Visualizzazione post con etichetta la bambina yetterdei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la bambina yetterdei. Mostra tutti i post

11 novembre 2023

[SABATO DI POESIA] Now and Then - Beatles


dal Web 


I know it’s true
It’s all because of you
And if I make it through
It’s all because of you

And now and then
If we must start again
Well, we will know for sure
That I will love you

Now and then
I miss you
Oh, now and then
I want you to be there for me
Always to return to me

I know it’s true
It’s all because of you
And if you go away
I know you’ll never stay

Now and then
I miss you
Oh, now and then
I want you to be there for me

I know it’s true
It’s all because of you
And if I make it through
It’s all because of you

(John Lennon - 1977)



Note e riflessioni 


Per me, fan dei Beatles  praticamente dalla nascita, (chi mi segue da sempre conosce bene la storia della bambina Yetterdei) la pubblicazione del nuovo singolo dei fab four, ha il profumo di un evento epocale. Mi sono seduta in un angolo e l'ho ascoltato una, due,dieci, tante volte.  Registrata da John nella sua casa a Nyc con in evidenza la scritta "for Paul". Ho immaginato il passaggio del pacchetto dalle mani di Yoko a quelle di Paul. Ho sentito forte l'assolo della chitarra di George, forse il suo ultimo, e la batteria che Ringo suonava un po' provato dall' emozione. Infine la rabbia di Paul che non riusciva a dare un senso al tutto e che ci aveva quasi rinunciato, mentre gli anni passavano. Fino allo scorso anno, quando grazie all'apprendimento automatico (Intelligenza Artificiale) si è riusciti a pulire la voce di John dal resto dei suoni della cassetta e la canzone ha preso vita. 

Non dirò che il brano è un capolavoro. Ma ho la consapevolezza di comprendere  che la meraviglia di ritrovarli nuovamente insieme, è il miracolo che non mi aspettavo e che noi fan ci meritavamo. Perché il loro linguaggio resta universale e non è poco sentirli ancora una volta parlare di amore ora, in questi tempi estremamente duri e imperfetti.

Grazie❤️

PS: NON PERDETEVI IL VIDEO.




18 giugno 2022

[SABATO DI POESIA] Here, there and everywhere (Ovunque) di Paul McCartney







Testo originale
To lead a better life
I need my love to be here
Here
Making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there's something there
There
Running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking, but she doesn't know he's there
I want here everywhere
And if she beside me I know I need never care
But to love her is to need her
Everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes, and hoping I'm always there
I want her everywhere
And if she's beside me I know I need never care
But to love her is to need her
Everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping I'm always there
I will be there
And everywhere
Here, there and everywhere

16 giugno 2022

[POSTITIZIE] Eva e i Red Hot Chili Peppers

 

Eva e Frida - Repubblica.it


Eva ha otto anni e uno dei suoi più grandi desideri è quello di poter ascoltare e e vedere dal vivo il suo gruppo musicale preferito: RHCP. 

19 giugno 2021

[SABATO DI POESIA] HERE, THERE AND EVERYWHERE DI PAUL MCCARTNEY


To lead a better life, I need my love to be here
Here, making each day of the year
Changing my life with a wave of her hand
Nobody can deny that there's something there
There, running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking
But she doesn't know he's there
I want her everywhere
And if she's beside me
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I want her everywhere
And if she's beside
I know I need never care
But to love her is to need her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching their eyes
And hoping I'm always there
I will be there, and everywhere
Here, there and everywhere

Traduzione
Qui, là e in ogni luogo

Affinchè la mia vita sia migliore
Ho bisogno che il mio amore sia qui

Qui, cambiando la mia vita ogni giorno
Con un movimento della sua mano
Nessuno può negare che là ci sia qualcosa

Là, passando la mano tra i suoi capelli
Pensando entrambi come può essere bello
Qualcuno sta parlando ma lei non sa che è là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

La voglio in ogni luogo
E se mi è vicina so che non ho bisogno di nient'altro
Ma amarla è aver bisogno di lei

In ogni luogo, sapendo che l'amore è condividere
Ciascuno credendo che l'amore non muore
Guardando i suoi occhi e sperando di essere sempre là

Essere là e in ogni luogo
Qui, là e in ogni luogo

(PAUL MCCARTNEY 1966)



NOTE BIOGRAFICHE DELL'AUTORE

Sir Paul McCartney nasce a Liverpool il 18 giugno del 1942. Ieri ha compiuto 79 anni.  È un  polistrumentista che non ha mai imparato a leggere uno spartito. Si dice sia morto nel 1966 in  un incidente d'auto. No scherzo, mi piace citare questa leggenda che mi fa tanto ridere. Ha scritto la mia canzone preferita Yesterday e tanto altro che non basterebbe un'intera enciclopedia a lui dedicata per elencare tutto. Alcune sono delle belle canzonette che tutti più o meno conosciamo e canticchiamo a bassa voce. Altre invece, sono dei veri e propri capolavori. Per musica e parole. Tra le sue più belle, quella di cui vi parlo oggi chw fu pubblicata in Revolver, album del 1966.  Scritta di getto, come suo solito, un pomeriggio che era andato a trovare John e lo aveva trovato addormentato. Nell'attesa che il padrone di casa si svegliasse, buttò giù la melodia e gran parte del testo. John poi, lo aiutò a perfezionarlo e disse della canzone che gli piaceva molto di più di tutte quelle che lui stesso aveva scritto per l'album. Un elogio notevole, venendo da Lennon, che era piuttosto parco in  complimenti sia su altri che su se stesso.  Ho sempre sospettato che non fosse una canzone d'amore dedicata alla sua donna del momento ma fosse, più semplicemente, una dedica al vero amore, quello a cui ognuno di noi aspira, durante tutta la vita.




Fonti: The Beatles Lyrics - Hunter Davies

28 marzo 2021

[BLOGGING] UN MILIONE DI MOTIVI PER RESTARE QUI


Un bacio da qui💋

Dieci anni di blog sono tanti. Un milione di visite pure. È cominciato come un gioco non sapendo per quanto tempo avrei avuto voglia di mettere nero su bianco i miei pensieri. Passavo dai quadernini sempre pieni zeppi di pensieri e di sensazioni, ad un block-notes  virtuale. Con quasi un anno di rodaggio su siti diversi  e alle spalle altri due blog che avevo aperto e poi chiuso perché le  piattaforme non mi soddisfacevano. Ad un certo punto mi decisi a puntare su blogger. E qui sono rimasta, dal novembre del 2011 ad oggi.

08 dicembre 2020

MUSICA: QUARANTA ANNI SENZA JOHN LENNON

 

Da amante dei Beatles prima e di John Lennon poi, ci ho messo due viaggi a New York prima di trovare la serenità giusta per affrontare il Dakota Building e quello che rappresenta. Uno dei più bei palazzi di Manhattan, situato di fronte a Central Park, al numero 1 della 72nd West. Sembra un castello con gli abbaini e le torrette che spiccano verso il cielo. Un luogo tristemente noto a causa dell'omicidio della più grande star del rock di tutti i tempi, avvenuta l'8 dicembre del 1980.


Dakota Building - foto privata

Vi si arriva con la metro, fermata Wash Square. Distanza dal palazzo che fa angolo  con il parco: solo 5 minuti a piedi. Il passo veloce e  la consueta "strana" abitudine che nasce a NYC: guardare sempre in alto. Sempre su.  Ed ecco, l'ampia entrata con il cancello in ferro battuto visto e rivisto nelle innumerevoli immagini dell'attentato. Una guardia all'ingresso che senza parlare ti invita a fare pure le foto se vuoi ma a tenerti a debita distanza. Io non ce l'ho fatta a scattare. Quelle che vedete sono di mio marito. Sono rimasta attaccata ai cartelli, silenziosa, con il cuore che batteva forte mentre tutto di quella dannata sera di quarant'anni fa, tornava a farsi appena ieri.



Entrata del palazzo - foto privata

Alla fine, col cuore in gola, ho abbandonato mio marito e mi sono diretta all'incrocio con il parco. Ho attraversato senza più guardare indietro, mentre sentivo che più mi allontanavo più la stretta interiore mordeva meno. Non mi sono mai rassegnata e mai mi rassegnerò ad una morte assurda, ad un omicidio compiuto da un ragazzo instabile che da giorni stazionava sotto casa di John con nella testa un'idea folle, avere con lui un rapporto esclusivo. Quel mattino  era riuscito nell'intento di farsi autografare Double Fantasy e a parlarci per un attimo. Cosa abbia fatto poi, fino a sera, non si sa. Sarà rimasto appostato nell'ombra con la pistola nella giacca. Joko e John sono rientrati dalla sala d'incisione molto tardi, avendo anche rinunciato ad andare al concerto del loro amico David Bowie.  Lì è stato un attimo: lo ha chiamato (forse) gli ha puntato la pistola alle spalle  e ha fatto fuoco: cinque colpi, velocemente. Quattro centrarono il bersaglio.  Ore 22,50: la vita di JOHN LENNON cominciava a spegnersi sotto casa. Sarebbe morto al Roosevelt Hospital,  pochissimo tempo dopo. Nello stesso momento in cui, dagli altoparlanti della radio dell'ospedale, si sentivano le note di All My Loving.

Entrata al Strawberry Fields Memorial  - foto privata

Ho raggiunto il Memorial voluto fortemente dalla moglie. Un ampio giardino circondato da alberi  e piante in perfetta armonia. Una oasi meravigliosa dove riflettere silenziosamente e pregare. All'interno del mosaico spesso ci sono fiori freschi e candele accese. Quel giorno era vuoto, allora sono entrata nel centro e mi sono fatta scattare una delle foto che ho più care. Seduta poi al lato, sulle panchine che stazionano intorno, sono rimasta a pregare. Sì pregare, affinché le più belle parole di pace che siano state mai scritte continuino a portare quella  magnifica utopia in giro nel mondo. Arrivando al cuore degli uomini in grado di ascoltarle e farle proprie. 

IMAGINE - foto privata



"Immagina tutte le persone che vivono la vita in pace, tu puoi dire che sono un sognatore, 

ma non sono il solo. Io spero che un giorno tu ti unirai a noi e il mondo sarà come una cosa sola."


(IMAGINE - JOHN LENNON)



Etichette: John Lennon


30 novembre 2020

[INTORNO A ME] LA PAZZA LISTA DEI MIEI DESIDERI

 

Ho sempre avuto un'immaginazione molto fervida. Fin da ragazzina ho sognato di realizzare piccoli e grandi desideri, sperando di esaudirli prima o poi. Tutti belli, speciali e un po' folli, esattamente come me.

Allora vi propongo un gioco, facciamo una lista di cinque desideri praticamente impossibili che vorremmo realizzare e li indichiamo qui, cosa ne dite?

Parto con i miei:


5) SALIRE IN CIMA A MACHU PICCHU. Desiderio che coltivo fin da quando ero bambina. Mi agita l'idea di poter avere problemi di respirazione visto che si tratta di arrivare a circa 2400 metri di altezza. Ma non mi fa desistere dall'intento. Al massimo porterò con me una bombola di ossigeno!

DAL WEB

4) FARE SHOPPING SFRENATO SU RODEO DRIVE A L.A. Naturalmente indossando i mitici stivali di vernice che Julia Roberts calzava in Pretty Woman. Sembrerò una vecchia "passeggiatrice" nostalgica, ma si vede di tutto su quella strada. Potrei perfino passare inosservata😆

JULIA ROBERTS DA PRETTY WOMAN

3) CANTARE A SANREMO. Sì ragazzi, un desiderio che accarezzo da quando, poco più che bambinetta, "stracciavo l'anima" alla mia famiglia, col mio piccolo mangiadischi rosso e nero inventando  le parole di Yesterday e esercitandomi con la spazzola davanti allo specchio. Mio marito dice che, se ci fosse stata ancora la Corrida di Corrado sarebbe stata la "dimensione giusta" per me. Ma che ne vuol sapere lui che a Sanremo c'ha cantato davvero😎

Teatro ARISTON (dal web)

 
2) SFILARE PER GIORGIO ARMANI. Per me Re Giorgio è il top del top degli stilisti. Nessuno è come lui. Dire Giorgio Armani è riconoscere l'eleganza assoluta, il fascino inarrivabile. Naturalmente, con il mio fisico da silfide potrei permettermi di indossare senza batter ciglio e soprattutto senza respirare,  qualunque sua creazione. Come la meraviglia  indossata da Julia Roberts nel 2008 (sempre lei) sul red carpet del Gala Met, al fianco dello stilista dei miei sogni. Che poi il bianco sfila o è il nero?😜


JULIA ROBERTS E GIORGIO ARMANI (dal web)


1)VINCERE L'OSCAR PER LA  MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE DELL'ANNO. E qui potete pure ridere fragorosamente ma se sogno di cantare a Sanremo, sfilare per Giorgio Armani, indossare gli stivali di vernice di Pretty Woman, volete che mi fermi ad un passo dal podio? Ecchecavolo, magari me lo consegna pure Michael Fassbender, che faccio, ci rinuncio?


AND THE WINNER IS...



Ora aspetto i vostri, non dico cinque ma almeno uno voglio vederlo scritto nero su bianco nei commenti!

NON ABBIATE REMORE E OSATE!!!


PS: prendete questo post con leggerezza. Fa bene stemperare le preoccupazioni del periodo con il sorriso e qualche risata. Buon inizio settimana.

09 ottobre 2020

[MUSICA] BUON COMPLEANNO JOHN (LENNON)

 


Il 9 ottobre del 1940 nasceva a Liverpool John Lennon. E oggi avrebbe compiuto 80 anni se quel maledetto 8 dicembre del 1980 il corso del suo tempo non si fosse di colpo interrotto a causa della follia di Mark Chapman.  E su quel selciato nell'Upper West Side di Manhattan io sono rimasta ferma ad ascoltare l'aria per cercare di cogliere tutto l'amore e tutta la personalità che nessun colpo di arma da fuoco avrebbe mai potuto portarci via. Ed infatti non è successo.

Se ci pensiamo il suo percorso artistico è durato poco più di vent'anni. Così intensi da sembrare molti di più. Perché la sua influenza nel mondo del pop e del rock'n'roll e assolutamente impossibile da quantificare. Io lo chiamo il visionario perché aveva il passo più veloce di tutti  e quel che coglieva prima degli altri lo trasformava in musica e poesia.  Poi i maligni dicono che le visioni dipendevano anche da altro ma io non gli do retta😎

Per ricordarlo, con tutto l'amore che posso e il mio è parecchio, eccovi una carrellata di video, partendo dalle basi, i BEATLES appunto e finendo con la sua attività da SOLISTA.

Poi chiudo con alcune foto scattate a Liverpool due anni fa, ve ne ho già parlato lo so. Ma mi piace perseverare nella mia follia😎










Liverpool museo dei Beatles maggio 2018


Liverpool promenade maggio 2018




Vi ho parlato di lui anche qui: poi uno dice le fissazioni...

IMAGINE DI JOHN LENNON: SIMBOLO DI OMOLOGAZIONE?

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP

LET IT BE: 8 MAGGIO 1970

SABATO DI POESIA: LET IT BE

LIVERPOOL

HOW?

HAPPY CHRISTMAS 

RAGAZZO GELOSO - JEALOUS GUY

LE DIECI CANZONI DELLA MIA VITA



14 giugno 2020

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP - BEATLES



Logica conseguenza al post di venerdì dedicato a YESTERDAY, la mia canzone del cuore, è che io vi parli di HELP! l'album di riferimento.

Nel 1965 i Beatles erano stremati, tra stanchezza fisica e mentale. L'anno precedente li aveva consacrati a livello mondiale e ora bisognava rafforzare e anche consolidare tutta la loro popolarità. Ma i problemi personali, soprattutto di John e Paul ,erano parecchi. Il primo era in piena crisi matrimoniale con Cinthia, passava intere giornate in casa ad ascoltare Bob Dylan(che influenzò in maniera palese la sua scrittura al momento di comporre le canzoni per il nuovo album)  e ingrassò a vista d'occhio. Il secondo invece, conduceva una vita sociale molto attiva al fianco della sua fidanzata, Jane Asher, una giovane attrice molto promettente. Paul non amava molto l'idea che le donne lavorassero (maschilista) e questo fu uno dei motivi per cui la relazione era destinata a naufragare. I due Beatles minori, George e Ringo, essendo meno colpiti dall'interesse del pubblico, facevano vita tranquilla e rilassata. Intanto, nel febbraio del 1965, il loro agente, George Martin, li "ricondusse all'ordine" e impose loro di dedicarsi al nuovo film in fase di realizzazione la cui colonna sonora cominciarono a registrare negli studi londinesi di Apple Records. Nasceva HELP!



La canzone che da il titolo all'album e che uscì come singolo apripista, fu scritta da John in piena crisi nostalgica nei confronti della sua infanzia. Qualche anno dopo l'artista dichiarò che fu una delle pochissime canzoni autobiografiche che compose.  Il grido d'aiuto era estremamente sincero. Ci sono dei versi che paiono sintetizzare il rovescio della medaglia di fama e successo: essere sballottolati in giro per il mondo senza comprendere mai appieno dove o chi fossero. Molto probabilmente era anche influenzato dalle prime esperienze con l'LSD e  alcuni momenti del testo, si potrebbero ricondurre allo stato di alterazione mentale dovuto all'assunzione dell'acido.

L'album è composto da 14 brani alcuni molto belli altri onestamente meno, con testi che spaziano dall'amore all'amicizia con accenni all'omosessualità (non loro ma di conoscenti) fino ad arrivare ad alcune canzoni come Ticket to Ride molto più complessa delle altre che ha acceso aspri dibattiti sulla sua interpretazione. Scritta da John ma a cui Paul sicuramente contribuì in larga parte, la più lunga realizzata fino a quel momento. Definita la canzone psichedelica (e qui torniamo alle droghe sperimentate nel periodo) la prima canzone heavy metal  della storia del rock, come la descrisse lo stesso John con alcuni riferimenti al turismo sessuale di Amburgo, dove avevano vissuto agli albori della loro storia musicale. Per quel che mi riguarda è una semplice canzone d'amore con un ritmo sostenuto, nulla più.

E poi c'è Yesterday. Paul disse di essersi svegliato un mattino con quel ritmo in testa convinto di averlo sentito chissà dove. Andò al pianoforte e la suonò dall'inizio alla fine. La frase musicale era arrivata tutta in un botto con la freschezza di un sogno, la ricordava perfettamente. Ma temendo di averla ascoltata altrove sottopose i suoi amici ad un mese di stress suonandola ovunque e cercando rassicurazioni a riguardo di un eventuale plagio. Ci mise dentro una frasetta frivola "scrambled eggs (uova strapazzate) a cui seguivano parole come oh my baby how i love your legs (piccola mi piacciono le tue gambe). Il testo fece ridere tutti ma la melodia aveva colpito e affondato.
Solo successivamente, mentre era in vacanza in Portogallo con Jane, riuscì a mettere insieme un testo adeguato. Venne fuori con la stessa facilità della melodia, anche se la storia non è così semplice da comprendere. La persona va via e lui resta lì a ricordarla e forse non si tratta di uno screzio sentimentale ma della morte della mamma. Quando sottopose la canzone al gruppo tutti all'unanimità la definirono "la canzone perfetta".  E convinsero Paul a cantarla in un assolo. Così è arrivata a noi. La canzone più bella del ventesimo secolo e la TOP 1 di tutti i tempi.


Ora vi lascio alle tracks dell'album e buon ascolto a tutti.


HELP - 6 AGOSTO 1965 -  PARLOPHONE RECORDS



FONTI:
THE BEATLES THE BAND THAT CHANGED THE WORLD - THERRY BURROWS
THE BEATLES LYRICS - HUNTER DAVIS

SIDE ONE



12 giugno 2020

YESTERDAY - LA BAMBINA YETTERDEI


Io sono la bambina Yesterday, o per meglio dire, la bambina Yetterdei. Non ricordo esattamente quando tutto cominciò. Forse è stata mia madre per prima a darmi il buffo soprannome, chissà. Ero poco più di un pulcino, vagavo per casa con uno scialle di lana azzurro fatto ai ferri sulle spalle, il cappello da ufficiale di mio zio Tonino sulla testa;  un mangiadischi rosso e nero attaccato alla mano quasi fosse un prolungamento naturale. Inserendo nel magico strumento un disco  cominciavo a cantare a modo mio estraniandomi dal resto del mondo. Avevo un’intera collezione di 45 giri a casa,tutti  di proprietà di mia madre e dei suoi fratelli.  I miei preferiti erano quelli di  Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Oltre ai BEATLES, naturalmente. La musica fu la mia prima conquista e negli anni è rimasta l’amica più fedele, quella che non mi ha  mai abbandonato. Oltre ogni buio e  ogni tempesta di vita.
Yesterday era un singolo del 1965 pubblicato dai FAB FOUR nell’album Help. Io lo ascoltai per la prima volta qualche anno dopo e da quel momento in poi, ha fatto parte di me;  io e  la canzone legate   a filo doppio. È la storia di un amore che non si comprende fino in fondo. Speciale, simbiotico, eppure a tratti distonico. Ne ho parlato diverse volte sulla mia pagina virtuale perché si tratta di amore viscerale.
Ma quella bimba in fermo immagine  che cantava in maniera tempestosa una canzone di cui non capiva appieno il senso, era una birba vera. Non fatevi distrarre dal suo ritratto tenero. Se qualcuno osava toglierle il mangiadischi poteva disperarsi senza tregua per ore intere. Un immagine così impressa nella mia memoria che ancora oggi sorrido nel ricordarla.
Vi ho già parlato tante volte della mia passione per i Beatles e oggi ci torno partendo da quella che, probabilmente, è la loro canzone più famosa. Una canzone che amo così tanto da ritenerla mia,assolutamente,sorprendentemente,indissolubilmente. Si conoscono di lei circa 2000 versioni realizzate ed io, oggi, ve ne propongo alcune partendo dalla prima ufficiale, fino alle più recenti. Tutte molto belle, di alcune vi sorprenderanno gli artisti che le hanno interpretate. Del resto lei è la regina, la vera ispiratrice, la musa immortale.

Lunga vita a YESTERDAY.


I Beatles alla prima presentazione pubblica nel 1965


Frank Sinatra

Ray Charles

Marvin Gaye

MINA

Billie Eilish


Lewis Capaldi


Adam Levine

Katy Perry

Hope

Himesh Patel


Paul Mccartney + Linkin Park+Jay-Z



Trovate altro su Beatles e Yesterday anche qui:






07 maggio 2020

LET IT BE - 8 MAGGIO 1970




Il 10 aprile del 1970 Paul McCartney annunciava al mondo la sua decisione di uscire dalla band pubblicando un album da solista: McCartney. 

L'ultimo lavoro dei Beatles uscì un mese dopo ma era stato realizzato precedentemente ad Abbey Road  e con non poche difficoltà. A partire dal cambio del titolo che inizialmente doveva essere Get Back.

Let It Be è il testamento  dei 4 scarafaggi londinesi; la summa degli attriti che portarono allo scioglimento.
All'inizio doveva essere un film per uno show televisivo  e come tale fu realizzato. Appartiene al documentario,ad esempio,  la storica versione di Don't Let Me Down sui tetti della Apple Records: Il concerto dal vivo fu poi interrotto dalle forze dell'ordine che intervenirono per disperdere tutte le persone che si erano radunate per ascoltarli. Anche qui degli antesignani. La madre di tutti i concerti sui tetti da lì in poi.

 La realizzazione, come disse il loro manager George Martin, non era stata un'esperienza felice, ormai era arrivato il tempo della fine della loro"relazione". Gli attriti erano fortissimi, tra Paul che già pensava alla sua carriera da solista e John Lennon che voleva diventare il nuovo "frontman" del gruppo e sempre più schiavo delle droghe e di Yoko Ono;  tutto questo  li stava di fatto condannando a morte. Litigavano per ogni cosa, dagli arrangiamenti agli accordi. Anche George Harrison ci metteva del suo, con grande insofferenza nei confronti dei due"leader" e meditando di dare vita ad un nuovo gruppo col suo amico Eric Clapton. L'unico che cercava di mediare e ci provò fino alla fine era Ringo Starr.
Ma ormai la parola THE END era un cartello pubblicitario ben acceso davanti a tutti loro.
La favola si concluse ufficialmente nel dicembre del 1970 ma andò avanti con denunce e cause legali per qualche anno ancora. 
Eppure, nonostante tutto, il disco fu un capolavoro. Era un lavoro pulito, senza troppe sovrapposizioni, senza suoni ricercati, senza influssi presi da altri mondi musicali. Nudo e crudo, scarno, essenziale.
Le canzoni li raccontano perfettamente, così come raccontano il loro mondo unico, avamposto di tutti gli altri.
L'8 maggio 1970 pubblicarono l'album. La morte del gruppo segnava l'inizio della loro leggenda.


Di Let it Be vi ho parlato recentemente, qui.

Vi lascio con quella che, personalmente, ritengo la canzone più bella dell'album, capolavoro tra i capolavori: The Long And Winding Road. La versione pubblicata fu  contestata duramente da Paul McCartney, gli arrangiamenti conclusi in sua assenza, non erano quelli pensati da lui, autore del brano. Si arrabbiò cosi tanto, che fece causa al resto del gruppo e l'Alta Corte Britannica gli diede ragione. Si ritenne fosse una delle sei ragioni valide che causarono lo scioglimento.
Eppure, la canterà live diverse volte. Naturalmente, la versione è quella che ha modificato successivamente e che poi è stata ripubblicata sia dai Beatles in alcune antologie, che da lui: Let it be ... Naked.

Ci sono poi stati diversi artisti che l'hanno cantata con versioni molto personali,  da George Michael a Billy Ocean, da Olivia Newton John a George Benson.

Se avete tempo e voglia ascoltatele. Sono così preziose che diventa difficile stabilire quale sia la più bella. Anche se io, un'idea  ce l'ho💖






















Fonti: The Beatles the band that changed the world - Terry Burrows










07 marzo 2020

SABATO DI POESIA: LET IT BE

When I find myself in times of trouble  Mother Mary comes to me  Speaking words of wisdom, let it be.  And in my hour of darkness  She is standing right in front of me  Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be. 
Whisper words of wisdom, let it be.  And when the broken hearted people  Living in the world agree,  There will be an answer, let it be.  For though they may be parted there is  Still a chance that they will see  There will be an answer, let it be.
 Let it be, let it be. Yeah 
There will be an answer, let it be.  And when the night is cloudy,  There is still a light that shines on me,  Shine on until tomorrow, let it be.  I wake up to the sound of music  Mother Mary comes to me  Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be.  There will be an answer, let it be.  Let it be, let it be,  Whisper words of wisdom, let it be.
Traduzione:
Quando mi ritrovo in momenti d’angustia Madre Maria viene da me proferendo parole sagge, lascia correre E nei miei momenti bui Lei si mette proprio davanti a me proferendo parole sagge, lascia correre
Lascia correre, lascia correre
sussurrando parole sagge, lascia correre
E non appena le persone col cuore spezzato che vivono nel mondo saranno d’accordo ci sarà una risposta, lascia correre Poiché anche se fossero disuniti permane ancora una opportunità che loro coglieranno ci sarà una risposta, lascia correre
Lascia correre, lascia correre, si
ci sarà una risposta, lascia correre
E quando la notte è offuscata da nuvole c’è ancora una luce che splende su di me continuerà a splendere fino a domani, lascia correre Mi sveglio al suono della musica Madre Maria viene da me proferendo parole sagge, lascia correre
Lascia correre, lascia correre
Ci sarà una risposta, lascia correre
Lascia correre, lascia correre sussurrando parole sagge, lascia correre.
Oggi, amici miei, un piccolo strappo alla regola del sabato. L'angolo della poesia celebra i cinquant'anni dall'uscita del singolo Let It Be. Per me, che li amo fin da quando avevo cinque anni, sarebbe stato impossibile non celebrare la ricorrenza. L'album omonimo di cui fa parte, sarà l'ultimo in cui canteranno tutti insieme, il preludio allo scioglimento. Esce il 6 marzo del 1970, anticipando l'LP. Il periodo tormentato che lo precede, tra angosce, liti e recriminazioni non faceva presagire nulla di buono. Si cercava di venire a capo ai problemi e agli attriti. Durante una notte agitata, Paul sognò sua madre Mary, morta quando lui aveva quattordici anni, che gli diceva di non preoccuparsi, che tutto sarebbe andato a posto. "Non sono sicuro che avesse proprio detto Let it be (lascia che sia) ma il senso era quello. Quel sogno fu una benedizione." Dal sogno alla canzone fu un attimo. Il brano più commerciale dell'intero lavoro ha un sapore quasi mistico, con accenni e allusioni bibliche, eppure resta un brano sentito e toccante. 
Nel maggio del 1970 uscì l'album. I Beatles già non esistevano più.
Iniziava la leggenda.
Fonti: The Beatles Lyrics - Hunter Davies