L'altra sera parlando degli U2 con la mia amica Hermione del blog Mamma senza rete, ci siamo soffermate brevemente sui Beatles facendo il confronto tra chi, come i primi, non si è mai diviso, pur iniziando una parabola discendente riguardo la creatività e chi, come i secondi, si è fermato all'apice del successo.
Mi sono resa conto che era un po' di tempo che non vi "stressavo" con i miei amati scarafaggi raccontandovi episodi tratti dalla loro epopea musicale finita troppo presto.
Al di là del mito infatti, non sono mai state rose e fiori tra di loro ed è uno dei motivi per cui, la loro unione è durata poco più di dieci anni.
Nel 1965 e dopo un album come Help, si trovarono di fronte ad un bivio:dare più sostanza e impegno alla loro discografia. Insomma bisognava dimostrarsi maturi, con testi e musica all'altezza.
Superare l'orizzonte canzonette ed arrivare a confermare la loro maturità musicale.
Al ritorno dal loro terzo tour in America erano obbligati dal contratto a pubblicare un nuovo album entro la fine dell'anno.
Seppure sotto pressione lo realizzarono nel giro di poche settimane.
Il loro discografico e produttore George Martin, dichiarò che si trattava di un lavoro di transizione, una crescita nuova per il gruppo.
Esplorarono nuovi suoni e nuovi effetti con gli strumenti, dal basso "fuzz" di Paul, alle esperienze con la musica indiana di George.
Così, a quattro mesi dall'album precedente, nacque Rubber Soul.
Paul disse che il titolo fu ispirato da un vecchio musicista di colore che definì "plastic soul" il modo di cantare di Mick Jagger l'amico rivale frontman dei Rolling Stone, coniugato con le loro incursioni nella musica dell'anima, appunto soul.
Altre versioni dicono che invece si riferiva alla copertina del disco curiosamente distorta quasi come gomma.
Ma è il loro lavoro quello su cui bisogna soffermarsi.
Lo stile di John si trasforma e si vede in composizioni come Norwegian Wood influenzate da Bob Dylan, quasi come se lo stile intimistico dell'autore americano volesse di prepotenza entrare nella loro musica come una confessione. Il brano è passato alla storia perché il primo ad utilizzare sonorità indiane con l'affascinante suono del sitar, in un album pop occidentale. Anche se la registrazione in studio provocò non pochi problemi di distorsione di sonorità che, ai tempi, fu impossibile risolvere.
Allo stesso modo Nowhere Man riflette, con le sue ricche armonie e i suoi sofisticati arrangiamenti, quanto vedessero senza fede e con noia la loro vita in quel momento.
Ma altri temi si fecero largo dando più potenza alla loro lirica. Tutti i dubbi legati all'incertezza dell'esistenza, la morte e la gelosia.
Certo non posso chiudere il post senza accennare a Michelle.
Quando John e Paul erano ragazzi, frequentavano diverse feste ed era il periodo dell'esistenzialismo francese. Vivevano con il mito di Juliette Greco. Una sera presero in giro uno studente francese che strimpellava la chitarra e si inventarono un grammelot. Qualche anno dopo John chiese a Paul se si ricordava l'episodio e il brano dicendo che avrebbero dovuto scriverci su una canzone. Ed ecco che nacque uno dei motivi più famosi e celebri del gruppo.
Rubber Soul fu il loro primo album ad avere una critica estremamente positiva.
Il pubblico, naturalmente, non aveva bisogno di essere convinto e premiò il disco portandolo immediatamente al primo posto della classifica britannica per diverse settimane. In America vendettero oltre un milione di copie in nove mesi.
Numeri da capogiro se pensate ad un'epoca senza social.
Rubber Soul
Side 1
Drive my car
Norwegian Wood
You won't see me
Nowhere man
Think for yourself
The word
Michelle
Side 2
What goes on
Girl
I'm looking through you
In my life
Wait
If i need someone
Run for your life
Credits: The Beatles the band that changed the world - Terry Burrows - 2012
