24 luglio 2021

[SABATO DI POESIA] VENTO DI PRIMA ESTATE DI GIORGIO CAPRONI



A quest’ora il sangue
del giorno infiamma ancora
la gota del prato,
e se si sono spente
le risse e le sassaiole
chiassose, nel vento è vivo
un fiato di bocche accaldate
di bimbi, dopo sfrenate
rincorse.

(Giorgio Caproni, da Come un’allegoria, in Tutte le poesie, Garzanti  - 1983)

Note biografiche sull'autore

Giorgio Caproni nacque a Livorno il 7 gennaio 1912 e morì a  Roma il 22 gennaio 1990.  È considerato uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Carlo Bo, uno dei suoi primi critici, lo definì il “Poeta del sole, della luce e del mare”. L’arco della poesia di Giorgio Caproni si estende per quasi sessant’anni, dai primi anni Trenta alla fine degli anni Ottanta del Novecento. I temi portanti della sua poetica sono: la madre, rievocata e ricordata in molte poesie; Livorno, la città dell’infanzia che ha lasciato a dieci anni e Genova, considerata la città dell’anima; il viaggio, un viaggio allegorico alla scoperta della vita e della morte. (Latina città aperta).

La rubrica del sabato va in vacanza. Riprenderò a settembre ma volevo lasciarvi con un pensiero rivolto all'estate e all'età più bella.

20 luglio 2021

[POSTITIZIE] UN MURALES GRANDE PIÙ DI UN ABBRACCIO

 

JDL POSITIZIE.IT


Quando Casper e Sanna si sono innamorati, lei aveva un cancro al seno molto avanzato. Si sono sposati subito per sostenersi in questa difficile battaglia. Hanno affrontato un anno di cure proprio così: stretti in un abbraccio struggente! 

La sorella di Casper, la famosa muralista olandese Judith De Leeuw ha voluto donare loro per le nozze un murale di 20 metri, edificato su una parete dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova: ritrae una coppia che si abbraccia in modo travolgente.

E’ stato possibile realizzare questo sogno grazie alla una manifestazione in cui 39 muralisti consegnano a Padova le loro opere. La città è già famosa per i dipinti di ogni epoca, e prosegue dunque la sua sfida nelle dimensioni del contemporaneo. E’ la seconda edizione della biennale di Street Art Super Walls nella quale sono impegnati artisti di tutto il mondo. Fra loro c’è Judith con il suo nome d’arte JDL. 

E’ trascorso quasi un anno dalle nozze, la sposa sta bene: dall’Olanda è giunta in Italia con il marito; entrambi hanno accolto il regalo con entusiasmo e commozione  dal momento che l’opera ha dato voce a come hanno affrontato la malattia.

Ora il travolgente abbraccio di Judith rimane proprio sulla parete dell’Ospedale e guarda la strada. Accoglie i ricoverati e i loro parenti. Parla ai passanti. Non è dunque più soltanto un disegno dedicato all’amore generoso del fratello di JDL per la moglie malata; propone a tutti una soluzione per vincere il male.

Articolo di: POSITIZIE.IT

17 luglio 2021

[SABATO DI POESIA] IL NOBEL DI GUIDO OLDANI

 

MilanoToday.it


ed è un cerotto la letteratura,
che copre l’occhio nero al nostro andazzo,
rendendo meno in vista la bruttura.
e dopo dario fo, che divertiva
su un menestrello hanno ripiegato
fingendo che sia il dante del momento;
ora lo show è dentro la giuria,
c’è niente che si salvi più, del mondo,
fino al nobel, che se n’è andato a fondo.


(Guido Odani - 21 marzo 2020)



Note biografiche dell'autore:


Guido Oldani è nato nel 1947 a Melegnano (Milano) dove vive. Ha pubblicato le raccolte: Stilnostro (prefazione di Giovanni Raboni, CENS, 1985), Sapone (Kamen, 2001), La betoniera (LietoColle, 2005), La guancia sull’asfalto (Mursia, 2018). È stato curatore dell’Annuario di Poesia Crocetti ed è presente in alcune antologie, tra cui Il pensiero dominante (Garzanti, 2001), Tutto l’amore che c’è(Einaudi, 2003) e Almanacco dello specchio (Mondadori 2008). È l’ideatore del realismo terminale e con Mursia ha inaugurato la Collana Argani, che dirige, pubblicando Il cielo di lardo e Il Realismo Terminale. La sua poetica è diventata uno spettacolo teatrale dal titolo “Millennio III nostra Meraviglia”, scritto e interpretato da Gilberto Colla. È direttore del Festival Internazionale “Traghetti di Poesia” e fondatore del “Tribunale della poesia”. Da ITALIANPOETRY.ORG. Pubblicare questa sua chicca dedicata al premio Nobel, lui che quest'anno è candidato per la Letteratura,  l'ho trovato divertente e ironico.

14 luglio 2021

[VINTAGE] I 111 ANNI DI ALFA ROMEO

 

Benvenuti al Museo Alfa Romeo di Arese


L'Alfa Romeo (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili)  ha compiuto 111 anni il 24 giugno. In concomitanza dell'anniversario  c'è stato un fitto calendario di manifestazioni per celebrarla. Dalle parate nella pista interna di Arese, agli allestimenti speciali nel museo del Biscione.

A fine giugno abbiamo deciso di visitarlo ed è stata una gran gioia per gli occhi e un bellissimo amarcord. Come dice il responsabile globale, Jean Philppe Imparato, "questo marchio è la storia d'Italia". Si parte con la prima vettura costruita, la 24 HP  prima della nascita del quadrifoglio verde. Ho visto le macchine di Fangio e Nuvolari. La vincitrice del primo GP e l'Alfa Sud. Il prototipo 40/60 Aerodinamica che sembrava venir fuori dai un libro di Jules Verne e Nuvola, la splendida auto costruita e immessa sul mercato nel 1996. E poi Carabo, Touring, Disco Volante, Iguana, 1750 GT (anno 1938), Protéo, GTA, 8C, Mito. 

Ho trascorso una giornata bella, entusiasmante e rossa. Chissà quanti ricordi suscita anche in voi. Io, ogni volta che osservo l'Alfa Sud, penso alla fine degli anni '70 e a Carlo Verdone😜. Ma mi sono anche fatta un'altra domanda mentre le passavo tutte in rassegna: ognuno di noi ha la sua macchina del cuore, dalla prima che ha guidato all'ultima acquistata. E ognuno di noi ha un ricordo legato a quando per la prima volta ha messo le mani sul volante.

Voi ve la ricordate quella "prima volta"?


Aerodinamica 40/60 HP



Alfa Romeo Racing Orlen 





Nuvola 1996





Carabo 1968 





SP Villa d'Este 6C 2500




Alfa Sud 1971

1991 Protéo 




Giulietta coda tronca SZ 1957



Duetto spider 1966


Giulia super combinata 1972




12 luglio 2021

[POSTITIZIE] LA FINESTRA DEI GIOCATTOLI: STORIA DI JACOPO


CorriereFiorentino.it

Jacopo ha otto anni e vive a Firenze. Ha tanti giocattoli come molti bimbi della sua età.  Di alcuni si è un po' stancato ma ha deciso di non darli via e di regalarli a chi non ne ha. Il modo con cui vuole farlo è però originale: li ha disposti fuori dal davanzale della sua finestra di casa, a Cure,  un quartiere  della sua città. Una mamma stupita gli ha chiesto cosa voleva in cambio di uno dei pupazzetti di gomma che aveva lasciato fuori e lui le ha risposto "nulla,  mi basta vedere il suo sorriso, sono contento così".

È successo un mese fa e da quel momento molti giochi sono stati regalati e altri, grazie al passaparola, hanno preso posto sul davanzale di Jacopo. Non solo, altre famiglie hanno voluto partecipare e in breve, in molte zone e quartieri della città si è diffuso il bellissimo scambio di giocattoli voluto da Jacopo. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha voluto incontrare il bambino e lo ha accolto a Palazzo Vecchio. Hanno parlato di musica e di calcio e del nuovo progetto di Jacopo che vuole ingrandire la sua iniziativa nell'area Pettini, un grande parco giochi della città. Sembra che l'idea si piaciuta tanto al sindaco che gli ha promesso di studiare il progetto dopo le vacanze estive.

Jacopo è un bimbo intraprendente, speriamo che il sindaco sia alla sua "altezza".

Vi terrò informati, sperando che l'idea del bambino non resti nella lista dei progetti irrealizzati. E che la "finestra della gentilezza" diventi un luogo d'incontro importante per tutti, come il "muro della gentilezza" di Milano, di cui vi avevo parlato (QUI).



Fonte: CorriereFiorentino.it

10 luglio 2021

[SABATO DI POESIA] CORO DI ERRI DE LUCA

Il graffio.online



Da qualunque distanza arriveremo a milioni di passi,

quelli che vanno in piedi non possono essere fermati.

Voi siete l'alto, la cima pettinata del pianeta

noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso.

Lastrichiamo le strade, spaliamo la neve,

allisciamo i prati, battiamo i tappeti,

raccogliamo il pomodoro e l'insulto

noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

Non potete sbarazzarvi di noi.

Uno venuto molto prima ha detto

a nome di noi tutti: "Va bene, muoio,

ma in tre giorni resuscito e ritorno".

(Erri De Luca - Solo andata - 2005)


Note biografiche sull'autore:


Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950.  È uno degli autori/scrittori/poeti più ricorrenti nel mio spazio. Che io abbia per lui una spiccata passione è assolutamente vero. Ogni volta che mi soffermo sulla sua poesia e magari rileggo una delle sue opere, mi accorgo che c'è ancora qualcosa che mi è sfuggito, un piccolo diamante che brilla tra le righe. Di lui non sarò mai sazia appartengo a quei milioni di passi che non possono essere fermati. Come i suoi.

09 luglio 2021

[COMPLEANNI] FELICITÀ TÀ TÀ E TANTI AUGURI A ME E A TE

 

"Per questa sera con te 

ho scelto il cielo più blu

per fare scena"


Passano gli anni e come Raffaella aggiungo un po' di cipra là e qualche sorriso da dispensare con più frequenza. Accarezzo gli anni che sono appena passati, una manciata di attimi mi separa dalla "monella" di un tempo. Corrono, mentre io vorrei restare ferma ad ascoltare i battiti del mio cuore a cui presto, solitamente, poca  attenzione. 

Ma oggi mi sono svegliata appiccicata alla tua schiena come succedeva i primi anni di vita insieme e ho pensato che senza di te, il mio mondo non avrebbe avuto gli stessi colori.  Il tuo respiro ha sempre calmato ogni mia paura e la tua dolcezza e determinazione guidato la mia corsa e i miei passi. La tua mano tiene la mia con la forza del primo giorno e nonostante tutti i problemi e gli affanni quotidiani, non l'ha mai lasciata. Siamo ognuno la bussola dell'altro pur restando unici. 

Forse è questa la magia, forse è  il modo giusto di camminare.

Buon compleanno amore mio a te e a me.



07 luglio 2021

[EVERYDAY IS THE RIGHT DAY] DA UN'IDEA DI DANIELE VERZETTI: SENZA TEMPO DI RUPI KAUR

 mi hanno convinta

che mi restassero solo pochi anni buoni

prima di essere scalzata da una ragazza più giovane

come se l'età accrescesse il potere degli uomini

e riducesse le donne all'insignificanza

si tengano le loro bugie

io sono solo all'inizio

mi sento appena uscita dal grembo

i miei vent'anni sono il rodaggio

per ciò che ho davvero in mente di fare

vedrete quando ne avrò trenta

quella sì che sarà una degna presentazione

della donna malevola. selvaggia. che c'è in me

come posso andarmene prima che cominci la festa

le prove cominciano a quaranta

maturo con l'età

non ho data di scadenza

e adesso

viene l'evento principale

su il sipario a cinquanta

che abbia inizio lo spettacolo.

(Rupi Kaur - the sun and her flowers - 2017)


Questo mese partecipo all'iniziativa di Daniele Verzetti postando una delle poesia di cui mi sono innamorata leggendo Rupi Kaur (di cui ho parlato QUI). Noi donne continueremo a combattere contro pregiudizi e violenze di ogni natura, per conquistare i diritti e la giustizia che meritiamo. 



05 luglio 2021

[ICONE] CIAO RAFFAELLA NOI CONTINUEREMO A FARE RUMORE!

 

Corriere.it


Sono seduta sul mio divano e penso a quanto mi ha colto alla sprovvista la notizia che  non ci sei più. Non ci posso credere Raffa. Alle cinque di questo pomeriggio è cominciato il tam-tam tra amiche e tutte noi ci siamo ritrovate in lacrime. Ho un nodo alla gola immenso, mentre scrivo le righe di questo post trattenendomi a stento. Che brutto scherzo andartene via così, senza nemmeno avvisare, senza una telefonata o almeno qualche milione di fagioli da contare. Senza abbracci interminabili, e colpi di caschetto biondo.  Per qualche minuto si sono spente tutte le luci e siamo rimasti al buio.

Perché tu sei stata tutto il nostro mondo, dall'infanzia alla maturità. La mia generazione ti aveva eletta prima sorella maggiore e poi zia. Riempivi i teleschermi di luce e di risate. Di oro e di strass, di leggerezza e allegria. Di danza e canzoni, musica e spettacolo.  Su quel palcoscenico da cui dominavi e di cui era la Regina.  Noi eravamo bambini quando scopristi l'ombelico per la prima volta, trascinando Enzo Paolo Turchi e tutto il popolo italiano, in quel meraviglioso non sense danzante.Abbiamo imparato a cantare e ballare grazie a te. Ci siamo lanciati in rocambolesche fughe all'indietro col rischio di spezzarci la schiena. Abbiamo cantato di amori profani su e  giù per l'Italia, di feste e colori, di felicità tà tà, di maghe maghelle e din don dan e abbiamo fatto gli auguri al mondo intero. Nananana e Tuca Tuca.

Aspettavamo il sabato sera quasi come  fosse Natale, riempiendo di sospiri l'attesa.  E quando arrivavano le note di  Ma che musica maestro, non si sentiva altro che la tua voce e la nostra, accorata e stonata, che ti seguiva pedissequamente. E tu eri lì, ancora in bianco e nero come la televisione di allora,  ad insegnarci  tutti i passi tra i cerchi della sigla. E sempre, fino allo scorso anno, non hai mai smesso di regalarci un pizzico di felicità e di sogno. Come quelli che hai realizzato negli innumerevoli programmi per la gente comune, tra un gioco e una sorpresa. Sembrava tutto così facile quando lo facevi tu. Cantare, ballare, recitare. Un talento insuperabile accompagnato da un'energia ferrea, da vera professionista. Unica.  Hai riempito i nostri cuori di tutto l'amore di cui eri capace e che sapevi donare con il tuo splendido sorriso. Quella televisione, la tua e la nostra, è stata sublime grazie a te. Non basteranno i  milioni di parole dei prossimi giorni, per restituirti tutto l'affetto che ci hai regalato.  Ma ci proveremo insieme. Dal piccolo post come il mio,  all'articolo di giornale a più colonne. E ogni volta che sentiremo nell'aria una delle tue canzoni guarderemo in alto e canteremo, contando tutte le stelle per arrivare fino a te. Sarà di nuovo festa, in un anno sono mille e più, figurarsi per tutti quelli che arriveranno. E faremo ancora RUMORE sorridendo, come facevi tu. Te lo dobbiamo. 

Non ti dimenticheremo mai. GRAZIE RAFFAELLA CARRÀ.


  




[RIFLESSIONI] GUARDANDO TENET


Auracrave.com

Ieri pomeriggio mi sono concessa due ore e passa di relax e ho deciso di guardare uno dei film più osannati da critica e pubblico degli ultimi anni, finalmente in chiaro su SKY: TENET.

Non ho intenzione di recensirlo perché non ho le armi e la competenza adatta, mi limiterò a parlarvi di sensazioni e riflessioni  scaturite durante e dopo la visione.

È un film complicato nella trama, forse dovrei rivederlo almeno un'altra volta, ma non credo lo farò, per cui buona la prima. La prima ora è stata abbastanza noiosa tra inseguimenti e sparatorie, percorsi a ritroso nel tempo che non portavano da nessuna parte; insomma mi è sembrato senza capo né coda ma dato che sono testarda sono rimasta "vigile" e ho proseguito. E la ragione non erano solo i protagonisti principali anche se Robert Pattison è di gran lunga il migliore rispetto a Washington Junior e Kennet Branagh (la vera delusione per me)  che imperversano per tutto il film; è che volevo dare un senso alla visione. Poi all'improvviso, tutto  ha preso una velocità sorprendente e più si andava indietro più si correva. Man mano ho legato  i fili e i palindromi del film fino ad arrivare alla soluzione, a circa trenta minuti dalla fine.

Non mi ha lasciato indifferente, merita la sufficienza.  Quasi sorprendente, per me che non amo il genere. Mi sono resa conto che  non comprendere fino in fondo il senso del film è la sua forza: come dice ad un certo punto uno dei protagonisti: l'ignoranza è la nostra salvezza. E mi sono domandata se davvero, per certi versi e in alcune situazioni, non sarebbe molto meglio per tutti non volere arrivare a comprendere ad ogni costo, ciò che ci incuriosisce o stranisce.

Magari ti domandi perché  si è  voluto porre l'accento su una questione  immeritevole di discussione, poi lasci perdere, rendendoti conto che non ne vale la pena, che si tratta di una stupidaggine anche se al momento ci sei rimasto male. E da qui scaturisce anche un'altra riflessione: mentre osservavo le varie "manovre a tenaglia" nel film, i momenti in cui si torna velocemente indietro nel tempo, un palazzo che dopo aver subito un bombardamento crolla e subito dopo si ricompone fotogramma dopo fotogramma, mi è scattata l'idea che a volte ho avuto la tentazione di cancellare qualcosa che avevo detto o fatto. Chissà, poter correre velocemente indietro mi avrebbe consentito di ricucire un rapporto, rimediare ad uno sbaglio, sorridere a qualcuno.

Però non è possibile e si va avanti. Cercando di tenere sempre presente che le parole sono importanti anche e soprattutto quelle scritte. Restano lì a rammentarti che a volte sarebbe molto meglio tacere o misurare a priori la portata di quel che si dice. Ma spesso non ne abbiamo il tempo e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi.



03 luglio 2021

[SABATO DI POESIA] LETTERA D'AMORE AL MONDO DI RUPI KAUR


VIVAMAG.IT


La necessità di proteggerti ha prevalso su di me

ti amo troppo

per restare in silenzio mentre piangi

ecco che mi alzo per toglierti il veleno con un bacio

resisterò alla tentazione

dei miei piedi stanchi

e continuerò a marciare

con il domani in una mano

e un pugno nell'altra

ti porterò alla libertà

(Rupi Kaur - The sun and the flowers - 2017)


Note biografiche sull'autrice:

Rupi Kaur è nata in India nel 1992. Poetessa, scrittrice e illustratrice, vive a Toronto.  Il suo primo libro di poesia e prosa  Milk and Honey, pubblicato nel 2014,  ha venduto oltre 2.5 milioni di copie. Il titolo del libro è ispirato ad un poema del passato che includeva in verso dedicato alle donne sopravvissute a periodi terribili. Descrisse il cambiamento delle donne come "liscio come il latte e denso come il miele"(fonte Wiki). Mi piace la donna e l'artista. Giovane e intelligente, mai banale, scrive piccoli e deliziosi capitoli dedicati alle donne e al mondo. Consapevole della sua forza,  quale motore per cambiare e sovvertire leggi antiche che vanno riscritte. Una lottatrice che usa le armi social per arrivare ovunque. Affronta argomenti dolorosi e privati. Parla di alcolismo, molestie, perdite, amori e guarigioni. Fece scandalo nel 2015 con l'affair ciclo mestruale, postando foto del sangue sulla tuta e sulle lenzuola. IG le censurò le immagini. Poi chiese scusa e ripristinò tutto. Se avete tempo cercatela su Instagram. Troverete i suoi versi e i suoi disegni e naturalmente tutta la sua grinta.



01 luglio 2021

[POSTITIZIE] LA LISTA DEI DESIDERI E IL PALLONCINO

 

La lista dei desideri di Luna e Gianella (Positizie.it)

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha scritto una lettera a Babbo Natale con la lista dei regali desiderati. Ognuno di noi, almeno uno di quei doni, lo ha ricevuto. Che poi Babbo Natale fosse più vicino di quel che pensavamo, è stata una scoperta successiva.

Oggi voglio raccontarvi la storia di Luna e Gianella,  due gemelle di 4 anni che hanno ricevuto i loro doni da molto, molto più lontano di quanto si aspettassero. La mamma Leticia,  aveva consigliato loro di scrivere la lista dei desideri e di legarla ad un palloncino per farla arrivare più velocemente al Polo Nord. E così avevano fatto le bimbe, liberando il palloncino nel cielo del Kansas. 


"Leticia ha raccontato alla CNN “Volevo fare qualcosa di speciale per le mie bambine alla fine di un anno davvero difficile che tutti abbiamo avuto a causa della pandemia. Volevo che sentissero che il 2020 come un altro anno trascorso con la mamma a creare bei ricordi. Non ho pensato alla fine che avrebbe fatto il palloncino, pensavo sarebbe esploso poco dopo averlo lasciato andare. Non mi sarei certo mai aspettata che qualcuno a centinaia di km di distanza potesse trovare il palloncino e rispondere..”


Ed è accaduto che il palloncino è stato ritrovato in Louisiana, da Alvin, un burbero signore con la barba bianca che è corso dalla moglie con il biglietto e il palloncino ormai sgonfio in mano. Era passato del tempo e il Natale era ormai trascorso. Eppure i due coniugi hanno condiviso la lista su FB e presto la notizia è diventata virale raggiungendo anche Leticia.

"Le piccole avevano chiesto a Babbo Natale, di ricevere delle caramelle, una palla, una bambola di Frozen e un cucciolo di cane."


La mamma ha contattato Alvin e la moglie lasciando il proprio indirizzo e i due hanno cominciato a spedire i regali alle bambine che sono arrivanti anche da amici, colleghi e popolo di FB. Alla fine di aprile dopo mesi di contatti e messaggi, i due sono partiti alla volta del Kansas per conoscere l'intera famiglia e consegnare loro l'ultimo regalo, un bassotto. Che è stato accolto con grande entusiasmo e chiamato Max. 

La storia era così bella che non potevo non parlarvene. In un momento così complicato come quello che stiamo vivendo notizie di amicizia che nascono e uniscono famiglie così distanti, sono qualcosa che allarga i cuori e ci fa sentire tutti più vicini.

Una buona giornata a tutti voi.


Fonti: Positizie.it

28 giugno 2021

[DONNE] LA RIVOLUZIONE DELLA BELLEZZA



Kate Winslet (dalweb)


Credo di essere tra quelle persone che apprezzano  eleganza, stile e unicità per quel che riguarda l'essere femminile.  Oltre all'intelligenza, naturalmente, che è la base di qualunque scelta ci accomuni. La bellezza canonica invece,  su cui molte, troppe donne fanno  affidamento, suscita in me enormi perplessità. Specialmente quando donne molto belle sono visibilmente modificate da continui lifting e ritocchini che le fanno assomigliare paurosamente a palloncini tutti uguali e gonfi. Potrei fare una lunghissima lista di attrici e modelle che hanno fatto del chirurgo estetico il loro unico dio alla soglia dei cinquantanni, ma anche prima eh...


Per questo, quando l'altro giorno ho letto una delle ultime interviste alla splendida Kate Winslet, mi è venuto spontaneo un accenno di applauso. Pare che ci sia un'inversione di rotta in quel di Hollywood, sempre più signore del cinema affermano di non volersi più sottoporre al fotoshop sui magazine e preferiscono che si notino le rughe e i chili in più. Proprio Kate, durante la promozione della serie TV Omicidio a Easttown (consiglio di vederlo assolutamente), ha chiesto espressamente di non modificare i poster pubblicitari e di non tagliare una scena di sesso in cui la si vedeva chiaramente con la pancia pronunciata. Ma non è la prima volta per l'attrice,  spesso presa di mira con critiche feroci per le sue forme morbide e poco vicine ai canoni classici del "paradiso" cinematografico. 

Stiamo finalmente vendendo fuori dalla "grande illusione" dell'eterna giovinezza? Saremo state noi donne "normali" stanche e affaticate dalla quotidianità a dare il via alla nuova rivoluzione? Anche le star si saranno finalmente accorte che ciò che conta è quel che abbiamo dentro, quel che siamo, che ci rende meravigliose ed uniche, anche se abbiamo qualche chilo che ci appesantisce e la mattina è già tanto se usciamo di casa con un velo di rossetto sulle labbra e un tocco di rimmel sulle ciglia? 

Da sempre il mio mantra è quello di Anna Magnani. Da quando avevo vent'anni e non sapevo cosa fossero le rughe e  I rotolini di ciccia sui fianchi. Ma ho sempre pensato che sei "bella" quando la tua anima trasmette quel che ha imparato nella lunga corsa della vita, grazie allo sguardo e ai gesti che sgorgano spontanei e nessuna ruga mai ci renderà meno belle con quel carico di positività che ci portiamo dentro. Siete d'accordo con me? Lunga vita alle rughe e al nostro essere piacevoli e in armonia con noi stesse. 



“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!”

 (Anna Magnani)

26 giugno 2021

[SABATO DI POESIA] NOVEMBRE DI ANTONIA POZZI




 E poi - se accadrà ch'io me ne vada -

resterà qualchecosa

di me

nel mio mondo -

resterà un'esile scìa di silenzio

in mezzo alle voci - 

un tenue fiato di bianco

in cuore all'azzurro -


Ed una sera di novembre

una bambina gracile

all'angolo d'una strada

venderà tanti crisantemi

e ci saranno le stelle

gelide verdi remote -

Qualcuno piangerà

chissà dove - chissà dove -

Qualcuno cercherà i crisantemi

per me

nel mondo

quando accadrà che senza ritorno

io me ne debba andare.

(Antonia Pozzi -  Milano, 29 ottobre 1930)


Note biografiche sull'autore:

Antonia Pozzi nasce a Milano nel 1912 e lì muore nel 1938. È una delle principali voci della poesia italiana del Novecento.  Si laurea in Estetica all'Università Statale di Milano nel 1935. Si toglie la vita nel 1938 nel parco antistante l'Abbazia di Chiaravalle. Le sue poesie sono state pubblicate e poi scoperte dal grande pubblico solo dopo la morte. (Interno Poesia). La poesia di oggi è tratta dall'ultimo libro di Paolo Cognetti,  l'Antonia, che sto divorando. Ve ne parlerò presto.  Amo lo scrittore  e ancora di più la protagonista del volume. Le montagne di cui ambedue sono amanti appassionati  fanno da cornice ad una retrospettiva bella e delicata. Le foto, le poesie e le parole di Cognetti,  ci regalano Antonia  nella sua veste migliore. E pure  in questi  versi quasi un triste presagio di futuro, si riconosce il suo desiderio di vivere e amare che non si placò mai, fino alla fine dei suoi giorni. Vitale, eterna, splendida Antonia.

24 giugno 2021

[COVID-19] SIAMO FUORI DAL TUNNEL?

 


Dal Web



Apprendo che in questi giorni siamo già alla fase tre della sperimentazione di un farmaco che bloccherà il virus per via orale in modo da renderlo innocuo. Una pillola e un sorso d'acqua. La Casa Bianca ha stanziato circa tre miliardi di dollari per la ricerca.

Fauci: "acceleriamo lavori già in corso". I dettagli della ricerca li trovate (QUI).

In Italia abbiamo superato il 50% delle persone vaccinate per la prima volta e il 30% ha completato il ciclo,  ma la variante Delta, anzi le due varianti Delta, sono dietro l'angolo.




Giusto  avere un cauto ottimismo e pensare che siamo quasi fuori dal tunnel? Cosa ne pensate?




Fonte: La Repubblica.it/Nursetimes.org

23 giugno 2021

[POSTITIZIE] FINALMENTE IN ITALIA VIENE RICONSCIUTA LA LINGUA DEI SEGNI


Linguaggio dei segni  dal web


Dopo un percorso lungo più di 10 anni, l’Italia raggiunge tutti gli altri paesi europei riconoscendo ufficialmente la lingua dei segni: un passo importante di giustizia e di inclusione delle persone con sordità.

21 giugno 2021

[RIFLESSIONI] GLI UOMINI E LE FACCENDE "DOMESTICHE"

 

Mariclaire.com

Qualche giorno fa ho letto un articolo su una nota  rivista femminile riportante il dato "scientificamente provato" che gli uomini siano incompatibili con le faccende domestiche. La solita ricerca americana (lo dico spesso e lo ripeto: ma quanto soldi hanno da spendere in ricerche inutili al di là dell'oceano?) ribadisce il concetto che sia genetica l'attitudine dell'uomo a sporcare piuttosto che pulire e  a creare disordine piuttosto che ordine. Insomma l'uomo è più incline nel lasciare magliette sporche appoggiate alla poltrona in camera da letto, a mollare l'accappatoio e gli asciugamani nel pozzo d'acqua accanto alla doccia, a impilare in bella mostra piatti e pentole nell'acquaio. A osservare con disattenzione lavatrici e lavastoviglie paragonandole ad astronavi spaziali. 

19 giugno 2021

[SABATO DI POESIA] HERE, THERE AND EVERYWHERE DI PAUL MCCARTNEY


To lead a better life, I need my love to be here
Here, making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there's something there
There, running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking
But she doesn't know he's there
I want her everywhere
And if she's beside me
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I want her everywhere
And if she's beside
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I will be there, and everywhere
Here, there and everywhere

Traduzione
Qui, là e in ogni luogo

Affinchè la mia vita sia migliore
Ho bisogno che il mio amore sia qui

Qui, cambiando la mia vita ogni giorno
Con un movimento della sua mano
Nessuno può negare che là ci sia qualcosa

Là, passando la mano tra i suoi capelli
Pensando entrambi come può essere bello
Qualcuno sta parlando ma lei non sa che è là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

Essere là e in ogni luogo
Qui, là e in ogni luogo

(PAUL MCCARTNEY 1966)



NOTE BIOGRAFICHE DELL'AUTORE

Sir Paul McCartney nasce a Liverpool il 18 giugno del 1942. Ieri ha compiuto 79 anni.  È un  polistrumentista che non ha mai imparato a leggere uno spartito. Si dice sia morto nel 1966 in  un incidente d'auto. No scherzo, mi piace citare questa leggenda che mi fa tanto ridere. Ha scritto la mia canzone preferita Yesterday e tanto altro che non basterebbe un'intera enciclopedia a lui dedicata per elencare tutto. Alcune sono delle belle canzonette che tutti più o meno conosciamo e canticchiamo a bassa voce. Altre invece, sono dei veri e propri capolavori. Per musica e parole. Tra le sue più belle, quella di cui vi parlo oggi chw fu pubblicata in Revolver, album del 1966.  Scritta di getto, come suo solito, un pomeriggio che era andato a trovare John e lo aveva trovato addormentato. Nell'attesa che il padrone di casa si svegliasse, buttò giù la melodia e gran parte del testo. John poi, lo aiutò a perfezionarlo e disse della canzone che gli piaceva molto di più di tutte quelle che lui stesso aveva scritto per l'album. Un elogio notevole, venendo da Lennon, che era piuttosto parco in  complimenti sia su altri che su se stesso.  Ho sempre sospettato che non fosse una canzone d'amore dedicata alla sua donna del momento ma fosse, più semplicemente, una dedica al vero amore, quello a cui ognuno di noi aspira, durante tutta la vita.




Fonti: The Beatles Lyrics - Hunter Davies

17 giugno 2021

[SOLIDARIETÀ] L'AMORE OLTRE LA MORTE: AIUTIAMO LISA

 

Sonia Campagnolo è una signora di Padova che ha combattuto quel maledetto bastardo di un cancro e ha perso. Tumore al pancreas. Sonia sa che deve morire e la sua unica preoccupazione  è quella di lasciare sola e senza sostegno economico la figlia Lisa, che studia giurisprudenza nella sua città.  Cosa fare per occuparsi di lei anche quando non ci sarà più? Decide di mettere sull' epigrafe l'IBAN del suo conto corrente in modo tale che chiunque possa aiutare la sua ragazza.  Sonia è morta lunedì e la sua storia, che ho appreso dai giornali,  mi ha fatto venire i brividi. Un amore immenso che supera perfino la morte. Una madre che vuole assicurare alla figlia un destino diverso dal suo, un'indipendenza economica e un'autonomia professionale che la tenga al riparo da ogni imprevisto della vita.  Ho deciso di parlarne anche io  leggendo ieri sera questo post di CRISTIANA MARZOCCHI.

Se ci sono altri amici che vogliono partecipare al passaparola via blog, possiamo creare una piccola catena di generosità pubblicando la storia di Sonia e di Lisa e le coordinate del conto corrente.

Cosa ne dite, aiutiamo Lisa tutti insieme?




L'IBAN È IL SEGUENTE:

 IT96E0103062470000001807112 -  causale: in memoria di Sonia


Fonti: Corriere della Sera/La Repubblica

15 giugno 2021

[ATTUALITÀ] IL VALZER DEI VACCINI E LE MORTI EVITABILI

Cambio di passo con triplo salto mortale carpiato. All'inizio delle somministrazioni di Astrazeneca in Italia e parliamo  del marzo di quest'anno, dopo la notizia data in pompa magna  del rischio trombosi più o meno grave con un incidenza di di 0,41% su un milione di dosi, l'Aifa si pronunciò a favore del vaccino. Il comunicato diceva:

Si riconferma,  che sulla base delle conoscenze attuali non esistono controindicazioni specifiche all’effettuazione del vaccino AstraZeneca (o degli altri vaccini contro Sars-CoV-2), nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi o nelle donne che assumono pillola. Inoltre, non esistono indicazioni all’effettuazione di terapie profilattiche, prima o dopo l’effettuazione del vaccino, nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi, a meno che il trattamento antitrombotico non fosse già in atto per precedenti indicazioni. Sono stati segnalati rari casi di trombosi venosa cerebrale associati a piastrinopenia (con una incidenza di poco meno di 1 evento ogni milione di procedure) entro i 14 giorni successivi alla vaccinazione con vaccino AstraZeneca. I casi, alcuni fatali, hanno riguardato spesso donne di età inferiore a 55 anni, circostanza che potrebbe essere legata sia a una maggiore rappresentazione di tali soggetti nel gruppo dei vaccinati sia alla epidemiologia di tale rara manifestazione trombotica, che appunto colpisce con maggiore frequenza questa categoria di persone. La rarità della manifestazione, sia nella popolazione generale, che nella popolazione vaccinata rende problematica ogni valutazione statistica. (QUI)


In ogni caso si consigliava solo agli over 60 escludendo tutti gli altri ed in particolare i giovani. Siamo andati avanti un paio di mesi con il comitato scientifico sempre tentennante e le regioni che avevano in pancia milioni di dosi  di AstraZeneca acquistate dalla Comunità Europea e distribuite ovunque agli stati membri, che non sapevano cosa farsene visto che nessuno sembrava disposto a sottoporsi al "pericolo".  Abbiamo assistito ai dibattiti degli onnipresenti virologi che dicevano tutto e il contrario di tutto, chi a favore, chi contro. Poi ad inizio maggio, uno di questi "santoni" Pregliasco, ai microfoni di SKYTG24, sentenzia che i rischi per under  60 sono moderati:

"Si tratta di rischi assolutamente misurati. E’ questa l’oggettività dell’informazione, forse un po' cruda e maldestra, soprattutto sulle variazione sul tema che sono state date ha creato e crea questa disaffezione". (QUI)

DISAFFEZIONE

Le regioni, prendono la palla al balzo e riorganizzano somministrazioni a tutti e open day per i giovani dai 18 anni in su. Al via in Valle D'Aosta e Liguria, solo per fare due esempi. La partecipazione dei ragazzi è massiccia. Quasi ci commuoviamo a vederli in fila tutti compìti come agli esami di stato. Ma del resto, perché non dovremmo essere fiduciosi? Quella visione ci ridà speranza, ci mette tutti d'accordo, ci fa pensare che la via per il ritorno alla normalità è sempre più scorrevole e sicura. 


Il 10 giugno, a Sestri Levante, muore la giovanissima Camilla Canepa, un sorriso smisurato e due occhi azzurri profondi come laghi alpini. Dopo la somministrazione della prima dose di AstraZeneca a distanza di qualche giorno comincia ad avvertire forti dolori di testa. Il 3 giugno il primo ricovero, le riscontrano cefalea e fotofobia e viene dimessa.  Il 5 giugno viene ricoverata al San Martino  di Genova, presenta deficit motori ad un emilato. Lì  muore per emorragia cerebrale.

"Camilla soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale, secondo quanto riportato dall’Ansa. Si tratta, come spiega il sito dell’Ail, di una “malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione”.

Della sua malattia non c'è traccia nella scheda prevaccinazione. E mentre indaga la magistratura, un'altra famiglia piange una morte che poteva essere evitata. Forse.

Arriviamo al triplo salto carpiato. Il CTS ora frena, torna a sconsigliare il vaccino agli under 60 dichiarando che ci sono più rischi che benefici (QUI). L'incertezza regna sovrana. Io sono stanca, la mia prima dose di vaccino, il 29 maggio, è stata Pfizer. Avrei potuto scegliere fra tutti e quattro, la dottoressa mi aveva consigliato AZ, nonostante avessi meno di 60 anni e fossi donna, dicendomi che, riguardo alle controindicazioni, erano maggiori per Pfizer che per gli altri. Io ho gentilmente rifiutato la dose e preferito l'altro. Se non avessi avuto scelta avrei fatto quello che avevano a disposizione, come è avvenuto a familiari e conoscenti. E avrei incrociato le dita. Anche altro.

Bene.

Ma davvero dobbiamo affidarci alla buona sorte e al caso anche per vaccinarci, invece di essere tutelati da chi per mestiere dovrebbe lasciar perdere i comizi e  le televisioni e studiare a fondo il problema dando linee guida certe, per evitare di destabilizzare la popolazione che, dopo un anno e mezzo, non ne può davvero  più di superficialità e incompetenza?

E BASTA.


Fonti: Il Sole 24 Ore - La Repubblica - ADN Kronos

13 giugno 2021

[RIFLESSIONI] IL GIORNO PERFETTO


DAL WEB

Respiro ad occhi chiusi assaporando l'aroma intenso di un incenso profumato che si consuma piano piano, alla luce della mia piccola lampada rossa. La puntina del mio stereo striscia leggermente sui solchi del vecchio vinile che  ha i miei stessi anni. La musica mi invade, lenta e quasi silenziosa, mi colma di poesia, di note sensuali che mi inseguono, mi accarezza dolcemente, piano piano.

12 giugno 2021

[SABATO DI POESIA] UNA NEGRA DI STÉPHANE MALLARMÉ



Stéphane Mallarmè - dal web



Una negra dal demonio tenuta 
vuol godersi una bimba triste di frutti acerbi 
e perversi, allora sotto la veste bucata 
avida si 'appresta a degli scaltri maneggi: 
 
al suo ventre accosta felice due mammelline 
e, così in alto che la mano non saprà toccarli, 
dardeggia lo schiocco oscuro delle sue scarpette 
simile a qualche lingua inabile al piacere. 
 
Contro la nudità paurosa di gazzella 
che trema, sopra il dorso come un elefante impazzito 
riversa aspetta e si ammira con cura, 
sorridendo con i denti intatti alla bimba; 
 
e, tra le gambe dove la vittima si china, 
oltre una pelle nera aperta sotto il crine, 
spinge il palato di quella bocca strana 
pallida e rosa come una conchiglia marina.

(Parnaso Satirico - Poesie -  1887)



NOTE BIOGRAFICHE SULL'AUTORE
Étienne (Stéphane) Mallarmè nasce a Parigi nel 1842 e muore a Valvins nel 1898. È stato poeta, scrittore e drammaturgo. Giovanissimo, resta colpito dalla lettura delle Fleury du Mal di Baudelaire che ne determina la formazione letteraria. Di lui dicono: la sua poesia così piena del segreto umano dell’essere, che chiunque può sentirsene musicalmente attratto anche quando ancora non ne sappia che malamente decifrare il senso letterario. Quel che ho letto di lui mi ha sorpreso. Ho trovato particolarmente difficile la sua poetica dal punto di vista dell'interpretazione. Eppure è affascinante, coinvolgente. Voi lo conoscete? Cosa pensate della poesia di oggi?

06 giugno 2021

[EVERYDAY IS THE RIGHT DAY] DA UN'IDEA DI DANIELE VERZETTI: STORIA DI REGINA


LaRepubblica.it


"Mi chiamo Regina e domani mi sposo. Ho 36 anni e sono arrivata in Italia 25 anni fa su un "barcone" di migranti provenienti  dalla Nigeria, il  mio paese di origine. Ero poco più di una bambina, sola e sperduta alla ricerca di un posto dove vivere e nella speranza di realizzare i miei sogni. Avevo subito atti di inenarrabile violenza praticati con estrema facilità  in un paese dove le donne,  fin da bambine, sono continuamente vessate e abusate. All'arrivo in Italia fui portata in una struttura protetta  ad Ascoli Satriano. E lì, conobbi l'ispettore Antonio D'Amore, che si occupava del recupero dei minori. Antonio e la sua famiglia si sono presi cura di me fin da subito. Sono stata accolta come una figlia  e  amata. Loro sono diventati la mia famiglia Italiana. Hanno saputo sostenermi, mi hanno colmato di affetto e premure. Grazie a loro ho buttato giù il muro che mi ero costruita per proteggermi dal dolore e dalla sofferenza.  Sono riuscita ad integrarmi e sono diventata mediatrice culturale presso l'Associazione Intersos. Qualche anno fa ho conosciuto Daniel, l'amore della mia vita. I miei sogni si sono realizzati ma non avrei avuto tutte queste possibilità, senza Antonio.  E domani sarà proprio lui ad accompagnarmi all'altare nella bella chiesa di Gesù e Maria a Foggia. Il mio papà italiano. Colui che mi ha salvato e mi ha ridato speranza  e fiducia nell'essere umano."

Regina e Daniel si sono sposati sabato 22 maggio.  La storia di Regina mi è sembrata perfetta per partecipare all'iniziativa lanciata da  Daniele Verzetti (i dettagli QUI) e continuare a parlare di quel che subiscono le donne in tutto il mondo. E quanto ancora c'è da fare fino a quando le violenze di ogni genere perpetuate su donne e bambine, saranno solo un brutto ricordo del passato. 

  

FONTI: La Repubblica/Foggia Today