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10 febbraio 2019

69ESIMO FESTIVAL DI SANREMO: LA FINALE.




La quinta serata del Festival si celebra con Mariella infiltrata alla kermesse sanremese.
Poiché sono senza voce e non trovo le parole per raccontarvi quel che ho visto, cedo alla tentazione di farlo raccontare a voi.

Proviamo a dare i voti a tutti, presentatori e  partecipanti?

Claudio Baglioni:7 - la sua professionalità non si discute, ma il suo egocentrismo ha raggiunto la stratosfera. Certo, arrivateci voi a 68 anni in quel modo lì. E poi magari ne riparliamo della voce calante, del fisico gommoso, della sua aria da professorino dalla penna rossa;

Virginia Raffaele:7 - partita malissimo  e imbrigliata in un ruolo (quello della presentatrice) che le stava stretto, man mano, nel corso delle puntate, ha ripreso in mano tutte le sue anime. Dando prova che, quando le tira fuori, non ce n'è per nessuna. Nemmeno per la corazzata svizzera Hunziker.

Claudio Bisio:5  - non ha mai dato l'impressione di essere a proprio agio sul palco. Sempre troppo o troppo poco. Perfino nel monologo scritto dal suo autore preferito ( tale Michele Serra) non riesce a venire fuori. Non credo lo rivedremo mai più sul palco dell'Ariston. Meno male.

Daniele Silvestri,  voto 9 - Daniele ha il talento del grande autore e non è una scoperta di adesso. Ci colpisce sempre in pieno viso. Ma non mi spiego tutto il contorno. Sarebbe andato bene anche senza Rancore e senza Agnelli. Si merita tutti i premi: critica ecc... ecc... ecc... Ex equo con Cristicchi.

Anna Tatangelo, voto 4 -  la ciociara non si arrende. Noi invece, non ne possiamo più. 

Ghemon,  voto 4 - mi sono piaciute solo le viole. 

Negrita, voto 6 - da loro mi aspettavo molto di più. Non ho sentito il brivido che la loro musica è capace di farci provare. 

Ultimo, voto 5 - lo sapete che non mi piace la canzone. Ma è un papabile vincitore. Le ragazzine di Sanremo sono pazze di lui. E figuriamoci le altre.

Nek, voto 6 - canzone scritta da Paolo Antonacci ( figlio di Biagio e nipote di Gianni Morandi) ma non basta. Fa la sua bella figura sul palco. Ma domani ricorderemo la canzone?

Loredana Bertè, voto 10. Loredana è Loredana. Spero che Sanremo la celebri per tutto quello che le deve la musica. 

Francesco Renga,  voto 7 - ma solo perché è un figo da paura e da vicino, ragazzi, è da sballo. La canzone è carina, la voce l'ha recuperata. Ma da lui voglio di più.

Mahmood, voto 8. E' bravo il ragazzo. Molto bravo. La canzone ti resta in testa e non va più via. Chissà se c'è speranza per la vittoria...

Ex Otago,  voto 5 - giovani, carini e molto fidanzati. Direi poco altro.

Paola Turci, voto 8 - bravissima, con una canzone meravigliosa. Un po' penalizzata le prime sere per una voce non al massimo. Ma ieri ha recuperato completamente, grazie anche a Beppe Fiorello.

Zen Circus, voto 7- Mi piacciono tanto. Mi sembra di avere già visto formazioni così arrivare in sordina e poi diventare Big. 

Patty Pravo e Briga, voto 3 - mi spiace Patty ma non ci siamo proprio. Non ci siamo più. Briga, canta da solo.

Arisa, Voto 8 - Ha iniziato malino. Perché lei è una che si emoziona tanto. Ma le altre sere è stata fantastica. Ed io canticchio la sua canzone da giorni.

Irama, voto 7. Anche lui ha una bella canzone. Mi è sembrato un gran bravo ragazzo, molto alla mano. Anche dal vivo. Semplice e modesto. Resta così.

Achille Lauro, voto 3 - Ecco il contrario di Irama, non è nessuno è già si comporta come se fosse una star di prima grandezza. Umiltà.

Nino D'Angelo e Cori, voto 6 - Nino D'Angelo è la storia della musica neomelodica italiana e merita rispetto. Il voto è sull'artista non su quello che si è visto a Sanremo. E devo ancora capire chi sia il ragazzo che ha accompagnato.

Francesca Carta e Shade, voto 2 - N.c. non classificabili. Nessuno merita zero, io sono una buona dentro.

Simone Cristicchi, voto 10 - ma non penso che per voi il mio voto sia una sorpresa, vero? Sui premi(critica, sala stampa, ecc...ecc...ecc...) vale ex equo con Silvestri. Poi vediamo chi ne vince di più. 

Enrico Nigiotti, voto 7 - sono sicura che il livornese andrà avanti e bene. Ha portato con se la malinconia degli amori familiari che sono il nostro patrimonio e che non ci abbandonano mai.

Boomdabash,  voto 6 - anche loro si meritano la sufficienza per la canzone senza fronzoli inutili che hanno presentato. Avete un bel sound, però bisogna crescere.

Einar, voto 5 - non so se dargli o meno fiducia. Canzone senza mordente, non merita la promozione.

Motta  voto 3 -  la canzone più furba del Festival. Se dovesse vincere, visto che ieri ha rubato il premio alla coppia Turci - Fiorello per me rimane un NO.

Il Volo voto 1 - ho detto che sono buona e nessuno merita zero. Anche se mi aspetto la vittoria. Purtroppo.



La classifica è stata preparata prima delle finale. In questo momento io non so ancora chi vincerà. Vediamo se il pubblico confermerà o meno le mie sensazioni.

Dite la vostra senza paura. Aspetto voti e critiche.



09 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO - 1999 - SENZA PIETA'.










La quinta serata del Festival è celebrata con le Pillole dedicate alla scelta di Max.

La canzone di Anna Oxa, SENZA PIETÀ, vinse Sanremo nel 1999.

Scritta da Alberto Salerno e Claudio Guidetti, condusse per la seconda volta alla vittoria la cantante italo-albanese.
Era l'anno in cui, nella conduzione,  accanto a Fabio Fazio avrebbe dovuto esserci anche Claudio Baglioni che rinunciò, per "perplessità artistiche". Oggi rido di questa decisione visto che il "dittatore artistico" è, per la seconda volta nel giro di due anni, alla conduzione di Sanremo. Nessuna perplessità ora eh.

Sicuramente la OXA è  uno dei personaggi più difficili della discografia italiana, di un'antipatia unica. Allo stesso tempo è un'artista tra le  più intense e vibranti.
Io ero una ragazzina in pre-adolescenza quando la vidi per la prima volta sul palco dell'Ariston.
Era il 1978 e lei arrivò vestita da uomo e con un trucco in bianco e nero presentando la canzone Un'emozione da poco, che si classificò al secondo posto sortendo l'effetto di un uragano sul  panorama discografico italiano. Ed è anche  la sua canzone che mi piace di più.


La classifica finale fu la seguente:

1) posto: SENZA PIETA' - ANNA OXA;
2) posto: NON TI DIMENTICO - ANTONELLA RUGGIERO;
3) posto: COSÌ È LA VITA - MARIELLA NAVA.


Grazie a MAX per la condivisione.

IL VIDEO 



LE MIE IMPRESSIONI SULLA QUARTA SERATA DEL FESTIVAL.



È  diventata l'appuntamento irrinunciabile alla kermesse. Può farti schifo tutto il resto, ma gli ospiti d'onore che cantano (ballano o suonano) accompagnando gli artisti in gara, alzano il livello d'interesse perché non sai cosa ne verrà fuori.  Così è, tutte le volte.
Apre la diretta Acqua dalla luna, altro capolavoro sottostimato di Claudio Baglioni. Vestito di carta stagnola, il dirottatore del Festival  e i suoi compari imbrillantinati  e invellutati, vanno a cominciare. Serata di duetti e di super ospite: LUCIANO LIGABUE. Come accennavo, ci sono delle belle sorprese. La prima è legata a Cristina d'Avena, che si presenta sul palco con cappello nero e abito da fiaba color tuffo, cambiando la canzone di Carta e Shade così tanto, da farmi DUBITARE  sia la stessa che hanno cantato le sere precedenti. La figaggine della Regina dei cartoon è indiscutibile. Non potendo  elencarveli tutti, cercherò di indicarvi quelli che mi hanno più colpito. Come Irama e Noemi, semplicemente spettacolare. O quello di Arisa che canta con Tony Hadley (ex Spandau Ballet) ed è subito pop puro e "nostalgia canaglia" degli anni '80. Certo Tony sembra abbia ingoiato tutto il resto del suo gruppo, ma va bene lo stesso eh, ha sempre le sue guanciotte rosa... E poi Mahmoud e Gué Pequeno, bravissimi.  Fabrizio Moro e Ultimo. La canzone continua a non sembrarmi un capolavoro ma Moro ci fa la grazia di renderla speciale.  Ah scusate, mi stavo dimenticando del Superospite. Che da quando la Amoroso, ieri sera, lo è diventata pure lei, celebrando dieci anni di canzoni inutili, fossi stato in lui non mi sarei presentato. I riflettori si accendono, giochi di luce e Luciano Ligabue. Più allegro e meno musone del solito. Perfino divertente nello stacchetto (trito e ritrito) con Bisio.  Quasi simpatico. Chissà che canzoni canterà. Mah, ha un così vasto repertorio. Vuoi vedere che fa la nuova canzone? Quella che parla di sopravvivenza di Africa, America e Anima, i suoi soliti tormentoni? Tutte uguali, tutte monotone. Dai che mette su Bambolina e Barracuda, L'odore del sesso eh? Invece, Urlando contro il cielo. Ma che palle... Guarda come se la gode mentre rivolge lo sguardo al pubblico fin su al loggione, che lui lo fa sempre, ti guarda addosso ad ogni concerto. Ma che noia sto Liga,  come è vestito, il solito truzzo, perfino più sbirluccicoso del suo compagno di palco Claudiuccio, con il ritrovato look anni '80. Pure la sceneggiata con il trono di Uomini e Donne. Per gli Over andrà benissimo. Il trash senza fine di Sanremo. Meno male che alla fine si riscattano, cantando uno dei capolavori di Francesco Guccini: DIO È MORTO. Bene, via l'emiliano che ci ha stufato e si prosegue con la serata. (Che noia, che barba, che noia,LUCIANO LIGABUE). Tornando ai duetti, che i monologhi di Bisio si salvano solo perché ci rappa su Anastasio, vorrei brevemente puntare i riflettori sui Zen Circus. Fin dalla prima sera mi hanno colpito e cercavo di trovare l'assonanza e la familiarità a cui mi portavano. Però io non sono rock punk per cui... Poi la magia con Brunori Sas mi ha illuminato. Rino Gaetano. Sì, Rino. Bravi. Beppe Fiorello e Paola Turci. Lei canta meglio, lui dona la sua arte e la canzone acquista un valore aggiunto, da brividi. Anche la performance di Loredana Bertè accompagnata da Irene Grandi (ma che fine ha fatto lei?) mi convince. Convince anche il pubblico dell'Ariston. Daniele Silvestri invece viene penalizzato da Manuel Agnelli che urla dall'alto del trampolino. Ascolto rapita per la terza volta la canzone di Simone Cristicchi, accompagnato da Ermal Meta. A me pare che non si possa andare più in alto di così. Certo sarà un caso che i due vincitori dello scorso anno, abbiano accompagnato due papabili vincitori di quest'anno. Sarà un caso. La finale si avvicina, i giochi sono quasi fatti. Questo Festival se lo giocano Ultimo, Cristicchi, Bertè, e purtroppo, Il Volo. Aggiungo  gli outsider Mahmoud, Irama e purtroppo (RosRois) Achille Lauro. A domani per la sentenza.


PS: Pillole di Sanremo non si conclude qui. Continuerò a proporvelo ciclicamente, tediandovi ancora ahahah!

06 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO: 1959 - PIOVE (CIAO CIAO BAMBINA).




Canzone meravigliosa, PIOVE, musicata da Domenico Modugno con il testo di Dino Verde e vincitrice del Festival della canzone italiana nel 1959.
Mi fa particolarmente piacere citarla quest'anno che ricorre il 60esimo anniversario dalla sua presentazione al Festival.

La ricordo con affetto perché era una delle preferite di mia nonna Carmela.
Lei aveva una voce bellissima, profonda, unica. Conosceva praticamente tutto il repertorio classico della canzone napoletana oltre a gran parte di quello  italiano dell'epoca.
Come se fosse adesso, mi vengono in mente le splendide serate in cui, a casa nostra, mio zio Benedetto, valente musicista, l'accompagnava con la chitarra e lei cantava.
Ci ha donato l'amore per la melodia, l'orecchio e la passione per la musica. In casa siamo tutti intonati ma soprattutto mia sorella Pia e mio fratello Antonio, hanno fatto loro quel talento in maniera eccellente.

Noi bimbetti, cantavamo assieme a lei ed è il motivo per cui, conosco tantissime canzoni melodiche italiane.
Curiosità: la canzone ha diverse versioni, da quella inglese a quella tedesca a quella francese. 

Ed è stata citata da Carmen Consoli ne L'ultimo bacio e da Lorenzo Jovanotti ne La ragazza magica.


La classifica finale fu la seguente:

1) posto: PIOVE, CIAO CIAO BAMBINA - DOMENICO MODUGNO
2) posto: IO SONO IL VENTO - ARTURO TESTA, GINO LATILLA
3) posto: CONOSCERTI - TEDDY RENO, ACHILLE TOGLIANI

Ringrazio Enzo Iacoponi per averla scelta. 

Ecco qui la canzone di Mimmo Modugno.


IL VIDEO




IL TESTO

Mille violini suonati dal vento
Tutti i colori dell'arcobaleno
Vanno a fermare una pioggia d'argento
Ma piove, piove
Sul nostro amor

Ciao, ciao, bambina
Un bacio ancora
E poi per sempre
Ti perderò
Come una fiaba
L'amore passa
C'era una volta poi
Non c'è più

Cos'è che trema sul tuo visino?
È pioggia o pianto? Dimmi cos'è
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove, piove
Sul nostro amor

Ciao, ciao, bambina
Non ti voltare
Non posso dirti
Rimani ancor
Vorrei trovare
Parole nuove
Ma piove, piove
Sul nostro amor



Le considerazioni sulla prima serata le trovate nel primo commento a questo post.

VIA ALLA SECONDA SERATA FESTIVAL DI SANREMO.

22 febbraio 2013

Il mio principe abusivo si chiama Siani






Alessandro Siani (google images)


Ve lo avevo già accennato un po' di tempo fa.
Quando vi ho parlato del mio amore infinito per Massimo Troisi.
Dicendovi che forse, dopo vent'anni, gli italiani avevano trovato un erede degno, un principe ereditario.Finalmente.

Alessandro Siani.

"La risata è un dono di Dio, se lo è, Totò non ha mai fatto peccato".

Quando qualche sera fa Alessandro ha fatto questa battuta, ho capito che ero nel giusto, che non mi stavo sbagliando e non stavo esagerando.

Negli ultimi due anni ha conquistato tutti gli italiani. Grazie a due film:
"Benvenuti al sud" e il sequel "Benvenuti a Nord".
In teoria, doveva essere la spalla brillante di Bisio, ma ben presto si sono accorti tutti che la stella più luminosa (senza nulla togliere all'attore milanese) era lui.

Noi napoletani e campani invece, ci aveva in scacco già da parecchio tempo.
Ha fatto tanto teatro e tanta gavetta nelle piccole televisioni locali, facendosi conoscere nel medesimo modo in cui si fecero conoscere Troisi,De Caro e Arena, al tempo della "Smorfia".
Poi arriva la televisione grazie a Simona Ventura e a "Quelli che il Calcio".
Piccoli film quasi sconosciuti e poi il salto con il cinepanettone classico ovvero "Natale a New York".
A me piace ricordarlo in "La seconda volta non si scorda mai". Un piccolo geniale film in cui, tra l'altro quasi miracolosamente, riesce a far apparire  decente la recitazione di Elisabetta Canalis, e direi che non è poco.

C


Sarà rimasto al cinema due giorni, totale spettatori 200 circa. Ma poi, con il tempo è diventato un cult, per i tanti che  hanno imparato ad amarlo questo ragazzo malinconico. Io lo rivedo tutte le volte che posso e ogni volta rido delle stesse battute. Lui è bravo, tocca il cuore con la sua ironia melamara.
Ha il tocco magico. Riesce a farsi capire da tutti. Le sue battute fulminanti ci fanno sbellicare. Ha finalmente sdoganato e fatto comprendere a tutti  il termine " cazzimma" quando è andato da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche ve lo ricordate? Ma tutta l'intervista è un vero capolavoro...
Non è più un ragazzo da tenere d'occhio. E' un artista che è cresciuto ed è maturato tanto da ricavarsi un bello spazio tutto per sè. Unico.




E torno alla mia considerazione iniziale. Era da tanto tempo che un comico (al di là della sua origine partenopea) non toccava il cuore degli italiani con la sola forza delle parole e dell'ironia pulita, senza svacco,parolacce e trivialità varie. Con il potere dell'intelligenza che splende attraverso le risate. Tanto tempo.
Forse è ora, forse è ora...
Lasciamogli fare il principe abusivo per intanto. Io me ne vado al cinema per farmi tante risate e guardarlo ancora negli occhi. Lì dove la sua anima appare così simile ad un'altra che ricordo bene. Poesia e malinconia. Ironia e magia.
Mi viene naturale chiedere a chi, secondo me, sarebbe orgoglioso di lui:

"E' nu guaglione in gamba sto Siani o' vero, Massimo?"
"Si, si, mo' me lo segno proprio!"