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03 gennaio 2019

IL FRANKEN - MEME DI NOCTURNIA - EDIZIONE 2018





E' il secondo anno consecutivo che ricevo questo premio e ne sono molto felice.
Grazie a Pietro Sabatelli che ha pensato a me nominandomi tra i blog menzione speciale!
Non sono riuscita a predisporlo prima a causa delle vacanze di Natale me eccolo qui ora, sulla mia pagina.
Un ottimo modo per cominciare il nuovo anno, che ne dite?

IL FRANKEN - MEME di NOCTURNIA ideato dall'amico Nick Parisi del blog NOCTURNIA

L'idea bella è quella di far conoscere, tramite questo meme,  blog e blogger preferiti  a tutti i nostri amici tra conferme  e novità! Che la curiosità sia sempre la marcia in più che animi e muova il mondo! Anche quello virtuale.

Le categorie premiate sono le seguenti:

I MUST:

Mirtilla's House di Patricia Moll - non potrebbe esistere il mondo blog senza l'apporto significativo di Pat!

Pietro Saba World di Pietro Sabatelli - per me un must a tutti gli effetti e il mio mentore assoluto per film, serie televisive e colonne sonore!


L'Agorà di Daniele Verzetti -  le poesie di Daniele come il suo mondo, sono innesti di verità nella carne viva. Fanno male ma sono necessarie come l'aria che respiriamo.

MENZIONI D'ONORE:

Web sul blog di Vincenzo Cavaliere - un blog di informazione a cui è impossibile rinunciare che in questi anni è diventato sempre più un punto di riferimento fondamentale per tutti noi.

Cara Lilli di Maris - la mamma e i monelli del mio cuore. Un diario di vita, di passione e di amore.

A chi non è come neve di Paola S. - L'energia e la simpatia, l'intelligenza e l'ironia. Una calabrese eccezionale.



LE NEW ENTRY:

DIGITto ErGo SuM di Germano - una scoperta assolutamente travolgente. Vi consiglio vivamente di fare un salto nel suo blog. Intelligenza e ironia in abbondanza.

Sto provando a guardarmi in fondo di Juliette - La  voglia di trovare il proprio posto nel mondo, una ragazza dolcissima, scopritela.

Chicchi di pensieri di Angela - nuovissima amica di blog. Un mondi di parole e di libri da visitare assolutamente!


I MERITEVOLI DI EMERGERE:

Vincenzo Iacoponi di Vincenzo Iacoponi - Poeta. Il suo mondo ci arricchisce profondamente. E le parole per descriverlo non sono mai sufficienti.


Lilladoro di Cristiana Mazzocchi -  Cristiana ci regala attimi di assoluta necessità. Impossibile farne a meno.

E poi una mattina di Federica - Luci e colori di una ragazza bellissima dentro e fuori.


QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE AGGIORNATI CON MAGGIOR FREQUENZA:

Righe Libere di Maurizio C. - la sua casa per me è sempre oggetto di riflessione e di affetto. Spero che il nuovo anno lo riporti più spesso tra noi blogger perché si sente la sua mancanza.


Dadirri di Irene Z. -  Irene ha una scrittura eccezionale, da vera cantastorie. Usa la tastiera ma è una pittrice dell'anima. Mi auguro di leggerla più spesso nel 2019.

La nostra libreria degli amici Glò, Michele e PiGreco - la gioia di rivedere il blog in attività quasi alla fine del 2018 è stata grande. Amici belli, vi aspettiamo!




I DESAPARECIDOS:

Massimiliano Riccardi Infinitesimale di Massimiliano Riccardi - di Massi c'è bisogno. Spero torni presto.

Personalità... tra scrittura ed arte con fantasia di Pia - la sto stolkerando:-) in questi giorni e spero di convincerla a tornare!

Parole spettinate di Gioia - la mia maestra bella. Le sue parole carezzevoli mi mancano tanto. Ma rispetto il suo silenzio ricco di cose belle da vivere.

Ho menzionato tre blog per categoria ma vi assicuro che è solo per brevità di post. Sappiate che i miei amici blogger sono tutti meritevoli di essere menzionati, nessuno escluso!

Un abbraccio e alla prossima. 

(SIATE CURIOSI SEMPRE)

22 febbraio 2018

BLOGGER RECOGNITION AWARD.









Ho ricevuto un nuovo premio.
Si tratta del Blogger Recognition Award, un riconoscimento per i blog emergenti.
Io non sono proprio di primo pelo ma lo trovo divertente per cui passo subito il testimone.

Quali sono le regole?


1.Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog
Ringrazio la cara Lucrezia del blog Tra un libro e l'altro sopravvivo.

2.Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento
Ecco fatto!

3.Raccontare la nascita del proprio Blog
Otto anni fa, in una sera d'agosto decisi di creare questo blog. Volevo parlare delle mie due grandi passioni, la musica e i libri.
Da lì poi sono passata a narrare di vita, la mia e quella che mi circonda...

4.Dare consigli ai nuovi blogger
Scrivete quando volete e fatelo solo se vi scappa di farlo. Siate voi stessi, che alla lunga le bugie vengono fuori anche attraverso il video!

5.Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento
Quindici non ce la posso fare arghhh!  Nomino, come  avevo promesso con l'ultimo mene dedicato ai premi, il gruppo di  nuovi blogger che ho conosciuto da poco e che mi hanno piacevolmente colpito.


Entrando nei loro spazi, ho avuto modo di conoscere persone belle, intelligenti, simpatiche, disponibili, ironiche, intraprendenti, artistiche.
Sono convinta che in questo modo e grazie a persone così, il mondo blog possa solo arricchirsi e arricchire.
Un abbraccio a tutti, di cuore.

30 ottobre 2016

INSIEME RACCONTIAMO 14, CON DEDICA.






Non se ne parla di mancare al nuovo appuntamento del bellissimo meme ideato da Patricia Moll.
E spero che mi perdonerà per l'inattesa virata che darò  alla sua iniziativa con il mio post.Ma oggi non sarei riuscita a scrivere nulla di diverso.
Come di consueto si parte dal suo incipit:



"Seduta ai margini del bosco sotto alla vecchia quercia spoglia rimuginava. Un peso le gravava sulla coscienza. Forse era giunta l’ora di liberarsene ma con chi parlarne? A chi rivolgersi? Chi avrebbe capito?
D’un tratto il tappeto di foglie ingiallite dall’autunno scricchiolò vicino a lei. Si voltò..."

Il mio seguito:

"Suo padre, con i capelli imbiancati dalla calce, le mani sporche e piene di graffi, il fisico provato ed un sorriso stanco, la stava osservando.
Erano stati giorni infernali, notti lunghissime e insonni. Da quella domenica sera che nel giro di un minuto scarso, le aveva portato via tutta l’infanzia.  Nulla del paese amato culla delle vacanze estive, era rimasto al suo posto.




Conza della Campania  ante terremoto - immagine presa dal web 



La bella chiesa antica, nel mezzo della piazza, dove aveva passato “interminabili” ore con la nonna e le zie a dire il rosario. 

Le care case del centro storico, costruite con i risparmi di chi era andato via giovanissimo a lavorare all’estero, con tanti sacrifici. Pietra su pietra, spesso con le proprie mani, mettendoci anni. E un giorno a tutta quella fatica avrebbe fatto sponda la soddisfazione di possedere un posto dove tornare, che fosse sicuro, che fosse casa. Dove invecchiare, vedere crescere i propri nipoti e la vita continuare lì dove era iniziata. Sostanza per le generazioni future. Famiglia.

Le stradine e i vicoletti che si arrampicavano a fatica fin lassù, alla cima del paese.

La cisterna dell’acqua, dominava la collina e la valle. Circondata da un giardino profumatissimo, che dalla primavera all’estate rimandava odore intenso di rose e di fiori dai colori sfarzosi, coltivati con cura dalle donne di tutto il paese.

Gli anziani del paese, che avevano visto due guerre, insegnavano a figli e nipoti i giochi di un tempo. Avevano istituito una piccola bocciofila. E d’estate, quando le famiglie si ritrovavano, dal pomeriggio fino alla sera, era un rincorrersi di gare, tra giovani e vecchi. Teste canute e teste scure si chinavano a misurare i centimetri tra il pallino centrale e le bocce, tra urla di gioia e “lievi” minacce. Poco distante, i tavolini di chi giocava a carte. Anche lì, giovani e meno giovani,  si scambiavano regole e poesia.

Ricordi e profumi che tornavano intensi, mentre lei sollevava lo sguardo verso l’alto non riconoscendo più nulla in quell’ammasso informe di pietre crollate. La cisterna muta dominava ancora la valle, ultimo baluardo doloroso di rimembranza. Sotto l'istantanea della tragedia.



Conza della Campania - dopo il terremoto del 23 novembre 1980


Le lacrime scivolavano silenziose, mentre un pensiero fisso continuava a martellarle dentro.Poteva sembrare una cosa piccola ma per lei, in quel momento, assumeva un valore immenso.

Non ho fatto in tempo papà, avevo promesso ad Angela che le avrei  portato la mia Barbie Malibù, la mia preferita, per ringraziarla di tutte le estati in cui ho giocato con le sue. Assieme ai miei libri e ai quaderni per inventare  nuove storie.

Con un abbraccio lungo e intenso e un bacio sulla testa, il  padre la consolò. Stringendola forte raccontò del dolore, della rabbia della gente, della tristezza, della paura, del senso di impotenza di chi aveva perso tutto ed era rimasto solo. Di quanta gente era venuta da tutta Italia e aveva scavato a mani nude per salvare le persone rimaste sotto le macerie. Degli zii, degli amici che non c’erano più. Di quel minuto interminabile che aveva calpestato gli uomini.




Conza Scalo - il regno della mia infanzia dopo il terremoto


Del nonno, rimasto per quasi tre giorni vivo, sotto le macerie della casa di famiglia. Della gioia del padre e dello zio provata nell'istante in cui erano riusciti a tirarlo fuori sano e salvo. Dei bambini, delle donne. Dello sgomento, dei ritardi nei soccorsi. Dell’incapacità dello stato di essere tempestivo. Della sofferenza. Di  quel nulla che aveva inghiottito tutto. Di questa Italia, piena di ferite, rassegnata a curarsi da sola. 

Allora e oggi.

Dedicato a tutti quelli che ho amato e che non ci sono più. Ai miei amici d’infanzia e alle corse nei campi di grano che non dimenticherò mai. Ai giochi lungo la ferrovia, tra i binari e sui treni in disuso. Alle migliaia di “campagne” e di avventure tra i boschi. Ai bagni nel fiume Ofanto, dalle acque limpide come cristallo. Ai miei nonni amatissimi. A mio zio. Alle mie estati.
A Conza della Campania.
All’Irpinia.


Alla terra che trema ancora lungo tutta la dorsale appennina. Alle Marche, all’Umbria, a tutta l'Italia centrale, a tutti  i  piccoli e meravigliosi paesi che fanno parte della nostra storia, della nostra vita. A chi non dormirà mai più a cuore libero. E ogni volta che la terra tremerà ancora, ripiomberà nell’abisso. Vicino o lontano che sia. 
Ad oggi che ho avuto la forza di raccontare. 

22 settembre 2016

INSIEME RACCONTIAMO 13.





L'iniziativa voluta fortemente da Patricia Moll, la blogger mirabolante di MYRTILLA'SHOUSE,  è arrivata al secondo anno.

Negli ultimi mesi, seppur con fare discontinuo, ho partecipato anche io divertendomi moltissimo.
A questo punto mi andava di celebrarla anche qui a casa mia. Visto che non è così facile nel pazzo mondo del web riuscire a far decollare con grande amicizia e collaborazione un progetto del genere.
Patricia ci è riuscita benissimo, facendo nuovi proseliti e fidalizzando i "vecchi".

Vi spiego di cosa si tratta.

Pat decide l'incipit di un racconto breve a cui, chiunque vorrà partecipare, aggiungerà il suo finale.
Si può scrivere in coda al suo post oppure dedicarne uno ad hoc nei propri spazi.
Il testo non deve superare 200/300 battute oppure 200/300 parole.
Si possono postare foto, video e musica a completarlo.
E poi si da libero sfogo alla fantasia.


L'INCIPIT DI PATRICIA

"Seduta sulla poltrona, alzò gli occhi dal giornale. L’articolo le aveva fatto capire cosa doveva cercare per ottenere quello che voleva.
Lo posò, si alzò e così come era in casa uscì dirigendosi verso…."

IL MIO FINALE

"la sede del comune della sua città.
A dire il vero era tempo che ci pensava e rifletteva sul da farsi.
Aveva provato a parlarne diverse volte con Michela.
Ma ogni volta era come scontrarsi contro un muro altissimo.
L’atavica paura di lei di dover dare troppe spiegazioni, dell’esporsi ad ogni sorta di giudizio altrui, la bloccava. E poi la famiglia di Gianna, sempre così dura, così distaccata e lontana che fondamentalmente non le aveva mai ac
cettate.
Dimostravano una totale indifferenza alla situazione. Ne parlavano pochissimo, toccando con mano il continuo disagio altrui.
“Stiamo bene così, cosa ci manca?” Le ripeteva spesso, ogni volta che affrontava l'argomento, chiudendola lì.

Eppure era quello che avevano sempre desiderato. 
Dal primo giorno di liceo, quando si erano ritrovate sedute allo stesso banco. Il sole sulla testa e quel battito fortissimo nel petto. 
Passo dopo passo, sempre insieme da quel momento in poi.

Lei non aveva paura di nulla. Si può avere paura dell’amore?
Gianna salì al primo piano. Entrò nell’ufficio del sindaco ed esordì guardando suo fratello dritto negli occhi e tenendo ben stretto il giornale in mano. Lui le sorrise, lei ricambiò.
<<Io e Michela ci sposiamo. E la tua decisione è il più bel regalo che tu potevi fare a noi e all’amore.>>

Nessuna paura dell'amore. Mai."






Vi aspetto, se volete cimentarvi sarà cosa gradita. E andate a sbriciare il blog di PAT. Se non lo conoscete sarà una scoperta deliziosa.