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva,
dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
la bandiera;una poesia è una città di poeti,
per lo più similissimi tra loro
e invidiosi e pieni di rancore...
una poesia è questa città adesso,
50 miglia dal nulla,
le 9, 09 del mattino,
il gusto del liquore e delle sigarette,
né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
barricata, quasi vuota,
luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
i monti di roccia dura,
l'oceano come una fiamma di lavanda,
una luna priva di grandezza,
una musichetta di finestre rotte...

una poesia è una città, una poesia è una nazione,
una poesia è il mondo...

e ora metto questo sotto vetro
perché lo veda il pazzo direttore,
e la notte è altrove
e signore grigiastre stanno in fila,
un cane segue l'altro fino all'estuario,
le trombe annunciano la forca
mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
che non possono fare


(Charles Bukowski)


Alcune parole e autori si possono solo amare alla follia.

30 maggio 2014

Le parole.










Le parole non hanno occhi nè gambe
non hanno bocca nè braccia
non hanno viscere
e spesso nemmeno cuore
o ne hanno assai poco.

Non puoi chiedere alle parole
di accenderti una sigaretta
ma possono renderti più piacevole
il vino.

E certo non puoi costringere le parole
a fare qualcosa che non vogliono fare.
Non puoi sovraccaricarle
e non puoi svegliarle
quando decidono di dormire.

A volte le parole ti tratteranno bene
a seconda di quel che gli chiedi di fare
Altre volte ti tratteranno male
qualunque cosa tu gli chieda di fare.

Le parole vanno e vengono
qualche volta ti tocca di aspettarle a lungo
qualche volta non tornano più indietro.

Qualche volta gli scrittori si uccidono
quando le parole li lasciano.

Altri scrittori fingeranno di averle ancora in pugno
anche se le loro parole sono morte e sepolte.
Fanno così molti scrittori famosi
e molti meno famosi che sono scrittori soltanto di nome.

Le parole non sono per tutti
o per la maggioranza
esistono soltanto per poco.

Le parole sono uno dei più grandi miracoli al mondo
possono illuminare o distruggere menti, nazioni e culture.
Le parole sono belle e pericolose.
Se vengono a trovarti, te ne accorgerai
e ti sentirai il più fortunato della terra.

Niente altro avrà più importanza e tutto sembrerà importante.

Ti sentirai il dio sole, riderai del tempo che fugge,
ce l'avrai fatta, lo sentirai dalle dita fino alle budella,
e sarai diventato, finchè dura,
un fottutissimo scrittore che rende possibile l'impossibile
scrivendo parole,
scrivendole,
scrivendole.


(Charles Bukowski)