Mi hanno fatto parecchio ridere alcune cose che ho letto sul web.
Andate sul sito di Vanity Fair a leggere i post del direttore e di Daria Bignardi se volete. Ma troverete cose simili ovunque; sembrerebbe il nuovo trend.
Uno dei propositi del nuovo anno sarebbe quello di provare a diventare da oggi in poi, simili a noi stessi; essere come siamo. Cercare di far prevalere la sostanza alla forma.
Di ricompattare il senso di noi piuttosto che cercare vanamente di assomigliare ad altri. O di sforzarsi di essere diversi per piacere agli altri (orribile).
Diciamo che, assomigliare agli altri, è il male di questa ultima generazione.
Un po' lo è stato anche delle generazioni precedenti;mai come negli ultimi anni c'è la corsa a sembrare qualcun altro. A cercare di essere migliori, più forti, più importanti, più famosi o famigerati, suvvia.
Perdendo di vista quello che c'è di veramente importante.
Perché nella frenesia non si vede l'essenziale.
E ora, a detta di molti, dobbiamo riacquisire lo "stato di noi".
Smettere di correre, riconoscere i nostri limiti, accettarsi e cercare di proseguire la strada verso noi stessi.
E tutti: clap clap che bei discorsi.
Sììììì, vero...
Facciamolo... cerchiamoci, ritroviamoci. Assomigliamo a noi. Solo a noi. Seguiamo l'esempio dei nostri nonni e dei nostri genitori.
Facciamo solo quello che ci va, quello che ci fa stare bene. Vestiamoci come ci pare.
Riconciliamoci. Lasciamo stare il branco.
Un cumulo di belle parole, lasciate per fare l'effetto BUUM.
Ovvietà messe in piazza come buon proposito di anno nuovo (ma io non ne ho fatti lo sapete già).
Per dare il via a nuovi momenti di condivisione.
Ma che stronzata.
Non dovrebbe far già parte di come siamo ESSERE NOI?
Abbiamo bisogno che qualcuno ce lo scriva prima di muovere il capo e dire sì hai ragione? E' la nostra identità. L'unica verità accettabile.
L'unica via da seguire.
Ma da tempo, mica da oggi.
Io purtroppo, sono sempre me stessa.
Nel bene e nel male.
Questo mi fa tenere gli occhi sgranati e mi fa riconoscere l'ipocrisia costante di tanta gente. Ridicoli nel giudicare se stessi e gli altri (ma solo alcuni eh, quelli vicini e simili) migliori. Superstar. Poi dopo un secondo, esibire parole di umiltà inaccettabili. Contraddizioni, pochezza.
Sto diventando così allergica, io sognatrice, che non riesco a non provare conati di vomito quando leggo di "cotanta bellezza".
Noi esseri umani, siamo fondamentalmente, delle belve.
Animali che, si sforzano da millenni, di usare la palta (pulita) per sembrare gemme.
Se quello che ho letto vuol dire che dovremmo riconoscere TUTTI i nostri limiti, allora ci sto.
Lo faccio da 'na vita. E continuo a camminare su di una strada coperta di errori e di buche.
Saltello, evito e a volte ci sprofondo dentro con tutta me stessa.
Sono quella che sono. Tento di migliorare, ma ogni tanto inciampo.
E' la mia natura, ci sto facendo pace. Ma da tempo, mica da oggi.
E non ho bisogno di indicarlo come un proposito per il nuovo anno.
E' la mia direzione di vita.
Che naturalmente, sarà quella che sarà. Con il mio contributo.
E qui, calza a pennello la nuova canzone di Marco Mengoni. Il ragazzo è bravissimo a fiutare le strade da percorrere. O sono gli altri a fiutare lui?
Sotto questo cielo
Dici di sentirti vivo
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Dentro la tua casa io
Non posso entrare perché
Adesso ti fa bene, ti fa sentire bene
Tutte quante le parole che formano il silenzio
Le ho imparate molto presto
So a chi dire grazie
Sotto questo cielo
Dici di sentirti solo
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Dentro la mia testa
Vivono le ombre di qualcosa
Che non mi fa bene, non mi fa stare bene
Ho bisogno di cambiare per non essere costretto ad ammettere
Che il meglio di me
Nessuno lo ha mai chiesto
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Come un'estate tu arrivi a togliermi il respiro
Sei fai come vuoi, non ti seguo più
Sotto quello cielo dici di sentirti bene
Perché adesso ti conviene, Adesso ti conviene
Cerchi di parlare ma non ha più voce
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Tutte quante le parole
Che formano il silenzio
Le ho imparate a memoria
Ma non mi servono a niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Come un'estate tu arrivi a togliermi il respiro
Sei fai come vuoi, non ti seguo più
Io non ti seguo più
Cosa ti fa bene
Cosa ti fa male
Dimmi cosa ti fa bene
Cosa non ti posso dire
Cosa ti fa bene
Cosa ti fa male
Dimmi cosa ci conviene provare a salvare
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
(Marco Mengoni - Se Sei Come Sei)
PS: non c'è ancora il video e per ascoltarlo dovete prenotare in anteprima il nuovo album Parole in Circolo su i-Tunes che uscirà a metà mese.
Io aspetto, non vado di fretta. Non ho alcuna bandierina da conquistare. Mi piacerebbe un mondo pure più lento, da oggi in poi.