18 aprile 2021

[RIFLESSIONI] AMOS OZ: DA GIUDA AI SOGNATORI.

Perfettamente Chic.it

"Ti dico anche che, malgrado tutto quello che ho detto prima, beati i sognatori e sventurati coloro che hanno gli occhi aperti. I primi non ci salveranno di certo, né noi né i loro discepoli, ma senza sogni e senza sognatori la maledizione peserebbe mille volte di più. E' per merito dei sognatori se anche noi, i disincantati, siamo un po' meno pietra e disperati di quanto saremmo senza di loro. E anche il tuo Gesù era un grande sognatore, forse il più grande sognatore di tutti i tempi. Ma i suoi discepoli no. Loro erano avidi di potere e hanno fatto la fine di tutti i loro simili del mondo: sono diventati dei macellai."

(AMOS OZ - GIUDA - EDIZIONI FELTRINELLI)

Vi avevo promesso che avrei ripreso in mano un post che avevo in bozza da qualche tempo in cui disquisivo bonariamente su sogni e sognatori dopo aver letto Giuda di Amos Oz. Giuda è un capolavoro e le riflessioni sono tante. Ma più di tutte mi soffermerei su di una delle domande che mi sono posta a conclusione della lettura fatta. Ponendo l'accento su una delle qualità riferite al genere umano. Essere sognatoriMi sono detta sì, è vero;  il mondo si divide tra sogno e disincanto e gli uomini ne sono gli artefici.
I (sognatori) sono una razza all'apparenza fragile, ma mai asservita e di sicuro incorreggibile. Capaci di aspettare un tempo infinito prima di riuscire a mettere in atto e a realizzare il loro sogno; correndo il rischio, dotati come sono di  pura caparbietà, di  non vederlo mai realizzato.Passando intere notti con la testa sul cuscino e la mente tra le nuvole ad immaginare una varietà infinita di strade da percorrere per attuare i loro desideri.Convincendo tutti e se stessi che persino due rette parallele alla fin fine riescono a congiungersi.
Mi vengono in mente una miriade i sognatori compresa me.

17 aprile 2021

[SABATO DI POESIA] RESTIAMO UMANI DI VITTORIO ARRIGONI


La storia siamo noi,
la storia non la fanno i governanti codardi con le loro ignobili sudditanze ai governi militarmente più forti.

La storia la fanno le persone semplici,
gente comune, con famiglia a casa e un lavoro ordinario,
che si impegnano per un ideale straordinario come la pace,
per i diritti umani, per restare umani.

La storia siamo noi,

che mettendo a repentaglio le nostre vite,
abbiamo concretizzato l'utopia,
regalando un sogno, una speranza a centinaia di migliaia di persone.
Che hanno pianto con noi,
approdando al porto di Gaza,
ma sono state lacrime di gioia.

Il nostro messaggio di pace,
è un invito alla mobilitazione per tutte le persone comuni,
a non delegare la vita al burattinaio di turno,
a prendersi di petto la responsabilità di una rivoluzione, 
rivoluzione interiore innanzi tutto, verso l'amore, l'empatia,
che di riflesso cambierà il mondo.

La pace non è un'utopia,
e se lo è abbiamo dimostrato che a volte le utopie si concretizzano.

Basta crederci,
fermamente impegnarsi,
contro ogni intimidazione, timore, sconforto,
semplicemente restando umani.

Restiamo umani.


(Vittorio Arrigoni - da Fondazione Vittorio Arrigoni) 



Note biografiche dell'autore

Vittorio Arrigoni nasce a Besana Brianza nel 1975. Muore a Gaza nel 2011. È stato  attivista, giornalista e scrittore italiano.  Era un sostenitore della soluzione binazionale come strumento di risoluzione del conflitto israeliano-palestinese. Si era stabilito nella Striscia di Gaza da pacifista per aiutare la popolazione arabo-palestinese contro il tentativo di pulizia etnica perpetuato nei loro confronti dallo stato di Israele. Fu rapito  e ucciso tramite strangolamento da un gruppo terrorista definitosi jiadhista salafita. Quest'anno ricorrono i dieci anni dalla sua morte. Di lui Moni Ovadia disse: era un essere umano che conosceva il significato di questa parola. Ogni suo intervento scritto terminava con la celebre frase "restiamo umani". Ma cosa è rimasto di davvero umano ormai negli uomini? Lo siamo davvero mai stati?




Impegnate cinque minuti e guardate il video che ho postato, si 
può dire sia il suo testamento. Vittorio Arrigoni "il vincitore".

15 aprile 2021

[CRONACA] LA MENSA DEI POVERI DI PORTICI RISCHIA LA CHIUSURA


Identità insorgenti.it

L’Avv. Riccardo Russo è  il responsabile e fondatore della Mensa del Buon Samaritano sita a Portici  (Napoli), che assicura pasti cucinati giornalieri a circa 70/100 bisognosi, in questi giorni sta tentando di gestire  una situazione che potrebbe avere un tragico epilogo se non verrà affrontata  con concretezza.
La sua raccolta fondi serve a pagare le bollette insolute (a causa della pandemia) per il consumo dell’energia elettrica all’ENEL che ha minacciato di interrompere la fornitura se non si paga al più presto. Ecco come contribuire in maniera sicura alla raccolta fondi necessaria:

12 aprile 2021

[POSTITIZIE] UNA BARCA A POLIGNANO DIVENTA LIBRERIA

 

Cala Portalga - Repubblica.it

Una vecchia barca di legno per la pesca, un gozzo di quasi sessant’anni chiamato “Gozzo Carlino” dal nome del suo proprietario, è stata trasformata dai pescatori che si prendono cura della caletta di Portalga in un suggestivo punto di bookcrossing, dando nuova vita alla barca ormai troppo vecchia per essere utilizzata, 

la barca è stata divisa a metà, una metà ha ospitato il presepe durante l’inverno, mentre l’altra metà è stata adagiata in un bellissimo angolo panoramico, su una scogliera, davanti al mare e riempita di librifermarsi e godersi la bellezza, farsi riempire gli occhi dal mare e l’anima dalle parole scritte. Nel principio del Bookcrossing la consultazione è libera e chiunque può prendere il prestito un libro, oppure aggiungere libri che vuole condividere, al momento sono presenti circa 100 volumi, che riempiono completamente i tre scaffali inseriti nella barca, 

mentre i pescatori che hanno partecipato all’iniziativa raccontano che la loro libro-barca sta riscuotendo successo e che nelle giornate di sole non sono rari i visitatori e gli amanti della lettura che prendono in prestito un libro e lo vanno a leggere in riva al mare, 

I pescatori hanno voluto, allo stesso tempo, valorizzare sia la caletta, con la sua cultura e tradizione, che la lettura, che la possibilità di vivere più lentamente, fermarsi, “gettare l’ancora” e riassaporare piaceri che molto spesso nella fretta vengono trascurati, come godersi qualche pagina di un buon libro, di fronte al mare. 

Un modo semplice e bellissimo per valorizzare le tradizioni e la cultura del luogo.


LEGGETE, RESPIRATE, AMATE.

Dal sito POSITIZIE.IT

10 aprile 2021

[SABATO DI POESIA] QUANDO ALDA MERINI INCONTRÒ MICHELANGELO MERISI in arte CARAVAGGIO

Nasce una nuova rubrica in collaborazione con mia sorella Pia.

Nel suo Sabato d'Arte lei posterà la foto di  un dipinto che le ha sollecitato la fantasia per molti e MISTERIOSI motivi  ed io sceglierò la poesia di un grande poeta a cui mi ha fatto pensare il medesimo quadro. Spero che l'idea vi piaccia e vi incuriosisca un po'😉 I due post saranno pubblicati  da me e da lei lo stesso giorno. Iniziamo con un grandissimo artista: Michelangelo Merisi ovvero Il Caravaggio. Ho pensato che la poesia della grande Alda Merini fosse perfetta per i capolavori  scelti oggi da Pia nel blog: Tra scrittura ed arte con fantasia. Perché, come le opere di Caravaggio, ha il potere di scavarci dentro e tirar fuori  le emozioni giuste da ognuno di noi. 

08 aprile 2021

[POSTITIZIE] BIMBO DI SETTE ANNI RICEVE FINALMENTE UN CUORE NUOVO

 

Reparto cardiochirurgia Ospedale Regina Margherita Torino (fonte Ansa)

Il suo cuore nuovo ha atteso un anno e mezzo per arrivare a destinazione. E intanto un bimbo di sette anni ha vissuto con il cuore artificiale per 525 giorni.  Un'attesa lunghissima, un vero e proprio record per questo piccolo "eroe" dei nostri giorni.

La sua storia in breve. 

06 aprile 2021

[LIBRI] LE SEGNALAZIONI DEL MESE

 

Dalla quarta di copertina:

Il cane giusto (un bassotto con "amici" selezionatissimi). Le vacanze giuste (una scelta di campo: Santa o Forte?). La scuola giusta per il figlio (in lingua straniera, of course). La festa di Natale giusta (verso metà ottobre per battere l'affollamento di inviti festivi). E gli abbinamenti cromatici da evitare, il galateo delle comunicazioni via whats'app, gli indirizzi da avere in agenda, i quartieri dove cercare casa, i mestieri socialmente accettabili, la cura di sé fra estratti di verdure indispensabile "idratazione"... mettetevi comode, perché essere milanese è un lavoro a tempo pieno. Erano anni che non ridevo così tanto leggendo un libro, l'ironia di Michela Proietti è implacabile nel sottolineare, evidenziare e agitare nella sua "complessità" la figura della "perfetta" sciura milanese che tutto il mondo ci invidia. E credetemi, realista quanto mai, avendo avuto modo di conoscere di persona un ampio campionario del genere. Godibile.


Michela Proietti: La milanese - Edizioni Solferino - pagine cartaceo 252 - prezzo cartaceo 17,00 euro

04 aprile 2021

[RACCONTI] E.I.T.R.D. LA PRIMAVERA IN ARRIVO

Sta guardando quella vecchia insegna sullo stabile che costeggia la carreggiata. Danneggiata e spenta.  È un immobile prefabbricato ormai abbandonato, sfiorato da sguardi di passaggio e da gente che non ha idea di quanta vita ci sia passata lì, dove ha trascorso i suoi primi dieci anni di lavoro. Anni di puro inferno, scrollati di dosso in un mattino di primavera. Se ricorda così bene quel sole e la sua carezza, sicuramente è dovuto al male che si è lasciata alle spalle. Sorride ancora oggi, più di vent'anni dopo, solo a ripensarci. 

E dire che c'era entrata felice e di corsa, un mattino gelido del 1990. Le avevano prospettato una crescita professionale importante, un team di colleghi con cui confrontarsi e da cui apprendere, disponibili e volenterosi. Anche lei lo era, la sua voglia di conoscere e imparare aveva origini ataviche. Risaliva ai tempi del liceo, come la curiosità che l'aveva sempre animata. Ma erano bastate poche settimane per rendersi conto che l'ambiente solare prospettato era una vera e propria galera, per lei e molti altri suoi colleghi da tempo assuefatti al clima di tensione e paura che si respirava dentro. La società era a conduzione familiare, padre e figli. Nulla era come sembrava, le luci sfavillanti che all'apparenza abbacinavano chiunque varcasse la soglia dell'azienda, erano solo uno specchietto per le allodole. Tutto era governato dal polso di ferro del padre e dalla follia manageriale di uno dei figli. Quest'ultimo era un uomo spaventoso, senza un briciolo di umanità, abituato ad avere tutto quello che voleva con il solo schioccare delle dita. Duro, eccessivo nelle simpatie e antipatie che governavano tutto il sistema. Non c'era meritocrazia ma puro asservimento al padrone. Il padre da tempo aveva lasciato campo libero al primogenito che gestiva quel piccolo impero con la prosopopea dell'arricchito arrivato, con una vera opacità negli investimenti e nelle acquisizioni. Terrorizzava chiunque gli fosse a fianco, capace di minacciare anche fisicamente chi osava contraddirlo. Lei era giovane con pochissima esperienza e nessuna possibilità di miglior fortuna. Nel corso degli anni vide un continuo turn over di dirigenti e responsabili. Qualcuno se ne andò sbattendo la porta, altri furono costretti alle dimissioni, subendo un mobbing feroce. Cosa che nel giro di qualche tempo quando il grande capo si accorse che non era una persona né manipolabile, né asservita, cominciò a torturarla psicologicamente. Bastava nulla, un ordine che al mattino era bianco, nel pomeriggio diventava nero. I rimproveri continui, le offese verbali. L'ostruzionismo per impedirle di crescere. Il dolore di poter fare poco. Comprese di dovere imparare il più possibile perché la professionalità sarebbe diventata l'unica strada per uscire da quel girone dantesco. 

Ci mise qualche anno, poi ci fu l'episodio hitleriano. Un giorno, tutte le dipendenti del reparto amministrativo furono convocate in direzione. E impotenti assistettero allo show circense del loro titolare che urlando loro addosso, causa un problema in stallo (non era possibile risolverlo se l'azione non fosse stata sbloccata da lui stesso) disse che se lui avesse potuto le avrebbe messe al muro e fucilate, cumulo di galline come poche altre. Che lui non aveva pietà di nessuno, che odiava le donne e i bambini e che se avesse potuto avrebbe perorato la sterilità di massa. Farneticazioni senza senso, di un uomo con evidenti problemi psicotici, assolutamente primo di morale e di senno. A distanza di anni ricorda ancora i suoi occhi carichi di follia pura e odio verso il genere umano. Fu il giorno. Nel giro di un mese trovò un altro lavoro e nel giro di altri due poté liberarsi di quel male  che le provocava ansia continua. 

L'insegna è l'unico filo che la lega al passato. Per fortuna non le fa nessun male guardarla. Il tempo è un gran medico, cura le ferite e libera cuore e mente.  Inspira profondamente il profumo di fiori del parco vicino. Libertà.

La violenza contro le donne può assumere contorni spaventosi anche all'interno dell'ambito lavorativo. Non dimentichiamo e proteggiamoci. Con questo post partecipo all'iniziativa di Daniele Verzetti sul tema della violenza sulle donne. QUI per conoscere meglio l'iniziativa.



VI AUGURO NUOVAMENTE UNA PASQUA SERENA E COLMA DI AMORE, PACE, SALUTE.

03 aprile 2021

[SABATO DI POESIA] LA PACE DI LI TIEN MIN


Dal Web

Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o studente,
o commerciante:
se ti chiedono
qual è la cosa
più importante
per l’umanità
rispondi
prima
dopo
sempre:
la pace.

(Li Tien Min - storico e politico taiwanese)


Amici miei, oggi il mio sabato di poesia è dedicato alla pace e alla Pasqua di Resurrezione.

Vi auguro di passare i giorni di festa nel modo più sereno possibile. La serenità e la pace sono doni di cui, oggi più che mai, necessitiamo.

Non aggiungo altro.


Serena Pasqua a tutti voi.

01 aprile 2021

[RIFLESSIONI] CHE VALORE HANNO GLI ERRORI?


spremutedigitali.com

In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui sentiamo per intero la fragilità dei passi e delle azioni, i dubbi complicano molte delle nostre decisioni. Siamo insicuri, poco determinati, assillati da migliaia di domande. Stiamo cambiando la stessa percezione di noi stessi, subendo l'influenza di quelli che ci sembrano più sicuri di noi, perfino di chi incontriamo sui social.