31 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: CANTO DELLA MIA NUDITÀ DI ANTONIA POZZI

 


Guardami: sono nuda. Dall'inquieto

languore della mia capigliatura

alla tensione snella del mio piede

io sono tutta una magrezza acerba

inguainata in un color d'avorio.

Guarda: pallida è la carne mia.

Si direbbe che il sangue non vi scorra.

Rosso non ne traspare. Solo un languido

palpito azzurro sfuma in mezzo al petto.

Vedi come incavato ho il ventre. Incerta

è la curva dei fianchi, ma i ginocchi

e le caviglie e tutte le giunture,

ho scarne e salde come un puro sangue.

Oggi, m'inarco nuda, nel nitore 

del bagno bianco e m'inarcherò nuda

domani sopra un letto, se qualcuno

mi prenderà. E un giorno nuda, sola,

stesa supina sotto troppa terra,

starò, quando la morte avrà chiamato.

(Palermo, 20 luglio 1929 - Cento poesie d'amore e di silenzio -  2019 -  edizioni Interno Poesia)


Note bibliografiche:

Antonia Pozzi nasce a Milano nel 1912 e lì muore nel 1938. È una delle principali voci della poesia italiana del Novecento.  Si laurea in Estetica all'Università Statale di Milano nel 1935. Si toglie la vita nel 1938 nel parco antistante l'Abbazia di Chiaravalle. Le sue poesie sono state pubblicate e poi scoperte dal grande pubblico solo dopo la morte. (Interno Poesia) Nonostante la conclusione brutale del suo vivere, dalla sua opera traspare un grandissimo amore per la vita che lei cercava di urlare al mondo intero con grande disperazione. Avrebbe voluto affrontarla di petto quella montagna che in realtà non riuscì a scalare. Si sentiva sola e dimenticata e non riuscì a  trovare chi la accogliesse e le desse riparo. Ho scelto questa poesia perché è emblematica, a mio parere, del suo desiderio di essere amata. Di appartenere a qualcuno. Di essere completa. Non era sfrontata, ma solo divorata dalla voglia di vivere.


30 ottobre 2020

LE ALTRE MALATTIE E IL COVID

"Cara Mariella, io sono arrabbiata con molti e credo che la gente abbia perso già da tempo il buonsenso e l'umanità. Sono una paziente con sclerosi multipla e l'anno scorso a dicembre ha fatto il terzo ciclo (rarissimo perché di solito non è necessario in quanto l'evoluzione della malattia viene contenuta per qualche anno) di alemtuzumab, una terapia depletiva che mi ha lasciato con 0 linfociti in uno stato di immunosoppressione e mi credi che dal dicembre del 2019 non ho più fatto altre visite neurologiche? Inoltre a giugno sono rientrata a lavorare (lavoro in ospedale, è vero in un ufficio amministrativo a abbiamo a che fare tutti i giorni con infermiere, medici e pazienti) e ho fatto richiesta io per entrare perché ero a casa in quanto categoria fragile,  la mia azienda era in grande difficoltà e adesso devo litigare con le colleghe in ufficio che non indossano la mascherina chirurgica che l'azienda ha messo a disposizione per noi giornalmente. Mi danno della paranoica e della pazza... 
Sono arrabbiata con loro, sono arrabbiata con i medici che non rispondono alle mie chiamate e alle mail dove li informo che la mie situazione è peggiorata, sono arrabbiata con tutti coloro che negano l'esistenza di questo maledetto virus e protestano contro delle misure basilari di sicurezza come se fossero i lavori forzati nei lager tedeschi o gulag russi e poi riempiono i corridoi nel ospedale e si prendono a scazzottate perché non c'è distanziamento nell'attesa di un tampone..."

Il commento che apre il mio post è di FLO',  la mia amica blogger di Femeie Astazi -  Donna Oggi -  Woman today (qui il suo blog). Lo ha scritto un paio di sere fa in coda al mio post sul rispetto delle regole. La sua rabbia è condivisibile e pone l'accento sulla gravità della situazione Covid ampliando il discorso a tutte le persone con patologie gravi o che comunque necessitano di cure continue, che si sono viste ridurre o addirittura annullare le cure e gli esami di cui necessitano, a causa della pandemia. Secondo uno studio  del Sole 24 Ore, in Italia, dall'inizio del contagio, la continuità terapeutica di importanti malattie croniche è crollata. Riduzioni che hanno sfiorato il 40% per le terapie farmacologiche fino ad arrivare all'85% per le prescrizioni a nuovi pazienti.

La riduzione riguarda terapie patologiche croniche quali quelle  cardiovascolari, fratture, piani terapeutici, monitoraggi di pazienti già in cura. E la distribuzione dei farmaci ha subito una battuta d'arresto che fa preoccupare diverse associazioni, soprattutto perchè le cure salvavita non si possono differire. Così come le cure per i malati come l'amica Flo, che per combattere l'avanzamento della sua malattia ha bisogno di terapie continue e che intanto se le paga di tasca sua.
L'emergenza sanitaria non deve far dimenticare che in Italia come all'estero sono migliaia i malati cronici a cui stiamo dicendo di lasciare il passo a quello che al momento è la priorità. E questo in uno stato di diritto non dovrebbe accadere. 
Ci dovrebbe essere spazio per tutti, nessuno dovrebbe essere lasciato al palo. Peccato che la Sanità italiana  subisce da  anni colpi di scure sui finanziamenti. Che siano i governi o le regioni. Un esempio su tutti il malaffare della regione Lombardia degli ultimi vent'anni.
Quindi, invece di perdersi in chiacchiere sul Mes si o no, questi fondi disponibili subito sarebbero sufficienti a ridare fiato agli ospedali, per ripensare e ampliare il sistema di assistenza sanitaria ormai al collasso. Sarebbe una buona occasione. Ma sappiamo che in Italia le buone occasioni ce le facciamo scappare, di solito. Voi che ne pensate? Fermo restando che il virus esiste e che non si dissolverà come una bolla di sapone?

29 ottobre 2020

A MANO A MANO: RICORDO DI RINO GAETANO



IMMAGINE PRESA DAL WEB



Oggi Rino Gaetano avrebbe compiuto 70 anni. 
Vi ripropongo un mio vecchio post rieditandolo un po', perché penso sia uno dei miei post più belli. Spero apprezzerete. E se alla fine mi lascerete un vostro ricordo personale su di lui, mi farà tanto piacere, ma tanto.

Parlare di Rino Gaetano mi riesce particolarmente difficile. Forse perché ho per lui un rispetto tale che faccio fatica anche solo a scrivere quelle quattro papocchie che azzecco di solito, quando parlo dei miei artisti preferiti.
Lui è al di sopra. Sappiate che non mi interessa citare la discografia e le tappe salienti della sua storia musicale e partirò da quanto ha influenzato la mia adolescenza.
Riavvolgo il nastro dei ricordi fino ai miei 12 anni.
Seconda media, poco più di una bambina timida, occhialuta, introversa. Tempo di festival di Sanremo.
Rino arriva sul palco con una tuba nera, giacca, papillon bianco e maglietta a righe bianche e grigie almeno per me che ai tempi  possedevo  un televisore in bianco e nero. Sui giornali successivamente lessi che erano rosse. Suonava uno strumento che mi stupì: l'ukulele.
E il mio mondo si capovolse.GIANNA.



Abituati ai vari e assurdi archetipi della canzone nazional popolare italiana, questo ragazzo procura una botta allo stomaco a tutti gli spettatori e pur dovendo presentarsi con una canzone che a suo dire "non significa nulla" abbraccia e travolge una marea di persone.Tanto per la cronaca quell'anno vinse Anna Oxa con "Un'emozione da poco".

Avrebbe voluto portare "Nuntereggae più" ma la casa discografica con cui era sotto contratto si oppose.A risentirla oggi quanto è attuale ,no?
Eppure lui disse che era solo uno sfottò e niente altro. Non usava le sue canzoni per fare politica.
Lui. L'elenco dei nomi e cognomi famosi e dei tanti che tolse, tra cui quello di Aldo Moro a causa del suo rapimento che avvenne quasi in contemporanea con l'uscita del disco, ormai è storia.

Io ho cominciato da lì. A capire che la musica per me poteva essere ben altro che riascoltare ballate pop con testi che facevano rima con amore e cuore. Ad allargare gli orizzonti e a provare a cercare divertimento e passione, impegno ed amore, in pari misura.


A comprendere che nella mia vita anche una canzone poteva dare un senso a quello che i miei piccoli neuroni stavano cominciando faticosamente ad apprendere. Niente poteva essere stonato o incerto.
Piccoli passi. Impegno. Scoperta. Misura.Dopo il successo clamoroso a Sanremo, scomparve. Trovavo tracce di lui in qualche spettacolo televisivo e bevevo ogni notizia che potevo raggiungere.Pubblicò altri due album. E ricevette molto meno consenso di quello che avrebbe meritato.
Soprattutto con l'ultimo album: E io ci sto.
Qualche mese dopo la pubblicazione, in una sera di giugno moriva a poco più di trent'anni in un incidente stradale. Ricordo i titoli dei giornali. Ricordo che si parlò di come ancora vivo era stato rifiutato da diversi ospedali di Roma che non avevano posto. Ricordo le polemiche. I se e i ma. Se si fosse riusciti a salvarlo. Se....Se....
Chissà.
Per intanto anche profetico. Molti anni prima aveva scritto una canzone che si intitola "La ballata di Renzo". Raccontava di un ragazzo che moriva per le mancate cure ricevute dopo un incidente stradale. E che viene rifiutato da molti ospedali. Alcuni sono gli stessi che rifiutarono lui. Io non penso avesse doti divinatorie. Lui scherzava su tutto. Era il suo modo di essere. Ironizzò anche sulla sua morte.
Forse per esorcizzarla chissà. Lasciandoci un'altra domanda senza risposta.




Poichè all'epoca non potevo scoprire molto di lui, aspettai.Ed è quello che ho fatto poi. Scoprirlo.Le sue canzoni sono e restano patrimonio di tutti. Forse con il tempo e se fosse vissuto, sarebbe rimasto ancorato alla sua epoca e noi lo avremmo dimenticato.E forse no. La potenza delle sue canzoni ha oltrepassato ere e logiche.

Rimane l'unità di misura con cui io affronto giorno dopo giorno ogni nuova canzone, ogni nuovo artista a cui mi avvicino. Esattamente come mi succede con  i Beatles.


E già, provateci voi a scrivere una canzone così.









26 ottobre 2020

IL RISPETTO DELLE REGOLE


IMMAGINE PRESA DAL WE


 Tema:

Il rispetto delle regole.


Svolgimento:

Avete campo libero. Dite la vostra.


Il problema grosso è che non ho più parole. Sono disorientata come la maggior parte degli italiani.Comincio a non avere più fiducia nelle istituzioni (non che ne avessi così tanta anche prima) e mi pare stiano giocando a pari e dispari sulla pelle della gente. 

24 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: QUANDO DI FRANCO BATTAGLIA

 

Foto di Franco Battaglia

Quando sei avvolto in un tramonto

devi stiracchiare bene i pensieri

ed accomodarli con cura,

che la luce, ora fievole, 

li accarezzi ad uno ad uno

e ne sistemi le pieghe

nel senso del tuo umore.


Quando entri nella sera

bussa dolcemente 

perché sei invitato a sognare

e se gli altri, tutti gli altri,

restano fuori,

avrai l'intera notte 

a curarsi di te.

(Non sono nuvola - 2003)



Note bibliografiche:

Franco Battaglia è nato a Roma e lì vive.  Ha pubblicato la raccolta di poesie Non sono nuvola di Editrice Pagine  nel 2003 e un altro estratto di sue poesie sono presenti nell'antologia L'Altro Novecento di Vittoriano Esposito. Bancario per caso, blogger,  poeta di pensiero e fotografo di attimi. La sua poesia è un regalo luminoso che ti  sfiora come una carezza delicata,  pronta  a toccarti l'anima. Quel suo incedere di  passi sospesi, sulla superficie di un mare apparentemente calmo,  rende  così intenso il messaggio, che,  chiunque si avvicini alle sue parole, prenderà a scavarsi  dentro per cercare di raggiungere il cuore. Lì dove si sono adagiate le emozioni.

23 ottobre 2020

COPIE DI MILLE RIASSUNTI NEL WEB: INGENUITÀ O PLAGI?

 Sarà capitato anche a voi.

Di avere,  più o meno vicino, persone che vi prendono come esempio e che  volentieri si ispirano a voi.  Che siano parenti, amici, colleghi di lavoro, altro. E quando ve ne accorgete la prima cosa che vi scappa è il sorriso.  Perché anche quello è un modo di dirvi che siete apprezzato, si ha stima di voi. La maggior parte delle volte, ci si sente gratificati.Nella vita reale. Ma in quella virtuale è lo stesso?  Io scrivo perché mi scappa di scrivere e ho un blog che negli anni ha abbracciato migliaia di argomenti. Ho delle passioni specifiche e rubriche fisse da tantissimo tempo;  nel contempo la mia casa è  anche un piccolo diario personale in cui racconto tanto di  me e di quel che mi circonda. Spazio dalla musica alla letteratura, dall'attualità al sociale, sono una paladina dei diritti di tutti. Fin dal mio primo giorno sul web, fin dal mio primo post (QUI), in cui parlai di case famiglia. Oltre nove anni fa.  Tra le mie etichette più gettonate ilmondointornoamari e postitizie. Sono orgogliosa del Sabato di poesia, nato dal mio amore sincero e viscerale per la parola. E continuo a sorridere anche quando penso ai presuntuosi della rete: nessuno riesce a scrivere meglio di loro, dicono,pensano e giudicano dall'alto della loro prosopopea. Un po' di umiltà non gli  farebbe male. Che di quel che trattano è pieno il web.   Per non parlare degli altri, quelli che più che scrivere dattilografano (😜)  e invece di trovare il modo di rendere unico l'argomento trattato, mettendoci dentro qualcosa che lo personalizzi,  hanno copiato e incollato  con molta  generosità, interi passaggi di post altrui ? E mi chiedo:  sono   ingenui o sono fin troppo furbi? Di sicuro delle nullità dal punto di vista di intelligenza e contenuti.  E arriviamo al cuore del problema.

Noi blogger non abbiamo grossi strumenti per tutelare i nostri blog dalle rapine altrui. Io stessa non saprei cosa fare per evitare che qualcuno si appropri delle mie idee o addirittura di interi pezzi tratti dai miei post per farli diventare suoi. Non capisco nulla di copywriter, ecc...ecc...ecc... e non saprei n

come difendermi. Posso dirvi di essermi accorta, girovagando in rete, di avere trovato dei post quasi identici ad alcuni dei miei, qualche modifica al testo e al titolo e oplà il gioco è fatto. INSOMMA UNA COPIA DI MILLE RIASSUNTI. 

A parte la ragionevole incazzatura arrivata e passata, perché poi alla fine di copioni si tratta, rimane la preoccupazione di non potere far molto per difendermi. Sono piccola, anonima, nessun grosso sito alle spalle.  Posso solo continuare a "lavorare" come ho sempre fatto, con onestà intellettuale e una grande umiltà, perché so benissimo di essere nessuno.  Nel caso faccia delle ricerche per alcune delle mie rubriche, continuo a  citare le fonti (ad esempio libri acquistati negli anni, complici le mie passioni)  da cui traggo parzialmente dei dati per rendere il più storicamente attendibili i miei post. E anche per regalarvi delle chicche su alcuni personaggi che non si trovano da nessun altra parte, tanto meno nel web. Che è ben diverso da copiare e incollare. Anche se ad alcuni fa comodo pensarlo. Ma questo mi rende più vulnerabile. Lo so. 

PS: il mio articolo terminava così, poi MOZ qualche giorno fa ha pubblicato un post (QUI) in cui denuncia   un plagio  capitatogli e di cui si è accorto per puro caso.  Mi sono sentita coinvolta anche se il mio discorso era più generico ma in realtà sempre di plagio parliamo e se chi lo compie  è anche un sito molto  più seguito e famoso del nostro,  ecco allora si arriva allo schifo assoluto. 

Che fare quindi? Ci possiamo tutelare? E come?





21 ottobre 2020

POSTITIZIE: IL MAESTRO CHE INSEGNA PER STRADA

 




Oggi vi racconto una storia accaduta solo ieri a Napoli, nei Quartieri Spagnoli.

Tonino Stornaiuolo è un giovane maestro elementare, che in questi giorni, è alle prese con la DAD (didattica a distanza) a causa della chiusura delle scuole in Campania, voluta dal governatore Vincenzo De Luca. 

Ma è un maestro che esercita quella che si può benissimo definire una missione in uno dei quartieri più critici della città, dove non tutti i bambini hanno la possibilità di seguire le lezioni in internet a causa delle difficoltà economiche familiari. Inoltre i suoi bimbi gli mancano e sa che potrebbe volerci del tempo prima di averli di nuovo in classe.

E allora si è inventato un "piccolo miracolo napoletano" e ha deciso di andare lui in giro nel quartiere fermandosi sotto i balconi dei suoi piccoli alunni e leggendo le poesie di Gianni Rodari. Anche per ricordare il grande poeta e scrittore italiano di cui decorrono i 100 anni dalla nascita il prossimo 23 ottobre.  Ha letto Teledramma e L' invenzione di Pulcinella.

Di fatto, sostenuto dal suo plesso scolastico, ha inventato  la DAB: didattica dai balconi. I bambini  e i genitori hanno apprezzato, le misure di sicurezza sono state mantenute e si pensa di continuare con una staffetta tra le scuole napoletane,  il prossimo giovedì 22, per leggere Rodari sui tetti.

Una gran bella iniziativa, non potevo non parlarvene mentre voglio ringraziare con tutto il cuore il maestro napoletano che evidentemente ha molto a cuore i suoi bimbi e il suo mestiere.


18 ottobre 2020

LE PAROLE SPLENDENTI IN GRADO DI CAMBIARE IL MONDO


Ieri, su consiglio di Franco Battaglia con il quale si va d'amore e d'accordo su tutto tranne per quel che riguarda  un autore italiano (ma si sa che nell'imperfezione e nel difetto c'è la vera bellezza) ho letto come prima cosa, su La Repubblica, l'intervento di David Grossman  all'apertura della fiera di Francoforte. Uno degli autori più incisivi del secolo, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente e che ammiro profondamente. 

Grossman  nel suo articolo regala alla parola il senso di vera libertà, il potere di cambiare il mondo. 

A dire il vero non è l'unico che le da un potere salvifico, anche Erri De Luca dice che è "via d'uscita, campo aperto". Sappiamo che i grandi autori hanno una visione della vita così ampia che sfugge ai comuni mortali. Ma sono in grado di prenderci per mano e farci raggiungere lo stesso traguardo. 

Ci dice che gli scrittori hanno la possibilità, grazie all'osservazione della realtà, di documentarla con la scrittura, nel momento in cui,  le criticità che il mondo attraversa, saranno un ricordo lontano. Che si tratti di cambiamenti economici, politici, sociali, culturali. 

"Noi scrittori, documenteremo, osserveremo, scriveremo e metteremo in guardia da chiunque cerchi di attuare manipolazioni linguistiche e cognitive. Da chiunque minacci i nostri diritti civili e umani. Saremo testimoni attenti, attivi, curiosi, acuti. Non necessariamente della pandemia, è anche il nostro modo di resistere ai cliché, ai vuoti slogan, ad affermazioni indiscriminate che spianano la strada all'istigazione, al pregiudizio e al razzismo".


Dice " tutto ciò non indebolirà il virus, nel caso specifico, ma ci permetterà  di ricordare chi eravamo prima della pandemia. E di quando potrebbe essere bello e luminoso il mondo dopo che saremo usciti da questo incubo."


Ora è chiaro che, la visione di noi che riusciremo a  migliorare il mondo grazie ai nostri autori preferiti in missione salvifica tramite la parola,  può sembrare un'utopia. Ma dato che io, da sempre, la ritengo la nostra arma migliore (anche la peggiore a volte), voglio crogiolarmi nell'idea di speranza che mi ha instillato David. 

Del resto, come dice Emily Dickinson , sono ancora in grado di osservare una parola fino a quando non comincia a splendere.

17 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: L'ISOLA DI ARTURO DI ELSA MORANTE






Quella che tu credevi un piccolo punto della terra,
fu tutto.

E non sarà mai rubato quest'unico tesoro
ai tuoi gelosi occhi dormienti.
Il tuo primo amore non sarà mai violato.

Virginea s'è rinchiusa nella notte
come una zingarella nel suo scialle nero.
Stella sospesa nel cielo boreale
eterna: non la tocca nessuna invidia.

Giovinetti amici,più belli d'Alessandro e D'Euridice
per sempre belli, difendo il sonno del mio ragazzo.
L'insegna paurosa non varcherà mai la soglia 
di quella isolotta celeste.

E tu non saprai la legge
ch'io, come tanti, imparo.
 e a me ha spezzato il cuore.

fuori del limbo non v'è eliso.

(L'isola di Arturo - 1956 - Alibi - 1958)


Note bibliografiche


Elsa Morante nacque a Roma nel 1912 e ivi morì nel 1985. 
È sicuramente tra le più grandi scrittrici italiane e mondiali del dopoguerra. Ma fu anche saggista, poetessa e traduttrice.  La prima donna a vincere il Premio Strega nel 1957 con il romanzo L'isola di Arturo di cui la poesia nel post è l'incipit. Niente meglio dei suoi scritti la raccontano, tratteggiano la donna, la sua musica interiore, il suo respiro libero, quasi animalesco. Se non l'avete mai letta è arrivato il momento, partite dal suo capolavoro, da ARTURO. Sempre proiettata verso il futuro e la conoscenza.  L'idea che il destino, pur pronto a travolgerla, riesca a sorprenderla facendola tornare quella ragazza sognatrice che era e che forse sarà per sempre, me la fece diventare cara, fin da subito. Una delle mie scrittrici preferite, che ritrovo anche nelle bellissime e magiche poesie della raccolta Album, pubblicata nel 1958.E voi, ce l'avete un isola a cui tornare?


16 ottobre 2020

LETTER TO YOU

 


Il BOSS sta tornando e in attesa del nuovo album che uscirà il prossimo 23 ottobre, di cui vi parlerò a tempo debito, vi lascio da ascoltare il suo nuovo singolo. Dalla lettera all'album  registrato in soli cinque giorni che Bruce ha dedicato al mondo intero.

Una canzone che io dedico a tutti voi, per trovare la forza di attraversare questo lungo periodo difficile e venirne finalmente fuori, sofferenti ma liberi.




Lettera per te

Sotto un ammasso di alberi ibridi ho tirato quel filo irritante
Mi sono inginocchiato, ho impugnato la mia penna e inchinato la testa
Ho provato ad invocare tutto quello che il mio cuore trovava vero
E lo spedisco nella mia lettera per te
Whoa!
Le cose che ho scoperto durante i periodi difficili e belli
Le ho scritte tutte con inchiostro e sangue
Ho scavato profondamente nella mia anima e ho firmato con il mio vero nome,
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Nella mia lettera per te
Ho messo tutte le mie paure e dubbi
Nella mia lettera per te
Tutte le cose difficili che ho scoperto
Nella mia lettera per te
Tutto quello che ho scoperto essere vero
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Ho preso tutti i raggi del sole e la pioggia
Tutta la mia felicità e tutto il mio dolore
Le stelle delle sere scure e il blu del cielo della mattina
E l’ho spedito nella mia lettera per te
E l’ho spedito nella mia lettera per te
Nella mia lettera per te
Ho preso tutte le mie paure e dubbi
Nella mia lettera per te
Tutte le cose difficili che ho scoperto
Nella mia lettera per te
Tutto quello che ho scoperto essere vero
E l’ho spedito nella mia lettera per te
L’ho spedito nella mia lettera per te

14 ottobre 2020

E MI RACCOMANDO: A CENA MASSIMO IN SEI

 


Questa foto è stata scattata la mattina del 6 ottobre sulla linea MM1 di Milano, stazione Cadorna.

Con il nuovo DPCM in vigore da ieri, saranno proibite le feste private, le attività di ristorazione (bar e ristoranti) dovranno chiudere alle 21,00 se sprovvisti di servizio al tavolo, altrimenti entro le 24.00.  Sarà proibito rimanere fuori dai locali se in piedi. Ai matrimoni e alle altre cerimonie non potranno partecipare più di 30 persone. Le mascherine dovranno essere sempre indossate, sia all'aperto che al chiuso. Uffici e negozi compresi. Anche in casa sono consigliate se ci si incontra con persone non conviventi. 

Mentre per i mezzi pubblici e le scuole, non sono previste modifiche.

Siamo in una botte di ferro.

12 ottobre 2020

IL CORPO E IL CUORE DELLE DONNE


DAL WEB 


 Ha fatto molto discutere, qualche giorno fa,  la notizia della scoperta all'interno del cimitero Flaminio di Roma, di una zona dedicata alla sepoltura di piccoli feti. Una piccola distesa di croci di ferro con il nome della mamma. Il tutto all'insaputa di queste ultime.

"Mi sono sentita male, dice Francesca P.  romana, quando ho trovato il mio nome e cognome su di una croce piantata in quel prato, all'interno del cimitero. Ma lì c'era anche la mia bimba che non ho fatto nascere per una gravissima malformazione."

Le proteste,  nate dopo un post di Marta Loi (una delle donne che si è ritrovata "sbattuta" sulla croce)  che è diventato immediatamente virale, sono partite all'istante.

In questo momento c'è un rimpallo di responsabilità tra le aziende ospedaliere di Roma che hanno permesso la sepoltura dei feti e l'associazione Ama che si occupata di tutto tralasciando di avvisare le madri che i loro nomi sarebbero apparsi in bella vista. 

E anche un'interrogazione parlamentare promossa da Rossella Muroni insieme alle colleghe dell'intergruppo della Camera per le Donne, Diritti e Doveri e le Pari Opportunità.

Laura Bordini dice <<bisogna chiedere al Governo quali iniziative voglia adottare per tutelare la privacy delle donne. La scoperta agghiacciante di un cimitero per bambini con la croce e l'identità della madre, in alcuni casi senza che la stessa ne fosse a conoscenza, viola la privacy ed è in contrasto con la piena attuazione di una legge come la Legge 194. Non lo possiamo permettere.>>

Ora. L'aborto è già  un fallimento e un trauma per una donna. Vissuto dolorosamente, visceralmente, da cui  penso non si riesca a guarire mai.  Ma non credevo dovesse arrivare a diventare un circo mediatico.  Ho scoperto, facendo ricerche per questo articolo, che molti cimiteri hanno dei lotti dedicati ai bimbi mai nati. E a memoria ricordo di averne viste anche io, di quelle piccole croci bianche, nei cimiteri che conosco. Ma sempre anonime. SEMPRE. Vengono definiti "i cimiteri degli angeli".

A me pare che questo sia solo uno degli ultimi atti immondi volti a colpire i cuori e i corpi delle donne.  Un'ulteriore pressione che il diritto all'aborto subisce quotidianamente. Diritto di scelta e dignità nuovamente abusati e violentati.  Le donne continuano ad essere sole, in questa società che sta ritornando sui suoi passi come fanno i gamberi.



Fonti: La Repubblica, Grazia Magazine, Corriere.it


10 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: LEGGE NON SCRITTA DI LOUISE GLÜCK


Legge non scritta


Interessante come ci innamoriamo:
nel mio caso, in modo assoluto.
In modo assoluto e, ahimè, spesso –
così era nella mia gioventù.
E sempre con uomini piuttosto giovanili –
immaturi, imbronciati, o che prendono timidamente a calci foglie morte:
alla maniera di Balanchine.
Né li vedevo come ripetizioni della stessa cosa.
Io, con il mio inflessibile platonismo,
il mio fiero vedere solo una cosa alla volta:
ho decretato contro l’articolo indefinito.
Eppure, gli errori della mia gioventù
mi rendevano senza speranza, perché si ripetevano
come è di solito vero.
Ma in te sentii qualcosa oltre l’archetipo –
una vera espansività, un’esuberanza e amore della terra
profondamente estranei alla mia natura. A mio merito,
benedissi la mia buona fortuna per te.
La benedissi in modo assoluto, alla maniera di quegli anni.
E tu nella tua saggezza e crudeltà
mi hai gradualmente insegnato l’assenza di senso di quel termine


da Nuovi poeti americani (Einaudi, 2006), trad. it. E. Bigini


Note bibliografiche

Louise Glück è nata a NYC nel 1943. Ha appena ricevuto il Premio Nobel 2020 per la letteratura con la seguente motivazione " la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l'esistenza individuale  esperienza universale". Già premio Pulitzer nel 1993,  si è laureata all'università di Yale. Con la sua poesia evoca di frequente i temi della solitudine e dell'isolamento in tono colloquiale e meditativo. In Italia è poco conosciuta e sono state pubblicate solo due raccolte di sue poesie Averno e L'iris selvatico. Conosco alcune sue poesie lette all'interno della raccolta Averno pubblicate dalla casa editrice napoletana Dante e Descartes nel 2019. Vi propongo quella di oggi che ho letto ma non particolarmente apprezzato. La sua freddezza e distanza mi colpisce in negativo. Ecco oggi voglio parlare con voi di quella poesia che non ci raggiunge, e scivola via senza lasciare il segno.


Fonti: La Repubblica; Interno Poesia.

09 ottobre 2020

BUON COMPLEANNO JOHN (LENNON)

 


Il 9 ottobre del 1940 nasceva a Liverpool John Lennon. E oggi avrebbe compiuto 80 anni se quel maledetto 8 dicembre del 1980 il corso del suo tempo non si fosse di colpo interrotto a causa della follia di Mark Chapman.  E su quel selciato nell'Upper West Side di Manhattan io sono rimasta ferma ad ascoltare l'aria per cercare di cogliere tutto l'amore e tutta la personalità che nessun colpo di arma da fuoco avrebbe mai potuto portarci via. Ed infatti non è successo.

Se ci pensiamo il suo percorso artistico è durato poco più di vent'anni. Così intensi da sembrare molti di più. Perché la sua influenza nel mondo del pop e del rock'n'roll e assolutamente impossibile da quantificare. Io lo chiamo il visionario perché aveva il passo più veloce di tutti  e quel che coglieva prima degli altri lo trasformava in musica e poesia.  Poi i maligni dicono che le visioni dipendevano anche da altro ma io non gli do retta😎

Per ricordarlo, con tutto l'amore che posso e il mio è parecchio, eccovi una carrellata di video, partendo dalle basi, i BEATLES appunto e finendo con la sua attività da SOLISTA.

Poi chiudo con alcune foto scattate a Liverpool due anni fa, ve ne ho già parlato lo so. Ma mi piace perseverare nella mia follia😎










Liverpool museo dei Beatles maggio 2018


Liverpool promenade maggio 2018




Vi ho parlato di lui anche qui: poi uno dice le fissazioni...

IMAGINE DI JOHN LENNON: SIMBOLO DI OMOLOGAZIONE?

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP

LET IT BE: 8 MAGGIO 1970

SABATO DI POESIA: LET IT BE

LIVERPOOL

HOW?

HAPPY CHRISTMAS 

RAGAZZO GELOSO - JEALOUS GUY

LE DIECI CANZONI DELLA MIA VITA



06 ottobre 2020

POSTITIZIE: IL LIBRAIO CHE LEGGE AGLI ANZIANI AL TELEFONO

 


Sappiamo come la pandemia ci abbia cambiato la vita. Ha resettato molto, annullando tante certezze e rendendoci più fragili e più soli di prima. Ci capita più di frequente di prendere le distanze dalle persone e dalle situazioni, in attesa che le cose migliorino e che si possa tirare finalmente un sospiro di sollievo.

Di sicuro questa "diversa normalità" ha colpito di più gli anziani. Costretti a rimanere più a lungo in casa, senza la possibilità di fare due chiacchiere con qualcuno, di uscire. E allora si moltiplicano le iniziative per dare a loro un po' di sollievo. In Spagna, un libraio molto sensibile, si è attivato per portare alle persone sole la materia prima della sua libreria: la lettura.

La Biblioteca Soto del Real, ha deciso di mettere a disposizione un servizio di lettura telefonica per dare un sostegno alle persone sole. Questo bellissimo progetto di vicinanza sociale prende il nome di "Biblioterapia per anziani"ed è attivo da diversi anni presso la libreria ma in forma diversa. Di solito in periodi normali, sono i volontari ad andare presso le case di riposo per stare con gli anziani, leggere storie, favole, accompagnati anche da strumenti musicali (ma esiste questa cosa anche in Italia?).

Con la diffusione del Covid è diventato impossibile raggiungere queste persone nelle strutture che li ospitano così si è pensato di ovviare con il servizio telefonico settimanale. 

Le sessioni durano  minimo 20 minuti (chiaramente ci si dilunga poi per chiacchierare), ogni anziano ha sempre lo stesso volontario in modo che tra i due si crei un rapporto di confidenza che porti al piacere di ritrovare la stessa voce ormai familiare. 

Il proprietario e ideatore dell'iniziativa si chiama Juan Sobrino che ha raccontato ai alcuni quotidiani,  tra cui El Pais, la gioia di portare avanti il progetto fino a quando ce ne sarà bisogno. 

Bravo Juan.

A quando anche in Italia? Io mi propongo come volontaria. E voi?


Fonti: Positizie.it

03 ottobre 2020

SABATO DI POESIA: FARE POESIA DI ANNE STEVENSON





‘Devi abitare la poesia
se vuoi fare poesia’.

E cosa significa ‘abitare’?

Significa portarla come un abito, indossare
le parole, sedendo nella luce più netta,
nella seta del mattino, nel fodero della notte;
un sentire spoglio e frondoso in un’aria che sorprende;
familiare…insolita.

E cosa significa ‘fare’?

Essere e diventare il clima mutevole
delle parole, il servo della musa a condizioni
atroci, intraprendere viaggi sopra voci,
evitare la collina dell’ego, il pozzo dell’afflizione,
la sirena che sussurra stampare, successo, stampare,
successo, successo, successo
.

E perché abitare, fare, ereditare poesia?

Oh, è la commedia condivisa della peggiore
benedizione; il suono che guida la mano;
la parola vitale che scorre da una mente all’altra
attraverso le stanze lavate dei sensi;
una di quelle stregate, indifendibili, impoetiche
croci che pur dobbiamo portare.

(Le vie delle parole - 2018)


Note bibliografiche:

Anne Stevenson è nata a Cambridge nel 1933. Ma dopo pochi mesi, i suoi genitori statunitensi, tornarono in America. Lì ha vissuto e ha studiato musica, pianoforte e violoncello. Mentre sembrava avviata ad un ottimo futuro da concertista, cominciò ad avere problemi di udito, per cui dovette abbandonare gli studi, dedicandosi alla poesia. Si sposò e tornò a vivere stabilmente in Gran Bretagna nella città di Durham. Ha pubblicato diverse  raccolte e vinto numerosi premi in questi anni e viene ritenuta come una delle più importanti figure della poesia anglo-americana. Ho trovato questa poesia bellissima, ironica, ritmica. Spero vi piaccia.