Lascia che ti baci un'altra volta Non come un addio, ma come un benvenuto Benvenuta dentro alla mia vita Entra e fanne tutto quello che vorrai Cambiami abitudini, sposta il divano Adottiamo un cane, un gatto o un leviatano Occupa lo spazio grande dell'armadio Posso diventare anche vegetariano Metti quel canale di news alla radio La prima notizia è sempre che ti amo Te la canterei dal palco di uno stadio Te la bisbiglio mentre ci abbracciamE mentre il mondo va E ogni giorno gira un po' più forte Noi due mano nella mano Noi siamo un mondo a parte E mentre il mondo va E ogni giorno mischia le sue carte Noi due sempre più lontano Noi siamo un mondo a parte Mano nella mano, sempre più lontano Dio, come ti amo quando ci abbracciamo Ovunque siamo mentre il mondo va E va, e va, e va, e va
Prendimi le mani e stringi forte Come trapezisti in volo sulla gente Ti propongo il triplo giro della morte Senza un po' di rischio non ha senso niente Pianta un grande albero nel vaso Quello rosso sopra al davanzale Questo cuore piccolo lo hai invaso Come un grande impero coloniale Dicono che qui nessuno si ama più Tutti solo pensano a sé stessi Se mi intervistasse il tizio alla TV Io direi che siamo tutti fessi Perché io che ho fatto dieci volte il giro Della grande corsa, ti confesso Che veder succedere l'amore vero È un successo
E mentre il mondo va E ogni giorno gira un po' più forte Noi due mano nella mano Noi siamo un mondo a parte E mentre il mondo va E ogni giorno mischia le sue carte Noi due sempre più lontano Noi siamo un mondo a parte Mano nella mano, sempre più lontano Dio, come ti amo quando ci abbracciamo Ovunque siamo mentre il mondo va E va, e va, e va, e va
Mano nella mano, sempre più lontano Dio, come ti amo Mentre il mondo va, e va, e va, e va, e va
Ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n'è
Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me
Gli innamorati in Piazza Grande
Dei loro guai, dei loro amori tutto so, sbagliati e no
A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io
Una famiglia vera e propria non ce l'ho
E la mia casa è Piazza Grande A chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho Con me di donne generose non ce n'è
Rubo l'amore in Piazza Grande E meno male che briganti come me qui non ce n'è
A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io Avrei bisogno di pregare Dio Ma la mia vita non la cambierò mai, mai
A modo mio quel che sono l'ho voluto io Lenzuola bianche per coprirci non ne ho Sotto le stelle in Piazza Grande
E se la vita non ha sogni io li ho e te li do E se non ci sarà più gente come me
Voglio morire in Piazza Grande Tra i gatti che non han padrone come me attorno a me
(Lucio Dalla-Ron-Balduzzi-Bardotti 1972)
Note Biografiche
Lucio Dalla nasce a Bologna nel 1943 e muore a Montreax nel 2012. Cantautore, compositore, musicista jazz, polistrumentista e attore. È davvero arduo parlare di lui cercando di abbracciare tutto il suo mondo. Unico per me, irraggiungibile. Gli dedico questa pagina in occasione del Festival di Sanremo che lo vide più volte protagonista. Con questa canzone partecipò nel 1972 raggiungendo l'ottavo posto.
Un gioiello tra testo e musica, un inno all'indipendenza, sul cui altare si può sacrificare ogni cosa. Anche l'amore di cui tutti abbiamo bisogno sia che nasciamo principi o barboni. E mi domando: davvero la libertà non ha prezzo e per lei è possibile rinunciare a tutto?
Ho aggiunto il video della canzone. Mia mancanza non averci pensato prima. Scusate.
Non avrei rinunciato per nulla al mondo ad augurarti buon compleanno a modo mio. Da quaranta e passa anni sempre insieme. Dal titolo del mio blog con cui ho cominciato l'avventura su blogspot, al Festival di Sanremo. Agli oltre 20 concerti visti. Chissà se si può definire una storia d'amore. Forse si.
Auguri mitico Claudio🎂🎂🎂
PS: tra i video che ho postato in corrispondenza di ogni frase tratta da una sua canzone, ci sono delle chicche imperdibili, scovatele!!!
Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell'airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore
Vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai
Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
(Fabrizio De André: Le Nuvole - 1990)
Note biografiche sull'autore
Fabrizio Cristiano De André nasce a Genova nel 1940 e muore a Milano nel 1999. È stato un cantautore italiano. In quasi quarant'anni di attività ha inciso quattordici album in studio più diversi singoli, poi riuniti in varie antologie. Oggi voglio soffermarmi sulla canzone che da il titolo al lavoro omonimo pubblicato nel settembre del 1990, dopo quasi sei anni di attesa dal precedente, Creuza de ma. Cosa mi ha colpito di questa meravigliosa creazione che viene recitata da due donne, Lalla Pisano e Maria Mereu? La contrapposizione dello sguardo delle donne che dal basso verso l'alto colgono con assoluta precisione il muoversi delle nuvole che somigliano a chi vuole condizionare la nostra vita e si prende la briga di decidere per noi. I poteri forti che mettendosi tra noi e il cielo ci impediscono di vedere tutta la sua limpidezza.Togliendoci l'allegria e regalandoci una profonda tristezza. Ma oggi, 1° Maggio 2021, la lettura della poesia sia un invito a cercare oltre le nuvole il sole a cui abbiamo diritto. Buon 1° Maggio a tutti voi.
Vi ripropongo un mio vecchio post rieditandolo un po', perché penso sia uno dei miei post più belli. Spero apprezzerete. E se alla fine mi lascerete un vostro ricordo personale su di lui, mi farà tanto piacere, ma tanto.
Parlare di Rino Gaetano mi riesce particolarmente difficile. Forse perché ho per lui un rispetto tale che faccio fatica anche solo a scrivere quelle quattro papocchie che azzecco di solito, quando parlo dei miei artisti preferiti.
Lui è al di sopra. Sappiate che non mi interessa citare la discografia e le tappe salienti della sua storia musicale e partirò da quanto ha influenzato la mia adolescenza.
Riavvolgo il nastro dei ricordi fino ai miei 12 anni.
Seconda media, poco più di una bambina timida, occhialuta, introversa. Tempo di festival di Sanremo.
Rino arriva sul palco con una tuba nera, giacca, papillon bianco e maglietta a righe bianche e grigie almeno per me che ai tempi possedevo un televisore in bianco e nero. Sui giornali successivamente lessi che erano rosse. Suonava uno strumento che mi stupì: l'ukulele.
E il mio mondo si capovolse.GIANNA.
Abituati ai vari e assurdi archetipi della canzone nazional popolare italiana, questo ragazzo procura una botta allo stomaco a tutti gli spettatori e pur dovendo presentarsi con una canzone che a suo dire "non significa nulla" abbraccia e travolge una marea di persone.Tanto per la cronaca quell'anno vinse Anna Oxa con "Un'emozione da poco".
Avrebbe voluto portare "Nuntereggae più" ma la casa discografica con cui era sotto contratto si oppose.A risentirla oggi quanto è attuale ,no?
Eppure lui disse che era solo uno sfottò e niente altro. Non usava le sue canzoni per fare politica.
Lui. L'elenco dei nomi e cognomi famosi e dei tanti che tolse, tra cui quello di Aldo Moro a causa del suo rapimento che avvenne quasi in contemporanea con l'uscita del disco, ormai è storia.
Io ho cominciato da lì. A capire che la musica per me poteva essere ben altro che riascoltare ballate pop con testi che facevano rima con amore e cuore. Ad allargare gli orizzonti e a provare a cercare divertimento e passione, impegno ed amore, in pari misura.
A comprendere che nella mia vita anche una canzone poteva dare un senso a quello che i miei piccoli neuroni stavano cominciando faticosamente ad apprendere. Niente poteva essere stonato o incerto.
Piccoli passi. Impegno. Scoperta. Misura.Dopo il successo clamoroso a Sanremo, scomparve. Trovavo tracce di lui in qualche spettacolo televisivo e bevevo ogni notizia che potevo raggiungere.Pubblicò altri due album. E ricevette molto meno consenso di quello che avrebbe meritato.
Soprattutto con l'ultimo album: E io ci sto.
Qualche mese dopo la pubblicazione, in una sera di giugno moriva a poco più di trent'anni in un incidente stradale. Ricordo i titoli dei giornali. Ricordo che si parlò di come ancora vivo era stato rifiutato da diversi ospedali di Roma che non avevano posto. Ricordo le polemiche. I se e i ma. Se si fosse riusciti a salvarlo. Se....Se....
Chissà.
Per intanto anche profetico. Molti anni prima aveva scritto una canzone che si intitola "La ballata di Renzo". Raccontava di un ragazzo che moriva per le mancate cure ricevute dopo un incidente stradale. E che viene rifiutato da molti ospedali. Alcuni sono gli stessi che rifiutarono lui. Io non penso avesse doti divinatorie. Lui scherzava su tutto. Era il suo modo di essere. Ironizzò anche sulla sua morte.
Forse per esorcizzarla chissà. Lasciandoci un'altra domanda senza risposta.
Poichè all'epoca non potevo scoprire molto di lui, aspettai.Ed è quello che ho fatto poi. Scoprirlo.Le sue canzoni sono e restano patrimonio di tutti. Forse con il tempo e se fosse vissuto, sarebbe rimasto ancorato alla sua epoca e noi lo avremmo dimenticato.E forse no. La potenza delle sue canzoni ha oltrepassato ere e logiche.
Rimane l'unità di misura con cui io affronto giorno dopo giorno ogni nuova canzone, ogni nuovo artista a cui mi avvicino. Esattamente come mi succede con i Beatles.
Il BOSS sta tornando e in attesa del nuovo album che uscirà il prossimo 23 ottobre, di cui vi parlerò a tempo debito, vi lascio da ascoltare il suo nuovo singolo. Dalla lettera all'album registrato in soli cinque giorni che Bruce ha dedicato al mondo intero.
Una canzone che io dedico a tutti voi, per trovare la forza di attraversare questo lungo periodo difficile e venirne finalmente fuori, sofferenti ma liberi.
Lettera per te
Sotto un ammasso di alberi ibridi ho tirato quel filo irritante
Mi sono inginocchiato, ho impugnato la mia penna e inchinato la testa
Ho provato ad invocare tutto quello che il mio cuore trovava vero
E lo spedisco nella mia lettera per te
Whoa!
Le cose che ho scoperto durante i periodi difficili e belli
Le ho scritte tutte con inchiostro e sangue
Ho scavato profondamente nella mia anima e ho firmato con il mio vero nome,
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Nella mia lettera per te
Ho messo tutte le mie paure e dubbi
Nella mia lettera per te
Tutte le cose difficili che ho scoperto
Nella mia lettera per te
Tutto quello che ho scoperto essere vero
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Ho preso tutti i raggi del sole e la pioggia
Tutta la mia felicità e tutto il mio dolore
Le stelle delle sere scure e il blu del cielo della mattina
La stanza ad Indianapolis è buia ma ricordo ricordo il tuono e il pubblico e un universo sordo poi che mi vien da ridere e faccio per alzarmi che oggi devo correre e sto facendo tardi poi che mi guardo e vedo ma ci son le stelle fuorie un mare di colori
E se non potrò correre e nemmeno camminare imparerò a volare imparerò a volare
Se partirai per Itaca ti aspetta un lungo viaggio un mare che ti spazza via i remi del coraggio la vela che si strappa e il cielo in tutto il suo furore però per navigare solo ragazzo, basta il cuore qui si tratta di vivere non di arrivare primo e al diavolo il destino
E se non potrai correre e nemmeno camminare ti insegnerò a volare ti insegnerò a volare
Mica si dice inverno se vien giù quel po' di neve mica finisce il giorno se di notte il sogno è breve questa vita è una donna che ti ama come sei questa vita è un amore che non ti tradisce mai questo venire al mondo è stato un gran colpo di culo pensa se non nascevi
E se non potrai correre e nemmeno camminare ti insegnerò a volare ti insegnerò a volare
(Roberto Vecchioni e Francesco Guccini per Alex Zanardi)
Tutta Italia è in attesa, nella speranza che Alex Zanardi, il grandissimo campione, l'alieno, come lo ha soprannominato Vecchioni, possa riprendersi presto. Restiamo lì, attaccati al vetro come sua moglia Daniela, speranzosi che, anche questa volta, non si arrenda. E lo abbracciamo tutti.
Iris Hewson morì il 10 settembre del 1974 in seguito ad una emorragia celebrale. All'epoca Bono Vox aveva 14 anni. Quell'esperienza per lui ebbe un effetto devastante. Cominciò a correre e non si è mai più fermato. L'irrequietezza che ne scaturì è la molla su cui si è basato tutto il suo futuro artistico e personale.
In piena crisi scrisse I WILL FOLLOW brano che apre il primo album degli U2: BOY.
Il senso di terrore e di sbandamento che le appartengono in realtà sono il filo che unisce l'intero lavoro.
L'amore incondizionato nei confronti della madre e lo smarrimento per la sua perdita ne fanno una canzone dai suoni martellanti e vigorosi. Lui stesso disse che in quel momento voleva creare qualcosa di nuovo e di originale. E pensò di esserci riuscito cercando di suonare meno note possibili. Divenne poi una delle caratteristiche principali della sua musica.
Ma soprattutto è una canzone sentimentale, una dedica lucida e dolorosa alla persona che amava di più al mondo e che aveva perduto, nel momento forse più complicato della vita di un ragazzo.
E oggi, che è il giorno del suo compleanno, mi sembra quella più indicata per festeggiare questo "vecchio ragazzo" che da oltre 40 anni riesce ancora a sorprenderci. Come quando dedica una canzone all'Italia con un filo di voce e stonando di brutto.
O come quando ci ricorda quale sia l'amore più importante. Quello che non finisce mai, spesso conflittuale, contraddittorio, discusso, contestato, sottovalutato, pragmatico, INSOSTITUIBILE.
Buon compleanno BONO e auguri a tutte le MAMME del mondo.
E alla mia.
I will follow
I was on the outside when you said You said you needed me I was looking at myself I was blind, I could not see
A boy tries hard to be a man His mother takes him by his hand If he stops to think he starts to cry Oh why
If you walk away, walk away I walk away, walk away, I will follow
If you walk away, walk away I walk away, walk away, I will follow, I will follow
Ero in uno spazio aperto e tu hai detto Hai detto che avevi bisogno di me Guardavo a me stesso,ero cieco Non sapevo vedere.
Un ragazzo con tanta voglia di essere uomo Sua madre lo prende per la mano Se si ferma a pensare scoppia a piangere Perché?
Se te ne andrai via, via Io andrò via, via.. Ti seguirò.
Fonti: U2 DENTRO AL CUORE - NIALL STOKES - GIUNTI EDITORE