(Margaret Mazzantini - Venuto al mondo).
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Immagine dal sito di La Repubblica. |
Ieri ho letto una storia di cronaca bellissima, una di quelle notizie che fanno tanto bene, quasi ti costringono a sorridere, senza remore.
Nell'ospedale Maggiore di Parma, reparto Neonatologia, un gruppo di volontari regala coccole ai bambini appena nati. Preparano pappe, si occupano del bagnetto, cantano ninne-nanne, donano sorrisi a piccoli pazienti affetti da gravi patologie, che non possono lasciare l'ospedale.
l'Associazione Donatori di Coccole è nata nel 2016 e da allora si occupa di regalare amore ai bimbi nei reparti quando non ci sono i genitori.Dopo avere frequentato un corso e sotto la guida del personale specializzato, offrono attenzione e cura tre volte alla settimana.
Per quelle persone ho stima infinita,per donare amore a bimbi che non sono tuoi, ci vuole una sensibilità poco comune assieme a tanta forza interiore e coraggio.
Non c'entra nulla l'istinto materno o l'esperienza. Perché un bimbo non tuo può diventare una trappola dolorosa. Se non si è abbastanza forti.
Io in tutta onestà, non so se ce la farei, temo soprattutto il distacco. E so, per quel che mi conosco, che non riuscirei facilmente a superare quel momento.
Ci ho messo una vita intera per superare il buio, l'ovulo cieco.
Per guardare gli zaini sulle spalle dei genitori che accompagnano i loro figli a scuola con il giusto distacco.
Ci ho messo una vita ad accettare la frase finale del brano che ho postato all'inizio.
Perché quando "non vengono", non hai bisogno di frasi stupide e banali che ti lapidano. Perché a crocifiggerti basti da sola. Hai bisogno di ritrovarti e di persone che ti accompagnino in quel viaggio al buio fino a ritrovare la luce e la ragione. Ecco perché, io personalmente, ho accolto questa notizia con tanto piacere. Quelle persone sono davvero speciali. Sono uniche.
So che l'iniziativa sta facendo proseliti in altre strutture sia in Italia che nel mondo.C'è bisogno di persone così, che guardino all'amore fissandolo dritto negli occhi.
