29 agosto 2020

IL SONDAGGIO DELLA LEGA SU FACEBOOK




"Questa volta, vorrei risparmiare le mie parole concentrandomi poi sui commenti che scriverete.
Vi copio e incollo il testo del servizio de La Repubblica di due giorni fa:

"La Lega lancia un sondaggio sulla pagina Facebook ufficiale del partito (Lega - Salvini premier) chiedendo di scegliere "il peggior ministro della storia". Nella scelta, il partito di Matteo Salvini indica 4 nomi, tutte ministre donna. Si tratta della titolare del Viminale Luciana Lamorgese, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina quella dell'Agricoltura Teresa Bellanova e l'ex ministra del Lavoro Elsa Fornero. Il post online da una decina di ore ha ottenuto circa 300 condivisioni e 3600 commenti moltissimi dei quali di hater che non hanno risparmiato messaggi di odio e insulti alle ministre messe alla gogna.

Non sono mancati, tuttavia, post che attaccano l'iniziativa, come quello di Matthias Jiury Rabbione che risponde al sondaggio pubblicando la foto del leader leghista con la didascalia "Eccolo il peggiore". O come quello di Michele Angelotti, che, postando una foto di Salvini in spiaggia, commenta: "Se questo è un ministro, voto 5".
Non è la prima volta che il sito Facebook di "Lega - Salvini premier" scaglia sondaggi sessisti contro avversarie politiche. In passato erano state prese di mira Laura Boldrini e Cécile Kienge."

Chissà cosa ne pensate voi, amici miei, dell'ennesimo attacco alle donne da parte di un partito politico che non ci risparmia niente in quanto ad indecenza e vergogna.

28 agosto 2020

IL RISPETTO DELLE REGOLE 2: BENEVENTO E SALVINI


È notizia di ieri che il sindaco della mia città di origine, Clemente Mastella, ha multato il leader della Lega Salvini, perché, arrivato  a Benevento per un "intervento politico" andava in giro per il centro storico, senza mascherina al volto, fermandosi spesso tra la calca a fare selfie. Aggiungo che, gli era pure stata regalata la maglia del Benevento Calcio, tornato in serie A.
La indossava con la sua aria da piacione. 
Peccato che la Curva sud della squadra si sia dissociata dal quel presente con il comunicato stampa che agevolo. 
Mai stata così fiera di essere sannita💛❤


27 agosto 2020

IL RISPETTO DELLE REGOLE

Sono veramente incazzata. In questa mia vacanza da girovaga, ho avuto modo di passare gli ultimi giorni in almeno tre regioni dal momento in cui è stato approvato l'ultimo decreto che impone a tutti di portare la mascherina dalle 18,00 della sera fino alle 3,00 del mattino dopo. Tralasciando il ridicolo degli orari ormai il nostro governo sbanda tra una "misura" arrangiata e l'altra, queste sono le situazioni in cui mi sono trovata, a partire dal 16 agosto. 
Lazio: erano i primi giorni, quasi nessuno  era al corrente della novità. I vigili di Roma, inferociti dal loro divenire cani da guardia, avvicinavano la qualsiasi, uomini, vecchi e bambini, imponendo la mascherina con cipiglio rabbioso. Devo dire che la maggior parte delle persone, quasi terrorizzate, andavano in giro con la mascherina incollata al viso e rigoli di sudore come se piovesse.
Campania: ricordiamo l'effetto De Luca vero? Beh, dalle mie parti ho assistito ad una buona disciplina. Non avrei mai detto che la mia gente fosse cosi osservante delle regole, ma tant'è. Lo "sceriffo" funziona.
Puglia: e qui c'è la vera nota dolente del mio viaggio. Sappiate che dei 1367 positivi di ieri, dell'aumento esponenziale giornaliero, non gliene frega proprio niente a nessuno. 
Come sciami impazziti, vagano o si appostano ovunque, senza alcun ritegno. Tra le strade, nei negozi, nei locali. Al grido "l'estate è nostra e non ci rompete le ..." vedo in giro situazioni disastrose. Passo tra la gente con la mia mascherina ben stretta al viso, augurandogli di prendersi un bella febbre da covid a voce alta, mentre dopo avere sentito le mie maledizioni, i bei tomi si girano con sguardi stupiti aprendo un varco per farmi passare.
 Si lo so che sono stronza, ma cazzo... non ne posso più. È da febbraio che rispetto le regole, sono stata in casa oltre due mesi, avevo perfino paura ad uscire alla fine del lock down. Sono andata in spiaggia con la mascherina e nei luoghi chiusi l'ho sempre portata. Dal 16 agosto ho ripreso con la sauna all'aperto, cerco di non dimenticare nulla di quello che ho visto e subito in Lombardia. Mi preoccupo per gli altri oltre che per me stessa, ma che il covid vi colga tutti...

Scusate lo sfogo, ma i pugliesi e il resto delle balene di turisti adagiati sulle loro spiagge e nei loro luoghi di villeggiatura, mi hanno davvero fatto saltare i nervi... come va altrove? Meglio?

23 agosto 2020

EQUILIBRI

Per mettere il mondo in ordine, dobbiamo mettere la nazione in ordine. Per mettere la nazione in ordine, dobbiamo mettere la famiglia in ordine, Per mettere la famiglia in ordine, dobbiamo coltivare la nostra vita personale, Per coltivare la nostra vita personale, dobbiamo prima mettere a posto i nostri cuori.”
(CONFUCIO)


Cosa ne pensate della frase che ho postato?
Siete d'accordo?

Io ritengo che l'equilibrio familiare sia la base sulla quale va costruita la persona. Senza, restiamo delle canne al vento. Poi possiamo raccontarcela come ci pare. Millantando sentimenti, persone e situazioni. Favoleggiando su amicizie e relazioni. Ma se mi guardo intorno, la cosa che mi riempie il cuore di tristezza e vedere due fratelli che non si parlano. O dei genitori abbandonati... facciamo ordine nei nostri cuori.

20 agosto 2020

I COLORI DI ROMA


Era giusto dedicare un post alla bellezza di Roma. Decadente ma piena di poesia. Puntando l'attenzione  sui suoi colori.

Il blu: il cielo di Roma tra nuvole e Pantehon.

Pantheon - foto privata
Oro: della Chiesa simbolo del cattolicesimo: San Pietro.
Altare Bernini - San Pietro - foto privata 
Bianco marmo: Arco di Costantino. Alla fine del Foro romano ti accoglie in tutta la sua abbagliante bellezza.



Arco di Costantino - Roma - foto privata



Arancio: i colori brillanti tra foglie e luci al tramonto
Corte di Cassazione - Roma - foto privata


Rosso: un pantone incredibile il tramonto sul Tevere.





 Voi a Roma ci siete mai stati? L'amate? Cosa ricordate? Per quel che mi riguarda ne apprezzo la storia e i colori ma preferisco altre città italiane.

15 agosto 2020

FERRAGOSTO


Porto Santo Stefano agosto 2020

Buon Ferragosto a tutti voi, assieme a chi amate e come volete.


13 agosto 2020

I SAPORI DELLA NOSTRA INFANZIA

Ladispoli 12 agosto 2020
Ieri, dopo oltre trent'anni dall'ultima volta, ho riassaporato la pizza bianca che mangiavo a merenda quando ero in vacanza nel Lazio. Avete presente quei sapori dell'infanzia che non è possibile dimenticare e che ti accompagnano per tutto il resto della vita facendoti brillare gli occhi di malinconia solo a pensarci? I miei occhi brillano e il mio palato è felice. La tipica pizza che mangiavo da bambina, la prepara tutti i giorni Giancarlo Marchionne nel suo "Vapoforno" di Ladispoli. La pizza bianca romana dop, tradizione che mantiene con cura e attenzione. 

Ma quanti sono i ricordi che leghiamo ai sapori che ci ricordano l'infanzia?

Quali sono i vostri? Li ricordate? Avete voglia di parlarne?


PS: sono in vacanza ma è bello condividere le mie emozioni assieme a voi.

10 agosto 2020

COSA SARÀ



Scrivere in rete per me è stato come cominciare un'avventura. Partecipare, discutere, ridere, scherzare con altri, molti dei quali non conosco dal vivo  e probabilmente non conoscerò mai.
L'avventura è poi diventata una cosa seria, parafrasando Battisti, perché, innanzitutto, mi ha aiutato a conoscermi meglio e poi mi è servita a fare della scrittura il vero canovaccio della mia vita. A volte scrivo di getto, incurante degli strafalcioni, come adesso.Altre volte, per i post delle mie rubriche che curo fino allo spasmo, viene fuori tutta la perfettina che è in me. Perché ci tengo a che voi leggiate cose interessanti, vere e documentate.

Sacrosanto è il diritto di poter dire quel che mi pare, avendo però cura di mantenermi nei limiti del rispetto sia riguardo gli argomenti o alle persone di cui tratto, sia nei confronti di chi mi legge. Da me difficilmente si incappa in battaglie più o meno cruente, con sangue "virtuale" versato. Credo che in 10 anni di web sia capitato un paio di volte e non per colpa mia.Forse è stata solo fortuna, forse è il modo in cui mi pongo verso gli altri. Non sono presuntuosa, non sono arrogante. Non penso di essere più intelligente di tutti. Ho chiesto scusa quando era doveroso farlo. Ho detto "ho sbagliato" quando avevo sbagliato.
Cosa sarà del mio angolo, non lo so. Spero si possa continuare così assieme a voi, amici miei. Che colorate e arricchite il mio blog e mi regalate intelligenza, sapienza condita con grande sensibilità. 

Intanto, vado via per qualche giorno, sono stati mesi difficili, lo sappiamo bene tutti. Ma resto collegata e cercherò di seguirvi anche da lì.

A tutti, un grande abbraccio circolare, che vi arrivi ovunque siate.

A presto



09 agosto 2020

HO MOLTO TACIUTO: ADDIO A FRANCA VALERI





Immagine presa in rete





“Io sono molto benvoluta e mi chiedo il perché, mi chiedo se me lo merito. Poi, riflettendo, qualcosa ho fatto. Ho molto taciuto. Non è poco.”


Ti avevamo appena festeggiato qualche giorno fa, qui sul mio blog, per i tuoi meravigliosi 100 anni.

Ciao Franca, che la terra ti sia lieve.


08 agosto 2020

SABATO DI POESIA: LA LIBRERIA DI CHANDRA LIVIA CANDIANI





Sono i miei libri
le parole
che di notte sussurrano
da sole,
ebbre
vagano su un’aria delicata,
di carta,
fruscio di versi
frastuono del vocabolario,
se anche bruciano
i personaggi dei romanzi
restano le reti delle mani
che si tendono
verso uno studiato mondo
che ora senza orizzonte trema
percorsi di silenzi, battiti.
Non sono madre
né padre
ma un elenco
di legno e vuoto
che sorregge
numerata prole
nel guscio di noce
di un pensiero solo,
organino che suona notturni
nel colloquio
di silenzi.
 Fatti vivo (Einaudi, 2017)

06 agosto 2020

IL REGALO PIÙ BRUTTO RICEVUTO





Sono assolutamente convinta che sia capitato a tutti noi.
Il regalo bastardo.

Quello inaspettato, brutto, magari anche costoso. Inappropriato. Ricevuto dal più caro amico/amica, dalla fidanzata, dal marito, dalla compagna.Dalla mamma o dal papà, da un fratello. Dalla suocera. 

Ci cascano tutti prima o poi.

Il regalo di compleanno, matrimonio, anniversario, laurea.

Eh sì, che sóla  quella volta che...

A me è successo, numerose volte. Agevolo alcune occasioni.

Anniversario di matrimonio. Quando mi è stato regalato un elettrodomestico da cucina. Un consiglio mariti: non fatelo mai. Piuttosto un mazzo di fiori. Mica vi devo spiegare il perché, vero? Mio marito è stato perdonato, sono una santa donna. Ma non ci ha provato mai più. RIPETO. MAI PIÙ.

È successo solo una volta ad un mio compleanno. mi è stata regalata una borsa di boh forse plastica (avete presente quel tessuto plastificato della Mandarina Duck?) color cacchina. Una roba indefinibile, orrenda. Appena è andata via la persona che me l'aveva regalata è finita immediatamente nella sacco della indifferenziata, che non avevo capito nemmeno quale fosse il materiale.

Poi c'è Natale. Tra regali evidentemente riciclati e che denotano l'assoluta mancanza di fantasia o di tatto del donatore, nel farvi l'elenco avrei solo l'imbarazzo della scelta. Ma soffermandomi sul Natale scorso, il più brutto è stata quella pietra new age dal colore viola che mi ha lasciato a bocca aperta per almeno un quarto d'ora. Io e il new age siamo una cosa sola, che credete😁 Dopo il momento di smarrimento sono scoppiata in una risata fragorosa. La pietra è finita nell'angolo kitsch di casa mia. Fronte muro e amen.

E voi? 

Dai non fatevi pregare, denunciate pure, senza paura. Vi sentirete subito meglio perché si sa che quei regali lì restano sullo stomaco😎😎😎

04 agosto 2020

POSTITIZIE: QUANDO LE PROMESSE SI MANTENGONO



Io non ricordo il "colore" del sindaco di Venezia. 
Ho letto che ha donato tutti i suoi stipendi dal 2015 ad oggi, ad un fondo di solidarietà sociale  che si occuperà di diversi progetti. Sono circa 60 e riguardano molti quartieri della città. Il totale raccolto nei cinque anni è di 433 mila euro che verranno messi a disposizione di 150 associazioni operanti sul territorio.

Luigi Brugnaro ha detto in conferenza stampa:

"L’avevo annunciato in campagna elettorale e adesso mantengo questa promessa.  Ho fatto il sindaco lavorando molte volte per 15-16 ore al giorno, ma ho sempre detto che non avrei percepito un euro di denaro pubblico. L’unica cosa che ottengo dal Comune è il caffè."


E dato che siamo abituati alle parole e non hai fatti mi sembrava importante segnalarvi, che a volte, i fatti accadono.

Bravo Brugnaro. Stai cercando di far dimenticare a tutti la storia dei libri ritirati dagli asili e dalle scuole d'infanzia  e del trust familiare? Giusto?





Fonti: Positizie.it

02 agosto 2020

2 AGOSTO 1980 - PERCHÈ NON POSSO DIMENTICARE



Oggi sono quarant'anni dalla strage di Bologna. E vi ripropongo un mio vecchio post pubblicato nel 2014. Conoscerete qualcosa di più di me, del mio passato. Io non posso dimenticare, nessuno può e nessuno deve.



"Sappiate che per me non è facile raccontarvi questa storia.
Soprattutto perché non è una storia." (Mariella Esse)

Era bella la stazione di notte. C'erano delle luci gialle che la illuminavano.  E le davano come un aura magica e un po' speciale. Sono tutte belle e un po' misteriose le stazioni in notturna. In quelle grandi con traffico internazionale, vedi lombrichi poco illuminati fermi sui binari, che sono tanti. Vedi i loro numeri e la gente che dorme o che ti osserva, esattamente come stai facendo tu, che sbirci al buio della tua "stanzetta" ciò che accade nella "stanzetta" di fronte. 
C'è chi mangia un panino e chi chiacchiera, perché lungo è il tragitto e tanta la strada ferrata ancora da percorrere.

La stazione bianca mi piaceva sempre tanto. Ci passavo in media un paio di volte l'anno. Andata e ritorno da Milano.
Ero sempre contenta all'andata. Assaporavo le vacanze nella mia città preferita. A casa dello zio.
Premio che arrivava alla fine di ogni stagione scolastica.
Lo aspettavo tutto l'anno. Con frenesia. Stretta com'ero tra le mura antiche e pur bellissime della città di provincia che mi aveva dato in natali. Che amavo ma che non comprendevo.
Consapevole che ci fosse altro. Ad di là di quelle montagne. E di quelle "FORCHE" che avevano piegato i romani.

E l'altro per me era Milano.
L'estate calda e afosa della città mi accoglieva, con tutta la sua altezzosità.
Le strade lunghe e larghe, le guglie del suo duomo. gli alberi dei suoi parchi. Ma anche borghi quasi nascosti alla cui fine c'era l'università, che un giorno mi avrebbe accolto e sopportato, tra le aule vecchie e il porticato del suo giardino. Ricca di opportunità che mai sono state negate ad alcuno. Almeno allora.
Quando tornavo ero sempre triste. Mi sembrava che fosse sempre troppo lungo il tempo da trascorrere prima del mio ritorno.
E i giorni precedenti erano volati. Mi aspettavano il mare e le vacanze. Un mese intero in cui sarei stata con tanti amici con i quali mi rivedevo ogni anno, sulla spiaggia bianca di quel paesino abruzzese che adoravo.
Eppure, quella notte le luci gialle mi immalinconivano. Niente di particolare. Sembrava che tutto fosse sospeso, come quando aspetti qualcosa che non conosci ancora, ma che sai, arriverà.
E poi io di notte non dormivo mai. 
Una paura atavica, che mi aveva trasmesso il mio papà ferroviere. "Sempre un occhio aperto di notte, bambina mia."

Il primo stop era Foggia. Ma non terminava lì il mio viaggio. Mio zio mi accompagnava fino al treno che mi avrebbe riportato a casa. Un abbraccio e il silenzio carico di parole di affetto tra due che si considerano un'altra figlia e un altro padre.

L'arrivo a casa, intorno alle 12,00 del mattino. Mio padre che mi corre incontro e mi abbraccia. Talmente forte che meraviglia me per prima. Lo prendo in giro dicendo "ehi ma son tornata non sto partendo per L'America". Lui che mi accarezza e piange.
Io che lo abbraccio forte ma che non capisco.
E poi a casa. Le immagini dal televisore. Il fumo, le barelle, i teli bianchi sui corpi. I nomi. Non vedo più le luci gialle e la stazione bianca. Vedo solo il dolore, la rabbia. I visi di chi cerca disperatamente qualcuno o qualcosa di quel qualcuno. Le autoambulanze. Un autobus rosso che accoglie i feriti. 
Le domande. I dubbi.
Oggi, dopo oltre trent'anni, non hanno ancora trovato risposta.



Ciao BOLOGNA.






01 agosto 2020

SABATO DI POESIA: AMAI DI UMBERTO SABA




Amai trite parole che non uno osava.
Mi incantò la rima fiore
amore,

la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l'abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona 
carta lasciata al fine del mio gioco.



(Umberto Saba - Il Canzoniere sezione Mediterranee - 1946)



Note bibliografiche

Umberto Saba, al secolo Umberto Poli, nasce a Trieste nel 1883. Morirà a Gorizia nel 1957.Grandissimo poeta, scrittore e aforista italiano.
Quasi impossibile ricondurlo ad una corrente poetica. Era uno spirito libero e forse, in Amai, che vi ho postato oggi, c'è il sunto di quel che era per lui poetare, il suo manifesto poetico. Amo la sua essenzialità e la sincerità che traspare in ogni riga. Forse perché amo la verità come lui.