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22 settembre 2016

INSIEME RACCONTIAMO 13.





L'iniziativa voluta fortemente da Patricia Moll, la blogger mirabolante di MYRTILLA'SHOUSE,  è arrivata al secondo anno.

Negli ultimi mesi, seppur con fare discontinuo, ho partecipato anche io divertendomi moltissimo.
A questo punto mi andava di celebrarla anche qui a casa mia. Visto che non è così facile nel pazzo mondo del web riuscire a far decollare con grande amicizia e collaborazione un progetto del genere.
Patricia ci è riuscita benissimo, facendo nuovi proseliti e fidalizzando i "vecchi".

Vi spiego di cosa si tratta.

Pat decide l'incipit di un racconto breve a cui, chiunque vorrà partecipare, aggiungerà il suo finale.
Si può scrivere in coda al suo post oppure dedicarne uno ad hoc nei propri spazi.
Il testo non deve superare 200/300 battute oppure 200/300 parole.
Si possono postare foto, video e musica a completarlo.
E poi si da libero sfogo alla fantasia.


L'INCIPIT DI PATRICIA

"Seduta sulla poltrona, alzò gli occhi dal giornale. L’articolo le aveva fatto capire cosa doveva cercare per ottenere quello che voleva.
Lo posò, si alzò e così come era in casa uscì dirigendosi verso…."

IL MIO FINALE

"la sede del comune della sua città.
A dire il vero era tempo che ci pensava e rifletteva sul da farsi.
Aveva provato a parlarne diverse volte con Michela.
Ma ogni volta era come scontrarsi contro un muro altissimo.
L’atavica paura di lei di dover dare troppe spiegazioni, dell’esporsi ad ogni sorta di giudizio altrui, la bloccava. E poi la famiglia di Gianna, sempre così dura, così distaccata e lontana che fondamentalmente non le aveva mai ac
cettate.
Dimostravano una totale indifferenza alla situazione. Ne parlavano pochissimo, toccando con mano il continuo disagio altrui.
“Stiamo bene così, cosa ci manca?” Le ripeteva spesso, ogni volta che affrontava l'argomento, chiudendola lì.

Eppure era quello che avevano sempre desiderato. 
Dal primo giorno di liceo, quando si erano ritrovate sedute allo stesso banco. Il sole sulla testa e quel battito fortissimo nel petto. 
Passo dopo passo, sempre insieme da quel momento in poi.

Lei non aveva paura di nulla. Si può avere paura dell’amore?
Gianna salì al primo piano. Entrò nell’ufficio del sindaco ed esordì guardando suo fratello dritto negli occhi e tenendo ben stretto il giornale in mano. Lui le sorrise, lei ricambiò.
<<Io e Michela ci sposiamo. E la tua decisione è il più bel regalo che tu potevi fare a noi e all’amore.>>

Nessuna paura dell'amore. Mai."






Vi aspetto, se volete cimentarvi sarà cosa gradita. E andate a sbriciare il blog di PAT. Se non lo conoscete sarà una scoperta deliziosa.



16 marzo 2016

Quello che mi piace e non mi piace di questo inizio 2016.



Come i migliori ladri che si rispettino, torno sul luogo del delitto.
Ci ho preso gusto a considerare gli eventi degli ultimi tempi e a trarne delle conclusioni.


Non mi piace che il decreto Cirinnà sia stato stravolto per passare al Senato. Subendo il ricatto di una debole fronda che riesce a tenere per le palle un governo che, come quelli passati, non si decide a sdoganarsi dall'ingerenza della chiesa cattolica. Certo gli fa comodo.
Allo stesso tempo non mi piace il "doversi accontentare perché è già un piccolo passo e il resto lo farà la magistratura".
Non mi piace la rassegnazione che colgo nei discorsi dei miei amici, secondo me, ed è una critica che ho mosso a loro, non stanno facendo abbastanza per affermare i loro diritti. Gli stessi che ho io.


Non mi piace che si allunghi la lista  degli italiani rapiti e uccisi all'estero. Che come al solito, non si DEBBA conoscere il perché, cosa ha fatto il nostro governo (nulla) per riportarli sani e salvi a casa.
E se almeno ci ha provato...
Non mi piace il dolore e la rabbia che colgo nelle parole e negli sguardi dei familiari e il dover sentire le solite parole sull'assenza, sulla negligenza e sull'abbandono da parte dello stato.

Non mi piace il "solito" Salvini. Ma mi piace da morire non perdere l'occasione per dargli addosso sul mio blog. Prima o poi faccio un post intero tutto dedicato a lui!

Non mi piace che due ragazzi decidano di punto in bianco di ammazzare un loro coetaneo per il gusto di capire cosa si prova. 
E che poi provino a giustificare l'orrendo delitto con un astio immotivato nei confronti dei padri. Direi di smetterla di giustificare la propria bruttura riconducendola al vissuto e alla famiglia. Siete vermi, assassini, sostenete da soli il peso dello squallore.
Trovo terrificante, il disprezzo assoluto nei confronti della vita e la mancanza totale di principi. E ancor di più NON MI PIACE che i genitori di chi ha ucciso, perdano tempo e parole a sprecarsi in giustificazioni, ad apparire in televisione, a pronunciare proclami a destra e a manca. Quando l'unica cosa giusta, per rispetto nei confronti di chi è morto, sarebbe il silenzio.


Mi piace avere trovato più tempo per me.
Riservandomi pomeriggi e serate nel piacevole ascolto di Mariella, che legge un libro, ascolta musica, pensa.

Mi piace che si avvicini una nuova primavera; certo non abbiamo avuto un inverno tradizionale ma sono speranzosa per il prossimo futuro.

Mi piace che si avvicini il mio compleanno. Mi piace la data, mi piace il rotondo e dieci anni fa non avrei potuto nemmeno immaginare che l'avrei presa così bene.

Mi piace che ci siano ancora dei ragazzi pronti a mettere in discussione la civiltà
tecnologica che ci sta ammazzando a favore di una vita lontana da tutto a contatto con la natura.  E vorrei avere il loro coraggio.

Mi piace la nuova iniziativa del comune di Milano. Che riscopre l'arte del baratto in campo amministrativo. Mi  piace che si possa utilizzare  per saldare dei debiti lavorando. Voi cosa ne pensate?


Mi piace che ci siano dei mi piace. Ho spesso la folle paura di vederli diminuire drasticamente.

Ce la siamo cavata ancora, per questa volta.


30 novembre 2015

Quello che mi piace e non mi piace: novembre.




Henrì Matisse" La Danza"  MET NYC - Foto Mariellaesseci





Torno con la mia non sempre piacevole lista delle cose che mi sono rimaste sul gozzo a novembre.
Nei titoli di coda qualcosa di buono.

Non mi piace la paura: siamo stati investiti dalla sua onda d'urto. Non mi piace che ne possiamo essere dominati dopo le vicende tragiche di questi ultimi giorni.
Mi piace la reazione, mi piace il ricominciare, mi piace il non cedere ai ricatti.

Non mi piace il dovere tacere ad un'amica una verità sgradevole.
Non mi piace il non trovare le parole giuste, quelle che (spero) faranno meno male.
Mi piace l'idea che il male minore non sia il silenzio.

Non mi piace il razzismo strisciante che si mostra ipocritamente in alcuni ambienti di lavoro: compreso il mio. Non mi piacciono i sorrisetti facili, gli apprezzamenti viscidi e il luccichio opportunista che leggo negli gli occhi di tante persone che sono costretta a frequentare. 
Mi piace pensare che un giorno e spero presto, riuscirò a mandarli tutti a fanculo.

Non mi piace che quest'anno sia più malinconica del solito aspettando il Natale: l'ultimo trascorso lo vorrei dimenticare e farò di tutto per riuscirci.
Mi piace se riuscirò a realizzare il desiderio mandando al diavolo  il  mio pessimismo cosmico.

E adesso i mi piace:

La lista dei regali di Natale: ho già cominciato, partendo dai bambini.
L'albero di Natale: ne ho preso uno altissimo per la mia nuova casa.Non vedo l'ora di addobbarlo. Dovrò salire sullo sgabello per infilare il puntale di vetro soffiato su in cima. E questo mi farà felice come quando ero bambina.
Mi piace passare una domenica intera a casa mia:  qualche ora a leggere poi  accartocciarmi addosso a chi amo e parlare di tutto e di niente.

Mi piace scrivere sul mio blog e continuare a rompervi le palle con le mie paturnie!

Stay tuned!





25 settembre 2015

I vostri blog preferiti del 2015.




Banner ideato da Gian De Steja







Seguendo Patricia Moll e il suo blog si fanno sempre scoperte interessanti e divertenti.
Come quella di segnalare tramite un MEME i blog che ci sono piaciuti di più nel vasto mondo del web.
L'idea, come indica Pat, nasce nel 2011 grazie a Nick Parisi e al suo blog Nocturnia.
E tutti gli anni viene riproposto, con successo.
Non è una catena nè un obbligo, ma se ci sono dei posti dove si sta davvero bene, ci si diverte, si discute e si ritiene di stare assieme a persone (pur virtualmente) che ci arricchiscono e ci donano sempre qualcosa di positivo, perché non farli scoprire  ad altri?
Segnalerò quelli che considero i miei blog must, gli emozionali, le new entry, i settoriali e se c'è qualche blog e blogger spariti dalla circolazione che mi sono rimasti nel cuore.

Aggiungo che sono inutili le critiche. Per cui è bene che si astengano troll e scassaballe.
Ecco il mio elenco:


BLOG MUST

L'ANGOLO DEL SORRISO di Nigel, Giovy, Pino, Franco, Gabrielle e me.
Il blog al quale mi onoro di collaborare. Un blog divertente e colloquiale dove è facile sorridere e farsi coinvolgere dalla simpatia dei blogger e dei partecipanti. Si passano dei minuti in allegra compagnia e ci si dimentica di tutto il resto.

ROCK MUSIC SPACE di Nella Crosiglia.
Non conosco nessuno più di Nella capace di coinvolgere e trascinare nel mondo musicale e artistico senza mai annoiare grazie alla sua competenza e alla sua simpatia. Ti fa riflettere, ricordare, amare, incuriosire e interessare in un attimo. Per me che amo la musica e l'arte come l'aria che respiro, è il massimo.

IL LINKAZZO DEL SKRITORE di Nicola Pezzoli.
Un amico, un grande scrittore. Un personaggio unico e assolutamente inimitabile. Nel suo mondo virtuale e non, c'è sempre modo di riflettere e di arrabbiarsi. Come nella vita, purtroppo. Ma quello che riesce ad evocare tramite le parole è qualcosa che ti rimane sotto la pelle a contatto con la parte più profonda di te.


NEW ENTRY

WE ARE NOT A FAMILY di Elsa March.
Che già nome e cognome mi avevano conquistato immediatamente. Ma arrivare da lei e scoprire il suo mondo e la sua "famiglia" sono stati un colpo al cuore. Bella scoperta.


EMOZIONALI

MIRTYLLA'S HOUSE di Patricia Moll
Di Patricia e del suo mondo mi piace ogni cosa. La sua è una casa accogliente con un gran bel divano, dove c'è posto per tutti. Le sue parole, le sue poesie, le filastrocche davvero speciali. Come lei.

Lì ti senti trascirane, dalle emozioni, dalle immagini, dal sentimento. C'è tanto amore, ma tanto, nel mondo di Gioia.

QUEER AS BLOG di Xavier.
Il blog del mio "ragazzo bello". Ci si incazza spesso da lui. Per forza, il mondo di oggi sta stretto a molti. E' pieno di differenze e ipocrisie. Un mondo che si fa fatica ad accettare. Ma con lui si urla forte. E non si da tregua alla sporcizia.


SETTORIALI

LA NOSTRA  LIBRERIA di Michele e Glò.
Il mio punto di riferimento per l'approfondimento culturale e non. Ci si informa, si discute ovviamente, si ride e si scoprono altri mondi editoriali. Con la grande competenza dell'uno e dell'altra. Irrinunciabile.


BLOG CHIUSI


SCAPPATO DI CASA di Metiu.

Il blog che mi manca di più. E non riesco ad aggiungere altro. Chi ha avuto la fortuna di incrociare Metiu nel mondo virtuale, sa che gran perdita sia stata la chiusura del suo blog. Non smetterò mai di rimpiangerlo e di volergli bene.



28 giugno 2015

L'Amore è rumore.











Fine giugno. Non so bene perché, ma ho voglia di mettere nero su bianco quante cose nel mese mi hanno fatto incazzare e quante no.

E forse da oggi in poi lo farò spesso. Chissà. 



Mi ha fatto incazzare che un mio amico di blog abbia dovuto confrontarsi con una masnada di vigliacchi del web. Che hanno riempito il suo spazio di insulti di vario genere. Tanto da indurlo a fermarsi per un po' per decidere sul da farsi. E alla fine la grinta e la forza del  mio ragazzo bello hanno avuto la meglio su gentaglia dal cervello grande come un chicco di riso. Schifosi relitti.

Mi ha fatto incazzare che si possa permettere alla Grecia di non stare ai patti con l'Europa. Che noi qui in Italia stiamo a leccarci ancora le ferite per le rinunce fatte e che faremo. Zitti e mosca. Mentre Tsipras indice un referendum per lavarsene le mani e anche i piedi. 

Mi ha fatto incazzare dovere continuare ad esibire la mia faccia d'italiana corretta e ligia ad ogni dovere tutte le volte che sarò all'estero. E sapere che le risatine di compatimento dei "cittadini europei e non" continueranno a iosa. 

Continua a farmi incazzare Salvini. Ma è una roba vecchia. Dai "napoletani che non si lavano" alle "ruspe" di oggi non è cambiato nulla o quasi. Ah sì, è il segretario del partito, ha fatto fuori il vecchio Bossi e purtroppo fa leva sui cervelli minuscoli e imbrigliati di luoghi comuni dei "nazional-popolari" che lo seguono. Non me ne faccio una ragione. Ora fa il lecchino, lenticchia che non è altro. Se potessi, lo chiuderei in una discarica a cielo aperto nella "terra dei fuochi". Per qualche giorno. Per rinfrescargli la memoria su  quanto male il nord abbia fatto al sud, partendo da lì. Visto che fa finta di essersene dimenticato. Ma noi no. Io lo ricordo il compagno di merende Maroni, quando urlava al cielo che la "mafia" in Lombardia non esisteva. Lo so che non basta, ma è un inizio. Poi lo mandiamo a raccogliere pomodori nelle campagne del sud a posto di qualcun altro. Ma anche uva nelle terre pregiate del Barolo. Sempre per tre euro lordi all'ora. Quando va bene.


Ora "pensieri positivi".

Sto leggendo un gran bel libro: "Il Paese dei Coppoloni" di Vinicio Capossela. Sarà che la terra raccontata è anche la mia terra. Sarà che ritrovo gente e odori della mia infanzia. Sarà che le colline e le montagne raccontate sono impresse a fuoco nella mia memoria. Sarà che i treni viaggiati li abbiamo sentiti insieme. Ma la poesia di un "cantore" fuori dal coro è grandemente potente. Non si scappa. La memoria è tutto. Il nostro bagaglio, passato e futuro.

Mi è piaciuto, passare delle belle serate tra la gente della mia nuova città. Aperta e cordiale. Serate di feste, di cene al chiaro di luna. Di racconti, di gelati e risate. E di musica non ordinaria e piatta. Viva.

Mi è piaciuto completare la mia wish list di libri da leggere per questa estate che è arrivata. Caldo, dolce far niente e letture. Niente di meglio. Mancano quasi due mesi però. Ce la posso fare. Per la wish list prossimamente su questo schermo.

Mi è piaciuto organizzare la nostra prossima vacanza. Brevissima ma intensa. In Italia. Ve ne parlerò.

Mi è piaciuto fare gli auguri al mio papà, lo scorso 21 giugno.  Ha oltrepassato gli ottantadue anni con il piglio di un ventenne. Aivoglia a dirgli vacci piano. Che con il suo cuore provato dal tempo e dalla vita dovrebbe vivere quasi in una bolla. Ma non lo farà. Lo conosco bene, ho il suo carattere e il suo cipiglio. Ed io figlia indomita forgiata dalle sue mani, gli auguro notti stellate come quelle che desidera. E frutti maturi da cogliere dai suoi alberi per ancora un mucchio di tempo. Pronti per essere  donati alla sua numerosa tribù. Quella che a volte osserva in disparte, mentre gli ruota intorno, con lo sguardo orgoglioso di chi, ha operato con intelligenza, coerenza ed onestà. Ed io sono altrettanto orgogliosa di lui. 


Mi è piaciuto che negli Stati Uniti dell'Ammerica i diritti degli omosessuali siano stati riconosciuti. Grande passo a cui la nostra minuscola Italia non è preparata oggi e non lo sarà per lungo tempo ancora. Fino a quando lo chiesa continuerà a mischiare le carte in nome di un dio che per primo non avrebbe mai accettato alcuna differenza. 

Ma noi incalliti ricettatori di speranza, continueremo a fare rumore. Ogni giorno, ogni minuto.

E di certo non sarà un FOLLE squilibrato che spara all'impazzata su una spiaggia bianca a  turisti inermi a farmi cambiare idea. O l'avanzata di gente MALATA (sempre in nome di un dio minore a fargli da alibi) che pensa di riuscire a restituire all'occidente il male fatto in tempi passati. 



E anche se, come potete ben immaginare, il concerto di Lorenzo Jova Cherubini ieri sera mi ha lasciato stremata e felice, come una bimba da Hamley's a Londra, beccatevi i Verve a conclusione del post.

Perché sì: AMORE E' RUMORE. E NE CONTINUEREMO A FARE. MA TANTO. Come ieri sera a Milano e Torino sotto un cielo arcobaleno.





07 febbraio 2015

Giudizi Universali.





Samuele Bersani - immagine presa dal web



Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote, ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace. Liberi com’eravamo ieri dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori
come Mastroianni anni fa come la voce guida alla pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già...
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l’odio
Torre di controllo aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più…
Vuoti di memoria non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia
piccolissimo particolare: ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone
togli la ragione, lasciami sognare lasciami sognare in pace
Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa sono una nuvola fra poco pioverà
e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più
non ci sei più non ci sei... più.
(Samuele Bersani - 1997)


Quando sentii la canzone per la prima volta, ne rimasi stregata.
Un testo da macerare e sublimare.
Quanta verità in parole dure e realistiche.
Quanti omuncoli indegni che ci girano attorno, uomini o donne che siano.
Quante copie, quanta gente che non ha coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni e preferisce adagiarsi nelle culle create dagli altri.
Quante delusioni se si ama davvero. E se si è gli unici ad esporsi. 
Quanta vittoria, nel momento in cui cogliamo  la debolezza del nostro rapporto d'amore se malato e riusciamo ad affrancarcene.
Fuori dal tunnel a vederne  la pochezza.
Liberi.



Inutile aggiungere che la ritengo una delle più belle canzoni italiane mai scritte, vero? Tra le mie prime dieci assolute.

05 settembre 2014

Emergency compie vent'anni











Il 15 maggio 1994 nasceva una piccola realtà di volontariato. Voluta fortemente da Gino Strada, sua moglie Teresa Sarti e Carlo Garbagnati.
L'intento era quello di offrire aiuto medico (rimanendo neutrali)  a realtà sconvolte dalle guerre. Promuovendo allo stesso tempo i valori di pace e di rispetto per i diritti umani.
Da allora fino ad oggi, questo nucleo si è sviluppato enormemente, agendo in 16 paesi, costruendo ospedali, centri chirurgici e pediatrici in tutto il mondo; ristrutturando e aggiornando altri presidi già esistenti.
E dal 2005 è presente anche in Italia, con i suoi poliambulatori a Palermo, Marghera e in provincia di Reggio Calabria. Ha uno sportello di orientamento socio sanitario a Sassari e a breve è previsto un nuovo punto ambulatoriale a Napoli.

In tutti questi anni ha curato circa sei milioni di persone.
Tutto il loro operato è pubblico e si può visionarlo in ogni momento entrando nel sito della Omg.


La prossima settimana si terrà a Milano il XIII incontro nazionale che porterà in città oltre 1000 volontari giunti da tutte le parti d'Italia.
Il raduno avverrà dal 12 al 14 settembre. 
Per festeggiare degnamente il compleanno poi, Sabato 13 settembre, ci sarà  un concerto gratuito al Mediolanum Forum di Assago.
Io conto di andarci.
E conto di continuare ad esserci per loro; nel mio piccolo, piccolissimo; qui da me per esempio.

Ed ora la parola al presidente, Cecilia Strada.



Cari amici,
EMERGENCY compie vent’anni.
Se questi vent’anni fossero una scatola, sarebbe piena di ricordi dei sedici Paesi in cui abbiamo portato aiuto.
Dentro ci sarebbe una punta di lancia. Viene dal Ruanda: 1994, il primo intervento di EMERGENCY. Siamo entrati nell’ospedale di Kigali, che era stato abbandonato, abbiamo riaperto il reparto di ostetricia, dove 2.500 donne hanno ricevuto assistenza e fatto nascere i loro bambini, e quello di chirurgia d’urgenza, curando 600 feriti di guerra. La punta di lancia l’abbiamo trovata entrando nell’ospedale abbandonato. Era vicino a un paziente: era stato ucciso nel proprio letto. Questa è la guerra. Poi l’abbiamo vista in tanti Paesi: diverse le armi, diverso il colore della pelle, ma sempre tragicamente uguali le vittime civili.
Dovrebbe essere una scatola molto grande, per poter contenere le migliaia di disegni che i nostri piccoli pazienti hanno colorato: magari stesi per terra nelle sale giochi degli ospedali, magari in giardino, il giorno delle dimissioni, per farci un regalo prima di tornare a casa.Sarebbe una scatola piena delle pulitissime divise del nostro personale, simbolo di lavoro, formazione, riscatto sociale. Insieme ai nostri professionisti internazionali, oggi più di 2.200 persone locali lavorano nelle strutture sanitarie di EMERGENCY in sei Paesi.
Un posto particolare nella scatola lo avrebbero le foto delle nostre colleghe: è un’altra cosa di cui possiamo andare fieri. Riusciamo a dare loro un’istruzione e a farle lavorare insieme agli uomini anche nei contesti più difficili per le donne. L’orgoglio e la determinazione con cui ogni giorno queste donne entrano in ospedale è uno dei successi di questi vent’anni.
Nella scatola ci sarebbe anche una tempesta di sabbia del deserto sudanese, dove il Centro “Salam” di cardiochirurgia ripara cuori di adulti e bambini che altrimenti non avrebbero possibilità, ci sarebbe la giungla cambogiana dove abbiamo curato troppi feriti da mina, ci sarebbero le arance che crescono nel nostro Poliambulatorio a Palermo, il sole della Sierra Leone che batte sul Centro chirurgico e pediatrico, ci sarebbero i metri di neve che le nostre ostetriche e infermiere attraversano, in mezzo a una montagna dove non ci sono strade, per dare un’opportunità di cura alle donne incinte e ai neonati che vivono lì.
Se questi vent’anni fossero una scatola, sicuramente ci sarebbe dentro una maglietta con il logo rosso: una per tutte le magliette di EMERGENCY che sono state indossate, regalate, consumate, comprate, vendute. In quelle magliette c’è un modo concreto per contribuire a curare persone, ma c’è anche un’idea che cammina: l’idea che i diritti umani debbano essere, semplicemente, garantiti a tutti.
Che cosa metteremo dentro la scatola, nei prossimi vent’anni? Continueremo a riempirla, insieme, di medicina e diritti. Grazie: per i vent’anni passati, e per i prossimi che costruiremo”.
Cecilia Strada, presidente di EMERGENCY
( dal sito ufficiale di Emergency)




Qui il sito ufficiale

22 luglio 2014

Lucca Summer Festival



Esempio di vetrina dedicata al Festival (foto FP)


Sono stati tre bellissimi giorni di vacanza, seppure impegnativi.
Avevamo pensato di andare al Summer Festival già in aprile.
Era la nostra prima volta a Lucca e per come siamo fatti noi, nulla doveva essere lasciato al caso.
A parte il tempo argh!
Ma nonostante quest'ultimo sia stato poco propizio, ci siamo davvero divertiti e abbiamo scoperto una città splendida.
Circondata da mura medievali, quattro chilometri di bellezza.
Cento chiese, capolavori dell'architettura e della pittura. Gente ospitale e simpatica.
Infine il Festival. E la sua star.
La ragione principale per cui eravamo lì. Vediamo se indovinate. Ecco il calendario.

Cartellone del Festival 2014 (foto MS)

Atto primo: le mura medievali di Lucca.
Come anticipavo 4 chilometri di lunghezza, 30 metri di fossato, 12 metri di altezza. Ammirate in tutto il mondo come unico esempio di mura difensive arrivate fino a noi praticamente intatte. Trasformate in una passeggiata immersa nel verde davvero fantastica. Con porte di accesso che mantengono il loro antico splendore.

Un particolare di Lucca dalla mura (foto MS)


Porta San Gervasio ( foto MS)


Atto secondo: le chiese.

Il Duomo, ovvero la cattedrale di San Martino. Con la chicca di una vera asimmetria architettonica. Il lato destro della facciata molto più piccolo dell'altro poiché si sono dovuti adattare alla preesistente torre campanaria.



Cattedrale di San Martino (foto MS)

E poi all'interno, L'Ultima Cena del Tintoretto e un bassorilievo del Ghirlandaio. 



Ultima Cena del Tintoretto (foto FP)

Il famoso monumento funebre di Ilaria del Carretto, detto anche della Bella Addormentata e il Volto Santo. Quest'ultimo è una statua lignea che rappresenterebbe Gesù Crocifisso ma con una immagine ben lontana dalla iconografia classica.


Il Volto Santo (foto FP)
Scuro di pelle, piccolo e magro e vestito di tutto punto, pur essendo appeso alla croce. 
Molto simile all'idea di un uomo di quel tempo quale doveva essere Gesù.

Atto terzo: il centro storico. Davvero bellissimo, con palazzi e piazzette che si incrociano ad ogni angolo.
E botteghe storiche che pur cambiando oggetto di vendita, hanno conservato le vecchie e originali insegne. Tutto come un tempo.


L'angolo di una piazza e il suo bel palazzo (foto MS)

Negozio e insegna "come una volta" (foto MS)

Atto quarto: le piazze.
Piazza San Michele dove, a parte la bellissima chiesa, ci si può incontrare un violoncellista armato del suo strumento mirabolante che ti delizia con vecchie e deliziose canzoni napoletane.


Chiesa di San Michele (foto MS)



Il violoncellista innamorato di Napoli (foto MS)

Atto quinto: Piazza Napoleone.
Il fulcro del Lucca Summer Festival. Circondata da alberi e pronta ad accogliere grandissimi  protagonisti del soul/jazz e anche del rock come ha fatto negli ultimi sedici anni.
Gli artisti che hanno calcato il palco sono stati molti e pure diversi. Per stile, background e musicalità.
Eppure, ognuno di loro, ha regalato al festival momenti unici contribuendo a farlo diventare uno dei più grandi e importanti a livello mondiale.
Qualche esempio.
David Bowie, Eric Clapton, George Benson, Ray Charles, Alanis Morissette, Peter Gabriel, Bob Dylan, Elton John, Al Jarreau, Oasis, James Taylor, Roger Waters, Leonard Cohen.


Il palco (foto FP)

Figlia dei fiori al Festival (foto FP)

fontane ad ogni angolo per dar da bere alle assetate (foto FP)


Detto questo non posso fare a meno di negare, che si è mangiato benissimo.
Carne a Lucca e pesce a Livorno.


Terrazza Mascagni - Livorno (foto FP)


E sono riuscita a non farmi mancare un bel giretto di shopping.

Prova d'abito e scarpe nuove per "gita" a Livorno 


Ma il clou della "gita" si è svolto domenica sera.
Il tempo un po' instabile fin dal mattino, ci ha graziato e ci ha permesso di assistere all'evento #luccasummer.
Il concerto di Stevie Wonder.
Ma cosa si può aggiungere a quanto da sempre le leggende narrano della sua bravura, della sua voce e della sua versatilità?  Un polistrumentista capace di suonare in maniera eccellente qualunque strumento.
E un artista che in oltre quaranta anni di carriera ha regalato al mondo canzoni memorabili che chiunque di noi, anche chi non lo segue, conserva e ricorda a memoria?
Sono certa che tutti e dico tutti, conoscono almeno una sua canzone e sono capaci di canticchiarne il ritornello. Perfino chi, cialtrone come me, conosce quattro parole in lingua inglese.


Stevie Wonder (foto FP)

Stevie Wonder (foto FP)
Sì è stato uno spettacolo. Lui, la sua classe, i suoi strumentisti e noi che cantavamo a squarciagola.
E perfino una coppia di sposi che ha assistito al concerto, dopo il matrimonio. 
Talmente fortunati che, si sono ritrovati sul palco a ballare mentre lui dedicava loro delle canzoni.



Gli sposi ballano e Stevie canta (foto FP)


Due ore e venti, senza pausa. Con la sua allegria e la sua bravura. Con momenti forti in cui ci ha fatto gridare dei NO alla violenza, al terrorismo e alla guerra.




Stevie e i musicisti ringraziano (foto FP)
Non volevo essere lunga e nemmeno noiosa.
Concludo lasciandovi con un paio di foto che ho fatto con due artisti ( un cantante e uno scrittore) presenti al concerto.
Il primo (il cantante) era in fila con noi a ritirare i biglietti per il concerto, come tutti.
Umile e bravo. Niente di diverso da quello che pensavo.

Marco Mengoni ed io (foto FP)


Il secondo (lo scrittore) per il quale le parole non sono sufficienti. Per la sua disponibilità, per la sua gentilezza, per la simpatia di cui mi fa dono ogni volta che lo incontro.
Perché siamo amici. E ne sono orgogliosa.

Luca Bianchini ed io (foto FP)


PS: ringrazio il mio fotografo preferito per l'amore e per le foto bellissime.
Pure per la gita eh.




"Ci sono ancora uomini che nel 2014 credono che la violenza sia la soluzione, mentre invece non serve a nulla. Noi dobbiamo prendere una posizione: NO WAR, NO TERRORISM, NO MORE".
( Stevie Wonder - Lucca - 20 luglio 2014)