L'iniziativa voluta fortemente da Patricia Moll, la blogger mirabolante di MYRTILLA'SHOUSE, è arrivata al secondo anno.
Negli ultimi mesi, seppur con fare discontinuo, ho partecipato anche io divertendomi moltissimo.
A questo punto mi andava di celebrarla anche qui a casa mia. Visto che non è così facile nel pazzo mondo del web riuscire a far decollare con grande amicizia e collaborazione un progetto del genere.
Patricia ci è riuscita benissimo, facendo nuovi proseliti e fidalizzando i "vecchi".
Vi spiego di cosa si tratta.
Pat decide l'incipit di un racconto breve a cui, chiunque vorrà partecipare, aggiungerà il suo finale.
Si può scrivere in coda al suo post oppure dedicarne uno ad hoc nei propri spazi.
Il testo non deve superare 200/300 battute oppure 200/300 parole.
Si possono postare foto, video e musica a completarlo.
E poi si da libero sfogo alla fantasia.
L'INCIPIT DI PATRICIA
"Seduta sulla poltrona, alzò gli occhi dal giornale. L’articolo le aveva fatto capire cosa doveva cercare per ottenere quello che voleva.
Lo posò, si alzò e così come era in casa uscì dirigendosi verso…."
IL MIO FINALE
"la sede del comune della sua città.
A dire il vero era tempo che ci pensava e rifletteva sul da farsi.
Aveva provato a parlarne diverse volte con Michela.
Ma ogni volta era come scontrarsi contro un muro altissimo.
L’atavica paura di lei di dover dare troppe spiegazioni, dell’esporsi ad ogni sorta di giudizio altrui, la bloccava. E poi la famiglia di Gianna, sempre così dura, così distaccata e lontana che fondamentalmente non le aveva mai accettate.
A dire il vero era tempo che ci pensava e rifletteva sul da farsi.
Aveva provato a parlarne diverse volte con Michela.
Ma ogni volta era come scontrarsi contro un muro altissimo.
L’atavica paura di lei di dover dare troppe spiegazioni, dell’esporsi ad ogni sorta di giudizio altrui, la bloccava. E poi la famiglia di Gianna, sempre così dura, così distaccata e lontana che fondamentalmente non le aveva mai accettate.
Dimostravano una totale indifferenza alla situazione. Ne parlavano pochissimo, toccando con mano il continuo disagio altrui.
“Stiamo bene così, cosa ci manca?” Le ripeteva spesso, ogni volta che affrontava l'argomento, chiudendola lì.
Eppure era quello che avevano sempre desiderato.
Dal primo giorno di liceo, quando si erano ritrovate sedute allo stesso banco. Il sole sulla testa e quel battito fortissimo nel petto.
Passo dopo passo, sempre insieme da quel momento in poi.
Lei non aveva paura di nulla. Si può avere paura dell’amore?
Gianna salì al primo piano. Entrò nell’ufficio del sindaco ed esordì guardando suo fratello dritto negli occhi e tenendo ben stretto il giornale in mano. Lui le sorrise, lei ricambiò.
<<Io e Michela ci sposiamo. E la tua decisione è il più bel regalo che tu potevi fare a noi e all’amore.>>
Nessuna paura dell'amore. Mai."
Dal primo giorno di liceo, quando si erano ritrovate sedute allo stesso banco. Il sole sulla testa e quel battito fortissimo nel petto.
Passo dopo passo, sempre insieme da quel momento in poi.
Gianna salì al primo piano. Entrò nell’ufficio del sindaco ed esordì guardando suo fratello dritto negli occhi e tenendo ben stretto il giornale in mano. Lui le sorrise, lei ricambiò.
<<Io e Michela ci sposiamo. E la tua decisione è il più bel regalo che tu potevi fare a noi e all’amore.>>
Vi aspetto, se volete cimentarvi sarà cosa gradita. E andate a sbriciare il blog di PAT. Se non lo conoscete sarà una scoperta deliziosa.








