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17 novembre 2020

POSTITIZIE: LA GIOIA DI NON LASCIARE ANDARE

 

Fonte: Qui Como

La buona notizia di oggi è dedicata alla vicenda di un signore di 90 anni del comasco, ricoverato per Covid al Lanzo Hospital  di Alta Valle Intelvi. 

Pensando che per lui non ci fosse ormai più nulla da fare e vista l'attenzione che ognuno dei medici e del personale sanitario gli dedicavano, ad un certo punto ha chiesto al responsabile del reparto, il dottor Giuseppe Vallo, di lasciarlo andare, di non perdere altro tempo con lui e di dedicarsi a chi era più giovane, perché lui aveva già fatto tutto nei suoi 90 anni di vita.

Lo racconta in prima persona il dottore sulla sua pagina Facebook

"Sei entrato il 01 Novembre nel nostro reparto... quando ho letto la tua data di nascita ho subito notato che hai solo 8 giorni in più di mio papà e quindi presto farai i 91 anni.Il secondo giorno l'ossigenazione era così bassa che ho dovuto metterti un casco cpap con una percentuale di ossigeno del 100% (considerate che quello che respiriamo è il 21%).Mi hai stretto la mano e mi hai detto: " dottore ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita ho 90 anni lasciami andare".Il tuo sorriso e la tua dignità mi hanno stretto il cuore così forte che mi sembrava che fossi io quello a cui mancava l'ossigeno.Abbiamo lottato insieme, sono riuscito a farti vedere con un telefono i tuoi parenti, gli infermieri si sono presi cura di te, gli oss hanno fatto con amore il loro lavoro , gli addetti alle pulizie hanno pulito sempre la tua camera e oggi dopo 15 giorni ti abbiamo tirato fuori dalla camera intensiva e sei li bello come prima.. hai ripreso a camminare,con l'aiuto super dei nostri fisioterapisti, e cerchiamo presto di mandarti a casa.Ci hai ringraziato così tante volte ma, la verità, é che noi dobbiamo ringraziare te perché tu ci dai la speranza e la voglia di continuare ogni giorno a lottare.Noi abbiamo salvato te e tu hai salvato noi..E io mentre ti accarezzavo la testa per farti coraggio ho visto mio papà e il mio adorato nonno sorridere..»


Ho immaginato la pacatezza  e fermezza nello sguardo di quell'uomo mentre chiedeva al medico di smetter di curarlo. L'ho immaginato come se, al suo posto, ci fosse stato mio padre, che ha solo tre anni di meno. E ho sentito  forte la stessa emozione che avrà provato Giuseppe Vallo. Compresa la maggiore determinazione a volerlo salvare, a tutti i costi. Perché quel signore rimasto anonimo è il papà, il nonno di tutti noi. Anche del dottore. E nessuno di noi vorrebbe mai che qualcuno così fragile e anziano, decidesse per il bene altrui di farsi da parte. E se questo accade per colpa di un tremendo virus e noi non siamo in grado di proteggere chi ci ha dato la vita, vuol dire che la guerra stiamo rischiando di perderla.

La mia stima infinita va al medico e alla sua equipe che non si sono arresi e hanno gioito per essere riusciti a salvarlo. 

Abbiamo bisogno di notizie così, per non arrenderci.