Oggi Rino Gaetano avrebbe compiuto 70 anni.
Vi ripropongo un mio vecchio post rieditandolo un po', perché penso sia uno dei miei post più belli. Spero apprezzerete. E se alla fine mi lascerete un vostro ricordo personale su di lui, mi farà tanto piacere, ma tanto.
Parlare di Rino Gaetano mi riesce particolarmente difficile. Forse perché ho per lui un rispetto tale che faccio fatica anche solo a scrivere quelle quattro papocchie che azzecco di solito, quando parlo dei miei artisti preferiti.
Lui è al di sopra. Sappiate che non mi interessa citare la discografia e le tappe salienti della sua storia musicale e partirò da quanto ha influenzato la mia adolescenza.
Riavvolgo il nastro dei ricordi fino ai miei 12 anni.
Seconda media, poco più di una bambina timida, occhialuta, introversa. Tempo di festival di Sanremo.
Rino arriva sul palco con una tuba nera, giacca, papillon bianco e maglietta a righe bianche e grigie almeno per me che ai tempi possedevo un televisore in bianco e nero. Sui giornali successivamente lessi che erano rosse. Suonava uno strumento che mi stupì: l'ukulele.
E il mio mondo si capovolse.GIANNA.
Abituati ai vari e assurdi archetipi della canzone nazional popolare italiana, questo ragazzo procura una botta allo stomaco a tutti gli spettatori e pur dovendo presentarsi con una canzone che a suo dire "non significa nulla" abbraccia e travolge una marea di persone.Tanto per la cronaca quell'anno vinse Anna Oxa con "Un'emozione da poco".
Avrebbe voluto portare "Nuntereggae più" ma la casa discografica con cui era sotto contratto si oppose.A risentirla oggi quanto è attuale ,no?
Eppure lui disse che era solo uno sfottò e niente altro. Non usava le sue canzoni per fare politica.
Lui. L'elenco dei nomi e cognomi famosi e dei tanti che tolse, tra cui quello di Aldo Moro a causa del suo rapimento che avvenne quasi in contemporanea con l'uscita del disco, ormai è storia.
Io ho cominciato da lì. A capire che la musica per me poteva essere ben altro che riascoltare ballate pop con testi che facevano rima con amore e cuore. Ad allargare gli orizzonti e a provare a cercare divertimento e passione, impegno ed amore, in pari misura.
A comprendere che nella mia vita anche una canzone poteva dare un senso a quello che i miei piccoli neuroni stavano cominciando faticosamente ad apprendere. Niente poteva essere stonato o incerto.
Piccoli passi. Impegno. Scoperta. Misura.Dopo il successo clamoroso a Sanremo, scomparve. Trovavo tracce di lui in qualche spettacolo televisivo e bevevo ogni notizia che potevo raggiungere.Pubblicò altri due album. E ricevette molto meno consenso di quello che avrebbe meritato.
Soprattutto con l'ultimo album: E io ci sto.
Qualche mese dopo la pubblicazione, in una sera di giugno moriva a poco più di trent'anni in un incidente stradale. Ricordo i titoli dei giornali. Ricordo che si parlò di come ancora vivo era stato rifiutato da diversi ospedali di Roma che non avevano posto. Ricordo le polemiche. I se e i ma. Se si fosse riusciti a salvarlo. Se....Se....
Chissà.
Per intanto anche profetico. Molti anni prima aveva scritto una canzone che si intitola "La ballata di Renzo". Raccontava di un ragazzo che moriva per le mancate cure ricevute dopo un incidente stradale. E che viene rifiutato da molti ospedali. Alcuni sono gli stessi che rifiutarono lui. Io non penso avesse doti divinatorie. Lui scherzava su tutto. Era il suo modo di essere. Ironizzò anche sulla sua morte.
Forse per esorcizzarla chissà. Lasciandoci un'altra domanda senza risposta.
Poichè all'epoca non potevo scoprire molto di lui, aspettai.Ed è quello che ho fatto poi. Scoprirlo.Le sue canzoni sono e restano patrimonio di tutti. Forse con il tempo e se fosse vissuto, sarebbe rimasto ancorato alla sua epoca e noi lo avremmo dimenticato.E forse no. La potenza delle sue canzoni ha oltrepassato ere e logiche.
Rimane l'unità di misura con cui io affronto giorno dopo giorno ogni nuova canzone, ogni nuovo artista a cui mi avvicino. Esattamente come mi succede con i Beatles.
E già, provateci voi a scrivere una canzone così.


