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14 aprile 2019

I VINILI DELLA DOMENICA: HEROES - DAVID BOWIE





Parlare di DAVID BOWIE non mi viene facile per il coinvolgimento emotivo e, chi mi conosce da molto tempo, sa delle volte che ho  scritto dei post su di lui e quanto amo ricordarlo
Il 10 gennaio del 2016 moriva a New York  lasciando un vuoto totale e il rimpianto per tutto quello che avrebbe potuto regalarci ancora. Perché se c'era una cosa  fuori discussione quella era il suo saperci sempre sorprendere. Ad ogni nuovo giro di valzer. Sempre avanti, iconico e irraggiungibile.
Qualche anno fa sono stata a Berlino, durante le vacanze natalizie. E avevo deciso di cercare lì, quello che io ritengo il più progressivo dei suoi album e a cui, per ragioni personali, sono molto legata. Lo avevo consumato ma in cassetta. E a 39 anni dalla sua uscita, lo trovai da un rigattiere. 
Sto parlando di HEROES.
perché proprio Berlino?
Perché l'album  è stato scritto a Berlino, alla fine degli anni Settanta, in un periodo in cui lui stava attraversando una  crisi profonda (come gli U2, che rinacquero nella stessa città una decina d'anni dopo)tanto che i suoi più cari amici, John Lennon ed Elton John, si erano convinti che fosse prossimo alla morte. Ma lui li sorprese ancora una volta "volando" alla volta della città tedesca e indossando per la prima volta una nuova maschera: quella  del DUCA BIANCO. 

La città, all'epoca,  era un fiorire di nuove idee dal punto di vista musicale, quasi che Londra le avesse passato il testimone. Molti artisti inglesi occupavano la sua scena rock,ed è lì, che David Bowie, incontra Brian Eno e Iggy Pop, con cui condivide un appartamento a Schoneberg, un quartiere della città. Le finestre del piccolo studio si affacciavano su un tratto del celebre muro e chissà se Bowie e Eno non trassero linfa vitale per l'album proprio guardandolo, ogni giorno. Venne registrato allo Studio 2  degli Hansa TonStudio.



Ma di che cosa parla l'album seconda parte di un trittico? Niente altro che di una rivoluzione. In un periodo in cui in campo musicale c'era la necessità di creare un nuovo sound per una nuova età.  Avanguardia pura. Che fosse la colonna sonora giusta per il periodo storico?  In occidente erano tempi oscuri. I moti studenteschi  preannunciavano il periodo buio delle stragi e degli attentati. Negli Stati uniti gli echi della guerra in Vietnam si spegnevano assieme alla cultura hippie. In oriente moriva Mao e la rivoluzione culturale. "A Berlino, al centro del mondo diviso, Heroes parlava di una sfida a quel mondo che invece poteva essere vinta per sempre, rendendo i suoi autori eroi, ma solo per un giorno.Di un amore eterno e insieme fugace, ma non occasionale, né effimero. Di un’eternità che in quella fugacità si compiva, e che esisteva anche se, o forse proprio perché, circoscritta."



E mentre il mondo ballava al ritmo dei Bee Gees, in quello studio discografico che avrebbe poi accolto altri grandi artisti quali gli U2 già citati ma anche i REM e i DM, solo per fare un paio di nomi,  si compiva il miracolo cercato. Una meraviglia di novità tra suoni e musica, l'inizio del ventunesimo secolo come disse Bowie stesso. Uno dei suoi migliori lavori. Un album fuori da ogni schema. Moderno a tutti gli effetti ancora oggi. Un album che, quando lo ascolti, resti in silenzio a meditare a lungo su quanto sia difficile concepire capolavori così. 
Senza tempo.
Alieno e Eroe come lui. 
TRACK LIST:

  1. Beauty and the Beast 
  2. Joe the Lion 
  3. "Heroes"
  4. Sons of the Silent Age 
  5. Blackout
  1. V-2 Schneider 
  2. Sense of Doubt 
  3. Moss Garden 
  4. Neuköln 
  5. The Secret Life of Arabia 

Formazione album: David Bowie, Carlos Alomar, Dennis Davis, George Murray, Brian Eno, Robert Fripp, Tony Visconti, Antonia Maass.

ANNO DI PUBBLICAZIONE 1977



Fonti: PANORAMA 2017