![]() |
| Pier Vittorio Tondelli (immagine dal web) |
Scale. Solo dei piani e qualche scala, hanno diviso la vita di Tondelli e Ligabue.
Abitavano nello stesso stabile, uomo vissuto e strapazzato dalla vita il primo, pronto a spiccare il volo il secondo.
La stessa città, Correggio, diede i natali ad ambedue, ma soprattutto il secondo e per sua stessa ammissione, fu molto infuenzato dal primo.
E allora parliamo di Pier Vittorio Tondelli. E di quanto la sua grandezza sia riuscita ad arricchire anche la poesia racchiusa nelle parole di Luciano Ligabue.
Ho da poco letto " ALTRI LIBERTINI" il suo capolavoro.
E questa lettura mi ha avvicinato anche all'autore, che conoscevo poco.
Ecco la sua definizione di scrittore:
"Uno scrittore è una persona che tenta di vivere scrivendo e cerca di fare in modo che la scrittura contribuisca a farlo vivere". (P.V. Tondelli)
E nonostante tutto, è riuscito nell'intento di sopravvivere alla sua scrittura.
E nonostante tutto, è riuscito nell'intento di sopravvivere alla sua scrittura.
Sono rimasta stranita, dopo la lettura. E' stata una folgorazione come per Pasolini. Li ho trovati simili. Scrittura veloce, parole scarne, a volte eccessive; una visione della vita violenta e allo stesso tempo vivida come una fotografia.
Personaggi urbani e alla deriva, descritti nelle loro mediocrità senza ricorrere a nessuna mistificazione o ripulitura.
Non li ami ma, non puoi fare a meno di leggerli. Ti incazzi perchè alla maggior parte di loro faresti molto male, se potessi. Hai voglia di continuare a leggerli perchè vuoi sapere fino a dove li porterà la loro febbre di vita che brucia da morire.
Alcuni sono così innocenti nel loro abbandono alla vita amara, che ti sorprendi della loro incoscienza.
Sono descritti con tutti i loro limiti e le loro incapacità. Sbattono le loro ali contro vetri fatti di ghiaccio e neve. Come mulinelli di aria impazzita.
Corre Tondelli, è velocissimo.
Quasi avesse paura di non fare a tempo a raccontarti alla sua maniera quello che il suo sguardo coglie; pensiero che gli attanaglia l'anima.
Se penso a quanto avrebbe potuto donarci se la malattia, decisa conseguenza di una vita al margine, non ce lo avesse portato via troppo presto, mi intristisco.
Ha tentato di vivere, spingendo il più possibile.
Quasi sapesse. E forse ci sono persone che sanno, quanto gli resta da vivere. Lo leggono riflesso nei vetri opachi di ombre, negli occhi degli altri. Attraverso le parole che tentano di fermare sulle pagine.
Parole che nel caso di questo magnifico artista, restano e sono pesanti come macigni.
Ora cercherò di correre ai ripari.
E leggerò tutto quello che mi sono persa.
Vorrei fermarlo. Vorrei sentirlo respirare di vita. Libero.
Luciano Ligabue dice di aver compreso esattamente come voleva scrivere le sue canzoni e quello che voleva fare da grande, dopo avere letto " Altri Libertini". Che per lui il Big Bang è arrivato così. Ha smesso di scrivere testi pretenziosi e ha voltato pagina. Con semplicità, senza alcuna presunzione. Parlando del mondo che lo circondava, quello che conosceva veramente. Di Correggio.
Ecco cosa scriveva della loro città Tondelli nel libro:
"E a Correggio prende a nevicare mentre nottambuliamo pieni di alcool, la neve ci fa i capelli bianchi come vecchi, ma basta che li scrolliamo e siamo ancora ventenni e siamo belli" ( PV Tondelli - Altri Libertini ).
Ecco cosa scriveva della loro città Tondelli nel libro:
"E a Correggio prende a nevicare mentre nottambuliamo pieni di alcool, la neve ci fa i capelli bianchi come vecchi, ma basta che li scrolliamo e siamo ancora ventenni e siamo belli" ( PV Tondelli - Altri Libertini ).
Insomma "senza raccontare balle".
La vita dura. La vita vera.
Senza inganni. A volte è proprio questo che ci fa paura. E proviamo a cambiarla. A renderla luminosa.
O almeno così pensiamo. Ma in realtà, le bugie trapelano dalle nostre parole.
E allora, come sempre ho pensato anche io, scriviamo di quello che conosciamo. Di quello che amiamo o detestiamo.
Ma scriviamo con sincerità.
Che è quello che conta. Quello che non delude.
La prima canzone che Ligabue scrisse dopo avere letto Tondelli fu Sogni di Rock'n Roll.
Semplice e unica.
Eccola.
Tratto da Altri libertini:
Bando a isterismi, depressioni, scoglionature e smaronamenti. Cercatevi il vostro odore eppoi ci saran fortune e buoni fulmini per la strada. Non ha importanza alcuna se sarà di sabbia del deserto o di montagne rocciose, fossanche quello dell'incenso giù nell'India o quello un po' più forte, tibetano o nepalese.
No, sarà pure l'odore dell'arcobaleno e del pentolino pieno d'ori, degli acquiloni bimbi miei, degli uccelletti, dei boschi verdi con in mezzo ruscelletti gai e cinquettanti, delle giungle, sarà l'odore delle paludi, dei canneti, dei venti sui ghiacciai, saranno gli odori delle bettole di Marrakesh o delle fumerie di Istambul, ah buoni davvero buoni odori e allora via, alla faccia di tutti avanti! Col naso in aria fiutate il vento, strapazzate le nubi all'orizzonte, forza, è ora di partire, forza tutti insieme incontro all'avventuraaaaaaa!
