La Neve che mai si accumula - la transitoria, fragrante neve che arriva una sola volta l'anno morbida s'impone ora - tanto pervade l'albero di notte sotto la stella che certo sia il passo di febbraio l'esperienza giurerebbe - invernale come un volto che austero e antico conoscemmo riparato in tutto tranne la solitudine dall'alibi della natura - fosse ogni tempesta così dolce valore non avrebbe - noi compriamo per contrasto - la pena è buona quanto più vicina alla memoria.
Note biografiche e riflessioni
La grande poetessa statunitense scrisse questa ode nell'inverno del 1868. Tra le righe la meraviglia, l'incanto di una stagione che arriva portando con se un'immagine fresca e delicata di quel mondo che sa d'antico, il mondo che ci regala la neve. Anche adesso, negli anni 2.0, accogliamo con gioia il candido cadere di quei fiocchi che ogni volta riescono a far sussultare il nostro cuore e a farci tornare bimbi. La neve era una compagna molto gradita ad Emily, lei si sentiva protetta e confortata in quel silenzio che comunque, le provocava tante emozioni. Quella purezza che ci racconta ce la rende cara ogni volta che un suo scritto torna ad accarezzarci con le sue parole. Buon dicembre a tutti voi.
Qualche mese fa, sul mio blog, alcuni amici commentatori hanno avanzato delle proposte/idee per nuovi post. Lory ad esempio, ha suggerito di creare un post sui personaggi di altre epoche che avremmo voluto conoscere. Ipotizziamo quindi che, grazie ad una macchina del tempo, riuscissimo a tornare indietro e ad avere la possibilità di avvicinare miti e personaggi della nostra storia/cultura passata. Chi vorremmo incontrare?
Ed ecco il mio elenco personale:
10)Francesco D'Assisi: per la sua caparbietà nel riconoscere in ogni essere vivente, la Bellezza. Gli chiederei di portarmi con sé a parlare di amore e povertà in giro per il mondo.
9)Maria Antonietta d'Austria: per la sua cecità, perché avrebbe potuto cambiare le sorti di un popolo e forse anche la sua. Per la sua dignità nell'avvicinarsi alla morte riscattando in un sol colpo tutto l'egoismo.
8)Federico II di Svevia: per la sua intelligenza e anche per l'arroganza. Per la presunzione, per il genio. E poi avrei voluto chiedergli se è vero, come ho sempre pensato, che il castello più misterioso del mondo,Castel Del Monte, lo abbia costruito solo per amore di Bianca e che l'esoterismo non c'entra nulla.
7)Elisabetta I D'Inghilterra: quasi per gli stessi motivi di Federico II. Del resto i più grandi si conoscono per la loro intelligenza e lungimiranza. Le chiederei se l'amore, quello vero e assoluto le sia mancato. Anche se immagino la risposta.
6)Jane Austen: per la sua ironia, per il suo essere così fuori tempo. Per l'emancipazione e l'autonomia di ognuna delle sue protagoniste. Troppo avanti perfino per i nostri poveri tempi moderni. Anche a lei farei la domanda sull'amore. Stavolta non riesco ad immaginare la risposta.
5)Emily Dickinson: per la sua musica interiore e per chiederle finalmente che cosa intenda davvero per Amore. Se è davvero tutto nelle "notti folli" che lei, in realtà, non ha mai vissuto. La mia poetessa preferita.
4)Leonardo da Vinci: per il genio, indiscusso e indiscutibile. E che domanda mai potrei fargli? 33, 33,33!
3)Enrico VIII: per la sua grettezza e la sua dissolutezza. Per la sua misoginia che non lasciò scampo a molte delle sue moglie. E per quello strappo al Papato che avrebbe cambiato il corso della storia religiosa mondiale. Gli chiederei se ne valeva la pena.
2)Whitney Houston. La amo, l'amerò sempre. Canterei e ballerei con lei. Con i nostri capelli ricci così simili e il sorriso sulle labbra. La felicità.
1)John Lennon: credo non serva nemmeno chiedermi perché, se mi conoscete appena appena. Gli chiederei di cantarmi la sua (mia) canzone preferita, sottovoce, assieme a me. Anche qui, la felicità.
Emily Dickinson naque ad Amherst, cittadina del Massachusetts occidentale, nel 1830, figlia di un noto avvocato. Morì nella stessa città a 56 anni nel 1886, dopo un attacco violento di nefrite. La sua vita fu interamente dedicata alla poesia e alla famiglia di origine, che non abbandonò mai. Gli ultimi anni li visse reclusa in casa, per sua espressa scelta. Non si sposò ma ebbe diversi amori di cui siamo venuti a conoscenza grazie alla sua copiosa corrispondenza epistolare.
Che cosa si possa dire della mia poetessa preferita che non sia mai stato detto o scritto, diventa difficile.
Le sue parole risplendenti (trovate sempre nel mio blog il riferimento a quei versi) sono quanto di più bello, amabile e delicato ci sia mai stato donato. In tutta la sua vita vide pubblicate solo 9 delle sue poesie, stampate per interessamento di alcuni amici e contro la sua volontà, il resto è giunto a noi grazie all'infaticabile opera di revisione della sorella Lavinia e della sua amica Mabel Loomis Todd e, dopo di loro, Millicent, figlia di Mabel, riuscì finalmente a pubblicare la prima raccolta di poesie, così come l'autrice le aveva scritte: Bolts of Melody. La sua produzione alla fine arriva a 1576 poesie.
Insomma, grazie al lavoro e alla cura di donne meravigliose, la sua purezza adamantina, la sua freschezza e delicatezza, la sua urgenza pulsante e le sue "navi nella bottiglia" sono arrivate fino a noi. Arricchendoci mente e spirito.
"Una parola muore appena detta, dice qualcuno. Io dico che solo quel giorno comincia a vivere." (Emily Dickinson - Poesie 1865-1874) Era tempo che la mia poetessa preferita facesse capolino sulla pagina di poesia che ho creato pensando al dono ricevuto quando la incontrai, diversi anni fa. Splendono le parole che arrivano al cuore, passando attraverso i sensi. Grazie scricciolo di Amherst. E chiedo: cos'è per voi la parola?
Ci pensate mai? L'avete cercata, come un rabdomante cerca l'acqua nel deserto, COME una fantasia che si prova a trasformare in realtà, con speranza o disperati?
Me lo sono domandata spesso. Ogni volta che una nuova botta mi faceva accasciare al suolo come un pugile al know out.
Mentre arrancavo sulla solita strada in salita. E cercavo di individuare l'orizzonte.
Oppure quando la giornata era grigia di pioggia. Come le ultime di questa primavera che non si decide ad arrivare.
A parer mio, la felicità è uno stato di grazia.
Ritengo che noi uomini, al sostantivo specifico diamo troppa importanza.
Ci illudiamo e a volte sprechiamo tanto di quel tempo. In una ricerca estenuante e destabilizzante.
Senza accorgerci che è tutta in un raggio di sole. In una serata trascorsa in famiglia o con amici.
Nella risata che distende un momento critico.
Nella frase scritta ad un'amica per farle capire che è importante.
Nello spazio tutto nostro che a volte dobbiamo pretendere da noi stessi.
Nel momento appena passato.
E già lontano. Ma che tornerà.
Nelle frasi d'amore. Semplici e fondamentali.
Nelle canzoni e nelle poesie che amiamo.
In noi stessi.
Io, cerco di amare a piccoli passi e ogni giorno. E provo a credere che in questo consista la felicità.
Che l'Amore è tutto
È tutto ciò che sappiamo dell'Amore,
È abbastanza, il carico dev'essere
Proporzionato al solco.
That Love is all there is
Is all we know of Love,
It is enough, the freight should be
Proportioned to the groove.
(Emily Dickinson)
Notti Folli, Notti Folli Se io fossi con te, Notti Folli sarebbero nostra voluttà. Futili i venti per un cuore in porto. niente più bussola niente più carta. Remando nell'Eden Ah! Il mare! se in te stanotte potessi ancorare! (Emily Dickinson) E' in assoluto la mia poesia preferita. Groviglio di passione e di amore. Come molte volte mi è capitato di sentirmi nella vita. Quando leggo queste parole, cerco di farlo portando alle mie orecchie solo un particolare suono. La tromba immortale di Chet Baker.
Il primo ricordo che ho limpido, di una mia prova di scrittura, è una poesia.
Scritta al buio su un pezzo di carta strappato dal quaderno di prima elementare.
Era una poesia tristissima, sono sicura di averla conservata in qualcuno dei miei diari di bambina, che mio padre ha messo via con amore.
Scrivo poesie da sempre, e lascio tracce ovunque.
Questo credo si capisca anche da come scrivo in prosa.
Difetto di pragmaticità ed effettuo voli pindarici con le parole.
Ma i versi sono il modo migliore con cui riesco ad esprimere i miei pensieri.
Non sono un granchè beninteso, non immaginatevi l’alloro attorno alla mia testa, ma mi piacciono sono parte di me.
Ho un amore immenso poi, per un piccolo scricciolo di donna che ha scritto versi così grandi da non crederci.
Ho bisogno di parlarvi di lei.
Inizio con le sue parole che amo di più:
Notti folli – Notti folli
Se io fossi con te
Queste notti sarebbero nostra voluttà!
Futili i venti per un cuore in porto
Niente più bussola, niente più carta!
Remando nell’Eden
Ah il mare!
Se in te stanotte potessi ancorare.
Parole così, scaturite dal cuore di una donna che mai in vita ebbe la possibilità di ancorarsi al porto dell’amore, fanno capire come la passione può essere coperta da mille crinoline e oscurate da tutti i pregiudizi del mondo, ma poi viene fuori, sempre.
La cosa sconcertante mentre mi avvicinavo a lei, era proprio scoprirla mentre piano piano si toglieva tutti i veli sotto i quali si era nascosta, e il fuoco che era dentro di lei sgorgava pienamente.
Io mi sono innamorata della sua energia, della sua ricerca della perfezione e del suo totale disinteresse per la fama.
Il suo amore per la natura è la costante sempre presente in ogni suo scritto.
La natura, il suo piccolo mondo, la sua casa, dove scelse di rinchiudersi dopo i 25 anni e la sua stanza.
La sua fissazione per la purezza, il suo vestirsi quasi sempre di bianco.
Il suo rapportarsi continuo con la morte e in contrapposizione lo splendore che nasce da ogni suo verso.
I suoi scritti vennero alla luce dopo la sua morte, sua sorella Lavinia trovò una scatola contenente la maggior parte della sua opera e comprendendone la portata si diede da fare affinchè fosse pubblicata, e questo avvenne dopo soli quattro anni dalla sua scomparsa.
Ebbe solo due amori nella sua vita, nascosti a tutti:
il reverendo Charles Wadsworth, definito da lei stessa il suo più caro amico terreno e suo amore segreto;
sua cognata Susan Gilbert amica del cuore;
Vi lascio ancora qualche verso:
Sono nessuno! e tu? sei - nessuno - anche tu? Allora siamo in due! Non dirlo! Farebbero rumore sai!
Che noia - essere - qualcuno! Che cosa pubblica - come una rana - dire il proprio nome - un lungo giorno di giugno - a una palude ammirata!