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12 febbraio 2023

73°mo Festival di Sanremo



"E dove sarai

Dove vai

Quando la vita poi esagera

Tutte le corse e gli schiaffi gli sbagli che fai

Quando qualcosa ti agita

Tanto lo so che tu non dormi

Spegni la luce anche se non ti va

Restiamo al buio avvolti

Solo dal suono della voce

Al di là della follia che balla in tutte le cose

Due vite guarda che disordine

Se questa è l’ultima

Canzone e poi la luna esploderà

Sarò lì a dirti che sbagli ti sbagli e lo sai

Qui non arriva la musica

Tanto lo so che tu non dormi dormi dormi dormi dormi mai

Che giri fanno due vite"

(Tratto da Due Vite di Marco Mengoni - canzone vincitrice del 73esimo Festival di Sanremo) 




Il Festival finisce con una vittoria annunciata. Cosa vi è piaciuto e cosa no?



A voi la parola e buona domenica!

07 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO: 1987 - QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO.





La terza richiesta che propongo su Pillole è quella di Cristiana Mazzocchi. Quello che le donne non dicono.

Mi aveva detto della sua passione per Fiorella Mannoia senza indicarmi un titolo ed io ho scelto quella che, a mio parere, è la più significativa del suo percorso di interprete ed una delle canzoni più belle in assoluto della musica italiana.

Scritta da Enrico Ruggeri e Enrico Schiavone, vinse il premio della critica.
La classifica finale fu la seguente:

1) Si può dare di più - Morandi, Ruggeri, Tozzi;
2) Figli - Toto Cutugno;
3) Nostalgia canaglia - Al Bano e Romina;

Per me fu un Festival memorabile, per le belle canzoni, la partecipazione di Dori Ghezzi, Mango, Mario Castelnuovo, Sergio Caputo, Rossana Casale, la prima volta di Michele Zarrillo, per fare qualche esempio e  poi gli ospiti stranieri.
Tra tutti la mia cantante preferita: Whitney Houston. Colei che era l'usignolo del New Jersey. Unica, inimitabile. Nel momento di suo maggior splendore, cantò dal vivo e cedendo alle lusinghe di Pippo Baudo, ci regalò un bis che è rimasto nella storia della musica.
E poi, Paul Simon, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, Bob Geldof. Patty Kensit e la sua spallina cascante e nude look. 
I ruggenti anni '80 con tutta la loro magia, carica di malinconia.
Infine il momento in cui Pippo nazionale diede in diretta la notizia della morte di Claudio Villa. 

È stato il Festival più visto della storia. Irripetibile, malgrado la buona volontà di Claudio Baglioni.

Grazie a Cristiana per la scelta ed ecco a voi la canzone.

IL VIDEO 






Considerazioni sulla serata di ieri:


La seconda serata del Festival è andata meglio della prima. Tra alti e bassi dei presentatori non sempre bene a fuoco. La più penalizzata resta Virginia Raffaele che ieri sera è andata a sbattere contro l'armata svizzera della Hunziker che in un quarto d'ora ha preso in mano la diretta tanto da farci pensare che sarebbe rimasta. Magari!!! Poi si riprende alle 23.30 con un pezzo dei suoi ed un vestito rosso spaziale, era ora. I tristi spettacolini tra Baglioni e Raffaele e tra Baglioni e Bisio mi hanno fatto rimpiangere perfino Fabio Fazio.  La tenerezza di Pippo Baudo ancora su quel palco a cui non riesce a rinunciare... del resto  si può rinunciare all'affetto di chi lo segue da sempre? Bellissimi i momenti degli ospiti. Fiorella Mannoia che con affetto aggiusta il microfono a Baglioni mi ha commosso sul serio. Meraviglioso duetto sulle note della canzone di questo post.  Come quello successivo,  Baglioni e Marco Mengoni che cantano Mogol- Battisti.  Ma pure Mengoni da solo. Ne ha fatta di strada da quando litigava con Morgan ad X-FACTOR. Da allora non si è più fermato, per fortuna sua e nostra. Da Ronciglione alla conquista del mondo.
Sulle canzoni sono rimasta in linea con ieri. Ho rivisto solo il parere su Arisa che continua a vestirsi da cani ma ha una musicalità rara. Solo Arisa può cantare Arisa e farlo da dio. E poi una la butto lì: e se la Loredana mi vince il Festival? A me non dispiacerebbe anche se preferisco la canzone di Paola Turci forse perché ci trovo la eco di Sylvia Plath. Anche se continua ad avere problemi di voce. La gara finisce poco prima di mezzanotte.  Arrivano due comici che non mi avevano mai fatto ridere, Pio e Amedeo, e per la prima volta su quel palco, dopo due sere in cui sembra che tutti abbiano timore anche di respirare, si fa della vera satira. Ultimo ospite Riccardo Cocciante. Sempre più somigliante ad una sfinge, riesce pure a sbagliare quel capolavoro di Margherita. Intorno all'una arriva il premio Città di Sanremo alla memoria di Pino Daniele. La cosa più triste di tutte, una cerimonia per ricordare uno degli artisti più grandi del panorama musicale italiano a quell'ora. Direi che è tutto. Ora a voi.

02 gennaio 2015

Ma io sono già come sono (una testa dura).


Mi hanno fatto parecchio ridere alcune cose che ho letto sul web.
Andate sul sito di Vanity Fair a leggere i post del direttore e di Daria Bignardi se volete. Ma troverete cose simili ovunque; sembrerebbe il nuovo trend.

Uno dei propositi del nuovo anno sarebbe quello di provare a diventare da oggi in poi, simili a noi stessi; essere come siamo. Cercare di far prevalere la sostanza alla forma.
Di ricompattare il senso di noi  piuttosto che cercare vanamente di assomigliare ad altri. O di sforzarsi di essere diversi per piacere agli altri (orribile).
Diciamo che, assomigliare agli altri, è il male di questa ultima generazione.
Un po' lo è stato anche delle generazioni precedenti;mai come negli ultimi anni c'è la corsa a sembrare qualcun altro. A cercare di essere migliori, più forti, più importanti, più famosi o famigerati, suvvia.
Perdendo di vista quello che c'è di veramente importante.
Perché nella frenesia non si vede l'essenziale.
E ora, a detta di molti, dobbiamo riacquisire lo "stato di noi".
Smettere di correre, riconoscere i nostri limiti, accettarsi e cercare di proseguire la strada verso noi stessi.
E tutti: clap clap che bei discorsi.
Sììììì, vero...
Facciamolo... cerchiamoci, ritroviamoci. Assomigliamo a noi. Solo a noi. Seguiamo l'esempio dei nostri nonni e dei nostri genitori.
Facciamo solo quello che ci va, quello che ci fa stare bene. Vestiamoci come ci pare. 

Riconciliamoci. Lasciamo stare il branco.

Un cumulo di belle parole, lasciate per fare l'effetto BUUM.
Ovvietà messe in piazza come buon proposito di anno nuovo (ma io non ne ho fatti lo sapete già).
Per dare il via a nuovi momenti di condivisione.

Ma che stronzata. 

Non dovrebbe far già parte di come siamo ESSERE NOI? 
Abbiamo bisogno che qualcuno ce lo scriva prima di muovere il capo e dire sì hai ragione? E' la nostra identità. L'unica verità accettabile.
L'unica via da seguire.
Ma da tempo, mica da oggi.
Io purtroppo, sono sempre me stessa.
Nel bene e nel male.

Questo mi fa tenere gli occhi sgranati e mi fa riconoscere l'ipocrisia costante di tanta gente. Ridicoli nel giudicare se stessi e gli altri (ma solo alcuni eh, quelli vicini e simili) migliori. Superstar. Poi dopo un secondo, esibire parole di umiltà inaccettabili. Contraddizioni, pochezza.
Sto diventando così allergica, io sognatrice, che non riesco a non provare conati di vomito quando leggo di "cotanta bellezza".

Noi esseri umani, siamo fondamentalmente, delle belve. 
Animali che, si sforzano da millenni, di usare la palta (pulita) per sembrare gemme.
Se quello che ho letto vuol dire che dovremmo riconoscere TUTTI i nostri limiti, allora ci sto.
Lo faccio da 'na vita. E continuo a camminare su di una strada coperta di errori e di buche.
Saltello, evito e a volte ci sprofondo dentro con tutta me stessa.
Sono quella che sono. Tento di migliorare, ma ogni tanto inciampo.
E' la mia natura, ci sto facendo pace. Ma da tempo, mica da oggi.
E non ho bisogno di indicarlo come un proposito per il nuovo anno.
E' la mia direzione di vita.
Che naturalmente, sarà quella che sarà. Con il mio contributo.


E qui, calza a pennello la nuova canzone di Marco Mengoni. Il ragazzo è bravissimo a fiutare le strade da percorrere. O sono gli altri a fiutare lui?



Sotto questo cielo
Dici di sentirti vivo
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Dentro la tua casa io
Non posso entrare perché
Adesso ti fa bene, ti fa sentire bene
Tutte quante le parole che formano il silenzio
Le ho imparate molto presto
So a chi dire grazie
Sotto questo cielo
Dici di sentirti solo
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Dentro la mia testa
Vivono le ombre di qualcosa
Che non mi fa bene, non mi fa stare bene
Ho bisogno di cambiare per non essere costretto ad ammettere
Che il meglio di me
Nessuno lo ha mai chiesto
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Come un'estate tu arrivi a togliermi il respiro
Sei fai come vuoi, non ti seguo più
Sotto quello cielo dici di sentirti bene
Perché adesso ti conviene, Adesso ti conviene
Cerchi di parlare ma non ha più voce
Perché adesso ti conviene, adesso ti conviene
Tutte quante le parole
Che formano il silenzio
Le ho imparate a memoria
Ma non mi servono a niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Come un'estate tu arrivi a togliermi il respiro
Sei fai come vuoi, non ti seguo più
Io non ti seguo più
Cosa ti fa bene
Cosa ti fa male
Dimmi cosa ti fa bene
Cosa non ti posso dire
Cosa ti fa bene
Cosa ti fa male
Dimmi cosa ci conviene provare a salvare
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Io non ti copro le spalle
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente
Se sai cosa vuoi
Se sei come sei
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Se sei quel che vuoi
Non sai cosa sei
Perché tu non vuoi mai niente

(Marco Mengoni - Se Sei Come Sei)



PS: non c'è ancora il video e per ascoltarlo dovete prenotare in anteprima il nuovo album  Parole in Circolo su i-Tunes che uscirà a metà mese.
Io aspetto, non vado di fretta. Non ho alcuna bandierina da conquistare. Mi piacerebbe un mondo pure più lento, da oggi in poi.

22 luglio 2014

Lucca Summer Festival



Esempio di vetrina dedicata al Festival (foto FP)


Sono stati tre bellissimi giorni di vacanza, seppure impegnativi.
Avevamo pensato di andare al Summer Festival già in aprile.
Era la nostra prima volta a Lucca e per come siamo fatti noi, nulla doveva essere lasciato al caso.
A parte il tempo argh!
Ma nonostante quest'ultimo sia stato poco propizio, ci siamo davvero divertiti e abbiamo scoperto una città splendida.
Circondata da mura medievali, quattro chilometri di bellezza.
Cento chiese, capolavori dell'architettura e della pittura. Gente ospitale e simpatica.
Infine il Festival. E la sua star.
La ragione principale per cui eravamo lì. Vediamo se indovinate. Ecco il calendario.

Cartellone del Festival 2014 (foto MS)

Atto primo: le mura medievali di Lucca.
Come anticipavo 4 chilometri di lunghezza, 30 metri di fossato, 12 metri di altezza. Ammirate in tutto il mondo come unico esempio di mura difensive arrivate fino a noi praticamente intatte. Trasformate in una passeggiata immersa nel verde davvero fantastica. Con porte di accesso che mantengono il loro antico splendore.

Un particolare di Lucca dalla mura (foto MS)


Porta San Gervasio ( foto MS)


Atto secondo: le chiese.

Il Duomo, ovvero la cattedrale di San Martino. Con la chicca di una vera asimmetria architettonica. Il lato destro della facciata molto più piccolo dell'altro poiché si sono dovuti adattare alla preesistente torre campanaria.



Cattedrale di San Martino (foto MS)

E poi all'interno, L'Ultima Cena del Tintoretto e un bassorilievo del Ghirlandaio. 



Ultima Cena del Tintoretto (foto FP)

Il famoso monumento funebre di Ilaria del Carretto, detto anche della Bella Addormentata e il Volto Santo. Quest'ultimo è una statua lignea che rappresenterebbe Gesù Crocifisso ma con una immagine ben lontana dalla iconografia classica.


Il Volto Santo (foto FP)
Scuro di pelle, piccolo e magro e vestito di tutto punto, pur essendo appeso alla croce. 
Molto simile all'idea di un uomo di quel tempo quale doveva essere Gesù.

Atto terzo: il centro storico. Davvero bellissimo, con palazzi e piazzette che si incrociano ad ogni angolo.
E botteghe storiche che pur cambiando oggetto di vendita, hanno conservato le vecchie e originali insegne. Tutto come un tempo.


L'angolo di una piazza e il suo bel palazzo (foto MS)

Negozio e insegna "come una volta" (foto MS)

Atto quarto: le piazze.
Piazza San Michele dove, a parte la bellissima chiesa, ci si può incontrare un violoncellista armato del suo strumento mirabolante che ti delizia con vecchie e deliziose canzoni napoletane.


Chiesa di San Michele (foto MS)



Il violoncellista innamorato di Napoli (foto MS)

Atto quinto: Piazza Napoleone.
Il fulcro del Lucca Summer Festival. Circondata da alberi e pronta ad accogliere grandissimi  protagonisti del soul/jazz e anche del rock come ha fatto negli ultimi sedici anni.
Gli artisti che hanno calcato il palco sono stati molti e pure diversi. Per stile, background e musicalità.
Eppure, ognuno di loro, ha regalato al festival momenti unici contribuendo a farlo diventare uno dei più grandi e importanti a livello mondiale.
Qualche esempio.
David Bowie, Eric Clapton, George Benson, Ray Charles, Alanis Morissette, Peter Gabriel, Bob Dylan, Elton John, Al Jarreau, Oasis, James Taylor, Roger Waters, Leonard Cohen.


Il palco (foto FP)

Figlia dei fiori al Festival (foto FP)

fontane ad ogni angolo per dar da bere alle assetate (foto FP)


Detto questo non posso fare a meno di negare, che si è mangiato benissimo.
Carne a Lucca e pesce a Livorno.


Terrazza Mascagni - Livorno (foto FP)


E sono riuscita a non farmi mancare un bel giretto di shopping.

Prova d'abito e scarpe nuove per "gita" a Livorno 


Ma il clou della "gita" si è svolto domenica sera.
Il tempo un po' instabile fin dal mattino, ci ha graziato e ci ha permesso di assistere all'evento #luccasummer.
Il concerto di Stevie Wonder.
Ma cosa si può aggiungere a quanto da sempre le leggende narrano della sua bravura, della sua voce e della sua versatilità?  Un polistrumentista capace di suonare in maniera eccellente qualunque strumento.
E un artista che in oltre quaranta anni di carriera ha regalato al mondo canzoni memorabili che chiunque di noi, anche chi non lo segue, conserva e ricorda a memoria?
Sono certa che tutti e dico tutti, conoscono almeno una sua canzone e sono capaci di canticchiarne il ritornello. Perfino chi, cialtrone come me, conosce quattro parole in lingua inglese.


Stevie Wonder (foto FP)

Stevie Wonder (foto FP)
Sì è stato uno spettacolo. Lui, la sua classe, i suoi strumentisti e noi che cantavamo a squarciagola.
E perfino una coppia di sposi che ha assistito al concerto, dopo il matrimonio. 
Talmente fortunati che, si sono ritrovati sul palco a ballare mentre lui dedicava loro delle canzoni.



Gli sposi ballano e Stevie canta (foto FP)


Due ore e venti, senza pausa. Con la sua allegria e la sua bravura. Con momenti forti in cui ci ha fatto gridare dei NO alla violenza, al terrorismo e alla guerra.




Stevie e i musicisti ringraziano (foto FP)
Non volevo essere lunga e nemmeno noiosa.
Concludo lasciandovi con un paio di foto che ho fatto con due artisti ( un cantante e uno scrittore) presenti al concerto.
Il primo (il cantante) era in fila con noi a ritirare i biglietti per il concerto, come tutti.
Umile e bravo. Niente di diverso da quello che pensavo.

Marco Mengoni ed io (foto FP)


Il secondo (lo scrittore) per il quale le parole non sono sufficienti. Per la sua disponibilità, per la sua gentilezza, per la simpatia di cui mi fa dono ogni volta che lo incontro.
Perché siamo amici. E ne sono orgogliosa.

Luca Bianchini ed io (foto FP)


PS: ringrazio il mio fotografo preferito per l'amore e per le foto bellissime.
Pure per la gita eh.




"Ci sono ancora uomini che nel 2014 credono che la violenza sia la soluzione, mentre invece non serve a nulla. Noi dobbiamo prendere una posizione: NO WAR, NO TERRORISM, NO MORE".
( Stevie Wonder - Lucca - 20 luglio 2014)



22 gennaio 2013

La musica che arriva.







Googles Images



Sto cercando di mantenere il distacco che mi sono imposta come proposito per il nuovo anno.
Ho deciso che sarà un anno zen.
Qualsiasi buona notizia mi giunga cercherò di informarvi con la maggior flemma possibile.
No, perchè, come mi è stato suggerito molte volte, talvolta mostro un entusiasmo davvero eccessivo per il tipo di informazione che vi lascio.
Ci sono alcune novità in campo musicale di cui voglio parlarvi, e vi assicuro, sarò sobria. Del resto non mi piace bere appena alzata.
Partiamo dagli artisti di casa nostra:
nuovo album per Liftiba, Marco Mengoni, Baustelle, Renato Zero, Gianna Nannini, per citare solo qualcuno.
E poi, forse il nuovo di Luciano Ligabue.Speriamo.Questo lo posso scrivere? E' abbastanza pacato? ghghghghgh


Nel campo internazionale invece:

Depeche Mode, Bon Jovi,David Bowie, U2(forse) e Stereophonics.

Riassumendo per artisti e partendo dal quelli di casa nostra:
Marco Mengoni, il suo nuovo singolo è in pista da un paio di mesi e  ne avevo  già parlato; l'album nuovo è quasi ultimato, intanto ci prepariamo per San Remo e per il pezzo che gli ha scritto la nostra Gianna nazionale "Bellissimo".

Litfiba:partono con il tour 2013, prima data a Milano, 30 e 31 gennaio, Alcatraz. Poi ci si aspetta il nuovo album fine 2013 inizio 2014.

Baustelle: esce a fine gennaio il nuovo album "Fantasma", ultima fatica di Francesco Bianconi e company. Sempre innovativi e sempre fuori dagli schemi conosciuti del rock, da ascoltare.

Renato Zero: il nuovo lavoro a fine febbraio; il leone romano continua a colpire con la sua armonia e la sua passione viscerale per la musica.Si parla di progetto ambizioso e innovativo. E' stato registrato a Londra e Bucarest, avrà un respiro internazionale e sicuramente sarà di rottura con quanto fatto in precedenza.

Gianna Nannini: il suo ultimo disco "Inno" è appena uscito, la Gianna o la si ama o la si odia. I suoi pezzi non sono mai facili al primo ascolto, ma indubbiamente sono quanto c'è di meglio sul mercato discografico italiano.
Perchè purtroppo, siamo ancora qui a fare differenze tra artisti maschi e femmine, ma Gianna per fortuna, è ben oltre.

Luciano Ligabue: ci sta lavorando, forse fine 2013, io aspetto e anche molti di voi.Intanto sta pianificando il suo ritorno all'Arena di Verona dieci date a settembre, e credo proprio che ci sarò nuovamente.

Musica internazionale.

Depeche Mode: esce il nuovo lavoro a fine marzo 2013, non si conosce ancora il titolo. David Gahan parla di un disco diverso con atmosfere dai richiami soul. Io mi sto preparando per il concerto a Milano il prossimo 18 luglio.E sapendo che David ha una passione smodata per il Duca Bianco, passiamo a lui.

David Bowie: sono dieci anni che non fa un album nuovo. Ora lui che rompe sempre gli schemi, ritorna senza troppo clamore con "The Next Day" il prossimo marzo.Avrà collaborazioni eccellenti e due versioni; una normale con i 14 brani previsti e una de luxe con tre bonus tracks.Il nuovo singolo" Where are we now" è un brano da ascoltare e ascoltare e ascoltare.

Bon Jovi: nuovo album anche per loro "What About now", uscita prevista marzo. Il nuovo singolo "Because we can" è tutto un programma.
Concerto a Milano già deciso, il 29 giugno stadio San Siro.

U2:Su questo ultimo molti lo danno quasi per certo, ma Bono più di una volta in interviste rilasciate negli ultimi mesi del 2012, ha dichiarato che, stanno lavorando al nuovo album e non sa se basteranno dei mesi o ci vorranno anche 10 anni. Conoscendolo, ci sta depistando, per questo motivo, speriamo bene.

Stereophonics: il nuovo album "Graffiti on the train" esce il prossimo 4 marzo. Ma per loro, uno dei miei gruppi preferiti, di cui attendevo da ormai quattro anni la nuova fatica, ci sarà un post apposta,rassegnatevi.


Ah, esce anche il nuovo di Gaga, ma a me non me ne frega proprio nulla.

Si perchè nel mio blog, parlo di quello che mi piace, e al limite se davvero ne vale la pena o se sono abbastanza incazzata, anche di quello che non mi piace.

Ma a modo mio.
Sempre.










02 dicembre 2012

Cos'è la destra cos'è la sinistra.





Giorgio Gaber - immagine presa dal web


Tutti noi ce la prendiamo con la storia 
ma io dico che la colpa è nostra 
è evidente che la gente è poco seria 
quando parla di sinistra o destra. 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

Fare il bagno nella vasca è di destra 
far la doccia invece è di sinistra 
un pacchetto di Marlboro è di destra 
di contrabbando è di sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Una bella minestrina è di destra 
il minestrone è sempre di sinistra 
tutti i films che fanno oggi son di destra 
se annoiano son di sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Le scarpette da ginnastica o da tennis 
hanno ancora un gusto un po' di destra 
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate 
è da scemi più che di sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

I blue-jeans che sono un segno di sinistra 
con la giacca vanno verso destra 
il concerto nello stadio è di sinistra 
i prezzi sono un po' di destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
I collant son quasi sempre di sinistra 
il reggicalze è più che mai di destra 
la pisciata in compagnia è di sinistra 
il cesso è sempre in fondo a destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
La piscina bella azzurra e trasparente 
è evidente che sia un po' di destra 
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare 
sono di merda più che sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

L'ideologia, l'ideologia 
malgrado tutto credo ancora che ci sia 
è la passione, l'ossessione 
della tua diversità 
che al momento dove è andata non si sa 
dove non si sa, dove non si sa. 

Io direi che il culatello è di destra 
la mortadella è di sinistra 
se la cioccolata svizzera è di destra 
la Nutella è ancora di sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Il pensiero liberale è di destra 
ora è buono anche per la sinistra 
non si sa se la fortuna sia di destra 
la sfiga è sempre di sinistra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Il saluto vigoroso a pugno chiuso 
è un antico gesto di sinistra 
quello un po' degli anni '20, un po' romano 
è da stronzi oltre che di destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

L'ideologia, l'ideologia 
malgrado tutto credo ancora che ci sia 
è il continuare ad affermare 
un pensiero e il suo perché 
con la scusa di un contrasto che non c'è 
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é. 

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra 
la mancanza di morale è a destra 
anche il Papa ultimamente 
è un po' a sinistra 
è il demonio che ora è andato a destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
La risposta delle masse è di sinistra 
con un lieve cedimento a destra 
son sicuro che il bastardo è di sinistra 
il figlio di puttana è di destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Una donna emancipata è di sinistra 
riservata è già un po' più di destra 
ma un figone resta sempre un'attrazione 
che va bene per sinistra e destra. 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

Tutti noi ce la prendiamo con la storia 
ma io dico che la colpa è nostra 
è evidente che la gente è poco seria 
quando parla di sinistra o destra. 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... 

Destra-sinistra 
Destra-sinistra 
Destra-sinistra 
Destra-sinistra 
Destra-sinistra 
Basta!


In questi giorni è uscito il nuovo singolo di Marco Mengoni.
Il brano è racchiuso nell'album " Per Gaber... io ci sono" dedicato al nostro poeta cantore uscito il 13 novembre che è una raccolta di brani di Gaber nella versione di vari artisti italiani.

Marco canta Destra-Sinistra, nella sua personale e intensa interpretazione.

Dedicato a tutti noi che non ci arrenderemo mai.