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28 dicembre 2011

IL PRESEPE VIVENTE DI PIETRELCINA











Ogni volta che ritorno penso sempre che dare uno sguardo a questo capolavoro fatto di persone e di amore è  la conferma di un  miracolo che si ripete ogni anno.
Siamo ormai giunti alla XXV edizione.
Anche quest’anno il Comitato che se ne occupa ha fatto un’opera magnifica.
La prima volta è stata nel 1987 in occasione del centenario della nascita di San Pio, il santo nato in questi luoghi.

Un atto di amore dei suoi concittadini per ricordare il santo beneventano e Francesco D’Assisi.

Francesco infatti è stato il primo a rappresentare il presepe in Italia, facendolo diventare il simbolo più alto del Natale cristiano.
Anche San Pio, ha continuato ad amare moltissimo il quadro della Natività.

E ogni anno da allora, visto il grandissimo successo riscosso continua la rappresentazione nel rione Castello, antico borgo medievale di Pietrelcina.







Tutto viene ricostruito nei minimi particolari e rispettando la fisionomia dei villaggi palestinesi dell’epoca.
Man mano che si avvicina il tempo del Natale, le mura delle case del paese cambiano colore e aspetto.
Si arricchiscono di palme, rami, cespugli e paglia, sistemati in modo tale che vengano nascosti tutti gli i simboli e i mezzi del nostro tempo.
Al posto di porte e finestre, appaiono tende e stuoie.
Le illuminazioni all’interno delle case diventano più fioche, l’elettricità sostituita da candele e fiaccole.




Così i costumi molto semplici, che si differenziano solo per i colori, così le tuniche fatte di lino e lana, fatte con un unico pezzo di stoffa piegato e cucito ai lati con l’apertura per la testa e per le mani.
Le calzature tipiche, ovvero sandali con suola di foglia di palma o di giunco, poi sostituiti vista la difficoltà di avere la materia prima, con sandali di pelle.
Copricapi in stoffa, utili a proteggere sia dal vento che dal calore anche gli occhi e il collo.
Un pezzo di stoffa quadrata sulla fronte tenuto fermo da una fascia posta intorno alla nuca.

Subito dopo Natale nei giorni che vanno dal 27 al 29 dicembre inizia la rappresentazione.

Il percorso è prestabilito le scene sono le seguenti:

il  Mercato,
il Matrimonio
i Gladiatori
i Re Magi,
re Erode,
il Presidio Romano
il Tempio
i Frantoi
la Natività.
In ogni scena testimonianza del tempo passato sono anche i mestieri e gli strumenti utilizzati una volta.
Spesso sono eredità di nonni e bisnonni ceduti temporaneamente per lo spettacolo.









La cultura della mia terra è una cultura contadina, lavoro di campi e arte di mestieri antichi.
Il Presepe vuole ricordare anche questo, le nostre radici.

Il fiore all’occhiello è naturalmente, la Natività, che viene rappresentata nella stanza sottostante alla casa appartenuta ai Forgione, la famiglia di Padre Pio, che era adibita a stalla per gli animali e a magazzino.
La Sacra Famiglia è impersonata da coppie vere che negli ultimi mesi hanno avuto la gioia di vedere nascere una nuova vita.

Il miracolo della vita che si ripete ogni anno sotto gli occhi dei visitatori è qualcosa che lascia senza fiato.

Per la sua semplicità che lascia sgomenti.

Il miracolo che spero di poter continuare a vedere ogni anno, lì dove tutto si ripete ogni volta, e nei nostri cuori, come nelle nostre famiglie.

Vi abbraccio.