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22 novembre 2023

[25 novembre] Ricorda uomo di Mariella Scalzullo






Ricorda uomo che ti dici estraneo alla violenza sulle donne e pubblicamente la condanni, rispettarci vuol dire:


gioire con noi se abbiamo successo sul lavoro anche se guadagniamo come o  più di te;

apprezzare e seguire i consigli di amiche come degli amici;

condividere ogni impegno domestico paritariamente;

pensare che la minigonna indossata la sera ci faccia belle e non         prede;

rispettare il nostro pensiero anche quando non lo condividi;

pensare che essere il capofamiglia non abbia alcun senso tra noi;

che il nostro cognome possa precedere il tuo;

che i nostri malesseri/malattie abbiano lo stesso peso dei tuoi;

che nel sesso il nostro piacere sia da raggiungere  come il tuo;

Che l' amore sia tutto questo e mai possesso;

Il  nostro NO ha lo stesso peso  del tuo;


      Ricorda e sarai un Uomo.



(Mariella Scalzullo - inedito - novembre 2023)


Questo post era programmato per sabato, ma le ultime vicende mi hanno costretto ad anticipare. Sono sconvolta, a distanza di due giorni dal ritrovamento di Giulia Cecchettin,  ieri c'è stata la 106 esima vittima. È tempo di dire:

BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA

26 novembre 2021

[NON SOLO IL 25 NOVEMBRE] La storia vera di una mamma

Nostrofiglio.it



"Avevo 15 anni quando mi fidanzai con il mio principe azzurro. Era un amore adolescenziale e pensavo che senza di lui il mio cuore si sarebbe spezzato facilmente. Lo amavo troppo: la nostra storia era simile a quella raccontata nel film "3 metri sopra il cielo". Il primo bacio, la prima volta, le prime feste furono praticamente da “cinema”!

24 novembre 2021

[E.I.T.R.D.] Da un'idea di Daniele Verzetti: 25 Novembre - Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne

 


In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne,  tutti i blogger che da quasi un anno partecipano all'iniziativa concepita da Daniele Verzetti (QUI),  pubblicano un post speciale.

Ogni volta che torno sull'argomento la mia attenzione è allertata dall'aggravarsi della situazione in tutto il mondo, oltre che in Italia.  La continua violazione dei diritti umani è praticamente il fulcro della violenza quotidiana che subiscono le donne.  

25 novembre 2020

ATTUALITÀ: 25 NOVEMBRE - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 "Donne piccole come stelle

C'è qualcuno le vuole belle
Donna solo per qualche giorno
Poi ti trattano come un porno
Donne piccole e violentate
Molte quelle delle borgate
Ma quegli uomini sono duri
E quelli godono come muli
Donna come l'acqua di mare
Chi si bagna vuole anche il sole
Chi la vuole per una notte
C'è chi invece la prende a botte
Donna come un mazzo di fiori
Quando è sola ti fanno fuori
Donna, cosa succederà
Quando a casa non tornerà
Donna, fatti saltare addosso
In quella strada nessuno passa
Donna, fatti legare al palo
E le tue mani ti fanno male
Donna che non sente dolore
Quando il freddo gli arriva al cuore
Quello ormai non ha più tempo
E se n'è andato soffiando il vento
Donna come l'acqua di mare
Chi si bagna vuole anche il sole
Chi la vuole per una notte
C'è chi invece la prende a botte"
Enzo Gragnaniello - DONNA - 1989)


La canzone con la quale ho deciso di fare il punto per ricordare la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE è stata scritta da Enzo Gragnaniello e pubblicata nell'album MARTINI MIA nel 1989. Lo sguardo acuto e sincero dell'autore sulla dolorosa questione mi è sempre piaciuto. Il suo condannare senza appello il dolore delle donne spesso causato da persone del suo stesso sesso la dice lunga sulla sua empatia e sensibilità. Per cui non smetterò mai di ringraziare Enzo per la canzone e Mia Martini per averla mirabilmente interpretata. Lei, che di violenza psicologica morì. La violenza psicologica è ancora più letale di quella fisica perché ammazza l'anima. E Mia Martini non riuscì mai a superare l'onda  del  male che le era arrivata dai pettegolezzi, dalle insinuazioni orrende ricevute dal suo ambiente. Un ambiente malato e subdolo.
"Solo in Italia sei milioni e settecento mila donne tra i 16 e i 70 anni, hanno dichiarato di avere subito, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o psicologica. Ogni tre giorni una donna viene ammazzata, nella maggior parte dei casi dal marito, dal compagno o dall'ex convivente. Durante la pandemia la situazione si è aggravata e moltissime donne non hanno denunciato le molestia e gli abusi. Le richieste ai centri antiviolenza sono state tremila in tre mesi contro una media mensile di milleseicento registrata negli scorsi anni. Facendo scendere la percentuale delle richieste di aiuti dal 78% al 28%."(Fonte: F)
OGNI ANNO TORNIAMO SULL'ARGOMENTO SENZA CHE NULLA CAMBI E SONO STANCA DI PAROLE. VOGLIO FATTI, VOGLIO CHE LE DONNE POSSANO SENTIRSI FINALMENTE AL SICURO. VOGLIO LA CERTEZZA DELLA PENA. VOGLIO CHE SI PARTA DALL'EDUCAZIONE DEI FIGLI. VOGLIO UNA SOCIETÀ DIVERSA. VOGLIO CHE SE NE PARLI TUTTI I GIORNI FINO A QUANDO LE COSE NON CAMBIERANNO. E VOI? 

RICORDO IL NUMERO  PER DENUNCIARE LE AGGRESSIONI FISICHE E PSICOLOGICHE: 1522 - ANTIVIOLENZA E STALKING

DONNE, NON ABBIATE PAURA. 


NE HO PARLATO ANCHE QUI:



25 novembre 2019

POSTITIZIE: CUOCHE COMBATTENTI



25 novembre 2019. Non è un giorno come tutti gli altri. Oggi voglio parlarvi di un gruppo di donne che, sfuggite alla violenza domestica, si sono messe insieme ed hanno creato una Onlus che ha come obiettivo principale  quello di insegnare un mestiere utile alla propria indipendenza economica,  primo passo per rifarsi una vita.
Da un'idea di Nicoletta Cosentino, giovane palermitana che, superato un passato di violenza ad opera del suo ex compagno, si è creata un futuro nuovo con un'impresa tutta sua. 
Con l'aiuto di un'altra associazione "Le Onde" ha potuto frequentare uno stage di sei mesi presso un  laboratorio di produzione alimentare. Alla fine dello stage ha dato vita a un suo progetto, con la collaborazione di altre otto donne.
Nasce così Cuoche Combattenti, il nome scelto anche per le loro confetture,salse, pesti e marmellate antiviolenza.

Un nome evocativo, richiama l'idea di non arrendersi mai e ritrovare sempre la strada per ricostruirsi la vita.
Tutte le confetture sono accompagnate da un'etichetta con il logo ed una frase contro la violenza sulle donne.
Etichetta delle conserve 

Da un paio di mesi, grazie al crowfunding, sono riuscite ad aprire una bottega laboratorio a Palermo e vendono al pubblico, piccola pasticceria, conserve   e altri prodotti da forno. L'idea di allargare la loro rete è il nuovo obiettivo da raggiungere  per Nicoletta e le sue otto amiche. 
Auguro loro di riuscire  nell'intento di far conoscere quello che producono e il messaggio importante che veicolano.  Niente paura e forza ragazze!
Per chi volesse saperne di più e magari acquistare i loro prodotti, ecco il  profilo Facebook

Non amo il social, come voi sapete, ma questa mi pare una buonissima causa.

04 febbraio 2019

T'AMO PIÙ DELLA MIA VITA.




Scenografia sul palco


Voi lo sapete, a volte mi capita di essere una simpatica cialtrona.
Mi piace che nel mio blog ci siano momenti di condivisione, ilarità e confronto.
Mi piace la cortesia per la quale, recentemente, sono stata premiata.
Ma sono anche una persona che vive in un mondo fragile, in cui la violenza è presenza costante.

Sono soprattutto una donna. Ne sono fiera.  E sono una donna fortunata, lo riconosco.
E poiché la mia vita e la vita di ognuno di noi è sacra,  giudico importantissimo puntare i riflettori su argomenti delicati come la Violenza Sulle Donne. E non solo il 25 novembre. Forse  ne parlo con troppa enfasi ma con innegabile partecipazione a tutto il dolore e a quella sofferenza.  
Sabato sera sono stata a teatro. Non immaginate nulla di scintillante e splendido.
Pensate invece ad una piccola realtà realizzata con le unghie e con i denti e "strappata" alla strada come dice il suo fondatore, Francesco Mazza, in una zona di Milano abbastanza complicata.
La zona è quella operaia attorno all'ospedale Niguarda. 
La realtà è Il teatro Argòmm

Lo spettacolo a cui ho assistito si intitola:T'AMO PIÙ DELLA MIA VITA.


La pièce teatrale è stata scritta da Catena Giardina con la collaborazione dell'attore e regista Gianni Lamanna.

"La storia racconta la triste vicenda di Tina, ed è vita vissuta(quella dell'autrice). Dopo circa 25 anni, due amici, studenti di teatro in gioventù, si rincontrano e lei, Catena, decide di svelare a Giò il calvario vissuto per dodici anni con un marito violento. Lei smise di fare teatro mentre lui ha continuato, ignaro di ciò che per anni stesse accadendo alla donna con la quale un tempo condivideva studi e passioni. Ignaro soprattutto del fatto che la stessa compagna è sopravvissuta al dolore e allo sconforto grazie alla forza immaginaria di un interlocutore assente: proprio quel Giò che rivede dopo anni..."

Un'ora di monologo vissuta con una partecipazione straziante. La vita di una donna sconvolta dai pugni e dalle botte di un marito alcolista e violento. Sola, senza alcun sostegno, con due bambini piccoli da tutelare, Catena soffre, denuncia, quasi impazzisce, infine fugge. Ma il marito la ritrova e la tragedia arriva a sfiorarla. 
Scampata ad una morte quasi certa, cambia vita e scompare. Grazie alla protezione della polizia, si rifugia in Sicilia. E da lì, rinasce.
Il dolore della vicenda è come onda palpabile che ci avvolge grazie alla emozionante interpretazione di Vincenza Pastore, valente attrice italiana. E alle parole potenti e incisive del copione. Con una regia scarna e volutamente intima che ci costringe ad arrenderci alla vicenda, inermi come la sua protagonista. 





Tutto qui. TUTTO VERO. Siamo ancora lontani da avere risolto un dramma così vasto. E non ci rendiamo conto che, tragedie simili, sono più vicine di quanto immaginiamo. 
Donne alle prese con questa sofferenza, vivono accanto a noi. Sono vicine di casa, colleghe di lavoro, mamme dei compagni di scuola dei nostri figli.  Chiuse tra quattro mura e spaventate, perché la giustizia è ben lontana dall'essere equa. Ogni giorno si allunga la lista delle morti. Ogni giorno osserviamo i loro volti in internet, sui giornali, alla televisione.
Ogni giorno ci chiediamo cosa possiamo fare.
Io non conosco la cura, non so dare una risposta.
Ma qui, sul mio blog  sono a parlarne e discuterne, se vorrete. 
Per sostenere e aiutare nel modo migliore che conosco.


“Abbiamo tutti due vite. La seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una.” (Confucio)

02 giugno 2016

AMATECI DI MENO.












Il post è nato nel pomeriggio su Instagram. Avevo appena letto il commento di uno di quei bastardi che giustificano la violenza fatta con il troppo "amore".
Ho avuto conati di vomito e poi ho scritto e postato. Subito dopo sono arrivata sul blog e ho pubblicato per voi. Sapevo che avreste capito e condiviso quello che provavo. Per fortuna, gli Uomini, comprendono bene cosa significhino amore e rispetto. Lo hanno imparato dalla famiglia, dall'educazione avuta, dall'amore e dal rispetto provato in primis nei confronti della propria madre e delle sorelle, e poi, delle compagne. Il resto, quella piccola parte di feccia dell'umanità non è degno di essere compreso nella razza umana. Sono bestie (come dice Max). E per queste bestie io pretendo un "fine pena mai".


25 novembre 2014

Scarpette Rosse.



Le scarpette rosse per me, sono da sempre, simbolo della femminilità.
Ma pure della magia che circonda l'aura di ogni donna.
Facendo un piccolo elenco potrei partire da quelle sbirluccicose e bellissime di Dorothy del MAGO DI OZ.




Dorothy's shoes





Ed arrivare a  quelle della  fiaba di ANDERSEN che nella sua tragicità, turbò la mia infanzia per molto tempo, pur appassionandomi.




Le scarpette rosse di Karen


Da qualche anno però, sono diventate il simbolo tragico della violenza che subiscono le donne.
Nessun limite, nessuna vergogna. Per molti (per fortuna non tutti) la violenza domestica resta ancora un fatto che si può sottovalutare. Oppure negare come se non esistesse. Un accadimento privato che riguarda quelle mura e basta.
Volti tumefatti, ossa rotte e omicidi (la cui frequenza mi induce ad un sempre maggiore smarrimento) scivolano sulla coscienza di troppa gente.

Oggi, 25 NOVEMBRE 2014, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Il giorno scelto dall'ONU per promuovere la riflessione su quanto fatto e su quanto c'è ancora da fare. 
Qui, in questo mio piccolo angolo di mondo, dove si scherza, si sorride e si cerca di affrontare la vita sperando che la riflessione ci faccia affrontare le traversie della quotidianità con un sostegno in più, penso sia il caso di non lasciare passare queste ore nel silenzio.
Ma di provare a soffermarci un attimo.
Su queste scarpe.

Ci ho ripensato e allora per qualche giorno vi lascio in loro compagnia.

Tappeto di scarpe rosse a Biella