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17 ottobre 2019

POSTITIZIE: DONATORI DI COCCOLE.

"Non era niente quel bambino, se n'era andato tra i coaguli, senza un corpo visibile... solo un misero spurgo. Una morte senza bara, senza funerale. Un lutto che non avremmo dovuto avere. Vuol dire che non era lui nostro figlio. I figli che devono venire vengono, stai tranquilla." 
(Margaret Mazzantini - Venuto al mondo).


Immagine dal sito di La Repubblica.

Ieri ho letto una storia di cronaca bellissima, una di quelle notizie che fanno tanto bene, quasi ti costringono a sorridere, senza remore.
Nell'ospedale Maggiore di Parma, reparto Neonatologia,  un gruppo di volontari regala coccole ai bambini appena nati. Preparano pappe, si occupano del bagnetto, cantano ninne-nanne, donano sorrisi a piccoli pazienti  affetti da gravi patologie,  che non possono lasciare l'ospedale.
l'Associazione Donatori di Coccole è nata nel 2016 e da allora si occupa di regalare amore ai bimbi nei reparti quando non ci sono i genitori.Dopo avere frequentato un corso  e sotto la guida del personale specializzato,  offrono attenzione e cura tre volte alla settimana.
Per quelle persone ho stima infinita,per donare amore a bimbi che non sono tuoi, ci vuole una sensibilità poco comune assieme a tanta forza interiore e coraggio.
Non c'entra nulla l'istinto materno o l'esperienza. Perché un bimbo non tuo può diventare una trappola dolorosa. Se non si è abbastanza forti.

Io in tutta onestà, non so se ce la farei,  temo soprattutto il distacco. E so, per quel che mi conosco, che non riuscirei facilmente a superare quel momento

Ci ho messo una vita intera per superare il buio, l'ovulo cieco. 
Per guardare gli zaini sulle spalle dei genitori che accompagnano i loro figli a scuola con il giusto distacco.
Ci ho messo una vita ad accettare la frase finale del brano che ho postato all'inizio.
Perché quando "non vengono", non hai bisogno di frasi stupide e banali che ti lapidano. Perché a crocifiggerti basti da sola. Hai bisogno di ritrovarti e di persone che ti accompagnino in quel viaggio al buio fino a ritrovare la luce e la ragione. Ecco perché, io personalmente, ho accolto questa notizia con tanto piacere. Quelle persone sono davvero speciali. Sono uniche.

So che l'iniziativa sta facendo proseliti in altre strutture sia in Italia che nel mondo.C'è bisogno di persone così, che guardino all'amore fissandolo dritto negli occhi.




16 novembre 2012

Venuto al Mondo

Copertina del romanzo di Margaret Mazzantini " Venuto al Mondo"



ORA E' USCITO IL FILM. MA IO HO QUESTE PAROLE NELL'ANIMA.

"Invece non è andata così. E' andata come gli pareva. L'ho perso subito, quella notte stessa.quel bambino iniziato da poco. Non è stato niente, fisicamente. Dormivo, ho continuato a dormire. Poi al mattino ho visto il sangue.Mi sono lavata, sono rimasta impietrita nello specchio.Non ero disposta a soffrire anche quella mattina. Sono uscita subito, non c'era bisogno ma sono andata comunque in ospedale. Il ginecologo era una donna anziana, mi ha visitata, ha detto che non c'erano problemi, non avevo bisogno di niente, che molto spesso non ci si accorge nemmeno di queste gravidanze, il corpo elimina da solo quasi subito.Sono ovuli ciechi, ha detto, camere gestazionali con un embrione appassito.
L'ho ringraziata, le ho dato la mano, forse gliel'ho scossa più del dovuto, volevo chiederle qualcosa ancora, ma non sapevo cosa."

"Mi misi un malloppo di carta da mani tra le gambe, mi appoggiai alla porta in attesa che l'emorragia si fermasse. Il sangue attraversò la carta in un attimo, sfilai via quel pacco molle di un rosso incredibilmente acceso e misi altra carta. Non avevo mai visto tanto sangue in vita mia.
Lo aspettai fuori, seduta sul gradino al posto di quel barbone che stazionava sempre lì e che adesso era già andato. Diego arrivò correndo, sento i suoi passi come schiaffi sul selciato. Mi buttai addosso a lui con la bocca aperta. Affogai nella sua giacca...
L'ho perso. L'ho perso. L'ho perso."

" Il bambino lo vedo più volte... sempre lui, sempre lo stesso.Eppure il suo volto non lo ricordo, non mi appare mai per intero. Sta lì fermo in fondo a una stazione, le gambe piccole che dondolano oltre le grate di legno di una vecchia panchina. il bimbo è laggiù, come in piccolo ferroviere con la sua lanterna nella nebbia che dice ai treni di partire, di fare presto."

"Io non soffro più. Ho già sofferto. Forse mi sento addirittura sollevata. Non sarò mai madre. Resterò sempre una ragazza. invecchierò così,asciutta e sola. Il mio corpo non si formerà, non si moltiplicherà. Non ci sarà Dio. Non ci sarà raccolto. Non ci sarà Natale. Bisogna cercare nel mondo, nella sua aridità, nelle sue strettoie il senso della vita...in questi negozi, in questo traffico. Invecchierò così. MORTA, ecco come mi sento. Serena, in pace, perchè trapassata. Il guado della vita è qui, in questa strada che attraverso con le mie gambe di sempre. C'è un cartello attaccato al mio petto, come al collo dei poveri, come le targhette dei cani. DONNA STERILE."




QUESTO LIBRO PARLA DI ME,DI TUTTE LE DONNE CHE HANNO AVUTO IL CUORE PRONTO MA IL CORPO ARIDO. PARLA DI FIGLI, DI FUTURO.
PARLA DI RABBIA,DI GUERRA, DI PASSIONE E DI AMORE.
                                                               DI SPERANZA.
ANCHE DELLA MIA, PERCHE' I FIGLI SONO TUTTO QUELLO CHE MI CIRCONDA, L'AMORE DELLE PERSONE, GLI OCCHI DEI MIEI NIPOTI.
IO HO QUASI SEMPRE PERSO. LORO DOVRANNO VINCERE ANCHE PER ME.

PARLANDO CON UN AMICO,QUALCHE SERA FA, GLI DICEVO CHE FORSE NON AVREI AVUTO LA FORZA DI ANDARE AL CINEMA E VEDERLO, QUESTO FILM.
IL LIBRO MI AVEVA FATTO TROPPO MALE.
CI HO RIFLETTUTO E SONO ANDATA.E' STATO UN BREVE TORNARE NELLA TEMPESTA. MA ALLO STESSO TEMPO RIENTRARE NELL'AMORE MAGNIFICO. GLI ATTORI BRAVISSIMI: EMILE HIRSCH (DIEGO) SUPERLATIVO, LA CRUZ (GEMMA) COSI' BRAVA  E INTENSA DA FARCI DIMENTICARE CHE E' SEMPRE BELLISSIMA, VERA MUSA DI CASTELLITTO IL QUALE SI E' RITAGLIATO UN CAMEO TUTTO PER LUI. E POI ADNAN HASKOVIC (GOIKO) INGOMBRANTE E MAGNIFICO.
LUCA DE FILIPPO (IL PADRE DI GEMMA) SEMPRE PIU' SIMILE A SUO PADRE E IMMENSO.
PIETRO CASTELLITTO (PIETRO), UNA CONFERMA; DEL RESTO BUON SANGUE NON MENTE.
LA GUERRA, SARAJEVO COSI' DRAMMATICA E VICINA, L'AMORE DI GEMMA PER DIEGO,IL DOLORE, L'UMILIAZIONE E LA SPERANZA NEGLI OCCHI AZZURRI DI PIETRO E SUA SORELLA, MI SONO TORNATI ADDOSSO COME UN URAGANO. MA IL FILM IN REALTA' E' UN FILM  ALLEGRO E GIOIOSO, COME NON VE LO ASPETTATE.
E CON UNA COLONNA SONORA DA URLO.
ANDATE A VEDERLO. FATEVI TRASPORTARE DALL'URAGANO FINO A CASA.