Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

13 novembre 2023

[CINEMA] "C'è ancora domani" per Delia e per noi






Io vi avverto, non sarà una recensione cinematografica anche se si parte proprio da lì, dal film di Paola Cortellesi che ha sbancato i botteghini superando negli incassi tutti gli altri film del momento e probabilmente anche il film Barbie. Sembrano  quanto mai lontane  le due pellicole o forse no. Io ci ho trovato un parallelismo che mi ha sorpreso.

Scrivo queste righe sull'onda dell'emozione che mi ha procurato la visione del film. Sono appena tornata a casa e batto velocemente sui tasti del mio mac. Non avrei mai pensato che sarei uscita dal cinema con il cuore in subbuglio e parole straripanti. 

Le parole. Quelle che le donne di allora dovevano tenere a freno. La bocca chiusa e e la  testa china.  E poi badare ai figli, ai mariti, ai genitori ormai anziani. Lavorando come si poteva, venendo pagate sempre meno degli uomini, per la sola ragione che, erano donne. Pronte alle botte, che arrivavano al mattino appena sveglie, schiaffi presi solo per tenere bene a mente che dovevano stare al loro posto. Un passo indietro, silenziose. In piedi perfino a tavola, mentre tutto il resto della famiglia mangiava. 

Quelle donne che, come Delia, la protagonista del film, accettavano ogni cosa, pronte ad umiliarsi per il bene della famiglia, per le loro figlie. Quelle donne che, con il loro silenzio, spiegarono alle generazioni successive, che il mondo bisognava prenderselo. Con il coraggio del silenzio, con la determinazione, con il loro esempio. Perché il semplice gesto di andare a votare per scegliere la democrazia, fu  un'incredibile rivoluzione. Un diritto che si presero  e che hanno regalato alle donne del futuro. 

A quelle che dopo di loro e grazie a loro, hanno potuto studiare, hanno scelto di vivere la vita come desideravano. Hanno ottenuto gli stessi diritti degli uomini, gli stessi salari, lo stesso peso.

Ah, dite che non è così, mi sto sbagliando? Che ci sono ancora troppe donne maltrattate, violentate, ricattate, lasciate in un angolo, figlie di un dio minore? Senza istruzione, senza diritti, senza peso? Che non si sentono abbastanza?

Sono passati quasi ottant'anni e quell'esempio non è servito? Allora sì, sono necessari film come quello meraviglioso che ho appena visto al profumo di oscar, diretto da una donna con gli  occhi colmi di coraggio, che ti lascia squassata per la sua bravura, davanti e dietro la cinepresa. Ci ricorda che nulla è perduto e ci sarà tanto da lottare, la strada da percorrere assieme e dico assieme, è ancora in salita ma abbiamo testa e cuore per poterlo fare. 

C'è ancora domani per Delia  e per noi.



PS: andate a vedere il film e alla fine non abbiate timore di applaudire forte più che mai.




19 febbraio 2023

[COMPLEANNI] Massino Troisi, grazie.


 


Caro Massimo oggi avresti compiuto settant'anni. Chissà cosa avresti detto leggendo tutti gli auguri che ti sarebbero arrivati.  Avresti incurvato le spalle sorridendo con ironia e pensato che "a salute" era riuscita ad accompagnarti per tutto il tempo necessario. E forse era quella la "quarta cosa" che ti era riuscita bene.

Mannaggia Massimo, peccato che non sia stato così. Perché me lo ricordo il tuo affanno degli ultimi tempi quando avevi già  paura di non riuscire a completare quel film che poi avrebbe regalato due Oscar, dal sapore terribilmente triste.

Mi ricordo tutto.

05 luglio 2021

[RIFLESSIONI] GUARDANDO TENET


Auracrave.com

Ieri pomeriggio mi sono concessa due ore e passa di relax e ho deciso di guardare uno dei film più osannati da critica e pubblico degli ultimi anni, finalmente in chiaro su SKY: TENET.

Non ho intenzione di recensirlo perché non ho le armi e la competenza adatta, mi limiterò a parlarvi di sensazioni e riflessioni  scaturite durante e dopo la visione.

È un film complicato nella trama, forse dovrei rivederlo almeno un'altra volta, ma non credo lo farò, per cui buona la prima. La prima ora è stata abbastanza noiosa tra inseguimenti e sparatorie, percorsi a ritroso nel tempo che non portavano da nessuna parte; insomma mi è sembrato senza capo né coda ma dato che sono testarda sono rimasta "vigile" e ho proseguito. E la ragione non erano solo i protagonisti principali anche se Robert Pattison è di gran lunga il migliore rispetto a Washington Junior e Kennet Branagh (la vera delusione per me)  che imperversano per tutto il film; è che volevo dare un senso alla visione. Poi all'improvviso, tutto  ha preso una velocità sorprendente e più si andava indietro più si correva. Man mano ho legato  i fili e i palindromi del film fino ad arrivare alla soluzione, a circa trenta minuti dalla fine.

Non mi ha lasciato indifferente, merita la sufficienza.  Quasi sorprendente, per me che non amo il genere. Mi sono resa conto che  non comprendere fino in fondo il senso del film è la sua forza: come dice ad un certo punto uno dei protagonisti: l'ignoranza è la nostra salvezza. E mi sono domandata se davvero, per certi versi e in alcune situazioni, non sarebbe molto meglio per tutti non volere arrivare a comprendere ad ogni costo, ciò che ci incuriosisce o stranisce.

Magari ti domandi perché  si è  voluto porre l'accento su una questione  immeritevole di discussione, poi lasci perdere, rendendoti conto che non ne vale la pena, che si tratta di una stupidaggine anche se al momento ci sei rimasto male. E da qui scaturisce anche un'altra riflessione: mentre osservavo le varie "manovre a tenaglia" nel film, i momenti in cui si torna velocemente indietro nel tempo, un palazzo che dopo aver subito un bombardamento crolla e subito dopo si ricompone fotogramma dopo fotogramma, mi è scattata l'idea che a volte ho avuto la tentazione di cancellare qualcosa che avevo detto o fatto. Chissà, poter correre velocemente indietro mi avrebbe consentito di ricucire un rapporto, rimediare ad uno sbaglio, sorridere a qualcuno.

Però non è possibile e si va avanti. Cercando di tenere sempre presente che le parole sono importanti anche e soprattutto quelle scritte. Restano lì a rammentarti che a volte sarebbe molto meglio tacere o misurare a priori la portata di quel che si dice. Ma spesso non ne abbiamo il tempo e quando ce ne rendiamo conto è troppo tardi.



28 giugno 2021

[DONNE] LA RIVOLUZIONE DELLA BELLEZZA



Kate Winslet (dalweb)


Credo di essere tra quelle persone che apprezzano  eleganza, stile e unicità per quel che riguarda l'essere femminile.  Oltre all'intelligenza, naturalmente, che è la base di qualunque scelta ci accomuni. La bellezza canonica invece,  su cui molte, troppe donne fanno  affidamento, suscita in me enormi perplessità. Specialmente quando donne molto belle sono visibilmente modificate da continui lifting e ritocchini che le fanno assomigliare paurosamente a palloncini tutti uguali e gonfi. Potrei fare una lunghissima lista di attrici e modelle che hanno fatto del chirurgo estetico il loro unico dio alla soglia dei cinquantanni, ma anche prima eh...


Per questo, quando l'altro giorno ho letto una delle ultime interviste alla splendida Kate Winslet, mi è venuto spontaneo un accenno di applauso. Pare che ci sia un'inversione di rotta in quel di Hollywood, sempre più signore del cinema affermano di non volersi più sottoporre al fotoshop sui magazine e preferiscono che si notino le rughe e i chili in più. Proprio Kate, durante la promozione della serie TV Omicidio a Easttown (consiglio di vederlo assolutamente), ha chiesto espressamente di non modificare i poster pubblicitari e di non tagliare una scena di sesso in cui la si vedeva chiaramente con la pancia pronunciata. Ma non è la prima volta per l'attrice,  spesso presa di mira con critiche feroci per le sue forme morbide e poco vicine ai canoni classici del "paradiso" cinematografico. 

Stiamo finalmente vendendo fuori dalla "grande illusione" dell'eterna giovinezza? Saremo state noi donne "normali" stanche e affaticate dalla quotidianità a dare il via alla nuova rivoluzione? Anche le star si saranno finalmente accorte che ciò che conta è quel che abbiamo dentro, quel che siamo, che ci rende meravigliose ed uniche, anche se abbiamo qualche chilo che ci appesantisce e la mattina è già tanto se usciamo di casa con un velo di rossetto sulle labbra e un tocco di rimmel sulle ciglia? 

Da sempre il mio mantra è quello di Anna Magnani. Da quando avevo vent'anni e non sapevo cosa fossero le rughe e  I rotolini di ciccia sui fianchi. Ma ho sempre pensato che sei "bella" quando la tua anima trasmette quel che ha imparato nella lunga corsa della vita, grazie allo sguardo e ai gesti che sgorgano spontanei e nessuna ruga mai ci renderà meno belle con quel carico di positività che ci portiamo dentro. Siete d'accordo con me? Lunga vita alle rughe e al nostro essere piacevoli e in armonia con noi stesse. 



“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!”

 (Anna Magnani)

03 gennaio 2021

[CINEMA] LA STRAORDINARIA VITA CINEMATOGRAFICA DI JULIA ROBERTS


dal web

Per chi non lo sapesse, ho una vera e propria venerazione per la Julia più famosa del mondo a cui devo fiumi di lacrime versati ad ogni scena topica dei suoi tanti film. Ma mi ha regalato anche tantissima allegria, che credete.Ad ogni nuova uscita cinematografica degli ultimi trenta e passa anni (shhh) mi ha sempre trovato pronta ad accogliere entusiasticamente ogni prova di attrice a cui, do sempre il massimo del punteggio ,qualunque sia il film anche la schifezza più assoluta e ce sono state eh...

Ma la amo, a me basta che sorrida o che corrucci la fronte sulla quale spuntano le due vene più iconiche che ci siano e mi sciolgo pensando che, se fossi stata un uomo non ci sarebbe stata altra donna all'infuori di lei.Che sia chiaro, Audrey Hepburn  resta lo scalino più alto ma da lassù, sono sicura che mi approverebbe...Ho la collezione semi completa dei suoi film e durante le vacanze natalizie, tempo disponibile permettendo, mi ci tuffo. Potevo non parlarvene con la prolissità che mi contraddistingue? Figuriamoci... ecche qua😎

 

Il primo in assoluto è  Mistyc Pizza (1988). Come ogni altro suo film l'ho visto almeno una decina di volte ma la scena che in assoluto amo di più è quella della partita a biliardo dove uno stranito Rob Love deve capitolare a causa della bravura della mia eroina. Qui la versione originale con la colonna sonora anni '80...



E cominciamo con le lacrime. Eccola in Fiori d'acciaio (1989) nel  (Steel magnolias)  con una strepitosa Sally Field al suo fianco mentre è in piena crisi epilettica:



Arriva la consacrazione e il successo mondiale. Pretty Woman (1990). Una delle scene preferite, e ne ho già parlato, è lo shopping in Rodeo Drive. Agevolo video con The Best:



Poi arriva il film che affronta il tema della violenza domestica. A letto con il nemico (1991). Quanta rabbia guardandolo, così vero, così attuale. La scena delle tovagliette da bagno allineate perfettamente mi ha costretto (in casa mia) a lasciarle sempre un po' storte:



E poi, c'è Scelta d'amore (1991) La storia di Hilary e Victor, accompagnata dalla strepitosa colonna sonora mi fece versare fiumi di lacrime, innamorare di San Francisco e acquisire consapevolezza che l'amore, quello per sempre, esiste, fatevene una ragione. Tutti. 



Dopo qualche punta bassa e film non proprio di grande successo, sebbene salverei Hook e Mary Reilly, arriva un nuovo grande successo: Il matrimonio del mio migliore amico (1997). Qui le scene divertenti sono tante. Tra le mie preferite quella del karaoke di Cameron Diaz e quella delle botte tra Julia e Cameron nel bagno delle donne. Ma il racconto surreale del primo incontro mai avvenuto tra Julia e Rupert Everett con il sottofondo di I Say a little prayer, penso sia la vetta più "alta" del film😉



Arriva il 1999 e scoppia il successo planetario di Notting Hill. Ogni passo, ogni luogo, ogni battuta del film sono diventati icona. Tutte le ragazze di quel tempo hanno voluto quei jeans, le havaians, le collanine di Tiffany. Chi è potuto andare a Londra, ha passeggiato per i giardini segreti nei palazzi privati, ha cercato e trovato la sua panchina preferita, visitato il mercatino dell'antiquariato del quartiere e cercato la libreria di Hugh Grant come il portone azzurro. E chi non ha potuto, ha rivisto per centinaia di volte il film. E tutti hanno imparato a memoria la più bella dichiarazione d'amore che "una semplice ragazza" fece al bibliotecario più sexy dell'epoca anche se è improbabile che la maggior parte di noi si potesse permettere di regalargli uno Chagall come dono d'addio. Nel frattempo mi innamoravo di Londra per sempre.



Poi arrivano, Se Scappi ti sposo (1999) e Erin Brockovich (2000) con il quale vince il suo unico (per ora) Oscar. Successivamente  altri film da grandi budget ma da minor successo nei quali brilla sempre come una stella. Lei e il suo sorriso che viene celebrato al suo massimo splendore in Mona Lisa smile (2003). La bella, intelligente e coraggiosa  insegnante d'arte nel collegio femminile per sole fanciulle nell'America degli anni '50, inferte un altro colpo quasi mortale ai suoi estimatori. La scena più bella, a mio parere, è quella finale, le sue ragazze che in bicicletta l'accompagnano sul viale mentre va via in taxi. 



Negli anni successivi miete meno successi di quanto meriti, fa film dimenticabili, come Mangia, prega, ama (2010) e piccoli capolavori come L'amore all'improvviso al fianco di Tom Hanks (2011). Fino a quando ci regala la sua prestazione migliore degli ultimi anni: I segreti di Osage County. Il film è tratto da una piecè teatrale di grande successo e vincitrice di un premio Pulitzer. Ci dona la possibilità di veder recitare per la prima volta insieme due grandi star dello schermo, Meryl Streep e lei,  nelle vesti di madre e figlia. Le scene memorabili sono diverse una tra le più cariche del talento delle due star è quella della figlia preferita:



L'ultimo dei miei preferiti in ordine di tempo è Wonder. (2017). L'ho visto al cinema da sola (adoro andare al cinema da sola) nel pomeriggio di una giornata gelida di gennaio. Un film illuminante e illuminato. Anche se è stato massacrato dalla critica io l'ho amato. Vorrei che quella famiglia fosse tutte le famiglie. Se riuscissimo a far nostro questo insegnamento, probabile che riusciremmo anche   ad andare oltre la parola "diverso". Comprendendo che lo siamo tutti, siamo tutti speciali. Che dite?



È un post parecchio lungo, lo so. Ma che avete da  fare oggi, la domenica dopo Capodanno? Spero solo di non avervi annoiato😜. JR ha recitato in così tanti film che sembra abbia iniziato in fasce e ne ho dovuti tralasciare molti😎  Magari sono altri che non ho citato i vostri preferiti. Oppure proprio non la sopportate. Chissà... forse vi ho fatto venire voglia di rivedere un suo film... qualunque cosa sia venite a dirmelo nei commenti, vi aspetto. Però andateci piano con gli insulti!!!



30 dicembre 2020

[CINEMA] LE PIÙ BELLE SCENE DEI FILM DI NATALE

Vi avviso, è un post scaturito dal mio amore bislacco per il Natale e per i film che, grazie a scene iconiche, ce lo raccontano facendoci divertire o battere il cuore.  Di quei film che abbiamo visto miliardi di volte e che, ad ogni nuovo passaggio natalizio rivediamo come se fosse la prima volta e magari a bocca socchiusa, ripetendo le battute che ormai conosciamo a memoria. Ecco la mia lista:



10) UN AMORE TUTTO SUO (1995) - SANDRA BULLOCK E BILL PULLMAN.  Una ragazza sola  alla ricerca del vero amore conquista un'intera famiglia oltre al fratello del suo fidanzato😉


9)  LA VITA È MERAVIGLIOSA (1946)  - JAMES STEWART E DONNA REED. Ognuno di noi ha accanto un angelo. Anche se non ci crediamo. La favola di Frank Capra è più attuale che mai. E c'è sempre una campanella sul mio albero di Natale.


8) L'AMORE NON VA IN VANCANZA (2006 )  - CAMERON DIAZ, KATE WISLET, JUDE LOVE E JACK BLACK. Un film sul coraggio di cambiare e di innamorarsi ancora.


7)  LOVE ACTUALLY (2003) - COLIN FIRTH, EMMA THOMPSON, KEIRA KNIGHTLY, ALAN RIKMAN, HUGH GRANT, ANDREW LINCOLN. Film corale. Dieci storie d'amore ambientante durante il periodo natalizio e la dichiarazione muta più bella che io ricordi fatta dall'attore protagonista di The Walking Dead.Chi lo avrebbe mai detto che nascondeva un animo così romantico😎


6) EDWARD MANI DI FORBICI (1990) JOHNNY DEEP, WINONA RYDER. La favola gotica di Tim Burton che ha commosso il mondo. Due attori protagonisti in stato di grazia.


5) IL DIARIO DI BRIDGE JONES (2001) - COLIN FIRTH, RENÈE ZELLWEGER. La magia di sentirci dire che siamo amate così come siamo. E il maglione natalizio più brutto dell'intera storia del cinema.😆


4) SERENDIPITY (2001) - JOHN CUSACK, KATY BECKINSALE. L'amore vero supera ogni ostacolo, compreso il destino avverso. Guardare per credere. Ma cercate di regalare una coppia di guanti non spaiati per le feste.😜


3) INNAMORARSI(1984)  - ROBERT DE NIRO, MERYL STREEP. Semplicemente iconico. Uno dei film  per cui mi sono innamorata di NYC. Per non parlare della colonna sonora. Delle strade, della neve, del Natale, della Grand Central, di Rizzoli. Dell'amore che gira attorno al nostro mondo, nonostante tutto, nonostante noi.




2) HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE (2001) - DANIEL RADCLIFF, RUPERT GRINT, EMMA WATSON. Non potevo non citare il film che rende magico qualsiasi Natale. I tre maghetti del mio cuore nel loro primo anno ad Hogwarts. Indimenticabile.


 

1) HARRY TI PRESENTO SALLY (1989) - BILLY CRISTAL, MEG RYAN. La più bella dichiarazione d'amore  cinematografica di tutti i tempi(second me). E non solo. Ce ne sarebbero di scene da ricordare. Praticamente tutto il film. Diciamo che mi sono trattenuta😎


 E LE VOSTRE SCENE PREFERITE DEI FILM DI NATALE? VI HO FATTO VENIRE VOGLIA DI RIVEDERNE QUALCUNO?

Vi aspetto nei commenti!

15 giugno 2020

CINEMA: ALBERTO SORDI UNA VITA PER IL CINEMA





Il 15 giugno 1920 nasceva a Roma Alberto Sordi, a mio parere, il più grande attore italiano di tutti i tempi. Ma anche regista, scrittore, doppiatore, compositore.

E non me ne vogliano gli altri grandissimi come Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, Totò e tanti altri  che appartengono alla storia del cinema italiano e  che al momento non mi sovvengono.

Sono passati cento anni. Un secolo intero. E tutto quello che c'era da dire di lui è stato detto. Io penso sia stato un "mostro" un prodigio, un vero e proprio miracolo italiano. Sul mio comodino, in questi giorni, staziona in attesa di essere letto il libro che ha scritto su di lui Igor Righetti, giornalista e suo cugino: Alberto SORDI segreto.
Lo racconta in un modo intimo e riservato. Ne svela aneddoti e curiosità sconosciute ai più con bellissime foto provenienti dagli archivi privati della famiglia, rivelando chi fosse Sordi al di fuori del set e delle apparizioni televisive ufficiali. Svela, le tante menzogne raccontate su di lui. Ci sono inoltre, i ricordi inediti di tanti amici, amori e personaggi del cinema e della TV con i quali lavorò.
Credo sia una bella occasione perché la memoria storica del grande attore non vada perduta e al contrario possa essere utile anche alle nuove generazioni.

Dal libro:

"Alberto, nella sua ironia, riesce ad essere attuale ancora oggi. Basti un suo pensiero << la nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto>>. Sembra una battuta per descrivere la situazione italiana di oggi. Era un profondo conoscitore dell'animo umano. E come tutti i grandi comici era un po' filosofo: << È meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più>>. Questa frase di Sordi, usata nel film  Il Vigile del 1960 diretto da Luigi Zampa, fu censurata. Chissà quanto avrebbe potuto dire oggi."




Fonti:

Alberto Sordi segreto - Igor Righetti - Rubbettino Editore

08 gennaio 2020

NON POSSO PIÙ PERDERE TEMPO

"Non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare." 
(La Grande Bellezza - Paolo Sorrentino)



Questa sera riflettevo su tutti i bilanci di fine e  inizio anno che ho sentito, letto, subito.Da tempo non ne faccio più.
Ho smesso quando mi sono resa conto che l'unica cosa di cui mi importava era quella di fare ciò che mi sembrava giusto per me stessa e per le persone a cui tengo.
E mi è venuta in mente la frase celebre tratta da un film che vi ho riportato all'inizio del post.
Qualche anno fa sono entrata nella fase della vita in cui ho smesso di avere rimpianti e incertezze. La fase, forse l'ultima della mia vita, in cui non ho più tempo da perdere.
Ho vissuto dolori e paure, ho subito perdite e delusioni.
Tutto è servito a formare la donna che sono ora, quella che vuole vivere il suo tempo migliore, non sapendo esattamente quanto gliene resti.
Ma quello non lo sa nessuno di noi, solo che non ho più voglia di correre intorno a me stessa o addosso a me stessa, senza trovare poi, un granché di soluzioni. Nel corso del tempo sono cambiata molto   e grazie proprio alle esperienze avute ho raggiunto un punto in cui mi è chiaro quel che sono e quel che mi piace essere e da allora  ho cominciato a diffidare di chi invece, continua a cambiare, subendo troppi condizionamenti dall'esterno. Insomma, essere "la copia di mille riassunti" non è affatto piacevole e ci limita.Continuo a vedere dappertutto cloni e lo considero deprimente. Come puoi pretendere di "diventare grande" se cerchi di vivere attraverso le esperienze e il vissuto altrui? Se copi invece di essere unico? Diverso è, almeno all'inizio della nostra vita,cambiare  per migliorare e per crescere, quello è un diritto sacrosanto. Ma se diventa una nostra caratteristica allora è solo un limite, una trappola dalla quale non riusciamo più a sottrarci. Rimanendo lì, nel limbo della serie B.

A me interessa vivere, con grande consapevolezza. Senza tormentarmi troppo, non usando alibi.Restando quel che sono, a tutti i costi. Soprattutto unica. Penso che sia un bel progetto di futuro. Mi sbaglio?


17 febbraio 2019

BRUNO GANZ: UN ANGELO TRA I TULIPANI.





Ieri a Zurigo si è spento l'attore Bruno Ganz.
Poeta mirabolante del cinema, funambolo delle emozioni, angelo caduto e amatissimo, giostraio luminoso. Eppure sempre così schivo, così timoroso, cosi umile.

Io lo amai soprattutto per  Fernando Girasole, il personaggio eccentrico e coltissimo di uno dei miei film preferiti, girato da Silvio Soldini nel 1999: Pane e Tulipani.
La magia di due anime disperse che ritrovano se stessi e la voglia di ricominciare tra le calli di Venezia e la sua laguna.
Un film che ho rivisto innumerevoli volte come a non volere mai vedere finire il bacio tra i due protagonisti, Ganz e una meravigliosa Licia Maglietta. Un film che spiega, attraverso il linguaggio dei fiori, come le persone possano essere molto diverse da come sembrano nel loro quotidiano. Se poste in situazioni differenti sono capaci di mostrare la loro vera essenza, di una bellezza sconvolgente. 

Per anni ho fatto mie alcune delle frasi che Fernando dedica a Rosalba.Così lontane dalla metrica moderna, così desuete e splendide. 














Se lo avete visto sapete bene di cosa parlo. Se non lo avete mai visto vi consiglio di farlo.

CIAO MAESTRO. Ti porterò nel cuore assieme al bicchierino di Strega che ti accompagnava durante le riflessioni notturne di quel personaggio indimenticabile. Assieme ai tormenti amorosi di un angelo caduto e innamorato. Tra le pagine di Terzani e l'orrore di Hitler. Tutti i personaggi che hai reso unici. Indimenticabili. GRAZIE PER LA POESIA.



19 febbraio 2018

19 FEBBRAIO.




Vorrei scusarmi con te se, negli ultimi tempi, ti ho trascurato.
Oggi è il tuo compleanno.
E mi ricordo come ci siamo conosciuti, quasi quarant'anni fa.
Tornavo da scuola intorno all'una. Il pranzo era sacro che ci fosse o meno mio padre e a quell'ora dovevamo essere tutti a tavola.
Frequentavo la scuola media e tornavo a casa assieme a mia sorella più piccola di un paio di anni.
Si mangiava intervallando il pasto raccontando la giornata scolastica; uno dopo l'altro. 4 figli e 4 racconti.
Ad un certo punto le voci tacevano e si accendeva la radio; la sintonizzavamo su di una delle radio locali della mia città, le radio libere.
Sempre alla stessa ora, lanciavano uno dei siparietti comici da cabaret di un trio campano, composto da attori giovani e molto bravi.
E noi ragazzi, tutti intorno al tavolo, restavamo in silenzio, ad ascoltare e ridere delle miserie umane che i tre attori mettevano in scena.
Conoscevamo le battute a memoria, esercitandola meglio che con il ripetere le poesie della scuola.
Sembrava burla, cosa da poco  ma era poesia.
Indimenticabile e indimenticata.

Voglio ricordarti con una delle  tue battute più importanti e significative, tratte da Non ci resta che piangere il tuo primo film:

Marta - quando c'è l'amore c'è tutto.

Gaetano - "No chell'è 'a salute".


Già la salute, il tuo terrore, il filo conduttore della tua breve vita.

Ci hai donato tanto e ora ti immagino lassù a cantare e scherzare assieme ad uno dei tuoi più cari amici, Pino.

Lui suona la chitarra e tu canti una delle canzoni più belle al mondo.

Ciao Massimo, buon compleanno.





28 ottobre 2017

HAPPY BIRTHDAY JULIA.











Grazie per l'ingrediente misterioso di Mystic Pizza.
Grazie per la malattia sussurrata e non imposta di Fiori D'acciaio e per quegli occhiali orribili che ho adorato.
Grazie per le escargot di Pretty woman e per il vestito a pois che conservo gelosamente.
Grazie per le salviette mai pari di A letto con il nemico che provvedo a disordinare appena posso.
Grazie per le salite di San Francisco in Scelta d'amore; le farò a cinquant'anni ormai, solo che avrò bisogno di un paio di gambe di ricambio: mi presti le tue?
Grazie per la polverina magica di Trilly in Hook che io ci crederò sempre alle fatine.
Grazie per la "figaggine" di Denzel Washington e per i dubbi mai sopiti di  Il Rapporto Pelican.
Grazie per la voglia di ricominciare ogni volta dallo stesso matrimonio e  con la stessa persona; senza mai perdersi veramente come in  Qualcosa di cui sparlare
Grazie per la devozione verso la scienza anche se riposta male di Mary Reily.
Grazie per il ballo con Rupert Everett e per averci insegnato che a volte è meglio farsi da parte come nel  Il matrimonio del mio migliore amico.
Grazie per avermi fatto ancora una volta ballare e cantare davanti allo specchio con la mia spazzola preferita  come in Nemiche Amiche.
Grazie per le corse di Se Scappi ti Sposo e per un Richard Gere sempre più imbiancato ma unico.
Grazie per il coraggio di Erin Brockovich e per quel Valentino vintage indossato alla serata degli Oscar che ritengo uno degli abiti più belli del mondo.
Grazie per Ocean's Eleven e dodici, tredici, quattordici e quindici, insomma pieno di uomini top a mazzi.
Grazie per Mona Lisa Smile. Che piango, tutte le volte.
Grazie per Mangia, prega e ama, con troppi stereotipi sull'Italia ma a te perdono tutto.
Grazie per Biancaneve, che una matrigna così ironica e bella ce la sogniamo.
Grazie per i Segreti di Osage County, che vedere le mie due attrici preferite (tu e Meryl) prendersi a mazzate, è di una goduria cinematografica senza pari.
Grazie per Mother's Day e Wonder che sto aspettando di vedere su Sky appena possibile.

GRAZIE PER NOTTHING HILL. 
A cui devo la mia passione smodata per Londra e i suoi giardini nascosti, le panchine, gli alberi, Portobello Road, le porte colorate, le Havanians celesti che mi comprai, Il Plaza, sorrisi e lacrime. E per Hugh Grant.
Il fatto è che io sono "sono solo una semplice ragazza, che sta chiedendo ad un ragazzo di amarla". Esattamente come te, only the best. 

Tanti auguri JULIA, da questa semplice ragazza cinquantenne ahhhh  che, come ultima follia, oggi è andata a comprarsi le calze a pois di quella famosa marca italiana,  perché tu ci fai sentire più belle solo a guardarti.
Sempre uguale a te stessa, sei stata capace in questi trent'anni di regalare giorni limpidi e sogni, sorrisi immensi e tanto tanto amore per la vita.
Vera Bellezza, quella che riesci a trasmettere con la tua musica interiore.


Ti voglio bene.









07 febbraio 2017

LA LA LAND: MANCAVA SOLO LA MIA RECENSIONE.










Questo film va visto, per capire fino a che punto Hollywood abbia continuamente bisogno di auto-celebrazioni  e auto-premiazioni.

E dopo averlo visto bisogna demolirlo punto per punto.
Un film che dura la bellezza di due ore e sette minuti, con circa sette minuti di titoli di coda. Per la maggior parte noioso.
Che ti coglie di sorpresa all'inizio facendoti sperare benissimo, con una fotografia pazzesca e delle riprese in Cinemascope che ti riportano indietro nel tempo, quando il Cinema aveva davvero il potere di farti sognare. E qui la prima citazione dopo aver guardato i ragazzi che ballano sulle macchine. Una colonna sonora e un video indimenticabili tratto da un musical eccezionale: Fame.





Ma scade immediatamente, dal gestaccio che la Emma (sudaticcia) Stone fa a Ryan (introverso fin troppo) Gosling, in macchina. Già qui si parte con la sequela di citazioni (la produzione le definisce omaggi) ai grandi musical del passato. Come dimenticare a questo punto Rizzo in Grease?


Va beh, mi dico, andiamo avanti. La regia è bella, i costumi pazzeschi, le ragazze carine, certo la musica, almeno fino ad ora non è granché, ma può solo migliorare no? Emma che fa il verso a Rita Moreno di West Side Story, poteva mancare? Certo che no!


Passa quasi mezz'ora tra revival musicali anno 80' (già odio tutto questo ritorno, se mi ricordo come cazzo andavamo vestiti all'epoca mi viene da piangere) e finalmente vedo i due protagonisti, che dopo essersi falsamente ignorati fino a quel momento, decidono di fare una bella passeggiata assieme sulle colline della città dei sogni, alla ricerca della macchina di Emma.
Ecco, il momento topico: il tramonto mozzafiato, il bel musetto sempre abbastanza traslucido di Emma e il ciuffo ribelle di Ryan che cominciano ad ondeggiare a tempo di musica.
Ma come? Si fermano su una panchina perché la Stone deve cambiarsi le scarpe? Cerco nella memoria in quale musical c'è una scena simile, ma non mi ricordo a meno che non risaliamo a "Scarpette Rosse".  
Forse... Noooo, in realtà stiamo parlando di Fred Astaire e Ginger Rogers in "Shall we dance".






Ballano? tre passi di tip-tap fanno un musical? Due giri di valzer sotto un cielo stellato, a metà tra il ballo di Cenerentola e il Principe e Fred and Eleanor, fanno un capolavoro?


E quale sarebbe la grande coreografia?
Io aspetto che vadano avanti fino al mattino come Leslie Caron e Gene Kelly in Un americano a Parigi e invece nulla... roba da rimpiangere Footloose.





Non demordo anche se la tentazione di mollare tutto è parecchia.
E quindi mi sorbisco queste due ore di film, dalla trama quasi inesistente e aleatoria, 'sti due ragazzi che nella vita vogliono raggiungere il successo a tutti i costi, calpestando alla fine l'amore, come in ogni  film di serie B che si rispetti. 
Nessuna emozione, nessuna magia, niente di niente. Perfino il finale, che non starò a raccontarvi, mi lascia del tutto indifferente.
Devo dire, che il meno deludente (e non me lo aspettavo) è proprio Ryan Gosling. Ho letto che per imparare a suonare il piano ci ha messo tre mesi. Ora, io ho studiato pianoforte al conservatorio e dopo tre mesi, ero ancora alle scale e le ho suonate per molto, molto tempo.Per cui, Ryan, tanto di cappello!!!

Il regista, Damien Chazelle ci tiene a dire che con il suo film ha voluto omaggiare e citare i musical  più belli della sua infanzia. Devo riconoscergli che la regia è bellissima, naturale. Riesce ad incorporare perfettamente nel film tutte le citazioni e i  rimandi senza renderlo innaturale. Ma pure i palloncini rossi di Audrey Hepburn in Cenerentola a Parigi mi dovevi piazzare da qualche parte? Lo sai vero, che Audrey era una ballerina classica di enorme talento, che aveva sfidato la fame e la guerra per diventare la grandissima artista che amiamo? Eh no, non te lo perdono il confronto con la inconsistente Emma.




Già detto che ho amato la fotografia e i costumi? 
Ok.
Quindi le canzoni? Le coreografie? Non pervenute. Certo c'è John Legend. Ah, ma quello è il suo mestiere (il cantante dico) mica poteva fallire.

E la colonna sonora che cominci a canticchiare fin dall'inizio e poi non smetti più? Quella che ti rimane stampata in testa e vai avanti giorni senza riuscire a togliertela dalla testa? Dite che pretendo troppo?



Ecco, direi basta così. 14 nomination sono troppe. 
T R O P P E.



Giudizio: dimenticabile a breve.



11 maggio 2016

MERYL STREEP: LA REGINA.







Ho da poco visto uno degli ultimi film di Meryl Streep, ovvero Dove Eravamo Rimasti (Ricki and the Flash nella versione originale - come non sopporto quando in Italia ci toccano i film con un titolo diverso rispetto alla versione originale). Un melò americano diretto dal regista premio Oscar Jonathan Demme, che , pur stroncato dalla critica, mi ha sorpreso positivamente e devo dire mi ha fatto anche tanto ridere.Vi suggerisco di vederlo e di prestare attenzione alla colonna sonora davvero speciale. La maggior parte delle canzoni sono cantate da lei. Cover di grandiosi brani dai Rolling Stones a Bruce Springsteen agli U2. 
L'attrice recita al fianco di uno suo storico partner, Kevin Kline e dell'attrice Mamie Gummer che interpreta sua figlia.
Ed è sua figlia per davvero. Aveva già recitato con sua madre da bambina in Heartburn e pure lì era la figlia di Meryl e di Jack Nicholson.
Guardavo Mamie, che a onor del vero non è una donna bellissima (ma molto brava) e mi veniva in mente che sua madre fu rifiutata da De Laurentis per la parte che fu poi data a Jessica Lange in King Kong perché definita "brutta".
E nemmeno un granché come attrice a sentire una pietra miliare del cinema coma Katherine Hepburn.
Già.
Davvero una lenticchia con 3 premi Oscar all'attivo, 8 Golden Globe, mi pare 2 David di Donatello, 1 Orso d'oro a Berlino. E poi 19 nomination all'Oscar ecc...ecc...ecc...
Davvero modesto il palma res. A livello della sua bravura direi.
Un'attrice con la A maiuscola. Un vero camaleonte, capace di calarsi fino in fondo nel personaggio, trasformandosi completamente.
Lei che da ragazza studiò per diventare un soprano lirico. Sono sicura che sarebbe divenuta la più brava, vista la sua capacità di perseguire la strada prescelta senza alcuna remore. E invece poi, decise di darsi al teatro e al cinema. E noi la ringrazieremo sempre per questo.
Non ho visto tutti i suoi film. Sarebbe impossibile, non ne ho ancora avuto il tempo. Ma la maggior parte sì.
Da Kramer contro Kramer, a La scelta di Sophie. Da Innamorarsi (il mio preferito) a I Ponti di Madison County. Da Il Diavolo Veste Prada a The Iron Lady a I Segreti di Osage Coutry (dove recita con Julia Roberts). Fino agli ultimi, passando per i musical come Mamma Mia.
A quale prova cinematografica si è sottoposta senza emergere come la migliore? Ha imparato a suonare la chitarra prendendo lezioni da Neil Young per il suo ultimo film. Ma aveva imparato a suonare il violino per La Musica del Cuore.
A questa perfezione artistica risponde anche nella vita privata: mai uno scandalo e un solo marito Don Gummer. 4 figli di cui ben due si sono cimentati e con successo nella sua stessa arte.
Quando la osservi, mentre dall'alto della sua bellezza non convenzionale, ti dedica il suo famoso ed enigmatico sorriso  come una novella Gioconda, tu pensi che ci dovrà pur essere un difetto in tutta quella perfezione. Ma per quanto ad oggi io mi sforzi non l'ho ancora trovato.
Magari è una mamma tiranno, una iena con i suoi collegi di lavoro, con mille e una pretesa per i suoi collaboratori. Una schiavista, una perfezionista, una a cui bisogna donare sangue fresco per poterci lavorare assieme.
Certo se è piena di difetti, davvero è bravissima a coprirli o a nasconderli, perché in tanti anni che è al centro dell'attenzione mondiale nulla mai è trapelato.
Ed ora con il suo ultimo film Suffragette, la scopriamo femminista e umanista. Altra medaglia da aggiungere...
Poi però la senti parlare di sua nonna e di sua madre, che a suo dire sono la risposta a quanto di buono c'è in lei.
E allora mi dico che non è poi così diversa da noi, semplici donne senza stelle nella Walk of Fame.
E sarà la vera ed unica ragione del suo successo. Essere in realtà un camaleonte al cinema ma sempre se stessa. E i suoi difetti sono pure i nostri. Niente di più niente di meno.
Una grande piccola donna nata a Summit nel New Jersey il 22 giugno del 1949. Speciale, unica, vera. Come tutte le donne che nella vita non si sono mai fermate e non sono mai rimaste lì dove si voleva. E come tutte le donne che per raggiungere i loro obiettivi piccoli o grandi che fossero hanno lottato con le unghie e con i denti, non arrendendosi mai. 
Sarà questo il suo unico segreto. E pure il nostro. Lei come noi.


Vi lascio con Meryl che canta My love will not let you down di Bruce Springsteen, tratto da Ricki and the Clash. Fantastica. La REGINA CHE CANTA IL RE.




20 aprile 2016

NEW YORK STATE OF MIND.



Viaggiare è una delle mie passioni. Che non sono poi tantissime. Lettura, musica, film e viaggi. Tutto qui.
Ci sono alcuni posti in cui ho desiderato andare fin da quando ero una mocciosa. Colpa del cinema e delle troppe letture. Leggere è, secondo me, uno dei migliori modi per viaggiare senza spostarsi di un millimetro,  soprattutto se non hai alternativa. Apre la mente, il cuore e lo sguardo. Una pagina scritta bene, riesce a trasportarti lontano. Oltre oceano, fino alla fine del mondo. 
Per me ragazzina, che sognavo di vivere in una metropoli, visto che la provincia mi stava oltremodo stretta, erano due le città che mi affascinavano. Una la conoscevo fin da bambina, da quando avevo tre anni e l'avevo vista per la prima volta: MILANO.
La vita poi, mi ha portato fino a lei, e sono ancora qui.
La seconda, la intravedevo tra le pagine di alcuni autori che amavo. Romanzi e poesie.
Oppure nelle immagini di film potenti ed evocativi, che si infiltravano simil droga nelle vene. Fino a rendermi dipendente. Schiava felice di un luogo dal quale non sarei mai riuscita a liberarmi. Nel mio immaginario il centro del mondo.
NEW YORK.
Inutile negarlo, per molti, me per prima, l'America e soprattutto NYC, sono istantanee. Immagini e frasi impresse a fuoco.

La prima volta che sono stata nella BIG APPLE, ho utilizzato un metodo semplice e funzionale per fare un promemoria delle cose e dei luoghi da non perdere: ho diviso Manhattan in tre parti e ho cominciato a tracciare i punti di interesse partendo dai miei film preferiti.

UPPER MANHATTAN: VANILLA SKY, Harry ti Presento Sally, C'è Posta per Te, SEX AND THE CITY.


MIDTOWN MANHATTAN: GHOSTBUSTER, August Rush, SERENDIPITY, Manhattan, COLAZIONE DA TIFFANY, Innamorarsi, SEX AND THE CITY

LOWER MANHATTAN:BIG,Wall Street, IL DIAVOLO VESTE PRADA, Superman, SEX AND THE CITY.

Poi andando oltre l'isola c'è BROOKLYN. E qui basterebbe un titolo o due: C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA, ma anche Saturday Night Fever e, naturalmente, SEX AND THE CITY.

Fino a raggiungere la spiaggia dei newyorkesi: CONEY ISLAND. Anche per questa spiaggia basterebbe un titolo: I GUERRIERI DELLA NOTTE. Ma io che sono una romantica, preferisco un piccolo film che mi ha fatto sognare di arrivare sulla famosa passerella in legno a cavallo di una moto: COME FARSI LASCIARE IN DIECI GIORNI. Non è da oscar sicuramente, ma volete mettere farsi un bel giretto stretta dietro Matthew McConaughey?

Il mio metodo per conoscere (o riconoscere) meglio NYC, l'ho applicato tutte le volte che ci sono tornata. 
Certo, questo può accadere solamente se il luogo è tutt'uno con te stesso. Se si è respirato e immagazzinato per anni ogni riga letta,ogni rimando visto, ogni notizia, bevendo e accumulando, quasi come cammelli. Altrimenti basta una bella Lonely Planet, che ti indica tutto quello che c'è da fare ma annulla ogni magia.Salvo poi pentirsene, successivamente. La magia, come il dirsi ripetutamente "ma è davvero così, proprio così come immaginavo. Come avevo visto, come avevo letto.Anzi di più". Aiutata dalla macchina fotografica, ho trasformato il sogno in realtà e la realtà in immagini. 
Piccoli sassolini o tracce...

Tracce a cui posso tornare ogni volta che la malinconia sale:



CONEY ISLAND - ESTATE 2015 - FOTO MS



GREENWICH ISLAND - ESTATE 2015 - FOTO MS

MIDTOWN MANHATTAN - TRUMP TOWER - ESTATE 2011 - FOTO FP






FLATIRON BUILDING - MIDTOWN MANHATTAN
ESTATE 2015 - FOTO MS


 I DOLCI DI MAGNOLIA BAKERY - ESTATE 2015 - FOTO MS




MAGNOLIA BAKERY - GREENWICH WILLAGE - ESTATE 2015 - FOTO MS


 MIDTOWN MANHATTAN - ESTATE 2015 - FOTO MS

YES IT'S ME - ESTATE 2015 -FOTO FP




NEW YORK CITY SECOND ME



E i libri?
Ecco alcuni passi tratti da libri che sono parte di me come NYC.

"Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa per caso?"
( Il giovane Holden - J.D. Salinger)

"Non si può ripetere il passato".
( Il grande Gatsby - F.S. Fitzgerald)

"L'aria in cui vivono le idee è l'unica per cui valga la pena di respirare".
(L'età dell'innocenza - Edith Warthon)

"Io no. Non mi abituo mai a niente, io. Chi si abitua a tutto tanto vale che muoia".
(Colazione da Tiffany - Truman Capote)

Ora aspetto i vostri luoghi preferiti. Quelli fermati da immagini che il tempo non potrà mai sfocare. E le frasi e i libri che più li rappresentano. Se vorrete.