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13 marzo 2021

[SABATO DI POESIA] LE TRE PAROLE PIÙ STRANE DI WISLAWA SZYMBORSKA



Carteggiletterari.it


Quando pronuncio la parola futuro,
la prima sillaba già va nel passato
Quando pronuncio la parola silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola niente,
creo qualcosa che non c'entra in alcun nulla.

(Attimo - Edizioni Scheiwiller - 2002)


NOTE SULL'AUTORE


Wisława Szymborska è stata una poetessa e saggista polacca. Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. Ne ho parlato diverse volte nel mio sabato di poesia. È sicuramente uno dei miei poeti preferiti. Le tre parole della poesia sono comuni al nostro sentire e al nostro muoverci. Sono parole che possono aprire baratri ma pure concedere spazi. Parole che non potremo comprendere se non quando saranno passate.

E per voi?

02 maggio 2020

SABATO DI POESIA: NULLA DUE VOLTE





Nulla due volte accade
né accadrà.
Per tal ragione si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.
Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.
Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.
Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.
Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?
Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei — perciò devi passare.
Passerai — e qui sta la bellezza.
Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

(Wislawa Szymborska - Appello allo Yeti - 1957)

Note bibliografiche:
La poetessa, premio Nobel per la letteratura nel 1996, nasce a Kornik in Polonia nel 1923. Morirà a Cracovia nel 2012. Lì dove la conobbi, curiosando in una libreria. Lei diceva dei poeti che in realtà interessavano due persone su mille, credo non si sia mai presa troppo sul serio. La raffinata ironia è una delle caratteristiche più salienti della sua opera. Leggerla ed amarla  per me, è stata questione di un attimo. 


29 giugno 2019

SABATO DI POESIA: IL PRIMO AMORE





Dicono
che il primo amore è il più importante.
Ciò è molto romantico
ma non fa al mio caso.

Qualcosa tra noi c'è stato e non c'è stato,
accadde e si  è perduto.

Non mi tremano le mani
quando mi imbatto in piccoli ricordi,
in un rotolo di lettere legate con lo spago
fosse almeno un nastrino.

Il nostro unico incontro dopo anni:
la conversazione di due sedie
accanto a un freddo tavolino.

Altri amori ancora respirano profondi dentro di me.
A questo manca il fiato anche per sospirare.

Eppure proprio così com'è
è capace di fare ciò di cui quelli ancora non sono capaci

non ricordato,
neppur sognato,
mi familiarizza con la morte.

(Wislawa Szymborska - Amore a prima vista - 2017)


Note bibliografiche:
Wislawa Szymbroska (1923- 2012).
Premio Nobel per la letteratura nel 1996. La poetessa polacca è stata pubblicata in Italia grazie ad Adelphi:
  • Vista con granello di Sabbia (1996)
  • Discorso all'ufficio oggetti smarriti (2004)
  • Due punti (2006)
  • Letture facoltative (2006)
  • Opere (2008)
  • La gioia di scrivere (2009)
  • Basta così (2012)
  • Come vivere in modo più confortevole (2016)



Avviso tutti gli amici che da oggi, le mie rubriche fisse vanno in vacanza. Le riprenderò a settembre!





16 febbraio 2019

SABATO DI POESIA: ACCANTO A UN BICCHIERE DI VINO.

















Con uno sguardo mi ha reso più bella, 
e io questa bellezza l'ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse 
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.

Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.

Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell'abbraccio
che mi crea.

Eva della costola, Venere dall'onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.

Quando lui non mi guarda
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.




(Wislawa Szymborska - Amore a prima vista raccolta 1954 - 2001)

10 novembre 2018

SABATO DI POESIA: RINGRAZIAMENTO.


Wislawa Szymborska



Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

«Non devo loro nulla» –
direbbe l’amore
sulla questione aperta.

(WISLAWA SZYMBORSKA - AMORE A PRIMA VISTA - RACCOLTA 1954 - 2001)

21 luglio 2018

IL CIELO.







Finestra senza parapetto,
senza intelaiature,
senza vetri.
Un'apertura e nulla oltre
solo amplitudine.
Non devo attendere una notte serena,
nè alzare la testa,
per osservare il cielo.
Il cielo l'ho dietro le spalle,
sottobraccio e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Persino le montagne più alte
non sono più vicino al cielo
delle valli più fonde.
In nessun posto c'è più cielo
che in un altro.
Il cielo opprime ugualmente
le nuvole e le tombe.
La talpa è assunta in cielo
come la civetta che agita le ali.
Qualsiasi cosa che cada in un abisso,
cade di cielo in cielo.
Aride, fluide, rocciose,
infiammate e aeree
regioni celesti, briciole di cielo,
folate di cielo e cataste.
Il cielo è onnipresente
anche nelle oscurità sotto pelle.
Divoro il cielo e lo secerno.
Sono una trappola intrappolata,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.
Dividendo il Cielo dalla terra
non si pensa in modo appropriato
a questa totalità.
E' solo un modo per vivere
presso un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
I miei segni particolari
sono l'estasi e la disperazione.

(Wislawa Szymborska)

15 agosto 2014

La Stazione


La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
(Wislawa Szymborska)



Una "PICCOLA POESIA" per augurarvi buon ferragosto.
E a proposito: come state?