Non pioverà più,
Ma alcune lacrime
Brillano ancora sui tuoi capelli.
Un uomo salta nel sole.
I suoi occhi pieni di polvere di tutti i cammini
E la sua canzone non sgorga dalle sue labbra.
Il giorno si rompe contro i vetri
E le angosce svaniscono.
L’universo
È più chiaro del mio specchio.
Il volo degli uccelli e le grida dei bambini
È dello stesso colore,
Verde.
Sugli alberi,
Più in alto del cielo,
Si odono campane al volo.
(Vicente Huidobro - Lo specchio d'acqua)
Note bibliografiche sull'autore
Vicente Huidobro (Cile, 1893 ‑ 1948). Padre del creazionismo e uno degli autori più rilevanti della poesia ispanoamericana del secolo XX. Appartenente a una delle famiglie più ricche e aristocratiche del Cile, ha la possibilità di viaggiare di frequente tra le due sponde dell’Atlantico. Giunge presto a Parigi dove entra in contatto con le avanguardie. Stringe amicizia con artisti del calibro di Pablo Picasso, Juan Gris, Pierre Reverdy, tra gli altri. Tra i suoi libri si segnalano: Adán (1916), El espejo de agua (1916), Horizonte cuadrado (1917), Poemas árticos (1918), Ecuatorial (1918), Temblor de cielo (1931), Altazor o el viaje en paracaídas (1931), Ver y palpar (1941), El ciudadano del olvido (1941) e Últimos poemas (1948). La sua opera ha esercitato particolare attrazione sul pubblico giovane ed è stata costantemente oggetto di studio.
(Fonte: Fondazione Hiudobro)
