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11 novembre 2023

[SABATO DI POESIA] Now and Then - Beatles


dal Web 


I know it’s true
It’s all because of you
And if I make it through
It’s all because of you

And now and then
If we must start again
Well, we will know for sure
That I will love you

Now and then
I miss you
Oh, now and then
I want you to be there for me
Always to return to me

I know it’s true
It’s all because of you
And if you go away
I know you’ll never stay

Now and then
I miss you
Oh, now and then
I want you to be there for me

I know it’s true
It’s all because of you
And if I make it through
It’s all because of you

(John Lennon - 1977)



Note e riflessioni 


Per me, fan dei Beatles  praticamente dalla nascita, (chi mi segue da sempre conosce bene la storia della bambina Yetterdei) la pubblicazione del nuovo singolo dei fab four, ha il profumo di un evento epocale. Mi sono seduta in un angolo e l'ho ascoltato una, due,dieci, tante volte.  Registrata da John nella sua casa a Nyc con in evidenza la scritta "for Paul". Ho immaginato il passaggio del pacchetto dalle mani di Yoko a quelle di Paul. Ho sentito forte l'assolo della chitarra di George, forse il suo ultimo, e la batteria che Ringo suonava un po' provato dall' emozione. Infine la rabbia di Paul che non riusciva a dare un senso al tutto e che ci aveva quasi rinunciato, mentre gli anni passavano. Fino allo scorso anno, quando grazie all'apprendimento automatico (Intelligenza Artificiale) si è riusciti a pulire la voce di John dal resto dei suoni della cassetta e la canzone ha preso vita. 

Non dirò che il brano è un capolavoro. Ma ho la consapevolezza di comprendere  che la meraviglia di ritrovarli nuovamente insieme, è il miracolo che non mi aspettavo e che noi fan ci meritavamo. Perché il loro linguaggio resta universale e non è poco sentirli ancora una volta parlare di amore ora, in questi tempi estremamente duri e imperfetti.

Grazie❤️

PS: NON PERDETEVI IL VIDEO.




04 ottobre 2022

[MUSICA] I Beatles e i sessant'anni di Love Me Do

Il 5 ottobre del 1962 veniva pubblicato il primo singolo dei Beatles: LOVE ME DO. Sono passati sessant'anni ma a dire il vero  avevo già festeggiato i cinquanta  qui sul blog. Per l'occasione vi ripropongo quel post scritto dieci anni fa. Il tempo passa ma loro restano IMMORTALI.

Il 4 settembre del 1962 questo gruppo di ragazzi di Liverpool incideva il suo primo singolo sotto etichetta Emi Parlophone Records.
Nasce così ufficialmente la band che più di ogni altra avrebbe lasciato il segno nel mondo della musica, mondo che frequenteranno insieme solo per 10 anni. Sovvertiranno ogni regola scritta e non scritta nel panorama musicale mondiale.
Lo sconvolgeranno e dopo di loro niente sarà più come prima.
Se la riascoltiamo oggi la melodia della canzone con l'armonica blues suonata da John Lennon, immediatamente ci rendiamo conto che racchiude il senso e la magia di tutte le rivoluzioni che verranno dopo di loro.


La mitica copertina di Abbey Road



"Love me do" è stata registrata in diverse occasioni.

La prima versione, il 6 giugno 1962 aveva alla batteria Pete Best.
Fu per un'audizione con la Parlophone che poi non li mise sotto contratto subito, perchè non convinta.
Caspita che errore!

La seconda versione, il 4 settembre 1962 fu quella del singolo e vide alla batteria Ringo Starr.
L'artista aveva sostituito definitivamente Best nell'agosto precedente, il quale non piaceva al loro produttore Martin, della casa discografica Parlophone.

In quel momento il gruppo si completava definitivamente.

gli studi di Abbey Road


La versione singolo immediatamente pubblicata ebbe Ringo Starr alla batteria.

La versione album in "Please Please me" del 1963 vide Andy White al suo posto, ma fu una sostituzione temporanea, perchè Martin non sembrava convinto nemmeno di Starr, che dire, aveva problemi, il ragazzo.

Quel giorno, i quattro "scarafaggi" varcarono il portone degli Abbey Road Studios per la prima volta, per registrare il singolo e i brani del loro primo album.

Questa mattina, ho comprato l'edizione speciale di Newsweek dedicata ai Beatles.
Si intitola:  50 YEARS SINCE THE MUSIC STARTED


Per l'occasione vi lascio uno stralcio di quanto riportato sulla rivista a riprova che quanto ho scritto ieri (la mia memoria fa cilecca qualche volta, ma sui Beatles proprio no) è realtà storica.

"Dopo la Sessione Emi, però, George Martin informò Epstein che lui non voleva che Best suonasse la batteria durante la futura data di registrazione dei Beatles, che avrebbe avuto luogo il 4 Settembre. Non aveva lasciato intendere di sostituirlo in maniera definitiva, ma Lennon, McCartney e Harrison aveva già pensato in questi termini. Come il talento degli altri membri sembrava esplodere, Best era appena sufficiente come giocatore. Era timido, e mentre il resto della band aveva adattato le acconciature alla Pop-art, Best persisteva conn la sua sempre più fuori moda Pompadour. Doveva andare, e gli altri Beatles avevano lasciato il compito a Epstein di eliminarlo. "Eravamo codardi" ammise Lennon. Per sostituire Best, i Beatles si avvicinarono a Ringo Starr, il batterista dei loro rivali di Liverpool "Rory Storn and the Hurricanes". "Ringo era una stella in proprio", Lennon disse e la popolarità che aveva a livello locale contribuì a  salvarli dalle ferite dei fans che avevano perso Best. Starr firmò, e ricordò in seguito, il primo concerto nella Cavern dopo avere aderito alla band, fu piuttosto violento. "Ci furono dei combattimenti, urla e botte. La metà di loro mi odiavano, la metà di loro mi ha amato. George si trovò con un occhio nero, e non ho guardato indietro". Ironia della sorte, quando i Beatles registrarono "Love me do" il primo singolo con Parlophone Emi, George Martin scelse di non utilizzare Ringo alla batteria. "Ringo a quel punto non era ancora un punto fermo... per George non era che un puntino come un qualsiasi ragazzo di sessione poteva essere " disse McCartney.
Ma loro avevano scelto.
"Love Me Do", uscì il 5 ottobre con "PS I Love You" quale lato b, non accese il mondo ma entrò nei primi 20 in Inghilterra e in seguito assicurò lo status della band.
La volta successiva i Beatles tornarono alla Emi sotto etichetta Parlophonee il 26 novembre 1962 registrarono il loro primo LP "Please Please me".
Lo stato definitivo era stato fissato."

NASCEVA IL MITO






18 giugno 2022

[SABATO DI POESIA] Here, there and everywhere (Ovunque) di Paul McCartney







Testo originale
To lead a better life
I need my love to be here
Here
Making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there's something there
There
Running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking, but she doesn't know he's there
I want here everywhere
And if she beside me I know I need never care
But to love her is to need her
Everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes, and hoping I'm always there
I want her everywhere
And if she's beside me I know I need never care
But to love her is to need her
Everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping I'm always there
I will be there
And everywhere
Here, there and everywhere

19 giugno 2021

[SABATO DI POESIA] HERE, THERE AND EVERYWHERE DI PAUL MCCARTNEY


To lead a better life, I need my love to be here
Here, making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there's something there
There, running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking
But she doesn't know he's there
I want her everywhere
And if she's beside me
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I want her everywhere
And if she's beside
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I will be there, and everywhere
Here, there and everywhere

Traduzione
Qui, là e in ogni luogo

Affinchè la mia vita sia migliore
Ho bisogno che il mio amore sia qui

Qui, cambiando la mia vita ogni giorno
Con un movimento della sua mano
Nessuno può negare che là ci sia qualcosa

Là, passando la mano tra i suoi capelli
Pensando entrambi come può essere bello
Qualcuno sta parlando ma lei non sa che è là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

Essere là e in ogni luogo
Qui, là e in ogni luogo

(PAUL MCCARTNEY 1966)



NOTE BIOGRAFICHE DELL'AUTORE

Sir Paul McCartney nasce a Liverpool il 18 giugno del 1942. Ieri ha compiuto 79 anni.  È un  polistrumentista che non ha mai imparato a leggere uno spartito. Si dice sia morto nel 1966 in  un incidente d'auto. No scherzo, mi piace citare questa leggenda che mi fa tanto ridere. Ha scritto la mia canzone preferita Yesterday e tanto altro che non basterebbe un'intera enciclopedia a lui dedicata per elencare tutto. Alcune sono delle belle canzonette che tutti più o meno conosciamo e canticchiamo a bassa voce. Altre invece, sono dei veri e propri capolavori. Per musica e parole. Tra le sue più belle, quella di cui vi parlo oggi chw fu pubblicata in Revolver, album del 1966.  Scritta di getto, come suo solito, un pomeriggio che era andato a trovare John e lo aveva trovato addormentato. Nell'attesa che il padrone di casa si svegliasse, buttò giù la melodia e gran parte del testo. John poi, lo aiutò a perfezionarlo e disse della canzone che gli piaceva molto di più di tutte quelle che lui stesso aveva scritto per l'album. Un elogio notevole, venendo da Lennon, che era piuttosto parco in  complimenti sia su altri che su se stesso.  Ho sempre sospettato che non fosse una canzone d'amore dedicata alla sua donna del momento ma fosse, più semplicemente, una dedica al vero amore, quello a cui ognuno di noi aspira, durante tutta la vita.




Fonti: The Beatles Lyrics - Hunter Davies

24 aprile 2021

[SABATO DI POESIA] GIOVANNA E I BEATLES DI VITTORIO SERENI

 

Vittorio Sereni dal web

Nel mutismo domestico nella quiete
pensandosi inascoltata e sola
ridà fiato a quei redivivi.
Lungo una striscia di polvere lasciando
dietro sé schegge di suono
tra pareti stupefatte se ne vanno
in uno sfrigolìo
i beneamati Scarafaggi.

Passato col loro il suo momento già?

Più volte agli incroci agli scambi della vita
risalito dal niente sotto specie di musica
a sorpresa rispunta un diavolo sottile
un infiltrato portatore di brividi
- e riavvampa di verde una collina
si movimenta un mare -
seduttore immancabile sin quando
non lo sopraffanno e noi con lui altre musiche.

Note biografiche sull'autore.
Vittorio Sereni nasce a Luino nel 1913 e muore a Milano nel 1983. È stato un poeta, scrittore e traduttore italiano. Racconta Giovanna, ultima delle sue tre figlie femmine, che suo padre Vittorio Sereni andava regolarmente a San Siro per la partita casalinga dell’Inter accompagnato, nei suoi ultimi anni, da Giovanni Raboni (abitavano nello stesso stabile di via Paravia, a pochi passi dallo stadio) e talvolta anche da Maurizio Cucchi, terza corona poetica del tifo interista. Io l'ho scoperto tardi, merito di Silvia Avallone. Quando i romanzi giusti schiudono le finestre ad un mondo intero, consentendoti di far capolino tra le righe nuove e farle tue. Sereni è un maestro nel fotografare disagio sociale e tematiche storiche. Così come è attento al valore indissolubile dell'amicizia.  Incisivo ed intimista, la chiarezza della sua poesia è così vicina al romanzo da assimilarlo e farlo proprio. La scherzosa presa in giro  alla figlia è un monumento di brio e ironia. Non toccatemi i Beatles😉 

08 dicembre 2020

MUSICA: QUARANTA ANNI SENZA JOHN LENNON

 

Da amante dei Beatles prima e di John Lennon poi, ci ho messo due viaggi a New York prima di trovare la serenità giusta per affrontare il Dakota Building e quello che rappresenta. Uno dei più bei palazzi di Manhattan, situato di fronte a Central Park, al numero 1 della 72nd West. Sembra un castello con gli abbaini e le torrette che spiccano verso il cielo. Un luogo tristemente noto a causa dell'omicidio della più grande star del rock di tutti i tempi, avvenuta l'8 dicembre del 1980.


Dakota Building - foto privata

Vi si arriva con la metro, fermata Wash Square. Distanza dal palazzo che fa angolo  con il parco: solo 5 minuti a piedi. Il passo veloce e  la consueta "strana" abitudine che nasce a NYC: guardare sempre in alto. Sempre su.  Ed ecco, l'ampia entrata con il cancello in ferro battuto visto e rivisto nelle innumerevoli immagini dell'attentato. Una guardia all'ingresso che senza parlare ti invita a fare pure le foto se vuoi ma a tenerti a debita distanza. Io non ce l'ho fatta a scattare. Quelle che vedete sono di mio marito. Sono rimasta attaccata ai cartelli, silenziosa, con il cuore che batteva forte mentre tutto di quella dannata sera di quarant'anni fa, tornava a farsi appena ieri.



Entrata del palazzo - foto privata

Alla fine, col cuore in gola, ho abbandonato mio marito e mi sono diretta all'incrocio con il parco. Ho attraversato senza più guardare indietro, mentre sentivo che più mi allontanavo più la stretta interiore mordeva meno. Non mi sono mai rassegnata e mai mi rassegnerò ad una morte assurda, ad un omicidio compiuto da un ragazzo instabile che da giorni stazionava sotto casa di John con nella testa un'idea folle, avere con lui un rapporto esclusivo. Quel mattino  era riuscito nell'intento di farsi autografare Double Fantasy e a parlarci per un attimo. Cosa abbia fatto poi, fino a sera, non si sa. Sarà rimasto appostato nell'ombra con la pistola nella giacca. Joko e John sono rientrati dalla sala d'incisione molto tardi, avendo anche rinunciato ad andare al concerto del loro amico David Bowie.  Lì è stato un attimo: lo ha chiamato (forse) gli ha puntato la pistola alle spalle  e ha fatto fuoco: cinque colpi, velocemente. Quattro centrarono il bersaglio.  Ore 22,50: la vita di JOHN LENNON cominciava a spegnersi sotto casa. Sarebbe morto al Roosevelt Hospital,  pochissimo tempo dopo. Nello stesso momento in cui, dagli altoparlanti della radio dell'ospedale, si sentivano le note di All My Loving.

Entrata al Strawberry Fields Memorial  - foto privata

Ho raggiunto il Memorial voluto fortemente dalla moglie. Un ampio giardino circondato da alberi  e piante in perfetta armonia. Una oasi meravigliosa dove riflettere silenziosamente e pregare. All'interno del mosaico spesso ci sono fiori freschi e candele accese. Quel giorno era vuoto, allora sono entrata nel centro e mi sono fatta scattare una delle foto che ho più care. Seduta poi al lato, sulle panchine che stazionano intorno, sono rimasta a pregare. Sì pregare, affinché le più belle parole di pace che siano state mai scritte continuino a portare quella  magnifica utopia in giro nel mondo. Arrivando al cuore degli uomini in grado di ascoltarle e farle proprie. 

IMAGINE - foto privata



"Immagina tutte le persone che vivono la vita in pace, tu puoi dire che sono un sognatore, 

ma non sono il solo. Io spero che un giorno tu ti unirai a noi e il mondo sarà come una cosa sola."


(IMAGINE - JOHN LENNON)



Etichette: John Lennon


09 ottobre 2020

[MUSICA] BUON COMPLEANNO JOHN (LENNON)

 


Il 9 ottobre del 1940 nasceva a Liverpool John Lennon. E oggi avrebbe compiuto 80 anni se quel maledetto 8 dicembre del 1980 il corso del suo tempo non si fosse di colpo interrotto a causa della follia di Mark Chapman.  E su quel selciato nell'Upper West Side di Manhattan io sono rimasta ferma ad ascoltare l'aria per cercare di cogliere tutto l'amore e tutta la personalità che nessun colpo di arma da fuoco avrebbe mai potuto portarci via. Ed infatti non è successo.

Se ci pensiamo il suo percorso artistico è durato poco più di vent'anni. Così intensi da sembrare molti di più. Perché la sua influenza nel mondo del pop e del rock'n'roll e assolutamente impossibile da quantificare. Io lo chiamo il visionario perché aveva il passo più veloce di tutti  e quel che coglieva prima degli altri lo trasformava in musica e poesia.  Poi i maligni dicono che le visioni dipendevano anche da altro ma io non gli do retta😎

Per ricordarlo, con tutto l'amore che posso e il mio è parecchio, eccovi una carrellata di video, partendo dalle basi, i BEATLES appunto e finendo con la sua attività da SOLISTA.

Poi chiudo con alcune foto scattate a Liverpool due anni fa, ve ne ho già parlato lo so. Ma mi piace perseverare nella mia follia😎










Liverpool museo dei Beatles maggio 2018


Liverpool promenade maggio 2018




Vi ho parlato di lui anche qui: poi uno dice le fissazioni...

IMAGINE DI JOHN LENNON: SIMBOLO DI OMOLOGAZIONE?

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP

LET IT BE: 8 MAGGIO 1970

SABATO DI POESIA: LET IT BE

LIVERPOOL

HOW?

HAPPY CHRISTMAS 

RAGAZZO GELOSO - JEALOUS GUY

LE DIECI CANZONI DELLA MIA VITA



23 luglio 2020

IMAGINE di JOHN LENNON SIMBOLO DI OMOLOGAZIONE?





"Il mio ruolo nella società, il ruolo di ogni artista o poeta, è cercare di esprimere ciò che tutti sentiamo. Non di dire alla gente come sentirsi. Non come un predicatore, non come un leader, ma come un riflesso di tutti."
(John Lennon)


Imagine identifica Lennon e il suo credo. Diventa la sua canzone più famosa ed è ancora oggi una delle 100 più ascoltate di tutti i tempi. Nel 2004, Rolling Stone l'ha eletta una delle migliori canzoni di sempre. Lennon e Yoko Ono finirono di incidere il disco Imagine a NYC dove si erano trasferiti. Lennon scrisse una canzone di speranza per il mondo intero. Era convinto che, se avesse immaginato un mondo migliore, esso si sarebbe realizzato. Attraverso le parole ci chiede di vedere noi stessi in quanto popolo del mondo e non come individui definiti da cittadinanza, religione e possedimenti. L'artista fu pure criticato per la frase "immagina di non possedere niente", ma ciò che voleva dire era di provare a immaginare un mondo privo delle cose che ci distinguono. Altro che omologazione.

Provare a circoscrivere il pensiero di un poeta paragonandolo ad un movimento sociale e politico è da sciocchi  perché si rischia di fare una figura barbina.Che bisognerebbe parlare di quel che si conosce eh. Questo per la parlamentare leghista che avrebbe dovuto studiare.  E anche  per Giorgia Meloni a cui sarebbe bastato ascoltare e tradurre qualche canzone di Lennon per capire il suo pensiero invece di dare fiato alla bocca. 

Pescivendola, prendi e porta a casa.


E ora la canzone e il video per tutti voi.

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today... 

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace... 

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one 

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world... 

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

*************************

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate  tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente 
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo 

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.











Fonti: John Lennon - una rivoluzione in musica - Edizioni White Star

14 giugno 2020

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP - BEATLES



Logica conseguenza al post di venerdì dedicato a YESTERDAY, la mia canzone del cuore, è che io vi parli di HELP! l'album di riferimento.

Nel 1965 i Beatles erano stremati, tra stanchezza fisica e mentale. L'anno precedente li aveva consacrati a livello mondiale e ora bisognava rafforzare e anche consolidare tutta la loro popolarità. Ma i problemi personali, soprattutto di John e Paul ,erano parecchi. Il primo era in piena crisi matrimoniale con Cinthia, passava intere giornate in casa ad ascoltare Bob Dylan(che influenzò in maniera palese la sua scrittura al momento di comporre le canzoni per il nuovo album)  e ingrassò a vista d'occhio. Il secondo invece, conduceva una vita sociale molto attiva al fianco della sua fidanzata, Jane Asher, una giovane attrice molto promettente. Paul non amava molto l'idea che le donne lavorassero (maschilista) e questo fu uno dei motivi per cui la relazione era destinata a naufragare. I due Beatles minori, George e Ringo, essendo meno colpiti dall'interesse del pubblico, facevano vita tranquilla e rilassata. Intanto, nel febbraio del 1965, il loro agente, George Martin, li "ricondusse all'ordine" e impose loro di dedicarsi al nuovo film in fase di realizzazione la cui colonna sonora cominciarono a registrare negli studi londinesi di Apple Records. Nasceva HELP!



La canzone che da il titolo all'album e che uscì come singolo apripista, fu scritta da John in piena crisi nostalgica nei confronti della sua infanzia. Qualche anno dopo l'artista dichiarò che fu una delle pochissime canzoni autobiografiche che compose.  Il grido d'aiuto era estremamente sincero. Ci sono dei versi che paiono sintetizzare il rovescio della medaglia di fama e successo: essere sballottolati in giro per il mondo senza comprendere mai appieno dove o chi fossero. Molto probabilmente era anche influenzato dalle prime esperienze con l'LSD e  alcuni momenti del testo, si potrebbero ricondurre allo stato di alterazione mentale dovuto all'assunzione dell'acido.

L'album è composto da 14 brani alcuni molto belli altri onestamente meno, con testi che spaziano dall'amore all'amicizia con accenni all'omosessualità (non loro ma di conoscenti) fino ad arrivare ad alcune canzoni come Ticket to Ride molto più complessa delle altre che ha acceso aspri dibattiti sulla sua interpretazione. Scritta da John ma a cui Paul sicuramente contribuì in larga parte, la più lunga realizzata fino a quel momento. Definita la canzone psichedelica (e qui torniamo alle droghe sperimentate nel periodo) la prima canzone heavy metal  della storia del rock, come la descrisse lo stesso John con alcuni riferimenti al turismo sessuale di Amburgo, dove avevano vissuto agli albori della loro storia musicale. Per quel che mi riguarda è una semplice canzone d'amore con un ritmo sostenuto, nulla più.

E poi c'è Yesterday. Paul disse di essersi svegliato un mattino con quel ritmo in testa convinto di averlo sentito chissà dove. Andò al pianoforte e la suonò dall'inizio alla fine. La frase musicale era arrivata tutta in un botto con la freschezza di un sogno, la ricordava perfettamente. Ma temendo di averla ascoltata altrove sottopose i suoi amici ad un mese di stress suonandola ovunque e cercando rassicurazioni a riguardo di un eventuale plagio. Ci mise dentro una frasetta frivola "scrambled eggs (uova strapazzate) a cui seguivano parole come oh my baby how i love your legs (piccola mi piacciono le tue gambe). Il testo fece ridere tutti ma la melodia aveva colpito e affondato.
Solo successivamente, mentre era in vacanza in Portogallo con Jane, riuscì a mettere insieme un testo adeguato. Venne fuori con la stessa facilità della melodia, anche se la storia non è così semplice da comprendere. La persona va via e lui resta lì a ricordarla e forse non si tratta di uno screzio sentimentale ma della morte della mamma. Quando sottopose la canzone al gruppo tutti all'unanimità la definirono "la canzone perfetta".  E convinsero Paul a cantarla in un assolo. Così è arrivata a noi. La canzone più bella del ventesimo secolo e la TOP 1 di tutti i tempi.


Ora vi lascio alle tracks dell'album e buon ascolto a tutti.


HELP - 6 AGOSTO 1965 -  PARLOPHONE RECORDS



FONTI:
THE BEATLES THE BAND THAT CHANGED THE WORLD - THERRY BURROWS
THE BEATLES LYRICS - HUNTER DAVIS

SIDE ONE



12 giugno 2020

YESTERDAY - LA BAMBINA YETTERDEI


Io sono la bambina Yesterday, o per meglio dire, la bambina Yetterdei. Non ricordo esattamente quando tutto cominciò. Forse è stata mia madre per prima a darmi il buffo soprannome, chissà. Ero poco più di un pulcino, vagavo per casa con uno scialle di lana azzurro fatto ai ferri sulle spalle, il cappello da ufficiale di mio zio Tonino sulla testa;  un mangiadischi rosso e nero attaccato alla mano quasi fosse un prolungamento naturale. Inserendo nel magico strumento un disco  cominciavo a cantare a modo mio estraniandomi dal resto del mondo. Avevo un’intera collezione di 45 giri a casa,tutti  di proprietà di mia madre e dei suoi fratelli.  I miei preferiti erano quelli di  Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Oltre ai BEATLES, naturalmente. La musica fu la mia prima conquista e negli anni è rimasta l’amica più fedele, quella che non mi ha  mai abbandonato. Oltre ogni buio e  ogni tempesta di vita.
Yesterday era un singolo del 1965 pubblicato dai FAB FOUR nell’album Help. Io lo ascoltai per la prima volta qualche anno dopo e da quel momento in poi, ha fatto parte di me;  io e  la canzone legate   a filo doppio. È la storia di un amore che non si comprende fino in fondo. Speciale, simbiotico, eppure a tratti distonico. Ne ho parlato diverse volte sulla mia pagina virtuale perché si tratta di amore viscerale.
Ma quella bimba in fermo immagine  che cantava in maniera tempestosa una canzone di cui non capiva appieno il senso, era una birba vera. Non fatevi distrarre dal suo ritratto tenero. Se qualcuno osava toglierle il mangiadischi poteva disperarsi senza tregua per ore intere. Un immagine così impressa nella mia memoria che ancora oggi sorrido nel ricordarla.
Vi ho già parlato tante volte della mia passione per i Beatles e oggi ci torno partendo da quella che, probabilmente, è la loro canzone più famosa. Una canzone che amo così tanto da ritenerla mia,assolutamente,sorprendentemente,indissolubilmente. Si conoscono di lei circa 2000 versioni realizzate ed io, oggi, ve ne propongo alcune partendo dalla prima ufficiale, fino alle più recenti. Tutte molto belle, di alcune vi sorprenderanno gli artisti che le hanno interpretate. Del resto lei è la regina, la vera ispiratrice, la musa immortale.

Lunga vita a YESTERDAY.


I Beatles alla prima presentazione pubblica nel 1965


Frank Sinatra

Ray Charles

Marvin Gaye

MINA

Billie Eilish


Lewis Capaldi


Adam Levine

Katy Perry

Hope

Himesh Patel


Paul Mccartney + Linkin Park+Jay-Z



Trovate altro su Beatles e Yesterday anche qui: