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07 dicembre 2020

POSTITIZIE: STORIA DI LUIGIA LA MAESTRA CHE INSEGNA NEGLI OSPEDALI PEDIATRICI

 

CORRIERE DELLA SERA.IT


Luigia Della Femina  è una maestra che da 26 anni insegna ai bimbi ricoverati in ospedale. Ha cominciato a Pavia e ora è al Bambin Gesù di Roma. Quando cominciò pensava si fosse trattato di un errore, doveva essere una scuola e invece fece l'ingresso al San Matteo di Pavia,  reparto leucemici.   Non deve essere stato facile penso che abbia passato momenti di puro terrore ma poi, un passo alla volta, ha riconosciuto tanto di quel coraggio nei bambini in cura, che tutto è diventato più semplice oltre che arricchente. Chissà quanta sofferenza, quanto dolore le sono passati attraverso, quanta determinazione e quanta voglia di vivere.  Strano, non ci pensiamo mai che quei bambini, per molto tempo, non sanno cosa sia andare a scuola. 

Grazie ad insegnanti come Luigia, imparano a leggere e a scrivere e passano dalle nozioni fondamentali a quelle più complesse. Che si tratti di una degenza di poche settimane o molto di più. La maestra ricorda tante storie di bimbi preferendole a lieto fine come quella di un ragazzino down che non voleva farsi toccare da nessuno e  la cui più grande aspirazione era di imparare a suonare la batteria. In ospedale sarebbe stato impossibile e lei riuscì a portarlo in un negozio di musica. Come in un film, si tolse la giacca, prese le bacchette e cominciò a suonare. Ritornato in reparto cominciò a farsi curare.

Cosa posso aggiungere a un esempio di dedizione e di amore così grande. Ricordo  i miei maestri delle elementari; appartenevano ad un'altra epoca ed insegnavano tenendo a distanza le emozioni. Quello che ho imparato da loro è poco. Probabilmente sono stata sfortunata, mi è andata molto meglio alle medie e superiori. Invece i bimbi di Luigia, hanno ricevuto rispetto e amore e hanno donato energia e coraggio. Un meraviglioso scambio appannaggio  di anime superiori.

Aggiornamento: 

questa mattina Daniele Verzetti, ispirato dalla notizia,  ha fatto un regalo alla maestra e al mio blog con la poesia che aggiungo ora:


"UNA MAESTRA SPECIALE"

Mio primo giorno di lavoro
Arrivo davanti al civico dell'istituto
Alzo lo sguardo e sono per un attimo sorpresa
È un ospedale.

Entro dentro
Mi scuso del disturbo
Faccio presente che forse c'è un errore nell'indirizzo
Ma. mi sorridono e mi dicono: "Nessun errore, reparto leucemici, 
Abbiamo bisogno di lei, hanno bisogno di lei, di imparare e d'amore"

Entro
Una morsa al cuore 
La paura e la sofferenza si avvertono nell'aria
O forse sono solo io che provo queste emozioni
Loro in effetti sembrano così piccoli ma coraggiosi.

Passato il primo momento di impasse 
Mi dico che sono bambini come gli altri
Che hanno il diritto di imparare anche poche cose
Anche se il loro tempo per studiare fosse di giorni, mesi 
O solo alcuni anni
E che hanno il diritto di essere come gli altri bambini.

In 26 anni di lavoro 
Ho attraversato un percorso di vita indescrivibile
Ho imparato io dalla loro forza
Ho stretto i denti di fronte al dolore della sofferenza
Espresso non con strazio ma con solo un sorriso più triste
E con tanta loro dignità.

Una strada impervia
Fatta di nuovi alunni
E di defezioni definitive
Ogni volta sofferte come la prima volta
Ogni volta capaci di colmare in parte
Con il loro amore datomi in vita
Il dolore immenso sempre lancinante, sempre immutevole
Anche dopo tutti questi anni
Ma ho vissuto anche tanti momenti di gioia incredibile
Nell'essere riuscita a realizzare dei loro piccoli grandi sogni.

Ho iniziato un mattino di ventisei anni fa
E non ho mai voluto cambiare questa mia missione
Non ho mai voluto perdere questo privilegio regalatomi
Non ho mai voluto insegnare in una scuola "normale"
Il mio posto è qui con loro
Per poter dare tutto quello che è nelle mie possibilità
Donare loro normalità, conoscenza ed amore
Anche solo per provare indegnamente a colmare il gap immenso
Ed il debito d'amore che ho nei loro confronti
Loro che sanno donarmi sorrisi di luce
Quando io sono stanca.

Ventisei anni fa sono entrata in un mondo speciale
E non ne sono più voluta uscire. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®



FONTE: CORRIERE DELLA SERA