Visualizzazione post con etichetta Ringo Starr. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ringo Starr. Mostra tutti i post

04 ottobre 2022

[MUSICA] I Beatles e i sessant'anni di Love Me Do

Il 5 ottobre del 1962 veniva pubblicato il primo singolo dei Beatles: LOVE ME DO. Sono passati sessant'anni ma a dire il vero  avevo già festeggiato i cinquanta  qui sul blog. Per l'occasione vi ripropongo quel post scritto dieci anni fa. Il tempo passa ma loro restano IMMORTALI.

Il 4 settembre del 1962 questo gruppo di ragazzi di Liverpool incideva il suo primo singolo sotto etichetta Emi Parlophone Records.
Nasce così ufficialmente la band che più di ogni altra avrebbe lasciato il segno nel mondo della musica, mondo che frequenteranno insieme solo per 10 anni. Sovvertiranno ogni regola scritta e non scritta nel panorama musicale mondiale.
Lo sconvolgeranno e dopo di loro niente sarà più come prima.
Se la riascoltiamo oggi la melodia della canzone con l'armonica blues suonata da John Lennon, immediatamente ci rendiamo conto che racchiude il senso e la magia di tutte le rivoluzioni che verranno dopo di loro.


La mitica copertina di Abbey Road



"Love me do" è stata registrata in diverse occasioni.

La prima versione, il 6 giugno 1962 aveva alla batteria Pete Best.
Fu per un'audizione con la Parlophone che poi non li mise sotto contratto subito, perchè non convinta.
Caspita che errore!

La seconda versione, il 4 settembre 1962 fu quella del singolo e vide alla batteria Ringo Starr.
L'artista aveva sostituito definitivamente Best nell'agosto precedente, il quale non piaceva al loro produttore Martin, della casa discografica Parlophone.

In quel momento il gruppo si completava definitivamente.

gli studi di Abbey Road


La versione singolo immediatamente pubblicata ebbe Ringo Starr alla batteria.

La versione album in "Please Please me" del 1963 vide Andy White al suo posto, ma fu una sostituzione temporanea, perchè Martin non sembrava convinto nemmeno di Starr, che dire, aveva problemi, il ragazzo.

Quel giorno, i quattro "scarafaggi" varcarono il portone degli Abbey Road Studios per la prima volta, per registrare il singolo e i brani del loro primo album.

Questa mattina, ho comprato l'edizione speciale di Newsweek dedicata ai Beatles.
Si intitola:  50 YEARS SINCE THE MUSIC STARTED


Per l'occasione vi lascio uno stralcio di quanto riportato sulla rivista a riprova che quanto ho scritto ieri (la mia memoria fa cilecca qualche volta, ma sui Beatles proprio no) è realtà storica.

"Dopo la Sessione Emi, però, George Martin informò Epstein che lui non voleva che Best suonasse la batteria durante la futura data di registrazione dei Beatles, che avrebbe avuto luogo il 4 Settembre. Non aveva lasciato intendere di sostituirlo in maniera definitiva, ma Lennon, McCartney e Harrison aveva già pensato in questi termini. Come il talento degli altri membri sembrava esplodere, Best era appena sufficiente come giocatore. Era timido, e mentre il resto della band aveva adattato le acconciature alla Pop-art, Best persisteva conn la sua sempre più fuori moda Pompadour. Doveva andare, e gli altri Beatles avevano lasciato il compito a Epstein di eliminarlo. "Eravamo codardi" ammise Lennon. Per sostituire Best, i Beatles si avvicinarono a Ringo Starr, il batterista dei loro rivali di Liverpool "Rory Storn and the Hurricanes". "Ringo era una stella in proprio", Lennon disse e la popolarità che aveva a livello locale contribuì a  salvarli dalle ferite dei fans che avevano perso Best. Starr firmò, e ricordò in seguito, il primo concerto nella Cavern dopo avere aderito alla band, fu piuttosto violento. "Ci furono dei combattimenti, urla e botte. La metà di loro mi odiavano, la metà di loro mi ha amato. George si trovò con un occhio nero, e non ho guardato indietro". Ironia della sorte, quando i Beatles registrarono "Love me do" il primo singolo con Parlophone Emi, George Martin scelse di non utilizzare Ringo alla batteria. "Ringo a quel punto non era ancora un punto fermo... per George non era che un puntino come un qualsiasi ragazzo di sessione poteva essere " disse McCartney.
Ma loro avevano scelto.
"Love Me Do", uscì il 5 ottobre con "PS I Love You" quale lato b, non accese il mondo ma entrò nei primi 20 in Inghilterra e in seguito assicurò lo status della band.
La volta successiva i Beatles tornarono alla Emi sotto etichetta Parlophonee il 26 novembre 1962 registrarono il loro primo LP "Please Please me".
Lo stato definitivo era stato fissato."

NASCEVA IL MITO






14 giugno 2020

I VINILI DELLA DOMENICA: HELP - BEATLES



Logica conseguenza al post di venerdì dedicato a YESTERDAY, la mia canzone del cuore, è che io vi parli di HELP! l'album di riferimento.

Nel 1965 i Beatles erano stremati, tra stanchezza fisica e mentale. L'anno precedente li aveva consacrati a livello mondiale e ora bisognava rafforzare e anche consolidare tutta la loro popolarità. Ma i problemi personali, soprattutto di John e Paul ,erano parecchi. Il primo era in piena crisi matrimoniale con Cinthia, passava intere giornate in casa ad ascoltare Bob Dylan(che influenzò in maniera palese la sua scrittura al momento di comporre le canzoni per il nuovo album)  e ingrassò a vista d'occhio. Il secondo invece, conduceva una vita sociale molto attiva al fianco della sua fidanzata, Jane Asher, una giovane attrice molto promettente. Paul non amava molto l'idea che le donne lavorassero (maschilista) e questo fu uno dei motivi per cui la relazione era destinata a naufragare. I due Beatles minori, George e Ringo, essendo meno colpiti dall'interesse del pubblico, facevano vita tranquilla e rilassata. Intanto, nel febbraio del 1965, il loro agente, George Martin, li "ricondusse all'ordine" e impose loro di dedicarsi al nuovo film in fase di realizzazione la cui colonna sonora cominciarono a registrare negli studi londinesi di Apple Records. Nasceva HELP!



La canzone che da il titolo all'album e che uscì come singolo apripista, fu scritta da John in piena crisi nostalgica nei confronti della sua infanzia. Qualche anno dopo l'artista dichiarò che fu una delle pochissime canzoni autobiografiche che compose.  Il grido d'aiuto era estremamente sincero. Ci sono dei versi che paiono sintetizzare il rovescio della medaglia di fama e successo: essere sballottolati in giro per il mondo senza comprendere mai appieno dove o chi fossero. Molto probabilmente era anche influenzato dalle prime esperienze con l'LSD e  alcuni momenti del testo, si potrebbero ricondurre allo stato di alterazione mentale dovuto all'assunzione dell'acido.

L'album è composto da 14 brani alcuni molto belli altri onestamente meno, con testi che spaziano dall'amore all'amicizia con accenni all'omosessualità (non loro ma di conoscenti) fino ad arrivare ad alcune canzoni come Ticket to Ride molto più complessa delle altre che ha acceso aspri dibattiti sulla sua interpretazione. Scritta da John ma a cui Paul sicuramente contribuì in larga parte, la più lunga realizzata fino a quel momento. Definita la canzone psichedelica (e qui torniamo alle droghe sperimentate nel periodo) la prima canzone heavy metal  della storia del rock, come la descrisse lo stesso John con alcuni riferimenti al turismo sessuale di Amburgo, dove avevano vissuto agli albori della loro storia musicale. Per quel che mi riguarda è una semplice canzone d'amore con un ritmo sostenuto, nulla più.

E poi c'è Yesterday. Paul disse di essersi svegliato un mattino con quel ritmo in testa convinto di averlo sentito chissà dove. Andò al pianoforte e la suonò dall'inizio alla fine. La frase musicale era arrivata tutta in un botto con la freschezza di un sogno, la ricordava perfettamente. Ma temendo di averla ascoltata altrove sottopose i suoi amici ad un mese di stress suonandola ovunque e cercando rassicurazioni a riguardo di un eventuale plagio. Ci mise dentro una frasetta frivola "scrambled eggs (uova strapazzate) a cui seguivano parole come oh my baby how i love your legs (piccola mi piacciono le tue gambe). Il testo fece ridere tutti ma la melodia aveva colpito e affondato.
Solo successivamente, mentre era in vacanza in Portogallo con Jane, riuscì a mettere insieme un testo adeguato. Venne fuori con la stessa facilità della melodia, anche se la storia non è così semplice da comprendere. La persona va via e lui resta lì a ricordarla e forse non si tratta di uno screzio sentimentale ma della morte della mamma. Quando sottopose la canzone al gruppo tutti all'unanimità la definirono "la canzone perfetta".  E convinsero Paul a cantarla in un assolo. Così è arrivata a noi. La canzone più bella del ventesimo secolo e la TOP 1 di tutti i tempi.


Ora vi lascio alle tracks dell'album e buon ascolto a tutti.


HELP - 6 AGOSTO 1965 -  PARLOPHONE RECORDS



FONTI:
THE BEATLES THE BAND THAT CHANGED THE WORLD - THERRY BURROWS
THE BEATLES LYRICS - HUNTER DAVIS

SIDE ONE



07 maggio 2020

LET IT BE - 8 MAGGIO 1970




Il 10 aprile del 1970 Paul McCartney annunciava al mondo la sua decisione di uscire dalla band pubblicando un album da solista: McCartney. 

L'ultimo lavoro dei Beatles uscì un mese dopo ma era stato realizzato precedentemente ad Abbey Road  e con non poche difficoltà. A partire dal cambio del titolo che inizialmente doveva essere Get Back.

Let It Be è il testamento  dei 4 scarafaggi londinesi; la summa degli attriti che portarono allo scioglimento.
All'inizio doveva essere un film per uno show televisivo  e come tale fu realizzato. Appartiene al documentario,ad esempio,  la storica versione di Don't Let Me Down sui tetti della Apple Records: Il concerto dal vivo fu poi interrotto dalle forze dell'ordine che intervenirono per disperdere tutte le persone che si erano radunate per ascoltarli. Anche qui degli antesignani. La madre di tutti i concerti sui tetti da lì in poi.

 La realizzazione, come disse il loro manager George Martin, non era stata un'esperienza felice, ormai era arrivato il tempo della fine della loro"relazione". Gli attriti erano fortissimi, tra Paul che già pensava alla sua carriera da solista e John Lennon che voleva diventare il nuovo "frontman" del gruppo e sempre più schiavo delle droghe e di Yoko Ono;  tutto questo  li stava di fatto condannando a morte. Litigavano per ogni cosa, dagli arrangiamenti agli accordi. Anche George Harrison ci metteva del suo, con grande insofferenza nei confronti dei due"leader" e meditando di dare vita ad un nuovo gruppo col suo amico Eric Clapton. L'unico che cercava di mediare e ci provò fino alla fine era Ringo Starr.
Ma ormai la parola THE END era un cartello pubblicitario ben acceso davanti a tutti loro.
La favola si concluse ufficialmente nel dicembre del 1970 ma andò avanti con denunce e cause legali per qualche anno ancora. 
Eppure, nonostante tutto, il disco fu un capolavoro. Era un lavoro pulito, senza troppe sovrapposizioni, senza suoni ricercati, senza influssi presi da altri mondi musicali. Nudo e crudo, scarno, essenziale.
Le canzoni li raccontano perfettamente, così come raccontano il loro mondo unico, avamposto di tutti gli altri.
L'8 maggio 1970 pubblicarono l'album. La morte del gruppo segnava l'inizio della loro leggenda.


Di Let it Be vi ho parlato recentemente, qui.

Vi lascio con quella che, personalmente, ritengo la canzone più bella dell'album, capolavoro tra i capolavori: The Long And Winding Road. La versione pubblicata fu  contestata duramente da Paul McCartney, gli arrangiamenti conclusi in sua assenza, non erano quelli pensati da lui, autore del brano. Si arrabbiò cosi tanto, che fece causa al resto del gruppo e l'Alta Corte Britannica gli diede ragione. Si ritenne fosse una delle sei ragioni valide che causarono lo scioglimento.
Eppure, la canterà live diverse volte. Naturalmente, la versione è quella che ha modificato successivamente e che poi è stata ripubblicata sia dai Beatles in alcune antologie, che da lui: Let it be ... Naked.

Ci sono poi stati diversi artisti che l'hanno cantata con versioni molto personali,  da George Michael a Billy Ocean, da Olivia Newton John a George Benson.

Se avete tempo e voglia ascoltatele. Sono così preziose che diventa difficile stabilire quale sia la più bella. Anche se io, un'idea  ce l'ho💖






















Fonti: The Beatles the band that changed the world - Terry Burrows










07 marzo 2020

SABATO DI POESIA: LET IT BE

When I find myself in times of trouble  Mother Mary comes to me  Speaking words of wisdom, let it be.  And in my hour of darkness  She is standing right in front of me  Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be. 
Whisper words of wisdom, let it be.  And when the broken hearted people  Living in the world agree,  There will be an answer, let it be.  For though they may be parted there is  Still a chance that they will see  There will be an answer, let it be.
 Let it be, let it be. Yeah 
There will be an answer, let it be.  And when the night is cloudy,  There is still a light that shines on me,  Shine on until tomorrow, let it be.  I wake up to the sound of music  Mother Mary comes to me  Speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be.  There will be an answer, let it be.  Let it be, let it be,  Whisper words of wisdom, let it be.
Traduzione:
Quando mi ritrovo in momenti d’angustia Madre Maria viene da me proferendo parole sagge, lascia correre E nei miei momenti bui Lei si mette proprio davanti a me proferendo parole sagge, lascia correre
Lascia correre, lascia correre
sussurrando parole sagge, lascia correre
E non appena le persone col cuore spezzato che vivono nel mondo saranno d’accordo ci sarà una risposta, lascia correre Poiché anche se fossero disuniti permane ancora una opportunità che loro coglieranno ci sarà una risposta, lascia correre
Lascia correre, lascia correre, si
ci sarà una risposta, lascia correre
E quando la notte è offuscata da nuvole c’è ancora una luce che splende su di me continuerà a splendere fino a domani, lascia correre Mi sveglio al suono della musica Madre Maria viene da me proferendo parole sagge, lascia correre
Lascia correre, lascia correre
Ci sarà una risposta, lascia correre
Lascia correre, lascia correre sussurrando parole sagge, lascia correre.
Oggi, amici miei, un piccolo strappo alla regola del sabato. L'angolo della poesia celebra i cinquant'anni dall'uscita del singolo Let It Be. Per me, che li amo fin da quando avevo cinque anni, sarebbe stato impossibile non celebrare la ricorrenza. L'album omonimo di cui fa parte, sarà l'ultimo in cui canteranno tutti insieme, il preludio allo scioglimento. Esce il 6 marzo del 1970, anticipando l'LP. Il periodo tormentato che lo precede, tra angosce, liti e recriminazioni non faceva presagire nulla di buono. Si cercava di venire a capo ai problemi e agli attriti. Durante una notte agitata, Paul sognò sua madre Mary, morta quando lui aveva quattordici anni, che gli diceva di non preoccuparsi, che tutto sarebbe andato a posto. "Non sono sicuro che avesse proprio detto Let it be (lascia che sia) ma il senso era quello. Quel sogno fu una benedizione." Dal sogno alla canzone fu un attimo. Il brano più commerciale dell'intero lavoro ha un sapore quasi mistico, con accenni e allusioni bibliche, eppure resta un brano sentito e toccante. 
Nel maggio del 1970 uscì l'album. I Beatles già non esistevano più.
Iniziava la leggenda.
Fonti: The Beatles Lyrics - Hunter Davies 

29 luglio 2018

THE WHITE ALBUM E HEY JUDE.

Nel  1968 i quattro Beatles con mogli e fidanzate al seguito, se ne andarono in India.
In questa fase, benché avesse già incontrato Yoko, John stava ancora ufficialmente con Cynthia, che lo accompagnò.
Il soggiorno indiano servì soprattutto a ridimensionare il loro ego, ribadendo in George la figura più influente poiché meglio informata, devota e incline alla contemplazione spirituale.
Ma l'effetto più importante del viaggio fu probabilmente quello sortito dalla loro musica.
Avevano molto tempo libero per suonare, meditare  e stare in reciproca compagnia, con la conseguenza che, invece di rimanere rintanati ciascuno in casa propria o chiusi in studio, fecero ritorno al loro precedente metodo compositivo:  sedersi uno di fronte all'altro con la chitarra in mano. 
A fare musica.
Durante la loro permanenza a Rishikesh, John e Paul lavorarono ad una trentina di nuovi pezzi. Non tutti apparvero nel loro nuovo disco (probabilmente solo la metà) e non tutti furono completati. 
Ma quello che è certo è che tornarono a casa entusiasti, desiderosi di rimettersi al lavoro e adottarono una linea disadorna, lontana dalla stravaganze di Sgt, Pepper. 
Insomma un ritorno alla semplicità.
La copertina del nuovo album che in un primo momento doveva chiamarsi semplicemente The Beatles, questa volta fu all'insegna del minimalismo: interamente bianca, fronte e retro, senza foto né parole stampate.
I dischi furono numerati come fossero un'edizione limitata.
Il titolo però, stampato a sbalzo, era chiaramente poco appariscente tanto da passare inosservato. Quasi tutti, allora come oggi, lo chiamarono The White Album, o magari Double White Album.
Usare il titolo ufficiale rischiava solo di confondere le idee.
L'album uscì il 22 novembre 1968.
All'interno di questo album doveva confluire una delle loro più celebri canzoni che venne registrata per la prima volta il 29 luglio del 1968.

HEY YUDE.

Canzone scritta da Paul si dice, per consolare il figlio di Lennon, Julian, che stava vivendo la difficile separazione dei genitori. La sessione di registrazione fu tra le più complicate all'interno degli studi della Apple a Londra. Ci furono furiosi battibecchi tra George e Paul sull'arrangiamento e fu "colorata" dalle volgarità che uscirono dalla bocca di Lennon intorno al terzo minuto di registrazione. 
Inoltre la durata, oltre sette minuti, la destinò a diversi rifiuti a trasmetterla  da parte delle radio. Ma nonostante questo, divenne una delle canzoni più famose di tutti i tempi, restando in classifica, nel mondo, per intere settimane.

Alla fine fu pubblicata come singolo nel 1968 e poi nella raccolta Hey Jude nel 1970.


NAH NAH NAH NAH NAH NAH NAH NAH NAH NAH 
HEY JUDE...


Hey Jude, don't make it bad
Take a sad song and make it better
Remember to let her into your heart
Then you can start to make it better
Hey Jude, don't be afraid
You were made to go out and get her
The minute you let her under your skin
Then you begin to make it better
And anytime you feel the pain, hey Jude, refrain
Don't carry the world upon your shoulders
For well you know that it's a fool who plays it cool
By making his world a little colder
Nah nah nah nah nah nah nah nah nah
Hey Jude, don't let me down
You have found her, now go and get her
Remember to let her into your heart
Then you can start to make it better
So let it out and let it in, hey Jude, begin
You're waiting for someone to perform with
And don't you know that it's just you, hey Jude, you'll do
The movement you need is on your shoulder
Nah nah nah nah nah nah nah nah nah yeah
Hey Jude, don't make it bad
Take a sad song and make it better
Remember to let her under your skin
Then you'll begin to make it
Better better better better better better, oh
Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude
Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude
Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude
Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude
Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude












(Fonti: The Beatles lyrics - Hunter Davis)




27 marzo 2018

HOW?


Il 9 settembre del 1971 veniva pubblicato il quinto album da solista di John Lennon, il secondo dopo lo scioglimento dei Beatles: IMAGINE.
Fu inciso per la maggior parte nella casa di Lennon ad Ascot, in Inghilterra, e venne terminato a New York, dove John e Yoko si trasferirono nell'agosto del 1971.
La canzone che da il titolo all'intero lavoro, resta una ballata inarrivabile. l'artista si ispirò alla moglie prendendo spunto dal un libro che lei aveva pubblicato nel 1964 "Grapefruit". Era convinto che la gente potesse cambiare il mondo e scrisse un inno all'umanesimo universale.  Il brano, la più grande affermazione di Lennon, offriva la visione di un mondo di possibilità e segnava il culmine del suo credo, secondo il quale un progetto personale può generare un cambiamento sociale positivo.
Tutto perfetto e giusto, canzone mirabile, ma un'altra è la mia preferita in quel contesto: HOW? Questo piccolo gioiello, che ho ascoltato e riascoltato tantissime volte, mi sembra quanto mai attuale. E vi invito a leggerne il testo con attenzione.
All'album collaborò George Harrison ed è, a mio parere, il più rappresentativo del cantautore inglese.
Con canzoni manifesto, ballate d'amore e grandi scritti di protesta, soprattutto nei confronti di Paul McCartney, che  in quello stesso periodo, aveva denunciato i suoi ex compagni per ottenere il dissolvimento ufficiale della loro società. Oltre ad attaccare spesso e volentieri , sul piano personale, la coppia Lennon - Yoko Ono. Ma magari di questo vi parlerò un'altra volta.

Ecco HOW?

How can I go forward when I don’t know which way I’m Facing?
How can I go forward when I don’t know which way to Turn?
How can I go forward into something I’m not sure of?
Oh no, oh no 

How can I have feeling when I don’t know if it’s a Feeling?
How can I feel something if I just don’t know how to feel?
How can I have feelings when my feelings have always Been denied?
Oh no, oh no 

You know life can be long
And you got to be so strong
And the world is so tough
Sometimes I feel I’ve had enough 

How can I give love when I don’t know what it is I’m Giving?
How can I give love when I just don’t know how to give?
How can I give love when love is something I ain’t never Had?
Oh no, oh no 

You know life can be long
And you got to be so strong
And the world she is tough
Sometimes I feel I’ve had enough 

How can we go forward when we don’t know which way We’re facing?
How can we go forward when we don’t know which way To turn?
How can we go forward into something we’re not sure Of?
Oh no, oh no

---------------

Come posso andare avanti quando non so quali vie ho di fronte?
Come posso andare avanti quando non so in che direzione voltarmi?
Come posso andare avanti in qualcosa di cui non sono sicuro?
Oh no, oh no

Come possono avere sentimenti quando non so se è un sentimento?
Come posso provare qualcosa se non so come sentire?
Come posso avere sentimenti quando i miei sentimenti mi sono sempre stati negati
Oh no, oh no,

Sai, la vita può essere lunga
E devi essere così forte
E il mondo è così duro
A volte sento di averne avuto abbastanza

Come posso dare amore quando non so cos’è che sto dando?
Come posso dare amore quando non so come dare?
Come posso dare amore quando l’amore è qualcosa che non ho mai avuto?
Oh no, Oh no

Sai, la vita può essere lunga
E devi essere così forte
E il mondo, lei è forte
A volte sento di averne avuto abbastanza

Come possiamo andare avanti quando non sappiamo quali vie abbiamo di fronte?
Come possiamo andare avanti quando non sappiamo in che direzione voltarci?
Come possiamo andare avanti in qualcosa di cui non siamo sicuri?
Oh no, oh no








Note bibliografiche
IMAGINE -  Album -  studio  pubblicato il 9 settembre 1971 
Fonti: John Lennon - Una rivoluzione in musica - Edizioni Whitestar

31 marzo 2012

LOVE ME DO: 50 ANNI DI BEATLES






Il 4 settembre del 1962 questo gruppo di ragazzi di Liverpool incideva il suo primo singolo sotto etichetta Emi Parlophone Records.
Nasce così ufficialmente la band che più di ogni altra avrebbe lasciato il segno nel mondo della musica, mondo che frequenteranno insieme solo per 10 anni.



Sovvertiranno ogni regola scritta e non scritta nel panorama musicale mondiale.
Lo sconvolgeranno e dopo di loro niente sarà più come prima.
Se la riascoltiamo oggi la melodia della canzone con l'armonica blues suonata da John Lennon, immediatamente ci rendiamo conto che racchiude il senso e la magia di tutte le rivoluzioni che verranno dopo di loro.


La mitica copertina di Abbey Road



"Love me do" è stata registrata in diverse occasioni.

La prima versione, il 6 giugno 1962 aveva alla batteria Pete Best.
Fu per un'audizione con la Parlophone che poi non li mise sotto contratto subito, perchè non convinta.
Caspita che errore!

La seconda versione, il 4 settembre 1962 fu quella del singolo e vide alla batteria Ringo Starr.
L'artista aveva sostituito definitivamente Best nell'agosto precedente, il quale non piaceva al loro produttore Martin, della casa discografica Parlophone.

In quel momento il gruppo si completava definitivamente.

gli studi di Abbey Road


La versione singolo immediatamente pubblicata ebbe Ringo Starr alla batteria.

La versione album in "Please Please me" del 1963 vide Andy White al suo posto, ma fu una sostituzione temporanea, perchè Martin non sembrava convinto nemmeno di Starr, che dire, aveva problemi il ragazzo.

Quel giorno, i quattro "ragazzotti" varcarono il portone degli Abbey Road Studios per la prima volta, per registrare il singolo e i brani del loro primo album.

Questa mattina, ho comprato l'edizione speciale di Newsweek dedicata ai Beatles.
Si intitola: 50 YEARS SINCE THE MUSIC STARTED


Per l'occasione vi lascio uno stralcio di quanto riportato sulla rivista a riprova che quanto ho scritto ieri (la mia memoria fa cilecca qualche volta, ma sui Beatles proprio no) è realtà storica.

Dopo la Sessione Emi, però, George Martin informò Epstein che lui non voleva che Best suonasse la batteria durante la futura data di registrazione dei Beatles, che avrebbe avuto luogo il 4 Settembre. Non aveva lasciato intendere di sostituirlo in maniera definitiva, ma Lennon, McCartney e Harrison aveva già pensato in questi termini. Come il talento degli altri membri sembrava esplodere, Best era appena sufficiente come giocatore. Era timido, e mentre il resto della band aveva adattato le acconciature alla Pop-art, Best persisteva conn la sua sempre più fuori moda Pompadour. Doveva andare, e gli altri Beatles avevano lasciato il compito a Epstein di eliminarlo. "Eravamo codardi" ammise Lennon. Per sostituire Best, i Beatles si avvicinarono a Ringo Starr, il batterista dei loro rivali di Liverpool "Rory Storn and the Hurricanes". "Ringo era una stella in proprio", Lennon disse e la popolarità che aveva a livello locale contribuì a salvarli dalle ferite dei fans che avevano perso Best. Starr firmò, e ricordò in seguito, il primo concerto nella Cavern dopo avere aderito alla band, fu piuttosto violento. "Ci furono dei combattimenti, urla e botte. La metà di loro mi odiavano, la metà di loro mi ha amato. George si trovò con un occhio nero, e non ho guardato indietro". Ironia della sorte, quando i Beatles registrarono "Love me do" il primo singolo con Parlophone Emi, George Martin scelse di non utilizzare Ringo alla batteria. "Ringo a quel punto non era ancora un punto fermo... per George non era che un puntino come un qualsiasi ragazzo di sessione poteva essere " disse McCartney.
Ma loro avevano scelto.
"Love Me Do", uscì il 5 ottobre con "PS I Love You" quale lato b, non accese il mondo ma entrò nei primi 20 in Inghilterra e in seguito assicurò lo status della band.
La volta successiva i Beatles tornarono alla Emi sotto etichetta Parlophone, e il 26 novembre 1962 registrarono il loro primo LP "Please Please me".
Lo stato definitivo era stato fissato.

NASCEVA IL MITO