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22 novembre 2023

[25 novembre] Ricorda uomo di Mariella Scalzullo






Ricorda uomo che ti dici estraneo alla violenza sulle donne e pubblicamente la condanni, rispettarci vuol dire:


gioire con noi se abbiamo successo sul lavoro anche se guadagniamo come o  più di te;

apprezzare e seguire i consigli di amiche come degli amici;

condividere ogni impegno domestico paritariamente;

pensare che la minigonna indossata la sera ci faccia belle e non         prede;

rispettare il nostro pensiero anche quando non lo condividi;

pensare che essere il capofamiglia non abbia alcun senso tra noi;

che il nostro cognome possa precedere il tuo;

che i nostri malesseri/malattie abbiano lo stesso peso dei tuoi;

che nel sesso il nostro piacere sia da raggiungere  come il tuo;

Che l' amore sia tutto questo e mai possesso;

Il  nostro NO ha lo stesso peso  del tuo;


      Ricorda e sarai un Uomo.



(Mariella Scalzullo - inedito - novembre 2023)


Questo post era programmato per sabato, ma le ultime vicende mi hanno costretto ad anticipare. Sono sconvolta, a distanza di due giorni dal ritrovamento di Giulia Cecchettin,  ieri c'è stata la 106 esima vittima. È tempo di dire:

BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA BASTA

20 agosto 2023

[VACANZE] L'ozio non mi appartiene

 


L'ozio non mi appartiene.

Lo scavalco, lo imbriglio, lo fuggo.

Le mani e il pensiero sempre attivo, non riconoscono quel viso pallido e sudato.

Forse perché gli concedo di me così poco,

esulta quando finalmente mi ghermisce, in un pomeriggio velato e ventoso.


(Mariella Esseci, 20 agosto 2023)

05 maggio 2021

[EVERYDAY IS THE RIGHT DAY] DA UN'IDEA DI DANIELE VERZETTI: DONNA BLUES DI MARIELLAESSECI

Anche questo mese partecipo all'iniziativa voluta da Daniele Verzetti per parlare di donne vittime di violenza: (QUI) i particolari se volete leggere o partecipare. 

Oggi ne parlo con una mia poesia.


Lascio andare lo sguardo alle luci delle case degli altri,

mentre una lacrima mi solca il viso.

Sto scappando dai miei mostri.

Avevo una casa e tanti luci anche io,

un tavolo con dei fiori freschi al centro,

un forno sempre acceso

Un divano e tanti libri.

Un camera candida col suo copriletto di raso bianco,

candele profumate e incensi.

Il sorriso sempre pronto in attesa del suo ritorno.

Ma non andava mai bene niente;

i fiori troppo costosi

il cibo insipido o bruciato

e mai abbastanza birre in frigo.

L'inferno arrivava in un momento.

E nascondevo i lividi con il trucco

sempre ben coperta, anche d'estate.

Ma oggi il  copriletto si è tinto di rosso sangue,

c'è finalmente un gran silenzio.

Attraverso la strada con il cuore allo stremo.

Entro e fermo un agente:

"forse l'ho ucciso" dico

e sono finalmente libera.


(Mariellaesseci -  maggio 2021)



20 marzo 2021

[SABATO DI POESIA] IL FERROVIERE CONTADINO DI MARIELLA ESSECI

 

Foto privata vietata la riproduzione

Da quella scaletta che prendevi  di corsa,

ci hai abituato a salutare il mondo

quello che scorreva sempre più veloce di noi.


Ci hai spinto a non rimanere in sosta,

ma a correre con quanto fiato avevamo in gola

per abbracciare vita e sogni.


Il fischio con il quale salutavi le partenze

dava ritmo al tempo e ai sorrisi

quelli belli e luminosi con cui ci accogli


E molti erano i giorni delle tue assenze

in cui la vita sembrava sospesa

e l'attesa l'unica virgola determinante


E tra i chilometri percorsi e il vento

hai trovato il posto dove appoggiare gli anni

quelli che contengono esperienza


Nell'orto di Dio, dove poni l'accento

rinasce la vita ogni giorno

grazie alle tue mani


E mai mi basteranno le parole

per ringraziarti 

perché il mio cuore è tuo

caro papà


(Mariella Esseci - le mie poesie - 2020)


Note biografiche sull'autore.

Mariella Esseci nasce a Benevento nel 19.. vabbè, nel secolo scorso. Vive nella provincia di Monza e Brianza dal 2000 ma è lombarda d'adozione dal 1985. Lavora come la maggior parte dei suoi concittadini risparmiandosi poco, ma quello è caratteriale, l'ha ereditato dai genitori. Le piace scrivere, prosa e poesia. Ha un blog da oltre dieci anni dove la parola d'ordine è passione. Ne ha tanta, lo si capisce da tutto quello che fa. Abbastanza testarda, quando c'è da sguainare la spada non si tira mai indietro. Ma sa essere molto dolce, quando meno te lo aspetti. La sua scrittura è limpida e scorrevole,  a volte evocativa, riesce ad abbracciare le persone e reputa fondamentali le parole. Nella vita ha un carattere simile a quello di suo padre, si dice sia la sua fotocopia. Ma come lui, riesce a dare conforto anche ai sassi, perché capace di cura e ascolto. Per tutto quello che la riguarda non può far altro che ringraziare la mamma e il papà. A cui oggi, con un giorno di ritardo, dedica il suo sabato di poesia. Amici che mi leggete, vi prego di essere clementi. Non ho mai detto di essere poetessa ma figlia innamorata sì. Quello è per sempre.



31 dicembre 2020

[RIFLESSIONI] QUELLO CHE ... NEL 2021


DAL WEB

"Quello che verrà avrà il profumo della primavera 2020 mai vissuta.

Sarà corse nei campi accarezzati dalla luce.

Sarà lieve come l'arcobaleno che desideravamo da bambini.

Sarà la nuvola di zucchero filato che ci regalavano alle fiere.

Sarà la mano ferma che  ci guiderà.

Sarà il sorriso che ci curerà.

Sarà il mare che ci accarezzerà.

Sarà la montagna che ci abbraccerà.

Sarà il profumo della mamma.

Sarà la carezza del figlio.

Sarà la voce del padre.

Sarà la consapevolezza del traguardo.

Sarà la vita nuova a cui andremo incontro.

Sarà quel futuro che non ci aspettavamo.

Sarà l'incontro delle nostre mani.

Quello che sarà è il mondo intero che torneremo a respirare."

(Mariellaesseci@2020 tutti i diritti riservati)


Non ci sono bilanci su questa pagina e sono anni che non ne faccio più, nella vita come in rete. Inutili come gli oroscopi di cui molti si faranno una scorpacciata a partire da domani😜Io per fortuna  sono abbastanzavintage da essere riuscita a superare questo scoglio😆 Ma voglio comunque salutare il 2020 come un anno che, seppure complicato, mi ha regalato più comprensione verso gli altri e verso me stessa. Che non si finisce mai d'imparare ad essere migliori e di solito capita proprio quando la vita ci mette a  dura prova. Voglio perciò augurarvi tanta speranza e positività con le parole  della mia poesia. Semplici e beneaguranti come il "sarà" che la contraddistingue. Aggiungeteci il vostro SARÀ.  Diventerà più ricca e luminosa GRAZIE AL VOSTRO CONTRIBUTO. 

         Un abbraccio circolare a tutti voi. Buon anno nuovo💛❤


I Vostri "sarà" che impreziosiscono il mio post.

Cesare: que serà serà;

Daniele Verzetti: sarà bello per me scrivere sempre delle ingiustizie del mondo, bello perché vorrà dire che ci sarà un mondo;

Cristiana Marzocchi: sarà una cornucopia piena di stelle ed ogni desiderio sarà esaudito;

Angela: sarà difficile ma proveremo a riprenderci la nostra vita, le nostre libertà;

Mirtillo14: sarà l'anno in cui il virus dovrà battere in ritirata;

Hermione: sarà l'anno della normalità;

Maris: sarà lo stupore davanti alla ritrovata libertà di mostrare il sorriso;

Pia: sarà il guardare senza indifferenza e paura;

Patricia: sarà insegnamento per chi saprà imparare; 

Lory: sarà l'anno degli incontri perché dopo l'attesa ho voglia di chiacchiere, occhi negli occhi e mani nelle mani;

alberto bertow marabello: sarà terra sabbia e cemento da metterci le mani per costruire sulle macerie che troveremo;

09 aprile 2019

A VOLTE SONO STANCA

Washington DC 

A volte sono stanca di lottare in difesa altrui.
A volte sono stanca di preoccuparmi di chi di me se ne frega.
A volte sono stanca di chiedermi per prima come sta un amico.
A volte sono stanca di correre ai ripari.
A volte sono stanca di sorridere anche se ho lacrime a strabordare.
A volte sono stanca di rincorrere una meta che non riconosco più come mio obiettivo.
A volte sono stanca di essere presa in giro.
A volte sono stanca di sorridere.
A volte sono stanca del buio.
A volte sono stanca.






(MariellaEsseci @2019)

08 marzo 2019

ANNA E MARCO.

Potremmo essere noi, mentre ci stiamo cercando. Tesi dal desiderio di incontrarci, di arrivare alla nostra stella.  Con tutta quella luce che ci gira dentro, che non trova sfogo e sbatte le ali come una farfalla impazzita. Potremmo essere noi mentre prendiamo quel treno, che le moto ci hanno sempre fatto paura. Mentre la terra scorre accanto e i pensieri si azzuffano dentro. Infiniti a rincorrersi pieni di fremiti di ansie e di paure. Ma che voglia di raggiungerli, di farli a pezzettini e di ricompattarli. Noi in quella grande stazione bianca, che riconosciamo, perché l’abbiamo sognata tante volte. Noi,mentre guardiamo la grande piazza che ci gira intorno, il grattacielo accanto. Quella strada urbana, cosi incommensurabilmente lunga. Sì, noi che abbiamo paura ma la vogliamo fregare. Non hai mai avuto le scarpe grosse, ma l’eleganza di una persona buona e forte.   I sogni coltivati sono finiti in fondo ad un cassetto, c’è da costruire la vita vera, ma non sai ancora se è quella che ti sei imposto o se ci sarà dell’altro. Io invece i sogni non li ho mai coperti, mi hanno sempre aiutato a rialzarmi. Del resto se adesso, batto forte i tasti del mio pc per raccontare la nostra storia è perché, quei sogni ce li ho ancora dentro che gridano. Forte, come quando ero bambina e sognavo di volare, quando a scappare non poteva essere la corteccia ma la polvere di stelle. Io che ho amato la città luminosa fin da quando, piccolissima, ne ho respirato l’odore e toccato l’erba. Con occhi spalancati attraverso i quali la bevevo tutta. E speravo, che mi bruciasse dentro tutta quella vita che volevo per me. Poi, tutto quel ritmo mi ha ubriacato e ho perso i passi. Ho ripreso ad urlare in una casa di vetro che non era la mia, dove le urla degli altri erano ancora più forti. Non era quello, il mondo. Non era quella la sostanza. E allora sono passata da una periferia all’altra, lungo un viale di platani. In un giorno di settembre di una lucentezza assurda. Ho ritrovato i passi, il cuore. Ho scoperto un sorriso uguale al mio. Modalità on. Tenersi per mano. Ero arrivata.

(Mariellaesseci 2016)
Liberamente ispirato da Anna e Marco (Lucio Dalla - 1979)


Vorrei dire a tutte le donne, facendomi voce di quelle calpestate, derise, umiliate,violentate  e uccise, che non ci serve una festa all'anno. Che ci servono rispetto e amore tutti i giorni. Avere al nostro fianco uomini e donne così, che ci sappiano cantare, poetare, raccontare, abbracciare, tutelare, sostenere.AMARE. È quello che conta.
E ai molti che già lo fanno, oggi vorrei dire GRAZIE. 





12 febbraio 2019

SILENZIO.







Immagine presa dal web







Vorrei provare quel tono e quel silenzio.
Il cuore che batte lentamente utilizzando tutti i suoi pesi.
Lo sguardo che non vaga
ma fissa un punto al centro,
specchio  dei suoi mesi.
Vivere questo istante ogni volta, ogni giorno.
Osservo il tuo silenzio così simile al mio.
Attraverso l'ombra dei tuoi occhi
alla ricerca del tuo mondo.
Sono arrivata.
Esattamente lì dove voglio stare.


2017 @Mariellaesseci tutti i diritti riservati









01 gennaio 2018

VIVA LA LIBERTÀ.



"Vi auguro un anno lieve di brezza leggera,
di sogni fatti di burro e cascate di cioccolata,
di passi piccoli ma sicuri,
di momenti leggeri come nuvole di zucchero,
di lacrime da asciugare in un istante
e di sorrisi luminosi e caldi come un cielo di giugno.
Vi auguro abbracci sinceri e numerosi
e confortevoli come la luce dell'amore.
Quella che brilla negli occhi di chi vi ama,
fortunati loro e fortunati voi.
Vi auguro compagnia fedele e onesta,
nessun vigliacco ad accompagnare la porta.
Che resti socchiusa ad ogni nuovo amico che vorrà entrare.
Vi auguro buon bagaglio.
Vi auguro libertà.
Vi auguro amore."

(Mariellaesseci)

Buon anno amici miei.





15 gennaio 2017

ANGOLI



Ci sono angoli che bisogna attraversare con il vento in poppa, senza titubanze.
E angoli che si presentano all'improvviso senza essere stati invitati.
Quelli che avremmo voluto evitare.
Quelli che superiamo con dolore.
Ci sono angoli in ogni parte del nostro cuore.
E angoli nei cuori altrui.
Io ho visto un pezzettino di strada oltre un angolo difficile che voglio raggiungere.
E se il mio cuore e il suo batteranno all'unisono, ce la farò.


(@Mariellaesseci 2017 - tutti i diritti riservati)





08 giugno 2016

UNA SERA COME LE ALTRE.








Qualche sera fa, camminavo verso casa, con la testa per aria e il cuore altrove.
Sentivo tutto il profumo della primavera che mi entrava nelle narici, arrivava a mescolarsi con il sangue.
Il cielo azzurro, limpidissimo, mi donava sensazioni bellissime, foriere di promesse.
Il sole sulla testa riscaldava tutto il corpo.
Nonostante la stanchezza dopo la giornata lavorativa, camminavo celermente e sorridevo.
Ho un'età che dovrebbe farmi andare a testa bassa, quasi senza sogni. Dicono.
Invece, avevo nel cuore la stessa gioia dei miei vent'anni, la stessa allegria sulle labbra. 
Un sorriso appena accennato, come se aspettasse l'invito a sbocciare, come una rosa.
Lampi di pensieri felici, onesti, semplici.
Nulla di eccessivo, ma avevo voglia di proteggere.
A posto con me e con il resto del mondo.

Vorrei raccoglierla tutta questa serenità, conservarla per i momenti difficili.
Come un fiore delicato, senza esporla troppo, ma riservandole una veste bianca, da sposa.

@Mariellaesseci - tutti i diritti riservati

19 maggio 2016

Il sorriso.



Qualche giorno fa un amico di blog mi ha fatto un complimento riferito al mio sorriso paragonandolo a quello di un'attrice che mi piace molto. E allora mi è venuto in mente che avevo scritto "parole nel vento" proprio a proposito di questo, tempo fa,  tenute da parte in uno dei cassetti del mio blog. Ecco le righe, sono le mie solite elucubrazioni mentali, abbiate pazienza.

"Quel sorriso che mi contraddistingue. Che fa dire a tutti quanto sia caratteristica fondamentale per riconoscermi tra milioni di persone. 
Spento, sembra che sia andato via il sole. Appare il buio come ombra precisa, tra la fronte e le sopracciglia.
Si aggrappa a due piccole rughe che il tempo ha formato giusto a metà, come ponte tra il tempo andato e quello a venire.
Come strada, quella che ho già percorso e quella ancora da fare. 
Mi riconosce. Ogni mattina  prega quasi che io distenda il viso, tanto da renderlo luminoso grazie a lui.
Ci sono stati giorni in cui mi è venuto facile e altri invece che non riuscivo nemmeno a guardare il rilfesso di me. Io? No, solo una povera donna frantumata. Una pianta recisa, senza radici, lontana da tutto e volontariamente.
Da bambina mi dicevo che nulla poteva gettare ombre oscure tra me e il cielo. 
Guardavo l'orizzonte e ci trovavo, futuro, regno e destino. Certo poi dovevo fare i conti con una realtà e con un presente pesante, carico come nuvole di pioggia, ma mi bastava chiudere gli occhi e tornavo a vedere le cime pur lontane, degli alberi.
Mi ci aggrappavo a quelle cime. Le vedevo curvarsi solo per il vento. Ma ritenevo il vento l'inizio di un viaggio. 
Lo volevo il vento. Mi avrebbe portato con sè tra le fronde.
A piccoli passi, spostavo la visuale. Grazie a parole lette cariche di stupore distante. Mi rendevano ricca  e felice. Se penso alla mole di parole lette e amate la sorpresa più grande è la cadenza di questa fortuna.
Poter sempre attingere da quel piccolo forziere che porto assieme al mio cuore. Non ci sono chiavi a chiusura. Il forziere e solo socchiuso. Lo lascio così in modo tale che le parole e la loro vitalità possano scorrere e vagare liete, attorno a me.
Ma intanto che andavo, rischiavo brutte battute d'arresto. Un percorso personale interrotto, per motivi che dipendevano da me o da altri. Sono colpevole dei miei fallimenti nella misura in cui li ho accettati. 
Sono consapevole delle vittorie per quello che sono riuscita a portare sul piatto della mia crescita.
Un passo in avanti e forse più di uno. Qualcuno indietro.
Quanta libertà posso ritrovare in quei passi che mi hanno costretto a ripensamenti a correzioni?
Molta, se hanno  migliorato il mio cammino."

(@MariellaEsse - tutti i diritti riservati)

21 marzo 2016

VITA.










Attimi, 
immobili silenziosi scalini.
Leggeri come il sorriso trasparente di una mamma che abbraccia.
Pesanti, come il fiato di un ricordo che colpisce nel profondo.

Solitudine.
Inutile come lo sguardo posato nel vuoto.
Piena come il calore che irradia una certezza inevitabile.

Sostanza.
Chiara, luminosa come un campo di girasoli che flessuosi sostengono il sole.
Vera, alba lucente che riempie con un getto continuo.

Impegno.
Luce universale, sapienza irradiante quotidiana.
Forza, mistica miscellanea di valori imprescindibili.

Mi lascio cullare da lettere che formano l'intero mio mondo.


(@Mariellaesseci - tutti i diritti riservati)

20 marzo 2016

Papà.


Ieri era la tua festa.
Non amo scrivere di feste e festeggiamenti sul mio blog.
Per cui, sarò breve anche adesso.





Ti stringo la mano, forte eh, forte.
Non la lascio come non la lasciavo da bambina.
Non te la lascio adesso perché adesso più che mai c'è bisogno.
Sono lontana eppur vicina.
Si sta lottando insieme, in questi giorni duri.
Per proteggere, per riparare, per curare, un'anima cara.
Che soffre, che lotta, che risolleva la testa ogni tanto, ma è tanto stanca.
E tu, sei lì. Con le spalle fiaccate, dalla stessa cura che abbatte, che colpisce.
La cura.
Ogni giorno, un passo avanti.
Ogni giorno, le carezziamo la guancia, le teniamo forte il viso, le attutiamo i colpi.
Ogni giorno, ci siamo.
Tu un po' di più.
Tu papà.
Grazie.

(@Mariellaesseci - tutti i diritti riservati)



11 dicembre 2015

Scrivo perché.








Scrivo perché per tutta la vita non sono stata capace di fare altro.
La luce fioca nella mia stanza di bambina mi indicava la strada.
Ed io vergavo lentamente e con cura infinita i miei piccoli pensieri in evoluzione.
Lasciavo parole minime, semplici;  talvolta intense.
Che ora rileggendo mi allungano un sorriso di tenerezza.
Le grandi "effe" a mo' di fiocco che ingentilivano i messaggi.
E le "elle" il cui occhiello in alto sembrava volesse prendere al laccio la luna.
Adoravo le "esse" e le "emme" anima del mio nome e cognome.
Desideravo e attingevo attorno a me l'acqua necessaria...
Quella fonte limpida che non si è mai esaurita.
Col tempo ingrossata da affluenti generosi, 
Mi ha affrancata e stimolata.
Vorrei che ci fosse pienezza e rotondità nelle mie parole.
Che fossero ardite, generose e sapienti.
Struggenti per trascinare con sè chiunque mi ami.
Velenose quanto basta per allontanare chi mi odia.
Amorose per poter stringere le braccia attorno al collo di chi mi vuole bene.

Scrivo perché nella mia vita non vorrò fare altro.
Per illuminarmi ed illuminare.

(@MariellaEsse - tutti i diritti riservati)

# I MIEI PRIMI PENSIERI, IO SCRIVO PERCHÈ.








Scrivo perché per tutta la vita non sono stata capace di fare altro.
La luce fioca nella mia stanza di bambina mi indicava la strada.
Ed io vergavo lentamente e con cura infinita i miei piccoli pensieri in evoluzione.
Lasciavo parole minime, semplici;  talvolta intense.
Che ora rileggendo mi allungano un sorriso di tenerezza.
Le grandi "effe" a mo' di fiocco che ingentilivano i messaggi.
E le "elle" il cui occhiello in alto sembrava volesse prendere al laccio la luna.
Adoravo le "esse" e le "emme" anima del mio nome e cognome.
Desideravo e attingevo attorno a me l'acqua necessaria...
Quella fonte limpida che non si è mai esaurita.
Col tempo ingrossata da affluenti generosi, 
Mi ha affrancata e stimolata.
Vorrei che ci fosse pienezza e rotondità nelle mie parole.
Che fossero ardite, generose e sapienti.
Struggenti per trascinare con sè chiunque mi ami.
Velenose quanto basta per allontanare chi mi odia.
Amorose per poter stringere le braccia attorno al collo di chi mi vuole bene.

Scrivo perché nella mia vita non vorrò fare altro.
Per illuminarmi ed illuminare.

(@MariellaEsse2016 - tutti i diritti riservati)




Ripubblico questa poesia che tra le mie è stata quella scritta in pochissimo tempo, pubblicata senza correzioni, così come l'ho pensata.
In questo modo partecipo all'idea nata nel blog di Chiara Solerio "Appunti a margine" con questo post dedicato allo scrivere di getto.senza revisionare nulla.
Ho trovato davvero interessante la prova che cadeva a fagiolo per una come me, visto che la maggior parte dei miei post nasce così, da un pensiero che si tramuta in parole e poi va giù random, senza nemmeno supporre fin dall'inizio dove si andrà a finire.
E allora ecco, la poesia dedicata alle parole che scrissi una sera d'inverno, tempo fa, mentre avevo il cuore ingrossato da un pensiero di quelli pressanti, che ti tolgono aria e lucidità. Allora mi aiutò a calmare le onde della tensione e dello sgomento. Quel pensiero ogni tanto torna, ma lo ricaccio in fondo al buio dove deve restare, affinché io possa continuare a respirare.



23 novembre 2015

MIGLIAIA DI PAPAVERI ROSSI.




Immagine dal web




La collina una regina,
sulla cima una corona, acqua e vita.
La circondano strade, tortuose e virtuose.
Fatica nel salire, dolcezza nello scendere.
Rose profumate, coltivate nel giardino trionfale.
Inizio di tutto, tra amore e radici.
Dal terrazzo, si domina il mondo alla base.
L'infinito.
Per i bambini tracciato d'avventura,
per gli adulti sostanza e essere.
Lontano, in basso, macchie di verde e di azzurro.
Piccoli esploratori, con fazzoletto colorato al collo.
Campi di grano colto, gambe graffiate, labbra sporche di frutta selvaggia.
Passi lunghi e senza riposo.
Mille voci, avventure, fantasia.
Canzoni stonate lasciate ad eco distratti.
Ore di silenzio tra ami e canne scosse dal vento.
Pietre lisce, piatte, da tirare contro l'ombra del fiume amico.
Scintillante, promettente, carico di speranze.
L'acqua è trasparente come la ricerca fatta con la bellezza nel cuore.
Non troppo lontano il fischio di un treno.
Una strada ferrata da percorrere in bilico su piccole rette di ferro.
L'odore di un legno pesante, che porta tanta fatica.
Usato per costruirle ma anche per scaldare, d'inverno.
L'estate del ricordo, immutabile, perfetta.
Come un intero campo di papaveri rossi, cullati dal vento leggero.
Un ricordo che sarà protetto dal mio cuore per sempre.
Assieme al mondo che non c'è più.
Ma che resta quello più vero.
(Mariellaesseci-tutti i diritti riservati)


Trentacinque anni mi separano dalla fine della mia infanzia.
E il ricordo è lì, impresso nella fotografia dell'ultima estate.
Tra quelle persone e quei luoghi che un evento tragico ha allontanato da me.
Solo in apparenza.
Perché la culla del ricordo li sostiene vividi tra le macchie rosse del prato più bello del mondo.

IRPINIA, 23 NOVEMBRE 1980.

21 luglio 2015

Caldo...






Seminatore -  Vincent Van Gogh





Latito.
Il caldo mi rende languida, instabile, poco docile.
Mi consiglia la fuga, i respiri irregolari, altri orizzonti.
Mi impigrisce, mi rende svogliata e distante.
Il caldo mi brucia come una foglia di vite avvolta nella moussaka, di cui senti il profumo e vago sapore.
Mi lascia sospesa lì su quel davanzale da cui riesco a dominare la città lontana.
E guardo le luci, brillanti di promesse invitanti.
Gocce di sudore attraversano la pelle, si distribuiscono nell'aria verso l'altrove.
Perle salate, umore di vita.
Resto.
Sto ancora seminando.
Ma manca poco, al turbinio di un'estate breve e intensa che, sirena incantatrice, mi attende.






07 maggio 2015

La mia città.



Cartina del Feudo Benevento - immagine web




La mia città è il posto dove sto bene, dove il cuore è quieto e le strade sono lunghe strisce amiche che accompagnano i miei passi.
La mia città brilla di sole sposato a pietre antiche, che risuonano di echi poetici e tragici, di musica potente e di cantori epici mai dimenticati.
La mia città volge lo sguardo all'orizzonte oltre un arco antico che congiunge tutti i passi verso un'unica direzione: Roma.
La mia città è stata schiava di barbari, di re stranieri e di papi. Ma ha costretto al giogo la razza che dominava il mondo.
La mia città è in una culla, protesa verso monti e boschi di noci misteriosi e profani, dove si intrecciavano balli e canti sacrileghi.
La mia città avrebbe voluto un po' di mare, ma si è accontentata di un fiume in cui il figlio di un grande imperatore trovò la morte.
La mia città ha un cielo lucente e venti carezzevoli.
E' lì dove resiste il mio amore.
Ovunque sarò è il luogo dove vorrò tornare.
(Mariella S.)

                                                       La mia città: Benevento.

Teatro Romano - immagine web

immagini prese dal sito di Benevento foto web - Rocca dei Rettori
immagini prese dal sito di Benevento foto web - Corso Garibaldi 
immagini prese dal sito di Benevento foto web - Cinta muraria Longobarda
immagini prese dal sito di Benevento foto web - Chiesa di Santa Sofia
immagine presa dal sito Benevento foto web - Fiume Calore
immagine presa dal sito Benevento foto web - Piazza Roma
immagine presa dal sito Benevento foto web - Arco di Traiano